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Brunello di Montalcino: storie, ettari e tanti tanti euro

Una stella rossa tra premi Nobel, scandali e miliardari. Il Brunello di Montalcino è molto più di un vino, è l’anima di una terra con una specialissima forza di gravità

di Sara Mazzeschi

I love brunello di Montalcino

I love brunello di Montalcino

Forza di gravità. Il Brunello ne ha una tutta sua ma cos’è che attrae così tanto le persone? E’ da anni sulla cresta dell’onda, chiunque beva vino, dunque non necessariamente un appassionato, lo conosce e ne ha letto su riviste, siti web e anche su qualche muro ma nonostante ciò l’interesse non cala, al contrario.  Il fatto è che il Brunello non è solo un grande vino, è l’essenza stessa di Montalcino, entrambi legati da sempre al territorio e chi lo vive creano  –penso- una speciale attenzione per il prodotto finale, per la gente e per l’origine di tutto.

Quanto cresce il valore delle vigne italiane

Negli ultimi 50 anni è cresciuto in modo esponenziale soprattutto nel Brunello e nell’Amarone che partivano da valori più bassi. La corsa all’aumento continua?

Valore delle vigne italiane la maggior rivalutazione a Montalcino

Valore delle vigne italiane la maggior rivalutazione a Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Brunello Prime Donne

Ha fatto scalpore, nei mesi scorsi, il calcolo della crescita del valore dei vigneti italiani TOP negli ultimi 50 anni calcolato da Wine News. Le rivalutazioni più forti riguardano le aree che nel dopoguerra erano quasi in abbandono: il Brunello che è cresciuto del 2.474% e l’Amarone rivalutato del 1.357%. Alti ma meno sbalorditivi gli incrementi di Barolo (206%) e Barbaresco (257%) che, come dice sempre Angelo Gaja << sono zone ricche dove c’è molta industria>> zone cioè che non ebbero il collasso dei valori immobiliari causato dallo

Bolgheri azienda di Giovanni Chiappini acquistata negli anni '50

Bolgheri azienda di Giovanni Chiappini acquistata negli anni ’50

spopolamento delle campagne da parte degli ex contadini attirati dallo stipendio fisso in fabbrica e la casa in città con l’acqua potabile e il riscaldamento.
Tanti esempi testimoniano una rinascita che ha riguardato tutta la campagna Toscana e soprattutto le terre dei grandi vini. Negli anni 50 arrivò a Bolgheri Giovanni Chiappini insieme a un bel numero di famiglie contadine marchigiane attratte dal modestissimo prezzo di quei terreni. Lui comprò una proprietà in abbandono che oggi è la sua azienda. Si trova accanto a Ornellaia e vi produce il Guado dè Gemoli che nel 2013 è arrivato primo nel mondo nella classifica mondiale del Wine Enthusiast.

Streetfood greco, vino e musica per Calici di Stelle alla Fattoria del Colle

Il 10 Agosto, notte ricca e divertente con musica, Streetfood greco e golosità dell’Osteria delle Crete e della Fattoria del Colle,  vini Doc Orcia e del Brunello

Calici di Stelle, Fattoria del Colle

Calici di Stelle, Fattoria del Colle

L’evento fu ideato da Donatella Cinelli Colombini nel 1997, la figlia Violante Gardini, recentemente riconfermata alla carica di Presidente Toscana del Movimento Turismo del Vino, lo ripropone ogni anno rinnovato e con un tocco di originalità

Grazie alla collaborazione di quest’anno con l’associazione Streetfood la Fattoria del Colle ospiterà il produttore di cibo di strada Erion della Taverna Greca di Arezzo sarà alla Fattoria già dalla mattina proponendo per tutta la giornata i piatti tipici della cucina greca come le Pita Gyros e il Souvlaki . Chi vorrà potrà anche prenotare un pranzo greco.

Tipicità del vino: croce o delizia?

Gli assaggiatori la esaltano ma in realtà non la mettono fra i parametri di valutazione, gli enologi temono la confusione fra difetti e tipicità

tipicità e vitigni

tipicità e vitigni

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino

L’argomento tipicità del vino è fra i più controversi. Mai come adesso si parla di terroir, di vitigni autoctoni …. ma in realtà questi elementi identitari spariscono nel momento del giudizio, anzi possono addirittura caratterizzare il vino allontanandolo dai parametri classici e quindi penalizzandolo nella somma dei giudizi.
Fabio Piccoli in un suo recente articolo si chiede << quanto conta oggi la “tipicità” nelle valutazioni della critica enologica? >> e dopo un attento esame, del passato e del presente, rileva un immutato <<disinteresse>>. Anzi dimostra che le critiche a Robert Parker e alla sua classifica di 100 punti come causa della standardizzazione

Luigi-Moio tipicità e difetti

Luigi-Moio tipicità e difetti

dei vini, siano abbastanza ingiustificate: fino agli anni ’70 veniva usata la scheda di Maynard A. Amerine dell’Università di UC Davis (anni ‘70) poi quella “stile” Wine Spectator ma in nessuna delle due il rating tiene conto della tipicità.
Ho proseguito sulla stessa falsariga cercando le schede di valutazione dei sommelier e assaggiatori AIS, FISAR e dell’Union Internationale des Oenologues (UIOE) in nessuna c’è la tipicità fra gli elementi di giudizio mentre questa voce compare nella scheda ONAV.

Rosato, il vino dei giovani

Rosato il vino fresco e spensierato dei giovani che in Italia non sfonda e invece in Francia va fortissimo 

Vino rosato

Vino rosato

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

L’Italia in Rosa 2016 a Moniga del Garda ha messo a segno un successo senza precedenti con 130 produttori e oltre mille visitatori ma soprattutto ha aperto una finestra su una tipologia di cui si parla molto e si conosce poco: il rosato. Federico Latteri ha scritto un dettagliato resoconto su Cronache di Gusto dal quale ho attinto con aggiunte e commenti di altra fonte.
Il consumo di rosati nel mondo è di 22,7- 24 milioni di ettolitri cioè circa il 9% del totale. La moda del rosato cresce, non c’è alcun dubbio, persino lo Champagne rosè va forte. Solo in Italia i consumi sono in calo. Gli aumenti più consistenti sono in Regno Unito, Svezia, Canada e Hong Kong e in Francia dove, fra il 2002 e il 2004 ha segnato un +43%.
Il Paese che consuma una maggior quota di vini rosati sul totale dei vini fermi è il Brasile (25%) seguito dalla Francia e sorprendentemente dalla Cina con il 18%.

vino rosato

vino rosato

Il successo del rosato va messo in diretta correlazione con una nuovo stile di vita in cui sono diventati frequenti i pasti veloci, freddi, multietnici, da accompagnare a vini poco complicati come appunto sono i rosati. E’ insomma un vino friendly, la cui immediatezza e piacevolezza sono forse alla base dell’apprezzamento dei giovani.
In effetti il grafico presentato da OIV mostra come, in tutto il mondo, i consumatori di rosato siano i giovani sotto i 25 anni. Con il crescere dell’età questa predilezione cala visibilmente come se il rosato si associasse a uno stile di consumo spensierato e festaiolo tipico dei teenager.

Denis Dubourdieu ci ha lasciato

Oggi è un giorno triste per il vino, è morto uno degli enologi più geniali del mondo Denis Dubourdieu il mago del Sauternes 

Denis-Dubourdieu

Denis-Dubourdieu

Di Donatella Cinelli Colombini

Aprite il sito dell’istituto di Scienze della Vigna e del Vino di Bordeaux, la mitica facoltà di enologia fondata da Jean Ribéreau-Gayon, dove hanno insegnato Émile Peynaud e Yves Glorie, i mostri sacri che hanno creato la scienza del vino. Nella home page troverete questa frase « At the heart of the world’s most prestigious wine producing region, the Institute of Vine and Wine Sciences of the University of Bordeaux is a multidisciplinary centre of research, higher learning and development for tomorrow’s wine industry challenges ». Pr Denis Dubourdieu
E’ una descrizione breve del centro di ricerca sul vino più importante del mondo, dove Dubourdieu era il personaggio di spicco. L’uomo del Sauternes, l’aristocratico bello, elegante che pretendeva attenzione assoluta durante le lezioni e perfezione assoluta nei vini. L’ho incontrato la prima volta proprio nelle aule della facoltà di enologia, dove frequentavo un corso intorno al 1999 e ricordo ancora la lavata di capo che fece a noi italiani per non aver condiviso alcune sue valutazioni di degustazione. L’ho visto l’ultima volta nella mia azienda poco prima dell’ultima vendemmia quando era e già sofferente. Non aveva più i suoi bei capelli ondulati ma manteneva un carattere deciso e ebbe un ruvido scambio di idee con i tecnici di Rauscedo sulla scelta delle barbatelle per il nuovo vigneto. Lui era convinto che gran parte del mal dell’esca delle viti arrivasse dai vivai.

Weekend sensoriale con vinoterapia e grandi vini

Per un weekend romantico in coppia o rilassante con le amiche, con vinoterapia, trattamenti di bellezza e assaggi di grandi vini 

Week end con le amiche

Week end con le amiche

Ecco la nuova proposta di Donatella Cinelli Colombini per la Fattoria del Colle: esperienza sensoriale di 2 giorni da vivere in coppia o con le amiche, con vinoterapia, massaggi all’olio di vinaccioli, trattamenti di bellezza al vino e bagno nel vino rosso di Montalcino, per purificare e rigenerare la pelle e l’anima. Il programma è molto ricco, ma permettere di rilassarsi e di godere a pieno dei benefici dei trattamenti al vino di Montalcino, dei grandi vini di Donatella Cinelli Colombini e dell’ottima cucina toscana.

Ecco il programma completo http://bit.ly/2alzSOH

Cosa influenza il prezzo del vino al ristorante?

Il prezzo del vino al ristorante dipende soprattutto dal suo stile e colpisce soprattutto i vini più semplici. Una bottiglia pagata 5€ può arrivare a 118

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI – Prezzo del vino al ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

267 Sommelier ASI International Sommelier Association hanno partecipato a un sondaggio nel 2014 sul prezzo del vino al ristorante pubblicata su “Wine Economics” nell’aprile 2016 da parte di Florine Livat e Hervé Remaud del KEDGE Business School & Bordeaux Wine Economics.
E’ evidente che il vino è una componente importante del business dei ristoranti e che la presenza di un Sommelier nella sala favorisce la presenza di wine list più curate e una maggior attenzione dei clienti sulle bottiglie. Da notare come l’abbinamento cibo-vino incentivi le ordinazioni mentre la proposta delle bottiglie in base a categorie di altro tipo le deprima.

Marco Reitano Sommelier Hilton Roma

Marco Reitano Sommelier Hilton Roma

Gli elementi che determinano il ricarico del vino nel ristorante sono tantissimi: dalla politica delle cantine, alle mode, alla presenza di un monopolio pubblico…. In genere il ricarico è più basso sui vini molto cari, ma la possibilità di aumentare considerevolmente il prezzo è un elemento decisivo nella scelta dei vini da comprare perché le performance dei vini sono decisive ai fini del buon andamento economico del locale.
Il primo dato risultante della risposte dei Sommelier è che, un vino del valore di 5€ arriva in tavola a 15€ in un ristorante semplice ma può essere ricaricato del 237% quando è servito in un locale elegante.

La battaglia dei corsi per super assaggiatori

Master of Wine e Master Sommelier corsi da super esperti a confronto mentre si apre la polemica sull’utilità di studiare il vino invece di berlo

Master of wine, corsi per super assaggiatori

Master of wine, corsi per super assaggiatori

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Leggo nel profilo Facebook di Stevie Kim la vulcanica coreana di Vinitaly Intrenational << l’altro giorno a Vinexpohk un critico molto noto ha commentato sul fatto che WSET (in senso educativo) non era importante per Cina, era molto più importante a bere il vino che parlarci che studiarci>> Una affermazione che dalla fiera di Hong Kong ha fatto il giro del mondo aprendo grandi polemiche.
Infatti se è vero che ascoltare la musica è più importante che leggere i critici musicali, tuttavia studiare e soprattutto imparare a suonare sono gli unici modi per capire più a fondo i brani musicali. Esattamente come avviene per il vino. Tuttavia l’opinione che arriva da Vinexpo HK deve far riflettere soprattutto alla luce del nuovo protagonismo dei

Stevie Kim Vinitaly International

Stevie Kim Vinitaly International

consumatori che esprimono i loro giudizi su CellarTracker, Vivino e altri portali sempre più influenti nel mercato. Giudizi che, un crescente numero di consumatori giovani, giudica più attendibili perché meno influenzati dei wine critics dal potere dei grandi brand cioè da inviti, investimenti pubblicitari ecc. Una democrazia apparente e anzi forse mendace, infatti una ricerca del 2014 pubblicata su WineEconomics ( “In vino veritas? Social influence on ‘private’ wine evaluations at a wine social networking site” (Omer Gokcekus School of Diplomacy and International Relations, Seton Hall University, USA, Miles Hewstone Department of Experimental Psychology, University of Oxford, UK, Huseyin Cakal Department of Psychology, University of Exeter, UK) ha dimostrato che sono i primi giudizi a influenzare quelli successivi e che i grandi critici cioè Parker/Wine Advocate, Wine Spectator e simili hanno un’influenza determinante sui giudizi scritti dai consumatori on line. 

Noi di sala, siamo la voce del vino

Meno di moda degli chef sono capaci di trasformare una cena in un evento memorabile perché fanno “parlare” cibi e vini

Congresso Assoenologi talk show Noi di sala

Congresso Assoenologi talk show Noi di sala

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Nell’epoca dello storytelling è curioso che maître e sommelier siano in secondo piano rispetto agli chef e guadagnino anche meno. In effetti la loro attività è meno creativa ma il loro ruolo è strategico così come in un film dove il regista è il genio artistico con la bacchetta magica in mano ma poi sono gli attori che danno faccia e voce ai suoi messaggi. <<Un grande servizio vale il 52 percento dell’esperienza di un cliente>> ha detto Massimo Bottura che con la sua Osteria Francescana è il n°1 al mondo.
C’è poi un aspetto più prosaico che è quello del conto economico. Portare in attivo il bilancio è indispensabile ma può essere difficile quando le carte dei vini dei ristoranti con

Alessandro Pipero

Alessandro Pipero

molte stelle Michelin sono piene di bottiglie che, nella realtà, sono difficili da vendere. Ecco che il talento di Maître e Sommelier diventa determinante ed ecco perché è nata, nel 2012, l’associazione “Noi di sala” presieduta da Marco Reitano de La Pergola dell’Hilton di Roma
Per le stesse ragioni il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ha dato loro un posto di gran rilievo in occasione del recente Congresso di Verona.
Il tema caldo sono le carte dei vini, il costo di cantine sempre più grandi ma anche l’”effetto guide” con un’esplicita critica alle scelte verso cui hanno spinto i ristoranti << avere carte dei vini enormi, spesso con vini che poi non si vendono o non girano, solo perché dovevamo coprire tutte le Regioni e le tipologie. Poi per fortuna è venuto il vino al bicchiere, grazie al quale alcuni di quei vini siamo riusciti a smaltirli. Ma io oggi in carta scelgo solo vini che la gente vuole comprare, perché io faccio impresa, prima di tutto devo vendere>> Ha detto Alessandro Pipero (Pipero al Rex) a WineNews senza curarsi troppo che a moderare il talk show dell’Assoenologi fosse Enzo Vizzari direttore della Guide de L’Espresso.

Se vuoi bere poco non usare bicchieri grandi

I bicchieri grandi spingono a bere, dicono all’Università di Cambridge, ma come conciliare il prestigio dei vini top con bicchierini da vecchia osteria?

bicchieri piccoli o bicchieri grandi? Questi sono Riedel

bicchieri piccoli o bicchieri grandi? Questi sono Riedel

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donn
Usando bicchieri grandi si consuma più vino. Uno studio di Theresa Marteau dell’Università di Cambridge pubblicata in BMC Public Health ha dimostrato che la dimensione dei calici influisce sulle percezioni del consumatore spingendolo a finire prima il vino che gli è stato servito e a ordinarne ancora. HRU Behaviour and Health Research Unit , dove è avvenuta l’indagine è un centro che studia come favorire il benessere e la salute contrastando il fumo, la vita sedentaria e gli eccessi alimentari che fanno aumentare le malattie. Scopi che vengono perseguiti anche in modo creativo come nel caso dei bicchieri da vino.

calici modello ballon

calici modello ballon

L’indagine è stata effettuata in ristoranti e wine bar che per 16 settimane hanno alternato bicchieri con coppe da 250 ml ad altri di 370 ml. Ebbene il consumo del vino aumentava dell’8,2% nei ristoranti e del 14,4% nei wine bar quando veniva servito nei calici di maggiori dimensioni. Questo tipo di bicchiere trasmette ai clienti una percezione inferiore sulla quantità consumata spingendolo a bere più rapidamente e più abbondantemente.

Il prezzo del vino dopo il successo

Cosa succede al prezzo del vino che ottiene 100 centesimi di Robert Parker o conquista la vetta del Top 100 del Wine Spectator? Si moltiplica velocemente

Screaming Eagle Cabernet Sauvignon

Screaming Eagle Cabernet Sauvignon

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Un intrigante articolo di Sam Behrend pubblicato in Wine Searcher esamina cosa avviene al prezzo di un vino dopo un punteggio di 100/100 da parte di Robert Parker o la conquista del primo posto nella classifica dei Top 100 del Wine Spectator oppure nella Whisky Bible di Jim Murray. I risultati sono impressionanti e vanno oltre il vino premiato e addirittura vanno oltre eventuali successive cadute di qualità. Insomma hanno un effetto ampio e duraturo che funziona anche quando la tipologia premiata non è assolutamente di moda, insomma sono in grado di invertire la rotta del mercato in qualunque situazione.
Altro che terroir, storia, esclusività ….. leggete di seguito come i prezzi abbiano una dinamica completamente diversa dal costo di produzione ma si leghino al mito del premio ricevuto.
Gli esempi e i numeri parlano da soli.

Dow's Port Vintage 2011

Dow’s Port Vintage 2011

Nel 2015 la classifica più importante per il Whisky, cioè la Bibbia di Murray mise sul trono un distillato giapponese, il Suntory’s Yamazaki Sherry Cask Single Malt Whisky. Costernazione in Scozia dove gli alambicchi sono riprodotti persino sulle banconote e titoli cubitali dei quotidiani britannici che considerarono il fatto come una tragedia nazionale. Intanto i prezzi del Whisky con gli occhi a mandorla lievitavano.

Priscilla Occhipinti e la sua festa d’estate al femminile

La festa d’estate 2016 di Priscilla Occhipinti nella Distilleria Nannoni è stata dedicata alle Donne del Vino e alla presidente Donatella Cinelli Colombini

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

500 persone e un bel gruppo di Donne del Vino provenienti da tutta Italia che hanno tagliato un’enorme torta di due metri quadrati: Thessie Gennazzani, Manuela Fiscetto, Cinzia Tosetti, Paola Rastelli, Lucia Peranio, Loretta Zammarchi, Luciana Cancelli, Fosca Tortorelli, Prisca Mencacci, Stefania Pepe, Elena Erman, Marta Da Ponte, Marzia Morganti, Alessandra Fedi, Angela Dragone, Daniela Prisco, Camilla Guiggi, Valentina Niccolai.
Il premio per Donatella Cinelli Colombini era una bottiglia da 5 litri di grappa di Brunello Riserva “Oro dei Carati –spirito eccelso per eccelsi spiriti” vincitrice dei 5 grappoli Bibenda, due Double Gold CWSA, medaglia d’oro World Spirit Award. L’etichetta creata appositamente conteneva una dedica meravigliosa << Grande

Distillerie-Nannoni-Festa-d-estate-dedicata-alle donne-del-vino

Distillerie-Nannoni-Festa-d-estate-dedicata-alle donne-del-vino

Donna che con spirito libero e creativo porta entusiasmo, gioia e innovazione nell’ambito di ogni sua iniziativa, ben oltre il mondo del vino. Questa gente di Maremma, temprata agli affanni, mai vinta dalla fatica, ne piegata dall’ostilità della natura …. Gente che ha curato con amore e lungimiranza la sua “amara terra” trasformandola da inospitale nel più accogliente giardino; gente di cui, con gratitudine, orgoglio, rispetto, vogliamo essere gli eredi morali … Priscilla>>
Altro premio ancora più spiritoso la caricatura disegnata da Dominga Tammone <<mi racconta meglio di qualunque fotografia>> ha detto Donatella apprezzando l’immagine che la ritrae con in mano un grappolo di Sangiovese e il simbolo delle Donne del vino.

Collisioni: il debutto rock della Doc Orcia

Le Langhe nella loro più abbagliante bellezza fanno da cornice a Collisioni: musica, vino, cultura in una girandola di incontri al top

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle

Concerti di Elton John, Mika, Modà, Marco Mengoni, Niccolò Fabi, Negramaro. Oltre centomila persone ogni sera per un’operazione culturale senza eguali in Italia che letteralmente rivoluziona la tranquilla vita di Barolo. Il centro storico chiuso al traffico e i parcheggi iniziano a molti chilometri di distanza e sono allestiti in campi illuminati da cellule fotoelettriche. Da li si arriva in paese con i bus. Anche l’antico borgo è trasformato con i palchi dei talk show nelle piazze e gli stand gastronomici nelle strade. Ma non pensate a uno stile “fiera paesana” qui tutto è al massimo e persino il ristorante sotto i gazebo è gestito dallo chef Massimo  con due stelle Michelin Massimo Camia.

Collissioni

Collissioni

Ma non solo musica! Ci sono poi incontri con personalità della cultura prima fra tutti il Premio Nobel Svetlana Aleksievic e poi una raffica di opportunità capaci di aprire il cuore e la mente. Sul palco Wine&Food arrivano le contaminazioni: gli scrittori Richard Ford e Michel Houllebecq, il regista Aton Egoyan, gli intellettuali Corrado Augias, Beppe Severgnini, i cantanti Francesco Guccini, Emma, Loredana Bertè, Ron, Alessandra Amoroso, Noemi, Francesco Renga, Nek, Ligabue, … e persino politici come il Ministro Maurizio Martina.

Dove, quando e come gustare un vino

Aperitivo in piscina con vino bianco, merenda in cantina con Rosso di Montalcino e molto altro:  perché scegliere il vino e il luogo adatto aggiunge emozione

Gustare un vino, dove, quando, con chi

Gustare un vino, dove, quando, con chi

Alzi la mano chi non rimane imbambolato di fronte agli scaffali pieni di bottiglie cercando il vino giusto per il momento particolare che sta organizzando. TUTTI!

Il vino è come un vestito, un accessorio …. Ogni bottiglia è particolarmente adatta per un momento del giorno, una certa situazione e soprattutto per un lui o una lei.

Ecco qualche idea. Ho usato i nostri vini, quelli di Donatella Cinelli Colombini e la Fattoria del Colle da scenario per fare degli esempi e  mostrare come ogni situazione si arricchisca di emozione e piacere accompagnandosi alla bottiglia giusta.

                                                                       
Cinelli Colombini
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