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Fra moglie e marito c’è il passito

Donatella odia i vini dolci e forse per questo suo marito Carlo ne ha prodotto uno eccellente con i migliori grappoli di traminer della Fattoria del Colle

Passito Fattoria del Colle 2013

Passito Fattoria del Colle 2013

Solo 350 bottiglie di passito ogni anno ma stanno diventando famose. Chi lo assaggia ne parla in modo entusiasta e così la fama di questo vino da dessert mielato cresce, cresce e cresce.
Donatella Cinelli Colombini tace per mantenere la quiete in famiglia, mentre il marito Carlo Gardini e la cantiniera Barbara Magnani, che sono grandi appassionati di vini dolci, sono contentissimi. Sono già

Traminer uva per passito Fattoria del Colle

Traminer uva per passito Fattoria del Colle

uscite le prime recensioni favorevoli e questo ha moltiplicato il loro impegno nella produzione di questa piccolissima serie di bottiglie da 375 Cl.
Si tratta di un lavoro assolutamente artigianale: l’uva è raccolta per prima, selezionando uno ad uno i grappoli migliori della vigna di Traminer che è intorno alla Cappella della Fattoria del Colle. L’uva viene deposta in cestini da frutta, coperta con il tulle e lasciata ad appassire naturalmente spostando le cassette a seconda del vento e del sole. Quasi un gioco da appassionati che richiede una cura costante per circa un mese.
Le vendite in crescita (<<con quelle quantità basta poco>> dice Donatella) e l’apprezzamento degli esperti incoraggiano Carlo e Barbara a continuare. E stai a vedere che il loro passito, nato quasi per gioco nel 2010, diventi un’autentica star!

Vigneto mio ma quanto costi?

Dal 2000 al 2013 i vigneti di Brunello triplicano il loro valore mentre il prezzo medio di quelli italiani saliva del 21%

Vigneti Barolo

Vigneti Barolo

Di Donatella Cinelli Colombini
I vigneti più cari sono nel Barolo DOCG e nella Bassa Langa di Alba dove c’è chi compra anche a un milione l’ettaro benché la media si attesti su 600 mila Euro. La classifica mette al secondo posto le aree Doc del lago di Caldaro (BZ) con 500 mila Euro per ettaro, con uno storico sorpasso di quelli che, da anni, erano decisamente i vigneti più cari d’Italia. Spettacolare performance del Veneto con il Docg di Valdobbiadene a 404 mila Euro, cifra che tuttavia, appare troppo piccola per l’area di Cartizze dove, se qualcuno vende, vuole cifre astronomiche. Beh astronomiche, se confrontati con i prezzi dei vigneti francesi, soprattutto in Borgogna, i nostri appaiono tutti decisamente convenienti.

Vigneti Alto Adige

Vigneti Alto Adige

Lo studio “Filiera vitivinicola: tendenze e prospettive per l’Italia. La Toscana e i valori fondiari agricoli”, redatto dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, arriva finalmente nel Centro Italia dove svettano i prezzi medi di Montalcino. Per il vigneto di Brunello la richiesta è 350.000€ anche se questa sembra più una cifra da realizzo piuttosto che il prezzo corrente di mercato.

Paese mio che sei sulla collina Ci vuole un fisico bestiale

Cortona fra Franco Migliacci con “Che sarà”, Frances Mayes e il suo Under the tuscan sun, Jovanotti e Molesini con l’enoteca delle star

Ricchi e poveri "Che sarà"

Ricchi e poveri “Che sarà”

Di Donatella Cinelli Colombini

1971 Jimmy Fontana, Franco Migliacci e Carlo Pes scrivono la canzone Che sarà ed interpretata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri che viene presentata al Festiva di san Remo dove ottiene il secondo posto. Feliciano è una stella internazionale e la canzone è incisa in italiano (Che sarà), spagnolo (Qué será) e inglese (Shake a Hand) ha un grande successo. « Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato,la noia, l’abbandono, il niente son la tua malattia, paese mio ti lascio, io vado via. » Il paese che viene

Luca Carboni & Jovanotti

Luca Carboni & Jovanotti Ci vuole un fisico bestiale

abbandonato è Cortona molto caro a Migliacci che vi trascorse lunghi periodi della sua vita. Erano gli anni del boom economico, della corsa all’assunzione in fabbrica e dell’abbandono delle campagne. Fra il 1951 al 1971 Cortona passò da 31.900 abitanti a 22.652. “Che sarà” esprime esattamente la tristezza di questo abbandono, di quello, che al momento, sembrava un percorso senza ritorno.

Quante volte bussa il destino Luca Bianchini?

Credere nella seconda opportunità che riscatta dalle sconfitte, ecco il filo conduttore del bellissimo libro di Luca Bianchini. Vi racconto di lui e del libro

Luca Bianchini e Cenerentola Doc Orcia

Luca Bianchini e Cenerentola Doc Orcia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dimmi che credi al destino (Mondadori pp. 256 € 17) un libro che vi affascinerà, vi farà ridere e pensare. Bianchini avvince il lettore, con straordinario magnetismo, nelle vicende tragicomiche di una libreria italiana di Londra. Un luogo dove i libri sono esposti in vetrina in base al loro colore e i personaggi più amati sono i pesci Russel & Crowe. La protagonista è la libraia Ornella veronese e con un passato da tossica che l’ha portata per 10 anni nella frateria di Cetona. Il tentativo di salvare la libreria dalla chiusura è un labirinto di incontri, situazioni sconclusionate e

Dimmi che credi al destino Gozo Malta con Donatella Cinelli Colombini

Dimmi che credi al destino Gozo Malta con Donatella Cinelli Colombini

improbabili come siamo sconclusionati e improbabili tutti noi che abbiamo vite complicate.  Luca ha provato a scommettere nel salvataggio dell’ Italian Bookshop che esiste davvero e forse ora, dopo il successo del libro, ha qualche probabilità in più di farcela. Scopro questo particolare quasi per caso leggendo i ringraziamenti nelle ultime pagine;  un tocco significativo che completa questo bellissimo  libro.

AIDDA per l’Expo esalta l’internazionalità femminile

Imprenditrici italiane, belghe, tedesche, africane … accolte a Firenze dalle socie AIDDA in occasione dell’Expo. Le mie bollicine TESPI danno il benvenuto

Aidda serata per l'Expo Firenze

Aidda serata per l’Expo Firenze

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Nata nel 1961 a Torino, AIDDA fa parte di Femmes Chefs d’Entreprises Mondiales e riunisce le donne manager di tutto il mondo. Fra i suoi scopo c’è la promozione dell’imprenditoria femminile ma soprattutto della partecipazione cioè dell’assunzione di ruoli decisionali anche esterni

TESPI spumante metodo classico Alla serata AIDDA Firenze

TESPI spumante metodo classico Alla serata AIDDA Firenze

all’azienda. Insomma Aidda vede nelle donne di talento dei propulsori della società e dell’economia per cui le spinge ad emergere. Sentimenti fortissimi dentro di me che mi spinsero ad associarmi una quindicina d’anni fa finchè, gli impegni professionali non mi costrinsero alle dimissioni. Recentemente una delegazione AIDDA è venuta a trovarmi in azienda e poi mi invitata a una serata allo Chalet Fontana storico caffè letterario di Firenze, per una serata in occasione dell’Expo.

Un vigneto sul tetto in mezzo ai grattacieli

La notizia del vigneto sui tetti di New York Rooftop Reds ha fatto il giro del mondo anche se farlo è davvero semplice. Vi spiego come fare l’urban vineyard

Rooftop Reds New York
Rooftop Reds New York

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Come gli orti urbani anche la vigna sull’attico non deve creare illusioni: non è l’inizio della carriera che porterà a dirigere Château Lafite Rothschild.
Tuttavia è l’inizio di una nuova moda. Infatti la cosa è meno complicata di come sembra. Basta avere un terrazzo e molta, molta ma molta passione. L’idea è di Devin Shomaker, un giovane newyorkese che sta per ricevere anche un finanziamento per sviluppare il progetto. La vigna sull’attico sembra destinata a replicare il successo di altre produzioni domestiche tipo orto da terrazzo e pomodori coltivati nel sacchetto. Produzioni che sono state oggetto di studi per i residui

Rooftop Reds Team
Rooftop Reds Team

tossici del traffico assimilati dalle piante. Scambiare le produzioni domestiche per qualcosa di assolutamente sano solo per non aver usato pesticidi è sbagliato perché anche le foglie assorbono i metalli pesanti dall’aria inquinata. Tuttavia coltivare piante è comunque un’ attività divertente che incrementa l’uso delle verdure nell’alimentazione e va quindi incentivata.

Discendiamo dalle scimmie ubriacone

Sapevamo di discendere dalle scimmie ma non di discendere dalle scimmie ghiotte di frutta fermentata contenete alcol. L’evoluzionismo contro il proibizionismo

Matthew Carrigan

Matthew Carrigan

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Insomma al primo impatto la notizia è quasi imbarazzante: noi uomini discendiamo dalle scimmie sbronze, quelle ghiotte della frutta più dolce che tendeva a fermentare spontaneamente. Una scoperta che demolisce l’immagine di eleganza dei wine lovers. C’è tuttavia una lettura più scientifica e meno burlona di quello che è successo 10 milioni di anni fa e che spiega come i nostri progenitori siano proprio le scimmie più adattabili quelle che sono riuscite a sopravvivere scendendo dagli alberi e trasformandosi nell’homo sapiens.

scimmietta alcolista

scimmietta alcolista

La scoperta è di Matthew Carrigan paleogenetista del Santa Fe College di Gainville Florida ed è stata recentemente diffusa dal Wine Spectator. Parte dalla costatazione che esistono solo 28 mammiferi in grado di metabolizzare l’alcol inclusi 17 primati cioè scimmie. 70 milioni di anni fa nessun animale possedeva enzimi capaci di metabolizzare significative quantità d’alcol. Questa mutazione avviene, in alcune specie, intorno a 10 milioni di anni fa, quando il clima diventa meno glaciale e alcune specie riescono a sopravvivere scendendo dagli alberi e vivendo a contatto con il suolo.

Donne del vino fuori Expo

41 cantine al femminile di 16 regioni in 6 eventi a Milano per mostrare i gioielli dell’enologia al femminile negli alberghi e nei ristoranti delle donne

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

E’ una sala da banchetto ma sembra una galleria di arte contemporanea, sulle pareti silhouette colorate di alber

Donne del vino Degustazione Milano Devero Hotel

Donne del vino Degustazione Milano Devero Hotel

i e al centro sculture il legno e in metallo. Oltre i pannelli scorrevoli in vetro c’è un cortile esterno con luci che giocano, con effetto fantasy, sull’acqua della piscina. Siamo a Milano, al Devero hotel dove le Donne del Vino della Lombardia, in occasione dell’Expo, hanno organizzato una

Donne del vino di tutta Italia

Donne del vino di tutta Italia

degustazione invitando le colleghe di tutta Italia. Noi della Toscana siamo in tre, compresa

la delegata Antonella D’Isanto.
Fa caldo ma l’atmosfera è euforica anche grazie alle tante ottime bottiglie di spumante in assaggio. E’ la festa dell’amicizia vignaiola fra le donne, del piacere di incontrarsi e rincontrarsi. E’ l’orgoglio di produrre bottiglie straordinarie e farle assaggiare. La serata è riservata a stampa e operatori. Girando fra gli ospiti i commenti sono entusiasti <<ci sono moltissimi vini straordinari>>.

Gli enologi sognano la Borgogna

Un sondaggio di Decanter fra i 133 più prestigiosi enologi del mondo mette la Borgogna e il Barolo in cima alle regioni dove vorrebbero lavorare

Aubert-de-Villaine Romanée Conti

Aubert-de-Villaine Romanée Conti

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

C’è anche la Toscana ma molto staccata rispetto alle 23 preferenze accordate alla Borgogna e alle 8 +8 date a Barolo e Piemonte. Nei sogni dei più grandi enologi del mondo c’è dunque la mitica terra del Pinot Noir mentre la Nuova Zelanda ha 7 preferenze, la Valle del Rodano 6 e i distretti viticoli di Bordeaux e della Spagna 4. Decanter, ha dato solo un’anticipazione delle opinioni dei grandi enologi riservando una spiegazione più estesa alla rivista di luglio che sarà davvero un boccone ghiotto per i wine lovers: fra le altre ci saranno le opinioni di

Alberto Antonini

Alberto Antonini

Aubert de Villaine, co direttore di Romanee-Conti, il nostro enologo volante Alberto Antonini, il mitico Michel Rolland. Apparentemente i wine maker che non lavorano già in Borgogna vorrebbero lavorarci.
Ma le domande di Decanter non si esaurivano ai sogni dei wine makers, altri quesiti riguardavo gli effetti del global warming in termini di gestione delle vigne e contenuto d’alcol nei vini.

Prezzi dei vigneti francesi da 10 milioni a 10.000€ l’ettaro

I vigneti di Borgogna costano 4,35 milioni di Euro l’ettaro la metà a Bordeaux e 1,2 in Champagne ma la media di un ettaro vitato francese è 136.400€

Clos des Lambrays

Clos des Lambrays

Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
La notizia arriva da Safer ( Sociétés d’aménagement foncier et d’établissement rural) e dice che in 20 anni il prezzi dei vigneti francesi sono raddoppiati arrivando nel 2014 a una media di 136.400€ l’ettaro. Ma la corsa verso l’alto continua e si aspettano nuovi record.
I vigneti più cari sono in Borgogna dove le compravendite sono rare e il prezzo medio di un ettaro vitato è di 4 milioni. In un anno è cresciuto del 9%. A queste cifre pochi possono comprare ma il colosso del lusso LVMH, lo ha fatto, lo scorso anno e anche a cifre molto superiori a quelle normali. Su questo specifico argomento

Clos de Lambrays

Clos de Lambrays

WineNews fornisce ulteriori e curiosi dettagli: il gruppo Moet Hennessy Louis Vuitton ha pagato 100 milioni di euro per 8,66 ettari di vigneto di Clos des Lambrays, oltre alla bellissima tenuta di Morey St-Denis. Un affare da capogiro!

La zona di Bordeaux, al confronto appare a buon mercato perché i prezzi sono la metà di quelli borgognoni: un ettaro a Pauillac è appena stato venduto a 2milioni. Ancora più conveniente, si fa per dire, lo Champagne che ha una media di 1,2 milioni per ettaro.

La beffa del formaggio senza latte

Dopo le etichette dell’olio senza il luogo di origine ecco la legalizzazione dei formaggi prodotti senza latte.  E scopriamo che l’Assolatte ci ha tradito

Formaggi Dop italiani

Formaggi Dop italiani

Di Donatella Cinelli Colombini

Vi racconto un episodio: da giovane, quando lavoravo nell’azienda di mia madre mi occupavo anche del caseificio. Producevamo un ottimo pecorino di latte fresco seguendo il calendario della mungitura: da aprile a dicembre. Negli altri mesi, per dare la piena occupazione alle mie bravissime casare, decisi di produrre, caciotte cioè “misto mucca” e quindi comprai del latte dalla centrale di Firenze. Non l’avessi mai fatto! Il latte aveva un odore strano ma soprattutto non diventava formaggio. Riuscimmo a farlo

Piacentinu-Ennese-DOP

Piacentinu-Ennese-DOP

coagulare con dosi enormi di caglio e acido citrico ma le caciotte avevano un sapore simile al gesso. Il tecnologo mi spiegò che i latti esteri vengono spesso trattati con calore e soda caustica per mantenere sotto controllo l’acidità ma sono scadenti come il formaggio a cui danno origine. Il latte appena munto è tutt’altra cosa, quando arrivò quello appena munto, a 20 km da noi, era un piacere lavorarlo.

Il rosè 2014 di Donatella ha il profumo della primavera 

La fresca estate 2014 ha donato una ricca aromaticità  e uno stile più francese che italiano al Rosa di Tetto IGT 2014 della Fattoria del Colle

Rosa di Tetto IGT Toscana 2014

Rosa di Tetto IGT Toscana 2014

Di Donatella Cinelli Colombini

I caratteri quasi “nordici” sono evidenti nel colore rosa antico, nella freschezza del gusto e soprattutto nei profumi che richiamano la mela verde e i fiori primaverili. Caratteri particolarmente adatti a un vino da bere nelle serate d’estate durante il pasto ma anche dopo.

Il Rosa di Tetto proviene dai vigneti di Sangiovese della Fattoria del Colle che sono coltivati biologicamente, senza uso di pesticidi e con un lavoro di potature, diradamenti, sfogliature …. manuali. Anche la vendemmia è fatta a mano con la scelta dei grappoli nella vigna e, successivamente, degli acini migliori in cantina.
Rosa di tetto prende il suo nome dalle piante rampicanti visibili sulle facciate della villa e della cappella della Fattoria del Colle. Si tratta di rose centenarie che tendono a salire e infilarsi sotto le tegole del tetto.

I migliori 5 Champagne assaggiati quest’anno

I rosé si accaparrano l’intero podio con Ruinart Dom Ruinart rosé 2002, Laurent Perrier Alexandra 2004 rosé e Louis Roederer Cristal Rosé 2004

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La lista dei migliori 100 Champagne viene dal “Fine Champagne magazine” una pubblicazione consacrata alle bollicine francesi di cui vengono esaltate la finezza e la longevità. Il vincitore è scelto dopo un assaggio bendato di oltre 1.000 campioni. Il giudizio è dunque esclusivamente organolettico e non tiene conto dell’età, del prezzo e del prestigio delle bottiglie. La classifica è iniziata nel 2010 e vede in lizza le più prestigiose maison con bottiglie che costano cifre davvero ragguardevoli insieme ad altre più commerciali.

Laurent-Perrier

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Dall’analisi dei giudizi si riscontra una predilezione dei giudici per Champagne con almeno 10 anni di età. Nella pagina introduttiva, questi degustatori, insistono molto sul momento dell’assaggio rispetto all’evoluzione del vino perché molte bottiglie hanno bisogno di un lungo periodo di tempo per raggiungere la massima qualità. Questo potrebbe spiegare la forbice fra il loro giudizio e quello delle grandi riviste americane che, spesso, hanno degustato gli stessi vini molti anni fa.
Ecco i 5 migliori lasciando a voi la consultazione del the tasting book – 100 best Champagne per scoprire la lista completa di questi vini da favola

Croazia toccata e fuga

Istria terra meravigliosa dove i centenari hanno cambiato quattro nazionalità senza muoversi da casa. Una costa capolavoro e una Malvazija piena di promesse

Cittanova Novigrad Croazia tramonto dal molo

Cittanova Novigrad Croazia tramonto dal molo

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il mio ultimo viaggio di giugno, dopo un mese passato con le valigie in mano: Sicilia, Malta, Brasile, Portogallo, Groazia. Alla fine tanta tosse e tante file per un ritorno che sembra stile eroici anni settanta. La strada dall’Italia a Cittanova –Novigrad, anche nel tratto sloveno, era tutta una fila. In effetti la costa slava del Mediterraneo pullula di campeggi, casinò e villaggi con il risultato che paesi con meno di 10.000 abitanti registrano anche un milione di presenze turistiche ogni anno. Nelle strade il sovraffollamento è evidentissimo.

Cittanova Croazia DAILA

Cittanova Croazia DAILA

Questo è l’unico elemento negativo di un territorio meraviglioso per clima, storia, stile di vita e vigneti.
Il viaggio a Cittanova-Vovigrad conclude un sogno durato un anno e mezzo per la realizzazione di Malvazija in Istria uno dei territori più vocati al mondo per la produzione di vini bianchi di eccellenza. Per la verità il test è riuscito nonostante le avverse condizioni meteorologiche dell’annata 2014. Siamo riusciti a produrre una strepitosa Malvazija in un uovo di cemento Nico Velo. Ma il gruppo di quattro amici che doveva condurre il progetto, per qualche motivo, non è diventato una squadra. Pazienza, il progetto va avanti con il membro più motivato e con più tempo a disposizione mentre gli altri collaboreranno dall’esterno.

E se il vino diventa divertente?

Forse i cultori del vino diranno che l’oenoludisme è una banalizzazione del nettare di bacco e che il vino è cultura … ma il nuovo approccio divertente piace

 

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Di Donatella Cinelli Colombini
Si chiama Cinéréa, parola che in italiano suona un pochino lugubre, ma deriva dalla “botrytis cinerea” cioè la muffa nobile che crea capolavori come il Sauternes. La società Cinéréa è nata più di 20 anni fa in Anjou, per opera di Arnaud Houlès e oggi ha un portafoglio di 1.000 eventi, 18 proposte di animazione e clienti del calibro di IBM, AirFrance, Bayer, Porsche, Mercedes Benz, Sony ….. insomma giocando giocando è diventata una star!

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Cinéréa wine-tv-saint-emilion

Come spesso accade, questo nuovo modo di presentare il vino è stato divulgato in Italia da WineNews ed è un approccio a cui conviene prestare attenzione. Infatti se c’è un’accusa che gli addetti al marketing fanno al vino è di avere una proposta troppo vecchia e noiosa, insomma poco adatta ai giovani.
Quindi tappiamo le orecchie alle proteste dei tradizionalisti vecchio stile e andiamo a vedere cosa fa Cinéréa.

                                                                       
Cinelli Colombini
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