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IL MERCATO DEL LAVORO NEL VINO

ANDREA PECCHIONI DI WINEJOB E GIANMARCO PINTO DI GAME2VALUE SPIEGANO COME LE CANTINE POSSONO PROCURARSI I TALENTI E COME FARE PER TENERSELI

Lavorare nel vino italiano come dove e perchè

Lavorare nel vino italiano come dove e perchè

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nel mondo del vino italiano ci sono tanti professionisti che passano da una cantina all’altra ma tutto avviene nell’orticello chiuso delle italian wineries perché difficilmente chi viene da altri settori trova lavoro. In altre parole se nel loro CV non c’è un elenco di nomi del vino, i giovani talenti, difficilmente vengono assunti.
Questo in sintesi il risultato dell’indagine compiuta da WineJob, agenzia specializzata in recruiting, formazione e consulenza nel settore del vino, e da Game2Value, innovativa piattaforma di videogame assessment per le risorse umane, su un campione di 523 persone (58% uomini) di cui il 78% già assunto in una cantina e il 22% in cerca di lavoro. Fra gli occupati c’erano il 45% di manager, il 35% di impiegati, l’11% di consulenti, il 4% di operai.

FALSE RECENSIONI DEI RISTORANTI

L’Unione Europea intende far rispettare la Direttiva del 2019 che obbliga le piattaforme a dichiarare come si accertano di ricevere recensioni da veri clienti

contrasto all false recensioni dei ristoranti nei portali internet

contrasto all false recensioni dei ristoranti nei portali internet

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il 65% dei consumatori legge le recensioni prima di prenotare un ristorante e il 66% le ritiene decisive per la scelta del locale dove cenare. Per questo le recensioni possono influire sul fatturato, fino al 30%. Questi dati FIPE Federazione italiana del Pubblici Esercizi – mostrano quanto sia grave il problema delle false recensioni e quanto i ristoratori siano esposti alle azioni di concorrenza sleale che usano i siti generatori di recensioni per far loro perdere clienti.

LE RECENSIONI NEGATIVE FALSE POSSONO ROVINARE UN RISTORANTE

Io posso testimoniare, per esperienza diretta, che questo è un grave problema. Anni fa un ex dipendente mi riempì di recensioni false.

RAPPORTO COOP 2023 E L’IDENTITA’ ITALIANA DEL CIBO CHE SPARISCE

COME OGNI ANNO ALBINO RUSSO, ATTRAVERSO IL RAPPORTO COOP CI FA SCOPRIRE COME CAMBIANO GLI ITALIANI E QUEST’ANNO CI PRESENTA LA PERDITA’ DI IDENTITA’ ALIMENTARE

rapporto-coop-2023

rapporto-coop-2023

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Siamo negli anni dell’incertezza con gli equilibri ambientali, economici, politici … che stanno venendo meno a livello mondiale. Contemporaneamente ci sono l’esplosione demografica dei Paesi Africani che sta modificando la popolazione della terra e l’intelligenza artificiale che promette di trovare una soluzione per il cancro ma anche di modificare radicalmente moltissime professioni.
Forse l’elemento di maggior cambiamento è quello che riguarda la popolazione. La crescita esponenziale di desertificazione, alluvioni, uragani … spinge interi popoli a migrare. Questo, aggiunto alla pressione demografica in alcune parti del mondo -India e Africa- e alla contemporanea denatalità nei Paesi più sviluppati sta mettendo in crisi il sistema di welfare di nazioni come l’Italia e rimetterà il Mediterraneo ad epicentro di un enorme spostamento di popoli. Adam Tooze chiama questa situazione POLICRISI e spiega come le varie crisi <<interagiscano fra loro in maniera tale che l’insieme delle parti è più opprimente della loro semplice somma>>.

WINE CLUBS PROPRIETARI DELLE CANTINE STATUNITENSI

L’ANALISI WINE CLUBS DELLE CANTINE USA PROVIENE DAL REPORT 2024 DELLA SILICON VALLEY BANK – FIRST CITIZENS BANK E SERVE PER CHI, IN ITALIA, VUOL FARE LO STESSO

wine club delle cantine USA

wine club delle cantine USA

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La fotografia dei wine club proprietari delle cantine USA insegna moltissimo alle aziende italiane che intendono sviluppare questo canale di vendita e, come vuole il pragmatismo statunitense, fornisce molti dati e pochi commenti. Proviene dalla Survey 2024 di  Rob Mc Millan della Silicon Valley Bank – First Citizens Bank.

INCENTIVI ALL’ACQUISTO

Tradizionalmente, i membri del wine club ricevono sconti sugli acquisti in cantina. E’ questo lo strumento principale per aumentare le vendite. Lo sconto medio 2023 è stato del 17%, con un minimo del 14% a Napa e un massimo del 22% a Paso Robles. Un altro strumento di marketing era la spedizione gratuita che attualmente molte cantine stanno abbandonando in favore della spedizione scontata.

VENDITA DIRETTA NELLA CANTINE USA (2)

DALL’ASSAGGIO AL BANCONE ALLA DEGUSTAZIONE SEDUTA, DALL’ACCESSO LIBERO ALL’INGRESSO SOLO CON PRENOTAZIONE, LA DIMINUZIONE DEI VISITATORI PER AUMENTARE LE VENDITE

degustazione in cantina cosa cambia in USA

degustazione in cantina cosa cambia in USA

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il maggior cambiamento avvenuto nelle tasting room delle cantine USA, descritto nel report della Silicon Valley Bank, è il passaggio dalla degustazione in piedi, al bancone, all’assaggio seduti che ha tassi di conversione maggiori cioè spinge i clienti a ordinare più vino. Altro cambiamento, innescato dal covid, è il passaggio dall’accoglienza senza appuntamento a quella con appuntamento. Oggi la stragrande maggioranza delle imprese hanno entrambe le modalità (66%).
Il prezzo medio della degustazione è adesso di 58$. Anche sul listino degli assaggi ci sono stati grossi aumenti, infatti nel 2012 la media nazionale era 8,5$. La degustazione si è spostata dall’essere un costo di marketing a diventare un centro di profitto. Attualmente rappresenta il 39% delle entrate medie della cantina. Ecco che il prezzo delle degustazioni guidate è cresciuto progressivamente adattandosi al valore dei vini in assaggio e il numero dei tasting offerti dalle aziende è cresciuto fino a 9 nelle cantine più grandi.

VENDITA DIRETTA NELLA CANTINE USA (1)

MENO VISITATORI PER AUMENTARE I PROFITTI QUESTA LA RIVOLUZIONE POST COVID DELLE CANTINE TURISTICHE USA CON NAPA A FARE DA BATTISTRADA CON 444$ DI SCONTRINO MEDIO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

turismo del vino nelle cantine USA

turismo del vino nelle cantine USA

Il report della Silicon Valley Bank – First Citizens Bank fornisce un’autentica lezione sul turismo del vino in USA che forse prefigura l’evoluzione italiana di questo comparto.
Dopo il boom del periodo Covid, quando le cantine erano fra i pochi posti accessibili e fecero il boom di vendite, c’è stato un periodo di stanca e quindi un riequilibrio per cui, alla fine del 2023, il trend delle visite è stato positivo e questa crescita è continuata anche all’inizio di quest’anno. Del resto tutto il turismo sta tornando ai livelli pre covid e anche i viaggiatori europei negli stati Uniti hanno superato il loro numero 2019.

UNA CRESCITA VERTICALE DI VISITATORI E VENDITE DIRETTE CHE SONO IL MAGGIOR CANALE COMMERCIALE DELLE PICCOLE CANTINE

Benchè il numero di bottiglie vendute al pubblico in cantina siano diminuite quasi ovunque (ma non a Napa e in Virginia), il valore complessivo e la marginalità sono cresciute in tutti i distretti del vino più rinomati ad esclusione di Paso Robles e Washington. Questo per effetto di un generalizzato aumento dei prezzi.

COSA CAMBIA NEL MERCATO USA DEL VINO?

DOPO IL 2021, IN USA  LA CRESCITA DEI CONSUMI DI VINO SI E’ ARRESTATA. I DISTRIBUTORI SONO PIENI DI BOTTIGLIE INVENDUTE SOPRATTUTTO PRIMO PREZZO O MOLTO CARE

COSA CAMBIA NEL MERCATO DEL VINO USA 2024

COSA CAMBIA NEL MERCATO DEL VINO USA 2024

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Dalla Silicon Valley Bank – First Citizens Bank arriva la Survey 2024 con i commenti di Rob Mc Millan. Sintetico e incisivo come sempre, Mc Millan traccia l’evoluzione del mercato del vino e delle “tasting room” che, negli anni intorno al 2020, vendevano il 70% del vino delle piccole cantine

WINE SURVEY 2024 DELLA SILICON VALLEY BANK

Tre i maggiori elementi di cambiamento dello scenario statunitense del mercato del vino

  • I baby boomer non saranno più il segmento di consumatori dominante.
  • Crescerà la concorrenza e il prezzo di produzione e questo stimolerà i produttori a investire e innovare anche investendo sulla vendita online.
  • I margini della vendita diretta diminuiranno via via che si affermeranno altri canali di acquisto di vino.

ENOGASTRONOMIA UNESCO E TURISMO

ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA STUDIANO L’EFFETTO DEL RICONOSCIMENTO UNESCO SULL’ECONOMIA E IL TURISMO DEI TERRITORI INIZIANDO DA CONEGLIANO VALDOBBIADENE

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UNESCO e sviluppo economico e turistico a Conegliano Valdobbiadene

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In Italia ci sono 59 beni iscritti nella lista del patrimonio dell’Umanità UNESCO più 16 beni immateriali. Siamo il Paese che detiene il maggior numero di siti UNESCO

Il Professor Pierluigi Petrillo della cattedra Unesco dell’Università La Sapienza (Roma), ha studiato il territorio “campione” di Conegliano Valdobbiadene per capire quanto influisca il riconoscimento Unesco sulla dinamica turistica ed economica delle zone iscritte tenendo conto che un gran numero di esse ha alta vocazione enogastronomica.
Negli ultimi anni sono diventati siti Unesco moltissimi luoghi di grande rilevanza per la produzione del vino: le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (2019) i paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato (2014), la pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (2014) e la Val d’Orcia (2004).

SUPERSTIZIONE E VINO, QUELLO CHE PORTA BENE E QUELLO CHE PORTA MALE

CON IL VINO CI SONO RITI PROPIZIATORI, GESTI SCARAMANTICI E COSE DA EVITARE PER NON ATTIRARE LA SFORTUNA. IL VINO E’ DA SECOLI UN LIQUIDO QUASI MAGICO

il vino rosso viene rovesciato sulla tavola porta fortuna

il vino rosso viene rovesciato sulla tavola porta fortuna

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Avete mai visto qualcuno che si inumidisce i polpastrelli con il vino versato sulla tovaglia e poi si tocca dietro le orecchie? E’ un gesto scaramantico che propizia la ricchezza e talvolta viene fatto anche durante i brindisi. In generale, versare vino rosso sulla tovaglia è considerato di buon auspicio ma chi invece lo considera una iattura reagisce gettando un pizzico di sale dietro la spalla destra.

Più comune è l’abitudine di toccare i calici di vino durante il brindisi per scambiarsi l’auspicio di buona sorte. E’ un’abitudine molto diffusa ma in Danimarca è diversa: bisogna alzare il calice e poi guardare tutti gli altri partecipanti al brindisi come in un augurio silenzioso.
Porta male invece brindare con il calice vuoto.

SCHORLE LA BEVANDA ESTIVA IN GERMANIA

CORRISPONDE AL NOSTRO SPRITZ ED È FATTO CON VINO E ACQUA GASSATA SERVITI FREDDI, PER GLI ASTEMI C’E’ LA VERSIONE APFELSCHORLE CON SUCCO DI MELA E ACQUA

schorle bevanda estiva tedesca abase di acqua a vino

schorle bevanda estiva tedesca a base di acqua a vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La crescente passione per aperitivi e i momenti conviviali fuori casa riguarda gli italiani ma anche i tedeschi, c’è tuttavia un distinguo: da noi, in estate, vanno per la maggiore Spritz, spumanti e birre gelate, mentre in Germania, e soprattutto a Sud Ovest, la tradizionale bevanda dei mesi caldi è lo schorle.

ACQUA FRIZZANTE E VINO PER L’ESTATE TEDESCA

Si tratta di un drink dissetante, servito freddo. Viene preparato mischiando vino o succo di mela con acqua gassata. In genere il vino è bianco e molto spesso Riesling (Riesling schorle / Riesling spritzer) ma può essere usato anche vino rosso. La proporzione fra acqua e vino varia. Usualmente le due componenti sono a metà ma nel Palatinato la dose alcolica sale molto. Nell’ Assia renana, in Baviera e in Austria la stessa miscela prende il nome di “Gespritzter” o “sauer Gespritzter” sesso piuttosto alcolica. 

IL VINO IN LATTINA CHE PUZZA

I RICERCATORI DELLA CORNELL UNIVERSITY SCOPRONO COME PRESERVARE L’AROMA DEI VINI IN LATTINA, UN PACKAGING AMATO DAI GIOVANI CONSUMATORI SPECIALMENTE IN ESTATE

Gavin-Sacks Cornell University

Gavin-Sacks Cornell University- studio sull’odore di uova marce di alcuni vini in lattina

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Non consideratemi la solita snob produttrice di Brunello che guarda dall’alto in basso le novità e i vini più semplici, da consumo quotidiano.
So benissimo che non è sempre possibile bere grandi bottiglie e sono anche consapevole che il vino ha il packaging più vecchio fra tutti gli alimenti perché il vetro è pesante e fragile, il tappo richiede un accessorio difficile da usare …. Insomma le innovazioni servono e vanno sempre guardate con attenzione.
Tuttavia il vino in lattina qualche problema ce l’ha davvero.

PERCHE’ IL VINO IL LATTINA HA SUCCESSO FRA I GIOVANI

Vorrei premettere che questa nuova confezione in alluminio (riciclabile) è pratica, ha un aspetto allegro e invitante e sta riscuotendo un crescente successo di pubblico, specialmente in USA e specialmente in estate perché portare le lattine a un picnic, in piscina o a un concerto è decisamente più semplice rispetto a una bottiglia. Persino raffreddare il vino è più veloce mentre in tavola i barattolini colorati mono dose, danno una sensazione di festa e di allegria.
Il problema arriva quando, apri la linguetta e esce fuori l’odore delle uova marce.

LE CANTINE ITALIANE PIU’ SOCIAL

IN 10 ANNI 3 MILIONI I FOLLOWERS IN PIÙ PER LE 25 GRANDI CANTINE ITALIANE CHE OFFRONO ESPERIENZE DIGITALI SEMPRE PIÙ COINVOLGENTI PUNTANDO SU INSTAGRAM E LINKEDIN

Vino-Omnicom-PR-classifica delle cantine italiane più digitali

Vino-Omnicom-PR-classifica delle cantine italiane più digitali

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Più viaggio nel mondo del vino e più mi accorgo che le cantine italiane sottostimano la comunicazione. Come sappiamo il panorama produttivo italiano è estremamente parcellizzato: fra le 35.000 cantine imbottigliatrici solo 27 superano i 100 milioni di fatturato annuo ma da sole detengono il 41% del business enologico nazionale. Se allarghiamo il cerchio alle imprese con fatturati superiori a 10 milioni di Euro arriviamo a 250 cantine che sono anche quelle più presenti nelle operazioni di marketing e di comunicazione compresa quella digitale. Le piccole imprese sono quasi invisibili se non per l’eccellenza enologica che porta loro premi e punteggi ma forse non basta …. Specialmente ora.
La decima classifica Omnicom PR Group Italia delle 25 grandi aziende enologiche italiane ci presenta un gran fervore di attività e alla fine ci rendiamo conto che i marchi visibili sono proprio quelli.

SAN QUIRICO D’ORCIA LE TARSIE CHE STREGARONO FEDERICO ZERI

FEDERICO ZERI, UNO DEI MAGGIORI ESPERTI MONDIALI D’ARTE, DECISE DI STUDIARE STORIA DELL’ARTE NELLA COLLEGIATA DI SAN QUIRICO DAVANTI A UN CAPOLAVORO CHE È ANCORA LI’

Antonio Barili San Quirico d'Orcia tarsie del coro della Collegiata

Antonio Barili San Quirico d’Orcia tarsie del coro della Collegiata

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Come sapete io produco vino ma non ho studiato enologia bensì storia dell’arte medioevale. Considero un privilegio aver dedicato anni allo studio di pitture, sculture e arti minori ma sento anche il privilegio di vivere in Toscana, una regione che somiglia a un immenso museo diffuso, pieno di grandissime opere d’arte.

FEDERICO ZERI A SAN QUIRICO D’ORCIA

Qui vi racconto di una di esse: le tarsie di Antonio Barili a San Quirico d’Orcia a 30 km dalla Fattoria del Colle.
Durante l’ultimo Orcia Wine Festival ho incontrato Marco Torchi che mi ha parlato di Federico Zeri, uno dei maggiori storici e critici d’arte italiani, che decise il suo destino mentre era a San Quirico d’Orcia.

NEL VINO ESSERE PICCOLI È BELLO MA POCO REMUNERATIVO

MEDIOBANCA PRESENTA I DATI DELLE GRANDI CANTINE ITALIANE CHE DOPO UN 2023 STABILE PENSANO A UN 2024 IN CRESCITA DEL 2,6% NEL MERCATO NAZIONALE E DEL 3% ALL’ESTERO

L’Area Studi Mediobanca Report 2024 sul vino

L’Area Studi Mediobanca Report 2024 sul vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

L’Area Studi Mediobanca, per il suo report 2024, ha esaminato 253 cantine italiane con un business annuo di oltre 20 milioni di Euro. Nel complesso, con i loro 11,8 Miliardi, costituiscono l’88,4% del fatturato del vino italiano. L’esame ci mostra un comparto i salute e con ottime speranze per il 2024.

LE GRANDI CANTINE HANNO RESISTITO BENE ALLA CRISI DEI CONSUMI 2023

Lo scorso anno le grandi aziende italiane del vino hanno consolidato il loro business (-0,2%) nonostante un mercato nazionale in piena crisi a causa dell’inflazione, del caro mutui e del caro bollette. Le cantine con oltre 20 milioni di fatturato annuo sono addirittura riuscite ad aumentare i loro margini di guadagno portandoli il rapporto fra il risultato netto e il fatturato al 4,5%. Se consideriamo un calo dei quantitativi venduti del 4,5% si tratta di un risultato impressionante.

L’IMMOBILIARISTA DEL VINO: CHI E’ E COME OPERA

DANIELA GISTI UN PROFESSIONISTA DELLA COMPRAVENDITA DI CANTINE CI SPIEGA COME FUNZIONA IL MERCATO IMMOBILIARE DEL VINO E QUANDO CONVINE VENDERE

Daniela Gisti agenzia Building Heritage Forbes Global Properties

Daniela Gisti agenzia Building Heritage Forbes Global Properties

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Daniela Gisti è un Agente Immobiliare e da 15 anni lavora con clienti esteri di alto profilo che desiderano comprare una prestigiosa “Casa in Toscana”. Di recente ha sviluppato la sua passione per il vino specializzandosi nella compravendita di aziende con vigneto e collaborando con il gruppo Forbes Global Properties tramite il suo partner italiano, l’agenzia Building Heritage di Firenze.

In questo ambito è responsabile del progetto “Wineries Italia” che la vede impegnata su tutto il territorio italiano.

Si tratta di due realtà formidabili che danno a Daniela Gisti un ottimo punto di osservazione: Forbes Global Properties ha 18.000 agenti e opera in 28 Paesi del mondo. Collabora con Building Heritage dal 2022 e lo scorso anno hanno gestito compravendite per 79 milioni di Euro in Italia. In questo momento hanno 300 immobili in portafoglio.

                                                                       
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