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Il grande fratello del vino: dimmi cosa bevi ti dirò chi sei

Si chiama YouGov ed è un nuovo sistema inglese per profilare i consumatori on line. Sembra un gioco ma forse è un sistema di indagine anche troppo invasivo

Dom Pérignon

Dom Pérignon

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

YouGov fornisce informazioni sullo stile di vita dei consumatori basandosi sulle loro affinità verso marchi, persone o organizzazioni. The Drinks Business, l’informatissimo sito inglese su tutto ciò che arriva nel bicchiere, gli ha dedicato un articolo che oscilla fra l’ironia e il timore circospetto. Si perché 2,5 milioni di risposte in 11 nazioni non sono poche e le particolarità che vengono fuori lasciano davvero sbalorditi.

Gloria Gaynor

Gloria Gaynor

Per esempio il consumatore di Jack Daniels tende a votare a destra, passa il suo tempo libero giocano al computer o facendo box e guida un’Audi. Ovviamente i profili riguardano solo brand diffusissimi ma arrivano a dettagli sorprendenti.
Chi beve Don Perignon è un uomo d’affari di sessant’anni il cui piatto favorito è l’aragosta. Ha una Jaguar e la sera adora guardare Gosford Park, che è il suo film favorito, oppure ascoltare Gloria Gaynor.

Dopo il cibo di strada va di moda la degustazione di strada

In USA scendono in strada le cantine con i loro vini migliori e in Italia c’è il Caràvin che offre grandi vini di giovani wine makers

Caràvin

Caràvin

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
A Portland in Oregon, Ryan Harms (titolare e enologo della cantina Union Wine Co. nata nel 2005, e con una produzione attuale di 1.300.000 bottiglie) ha trasformato un furgoncino Citroën del 1972 in un banco di assaggio itinerante in alluminio cromato. Ha iniziato l’attività nel giugno 2014 offrendo i suoi Pinot Noir mentre erano in assaggio anche alla International Pinot Noir Conference. Come provocazione non c’è male!

Il suo piano è molto chiaro << siamo sempre alla ricerca di un modo per avvicinare il pubblico al vino …>>.
Trovo straordinario questo approccio al problema, della serie “Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna” così come trovo attualissima e divertente l’idea di proporre vini cari in un chiosco ambulante. In Italia sarebbe un colpo mortale all’immagine del brand … ve lo immaginate il Sassicaia degustato per strada! Eppure … forse il nostro conformismo paludato ha i giorni contati… perché è noioso.
Ed ecco che cercando nel web troviamo il WineStreet di Asti che ha organizzato lo scorso settembre 18 degustazioni itineranti. Lo stile è modaiolo, il pubblico è quello dei wine lovers giovani ma le location sono in muratura. 

Il vino in flaconi monodose e l’apparecchio per servirli

Sembra una macchina da caffè ed invece è per il vino. Partendo da flaconcini monodose, ossigena e mette a temperatura il vino in pochi secondi

D-Vine Gravity

D-Vine Gravity

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Vino al bicchiere a casa. Questa la proposta di 10-Vins che, in 48 ore, ti recapita flaconcini da 10 cl con dentro famose denominazioni francesi e anche la macchinetta per servirli come al bar.
<<Concedetevi un buon bicchiere di vino scoprendo i nostri vignaioli con l’aiuto dell’enologo che è a vostra disposizione nella nostra degustazione on line>> c’è scritto nel sito 10-Vins di Nantes che propone 25 flaconi metallici di forma cilindrica –simili a quelli dei sigari- a prezzi che vanno da 2 fino a 13 €.

Il più caro è il Pinot Noir descritto come di <<grande complessità aromatica con note floreali e speziate …..

10-vins-convivialité-et-connaissance

10-vins-convivialité-et-connaissance

adatto per l’abbinamento con il foie gras>>. C’è anche un Chassagne Montrachet 1er Cru del 2011 da abbinare con il salmone, del Pomerol e del Saint Emilion 2007… vini che fanno sognare al consumatore semplice, l’assaggio di prestigiose denominazioni francesi a prezzi più che accessibili. Ora arriva il D-Vine  apparecchio che ossigena e mette alla giusta temperatura il vino del flacone in pochi secondi.
Quello che colpisce è l’ottima azione di marketing: il design dei flaconi e dei contenitori da tavolo, le immagini fotografiche usate per il sito e la comunicazione, l’attenzione alle perfette condizioni di servizio … tutto è bellissimo, elegante, aggiornato … riconduce a un consumatore giovane, trasgressivo, non troppo ricco, ma modaiolo e informale…. Ma i dubbi restano.

Quali botti per il Brunello?

Una storia di prove e di assaggi, di successi e di errori alla ricerca della botte perfetta per il Brunello al Casato Prime Donne di Montalcino 

Montalcino Casato Prime Donne bottaia

Montalcino Casato Prime Donne bottaia

Di Donatella Cinelli Colombini

I nonni usavano botticelle da 10-15 hl a volte anche di castagno, poi arrivarono le botti grandi, dopo le barrique e ora siamo tornati alla botte piccola.

Avete presente il proverbio toscano: nella botte piccina c’è il vino buono? E’ giusto come gran parte della centenaria cultura contadina tramanda attraverso usi, detti e canzoni. Infatti più buona è la vendemmia, più c’è bisogno di nuove botti piccole.

Quello che segue è il racconto della nostra ricerca della botte perfetta per il Sangiovese del Brunello e specificamente per il primo anno di maturazione in contenitori di legno, quando l’evoluzione del vino è veloce e decisiva per tutta la sua lunghissima vita successiva. Nel secondo e soprattutto nel terzo anno di maturazione, infatti, abbiamo sempre puntato sulle tradizionali botti grandi da 15 e poi 40 hl, che portano dolcemente il Brunello verso la bottiglia.
La nostra ricerca comincia con le barriques. Era il 2001 e poco dopo, e le barriques erano un must per i produttori che non volevano apparire tirchi o fermi su sensibilità vecchie. Abbiamo provato sette marche diverse fra cui anche una italiana e un’austriaca. Insomma una sperimentazione in grande rispetto alla piccola dimensione della nostra cantina. Ora questi fusti sono nei giardini a scopo ornamentale.

Brunelleschi, Michelangelo e Roberto Fresia together

I Clubs Firenze Michelangelo e Brunelleschi insieme per una serata dedicata alla Lions International Fondation,  prima organizzazione non governativa del mondo

Roberto Fresia in Africa

Roberto Fresia in Africa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Lions è la sola organizzazione mondiale capace di destinare tutte le somme raccolte all’aiuto dei più deboli. Ogni altro organismo ha costi strutturali che rosicchiano il 15 e anche il 30% delle somme destinate a chi ha poco o niente, mentre il Lions utilizza ogni Euro ai suoi progetti locali e mondiali. Questo avviene perché il Lions è composto da professionisti

Lions Clubs Firenze Brunelleschi e Michelangelo

Lions Clubs Firenze Brunelleschi e Michelangelo

disposti a offrire le loro capacità, oltre che il loro denaro. E’ proprio questa la novità del Lions del nuovo millennio la parola together – insieme. Se la filantropia del primo Novecento (il Lions è nato nel 1917 a Chicago per opera di Melvin Jones) interveniva in sede locale e dava risorse per la povertà del mondo, la charity di oggi chiede un impegno solidale e diretto. Roberto Fresia Direttore Internazionale ha raccontato i progetti in atto e lo spirito che li anima al Governatore del Distretto 108 La Toscana Gianluca Rocchi e ai soci dei  Lions Club Firenze Brunelleschi e Michelangelo.

Ecco che le immagini proiettate da Fresia ci portano in Congo per la costruzione di una scuola in un villaggio dove manca tutto. Poi vediamo sorgere un piccolo ospedale per la cura dei neonati e delle neomamme. Un’immensa povertà e tanti bambini sorridenti. L’Africa e i Lions, un tema che ci porta al morbillo.

Fosso bianco, e l’avventura comincia sotto casa

Terme libere in mezzo al bosco a Castiglione d’Orcia. Un turismo avventura, con scoperte dietro l’angolo, che rigenera, entusiasma e soprattutto diverte

Fosso bianco , Bagni di San Filippo Estate

Fosso bianco , Bagni di San Filippo Estate

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Fosso bianco è un luogo termale libero, con acque calde che coprono di calcare cascate, vasche e il torrente in mezzo agli alberi. Persino io che sono senese DOC non lo consocevo. Seguitemi e lo scopriamolo insieme.

Castiglion d'Orcia Fosso bianco inverno

Castiglion d'Orcia Fosso bianco inverno

La Val’Orcia è piena di sorgenti calde che, nel corso dei secoli, hanno dato vita a luoghi unici come Bagno Vignoni, solo centro termale medioevale ancora conservato (al centro c’è la vasca dove si bagnarono Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico) o il parco dei mulini, con le grotte per le macine del grano, che sembrano quelle di Polifemo e dei ciclopi. Oggi la Val d’Orcia è la destinazione più VIP per chi vuole fare una vacanza wellness. A San Quirico, Piena e Montalcino è facile incontrare attori, calciatori e persino veline attratti da massaggi e degustazione di grandi vini Brunello e Orcia.
Fra questi luoghi da copertina (alberghi e ristoranti compresi), c’è un posto miracolosamente preservato nel tempo, ancora poco conosciuto dal grande pubblico, qualcosa che ci riporta indietro fino all’epoca etrusca e si fa capire quanto sia antica la suggestione delle acque calde che sgorgano dalle terra.
Comune di Castiglion d’Orcia, frazione di Bagni di San Filippo, piccola stradina nel bosco ed ecco il fosso bianco. Il calendario torna indietro di quasi tremila anni e noi ci immaginiamo i nobili etruschi che scendono lo stesso sentiero, posano elmi e spade, per bagnarsi nelle stesse vasche di rigeneranti acque calde. Calde, anzi caldissime, 48°C nel punto in cui sgorgano. In effetti c’erano persone a fare il bagno anche nelle gelide vacanze di Natale 2014.

I turisti delle cantine italiane sono oltre 10 milioni

Come tutti i dati sul turismo italiano sono incerti ma Wine Monitor di Nomisma ci fa supporre che i turisti del vino  siano il doppio di quelli stimati fin ora

Castello della sala bottaia

Castello della sala bottaia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Si tratta di uno studio condotto da Denis Pantini di Nomisma e finanziato dal Consorzio vini del Trentino. Ecco i dati: il 9% degli stranieri e il 4,7% degli italiani sono mossi da un prevalente interesse enogastronomico. Per cautela, anche relativamente ai numeri proposti di seguito, va detto che Bankitalia indica invece in 730.000 (2012) cioè l’1,5% del totale, i visitatori esteri attratti da cibo e vino. Più vicine alle percentuali di Nomisma sono invece quelle provenienti dall’Osservatorio Nazionale del Turismo che,

Valpolicella enoteca e ristorante

Valpolicella enoteca e ristorante

tuttavia riguardano il 2010. Tornando alle percentuali indicate dal centro studi bolognese arriviamo a questi numeri: 16 milioni di stranieri e 7,8 milioni di italiani considerando tutti i nostri connazionali, bambini compresi, visto che il turismo enogastronomico si configura prevalentemente come gita “fuori porta” (86% del totale secondo WineNews) cioè come escursione giornaliera in un raggio di meno di 100 km dal luogo di residenza. 

Questi dati portano a innalzare di molto il numero dei visitatori delle cantine italiane . Infatti se è vero che non tutti i turisti del gusto entrano nei “misteriosi sotterranei di Bacco” c’è tuttavia una quota di loro che visita più di una cantina nel corso di uno stesso anno.

Politica e Brunello nel presepio più divertente del mondo

Sembra un presepio ma in realtà è attualità con Stanlio e Olio nel Monte dei Paschi, i colleghi del Brunello, i calciatori e i rottamati….e l’autoritratto 

Piero Miraldi davanti al suo presepio

Piero Miraldi davanti al suo presepio

Di Donatella Cinelli Colombini

Scusate se sono fuori tempo, il Natale è passato e non è più tempo di presepi, ma quello che ho appena scoperto è troppo divertente perché non ve lo racconti. Si tratta di due presepi che riempiono due stanze di Casa Miraldi a Siena. Il più grande è nell’ingresso e sale per quattro metri nel vano delle scale, arrampicandosi anche sui muri laterali con mensole e

Monte dei Paschi presepio Miraldi

Monte dei Paschi presepio Miraldi

grotte. Oltre alle scene animate, alla vera neve che scende dal cielo, alla varietà e qualità degli ambienti – che vanno dal giurassico con vera nebbia alla cucina con le pentole sul fuoco che fumano -ci sono vere e proprie chicche: un Palazzo Pubblico di Siena circondato dalla città medioevale popolata da pulcinella, il centro diurno di Cesano Boscone con Berlusconi ed i vecchietti, ancora il monumento a Silvio – raffigurato in marmo con la catena e la palla tipo ergastolano – e accanto i rottamatori di Renzi e i rottamati con Bersani in prima fila. Spettacolare la zona Monte Paschi di Siena con Rocca Salimbeni abitata da Stanlio e Olio inseguiti da Polizia e Guardia di Finanza. C’è la zona dei calciatori con Balotelli che piace enormemente ai visitatori più piccoli.

Mario Guidi l’agricoltore picconatore che sorride al futuro

Mario Guidi Presidente Nazionale dell’Unione Agricoltori-Confagricoltura: basta sovvenzioni agli agricoltori pigri, uniamo le forze per il bene del Paese

Mario Guidi a Siena

Mario Guidi a Siena

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Siena, nel caveau della banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, arriva Mario Guidi, classe 1961, ferrarese con una laurea in agraria in tasca e un’azienda di 600 ettari in cui produce cereali e riso. Guida la Confagricoltura- Unione Agricoltori da quasi quattro anni durante i quali <<ho avuto davanti 6 Ministri, e 4 capi di gabinetto alcuni dei quali inquisiti>> una situazione in cui non sai che direzione prendere e <<come dicono i

MPS Siena convegno Confagricoltura

MPS Siena convegno Confagricoltura

marinai, non c’è vento favorevole per una barca che non ha la rotta>>. Nonostante questo il Presidente Nazionale dell’Unione Agricoltori vuole riformare la sua associazione dandogli nuovo slancio, convinto che il settore primario sia fondamentale per il futuro dell’Italia e persino del mondo, visto il deficit alimentare che già adesso affligge gran parte del pianeta. Eccolo dunque con proposte rivoluzionarie <<basta sovvenzionare le associazioni di categoria, basta con una politica agricola comunitaria che dà i contributi a pioggia anziché premiare solo chi crea sviluppo. Il sostegno al reddito è indispensabile per far sopravvivere le aziende ma non deve diventare un oppio>> parole dure, dunque, contro chi non investe, non rischia e non ha voglia di fare. Stesso atteggiamento sull’IMU  agricola <<Chiediamo più equità ma basta piagnistei>> ha detto Guidi dando una sferzata forte <<perché all’estero la pressione fiscale è doppia rispetto a quella italiana>>.

Brunello Prime Donne 2010 un sogno che diventa realtà

Donatella Cinelli Colombini ci presenta il Brunello 2010 Prime Donne. Viene prodotto solo nelle annate migliori come il 2010 la migliore degli ultimi 100 anni

Brunello 2010 Prime Donne Cinellicolombini

Brunello 2010 Prime Donne Cinellicolombini

Come tutti i grandi vini rossi del mondo il Brunello è appagante quando è giovane e quando è vecchio. Questa caratteristica è evidente nell’annata 2010 più che in ogni precedente vendemmia.
Montalcino è uno dei pochi luoghi nel mondo dove è possibile produrre un grande vino con un solo vitigno, il Sangiovese. Un rapporto quasi magico fra natura, microclima e uomini che porta a risultati diversi ogni anno e qualche volta arriva alla perfezione come è avvenuto nel 2010.
Nel 2010 l’inverno e la primavera idratarono in profondità il terreno con piogge e neve. Per questo, le temperature altissime di luglio non arrecarono problemi alle viti che addirittura arrivarono alla vendemmia con una chioma ancora in vegetazione. Elemento estremamente raro ma molto favorevole. Nel 2010 i grappoli d’uva erano piccoli, sanissimi, con acini piccoli e vinaccioli lignificati.
Il Brunello Prime Donne viene prodotto solo nelle migliori vendemmie. E’ il simbolo dell’azienda e del suo impegno in favore della parità di genere nel mondo del vino. Nasce infatti in una cantina con un organico interamente femminile e viene seguito da un gruppo di quattro assaggiatrici espertissime che decidono le botti dove farlo maturare e l’assemblaggio conclusivo. Sono la Master of Wine inglese Maureen Ashley, la Pr italo americana Marina Thompson, l’enotecaria tedesca Astrid Schwarz e una delle migliori sommelier italiane Daniela Scrobogna.

La sfera di cristallo del vino: cosa ci aspetta nel 2015

Wine Searcher e The Drinks business svelano il futuro del vino e della buona tavola. Avanzata dei cocktail, delle birre artigianali, dei vini dolci e dei dolci

cocktail-e-birra

cocktail-e-birra

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

<<più di ogni altro prodotto il vino richiede tempo>> Dunque il vino non è fra le cose effimere. Eppure mai come ora c’è la ricerca di vini unici, diversi da ogni altro e soprattutto di momenti unici, multisensoriali …. con luci, suoni, oggetti da toccare e ovviamente sapori capaci di creare emozioni indimenticabili.

Champagne birra e ribes e aragosta

Champagne birra e ribes e aragosta

• L’informalità domina la buona tavola, basta con le tovaglie bianche. A Londra molti ristoranti stellati hanno “fratellini” più a buon mercato. Le culture gastronomiche si mescolano in modo impressionate … La capitale britannica che è stata recentemente invasa da una sorta di “mania dell’aragosta” servita anche in panini e take away a prezzi più che abbordabili.
• Spazio ai vini unici e soprattutto all’assaggio di grandi bottiglie che, grazie a Coravin, potranno essere anche vendute a bicchieri… o meglio a gocce ..visto il prezzo.
• Nei ristoranti i sommelier diventano sempre più importanti nella scelta dei vini mentre diminuisce l’influenza dei critici.
• La decisione della Corte Suprema mette le ali alle spedizioni di vino, fa crescere le piccole cantine e calare le vendite delle enoteche perché diventa più conveniente ordinare le bottiglie al produttore
• Global warming apre nuove opportunità alle zone fredde come l’Ontario in Canada e mette in dubbio le prospettive dello Chardonnay a Napa Valley.

Attenti al lupo! Attenti al lupo! Oh

350 lupi nella sola Provincia di Siena e ora ne abbiamo visto uno anche noi. Preoccupazione per i bambini, i cani e ovviamente i turisti

lupo

lupo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I lupi sono in branchi e si spostano anche di 60 km in un giorno per andare a caccia. Nessuno può sentirsi tranquillo. Hanno paura gli allevatori di pecore, per le aggressioni ai loro greggi, ma ora abbiamo paura anche noi che abitiamo in campagne, soprattutto chi ha bambini, oppure chi, come me, ha un cane abituato a scorrazzare libero senza guinzaglio.

cinghiale in strada

cinghiale in strada

I giornali hanno ampiamente riportato l’avventura del cacciatore di Casciano di Murlo che cercava il suo cane nel bosco ed è stato attaccato dai lupi, salvandosi sopra un capanno. Un luogo, Murlo dove ci sono molti agriturismi. Mi chiedo cosa scriverebbero i giornali stranieri se un turista, o anche peggio, se il bambino di un turista, venisse attaccato dai lupi.
Un malinteso concetto di difesa ambientale e di amore per gli animali, ha suscitato normative che rompono l’equilibrio del bosco favorendo un abnorme aumento degli animali selvatici. In Toscana i lupi sono fra le specie protette, che nessuno può uccidere, per questo la loro popolazione è aumentata a dismisura, molto più della loro selvaggina. Per questo i lupi cercano di sfamarsi uccidendo animali domestici e si avvicinano alle case. I lupi sono animali notoriamente intelligenti, che capiscono la maggiore difficoltà di uccidere un agnello rispetto all’inseguimento di un giovane daino, che probabilmente è più veloce di loro. Per questo attaccano, con sempre più frequenza, pollai, ovili e ora anche bovini.

Vi presento Roberta Corrà nuovo direttore generale GIV

Finalmente! Una donna sfonda il tetto di cristallo e prende il timone del più grande gruppo vitivinicolo italiano, fra i primi 10 nel mondo

GIV Dir. Gen. Roberta Corrà

GIV Dir. Gen. Roberta Corrà

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il più grande gruppo vitivinicolo italiano, la GivGruppo Italiano Vini, ha ora un direttore generale donna. E’ Roberta Corrà veronese, laureata in Giurisprudenza a Bologna, ha lavorato per multinazionali tedesche come Lidl e Mediamarkt. E’ arrivata al Gruppo Italiano Vini nel 2012 con responsabile delle Risorse umane e organizzazione, dal 2014 è direttore operativo e il Consiglio di Amministrazione del 23 dicembre ha messo nelle sue mani il timone del gruppo GIV.
Manager riservatissimo, Roberta Corrà, è quasi in controtendenza nell’epoca dell’apparire. Di lei, il web, ci fornisce una sola immagine ufficiale diffusa al momento della nomina; come dire poco fumo e molto arrosto … con un atteggiamento pragmatico e, a mio avviso, molto femminile.
Questa è davvero una svolta per le Donne del vino che entrano nella stanza dei bottoni del primo gruppo italiano. Il GIV è infatti un colosso da oltre cento milioni di bottiglie e 350 milioni di fatturato annuo che, se considerato insieme al suo capogruppo Cantine Riunite e GIV, raggiunge un volume d’affari fra i primi dieci nel mondo. GIV ha cantine in 11 regioni, un grandissimo importatore di proprietà in USA -Frederick Wildman- un distributore con sede a Parigi – Carniato Europe – la più significativa azienda di distribuzione di prodotti agroalimentari italiani in Francia e Belgio, sedi a Londra, a Monaco di Baviera, a Praga e  a Shanghai.  Insomma un colosso, ma soprattutto un gruppo capace di esprimersi in qualità e in quantità su scenari mondiali.

Cosa desiderano i buyers del vino? Brunello!

La lista dei desideri 2015 del mercato internazionale del vino contiene il Brunello 2010 e il Bordeaux en primeur

Brunello

Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine Searcher, la vetrina commerciale più grande del mondo con bottiglie di 38.000 rivendite internazionali, ha intervistato alcuni fra i big del mercato del vino per sapere quali sono le loro speranze nel nuovo anno.
Ovviamente uno spazio privilegiato hanno le “en primeur” di Bordeaux. Avranno luogo ad aprile e dovrebbero rilanciare questa denominazione dopo che le aste e le vendite al dettaglio hanno manifestato un rinnovato interesse dei consumatori.

Zachy asta

Zachy asta

Ma c’è anche il Brunello fra i desideri dei grandi buyer mondiali come Zachys. Ecco che il suo vicepresidente Andrew McMurray dice <<è uno dei migliori Brunello giovani che abbia mai bevuto e aspetto le indicazioni dei critici per scegliere quale comprare>>. Non è il solo che aspetta l’ormai mitica annata 2010 dei principale vino di Montalcino: anche Joss Fowler del Fine & Rare di Londra << è in continuo aumento la domanda dei migliori vini italiani, in particolare il Brunello>>
Le tendenze in atto sono di vario tipo: c’è lo scontro fra globale e locale cioè fra i produttori che si distinguono con vini eccellenti, ma molto particolari, e la globalizzazione del mercato che finisce per far bere a tutti le stesse cose.

Impara l’arte e mettila (da parte) in pratica sul web

Vuoi imparare a comunicare sul web? Segnati questi nomi: Salvatore Aranzulla, Jacopo Matteuzzi dello studio Samo, Gian Piero Staffa di Cento Vigne Italia

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

SALVATORE ARANZULLA come dire il web all’italiana

Ha occhi sognanti dietro lenti squadrate, capelli rasati a zero e barba non fatta da qualche giorno. Un aspetto trendy ma non troppo. Nel web ci sono foto autoironiche davvero spassose, insomma non se la tira anche se è il più autorevole e remunerato (ha un reddito annuo di un milione di Euro) divulgatore informatico in Italia con 20 milioni di pagine viste al mese e 400.000 visitatori al giorno. Firma la rubrica informatica di Virgilio.it e di Libero.it oltre che un’ infinità di articoli e libri. Insomma è un guru con l’aspetto del folletto che vive in 20 metri quadri e ha un sito valutato cinque milioni di Dollari. La novità è che vuol fare il pasticcere: si è iscritto ad Alma, ha comprato una planetaria e un forno professionale e ha già pubblicato una torta al cioccolato che sembra prelibata. I food blogger devo cominciare a tremare, è in arrivo Aranzulla pasticcere!  Leggere le sue pagine è utilissimo e per una volta è facile capire tutto, ma proprio tutto …. Incredibile!

Keywords e altri consigli da JACOPO MATTEUZZI
Il recente Wine2wine ha offerto altri ottimi spunti a chi vuole imparare come comunicare on line, soprattutto da arte di Jacopo Matteuzzi dello studio Samo.
Oltre alle raccomandare l’uso dei SEO consiglia di usare keyword con la “coda lunga” cioè scegliere parole specifiche ma poco usate cercandole su Google suggest, Google Trend.
Altro consiglio evitare parole multiple.

                                                                       
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