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Gobbi rifatti della Val d’Orcia

Le ricetta più diffusa in Val d’Orcia è quella invernale coi gobbi anche se noi, a Montalcino , usiamo la stessa ricetta per i sedani che mangiamo a Ferragosto

Gobbi rifatti della Val d'Orcia

Gobbi rifatti e Doc Orcia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I gobbi sono fra le verdure più buone e più raffinate. Il suo nome gobbo è usato soprattutto in Toscana mentre in Veneto diventa cardo e a Nizza Monferrato cardo-gobbo. Si tratta di un carciofo selvatico bellissimo da vedere, infatti le sue foglie e i suoi fiori dominano i damaschi, i broccati e i velluti controtagliati del sei e del Settecento.
In cucina è il re degli ortaggi invernali e qui ve lo propongo con una tipica ricetta delle campagne toscane. Gobbi rifatti nel pomodoro. Può essere usata come antipasto o come piatto principale soprattutto per i vegetariani. Si accompagna magnificamente con un vino di media struttura come il Leone Rosso Doc Orcia

Ingredienti
1 kg di gobbi, 500 g di pomodori molto maturi, uno spicchio d’aglio, 100 g di farina, 2 uova, olio extravergine, peperoncino, sale

Wine monitor per sapere dove va il vino italiano

Dove va? All’estero! Anche nel terribile 2012 c’è stato un aumento del valore del vino esportato del 6,6% ma per le piccole cantine è sempre più dura 

Bologna Nomisma Convegno Wine Monitor

Bologna Nomisma CinelliColombini DeCastro Dell'Orefice

Nomisma celebre e celebrato istituto bolognese di studi economici, presenta il suo “Wine monitor” osservatorio sul mercato del vino che aiuta le imprese a esportare soprattutto nei mercati extraeuropei. La presentazione é sottolineata da un convegno con relatori e pubblico di altissimo profilo: Denis Pantini di Nomisma, Fabio Piccoli, Emilio Pedron, Antonio Rallo, Gianni Zonin ….. e Giorgio Dell’Orefice come moderatore. Comincia Pietro Modiano Presidente di Nomisma che elenca le (poche) cose che vanno bene in Italia: la finanza pubblica, le banche e l’esportazione. Subito dopo la doccia fredda di Rolando Chiossi di Giv Cantine riunite << il 2013 é iniziato con un crollo dei consumi del 9%>>. Agrodolce da me, sul turismo, che cresce nonostante tutto grazie ai visitatori esteri e anche lo scorso anno ha portato in Italia 32 miliardi di Euro. L’ 11% di questa somma é costituito da cibi e vini e sicuramente molte delle migliori bottiglie vendute in Italia sono lì dentro.

Salerno, il Master in Wine business migliore d’Italia

Una classe “vispa” che segue, interagisce e rimane in aula fino a un quarto alle 8 il Venerdì Santo. Ma siamo in Italia non a Harvard

Salerno Master in Wine Business

Master in Wine Business 2013 Università di Salerno

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Contrariamente a quanto molti pensano il livello di una lezione dipende più dagli studenti che dai docenti. Infatti gli occhi assenti di chi non ha capito costringono sempre il docente a rallentare e semplificare l’argomento immiserendo la lezione. È quando l’aula fa domande, commenta e contesta, che una lezione di master diventa una super lezione. E quella del Master in Wine Business dell’Università di Salerno é davvero un’ala super. Bravo il direttore Giuseppe Festa perché la sua proposta formativa ha convinto, ma soprattutto bravi gli ultra volenterosi corsisti che sono rimasti fino a un quarto alle otto prima del maggiore ponte festivo della primavera, quello di Pasqua. Come dire un “Venerdì Santo di passione” nel senso più letterale con io che li incalzavo e li riempivo di dati sul turismo del vino e infine li tramortisco con  l’assaggio, a stomaco vuoto, di Cenerentola DOC Orcia, Brunello e Brunello Riserva. Però che bello insegnare così!

Quando un vero delitto diventa un bellissimo libro giallo

Nicola Marini è il sostituto procuratore dell’indagine sul Brunello Soldera ma è anche un ottimo scrittore, che avvince e tocca la coscienza

Walter Cimino foto

Walter Cimino foto

Un ottimo scrittore e un ottimo “segugio” con intuito e istinto. Infatti, dopo 68 anni è riuscito, a ricostruire come, quando e chi ha ucciso Walter Cimino un giovane senese di 17 anni che aveva la sola colpa di essere bello.
L’occasione di ascoltare Nicola Marini, parlare del suo libro (Una foto un delitto Il caso Walter Cimino Edizioni Cantagalli €16 pag. 250), arriva grazie al Lions Montalcino La Fortezza dove il Presidente Bernardo Losappio è un avvocato e conosce da anni il sostituto procuratore di Siena.
Marini ha un aspetto che non colpisce: ben piazzato, una chioma di capelli neri e ricci, dei lineamenti regolari e un espressione aperta. Ma quando parla colpisce eccome! Ha un’enorme passione per il suo lavoro, trasmette forza, convinzione, umanità. Insomma ha tenuto l’attenzione di tutti i presenti per quasi un’ora in modo quasi ipnotico, compresi gli studenti del Liceo Lambruschini di Montalcino.
Il libro fa lo stesso effetto: anche se la fine è scontata, per cui non è la scoperta dell’assassino a calamitare il lettore, nessuno riesce a interrompere prima della fine.

BBC News spiega perchè i francesi bevono meno vino

La BBC commenta il calo dei consumi di vino in Francia e propone il vino come strumento dell'”art de vivre” ma anche come antidepressivo

Carta del vino in Francia

Francia carta geografica del vino

Il 26 marzo Hugh Schofield, corrispondente della BBC dalla Francia ha pubblicato un pezzo intitolato << Why are the French drinking less wine?>> dove spiega che nel Paese dove il vino è una sorta di bandiera nazionale i bevitori abituali sono passati dal 50% al 17% della popolazione in poco più di trent’anni mentre il consumo pro-capite è precipitato dai 160 litri del 1965 ai 30 del prossimo anno. Non che in Italia stiamo meglio, anzi da noi e in Spagna, negli ultimi vent’anni la, scivolata in basso ha toccato il meno 34%.
La cosa interessante è la ricerca dei motivi di questo rapido cambio di stile di vita e di consumo che potremo riassumere in una frase lapidaria di Denis Saverot editore della “La Revue du Vin de France “ << The village bar are gone, replaced by a pharmacy>> il luogo di consumo del vino è stato sostituito dalla farmacia.

Fuori! E’ il titolo del libro di Renzi ma lo pensiamo tutti

Matteo Renzi, non è un genio della politica ma ora lo aspettiamo a gloria. Intanto vi racconto del suo libro e vi invito a leggerlo

Matteo Renzi

Matteo Renzi sindaco di Firenze

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ho avuto una sola conversazione con Matteo Renzi, attraverso la regia televisiva di una TV locale – io da Siena, lui da Firenze – e non mi piacque. Da abitante di un paese (sebbene famosissimo) della campagna senese sono allergica al “Firenze centrismo” di certi politici che tendono ad accentrare nel capoluogo risorse e opportunità. Per questo la sua sfrenata passione per Firenze mi dette fastidio. E’ solo leggendo il suo libro che ho capito come fosse un amore viscerale e autentico come il mio per il Brunello. L’ho sostenuto nelle passate primarie e mi prodigherò per fargli vincere le prossime. Intanto vi racconto il suo libro. Il primo libro scritto da un politico divertente e avvincente come un romanzo.
Il titolo è un programma politico “Fuori” (Rizzoli pp 208 € 17,5) e nel retro c’è una spiegazione ancora più esplicita << Contro i soliti noti, contro i tromboni e i trombati, contro una classe politica che ha sprecato la propria opportunità di cambiare le cose>>.

Voci e sapori della Toscana nella zuppa di Jessica

Una ricetta scritta in dialetto – ops vernacolo – toscano da Jessica Pellegrini. Quasi un gioco che ci trasmette tutto il suo amore per questa terra antica

zuppa di Pasqua

zuppa di Pasqua toscana

Rimaniamo ancora un pochino nello spirito e nella cucina toscana della Pasqua con questa ricetta davvero prelibata che arriva da un’amica di Facebook, in barba a chi dice che la tecnologia spersonalizza!

Di Donatella Cinelli Colombini  Fattoria del ColleCasato Prime Donne

Dosi della zuppa pasqualina

Le dosi sò una cipolla, una costola di sedano, du carote, un ciuffo di prezzemolo, mezza gallina ovaiola, lo stinco di agnello un po’ carnoso e un bel mazzetto di spinaci. Fine nn c e ‘ altro …….e poi l’ovo noi ci si metteva e ci si mette benedetto, ma nn e’ obbligatorio pero’, e’ la nostra tradizione di famiglia e noi si fa così.
Preparazione

Le donne insegnano come vendere il vino italiano in Cina

Donne importatrici, giornaliste, managers ecco chi può dirci il futuro del vino italiano in Cina: tanti problemi e una certezza, l’e-commerce

 

Vinitaly International e le donne del vino cinesi

VinitalyInternational e donne del vino cinesi

Stevie Kim il managing director di Vinitaly International ha messo intorno a un tavolo 4 importatrici, 2 giornaliste e l’autrice della ricerca sul trend delle importazioni di vino in Cina. 8 donne che sono opinion makers nel loro Paese. E’ successo a Shanghai e i risultati sono davvero interessanti. Secondo loro il vino italiano deve usare il web per entrare nel mercato cinese.

Linda Wu (giornalista vinehoo.com), Joanne Jiang (general manager Cuve International Trade), Lu Zhang (general manager Innex China), Sophie Liu (scrittrice, giornalista, critica enologica), Emma Tang (marketing manager cantina Iking),  Cin Xu (importatrice di Shanghai Chuxiao Trade).

Nel carrello degli italiani meno vino più buono nel 2012

La genialità del risparmio alimentare degli italiani che spendono meno e addirittura mangiano meglio, ecco come cambiano i consumi con la crisi

carrello

carrello

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Nella spesa alimentare degli italiani cresce la birra e calano distillati e spiriti, aumentano gli aperitivi in correlazione con lo spostamento in casa della convivialità. Nel 2012 la spesa alimentare pro capite dei nostri connazionali, al netto degli aumenti dei prezzi, è tornata al livello di 30 anni fa. Insomma una frenata forte dei consumi che continuerà anche nel 2013.
Ma quello che colpisce è il modo geniale con cui gli italiani hanno salvaguardato la qualità dell’alimentazione pur cercando di risparmiare all’osso: “nomadismo” della spesa alla ricerca di promozioni e occasioni, maggiore frequenza della spesa per ridurre sprechi e avanzi. In certi casi il risparmio si è tradotto anche in comportamenti salutistici come la sostituzione delle carni rosse con pollamene e formaggi oppure il ritorno alle preparazioni domestiche anziché il ricorso ai prepararti.

Un dialogo fra sordi istituzioni imprese

In un’Italia dove le imprese affondano nella crisi, la burocrazia si comporta come se la crisi non ci fosse. Italia tragicomica 

Immagine nostalgica

La vendemmia nella fantasia

Se non ci fosse da disperarsi sarebbe da morire da ridere. Il racconto che segue, omette nomi o riferimenti a persone, per correttezza nei confronti degli organizzatori, ma offre una chiara idea della situazione.
L’episodio avviene durante un convegno in una città del vino toscana dove, sebbene con mille difficoltà e riducendo le spese all’osso, le imprese continuano a produrre e a vendere il loro vino ma soprattutto non licenziano nessuno.
Prime relazioni sulla Carta archeologica della Toscana e sulla tutele del paesaggio storico.
Fin qui tutto bene.
E’ quando l’argomento si incentra sugli strumenti di vincolo del territorio che la situazione diventa incandescente. Gli esponenti delle Sovrintendenze dicono chiara la loro intenzione di vietare qualunque modificazione << specialmente in contesti come … dove non va cambiato neanche un albero>>

Nel Duomo di Siena la soffitta più bella del mondo

Sta per aprire al pubblico il sotto tetto del Duomo di Siena, un’emozione nuova di un celebrato e celeberrimo scrigno di capolavori

Duomo di Siena pavimento

Siena Duomo il pavimento dalla controfacciata

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini


Nicola e Giovanni Pisano, Donatello, Michelangelo, Bernini… i più grandi scultori del loro tempo hanno lasciato le loro opere nel Duomo di Siena. Vi basta? Ma c’è anche il pavimento istoriato più grande del mondo e poi il giovane Raffaello e Pinturichio, Beccafumi, Francesco di Giorgio …. una lista di opere d’arte infinita.
Oggi è possibile vedere questo luogo meraviglioso da un punto di vista diverso, con un’emozione fortissima e tutta nuova. Fra un mese circa sarà aperto al pubblico il sottotetto del Duomo e i visitatori potranno guardare il Duomo dall’alto. Mario Lorenzoni, Rettore dell’Opera del Duomo ha realizzato in pochi anni un enorme numero di restauri e ha trasformato il Duomo di Siena in uno dei luoghi d’arte più visitati in Italia. E’ lui l’artefice dell’apertura al pubblico dei sottotetti e l’organizzatore della visita per le socie dell’Inner Wheel di Siena a cui ho preso parte.

Ma cosa dici Soldera?

Le accuse di Soldera al Consorzio e ai produttori di Brunello pubblicate dal “Corriere della Sera”  sono fantasie che fanno un danno enorme 

Fortezza trecentesca di Montalcino

Montalcino Fortezza medioevale

La cosa più cattiva è l’accusa al Consorzio di avergli <<proposto una truffa, offrendo vino altrui da imbottigliare come suo>>. Ma come, i produttori gli regalano una parte della loro produzione per aiutarlo in un momento difficile, facendo un “Brunello della solidarietà” e lui li risponde così? Ma non si vergogna?
Lancia sospetti, parla di misteri quando l’unico mistero è come siano miracolosamente ricomparse botti e botti del suo prezioso Brunello. Almeno 350 Hl a quanto pare, mica una damigiana …. almeno 5 botti da 50 Hl visto che il Corriere della Sera  parla di 7.000 bottiglie all’anno. Ma l’atto vandalico non aveva distrutto tutto il suo vino? Siamo forse alle Nozze di Cana?
Soldera accusa il Consorzio di non impegnarsi nello studio dei sistemi di controllo sulla purezza del sangiovede per il Brunello, ma non è vero! Il Consorzio ha investito circa 150.000 € in questi studi affidandosi al maggior centro di ricerca enologica presente in Italia, quello di San Michele all’Adige. Gli studiosi guidati dal Prof Mattivi hanno scoperto il metodo di indagine e il Consorzio lo presenterà presto in un convegno.

Produttori, puntate sulla formazione per vendere il vino

I corsi sul vino servono a spostare l’argomento principale dal prezzo all’ apprezzamento, insegnano il consumo responsabile soprattutto a ridurre la confusione

corso sul vino

didattica sul vino

E’ infatti l’enorme numero di etichette, brand e denominazioni che confonde il consumatore e danneggia il commercio del vino. Un caos dove anche i wine lovers, a volte, si smarriscono.
Ecco che Richard Sagala MBA e presidente della scuola “In vino veritas” ha condotto un’indagine nel 2010 in Quebec fra chi aveva frequentato corsi sul vino per capire se tale formazione aveva lasciato effetti duraturi sul bagaglio informativo, il coinvolgimento e la percezione del vino. L’indagine è pubblicata su “Wine economics” (february 2013)e da esiti davvero incoraggianti
Sono stati somministrati questionari durante e dopo un corso di 15 ore diviso in cinque lezioni serali organizzate dal SAQ monopolio del Quebec che, oltra ad vere una funzione di regolatore del mercato, si impegna nella diffusione della cultura del vino.

Ecco i “Most Admired Wine Brands” del mondo

Sul podio Concha y Toro, Torres e Penfolds cioè Cile, Spagna e Australia, il primo degli italiani è Antinori al 32° posto

Cantina cilena Concha y Toro

Cile Concha y Toro

Questa è la classifica delle griffe vinicole più ammirate del mondo redatta da “Drinks International”, il magazine inglese che periodicamente pubblica gli elenchi delle cantine e delle personalità che contano. Nell’esame ci aiutiamo con gli acuti commenti di Wine News.
Ecco dunque i vincitori: prima, per il terzo anno consecutivo, la cilena Concha y Toro forte di un fatturato di 20 milioni di casse. Segue il colosso del vino spagnolo Torres. Medaglia di bronzo Penfolds quello del Chiraz più famoso del mondo dell’australiana a Treasury Wine Estates.
I francesi brillano ma non più di tanto con Michel Chapoutier al quarto posto e il gruppo LVMH al sesto. Soprattutto questo sorprende visto lo strapotere della multinazionale del lusso di Bernard Arnault che vanta un fatturato di 23 miliardi di Euro e pare intenzionata a diventare la monopolista degli Champagne che contano. Sorprende soprattutto perché al 5° posto c’è Cloudy Bay, un brand con anche vini dal prezzo decisamente abboradabile ma che ha il merito di aver diffuso nel mondo lo stile distintivo dei vini bianche neozelandesi . Evidentemente è questo che crea ammirazione  più del lusso, infatti i Domaine de la Romanée-Conti sono solo al decimo posto.

Un camino davvero meraviglioso

Il camino della sala degli stemmi, alla Fattoria del Colle contiene ora un parascintille del XVIII secolo in ferro battuto che sembra un merletto

parascintille in ferro battuto

parascintille fattoria del Colle

Le misure coincidono perfettamente, per cui sembra fatto apposta per il camino della sala degli stemmi, ma in realtà il parascintille in ferro battuto, è arrivato alla fattoria del Colle solo alcuni mesi fa. Era a Firenze a piano terra della “Casa di Boccaccio” l’imponente edificio sulle colline intorno alla città dove l’autore del Decamerone ambientò una sosta delle novellatrici. Qui suo padre Chellino di Boccaccio possedeva il podere “Buon riposo” e produceva bachi da seta. Del passato medioevale restano tracce di affreschi e un camino dove appunto si trovava il parafuoco in ferro battuto che, tuttavia, risale a un’epoca molto successiva. Si tratta infatti di un pregevole ferro battuto del Settecento talmente elegante da sembrare leggero. Al centro è arricchito da un vaso di rose ed era originariamente dorato e dipinto in rosso con un effetto decisamente sgargiante.

                                                                       
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