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4 corsi di cucina nelle cantine del Brunello e del Chianti

Donatella Cinelli Colombini propone visite in cantina con corso di cucina e i soggiorni in fattoria con le lezioni di alto livello di Helle Poulsen Tesio

Fattoria del Colle- corso di cucina

Fattoria del Colle- corso di cucina

Alla fine dei corsi avviene una piccola cerimonia e la consegna di un attestato da portare a casa, quasi un “passaporto ” di toscanità.  Esperienze di poche ore nelle cantine di Montalcino e del Chianti insieme a veri e propri corsi nella scuola di cucina della Fattoria del Colle, ma sempre qualcosa di profondo di autentico e rigenerante. Luoghi storici, paesaggi mozzafiato, grandi vini degustati dopo aver visto i vigneti e le cantine, cultura gastronomica appresa con metodo da ottime insegnati e attraverso un’esperienza diretta della preparazione dei cibi.
Una full immertion partecipata nella civiltà toscana e piena di piccole sorprese. Ecco le 4 proposte.
Antipasti toscani e visita guidata nella cantina Casato Prime Donne con assaggio di Brunello e infine un brunch. Una giornata a contatto con le suggestioni della campagna di Montalcino: paesaggio, grandi vini e antichi sapori nella cornice di un luogo con quattrocento anni di storia e una reputazione internazionale di vini di alta gamma.
Alla Fattoria del Colle la visita giornaliera con scuola di cucina ha un sapore più aristocratico: visita della villa cinquecentesca con la camera creata per il Granduca di Toscana, esperienza con Chianti e Orcia Doc nelle cantine e lezione di pasta fresca – i tradizionali “pinci”- e dei celebri dolci senesi fra cui i ricciarelli.

Il mito dei Domaine de la Romanée-Conti si tinge di giallo

Passeggiando fra i miti ed i climat dei Domaine de la Romanée-Conti e della Borgogna fra tentativi di avvelenamento, amanti di re e prezzi da capogiro
Di Ignazio Anglani

Romanée Conti Albert de Villaine

Romanée Conti Albert de Villaine

I proprietari di Romanée-Conti Aubert de Villaine e Henry-Frédéric Roch, ad inizio 2010, ricevono in un cilindro la mappa dei vigneti dei Domaine e la richiesta di un milione di Euro per non avvelenarli. Inizialmente non danno peso alla cosa. A metà gennaio ricevono una seconda lettera, uguale alla prima, con l’indicazione di due viti avvelenate.

Iniziano le indagini e si scopre che il colpevole della truffa è un pregiudicato, Jacques Soltys, che in carcere, aveva elaborato questo piano. Per fortuna viene arrestato prima di metterlo in atto, ma purtroppo si suicida in carcere. Dalla vicenda è nato un articolo su Vanity Fair e un libro “Shadows in the Vineyard” di Maximillian Potter appena uscito.

Romanée Conti ha un passato lungo e suggestivo, in cui ci sono episodi mitici e non solo criminali. Le legioni romane portarono le viti in Borgogna, furono poi i monaci della Abbazia di San Vivant, dal 900, che divisero i vigneti in climat, fra cui il Cros des Cloux di 1,8 ettari, che nel 1631 mutò il suo nome in Romanée per la discendenza romana.

Zinfandel perchè non primitivo o Tribidrag?

L’ingarbugliata origine e l’ancor più sbalorditiva comunicazione dello Zinfandel californiano che in USA chiamano Zin e considerano assolutamente locale

Paso Robles Zinfandel

Paso Robles Zinfandel

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il video intitolato Zinfandel Paso’s Wine e visibile in Wine Searcher, inizia con un panorama con vigneti e la scritta “da qualche parte in Toscana”. Un tizio in abito tirolese suona una specie di tarantella con la fisarmonica e poi arriva il produttore vestito di bianco che dice <<guarda questo panorama italiano e questa bellissima donna e guarda questo vino – primitivo, un vino italiano – con lo stesso DNA dello Zinfandel? Forse, ma io non sono italiano, questa non è mia moglie e questo non è il mio vino>> poi butta via il bicchiere di vino, che aveva in mano, e si allontana. La scena successiva è in una stradina di campagna. Lo stesso produttore dice di essere in Croazia, indossa la maglia di una squadra di calcio croata, poi arrivano i suoi amici tifosi che gli danno una bottiglia di vino, Crljenak Kastelanski e lui si chiede << geneticamente come lo Zinfandel? Forse, ma io non sono croato, questa non è la mia squadra e questo non è il mio vino >>. Butta via tutto e se ne va. Ultima immagine. Finalmente il nostro eroe è in California, cammina nel vigneto e si esibisce colpendo la palla con la mazza da baseball, ci presenta sua moglie e brinda con grande orgoglio << Zinfandel a personal wine!>>.
Al di la dei pastrocchi sulla geografia italiana, il messaggio è chiaro: anche se il DNA corrisponde a vini europei lo Zinfandel è autenticamente californiano. Della serie <<diffidate dalle imitazioni!>>.

Altro che “Marcellino pane e vino”: il vino e il cinema americano.

Dallo spunto di un interessante articolo di Raphael Schirmer dell’American Association of Wine Economists, una riflessione sull’influenza del cinema sul vino, e viceversa.

Letto per voi da Bonella Ciacci

cinema e vino

cinema e vino

Per noi italiani, e per molti europei in generale, essendo il vino una tradizione consolidata, non sorprende più di tanto vedere un personaggio di un film o di un telefilm sorseggiare vino. Ma negli Stati Uniti, patria incontrastata del grande cinema e delle produzioni più importanti, le cose sono notevolmente cambiate da 80 anni a questa parte. Dall’epoca del Proibizionismo a film come “Sideways” o “Un’ottima annata”, non si può non notare come la cultura del vino e l’approccio verso di esso sia proprio ribaltato. Ma è la vita reale ad influenzare il cinema o il cinema ad influenzare la vita quotidiana?

Come riporta l’articolo del Wine Economists, gli Stati Uniti oggi sono il primo

Grande-Gatsby-Francis-Scott-Fitzgeraldremake-01

Grande-Gatsby-Francis-Scott-Fitzgeraldremake-01

stato in termini di consumo del vino e il quarto in termini di produzione, ed è un aspetto che è impossibile non si rifletta anche sulle sue produzioni cinematografiche, che sono specchio della società che rappresentano. Infatti, film come Il Grande Gatsby, dove si mostrava l’alta società americana, con le sue contraddizioni e le sue trasgressioni, con calici di champagne durante le feste mondane, rappresentava come in negli anni ‘20 (quelli del proibizionismo, tra l’altro) bere vino fosse segno di potere, di successo e di appartenenza ad una classe elitaria esclusiva, che quindi non si perdeva con whisky di contrabbando.

Montalcino fa festa ai grandi protagonisti del vino italiano

Ieri, Castello Banfi, una cornice storica e un bel sole per gli “stati generali” del vino italiano: UIV e ISMEA presentano le proiezioni della vendemmia 2014

Castello Banfi il Ministro Martina saluta durante la cena UIV

Castello Banfi il Ministro Martina saluta durante la cena UIV

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

<< Complessa e con molte incertezze>> l’ha definita Domenico Zonin Presidente OIV e erede del grande Gianni alla guida delle cantine di famiglia. <<Viticoltori preparati e tempestivi>> ha detto riconoscendo il ruolo fondamentale del lavoro fra i filari durante i mesi piovosi che hanno preceduto la vendemmia.

Montalcino convegno sulle proiezioni della vendemmia 2014

Montalcino convegno sulle proiezioni della vendemmia 2014

Le previsioni di ISMEA elaborate da Tiziana Sarnari e Francesca Monduzzi parlano di 41 milioni di Ettolitri con un calo del 15% sul 2013 che fu decisamente un anno abbondante. La produzione è dunque tornata alla quantità del 2012 ma senza l’innalzamento dei prezzi che caratterizzò il mercato degli sfusi due anni fa. Le

contrazioni più forti in Basilicata -30% e Sicilia -27% mentre al Nord la maglia nera è per il Veneto -17%.
L’area meno colpita dal maltempo sembra costituita dal terzetto Toscana +3%, Umbria +10% e Marche +7%, dove tuttavia, a mio avviso, i produttori tenteranno di innalzare la qualità attraverso la scelta delle uve per cui è prevedibile una certa diminuzione di quantità.

Il vino è bellezza alla Fattoria del Colle

Da ottobre alla Fattoria del Colle vasca per vinoterapia di coppia. Visite, assaggi, massaggi e non solo per rigenerare corpo e mente con Brunello e il Chianti

Vinoterapia alla Fattoria del Colle

Vinoterapia alla Fattoria del Colle

Tutto parte dai vini di fama internazionale delle cantine di Donatella Cinelli Colombini: il Brunello del Casato Prime Donne a Montalcino e il Chianti Superiore e la DOC Orcia della Fattoria del Colle.
Proprio da questi vini scaturisce una proposta di bellezza e benessere del corpo a cui si uniscono visite nelle cantine, degustazioni, pranzi e soggiorni fra le vigne per singoli e soprattutto per coppie.
L’esperienza rigenerante comprende massaggi, bagni nel vino e il percorso wellness (sauna, docce emozional, hammam, , vasca idromassaggio e relax) nella raffinata ed esclusiva zona benessere della Fattoria del Colle. Proprio qui, nella parte più antica e romantica, decorata da disegni ottocenteschi, da ottobre diventa attiva una vasca rotonda in legno per la vinoterapia in coppia. Accanto una sala con due lettini per massaggi.
La cosa che rende unica la proposta di Donatella Cinelli Colombini è il mondo dei grandi rossi toscani che le ruota attorno con esperienze interessanti ma divertenti. Ed ecco degustazioni, visite guidate nelle cantine, lezioni di cucina, pranzi con piatti abbinati a grandi bottiglie, trekking nei vigneti … e poi ci sono 18 piccole città d’arte dei dintorni dove i laboratori artigiani e i panorami offrono tante piccole e emozionanti sorprese.

Condannato Kurniawan il più grande falsario del vino

Rudy Kurniawan era uno degli esperti più stimati e ammirati finché non è stato scoperto a fabbricare Pétrus, Romanée Conti e soprattutto bottiglie mai prodotte

Kurniawan le bottiglie false al processo

Kurniawan le bottiglie false al processo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Che fosse bravo non c’è il minimo dubbio, infatti le sue bottiglie false non erano mai state scoperte tanto somigliavano, nell’aspetto esterno e nel sapore, a quelle originali. La truffa è emersa solo quando ha esagerato “producendo” vini falsi di vendemmie mai prodotte come i Clos St. Denis di Ponsot 1945 – 1971 mentre questo vino inizia dal 1982. Oppure 6 bottiglie di  Bonnes Domaine Georges Roumier del 1023 cioè un anno prima che fosse messo in bottiglia per la prima volta. Solo da questo affare Ruby aveva intascato 95.000$.
Senza questi inciampi il miliardario americano, nato a Jakarta in Indonesiana nel 1976, Ruby Kurniwan, bello, brillante, raffinato … sarebbe andato avanti per anni. In effetti questo personaggio è tutto un bluff, persino il nome. Quello vero è Zhen Wang Huang. Era arrivato in USA nel 1998 con un visa student ma già nel 2000 cominciava a comprare vini francesi carissimi per 1 milione di Dollari arrivando poi fino a 10 milioni di transazioni in una sola asta. Per Rudy Kurniawan i guai cominciarono nell’aprile del 2007 quando mise all’asta, a Los Angeles, alcune magnum di 1982 Château Le Pin. La prestigiosa casa d’aste Cristie’s stampò il catalogo e lo diffuse. Fu a quel punto che ricevette una telefonata dalla Francia, i  Le Pin titolari dalla cantina  gridavano furiosi<<queste bottiglie sono false>>.

Non è tutto vero ciò che è virtuale

Un cortometraggio su youtube per dimostrare come presentarsi al meglio sui social aiuti ad essere popolari, a costo di mentire. Vale anche per hotel e agriturismi?

Visto per voi da Bonella Ciacci

"What's on your mind" video

"What's on your mind" video

Alcuni giorni fa mi sono imbattuta in un articolo online dell’Internazionale che parla di un cortometraggio che sta spopolando su Youtube (7 milioni di visualizzazioni ad oggi). Il regista Shaun Higton racconta la storia di un uomo che fa una vita un po’ triste, e che si deprime ulteriormente guardando le foto dei suoi amici su Facebook, i quali sembrano invece vivere esistenze idilliache. Così, inizia a fingere, scattando foto fuorvianti e postando commenti che raccontano l’opposto di ciò che gli sta effettivamente accadendo. Tipo quando raggiunge in auto la cima di una collina sopra la città, scende, e con un abbigliamento da jogging si scatta una foto fingendo di aver fatto una lunga ma appagante corsa.

Da lì è scattata una riflessione: quanto la reputazione online è importante anche per le aziende? E soprattutto per le strutture ricettive e i ristoranti, che hanno tra i requisiti principali per essere scelti da un cliente il proprio aspetto e ciò che promettono di dare al cliente? Ad esempio, è notizia di fine maggio, riportata da molti quotidiani, tra cui anche La Stampa, dell’apertura di un’indagine da parte dell’antitrust sulla veridicità delle recensioni sul famoso sito TripAdvisor.

Mercato delle bottiglie autentiche (vuote) e dei vini falsi

Questo è un vero e proprio appello: non aiutate i falsari … le bottiglie vuote importanti vanno conservate o distrutte non vendute su eBay

Lafite bottiglia vuota in vendita su eBay

Lafite bottiglia vuota in vendita su eBay

Di Ignazio Anglani
In questo blog abbiamo parlato di grandi bottiglie contraffatte e del falsario internazionale Rudy Kurniawan, ma vi siete mai chiesti da dove nasce il mercato dei vini falsi?
Eliminando i casi dei grandi imbroglioni con tanto di laboratorio, c’è un mercato di bottiglie di altissimo valore a prezzi che insospettiscono.
Acquistando bottiglie, specialmente in rete, è bene stare molto attenti che i venditori siano ben quotati e che non abbiano feedback negativi, ma spesso questo non basta.
Riconoscere un vino falso può essere molto difficile perché, salvo il liquido, spesso il resto è autentico.
Se cerchiamo su Google e soprattutto su eBay scopriremo un grosso mercato di bottiglie vuote con etichette intatte. Le prime che ho trovato sono uno Chateau Lafite Rothschild 1988 a 50€ e un Grands Echezeaux di Romanée Conti 2001 al prezzo di 35€. Entrambe venivano descritte “con etichette in perfette condizioni”. Se invece andiamo a vedere le quotazioni medie delle stesse bottiglie piene su Wine Searcher le troveremo rispettivamente a 500 e 800€.
Capite bene che se qualche male intenzionato ha voglia di fare business ha vita veramente facile. Per fortuna i tappi sono più difficili da trovare, ma cercando ci sono anche quelli.
Ecco dunque il nostro falsario con la bottiglia perfettamente etichettata che la riempie con un vino dello stesso uvaggio e poi la chiude con un tappo serigrafato. Il grande intenditore che, dopo l’acquisto, decidesse di aprirla penserà ad un vino non in perfette condizioni ma non a una truffa.

Dalla cucina di Sale e pepe a Palazzo Medici Riccardi

Cronaca di una giornata con belle emozioni: studio fotografico con cucina di Sale e Pepe a Milano e cena a palazzo con il Lions Club Firenze Brunelleschi

Roberta Archetti Fotografata per Sale e pepe

Roberta Archetti Fotografata per Sale e pepe

Di Donatella Cinelli Colombini

Avete mai visto lo studio fotografico specializzato in gastronomia? Ci sono finestre immense, macchine fotografiche enormi montate su cavalletti enormi, armadi pieni di ogni genere di piatti, bicchieri, posate, tovaglie, sedie – una sola cosa per tipo – e soprattutto una cucina grande e completamente attrezzata. Nell’atelier di Michele Tabozzi sono passati tutti i grandi chef e ora arriviamo noi. Io, che non so cucinare, e Roberta Archetti chef del ristorante della Fattoria del Colle. Lei preparerà due cavalli di battaglia: i pinci col sugo di nana e le bistecchine di cinghiale con fagioli di Sorana che

Palazzo Medici Riccardi Chiostro Cena Lions Club Firenze Brunelleschi

Palazzo Medici Riccardi Chiostro Cena Lions Club Firenze Brunelleschi

saranno oggetto di un servizio per la rivista “Sale e Pepe ”. All’arrivo Roberta è tiratissima e sorride a denti stretti mentre le tremano leggermente le dita … poi inizia a cucinare e si scioglie, alla fine ammetterà di essersi persino divertita.

Il cacio, Orcia, Pienza e Montalcino per un mix formidabile!

Il gioco del cacio al fuso e la degustazione ONAF di pecorino e Doc Orcia a Pienza. Il premio città di Montalcino a Antonio Parisella e Martina Guideri

Piena degustazione Orcia e pecorino ONAF

Piena degustazione Orcia e pecorino ONAF

Di Donatella Cinelli Colombini

Annoiarsi è impossibile in Val d’Orcia, basta appassionarsi alle mille facce di questo territorio dove convivono armoniosamente passato e futuro, vini e cibi di altissimo livello e semplicità contadina.

Pienza degustazione Orcia Doc

Pienza degustazione Orcia Doc

Cominciamo da sabato a Pienza dove i cittini (bambini) si sono sfidati all’antico gioco del cacio col fuso davanti al meraviglioso Duomo fatto progettare a Bernardo Rossellino dal Papa mecenate Pio II. Gesti antichi, cornice raffinatissima, allegria moderna, fantastico!
Accanto, nel Chiostro rinascimentale di San Francesco, gli

assaggiatori ONAF capeggiati da Paolo Cortonesi e Andrea Maggi, hanno spiegato tre spettacolari pecorino che sono stati gustati insieme a 16 vini Orcia DOC presentati dai produttori in persona. Anche qui sapori e sensazioni antiche in una cornice di grande raffinatezza che ha rasserenato anche il sindaco Fabrizio Fè alle prese con una bomba scoperta qualche ora prima in prossimità della Pieve di Corsignano.

Veuve Clicquot in compresse è una bufala e non una bollicina

Assomiglia allo scherzo di Orson Wells con la notizia dell’invasione marziana che scatenò il panico in USA e riguarda lo Champagne Veuve Clicquot in pillole

Falso Veuve Clicquot in pillole

Falso Veuve Clicquot in pillole

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il nome è sicuramente fra i più prestigiosi del mondo: la celebre vedova con il perlage fine, Veuve Clicquot. Tutto inizia in Russia, un mercato storico per lo Champagne con l’etichetta gialla, che deve una parte della sua fortuna dalla corte degli Zar. Pochi giorni fa l’agenzia di comunicazione russa Firma lancia una campagna virale corredata da splendide foto. La proposta è diretta a chi viaggia in aereo e ama lo Champagne al punto da non potersene privare neanche per poche ore. Si tratta di pastiglie da sciogliere in acqua, tipo Alka seltzer, contenute in cilindri simili ai contenitori da sigari. Un prodotto che si chiama “Shhh… ampagne” e viene presentato come una novità sensazionale.
Incredibile ma vero, la notizia viene considerata attendibile e si diffonde nel web con la velocità del lampo al punto da spingere la redazione francese del maggior quotidiano on line del mondo, l’Hufftington Post, a telefonare a Reims nella sede della Veuve Clicquot per chiedere maggiori dettagli. Qui cascano dalle nuvole e cominciano ad attivarsi con le smentite per evitare che la notizia attecchisca banalizzando l’immagine delle loro bottiglie. Si attiva anche il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne che apre un’inchiesta.

Marqués de Riscal e la loro città del vino capolavoro

Notizie note e poco note dell’azienda spagnola che ha rivoluzionato il vino Rioja e l’architettura legata al vino: ecco a voi i Marqués de Riscal

marqués de riscal panorama dall'alto

marqués de riscal panorama dall'alto

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Marqués de Riscal, per chi come me adora il grande vino e l’architettura contemporanea è un nome da mito. La città del vino –albergo, ristorante e museo- progettata da Frank Gehry accanto alla loro cantina è uno dei capolavori assoluti del Novecento. Più ardito del Museo Guggenheim di Bilbao e della Disney Concert Hall di Los Angeles, più ardito perché le sue volute di titanio dai colori cangianti sconvolgono la quiete antica della Rioja, i suoi vigneti, i villaggi antichi con cattedrale e campanile, i muri in pietra e le stradine serpeggianti. Come un bagliore nella notte, come il nuovo che arriva in una campagna antica, meraviglioso!
Per questo l’articolo del Master of Wine Tim Atkin pubblicato su Wine Searcher ha attratto la mia attenzione. Si intitola <<Le 10 cose che ogni wine lover dovrebbe sapere sui Marqués de Riscal>>

Cantine Aperte in vendemmia da Donatella Cinelli Colombini

3 weekend da non perdere alla Fattoria del Colle per vivere e rivivere le emozioni della vendemmia tra i vigneti di Brunello e Chianti

20-21 / 27-28 settembre

4-5 ottobre*

vendemmia_Fattoria_del_Colle

vendemmia_Fattoria_del_Colle

Proprio dal 20 di settembre, in leggero ritardo rispetto al calendario degli ultimi anni le cantine di Donatella Cinelli Colombini daranno il via alla vendemmia. In questi giorni tutte le attenzioni dello staff di cantina sono rivolte ai vigneti, l’uva è quasi matura e sanissima e, tempo permettendo, ci sono le condizioni per avere una buona annata. La Fattoria del Colle organizza per l’occasione un programma di soggiorno e attività per far vivere agli ospiti  le emozioni e l’atmosfera uniche della vendemmia  a sud di Siena e scoprire come nascono i grandi vini rossi toscani come il Brunello di Montalcino e il Chianti e i loro segreti. Immersi nella cornice di una fattoria cinquecentesca dove gli appartamenti sono stati ricavati nelle vecchie case dei contadini. Non solo un  tuffo nel passato, ma  una giornata divertente tra vigneti e cantine con assaggi dell’uva e del mosto guidati da personale esperto,  cene con i  piatti tipici delle Crete Senesi e della Val d’ Orcia e degustazioni dei vini delle cantine di Donatella Cinelli Colombini tra cui il Brunello di Montalcino prodotto al Casato Prime Donne

Ad Ottobre il programma si arricchirà con la Vinoterapia all’interno dell’area benessere della Fattoria

 Per concludere il viaggio vi suggeriamo di visitare le città d’arte vicine come Pienza e Montepulciano, Cortona e San Quirico-Bagno Vignoni, o di proseguire il vostro weekend ‘di-vino’ a Montalcino   

Philippine de Rothschild è entrata nel mito

La grande dame di Bordeaux proprietaria di Château Mouton Rothschild ci ha lasciato il 22 agosto, scopriamo insieme il suo regno divino

baronne-Philippine-de-Rothschild

Philippine-de-Rothschild

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Preferiva farsi chiamare Madame de Rothschild e non Baronessa Philippine. Quando entrava in una stanza era impossibile non notarla, era sempre vestita magnificamente, sorridente e capace di raccontare storie meravigliose sfruttando il suo passato di attrice della Comédie Francaise. Philippine era capace di tenere d’occhio tutto e notare immediatamente ciò che non le piaceva. La sua attenzione per i dettagli era leggendaria.
Il nome di questa donna straordinaria si lega inscindibilmente a quello della sua cantina … Una cantina che si chiamava Château Brane-Mouton quando, nel 1853, fu acquistata da suo nonno il banchiere Nathaniel de Rothschild che voleva servire il vino delle sue vigne ai suoi prestigiosi invitati. Un vino per uso privato, dunque, di una famiglia che era considerata la più ricca del mondo

                                                                       
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