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Brunelleschi, Michelangelo e Roberto Fresia together

I Clubs Firenze Michelangelo e Brunelleschi insieme per una serata dedicata alla Lions International Fondation,  prima organizzazione non governativa del mondo

Roberto Fresia in Africa

Roberto Fresia in Africa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Lions è la sola organizzazione mondiale capace di destinare tutte le somme raccolte all’aiuto dei più deboli. Ogni altro organismo ha costi strutturali che rosicchiano il 15 e anche il 30% delle somme destinate a chi ha poco o niente, mentre il Lions utilizza ogni Euro ai suoi progetti locali e mondiali. Questo avviene perché il Lions è composto da professionisti

Lions Clubs Firenze Brunelleschi e Michelangelo

Lions Clubs Firenze Brunelleschi e Michelangelo

disposti a offrire le loro capacità, oltre che il loro denaro. E’ proprio questa la novità del Lions del nuovo millennio la parola together – insieme. Se la filantropia del primo Novecento (il Lions è nato nel 1917 a Chicago per opera di Melvin Jones) interveniva in sede locale e dava risorse per la povertà del mondo, la charity di oggi chiede un impegno solidale e diretto. Roberto Fresia Direttore Internazionale ha raccontato i progetti in atto e lo spirito che li anima al Governatore del Distretto 108 La Toscana Gianluca Rocchi e ai soci dei  Lions Club Firenze Brunelleschi e Michelangelo.

Ecco che le immagini proiettate da Fresia ci portano in Congo per la costruzione di una scuola in un villaggio dove manca tutto. Poi vediamo sorgere un piccolo ospedale per la cura dei neonati e delle neomamme. Un’immensa povertà e tanti bambini sorridenti. L’Africa e i Lions, un tema che ci porta al morbillo.

Fosso bianco, e l’avventura comincia sotto casa

Terme libere in mezzo al bosco a Castiglione d’Orcia. Un turismo avventura, con scoperte dietro l’angolo, che rigenera, entusiasma e soprattutto diverte

Fosso bianco , Bagni di San Filippo Estate

Fosso bianco , Bagni di San Filippo Estate

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Fosso bianco è un luogo termale libero, con acque calde che coprono di calcare cascate, vasche e il torrente in mezzo agli alberi. Persino io che sono senese DOC non lo consocevo. Seguitemi e lo scopriamolo insieme.

Castiglion d'Orcia Fosso bianco inverno

Castiglion d'Orcia Fosso bianco inverno

La Val’Orcia è piena di sorgenti calde che, nel corso dei secoli, hanno dato vita a luoghi unici come Bagno Vignoni, solo centro termale medioevale ancora conservato (al centro c’è la vasca dove si bagnarono Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico) o il parco dei mulini, con le grotte per le macine del grano, che sembrano quelle di Polifemo e dei ciclopi. Oggi la Val d’Orcia è la destinazione più VIP per chi vuole fare una vacanza wellness. A San Quirico, Piena e Montalcino è facile incontrare attori, calciatori e persino veline attratti da massaggi e degustazione di grandi vini Brunello e Orcia.
Fra questi luoghi da copertina (alberghi e ristoranti compresi), c’è un posto miracolosamente preservato nel tempo, ancora poco conosciuto dal grande pubblico, qualcosa che ci riporta indietro fino all’epoca etrusca e si fa capire quanto sia antica la suggestione delle acque calde che sgorgano dalle terra.
Comune di Castiglion d’Orcia, frazione di Bagni di San Filippo, piccola stradina nel bosco ed ecco il fosso bianco. Il calendario torna indietro di quasi tremila anni e noi ci immaginiamo i nobili etruschi che scendono lo stesso sentiero, posano elmi e spade, per bagnarsi nelle stesse vasche di rigeneranti acque calde. Calde, anzi caldissime, 48°C nel punto in cui sgorgano. In effetti c’erano persone a fare il bagno anche nelle gelide vacanze di Natale 2014.

I turisti delle cantine italiane sono oltre 10 milioni

Come tutti i dati sul turismo italiano sono incerti ma Wine Monitor di Nomisma ci fa supporre che i turisti del vino  siano il doppio di quelli stimati fin ora

Castello della sala bottaia

Castello della sala bottaia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Si tratta di uno studio condotto da Denis Pantini di Nomisma e finanziato dal Consorzio vini del Trentino. Ecco i dati: il 9% degli stranieri e il 4,7% degli italiani sono mossi da un prevalente interesse enogastronomico. Per cautela, anche relativamente ai numeri proposti di seguito, va detto che Bankitalia indica invece in 730.000 (2012) cioè l’1,5% del totale, i visitatori esteri attratti da cibo e vino. Più vicine alle percentuali di Nomisma sono invece quelle provenienti dall’Osservatorio Nazionale del Turismo che,

Valpolicella enoteca e ristorante

Valpolicella enoteca e ristorante

tuttavia riguardano il 2010. Tornando alle percentuali indicate dal centro studi bolognese arriviamo a questi numeri: 16 milioni di stranieri e 7,8 milioni di italiani considerando tutti i nostri connazionali, bambini compresi, visto che il turismo enogastronomico si configura prevalentemente come gita “fuori porta” (86% del totale secondo WineNews) cioè come escursione giornaliera in un raggio di meno di 100 km dal luogo di residenza. 

Questi dati portano a innalzare di molto il numero dei visitatori delle cantine italiane . Infatti se è vero che non tutti i turisti del gusto entrano nei “misteriosi sotterranei di Bacco” c’è tuttavia una quota di loro che visita più di una cantina nel corso di uno stesso anno.

Politica e Brunello nel presepio più divertente del mondo

Sembra un presepio ma in realtà è attualità con Stanlio e Olio nel Monte dei Paschi, i colleghi del Brunello, i calciatori e i rottamati….e l’autoritratto 

Piero Miraldi davanti al suo presepio

Piero Miraldi davanti al suo presepio

Di Donatella Cinelli Colombini

Scusate se sono fuori tempo, il Natale è passato e non è più tempo di presepi, ma quello che ho appena scoperto è troppo divertente perché non ve lo racconti. Si tratta di due presepi che riempiono due stanze di Casa Miraldi a Siena. Il più grande è nell’ingresso e sale per quattro metri nel vano delle scale, arrampicandosi anche sui muri laterali con mensole e

Monte dei Paschi presepio Miraldi

Monte dei Paschi presepio Miraldi

grotte. Oltre alle scene animate, alla vera neve che scende dal cielo, alla varietà e qualità degli ambienti – che vanno dal giurassico con vera nebbia alla cucina con le pentole sul fuoco che fumano -ci sono vere e proprie chicche: un Palazzo Pubblico di Siena circondato dalla città medioevale popolata da pulcinella, il centro diurno di Cesano Boscone con Berlusconi ed i vecchietti, ancora il monumento a Silvio – raffigurato in marmo con la catena e la palla tipo ergastolano – e accanto i rottamatori di Renzi e i rottamati con Bersani in prima fila. Spettacolare la zona Monte Paschi di Siena con Rocca Salimbeni abitata da Stanlio e Olio inseguiti da Polizia e Guardia di Finanza. C’è la zona dei calciatori con Balotelli che piace enormemente ai visitatori più piccoli.

Mario Guidi l’agricoltore picconatore che sorride al futuro

Mario Guidi Presidente Nazionale dell’Unione Agricoltori-Confagricoltura: basta sovvenzioni agli agricoltori pigri, uniamo le forze per il bene del Paese

Mario Guidi a Siena

Mario Guidi a Siena

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Siena, nel caveau della banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, arriva Mario Guidi, classe 1961, ferrarese con una laurea in agraria in tasca e un’azienda di 600 ettari in cui produce cereali e riso. Guida la Confagricoltura- Unione Agricoltori da quasi quattro anni durante i quali <<ho avuto davanti 6 Ministri, e 4 capi di gabinetto alcuni dei quali inquisiti>> una situazione in cui non sai che direzione prendere e <<come dicono i

MPS Siena convegno Confagricoltura

MPS Siena convegno Confagricoltura

marinai, non c’è vento favorevole per una barca che non ha la rotta>>. Nonostante questo il Presidente Nazionale dell’Unione Agricoltori vuole riformare la sua associazione dandogli nuovo slancio, convinto che il settore primario sia fondamentale per il futuro dell’Italia e persino del mondo, visto il deficit alimentare che già adesso affligge gran parte del pianeta. Eccolo dunque con proposte rivoluzionarie <<basta sovvenzionare le associazioni di categoria, basta con una politica agricola comunitaria che dà i contributi a pioggia anziché premiare solo chi crea sviluppo. Il sostegno al reddito è indispensabile per far sopravvivere le aziende ma non deve diventare un oppio>> parole dure, dunque, contro chi non investe, non rischia e non ha voglia di fare. Stesso atteggiamento sull’IMU  agricola <<Chiediamo più equità ma basta piagnistei>> ha detto Guidi dando una sferzata forte <<perché all’estero la pressione fiscale è doppia rispetto a quella italiana>>.

Brunello Prime Donne 2010 un sogno che diventa realtà

Donatella Cinelli Colombini ci presenta il Brunello 2010 Prime Donne. Viene prodotto solo nelle annate migliori come il 2010 la migliore degli ultimi 100 anni

Brunello 2010 Prime Donne Cinellicolombini

Brunello 2010 Prime Donne Cinellicolombini

Come tutti i grandi vini rossi del mondo il Brunello è appagante quando è giovane e quando è vecchio. Questa caratteristica è evidente nell’annata 2010 più che in ogni precedente vendemmia.
Montalcino è uno dei pochi luoghi nel mondo dove è possibile produrre un grande vino con un solo vitigno, il Sangiovese. Un rapporto quasi magico fra natura, microclima e uomini che porta a risultati diversi ogni anno e qualche volta arriva alla perfezione come è avvenuto nel 2010.
Nel 2010 l’inverno e la primavera idratarono in profondità il terreno con piogge e neve. Per questo, le temperature altissime di luglio non arrecarono problemi alle viti che addirittura arrivarono alla vendemmia con una chioma ancora in vegetazione. Elemento estremamente raro ma molto favorevole. Nel 2010 i grappoli d’uva erano piccoli, sanissimi, con acini piccoli e vinaccioli lignificati.
Il Brunello Prime Donne viene prodotto solo nelle migliori vendemmie. E’ il simbolo dell’azienda e del suo impegno in favore della parità di genere nel mondo del vino. Nasce infatti in una cantina con un organico interamente femminile e viene seguito da un gruppo di quattro assaggiatrici espertissime che decidono le botti dove farlo maturare e l’assemblaggio conclusivo. Sono la Master of Wine inglese Maureen Ashley, la Pr italo americana Marina Thompson, l’enotecaria tedesca Astrid Schwarz e una delle migliori sommelier italiane Daniela Scrobogna.

La sfera di cristallo del vino: cosa ci aspetta nel 2015

Wine Searcher e The Drinks business svelano il futuro del vino e della buona tavola. Avanzata dei cocktail, delle birre artigianali, dei vini dolci e dei dolci

cocktail-e-birra

cocktail-e-birra

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

<<più di ogni altro prodotto il vino richiede tempo>> Dunque il vino non è fra le cose effimere. Eppure mai come ora c’è la ricerca di vini unici, diversi da ogni altro e soprattutto di momenti unici, multisensoriali …. con luci, suoni, oggetti da toccare e ovviamente sapori capaci di creare emozioni indimenticabili.

Champagne birra e ribes e aragosta

Champagne birra e ribes e aragosta

• L’informalità domina la buona tavola, basta con le tovaglie bianche. A Londra molti ristoranti stellati hanno “fratellini” più a buon mercato. Le culture gastronomiche si mescolano in modo impressionate … La capitale britannica che è stata recentemente invasa da una sorta di “mania dell’aragosta” servita anche in panini e take away a prezzi più che abbordabili.
• Spazio ai vini unici e soprattutto all’assaggio di grandi bottiglie che, grazie a Coravin, potranno essere anche vendute a bicchieri… o meglio a gocce ..visto il prezzo.
• Nei ristoranti i sommelier diventano sempre più importanti nella scelta dei vini mentre diminuisce l’influenza dei critici.
• La decisione della Corte Suprema mette le ali alle spedizioni di vino, fa crescere le piccole cantine e calare le vendite delle enoteche perché diventa più conveniente ordinare le bottiglie al produttore
• Global warming apre nuove opportunità alle zone fredde come l’Ontario in Canada e mette in dubbio le prospettive dello Chardonnay a Napa Valley.

Attenti al lupo! Attenti al lupo! Oh

350 lupi nella sola Provincia di Siena e ora ne abbiamo visto uno anche noi. Preoccupazione per i bambini, i cani e ovviamente i turisti

lupo

lupo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I lupi sono in branchi e si spostano anche di 60 km in un giorno per andare a caccia. Nessuno può sentirsi tranquillo. Hanno paura gli allevatori di pecore, per le aggressioni ai loro greggi, ma ora abbiamo paura anche noi che abitiamo in campagne, soprattutto chi ha bambini, oppure chi, come me, ha un cane abituato a scorrazzare libero senza guinzaglio.

cinghiale in strada

cinghiale in strada

I giornali hanno ampiamente riportato l’avventura del cacciatore di Casciano di Murlo che cercava il suo cane nel bosco ed è stato attaccato dai lupi, salvandosi sopra un capanno. Un luogo, Murlo dove ci sono molti agriturismi. Mi chiedo cosa scriverebbero i giornali stranieri se un turista, o anche peggio, se il bambino di un turista, venisse attaccato dai lupi.
Un malinteso concetto di difesa ambientale e di amore per gli animali, ha suscitato normative che rompono l’equilibrio del bosco favorendo un abnorme aumento degli animali selvatici. In Toscana i lupi sono fra le specie protette, che nessuno può uccidere, per questo la loro popolazione è aumentata a dismisura, molto più della loro selvaggina. Per questo i lupi cercano di sfamarsi uccidendo animali domestici e si avvicinano alle case. I lupi sono animali notoriamente intelligenti, che capiscono la maggiore difficoltà di uccidere un agnello rispetto all’inseguimento di un giovane daino, che probabilmente è più veloce di loro. Per questo attaccano, con sempre più frequenza, pollai, ovili e ora anche bovini.

Vi presento Roberta Corrà nuovo direttore generale GIV

Finalmente! Una donna sfonda il tetto di cristallo e prende il timone del più grande gruppo vitivinicolo italiano, fra i primi 10 nel mondo

GIV Dir. Gen. Roberta Corrà

GIV Dir. Gen. Roberta Corrà

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il più grande gruppo vitivinicolo italiano, la GivGruppo Italiano Vini, ha ora un direttore generale donna. E’ Roberta Corrà veronese, laureata in Giurisprudenza a Bologna, ha lavorato per multinazionali tedesche come Lidl e Mediamarkt. E’ arrivata al Gruppo Italiano Vini nel 2012 con responsabile delle Risorse umane e organizzazione, dal 2014 è direttore operativo e il Consiglio di Amministrazione del 23 dicembre ha messo nelle sue mani il timone del gruppo GIV.
Manager riservatissimo, Roberta Corrà, è quasi in controtendenza nell’epoca dell’apparire. Di lei, il web, ci fornisce una sola immagine ufficiale diffusa al momento della nomina; come dire poco fumo e molto arrosto … con un atteggiamento pragmatico e, a mio avviso, molto femminile.
Questa è davvero una svolta per le Donne del vino che entrano nella stanza dei bottoni del primo gruppo italiano. Il GIV è infatti un colosso da oltre cento milioni di bottiglie e 350 milioni di fatturato annuo che, se considerato insieme al suo capogruppo Cantine Riunite e GIV, raggiunge un volume d’affari fra i primi dieci nel mondo. GIV ha cantine in 11 regioni, un grandissimo importatore di proprietà in USA -Frederick Wildman- un distributore con sede a Parigi – Carniato Europe – la più significativa azienda di distribuzione di prodotti agroalimentari italiani in Francia e Belgio, sedi a Londra, a Monaco di Baviera, a Praga e  a Shanghai.  Insomma un colosso, ma soprattutto un gruppo capace di esprimersi in qualità e in quantità su scenari mondiali.

Cosa desiderano i buyers del vino? Brunello!

La lista dei desideri 2015 del mercato internazionale del vino contiene il Brunello 2010 e il Bordeaux en primeur

Brunello

Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine Searcher, la vetrina commerciale più grande del mondo con bottiglie di 38.000 rivendite internazionali, ha intervistato alcuni fra i big del mercato del vino per sapere quali sono le loro speranze nel nuovo anno.
Ovviamente uno spazio privilegiato hanno le “en primeur” di Bordeaux. Avranno luogo ad aprile e dovrebbero rilanciare questa denominazione dopo che le aste e le vendite al dettaglio hanno manifestato un rinnovato interesse dei consumatori.

Zachy asta

Zachy asta

Ma c’è anche il Brunello fra i desideri dei grandi buyer mondiali come Zachys. Ecco che il suo vicepresidente Andrew McMurray dice <<è uno dei migliori Brunello giovani che abbia mai bevuto e aspetto le indicazioni dei critici per scegliere quale comprare>>. Non è il solo che aspetta l’ormai mitica annata 2010 dei principale vino di Montalcino: anche Joss Fowler del Fine & Rare di Londra << è in continuo aumento la domanda dei migliori vini italiani, in particolare il Brunello>>
Le tendenze in atto sono di vario tipo: c’è lo scontro fra globale e locale cioè fra i produttori che si distinguono con vini eccellenti, ma molto particolari, e la globalizzazione del mercato che finisce per far bere a tutti le stesse cose.

Impara l’arte e mettila (da parte) in pratica sul web

Vuoi imparare a comunicare sul web? Segnati questi nomi: Salvatore Aranzulla, Jacopo Matteuzzi dello studio Samo, Gian Piero Staffa di Cento Vigne Italia

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

SALVATORE ARANZULLA come dire il web all’italiana

Ha occhi sognanti dietro lenti squadrate, capelli rasati a zero e barba non fatta da qualche giorno. Un aspetto trendy ma non troppo. Nel web ci sono foto autoironiche davvero spassose, insomma non se la tira anche se è il più autorevole e remunerato (ha un reddito annuo di un milione di Euro) divulgatore informatico in Italia con 20 milioni di pagine viste al mese e 400.000 visitatori al giorno. Firma la rubrica informatica di Virgilio.it e di Libero.it oltre che un’ infinità di articoli e libri. Insomma è un guru con l’aspetto del folletto che vive in 20 metri quadri e ha un sito valutato cinque milioni di Dollari. La novità è che vuol fare il pasticcere: si è iscritto ad Alma, ha comprato una planetaria e un forno professionale e ha già pubblicato una torta al cioccolato che sembra prelibata. I food blogger devo cominciare a tremare, è in arrivo Aranzulla pasticcere!  Leggere le sue pagine è utilissimo e per una volta è facile capire tutto, ma proprio tutto …. Incredibile!

Keywords e altri consigli da JACOPO MATTEUZZI
Il recente Wine2wine ha offerto altri ottimi spunti a chi vuole imparare come comunicare on line, soprattutto da arte di Jacopo Matteuzzi dello studio Samo.
Oltre alle raccomandare l’uso dei SEO consiglia di usare keyword con la “coda lunga” cioè scegliere parole specifiche ma poco usate cercandole su Google suggest, Google Trend.
Altro consiglio evitare parole multiple.

Scandaloso! Prosecco alla spina

A Londra lo vendono come “Vino frizzante italiano” e sta dilagando: Pizza Pilgrims a Soho, Tozi a Victoria e il ristorante del Covent Garden

Prosecco alla spina

Prosecco alla spina

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Tutto è iniziato prima di Natale quando un pub di Leeds ha pubblicizzato su Facebook il Prosecco alla spina. La notizia è stata ripresa dal quotidiano Daily Mail e ha avuto anche un hashtag Twitter di notevole successo #proseccoontap cioè prosecco alla spina. A quel punto i produttori del Veneto sono scesi sul piede di guerra sollecitando l’intervento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi.

commonprosecco

commonprosecco

Infatti il regolamento europeo impone di commercializzare il Prosecco solo in bottiglia. Il nome del vino è quindi scomparso sostituito dalla dizione “vino frizzante italiano” ma la tipologia del vino è proprio quella sia negli aromi che al gusto e anzi i gestori dei pub giocano sul “detto e non detto” per commercializzarlo come Prosecco anche senza scriverlo esplicitamente.

L’Italia del vino va da Papa Francesco

Il 21 gennaio Franco Ricci presidente della Fondazione Italiana Sommelier guiderà una delegazione di 150 esponenti del mondo del vino dal Santo Padre

Papa Francesco

Papa Francesco

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il sito inglese The Drinks Business ha titolato in modo sarcastico <<vanno dal Papa per chiedergli di pregare per la vendemmia 2015>>. Commento decisamente cattivo che nel corpo dell’articolo rincara la dose << il 2014 è stata un’annata da dimenticare per il vino italiano, la più scarsa in 50 anni, massacrata dal maltempo. Poi c’è il declino del consumo interno di vino>> Insomma la visita dal Papa viene presentata come un’azione utilitaristica quasi fosse lo stregone a cui chiedere la danza della pioggia.

Non condivido né il contenuto né il tono di questo articolo e trovo invece encomiabile l’udienza pontificia organizzata da Franco Ricci. <<Il Papa ama il vino e lo beve a tavola a Santa Marta>> ha detto Ricci a Luciano Ferraro di DiVini del Corriere della Sera << io gli ho scritto chiedendo di fargli visita con un vasto gruppo del nostro settore e Padre Georg mi ha risposto>> .
Bellissima l’iniziativa di Ricci che riavvicina il mondo del vino alla Chiesa facendo leva sull’origine di Papa Francesco da una famiglia di vignaioli dell’astigiano.

Gli acuti e il dolce, i suoni profondi e l’amaro

Gli studi dell’University of Oxford certificano quello che tutti sospettavamo: i suoni modificano la percezione dei sapori. E anche tanto, si parla del 5-10%

Charles Spence

Charles Spence

Di Donatella Cinelli Colombini
Charles Spence, professore di psicologia sperimentale dell’Oxford University, in una recente intervista alla radio britannica, ha spiegato l’effetto dei suoni nella percezione dei sapori. Tutti sospettavamo che un Brunello apparisse più buono ascoltando Bach …. ma ora c’è un’evidenza scientifica. << Il sapore è forse la più multisensoriale delle nostre esperienze>> ha detto Spence << tutti i sensi vengono usati contemporaneamente>>. Il suono, a suo avviso, ha un’influenza del 5-10% sulla percezione di ciò che viene messo in bocca. La futura ricerca è stata battezzata <<synesthetic sounds>> e valuterà come certi suoni accrescono il piacere di specifici alimenti oppure si combinano con l’esperienza del cibo <<come mangiare pesce sulla riva del mare>>.
Charles Spence guida il laboratorio, dell’University of Oxford, in cui viene studiato come le persone percepiscono il mondo intorno a loro. In particolare Spence si interessa ai processi cognitivi che dipendono da tatto, odorato, vista, gusto e udito cercando di capire come tutti i sensi interagiscono fra loro. I risultati dei suoi studi sono rivoluzionari. Ecco i titoli di alcuni dei suoi ultimi articoli fra i 500 che ha pubblicato in 15 anni di attività <<Quando la forma del bicchiere influenza il gusto di una bevanda colorata: Evidenze dai consumatori di tre continenti>> <<La pelle come mezzo per la sostituzione sensoriale>>.

Sigari toscani e Brunello che passione

Gli stortignaccoli toscani che amano i grandi vini. Un inferno di fiamme goduto beatamente con gradi Brunello, Amarone, Bolgheri per contaminazioni intriganti 

 

Sigaro Toscano-e-vino

Sigaro Toscano-e-vino

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Gli abbinamenti più classici dei sigari sono con distillati importanti come il whisky single malt, ma la stanza dei sigari è sempre più popolata da donne e il vino cresce di importanza. <<Lasciate perdere i distillati — ha consigliato da Marco Tonelli primo habanos sommelier italiano — meglio i vini, che rinfrescano il palato grazie alla temperatura di servizio. Ma anche grazie al grado di acidità che stimola la salivazione>>.

 

SIGARO TOSCANO E VINO

In questo post mi soffermerò appunto sul matrimonio di sensi più cool: sigaro toscano e vino. Parto dal delizioso articolo scritto da Luciano Ferraro (leggetelo nel blog DiVini del Corriere della Sera) dove Marco Tonelli consiglia un Prosecco con poco zucchero residuo insieme al sigaro Toscano Soldati e la Malvasia dolce accompagnata dall’Antico Toscano. Marco Starace, anche lui celebre sommelier e sigar-lover al punto di creare un master itinerante sull’abbinamento fra i sigari e nobili bevande, consiglia di gustare il Toscano Garibaldi con il Ferrari Riserva e l’Extravecchio con un grande passito.

                                                                       
Cinelli Colombini
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