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Wine&Siena porta il Brunello nel cuore gotico

Wine&Siena il 21 e 22 gennaio trasforma i palazzi storici della capitale del gotico nei luoghi di assaggio di grandi vini di 250 cantine

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Wine&Siena: siamo al Desk 165 nella sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico con Brunello e Brunello Prime Donne 2012, Roso di Montalcino, Cenerentola DOc Orcia e Chianti Superiore. Assaggiare il Brunello sotto gli affreschi di Duccio di Buoninsegna e Simone Martini sarà un’emozione nuova. E’ la consacrazione del valore culturale del vino, del suo essere parte della stessa civiltà senese che ha prodotto opere d’arte come l’affresco del Buongoverno con l’immagine scelta dall’Unesco come simbolo mondiale della Pace, oppure pietre miliari della storia civile come il “constituto” del 1309, prima carta costituzionale scritta in volgare perché tutti la potessero leggere e capire. Tutto questo fa parte di questo palazzo ed è bellissimo visitarlo con un calice del meraviglioso Brunello 2012 in mano.

Social-team-Wine&Siena-Violante-Gardini

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Questo e tanto altro è Wine&Siena organizzato dal Merano Wine Festival con 250 produttori di vino e tanti artigiani del gusto selezionati uno per uno. Ogni espositore ha dovuto infatti sottoporre le sue bottiglie a una commissione che ha ammesso e premiato i migliori. I nostri cinque vini sono stati tutti premiati e i due Brunello 2012 hanno ottenuto anche la medaglia d’oro.
La formula dell’evento senese, che anticipa di venti giorni le anteprime dei vini toscani, è un mix di arte, storia e enogastronomia. Le location sono scrigni di capolavori d’arte come Rocca Salimbeni sede della direzione generale del Monte dei Paschi di Siena dove verranno assaggiati Chianti, Chianti Classico, Montecuco Cortona … In Palazzo Sansedoni ci saranno 4 master class con degustazioni guidate (da non perdere la vista su Piazza del Campo, la mitica piazza del Palio). La Doc Orcia insieme ai vini di Bolgheri, Piemonte, Veneto … e alla gastronomia saranno nel rettorato sede di una delle università più antiche del mondo fondata nel 1240.

Zone emergenti del vino nel mondo 

Okanagan, Tasmania, Corsica, Inghilterra, Georgia, Michigan ecco dove sono le zone emergenti e le nuove frontiere del grande vino

Zone-emergenti-del-vino-Okanagan

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle

Nel vino esistono i grandi classici: Borgogna, Barolo, Brunello, Champagne …. e le novità come l’Oregon o l’Etna. Fra le zone emergenti alcune entrano nell’olimpo dei classici come Bolgheri, Napa Valley e altre passano di moda. L’autorevole rivista statunitense “Wine Enthusiast” pubblica a firma dei sui editors cioè dei personaggi di spicco della sua redazione le 6 zone emergenti del vino.
Alcune sono delle conferme e altre delle sorprese. E’ una conferma Okanagan, in Canada, che negli ultimi anni ha scalato il vertice delle classifiche mondiali di

Georgia-vino-in-anfora

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turismo del vino. E’ una zona bellissima nello stato canadese del British Columbia, a 150 km dal confine statunitense. Negli ultimi 25 anni le cantine sono passate da 17 a 270 e coltivano Syrah, Cabernet, Merlot, Chardonnay, Pinot nero, grigio e bianco su suoli molto di versi per altitudine e composizione. Recentemente ho assaggiato un Riesling chiaramente ispirato, per ammissione stessa del produttore, alla versione renana di questo vino. Pulito, tecnicamente perfetto ma ancora privo di quella complessa e intrigante mineralità che solo i vigneti centenari riescono a sprigionare.

Vini falsi per un miliardo di Dollari

Una bottiglia su cinque di vini pregiati è contraffatta ma il dato potrebbe essere sottostimato perché c’è chi vende vini falsi per metà del suo business

Chateau-Latour-1864-autentico

Chateau-Latour-1864-autentico

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Lotta ai falsari di vino: Maureen Downey della Chai Consulting ha creato un sistema tecnologico di controllo simile a quello che certifica i diamanti. Chai Wine Vault permette di tracciare ogni bottiglia a cui viene data un’identità digitale basata su 90 elementi comprese fotografia, capsula, tappo, vetro …. C’è persino uno speciale microchip che avverte quando il tappo viene aperto o perforato con Coravin.
Qualcosa di talmente complesso e forse costoso che ne restringe il campo di utilizzo alle bottiglie con un prezzo unitario a due zeri. Tuttavia è la manifestazione di un problema crescente in corrispondenza all’aumento dei vini destinati a rimanere nei caveau come beni d’investimento. In un’epoca in cui

Lafite-1874-autentica

Lafite-1874-autentica

acquistare azioni o obbligazioni è sempre meno attraente cresce l’interesse per gli oggetti di antiquariato, i dipinti e ovviamente i vini pregiati. Tutti settori che pullulano di falsi.
Una conferma alla crescita dei vini falsi arriva da un’asta avvenuta il 3 dicembre e riguardante il mercante di vino statunitense Premier Cru il cui proprietario e co-fondatore, John Fox, è in prigione a seguito di un’indagine dell’FBI. Fra i prodotti venduti c’erano 2.500 casse in legno vuote e 221 bottiglie vuote di grandi vini compresi un Lafite del 1872 e un Latour del 1865. Le bottiglie sono state vendute, in sei lotti, a un prezzo compreso fra i 20 e i 50 Dollari. Il commento di The Drinks business alla notizia, esprime la preoccupazione per l’uso che varrà fatto di queste bottiglie. Se infatti chi le ha comprate era presente nella sala d’aste e dunque è stato identificato, successivamente può immetterle sul mercato dei falsari anche attraverso e-Bay. Tutto molto facile, legale e remunerativo … quello che succede dopo è un’altra storia.

Nuovo atto vandalico in cantina

Dopo Soldera a Montalcino altro atto vandalico in Oltrepò nella cantina di Ottavia Giorgi di Vistarino. 5.300 ettolitri, danno da mezzo milione di Euro

Ottavia-Giorgi-di-Vistarino-colpita-dall'atto-vandalico

Ottavia-Giorgi-di-Vistarino-colpita-dall’atto-vandalico

Di Donatella Cinelli Colombini

Quarant’anni, un master in viticultura, mamma da pochi mesi e il sogno di riportare l’Oltrepò all’eccellenza nel vino. Il sogno di Ottavia Giorgi di Vistarino forse finisce con un atto vandalico simile a quello che ha distrutto il Brunello di Gianfranco Soldera. Qualcuno scavalca il muro di cinta della sua azienda Rocca dè Giorgi e apre i tini di Pinot nero, Riesling, Pinot grigio, Chardonnay, Moscato, Croatina, Barbera e Cabernet. Un danno enorme, non un’intimidazione di stampo mafioso ma piuttosto il desiderio di rovinare Ottavia e l’azienda nel presente e nel futuro. Oltre al danno economico c’è infatti quello commerciale che forse è ancora più devastante perché fa perdere all’azienda il suo posizionamento nel mercato a favore dei concorrenti. Un disastro che nella sua violenza distruttiva lascia sgomenti.

Rocca-dei-Giorgi-contevistarino-villa-autunno

Rocca-dei-Giorgi-contevistarino-villa-autunno

Potrebbe succedere anche a me, è il mio primo pensiero. Io ho parti delle tinaie all’esterno, dove ho sperimentato i lieviti indigeni selezionati. Andarci e far uscire tutto il vino sarebbe un gioco da ragazzi. Bisogna potenziare subito i sistemi d’allarme è il secondo pensiero …. ma si può vivere così? E poi perché?

Te al Prosecco, ma si può?

C’è il te al Prosecco e le lattine con vino frizzante da uve Glera. L’enorme successo commerciale del Prosecco scatena appetiti vari e non sempre leciti

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Aldi un colosso della distribuzione organizzata con 7.000 supermercati e un fatturato annuo di 57 miliardi di Euro ha lanciato il “Prosecco Festive Infusion Tea” 15 bustine al costo di 1,89 Sterline (2,250€) che si propongono come una versione di te aromatizzata con il celebre vino italiano. E’ legale? <<assolutamente no>> dice Zanette presidente del Sistema Prosecco che riunisce i tre consorzi di tutela delle celebri bollicine venete. L’Ispettorato Centrale della Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole è già in azione ma, contrariamente ad altri casi di italian sounding, questa volta ha davanti un colosso mondiale che agisce forte di un altrettanto colossale ufficio legale. Aldi vende 90 milioni di bottiglie di vino ogni anno e per il te al Prosecco, ha predisposto una

GiggleWater-vino-bianco-frizzante-con-uve-Glera

GiggleWater-vino-bianco-frizzante-con-uve-Glera

confezione in cartoncino giallo e marrone che vagamente ricorda le scatole da vino. Sul fronte c’è la scritta “Italian Prosecco infusion” con una proposta talmente accattivante che la vendita on line è andata esaurita in poche ore. L’infuso fa parte di una gamma che comprende un vin brulè e chai te aromatizzato indiano con etichette speciali.
Ma non è l’unica strana iniziativa commerciale a base di Prosecco, c’è anche la lattina da 20 cl (1,99 Sterline) di in colore argento e verde con le scritte “Gigglewater Vino bianco frizzante – Made in Italy” e poi sotto “ Gigglewater: 1920’s term for the alc beverage” frase che spiega il nome gergale usato in America all’epoca del proibizionismo. Non viene usata la parola Prosecco che sarebbe vietatissima, in un simile contenitore, ma il vino all’interno è ottenuto da uve Glera nella Marca Trevigiana, insomma è Prosecco.

Cannubi la collina della discordia

La guerra è finta? 7 anni di contrasti sull’uso in etichetta la parola Cannubi passando da Tar, Ministero, Consiglio di Stato e Cassazione

Cannubi-Mappa-Barolo

Cannubi-Mappa-Barolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Se esiste un deterrente contro la voglia di zonazione dei vigneti di pregio, è la parola Cannubi. La meravigliosa collina di Barolo ha scatenato un contrasto così forte e lungo da compromettere i rapporti e persino la compattezza dello squadrone langarolo.
Cannubi, un nome quasi magico per chi ama il vino. Mio nonno Giovanni Colombini me ne parlava con un rispetto sacrale spiegandomi che Cannubi veniva usato sulle bottiglie ancor prima di Barolo. Quando finalmente la vidi rimasi impressionata da questo poggio coperto di vigne come fosse consacrato al vino. Una visione poetica che cozza contro la recente realtà: Cannubi si è trasformato in un nome che evoca veleni, avvocati, ricorsi, carte bollate e sentenze. Quasi un incubo che ha visto da un lato i Marchesi di Barolo e dall’altro un gruppo di produttori della stessa area.

Cannubi-e-dintorni

Cannubi-e-dintorni

Vediamo di capire questa intricatissima vicenda giudiziaria: la collina di Cannubi è divisa fra 5 delle 166 “Menzioni geografiche aggiuntive” previste dal disciplinare di produzione del Barolo DOCG approvato nel 2009. Esse sono Cannubi (14 errati), Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel per un totale di 37 ettari. Una goccia rispetto ai 1.900 ettari della denominazione Barolo.

Effetto farfalla nei vigneti dopo il global warming

Effetto farfalla: un piccolo cambiamento ne crea uno enorme. Nelle vigne c’era un equilibrio fra parassiti e uccelli insettivori che è finito disastrosamente

Cinniallegra-effetto-farfalla-nei-vigneti

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia DOC, Fattoria del Colle

L’effetto farfalla fu teorizzato da Edward Norton Lopez negli anni Sessanta: piccole variazioni nelle condizioni iniziali – come il battito d’ali di una farfalla -producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

L’effetto farfalla c’è anche nei vigneti ed è innescato dal global warming: non tutte le specie viventi cambiano il loro ciclo vitale in rapporto al mutare del clima e questo rompe un sincronismo creato nei secoli. In pratica le viti anticipano il germoglio così come le larve degli insetti mentre la schiusa delle uova degli uccelli insettivori ha invece mantenuto il calendario precedente. Il risultato è che quando nascono gli insetti gli uccelli non ci

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

sono e quindi i parassiti delle vigne aumentano e spesso i vignaioli reagiscono usando più pesticidi.

contribuisce non poco al riscaldamento del pianeta>>.
I gas serra impediscono al riscaldamento del sole che arriva sulla terra di disperdersi nell’atmosfera e dipendono soprattutto da 3 cause: l’uso di combustibili, l’allevamento e la deforestazione.

Wine Spectator TOP 100 i vini migliori del 2016

Scopriamo insieme i TOP 100 Wine Spectator 2016 e al terzo posto troviamo la cantina di Robert Parker del Wine Advocate, proprio lui, l’eterno rivale di WS

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Ecco a voi i primi 10 della classifica più ambita del mondo, quella del Wine Spectator TOP 100 dell’anno
1) Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis
2) Chardonnay Dundee Hills Evenstad Reserve 2014 di Domaine Serene
3) Pinot Noir Ribbon Ridge 2014 di Beaux Frères
4) Barsac 2013 di Château Climens
5) Barbaresco Asili Riserva 2011 dei Produttori del Barbaresco
6) Monte Bello 2012 di Ridge Vineyards
7) Machete 2014 di Orin Swift California
8) Tignanello 2013 di Antinori
9) Pessac-Léognan Blanc 2013 di Château Smith-Haut-Lafitte,
10) Old Vine Zinfandel Russian River Valley 2014 di Hartford Family California

Cabernet-Sauvignon-Napa Valley 2013 Lewis

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Vediamo più da vicino i 3 vini sul podio. Primo e re dei re fra i vini il Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis è una bottiglia che non si dimentica: un’elegantissima borgognotta con un semplice bollino rotondo giallo contenente una L maiuscola. Wine Searcher indica il prezzo di 495 Dollari, una sola rivendita con un solo esemplare disponibile e la scritta <<#1 Wine Of The Year 2016 Wine Spectator! Not cheap but not many out there!>> Alla faccia della rarità, si tratta di un vino introvabile! Ma le sorprese non sono finite: contro la diffusa convinzione che la grande stampa del vino USA privilegi sempre i colossi multinazionali i Lews sono una famiglia di 3 persone –Randy, Debby e Dennis- che fanno tutto a mano nella loro aziendina di Napa Valley acquistata nel 1992. Solo 108.000 bottiglie all’anno di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Randy è un ex corridore automobilistico, ha gareggiato anche in Formula 3 in Europa. Sua

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

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moglie Debby è il genio marketing della situazione con un passato familiare e professionale nel vino. Il figlio Dennis è uno sportivone che prima di entrare nella cantina Lewis dirigeva le risorse umane in grandi imprese.
La visita della cantina dura un’ora e comprende l’assaggio di 4 vini, costa 40 Dollari. Una piccola azienda che punta all’eccellenza ma è ancora estremamente artigianale.

Il vino con il formaggio sembra più buono

La scienza rivela che la percezione del vino migliora se viene assaggiato insieme al fomaggio. Tutti sapevamo del finocchio ma questa è nuova

 

Vino-e-formaggio-esaltazione-dei-sensi

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Di Donatella Cinelli Colombini

Era noto a tutti che il vino con il formaggio esalta il suo sapore ma ora c’è una prova scientifica basata su analisi sensoriali e descrittori molto particolareggiati. Il  Centre de Sciences du Gout et de l’alimentation di Digione (Ente senza scopo di lucro fondato nel 1939, ha 17,000 membri di 90 Paesi) ha pubblicato nel “Journal of Food Science” una sperimentazione effettuata su 31 esperti e che hanno assaggiato Pacherenc, Sancerre, Bourgogne e Madiran a stomaco vuoto e poi insieme a 4 formaggi Epoisses, Comté, Roquefort, Crottin de Chavignol.
I risultati sono impressionanti soprattutto per quanto riguarda dei leggeri difetti – come l’astringenza o l’acidità- che diventano inavvertibili. Sono evidentemente le componenti grasse dei formaggi a cambiare l’impatto gustativo. Sorprendentemente anche la percezione olfattiva migliora e nel Bourgogne e nel Madiran risultano più percepibili gli aromi di frutti rossi.

degustazione-vino-e-formaggio

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Vino e formaggio, possono celebrare dunque tanti matrimoni perfetti ed ora bisogna indagare quali siano capaci di far godere più intensamente il consumatore.

 

Per questo Assolatte ha stilato un elenco pubblicato da Cronache di Gusto che riporto di seguito con qualche piccola aggiunta peronale
FORMAGGI FRESCHI E SPALMABILI: tipo burrata o stracchino con vini bianchi leggeri
MOZZARELLA : con tutte le bollicine, dal Prosecco allo Champagne

Millennials a NY e Londra il vino è trendy

Il vino è di moda fra i giovani delle città che fanno tendenza: solo il 3% di millennials astemi a NY e il 12% a Londra: esplorano, assaggiano, mescolano

Londra-Donatella-racconta-il-Bruello-nella BeutscheBank

Londra-Donatella-racconta-il-Bruello-nella BeutscheBank

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle
La cosa evidente è la tendenza: il vino fra i giovani è trendy. Traversando Londra all’ora in cui escono gli uffici della City si vedono locali pieni di futuri banchieri con calici di vino in mano e non più con boccali di birra. Sono meglio vestiti, estremamente multietnici ma anche più magri rispetto al tipico funzionario britannico di un tempo, con la camicia che tira sullo stomaco gonfio. Il vino segna il momento in cui cala la tensione e si incontrano gli amici. Perché sapere di vino è cool. A Manhattan la

Millennials-al-Cafe

Millennials

dimensione è troppo grande per dare la stessa percezione ma i numeri dell’indagine svolta per ViniSud (Montpellier 15-17 febbraio) “New York vs Londres – Les tendances de consommation de vin chez les Millennials en 2016” mostra, nei millennials di NY, un orientamento anche superiore al vino. 4 su 10 si dichiarano veri appassionati di vino, per informarsi usano internet (wine site il 42% blog e social 27%) e il 21% ha scaricato un’app dedicata al vino. Ma non basta: oltre un terzo dei giovani wine lover della grande mela si rapporta con i professionisti –sommelier – e il 24% legge stampa specializzata sul vino. Insomma il vino è una chiave di successo sociale a cui si dedicano quasi quanto alla palestra. Per un popolo che non cucina e che, nella maggior parte dei casi, non sa cosa mangia, l’approccio con il vino è qualcosa di stupefacente.

Bolt CEO dello Champagne Mumm

Svolta rivoluzionaria: Mumm sceglie come testimonial un atleta divo, l’uomo più veloce di tutti i tempi: Usain Bolt. Scelta sorprendente ma anche pericolosa

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Calma: CEO vuol dire « Chief entertainment officer » e non CEO Chief Executive Officer. E’ un tipico gioco di stile francese. Alla Mumm vogliono Bolt come testimonial e non come amministratore delegato. La notizia è delle fine di novembre : il giamaicano Usain Bolt l’uomo più veloce di tutti i tempi è stato scelto come uomo simbolo dello Champagne Mumm. Il primo video mostra Bolt che fa il sabrage su una bottiglia di Champagne usando una delle sue medaglie d’oro olimpiche. E’ difficile sapere quale sia, ne ha vinte 9 ed è salito sul gradino più alto del podio in tre edizioni consecutive e ogni volta per due o tre volte.

La pubblicità è multimedia e vuole spingere i consumatori di Mumm a un rapporto più intimo con la marca usando anche internet e i device. Si tratta dell’unico modo per mostrare la campagna in Francia dove la pubblicità degli alcolici è proibita in TV e al cinema. L’obiettivo è ovviamente di intercettare i fan di Bolt ma anche di ribadire il collegamento fra Mumm e i momenti vincenti della vita dei consumatori, associandosi a un uomo quasi imbattibile. Per Mumm questo è un messaggio strategico: da anni siamo abituati a vedere le sue magnum sul podio della Formula1 automobilistica nelle mani dei piloti vincitori.

AGIVI: Violante Gardini Cinellicolombini Jr vicepresidente

Dopo i consigli di amministrazione vanno a ballare, sono amici al punto da scambiarsi importatori e opportunità di lavoro questi sono i produttori di vino AGIVI

AGIVI-nuovo-consiglio

AGIVI-nuovo-consiglio

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani AGIVI come dire il futuro delle nostre cantine. Alla fine di novembre è stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Federico Terenzi un milanese con master NBA in Wine Business del Mib di Trieste dove ho insegnato anch’io per qualche anno. Dirige la tenuta toscana della sua famiglia dove produce Morellino di Scansano e, nel 2012, ha ottenuto il titolo di cantina emergente dell’anno del Gambero Rosso. Accanto a Federico 4 vicepresidenti di Francesca Argiolas e Stefano Ricagno ( Ca dei Mandorli) forti di una lunga

AGIVI-in-Sardegna

AGIVI-in-Sardegna

esperienza AGIVI e di importanti ruoli nelle rispettive aziende e due esordienti Silvia Franco e Violante Gardini. Gli altri consiglieri sono Giulia Alleva, Ernesto Rocca, Emanuela Tamburini, Marzia Varvaglione, Gianluca Garofoli ed Enrico Gobino.
Violante è la vulcanica e irrefrenabile Cinellicolombini Jr che già presiede il Movimento turismo del Vino in Toscana. Viaggia in tutto il mondo per vendere i nostri vini. Ne ha venduti così tanti da lasciare quasi a secco la cantina ma indubbiamente è un’ottima export manager.

Video del vino, perché bisogna usarli e renderli virali

I video sono lo strumento più forte del principale canale di comunicazione del vino: il web. Impariamo a fare e a far fare i video sul vino. Ecco come

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Video del vino: 5 raccomandazioni per aumentare la propria visibilità e farsi conoscere usando un video. Prima di tutto perché: un’indagine condotta da Italy Fine Wine un paio d’anni fa mostrava come la presenza di un video nel sito di una cantina aumentasse l’interesse di 470 volte e allungasse la permanenza di 7 volte. Si tratta di elementi importanti visto che il web è saldamente al primo posto fra i canali di diffusione delle notizie sul vino e, persino i turisti a caccia di cantine da visitare, lo usano con il cellulare. Pare che nel 2017 il 70% del traffico internet sarà di video. Quindi tanto vale imparare a usare meglio questo super canale di comunicazione.
Ma cosa trasforma un normale video, magari fatto con il telefonino in una calamita di popolarità on line e soprattutto perché alcuni video vengono condivisi da un numero altissimo di persone fino a diffondersi come un’epidemia e portare una visibilità enorme a chi li ha fatti? Il primo concetto da ricordare è che l’effetto virale, cioè il bisogno di condividere e diffondere il video da parte di chi lo vede funziona come il passaparola.

2016 di Donatella: tanti successi e una frattura

2016 anno spettacolare iniziato con l’elezione a Presidente delle Donne del vino e concluso con la pubblicazione del Marketing delle cantine aperte

2016-Donne-del-vino-Presidente-Donatella-Cinelli-Colombini

2016-Donne-del-vino-Presidente-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono stati tanti momenti importanti in questo bellissimo 2016: il primo è del 14 di gennaio quando sono diventata presidente delle Donne del vino. Un lungo percorso che ha segnato gli ultimi vent’anni della mia vita passando dalla creazione del Casato Prime Donne, la prima cantina italiana con un organico interamente femminile. L’esperienza di presidente delle Donne del Vino è bellissima. Durante questo primo anno di attività sono state fatte cose importanti: la creazione di un blog che ha dato visibilità a eventi e persone creando un affresco corale con le 700 socie protagoniste in quasi 100 articoli. Due iniziative di charity

Montalcino-tinaia-Casato-Prime-Donne

Montalcino-tinaia-Casato-Prime-Donne

che hanno donato 23.500€ ai grandi ustionati poveri del mondo (attraverso un’asta di bottiglie rare delle Donne del vino nella Cantina di Pia Berlucchi) e ai pastori del formaggio amatriciano che rimangono accanto alle greggi mentre la terra trema. Un bellissimo Vinitaly con la degustazione dei vini del 1967 delle Donne del vino e la festa finale,. Un convegno a Wine2wine che ha colpito la principale stampa italiana. Soprattutto la sperimentazione della Festa delle Donne del Vino che diventerà l’evento diffuso al femminile più grande d’Italia, da ripetere ogni anno, per dialogare con le wine lovers.

Stampa estera Gruppo del gusto: corrispondenti del sapore

Il Gruppo del Gusto dell’Associazione Stampa Estera in Italia nacque nel 2002 quasi per gioco e ora è uno strumento formidabile per promuovere il made in Italy

Gruppo-de-Gusto-Stampa-Estera-Firenze-2016-Chianti-Classico

Gruppo-de-Gusto-Stampa-Estera-Firenze-2016-Chianti-Classico

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

<<All’inizio era malvisto, come se fosse un club di gaudenti>> spiega il fondatore del Gruppo del Gusto, Alfredo Tesio corrispondente in Italia di quotidiani e radio danesi << adesso invece tutti i giornalisti esteri sono consapevoli dell’importanza dell’enogastronomia all’interno della cultura e dello stile di vita italiani per cui vogliono conoscerlo per fare meglio il loro lavoro che consiste nel raccontare l’Italia a chi vive all’estero>>. Alfredo è giustamente orgoglioso di aver creato il piccolo gruppo iniziale di 7 giornalisti che oggi è diventato forte di 100 unità. Così come è orgoglioso nel dirmi che << sede romana della Stampa estera>> a cui lui appartiene << associa 360 corrispondenti di 56 Paesi, mentre quella milanese ha solo 80 membri>>. Per intenderci si tratta della sede in Via dell’Umiltà, nella cui sala conferenze campeggia il celebre collage con i nomi delle testate rappresentate disposte a forma di ventaglio. Un luogo di tortura per i politici italiani poco abituati a essere strapazzati dai giornalisti e quindi in grande difficoltà di fronte alle domande dirette della stampa estera.

Alfredo-Tesio-Coordinatore-del-Gruppo-del-Gusto

Alfredo-Tesio-Coordinatore-del-Gruppo-del-Gusto

Il Gruppo del Gusto organizza ogni anno una serata prenatalizia in cui vengono assegnati premi a ristoranti custodi delle tradizioni –dove la gestione rimane della stessa famiglia per decenni- ai ricercatori che contribuiscono alla qualificazione dell’agroalimentare italiano e ai consorzi più meritevoli. Io ho avuto l’onore di ricevere il premio assegnato al Consorzio del Brunello nel 2012.

                                                                       
Cinelli Colombini
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