Donatella Cinelli Colombini Tag

Perrier-Jouët quelli che trasformarono brutal in brut

Facciamo una piccola pazzia: beviamoci un Perrier-Jouët Belle Epoque Blanc de Blancs 2002 e gustiamo un mito sensuale e senza tempo

Perrier-Jouët Belle Epoque Blanc de Blancs 2

Perrier-Jouët Belle Epoque Blanc de Blancs 2

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Io e mio marito Carlo Gardini amiamo pasteggiare con le bollicine. Tutti i pretesti sono buoni: il caldo d’estate, i tartufi in autunno ( la fattoria del Colle ha 5 riserve tartufigene), il bisogno di variare dopo l’assaggio di tanti vini rossi. Il Perrier Jouet non è fra i miei preferiti perché io detesto il liberty e la bottiglia di questo Champagne mi è sempre sembrata orrenda. Ma ho scoperto che il contenuto non è niente male, anzi devo ammettere che mi affascina profondamente.
Per questo l’articolo di Caroline Henry su Wine Searcher mi ha attratto subito: Le 10 cose che ogni wine lovers dovrebbe sapere su Perrier-Jouët.
Alcune di queste dieci sembrano fiabe. Prima di tutto la storia: Pierre Nicolas Perrier e Rose Adelaïde (Adèle) Jouët si sposano nel 1810. Lui vende tappi e lei ha 19 anni ed è figlia di un produttore di Calvados. Un anno dopo fondano la loro cantina Perrier-Jouët e tre anni dopo comprano il grande edificio dove si trova, ancora oggi, la direzione aziendale.

“Io sono Malala” Premio Nobel per la Pace 2014

Malala Yousafzai 17 anni pakistana ha detto a Obama e ai leader mondiali <<invece di mandare armi mandate libri e insegnanti>> ecco la rivoluzione giovane

Malala con Barack e Miclelle Obama

Malala con Barack e Michelle Obama

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per la prima volta il più importante riconoscimento mondiale per gli operatori di pace, il Premio Nobel, viene assegnato a un’adolescente. Malala poco più che una bambina proveniente da Mingora, alla frontiera Nord Ovest del Pakistan, nella regione montuosa dello Swat, controllata dai talebani. Per la prima volte la scelta ha trovato tutti d’accordo, senza le polemiche che hanno accompagnato i premi a Obama o

Malala dopo l'attentato

Malala dopo l'attentato

all’Unione Europea, negli anni scorsi. Malala è un simbolo internazionale di coraggio e di un modo nuovo di essere giovani contribuendo attivamente al cambiamento del mondo. 

Riceverà il Premio Nobel per la pace a Oslo il prossimo dicembre insieme all’ingegnere indiano Kailash Satyarthi che si batte contro il lavoro minorile e i bambini schiavi. La scelta di due persone provenienti da Paesi in guerra fra loro è emblematico e vuole sollecitare la fine delle ostilità.

Novello … ma vi piace ancora?

Il vino Novello sembra in piena crisi dopo il boom della fine del Novecento. E’ uscito dalle cantine il 30 ottobre fra l’indifferenza generale

castagne e vino novello

castagne e vino novello

per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ammetto di averne bevuto pochissimo perché non lo amo e ancora meno apprezzo il Beaujolais nouveau con quell’odore da medicinale che lo fa sembrare artificioso. Il mio non è snobismo, solo che trovo molto più piacevole un buon Lambrusco con le castagne e la mortadella. Mi piaceva invece l’apparato di comunicazione che i francesi mettevano in campo per promuoverlo con i furgoni carichi che, allo scoccare della mezzanotte, uscivano dai cancelli delle cantine mentre i consumatori aspettavano nei locali per stappare le prime bottiglie. Un rito collettivo, in diretta TV, il terzo giovedì di novembre, che faceva sembrare tutto una festa.
In Italia il Novello si era diffuso negli anni ’70 con il Vinot di Angelo Gaja ( non ve lo aspettavate vero? ) e il San Giocondo dei Marchesi Antinori a cui si accodarono altri produttori principalmente di Veneto, Trentino e Toscana. Un successo effimero che ha segnato il suo apice alla fine del Novecento. Finito, passato di moda! Vi ricordate il salone del Novello a Vicenza? Si è spostato a Verona e ora non esiste più.

La Montalcino che non ti aspetti

La terra del Brunello è diversa da come la immaginano i turisti. A Montalcino c’è sempre qualcosa di nuovo, internazionale e trendy ma anche tanti ricordi

Brunello e Franciacorta per Natale

Brunello e Franciacorta per Natale

Di Donatella Cinelli Colombini
Persino io, che ho le radici in questa terra, a volte rimango sbalordita dai personaggi celebri che arrivano e dalle iniziative che si susseguono a raffica. Vi racconto le ultime.

La prima notizia arriva da MontalcinoNews, il notiziario on line che accende i riflettori sulla città del Brunello collegandola, quasi ogni giorno, con i wine lovers di tutto il mondo. Si tratta di un’indagine di AstraRicerche sui vini da regalo per le prossime feste natalizie e mostra come il Brunello sia decisamente la prima scelta con il 55% dei consensi. Batte persino la Franciacorta che ha commissionato il sondaggio. Le 1.500 interviste telefoniche, su un campione di italiani dai 18 ai 70 anni, hanno rivelato che il terzetto Brunello, Franciacorta e Champagne (rispettivamente 54 e 53%) distacca nettamente tutti gli altri vini, ponendosi nell’immaginario collettivo, come brand capaci di comunicare qualità e prestigio, oltre che associarsi all’idea di festa e di tavola importante. 

Il Leone Rosso 2011 di Donatella Cinelli Colombini

Pochi grappoli piccoli  di Merlot e Sangiovese per un vino Orcia Doc Leone Rosso, nella vendemmia 2011, la più precoce e veloce che si ricordi

Leone Rosso 2011 Orcia DOC Donatella Cinelli Colombini

Leone Rosso 2011 Orcia DOC Donatella Cinelli Colombini

Il 26 settembre tutta l’uva era in cantina e l’enotecnica Barbara Magnani era alle prese con una fermentazione estremamente delicata. Le uve erano maturate a grande velocità comprimendo in meno di due mesi il tempo fra l’invaiatura e la raccolta. Un’accelerazione innescata dall’ondata di caldo africano iniziata alla metà di agosto che aveva inaridito gli acini e ulteriormente ridotto la già scarsa quantità dell’uva.

Il leone rampante con una sfera nella zampa destra è lo stemma di Claudio Socini che nel 1592 costruì la fattoria del Colle. L’emblema di questo casato senese è visibile nel portale d’ingresso e nella sala degli stemmi della villa, nella Cappella della fattoria e nella chiesa parrocchiale di Trequanda sopra l’Ascensione dipinta da Antonio Bazzi detto Sodoma.
In realtà la famiglia Socini perse la Fattoria del Colle poco dopo averla costruita a causa delle idee da “liberi pensatori” di cinque dei suoi membri, più vicine ai protestanti che al Papa. Furono soprattutto gli scritti di Lelio (1525-1562) e Fausto Socino (1539.1604) contro la trinità a causare la scomunica e la confisca dei beni. La fattoria del Colle che fu riacquistata, quasi per caso, dal loro discendente Livio Socini, nel 1919.
A questi suoi antenati, Donatella Cinelli Colombini, ha dedicato il vino Leone Rosso che viene prodotto con le uve della Fattoria del Colle.

Tipologia: rosso secco.
Zona di produzione: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle
Caratteri dell’annata: inverno e primavera molto piovosi. Dopo la metà di agosto è iniziato un periodo torrido con temperature diurne e notturne fra 35 e 40°C. Maturazione molto accelerata e vendemmia molto precoce e rapida a causa della scarsa quantità d’uva.
Uvaggio: Sangiovese 60%, Merlot 40%

Curiamoci con il cibo e facciamolo con piacere

Curcuma, pepe nero, peperoncino, cannella, cumino … nelle spezie virtù sorprendenti che vanno da quelle calmanti a quelle eccitanti anche sessuali

spezie2

spezie2

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nel passato remoto le spezie erano l’unico rimedio disponibile contro le malattie. Monaci e speziali le usavano con maestria, poi il loro utilizzo ha assunto un carattere stregonesco e i dubbi sulla loro efficacia hanno sostituito la fiducia. Invece cinesi e indiani continuano a usarle abbondantemente e con risultati, spesso sorprendenti.

Farmacia del 1600

Farmacia del 1600

Vale dunque la pena di sapere quali effetti hanno sul nostro corpo le spezie che, anche inavvertitamente, mettiamo nel cibo o nelle bevande. Del resto senza spezie i cibi non avrebbero fascino e piacevolezza di sapore.

  • La curcuma è la regina delle spezie curative con 50 virtù terapeutiche. E’ un ottimo anti infiammatorio. In India aggiunta di latte e burro è usata come rimedio alla tosse. Da noi in versione spray è nei decongestionanti nasali. Le sue proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti e anti stress ne fanno uno scudo anche contro il cancro. 
  • Il cumino previene il cancro e cura il diabete e l’osteoporosi grazie ai fitoestrogeni di cui è ricco. 

BaroloBrunello cronaca di un successo annunciato

Successo di pubblico e amicizia vignaiola nella degustazione che ha riunito, per la prima volta, i produttori dei vini rossi più prestigiosi d’Italia

Donatella Cinelli Colombini con WineZone

Donatella Cinelli Colombini con WineZone

Di Donatella Cinelli Colombini
L’evento è di quelli che fanno notizia: per la prima volta 30 cantine eccellenti di Barolo e Brunello insieme in degustazione. Una novità assoluta che ha sorpreso tutti, persino i produttori piemontesi, quasi increduli nel vedere in Langa così tante cantine di Montalcino. In effetti, la notizia dei rossi più prestigiosi d’Italia, notoriamente rivali, che si presentano uniti ha fatto il giro della stampa enologica mondiale ed ha calamitato wine lovers e addetti ai lavori anche da molto lontano. Boroli-Castello di Verduno-Ceretto-Comm.G.B.Burlotto-Cordero di Montezemolo-Domenico Clerico-Giovanni Rosso-

Voerzio assaggia il suo Barolo

Voerzio assaggia il suo Barolo

Giuseppe Rinaldi-La Spinetta-Marengo-Massolino-Rivetto-Roberto Voerzio-Scarzello-Sobrino-Vietti-Claudia Ferrero-Campi di Fonterenza-Canalicchio di Sopra-Casa Raia-Casanova di Neri-Col D’orcia-Corte dei Venti-Donatella Cinelli Colombini-Il Marroneto-La Mannella-Lisini- Mastrojanni-Poggio di Sotto-Salvioni-Uccelliera.

Fianco a fianco, volutamente mescolati, ma ciascuno con il proprio tavolo di assaggio nella sala del Castello comunale di Barolo sede del Museo del vino.
Primo approccio freddino, con i produttori piemontesi guardinghi e i toscani curiosi ma entrambi convinti di stare sul gradino più alto del podio. Poi l’amicizia vignaiola ha avuto il sopravvento e tutti hanno iniziato ad assaggiare a raffica i vini dei colleghi ricordando insieme gli incontri passati, gli importatori comuni e esprimendo voglia di condividere.

Il fiasco si rinnova e diventa Dame-Janine

Dame Janine è un fiasco femmina, disegnato dall’artista francese Clet Abraham, quello dei cartelli stradali e verrà prodotta in 6.000 esemplari dalla Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il fiasco toscano, primo protagonista del successo e soprattutto dell’esportazione del Chianti, ha una seconda giovinezza. Oltre al Museo realizzato dalla famiglia Bartolozzi, a Montelupo Fiorentino, ora c’è il restyling d’autore commissionato dalla Ruffino per il suo Chianti Superiore 2012. Una grande annata 5 stelle per la tipologia più prestigiosa della denominazione Chianti e un packaging che fa colpo. Il fiasco diventa femmina, si rovescia e assume le sembianze di un volto umano. Il nome Dame Janine richiama il francese di Signora Gianna ma è un chiaro riferimento alla damigiana, il contenitore impagliato simile e più grande del fiasco. Era usatissima in Toscana per trasportare e conservazione del vino fino a cinquant’anni fa.

Insomma un gioco nel gioco che ha per protagonista Clet Abraham l’artista di strada più famoso, trasgressivo e sorprendente di tutti. Nato a Rennes vive ora a Firenze ed è arrivato sulle pagine dei grandi quotidiani mettendo sticker sui cartelli stradali per trasformarli in modo provocatorio come il Cristo crocifisso applicato sul cartello del “vicolo cieco” che ha fatto insorgere i cattolici ( me

Gianluca Monaci con Dame janine

Gianluca Monaci con Dame janine

compresa). La sua azione più clamorosa fu effettuata la notte del 19 gennaio 2011 istallando sul Ponte alle Grazie a Firenze, la scultura di un “Piccolo uomo nero” che si suicida buttandosi in Arno. Un’azione che voleva essere un monito polemico all’esposizione, in Palazzo Vecchio, nello Studiolo di Francesco I, cuore del governo fiorentino, del teschio coperto di diamanti -valore di 100 milioni di Euro – realizzato da Damien Hirst. Come dire … di fronte a un tale disprezzo della morte e della povertà, all’uomo comune non resta che buttarsi dal ponte! Tutto sommato Clet non ha torto. 

Rinnovare il fiasco per mano di un artista simile è un atto di coraggio ma anche un contributo importante. Il contenitore di vetro impagliato era in uso in Toscana fino dal medioevo. E’ citato da Boccaccio nel Decamerone e dipinto da Botticelli e Ghirlandaio. Nel secondo Ottocento agevolò l’esportazione del Chianti grazie al suo carattere distintivo e ai giunchi che proteggevano il vetro dalle rotture. La sua immagine è rimasta a lungo legata a quella del vino italiano a basso prezzo che costituì la prima esportazione dal nostro Paese.

Buon compleanno Parco della Val d’Orcia e Agriturist

Feste in grande per il 50° anniversario di Agriturist Toscana e i  10 anni del riconoscimento Unesco della Val d’Orcia. Progetti, ricordi e qualche polemica

Treno natura alla stazione di Trequanda

Treno natura alla stazione di Trequanda

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Feste diverse ma ugualmente importanti. A San Quirico un convegno riassume il lavoro fatto nei primi 10 anni dall’iscrizione della Val d’Orcia nel patrimonio dell’umanità Unesco e fornisce qualche indicazione per il futuro. Due ottime proposte arrivano da Carlo Cambi –giornalista e professore universitario – il festival e il museo  della val d’Orcia. Il festival dovrebbe coinvolgere, incuriosire ed entusiasmare, insomma più estro e meno contesto.  Nel museo il territorio si dovrebbe raccontare, e dare agli agricoltori il ruolo di artefici della campagna più bella del mondo.

Quercia delle Checche

Quercia delle Checche

Potrebbero essere queste le realizzazioni da proporre alla Regione Toscana che è arrivata al convegno mostrando una borsa di soldi da conquistare con progetti convincenti. Del resto la situazione della ricettività, salvo l’Hotel Adler di Bagno Vignoni, non è confortante: i posti letto sono cresciuti ma rimangono vuoti due terzi dell’anno. E questo nonostante  ci siano tante cose da gustare, da vedere e da provare in Val d’Orcia. Una su tutte,  il treno natura,  piccolo gioiello dell’Assessore di Siena Stefano Maggi che meriterebbe molte più corse delle 10 attualmente in calendario. I viaggi sui treni storici e sulle strade ferrate semi abbandonate sono ormai una vera attrattiva turistica.

Stessa cosa gli alberi monumentali e quindi aderisco volentieri all’appello di Nicoletta Innocenti per la Quercia delle Checche di 360 anni di età che si è rovinata lo scorso ferragosto. Un albero storico che è ormai una celebrità internazionale.  

Wine Spectator la TOP 100 di quest’anno è sbalorditiva

E’ la classifica del vino più attesa dell’anno, quella dei top 100 Wine Spectator. Vince Dow’s Vintage Port 2011 con un giudizio di 99/100 e prezzo di 82$

Dow's Vintage Port 2011

Dow's Vintage Port 2011

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dunque il re dei vini di quest’anno è un porto di una cantina con 200 anni di storia, un vino classico che attualmente non è troppo di moda. Ma questa non è la sola sorpresa della classifica, in cui tutti i produttori del mondo sognano di comparire. Sorprende anche la presenza di tre vini portoghesi nei primi quattro posti, dopo il Porto ci sono Prats & Symington Douro Chryseia e Quinta do Vale Meão Douro entrambi del 2011.
Al secondo e quinto posto invece si piazzano due vini australiani. E qui arriva un altro

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

colpo da lasciare tramortiti. La medaglia d’argento è il Mollydooker Shiraz McLaren Vale Carnival of Love 2012 , ebbene l’etichetta sembra quella del vino di Disneyland con fatine, giocolieri e simili ma la cosa più incredibile è il sito. In home page ci sono cinque bottiglie con etichette disegnate con i personaggi dei cartoni animati. Proseguiamo cliccando “Home sweet home” ed appare la famiglia dei produttori in costume di Alice nel paese delle meraviglie. Sotto c’è il video che ci spiega come bere il vino premiato. Tappo a vite, bisogna aprire versare del liquido poi richiudere e agitare a ritmo di musica quindi svitare, richiudere e agitare di nuovo.
Fine di un mito! Il vino secondo nel mondo va scecherato!
Avete presente il nostro modo quasi religioso di trattare le grandi bottiglie…. Tappi in sughero, non bere il vino dopo i viaggi che lo sbattono … basta, roba vecchia, oggi bisogna scecherare.

Gian Piero Staffa sempre al massimo: vela, vino e web

Da Montreux #DWCC Digital Wine Communications Conference un racconto di prima mano e tante novità da Gian Piero Staffa  di centovingeitalia

Digital wine comunication conference

Digital wine comunication conference

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ci sentiamo spesso via e-mail e lui mi fa schiantare di invidia con frasi del tipo << Ciao Buona serata, per me un po’ impegnativa con un Chassagne Montrachet Monopole Clos de la Chapel 2004 in abbinamento alle caldarroste >>.  Non meravigliatevi, lui è al massimo qualunque cosa faccia: le traversate transoceaniche da solo in barca a vela, i grandi vini e naturalmente il web.

A Montreux ha partecipato a due giorni di immersione totale nel vino digitale “Wine in context” #DWCC Digital Wine Comunication Conference.

<< Porto con me un’esperienza unica ed informazioni

Gian Piero Staffa

Gian Piero Staffa

pazzesche su dove sta andando l’informazione. Operatori del settore enotouristo che rinunciano al sito web perché Instagram  gli funziona meglio. I blog che diventano microblog trasferendosi sui social media … il nuovo modo di fare SEO.  La crescita di attenzione per le recensioni online dei consumatori comuni e, in contemporanea, il crescente disinteresse per quello che dicono i critici…  www.vivino.com è un sito nato in Danimarca con  6 milioni e seicentomila utenti che pubblicano le loro impressioni sulle bottiglie che assaggiano.  Persino in Russia il 90% dei blogger sono winelover e le recensioni che pubblicano sono di normali consumatori che tuttavia orientano il mercato…. Invece in Italia il numero delle guide scritte dai critici aumenta ogni anno…>>

Quante tasse ci sono nel tuo bicchiere di vino

Il vino è tassato il doppio della birra ma i vini più cari e pregiati sono quelli con aliquote più basse. Dunque per pagare meno tasse bisogna bere bene

tax-wine-2014 I numeri del vino

tax-wine-2014 I numeri del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino base con il 64,5% ha un’aliquota addirittura più alta dei superalcolici al 57%.  Sembra un argomento da addetti ai lavori ma in realtà non lo è, infatti queste tasse le pagano i consumatori. Se cumuliamo l’intero carico fiscale, in Italia, una bottiglia su due va nelle casse dello stato. E il nostro non è fra i Paesi che tartassano di più i winelover!
I numeri del vino, blog sempre informatissimo, che vi invito a leggere, affronta il tema delle tasse nel bicchiere e ci fa scoprire un mondo sorprendente. Lo studio è dell’ American Association of Wine Economists– AAWE – e rivela che i grandi Paesi produttori Francia, Italia e soprattutto Stati Uniti tassano poco il vino. Solo l’Australia si discosta da questa logica.

tasse

tasse

Sorprendentemente i vini più colpiti sono quelli comuni mentre i premium e soprattutto i superpremium pagano “solo” il 26,7% di tasse. In sostanza i vini pregiati, nel mondo, sono le bevande alcoliche meno tassate di tutte. Se invece andiamo a vedere quali sono le nazioni che tartassano maggiormente il vino mettiamo in fila Irlanda 267%, Finlandia 220% e Gran Bretagna 218%. Un’enormità se consideriamo che la media mondiale è 64%. Il povero John residente a Dublino che amerebbe bere un bicchiere di vino a pasto finisce per diventare un grande contribuente dell’EIRE. Persino in questi Paesi i vini hanno una tassazione progressivamente più bassa via via che il vino sale di qualità e prezzo. Insomma per essere tassati di meno l’unico modo è bere meglio!
Vediamo adesso i Paesi virtuosi, quelli che mettono tasse leggere sul vino: USA 10% (con i superpremium come il Brunello Riserva scende fino al 3%), Germania 19%, Sud Africa, Austria e Slovacchia al 20%. L’Italia è solo leggermente più alta al 22%

A lezione di DOC Orcia da Luca Martini con tartufo

Affascina, coinvolge, diverte, sorprende, è un fenomeno come degustatore e tiene la scena come un grande attore Luca Martini, a San Giovanni d’Asso

S.Giovanni d'Asso Luca Martini degusta Orcia Doc 5

S.Giovanni d'Asso Luca Martini degusta Orcia Doc 5

Di Donatella Cinelli Colombini Presidente Consorzio Orcia
Nella sala del castello medioevale di San Giovanni d’Asso, il profumo di tartufo bianco aleggiava nell’aria, c’è la Mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi. Luca Martini appena arrivato da Varese, guidando sotto la pioggia, appariva in forma smagliante. Ha disposto le bottiglie in un crescendo di intensità ed ha accolto i produttori dell’Orcia che apparivano visibilmente intimiditi come se invece di una degustazione li aspettasse un esame.

A.Tempestini A Rovito, D.Cinellicolombini, L. Martini, F.Braconi, R.Terzuoli

A.Tempestini A Rovito, D.Cinellicolombini, L. Martini, F.Braconi, R.Terzuoli

Il sindaco Fabio Braconi ha dato il benvenuto e poi Luca ha iniziato a degustare davanti a 40 persone letteralmente ipnotizzate. Ama il Sangiovese il campione del mondo Sommelier WSA 2013. Lo ama visceralmente, come ama la Toscana e la sua Arezzo. Conosce benissimo il territorio dell’Orcia con i tufi, le argille e l’alberese che ne determinano il carattere organolettico tipico: la ricchezza. Conosce persino San Giovanni d’Asso dove da ragazzo, quando era studente dell’Istituto alberghiero, veniva a servire i pranzi. <<In cucina arrivavano canestri di tartufi>> ci racconta.
Nell’Orcia vorrebbe più Sangiovese e <<botti gentili>> cioè con tostature poco invasive. << I vini di questa denominazione danzano lentamente nel bicchiere lasciando archetti leggeri>> ci spiega ed esalta l’acidità << che è il passaporto per la longevità>>.

Come trasformare la storia in attrazione turistica

La “Festa internazionale della storia” è l’occasione per raccontare i Beccamorti, il finto miracolo di Don Garcia e la rinascita di Montalcino con il Brunello

Bologna Archiginnasio

Bologna Archiginnasio

Di Donatella Cinelli Colombini

L’Archiginnasio di Bologna è un luogo da mito, è qui la prima sala anatomica della più antica università del mondo, l’Università di Bologna nata nel 1088  e unica superstite del naufragio dei nostri atenei nelle classifiche internazionali.

Donatella Cinelli Colombini Bologna Festa della storia

Donatella Cinelli Colombini Bologna Festa della storia

Insomma essere invitata all’Archiginnasio da Giancarlo Roversi (direttore de “Le Vie del gusto” e di tante altre testate di enogastronomia e turismo) a parlare di vino e storia insieme a Massimo Montanari maggiore esperto di storia dell’alimentazione … è roba forte!

E non è tutto perché Giancarlo ci accompagna sotto i portici del entro storico (Bologna ha 42 km di portici) fino al ristorante di Franco Rossi per gustare dei tortellini in brodo perfetti …  assolutamente perfetti!

Ma torniamo al convegno in occasione dell’11° “Festa internazionale della Storia” perché desidero raccontare anche a voi come la storia esce dai libri e entra nella vita vissuta addirittura diventando attrazione turistica.
Quando, nel 1998 lasciai l’azienda di famiglia per creare la mia, c’erano già 193 cantine a Montalcino molte affermate e, nella maggior parte dei casi, molto belle. Mi posi dunque il problema di come attrarre i visitatori nella mia azienda  Casato Prime Donne. Avevo insomma bisogno di qualcosa che le altre aziende non avessero e lo trovai nella storia.

Samantha prima cuoca nello spazio dal 23 novembre

Nel 2010 Samantha Cristoforetti vinse il Premio Casato Prime Donne e si collegò via internet con il teatro di Montalcino dove era in corso la premiazione

samantha-cristoforetti

samantha-cristoforetti astronauta

Di Donatella Cinelli Colombini
Fu in quell’occasione che una delle giurate, l’Onorevole Rosy Bindi, chiese a Samantha di portare nello spazio un piccolissimo contenitore con dentro il Brunello di Montalcino. Samantha sorrise e disse che ci avrebbe provato ma che nella stazione spaziale non sono

Premio Casato Prime Donne 2010 con_Samantha_Cristoforetti

Premio Casato Prime Donne 2010 con_Samantha_Cristoforetti

ammessi alcolici e si mangia male. La prima prescrizione sembra difficile da cambiare ma sulla qualità del cibo qualcosa migliora ed ecco la nostra Samatha che si cimenta ai fornelli con l’aiuto dello chef Stefano Polato. Il “cooking on orbit” vuole favorire il benessere dell’equipaggio aiutandolo a sopportare il pesante carico di lavoro giornaliero. Ci sarà persino una macchina da caffè Isspresso simile a un forno a microonde per cialde di caffè italiano Lavazza.

Il lancio è previsto per il 23 novembre dalla stazione russa di Baikonur con la missione “Futura” che raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale ISS a 400 km da terra.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.