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La cantina rosa riceve il calendario dei vignaioli sexy

Il regalo più divertente ricevuto in questo fine d’anno arriva da Sieghard Vaja ed è il calendario dei vignaioli tedeschi nudi autografato dai protagonisti

weininsel's 1

weininsel's 1

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Insieme allo spiritosissimo calendario ho ricevuto questa lettera:
Cara Donatella e tue stimate e preziose collaboratrici,
per l’inizio dell’anno nuovo un calendario a tema vitivinicolo, suppongo sia ammagliante nell’accompagnarvi verso futuri progetti.
A questo proposito, e per nulla volendo sembrare banale, inopportuno e volgare, vi mando – a voi donne del vino – un calendario “artistico” di colleghi transalpini della regione Franken (Franconia) in Germania).
Tutti i protagonisti, che svolgono realmente il loro lavoro nell’ambito vitienologico tra le ridenti località di Nordheim ( dove ha sede la mia attuale cantina) e Sommerach sulla “Weininsel” (L’isola del vino), hanno sottoscritto con entusiasmo al mio appello per augurarvi un ottimo inizio 2015.
Allo stato attuale questa è l’unica copia autografata.
A voi tutte buone e serene festività
Sieghard Vaja

Smettiamo di usare i diserbanti nei vigneti

Fanno risparmiare qualche soldo ma gli erbicidi danneggiano la qualità dell’uva e soprattutto inquinano il terreno fino ad arrivare alle falde e al mare

Vigneto senza diserbanti

Vigneto senza diserbanti

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Anch’io, come tutti, sono andata a un convegno sulla sostenibilità del vino. E’ l’argomento del giorno promosso da associazioni, enti, progetti … tante, forse troppe iniziative come ha sottolineato Attilio Scienza nel  “WineWorld Economic Forum”, al “Merano WineFestival” 

Servono poche regole chiare.

Anche nel convegno a cui ho assistito, il punto centrale sembrava il “foot print” – l’impronta ecologica misurabile con il bilancio del CO2. Ovviamente è importantissimo ridurre i consumi di acque e energia, ridurre le emissioni nell’aria e di rifiuti solidi ma la cosa più urgente è, a mio avviso, ridurre i pesticidi. Altrimenti finisce che, il vignaiolo biologico, risulta più inquinante di quello che usa la chimica pesante, perché va avanti e indietro con il trattore per dare rame e zolfo alle viti. <<I progetti di sostenibilità nati negli anni  si fanno la guerra, ognuno guarda a sé, pensando di essere il progetto migliore>> ha detto il Professor Scienza a WineNews.

Qualcosa di nuovo arriva dalla Borgogna dove stanno per investire 1,7 milioni di Euro per sperimentare i droni, mini elicotteri che svolazzeranno fra i filari analizzando, con sensori e telecamere, tutte le  viti. Un progetto, che durerà tre anni,  e permetterà di  ridurre i pesticidi facendo una diagnosi precoce e capillare di ogni pianta. Questa si che è un progetto in grado di incidere sulla sostenibilità del vino.

Cara Siena, meno rimpianti e più progetti

Cara Siena in ogni angolo del tuo territorio si trovano esempi di stoico impegno in difesa delle persone e del territorio. Da questi bisogna ripartire

Siena Duomo

Siena Duomo

Di Massimo Vita presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS per Donatella Cinelli Colombini

Da molte parti si sente un lamento per le occasioni perdute, per i denari sprecati, per il fatto che forse nessuno mai pagherà ma esiste, per fortuna, anche tanta voglia di rinascere e questa voglia sgorga dal cuore grande di chi vive questo territorio.
Se invece di guardarci indietro ci sforzassimo di lanciare lo sguardo oltre il presente potremmo costruire occasioni vere di riscatto e per farlo dobbiamo partire dal nostro personale sentire, dal nostro essere persone che hanno voglia di vivere e contribuire al benessere di tutti.
Ci vuole un impegno corale se non si vuole rimanere impantanati nella melma della polemica e dei rimpianti.

  • Le associazioni dovranno fare la loro parte con un maggiore spirito di collaborazione tra loro;
  • le contrade si dovranno sentire ancora di più il centro di tutto il sistema;
  • la politica dovrà essere capace di innovarsi e innovare non per dare risposte ai professionisti dell’anti politica ma per rispondere ai bisogni dei cittadini;
  • le istituzioni dovranno agire sinergicamente per assicurare alla collettività un reticolo organizzativo di alto livello senza il quale nulla si costruisce.

Sonic Decanter e il tuo vino invecchia in un quarto d’ora

Un contenitore cilindrico spara onde sonore ad alta frequenza sulla bottiglia di vino che in 15 minuti sembra più vecchia di anni. Scoperta geniale o inutile?

Sonic decanter

Sonic decanter

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il congegno è stato inventato dallo statunitense Michael Coynee sarà in vendita a giugno 2015 al prezzo di 199$. Il Sonic Decanter ha sconcertato tutto il mondo del vino incerto se giudicarlo la trovata del secolo o l’ennesima bufala inutile e forse persino poco salutare. C’è chi, come Luciano Ferraro, ha storto il naso titolando il suo articolo <<Decanter ad onde sonore, come rovinare un vino>> e chi come Drinks business si mostra più possibilista e sembra accettare la versione di Coyne <<Sonic decanter migliora il gusto dei vini aggiungendo sapore>>.
Il procedimento è piuttosto semplice: la bottiglia stappata viene introdotta nel tubo cilindrico in cui è stata precedentemente versata dell’acqua. Dopo 15 minuti il vinello di pochi mesi sembra prodotto anni prima. In mercati come il Canada o la Gran Bretagna, che prediligono le bottiglie vecchie potrebbe consentire notevoli guadagni, soprattutto nella ristorazione trasformando vini di primo prezzo in bottiglie da mettere in conto a valori molto più alti. In effetti la stampa britannica ha scritto diffusamente del Sonic Decanter dimostrando un effettivo interesse.

Enolions al via la seconda edizione del concorso

L’unico concorso italiano che premia i vini preferiti dai giovani: enologi, giornalisti e sommelier sotto i 40 sceglieranno anche il produttore dell’anno

Enolions 2014 la giuria a lavoro

Enolions 2014 la giuria a lavoro

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I vini concorrenti (c’è tempo fino al 25 febbraio per scaricare i moduli dal sito www.enolions.it e per mandare i vini a Villa medicea di Artimino a Prato) saranno divisi in 16 categorie – dai grandi rossi maturati in botte ai passiti – e verranno valutati in base ai gusti dei nuovi consumatori esperti, quelli che presumibilmente fanno da driver al mercato. Premi speciali anche alle migliori espressioni delle denominazioni di cui ci saranno almeno 10 concorrenti e soprattutto l’elezione del vino e del produttore dell’anno. Quest’ultima è la vera novità della seconda edizione 2015 di Enolions e

Enolions

Enolions

valorizzerà la cantina che meglio orienta la sua produzione enologica a “misura di giovane wine lover”. Vincerà il titolo chi avrà un punteggio più alto sommando tutte le valutazioni dei suoi vini con oltre 88/100.
Nato in Toscana lo scorso anno in seno ai Lions Clubs International – più grande organizzazione mondiale di service attivo in 210 Paesi con azioni locali e sovranazionali in favore di chi soffre- Enolions ha anche un fine benefico con la raccolta fondi per il teleconsulto delle malattie cardiache congenite, cioè consentirà la diagnosi a distanza ai malati di cuore.
Enolions ha inoltre il fine di educare i giovani al bere responsabile e, anche per questo, è ufficialmente autorizzato del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Si tratta dunque di un concorso nazionale con tutti i crismi di legalità e autorevolezza: i vini, resi anonimi dal notaio, verranno assaggiati da commissioni di 7 membri – 4 enologi, 2 sommelier e 1 giornalista- con il metodo di analisi sensoriale dell’ ”Union International des Oenologues”.

Dopo master of wine e master sommelier ecco la Royal in law

L’avvenente Pippa Middleton sorella della futura regina d’Inghilterra Kate e cognata del Principe William ha superato l’esame di Wine and Spirit Education Trust

Pippa-Middleton

Pippa-Middleton

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

A volte i cambiamenti avvengono anche grazie a personaggi simbolo che danno loro un volto e una storia. Tendenze che nascono spontaneamente rispecchiando bisogni che sono già nell’aria. Questo è il caso di Pippa Middleton che ha frequentato con successo il corso avanzato sul vino WEST – Wine and Spirit Education Trust << un percorso professionale per chi vuole organizzare eventi o fare il sommelier >> ha spiegato la cognata più famosa del mondo, che ha frequentato le lezioni per assumere un ruolo nella rivista “The Spectator” per cui lavora e che ha un ottimo wine club. Pippa ha dunque uno spiccato interesse per il vino e ha cercato di svilupparlo anche con qualche disavventura. Nell’articolo di The Drinks Business che ha diffuso la notizia, racconta come sia dovuta entrare di soppiatto nel negozio di vino sotto il suo ufficio per sfuggire ai paparazzi che l’inseguono costantemente <<poteva essere leggermente imbarazzante essere fotografata mentre mi aggiravo in negozio di alcolici un sacco di volte nel pomeriggi>>. Tenace e scaltra la piccola!

Il buon Natale a Montalcino da un’emigrata a Trequanda

Tanti auguri a Montalcino e ai montalcinesi. Nostalgia e memoria, grandi storie e piccoli racconti, nelle parole di Donatella Cinelli Colombini alla sua terra

Natale e Brunello da Bruno Dalmazio

Natale e Brunello da Bruno Dalmazio

Natale è un momento di ricordi e speranze.

Amo Montalcino, è la mia terra, qui ho le radici come le mie viti di Sangiovese. Mi piace la forza austera del suo paesaggio. Ricordo che quando accompagni Saul Bellow – Premio Nobel per la letteratura 1976- a Montalcino, mi fermai lungo il viale della Madonna e lui rimase senza parole, schiacciato da quell’armonia senza tempo, da quelle colline boscose che sembrano un mare in tempesta.

Ho ricordi bellissimi a Montalcino. Li è nata mia figlia Violante perché Montalcino ha la semplicità e l’intimità adatte per i momenti importanti della vita.
Ricordo che da giovane mi colpiva come ci fosse tutto: dalla tipografia al teatro, dal dazio all’ospedale. Quasi un microcosmo che sapeva aggiornarsi velocemente. I miei nonni

Sant'Antimo foto di A.Rabissi

Sant'Antimo foto di A.Rabissi

raccontavano che la luce elettrica era arrivata nella loro casa di Montalcino prima che in quella di Modena, dove abitavano in inverno perché il bisnonno Pio era Rettore della locale Università. In effetti quando ritornai dopo un soggiorno di nove mesi a Lille in Francia (1978-9), trovai Siena esattamente come l’avevo lasciata e Montalcino piena di cantieri e di iniziative. Montalcino ha sempre sfornato talenti: ricordo quelli della mia giovinezza Giuseppe Bovini massimo esperto di arte bizantina e Walter Paccagnini segretario particolare di Paolo Emilio Taviani …. in anni recentissimi Roberto Guerrini e Maria Luisa – Lulù- Padelletti entrambi giuristi.

Cene degli auguri 2014 un tour de force molto piacevole

Sono tante, forse troppe ma fanno vivere il Natale con le persone care. Artistiche, ghiotte, scanzonate le cene degli auguri 2014 di Donatella

Valentina Saccone  Prefettura Natale 2014

Valentina Saccone Prefettura Natale 2014

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Comincia il Prefetto di Siena Renato Saccone il 9 dicembre con un augurio in musica – Sibelius, Dvorak, Bach – eseguito dagli Amatori della Scuola di Musica di Fiesole. Dilettanti, ma talentuosi, che sanno emozionare sotto la direzione di Stefano Zanobili.

Lions Firenze Brunelleschi Natale 2014

Lions Firenze Brunelleschi Natale 2014

Una delle viole era suonata da Valentina Saccone, figlia del Prefetto che già conoscevamo per il canto lirico. Una giovane modesta quanto brava che merita un futuro di successo.
Il Lions Club Firenze Brunelleschi ha organizzato, a Villa Viviani, la festa degli Auguri sotto la direzione di Paolo Giuntini e con ospite d’onore, Marcella Penna, moglie di Carlo ancora convalescente. Anche in questo caso dominano i contenuti culturali. Come per magia appare fra i tavoli Anna Maria Luisa o Ludovica de’ Medici, elettrice Palatina e ultima discendente della più celebre casata fiorentina, impersonata dall’attrice Anna Collazzo. Alla sua morte nel 1743, Anna Maria Ludovica lasciò alla città il suo immenso patrimonio artistico con l’obbligo di non “…levar fuori dallo Stato del Granducato…gallerie, quadri, statue, biblioteche, gioje ed altre cose preziose”. Dobbiamo dunque all’elettrice Palatina se Firenze è oggi uno scrigno di capolavori.

Rossano Vinciarelli è il campione mondiale di pasticceria

E’ senese di Piancastagnaio il campione del mondo 2014 di pasticceria, creò la torta per l’inaugurazione del vino Cenerentola Orcia Doc

Cenerentola Orcia Doc torta di Rossano Vinciarelli

Cenerentola Orcia Doc torta di Rossano Vinciarelli

di Donatella Cinelli Colombini
Conobbi Rossano Vinciarelli quando Sergio Zavoli festeggiò alla Fattoria del Colle il suo compleanno e decisi di offrirgli una torta memorabile. Sarà stato il 2000 o giù di li. Vinciarelli era giovane ma plurimedagliato e il grande Zavoli rimase incantato dalla sua creazione.
Fu il padre di Rossano a portare da noi la torta appena fatta e ci raccontò <<e pensare che quand’era piccino lo picchiavo perché voleva smettere di studiare e fare il pasticcere … quanti nocchini … ora me ne pento, a 21 anni aveva già una pasticceria sua …  e guardate ora dov’è arrivato!>>. Il talento ma soprattutto il racconto di questo ragazzo, nato in un paesino del Monte Amiata, ma talmente determinato da opporsi alla famiglia e poi diventare uno dei migliori pasticceri italiani, mi colpì moltissimo e quando organizzai la festa per la presentazione del Cenerentola Doc Orcia gli chiesi una torta che contenesse il mio nuovo vino fra gli ingredienti.
Lui creò un piccolo capolavoro con il cocchio di Cenerentola in cioccolato e sotto una torta che tutti ricordano ancora, a distanza di oltre dieci anni. Rossano era esattamente com’è oggi schivo, perfezionista, appassionato nel suo lavoro fino a trasformarlo in arte ma anche rispettoso del lavoro altrui. L’esatto contrario dei personaggi televisivi stile Master chef.
Il 28 novembre scorso è stato incoronato campione del mondo di pasticceria salutato con giubilo da tutti i professionisti italiani FIP e da tutti gli abitanti di Piancastagnaio dove lui ancora vive con la moglie Lia e le due figlie. Un piccolo paese che ha la fortuna di poter gustare i suoi capolavori nella pasticceria Marron Glacé.
Ha un medagliere impressionante Campione italiano e vicecampione del mondo nel 2001, componente della Nazionale di pasticceria nel 2005, una squadra che nel recente campionato mondiale in Lussemburgo, ha mietuto successi.
Professionisti che, come Rossano, fanno corsi e aggiornamenti, si confrontano con i colleghi e soprattutto dedicano tantissimo tempo alla sperimentazione cercando la perfezione con sfide sempre più ardite.

W Riccardo Cotarella presidente mondiale degli enologi

E’ bravo, competente, ha un’energia vitale travolgente, il coraggio di accettare le sfide e persino quello di cambiare idea come sui solfiti nel vino

Vespa, D'Alema, Cotarella

Vespa, D'Alema, Cotarella

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Vi racconto un episodio. Due anni fa partecipò a una cena dedicata all’olio extravergine nel ristorante di Vissani a Baschi, vicino a Orvieto. Al mio tavolo c’è il proprietario di un frantoio della zona che racconta della recente alluvione <<la mattina dopo, quando l’acqua si è ritirata, rientriamo nei capannoni ma c’è fango dappertutto, siamo paralizzati dalla disperazione. Poi arriva Riccardo Cotarella, è un amico, abita vicino a noi con il fratello Renzo, e ci dice – forza stasera ricominciamo a molire le olive, vi mando anch’io qualcuno – lo guardiamo increduli ma le sue parole ci danno la spinta. Arrivarono i suoi operai, lavoriamo tutto il giorno e nel pomeriggio Riccardo torna con una zuppa calda. Dopo ricominciamo a frangere l’olio. Senza di lui non ce l’avremmo fatta>>
Questo racconto ci fa conoscere Riccardo Cotarella più della sua intera biografia.
Ci fa capire come la sua elezione, a presidente degli enologi mondiali, sia un onore per lui e per tutto il vino italiano, ma soprattutto sia un’opportunità per ripartire, per farcela nonostante la crisi, per crederci e andare avanti.
Per questo gli è stata affidata una “mission impossible” con la presidenza del Comitato vitivinicolo di Expo 2015. Ma se non riuscirà lui, a far partire il padiglione del vino, non ci riuscirà nessuno! Lui è davvero il migliore!

12 cibi da non mettere in frigo e quelli da soste brevi

Persino lo spumante si rovina se tenuto in frigo per mesi, figuriamoci pomodori, formaggi stagionati o pane! Cosa mettere in frigo e cosa no, ecco le istruzioni

cipolla

cipolla

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Se siete ghiotti non rovinate ciò che avete comprato conservandolo male. Ecco qualche consiglio utile dettato dall’esperienza e dalle mie ricerche. Cominciamo con le 12 cose che proprio non vanno messe nel frigo di casa e poi vediamo quelle da “brevi soggiorni”
1. OLIO EXTRAVERGINE va tenuto al buio ma non al freddo. Se poi si rapprende congelandosi, e questo avviene a una temperatura di 4-6°C, cioè nel reparto carne del frigo, lo rovinate del tutto
2. PATATE il freddo del frigo le fa germogliare, molto meglio in un panierino nella zona più fresca della cucina insieme a pomodori, cipolle e aglio. Meglio se coperte da un canovaccio, ancora meglio se il canovaccio è a quadretti bianchi e rossi, fa molto country e lo trovo decisamente shabby chic.
3. POMODORI mai in frigo perché poi non sanno di niente
4. AGLIO in frigo secca
5. CIPOLLE in frigo diventano flaccide e muffite
6. BASILICO meglio metterlo sul davanzale con i gambi immersi nell’acqua
7. ARANCE, BANANE, MELE, MELONI perdono il profumo, il frigo rallenta la maturazione in modo innaturale. Si tratta di frutti climaterici, che maturano anche staccati dalle piante e vanno tenuti separati per evitare che il processo sia troppo veloce.

I Gourmets senesi celebrano l’autunno

Tartufi bianchi delle Crete senesi, castagne e nebbiolo per l’Union Europèenne des Gourmets al ristorante Il Mestolo di Siena

Tartufo bianco su carne di chianina tagliata al coltello

Tartufo bianco su carne di chianina tagliata al coltello

Posto d’onore ai magnifici tartufi delle Crete senesi che quest’anno sono stati raccolti in abbondanza e alle castagne che invece hanno avuto, nel 2014, una stagione molto più difficile.
Una serata dedicata all’autunno, dunque, con un’attenzione particolare agli abbinamenti, studiati dal Console di Siena Alessandro Bonelli, con vini di altre regioni e soprattutto provenienti dal Piemonte. Le mani sapienti dello chef Nicoletta, sotto la regia di patron Gaetano, hanno realizzato un menù capace di valorizzare i sapori con equilibri costruiti sulle assonanze e sui contrasti.
Primo vino Vetere 2013, rosato prodotto da San Salvatore di Giungano (Salerno) fresco, fruttato con una leggera vena acida, ottimo esempio di vinificazione in rosato dell’Aglianico accompagnato da una battuta di manzo con tartufo bianco delle Crete senesi.
Segue un passaggio tutto piemontese con un Langhe Nebbiolo 2010, cru Bricco Boschis di Cavallotto (Castiglione Falletto), un vino di ottima struttura, deliziosamente fruttato e speziato al naso e galoppante di tannini e freschezza in bocca. Abbinato con riso al naturale con fonduta di toma e tartufo bianco delle crete

Gourmet - cena al Mestolo - coniugi Adorno e S.Campatelli

Gourmet - cena al Mestolo - coniugi Adorno e S.Campatelli

Rimanendo in Piemonte, è stato servito il Nebbiolo d’Alba 2009 di Moscone di Monforte d’Alba. Colore rosso rubino con riflessi granati , sapore ben strutturato, profumo intenso. Perfetto l’equilibrio con il coniglio farcito con castagne e marinato nel latte e parmigiano , con zucca gialla stufata.

Perché mangiare in ristoranti storici ha più sapore

I 64 ristoranti italiani di antica tradizione hanno nomi celebri: La Bersagliera a Napoli i Dodici Apostoli a Verona Savini a Milano l’Osteria del Bai a Genova

Dodici Apostoli Verona

Dodici Apostoli Verona

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Luoghi in cui la tradizione la mangi, la vedi e la abiti …. Insomma un fascino impalpabile che assomiglia a quello dei teatri, dove aleggia lo spirito degli artisti che ci hanno lavorato. Questi ristoranti sono popolati dal ricordo di grandi chef e di clienti celebri, ogni piatto ha una storia che lo distingue e lo rende unico. In alcuni casi, come la focaccia al formaggio di Manuelina di Recco, i piatti sono proprio nati li. Per questo mangiarci fa entrare nel mito. E’ insomma un’esperienza che rimane impressa nella memoria anche quando la cucina non è da stella Michelin ( ma Del Cambio ce l’ha) e la gestione è cambiata decine di volte.

Ristorante_Savini_Milano

Ristorante_Savini_Milano

Il nostro viaggio nei ristoranti storici parte da un delizioso articolo del blog dissapore e prosegue nell’annuario dell’Associazione dei locali storici d’Italia che mi arriva ogni anno da un vecchio e caro amico, Enrico Guagnini.
La maggior parte di questi ristoranti sono dell’Ottocento ma tre affondano le loro radici fino al Quattrocento: l’Antica locanda del Mincio (1407) a Valeggio, l’Onkel Taa di Parcines in provincia di Bolzano (1430) e l’Albergaccio a San Casciano Val di Pesa (1450). Tutti e tre hanno storie incredibili, nella locanda si fermò Napoleone nel 1796 quando cacciò gli austriaci al di là del Mincio. Nel ristorante Museumstube Bagni Egart Onkel Taa ci sono le tinozze per acqua termale in cui fare il bagno mangiando come usava nel medioevo, qualcosa che attrasse qui anche l’Imperatrice Sissi e Francesco Giuseppe d’Asburgo. Infine l’Albergaccio si chiama anche Tavernetta Macchiavelli perché l’autore del Principe vi dimorò durante il suo esilio fuori da Firenze.

Il Chianti superiore 2012 a 5 stelle di Donatella

Una vendemmia incredibile in cui Donatella Cinelli Colombini è passata dalla disperazione all’entusiasmo e le viti hanno dimostrato la loro intelligenza

Chianti Superiore Donatella Cinelli Colombini

Chianti Superiore Donatella Cinelli Colombini

2012, tre mesi di caldo torrido senza una goccia di pioggia e un diradamento grandissimo dei grappoli per aiutare le viti assetate …. poi il miracolo: arriva la pioggia i primi di settembre ed ecco una vendemmia 5 stelle.

Poca uva ma strepitosa, sanissima, con grappoli piccoli aperti, assolutamente maturi e con vinaccioli perfettamente lignificati. Acini piccoli che coloravano le dita al primo tocco per cui i mosti presentavano un colore rosso intensissimo, tipico dei grandi vini.
I vigneti del Chianti Superiore si trovano alla Fattoria del Colle nella parte meridionale del Chianti, su colline di 400 metri di altitudine con terreni caratterizzati da sabbie marine. Un territorio antico e incontaminato che viene coltivato con grandissima attenzione all’ambiente.

Tipologia: rosso secco.
Zona di produzione: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle
Caratteri dell’annata: la vendemmia è stata preceduta da 12 mesi aridi e da un’estate torrida con temperature molto alte anche di notte. Le foglie e i tralci verdi delle viti sono usati per ombreggiare l’uva. I grappoli sono stati diradati due volte.
Uvaggio: 90% Sangiovese, 10% Canaiolo
vendemmia: L’uva è stata raccolta a mano e deposta in cassette da 20 kg con cui è arrivata in cantina in meno di mezz’ora. Le temperaute fresche e addirittura freddine hanno portato in cantina uva a 20°C. Dopo la diraspatura gli acini migliori sono stati selezionati sul tavolo di cernita meccanicamente e manualmente.

                                                                       
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