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LUI, LEI E IL PARADISO DI SVEVA CASATI MODIGNANI

L’ULTIMO LIBRO DELLA CASATI MODIGNANI RACCONTA DI UN IMPRENDITORE GENIALE, SPREGIUDICATO E DONNAIOLO CHE SOMIGLIA A SILVIO BERLUSCONI COME UNA GOCCIA D’ACQUA

Sveva Casati Modignani - Lui lei e il Paradiso

Sveva Casati Modignani – Lui lei e il Paradiso

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Finalmente un giorno di vacanza e, distesa sul divano, finisco l’ultimo libro di Sveva Casati Modignani “Lui, lei e il Paradiso” (pp. 468 € 21). Un libro ispirato alla figura di Silvio Berlusconi che, nel racconto prende il nome Dino Solbiati e, dopo la morte, si ritrova nella waiting room del Paradiso con la sola compagna di Stella cioè la nostra autrice.

LUI, LEI E IL PARADISO

Squilla il telefono ed è proprio lei <<Salve Bice>> le dico allegramente perché il suo vero nome di Sveva Casati Modignani è Bice Cairati << ti sto leggendo>>.
Come sempre lei è prontissima <<ti piace?>>. Io sono poco diplomatica e invecchiando peggioro << scrivere di un personaggio famosissimo ha un po’ ingabbiato la tua fantasia ma i battibecchi fra Dino e Stella sono fantastici>> <<si mi sono davvero divertita a scriverli e gli ho detto le cose che nessuno ha mai osato dirgli >> <<altro che!!!>> ribatto io. In effetti Berlusconi viene descritto con pennellate vivaci nei suoi pregi ma anche nei suoi difetti.

LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE SONO TUTTE UGUALI?

IL 96% DELLE CANTINE OFFRE AI TURISTI LA VISITA GUIDATA ALLE STRUTTURE PRODUTTIVE CON ASSAGGIO FINALE E SOLO IL 10% PROPONE ESPERIENZE DIVERSE E NUOVE

Canova-Masi terrazza panoramica nei vigneti

Canova-Masi terrazza panoramica nei vigneti

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nessun Paese al mondo ha cantine così diverse fra loro: ci sono aziende nei trulli, nelle ville palladiane, nei castelli medioevali, nelle grotte… e poi con vista sui templi della Magna Grecia, in mezzo alle vette alpine, per non parlare delle cantine d’autore e di quelle che contengono pezzi di storia italiana.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di aziende familiari (39%) ma abbiamo anche il 14% di imprese con rilevanza storica o artistica e il 12% con marchio famoso. Nel rilevamento effettuato da Nomisma -Wine Monitor su 265 imprese italiane,  il carattere più rilevante ai fini turistici veniva individuato dall’11% nel  paesaggio, oppure nell’organizzazione di incoming o nell’offerta innovativa.

CANTINE ITALIANE TUTTE DIVERSE E CON TANTISSIMI VITIGNI DIVERSI COMUNICATE IN MODO SIMILE

Una diversità che costituisce una vera ricchezza per il turistico così come i cinquecento vitigni autoctoni del nostro Paese. Infatti il turismo si dirige verso quello che è unico e non sulle destinazioni uguali a tutte le altre.  Purtroppo questa diversità sparisce in depliant e siti pieni di immagini di botti e di grappoli d’uva tutti simili. Ma soprattutto sparisce nella proposta di esperienze fotocopia: visita guidata in vigna e in cantina con spiegazione del processo produttivo seguita da un assaggio.

MACCHIE DI VINO ROSSO: 10 MODI PER CANCELLARLE

PER LE MACCHIE DI VINO ROSSO CI SONO I “RIMEDI DELLA NONNA” COME SALE, ACETO, LIMONE O VINO BIANCO MA ANCHE LO SCIOGLIMACCHIA CHANTECLAIR

macchie-di-vino-sulla-tovaglia

come togliere le macchie-di-vino-rosso

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

I dieci rimedi che propongo qui sotto sono artigianali ma facili e non danneggiano i tessuti. Questo è importante perché, sembra impossibile, ma la macchia di vino viene irrefrenabilmente attratta da camice di seta bianca, abiti firmati di colore chiaro e altri indumenti che non possono essere buttati fra gli stracci a cuor leggero.

IL LIMONE CONTRO LE MACCHIE DI VINO

Come per ogni macchia più si aspetta e peggio è. Quindi meglio intervenire tempestivamente, ma se la macchia è vecchia bisogna provare con un rimedio drastico: succo di limone mescolato a sapone liquido oppure, se l’indumento è delicato, succo di limone puro. Dopo 15 minuti saprete se siete riusciti a rimuovere la macchia e quindi potete procedere a un lavaggio completo dell’indumento. Altrimenti l’unica strada è la lavanderia e speriamo bene!

LE DONNE GUIDANO 1/3 DELLE IMPRESE AGRICOLE TOSCANE

IRPET TRACCIA IL PROFILO DELLE MANAGER AGRICOLE TOSCANE: PROFESSIONALMENTE FORMATE, ATTENTE ALL’AMBIENTE E CAPACI DI DIVERSIFICARE L’ATTIVITA’

IRPET le donne toscane guidano un terzo delle aziende agricole

IRPET un terzo delle aziende agricole toscane dirette da donne

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Le donne guidano un terzo delle 50 mila aziende agricole toscane ma, secondo il rapporto IRPET, sono imprese piccole. Hanno una superficie media di 10 ettari mentre quelle a conduzione maschile sono di 13,7 ettari.

Molte lavorano nell’olivicoltura e nella frutticoltura, una buona percentuale femminile anche fra le manager della vitivinicoltura. Invece ci sono poche donne nel florovivaismo e nel conto terzi.

Le percentuali di imprese gestite da donne sono più alte quando c’è agriturismo e produzione di energia solare (16% contro 15% maschile). In effetti il genere femminile appare più propenso del sesso forte a investire in diversificazione produttiva e sostenibilità, ad esempio, adottando l’agricoltura biologica (37,1%) o riducendo l’uso di prodotti chimici (33,8%).
Questi dati confermano quelli emersi dalle indagini sulle Donne del Vino di tutta Italia: le manager donne hanno una buona formazione alle spalle e tendono a diversificare l’attività ponendo l’ambiente fra le priorità.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TURISMO DEL VINO

IL CONVEGNO BTO 2024 A FIRENZE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CON DONATELLA CINELLI COLOMBINI A PARLARE DI OPPORTUNITA’ E RISCHI PER LE CANTINE TURISTICHE

turismo del vino e intelligenza artificiale

turismo del vino e intelligenza artificiale Violante e Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

BTO , maggior appuntamento italiano del turismo digitale, a Firenze, quest’anno ha dato ampio spazio al turismo del vino e mi ha visto fra i relatori, su un tema inusuale per me: l’intelligenza artificiale.

Secondo i dati forniti da Mirko Lalli di The Data Appeal Company a una recente conferenza a Siena, la consapevolezza dell’uso dell’Intelligenza Artificiale AI e della Realtà aumentata è già forte per il 27% degli statunitensi e nel 17% degli italiani. Il dato è nella stessa direzione di quello del Politecnico di Milano per “Food and Wine Tourism Forum” 2024  secondo cui il 38% degli americani utilizza servizi di Ai per ispirarsi nella ricerca di destinazioni, prenotare servizi o creare itinerari. Le esperienze enogastronomiche si cercano ormai sui canali digitali che hanno sostituito il passaparola.

In effetti basta scaricare un programma gratuito nel telefonino per avere chi consiglia itinerari su misura. Con sistemi più sofisticati e un rapporto più lungo con l’utente, la proposta di viaggio dell’intelligenza artificiale diventa ancora più sartoriale.
Quello che sta succedendo adesso è un rafforzamento delle destinazioni più forti. L’intelligenza artificiale infatti tende a preferire chi ha una forte presenza online. Questo è un serio problema perché aggrava l’overtourism e non decentra i flussi enoturistici, inoltre non corrisponde al bisogno di esclusività del viaggiatore più evoluto.

LA CANTINA D’ALBERGO PIU’ GRANDE DEL MONDO

SI TROVA NELL’HÔTEL DE PARIS – SOCIÉTÉ DES BAINS DE MER A MONTE CARLO PRINCIPATO DI MONACO È STATA COSTITUITA NEL 1864 E CONTIENE 300.000 BOTTIGLIE PREGIATISSIME

Hotel de Paris Monte Carlo cantina

Hotel de Paris Monte Carlo cantina

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

Un patrimonio enologico senza eguali nel mondo affidato al capo sommelier Patrice Frank. 350.000 bottiglie che occupano 1500 metri quadrati in un labirinto di grotte scavate a 10 metri sotto i giardini dell’Hotel de Paris, dove la temperatura è costante a 12-14°C. Le bottiglie vengono trasportate con  vecchie carriole su cui sono montati piccoli scaffali in legno perchè ogni vino sia da solo al sicuro. Nella cantina i vini sono ordinati in scaffali di legno lungo le pareti e divise per regioni e per annata. I principali settori sono dedicati a Bordeaux, Borgogna, Provenza, Rodano e Champagne. Il 98% dei vini sono francesi.

Un cancello di ferro battuto protegge i vini del Domaine de la Romanée-Conti. C’è poi un museo di bottiglie uniche dedicata a Marie Blanc, che ha contribuito a finanziare le cantine che furono scavate nel 1874.

VINI DA VIGNETI A PIEDE FRANCO SUPER STAR

I VIGNETI A PIEDE FRANCO CIOÈ NON INNESTATI SONO SOLO IL 2% DEL TOTALE MONDIALE MA STANNO DIVENTANDO VERE STAR DA COLLEZIONISTI CON UN SUPER EVENTO A MONTE CARLO

Franc de Pied Associazione dei produttori di vino da viti a piede franco

Franc de Pied Associazione dei produttori di vino da viti a piede franco

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

I coraggiosi difensori delle viti senza innesto, che sfidano la fillossera, cioè il terribile insetto killer che decimò le vigne europee nel diciannovesimo secolo, sono riuniti nell’Association Francs de Pied.

LOIC PASQUET GUIDA L’ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI DI VINO A PIEDE FRANCO CIOE’ SENZA RADICI AMERICANE

Il loro presidente è di Loïc Pasquet proprietario della Domaine Liber Pater a Bordeaux e famoso per produrre i vini più cari del mondo.
Hanno organizzato il loro meeting all’Hôtel Hermitage di Monte Carlo nel Principato di Monaco l’11 novembre 2023. Un evento dettagliatamente descritto da Wine Searcher. Primo giorno conferenza dall’ingegnere agronomo ed enologo Olivier Yobrégat nel Musée Océanographique di Monaco e poi cena di gala nella Salle Belle Époque dell’Hôtel Hermitage. La Master of Wine Jeannie Cho Lee ha guidato la serata alla presenza del Principe Alberto.

LE MIGLIORI ASSAGGIATRICI SONO DONNE

IL 34% DELLE DONNE E IL 23% DEGLI UOMINI SONO SUPER TASTER CIOÈ HANNO PIÙ PAPILLE GUSTATIVE E SENTONO DOLCE E AMARO IN MISURA MAGGIORE DEGLI ALTRI ESSERI UMANI

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34% delle donne sono super taster secondo Vincenzo Russo

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Vincenzo Russo, docente IULM di Milano e maggiore esperto italiano di Neuromarketing del vino ci regala un’altra perla del suo sapere attraverso Trebicchieri settimanale economico del Gamberorosso.

LA CAPACITÀ GUSTATIVA DIPENDE DA FATTORI FAMILARI, CULTURALI E DALLA FORMAZIONE .. MA NON SOLO

Fin ora tutti credevamo che le differenze percettive dei sapori dipendessero da abitudini familiari, sociali e culturali. Ipotesi che aveva trovato un supporto scientifico in Gordon Shepherd, professore di neurobiologia della Yale School of Medicine. Egli l’aveva ribadita in uno dei suoi testi del 2012 dedicati alla Neurogastronomia.
E’ vero che la complessa elaborazione dei sapori che avviene nel cervello dipende dalle esperienze e dalle diverse occasioni di apprendimento di ogni individuo o gruppi di individui, tuttavia esiste anche una spiegazione genetica.

PARPAGLIOLA MONETA DI MONTALCINO TORNA A VIVERE

DONATELLA HA FATTO RIPRODURRE LA MONETA CONIATA DELLA REPUBBLICA SENESE IN MONTALCINO QUANDO LA CITTA’ DEL BRUNELLO ERA L’ULTIMO LIBERO COMUNE DI ITALIA

PARPAGLIOLA MONETA DI MONTALCINO DEL 1556

Riproduzione di Paolo Penko relativa alla PARPAGLIOLA MONETA DI MONTALCINO DEL 1556

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Forse non tutti sanno che Montalcino ha alle spalle una storia gloriosa con un episodio di straordinaria importanza alla metà del Cinquecento.
Nel 1555 la centenaria guerra fra Siena e Firenze arrivò alla conclusione con la caduta di Siena. L’esercito mediceo era rinforzato dalle truppe dell’Imperatore Carlo V, il sovrano sulle cui terre non tramontava mani il sole. Ma le maggiori famiglie senesi ed un bel numero di profughi non si arresero. Abbandonarono la città si rifugiarono a Montalcino che sembrava il baluardo più difendibile grazie alle sue mura e alla fortezza. Fu costituita la Repubblica di Siena in Montalcino e la nostra città si trovò a a fronteggiare l’enorme esercito dei Medici e dell’Imperatore di Spagna, Germania, Paesi Bassi e Regno di Napoli.
A Montalcino, a fianco degli irriducibili senesi, c’erano le truppe francesi del Re Enrico II che si opponeva allo strapotere dell’ Imperatore Carlo V in ogni parte d’Europa. Fu infatti il francese, Blaise de Montluc, a comandare la difesa di Montalcino.
La nostra era l’ultima “città stato” in Italia, ultimo residuo di quelle repubbliche comunali che avevano reso florido il territorio italiano nel medioevo e nel rinascimento.

2024 CONSUNTIVO DI UN ANNO DI SUCCESSI E LACRIME

CON GLI AUGURI DI UN MERAVIGLIOSO 2025 DONATELLA TRACCIA UN BREVE RITRATTO DELL’ANNO APPENA TRASCORSO E DICE ADDIO AD UN ANNO CON VETTE E ABISSI

Ambulanza in ricordo di Carlo Gardini con lo staff della Misericordia di Sinalunga e dell'azienda di Donatella Cinelli Colombini

Ambulanza in ricordo di Carlo Gardini con lo staff della Misericordia di Sinalunga e dell’azienda di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Il 2024 ha una costante bella: abbiamo continuato a costruire i progetti in cui crediamo senza fermarci neanche un giorno. Violante è partita per gli USA, con la polmonite, dieci giorni dopo la scomparsa del padre.
Ma la morte di Carlo è una tragedia che ci fa ancora piangere.
L’ambulanza, acquistata con il decisivo contributo delle persone che gli volevano bene, ora sfreccia per le nostre colline a sirene spiegate. Un pezzettino di lui continua a fare del bene con questo veicolo e con le due aule appena inaugurate nella scuola primaria della diocesi di Butembo Beni
Ancora grazie a tutti quelli che hanno contribuito a finanziare l’ambulanza. Grazie a Sua Eminenza il Cardinale Augusto Paolo Lojudice che l’ha benedetta e al Vescovo Anthony Teuma che ci ha fatto pregare a Gozo. Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto con amicizia e affetto. Senza il loro aiuto io e Violante non saremmo riuscite ad andare avanti.

ENOTURISMO 4.0 E VIOLANTE ALLA PRESIDENZA MTV

Il 2024 ha portato anche tante cose belle. Il volume “Enoturismo 4.0” firmato a più mani, in cui ho inserito un capitolo sulle donne che operano nel mondo del vino italiano.
L’elezione di Violante a Presidente Nazionale del Movimento  Turismo del Vino.

I MIGLIORI VINI ITALIANI 2024 DI WINE SEARCHER

IL BRUNELLO MARRONETO E’ IL VINO ITALIANO TOP 2024 PER WINE SERCHER SEGUITO DA 4 SUPERTUSCAN: MASSETO, SOLAIA, FLACCIANELLO DELLA PIEVE E CERRETALTO

Masseto vini italiani piùcari

2° Top 10 di Wne Searcher 2024 Masseto Marchesi Frescobaldi

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Fa sempre piacere, a un produttore di Brunello come me, vedere una bottiglia della stessa denominazione vincere una classifica mondiale. Questa volta si tratta di un vino firmato da Alessandro Mori spumeggiante wine maker della cantina Madonna delle Grazie, poco fuori le mura di Montalcino. Il vino si chiama Marroneto perché gli attuali locali di produzione si trovano dove un tempo venivano essiccate le castagne chiamate in vernacolo locale “marroni”.
Si tratta di un Brunello classico che ha un prezzo medio di 342 Dollari, molto più di quanto costava dieci anni fa (76$) ma molto meno del secondo classificato nella classifica TOP 10 di Wine Searcher, cioè il Masseto IGT dei Frescobaldi. Un opulento Merlot di Bolgheri che ha un prezzo medio di 1.026 Dollari.

Colpisce lo strapotere toscano in questa classifica che usa prezzi e giudizi della critica per scegliere 10 vini TOP. Ebbene i primi cinque sono della mia regione e complessivamente i toscani sono 7 più tre piemontesi.

GLI AGOSTINIANI A MONTALCINO

LA CITTÀ DI DIO E LA CITTÀ DEGLI UOMINI DESCRITTE DA SANT’AGOSTINO TROVANO A MONTALCINO UNA ESEMPLIFICAZIONE E FORSE PERSINO UNA SINTESI VIRTUOSA. VENITE A VEDERE

Sant'Agostino a Montalcino affreschi di Bartolo di Fredi

Sant’Agostino a Montalcino affreschi di Bartolo di Fredi

di Donatella Cinelli Colombini, #brunellodimontalcino, #winedestination 

Eccoci nella Montalcino che mi è più cara, quella che racconta la storia nobile della mia terra.
Uno dei monumenti più belli è il complesso monastico di Sant’Agostino con la chiesa e il convento. Attualmente ospita il Consorzio del Brunello, il Tempio del Brunello con sale da degustazione e percorso esperienziale, la Scuola permanente dell’Abitare diretta dall’Architetto Milesi, la società filarmonica, Puccini, il Museo di Arte Sacra e quello archeologico. Nell’insieme è qualcosa di spettacolare, vario e affascinante. Una civitas terrena e celeste come quella teorizzata da Sant’Agostino.

LA STORIA DEGLI AGOSTINIANI DA EREMITI A MONACI

Un convegno del 3 novembre scorso ha cercato di raccontare la storia di questo luogo e dell’ordine Agostiniano a Montalcino attraverso le parole di Bruno Bonucci, Giacomo Massoni e Gaudenz Freuler.
I seguaci del Santo erano originariamente eremiti oppure vivevano in piccole comunità in luoghi isolati. Si spostarono nei centri abitati assumendo uno schema monastico per volere del papato.
L’ordine Agostiniano arriva a Montalcino sulla scia di un eremita nella prima metà del Duecento e nello stesso secolo costruisce la sua chiesa. I chiostri dell’adiacente convento sono invece di impianto cinquecentesco

COME OVER OCTOBER CONTRO LE CAMPAGNE ANTI ALCOL

COMINCIANO LE REAZIONI AL NEO PROIBIZIONISMO CHE SI ESPRIME IN NORME GOVERNATIVE O IL SOBER OCTOBER. PER ESEMPIO COME OVER OCTOBER CIOE’ BEVI IN COMPAGNIA

DI Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

La cosa che colpisce è l’apparente incapacità di imparare dai propri errori. Il proibizionismo, dal 1920 al 1933, aveva per scopo la moralizzazione della società e l’aumento della capacità produttiva. La teoria dei fondamentalisti era che, arrestando chi beveva, ci sarebbero state meno vittime dell’alcol e dei crimini correlati. Il risultato fu l’esatto opposto: il consumo di alcolici continuò ma i prezzi aumentarono di dieci volte. Al Capone, fu il più importante boss del traffico di alcolici e la criminalità arrivò a livelli mai visti prima con sparatorie per le strade. La polizia fu sistematicamente corrotta dai miliardi di dollari generati dal mercato nero degli alcolici. Nel 1920, a New York erano presenti 32 mila Speak-easy, contro i soli 15 mila bar legittimi di prima della proibizione.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI E DOCTOR WINE DANIELE CERNILLI

92/100 AL BRUNELLO PRIME DONNE NELLA GUIDA ESSENZIALE AI VINI D’ITALIA DI DANIELE CERNILLI DOCTOR WINE CON ANCHE UNA STELLA ALLE CANTINE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

DanieleCernilli DonatellaCinelliColombini ONAV Congresso 2013

Daniele Cernilli innovatori del vino italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Conosco Daniele Cernilli da quasi quarant’anni, quando lui era un giovane professore di filosofia con la passione per l’assaggio del vino e la missione di innalzare la qualità delle cantine italiane costringendole a confrontarsi fra loro e con il resto del mondo.
Ci stimiamo a vicenda e ci vogliamo bene. Non posso dimenticare le sue parole di conforto dopo la morte di mio marito Carlo.

Tuttavia le nostre sensibilità per il vino divergono: Cernilli predilige i wine makers protagonisti come Carlo Ferrini io credo nella natura protagonista assoluta. Un distinguo che porta a esiti diversi soprattutto nello stile. Infatti chi, come me, coglie l’uva prima che la sua maturazione ammorbidisca la buccia, produce vini più eleganti ma meno potenti rispetto a chi aspetta. Ma io sono convinta che questa scelta mantenga nel vino una maggiore impronta del terroir e dell’annata per cui intendo andare avanti su questa strada: meno potenza e più territorialità perché il vino deve raccontare e sorprendere non essere sempre uguale.
Sono grata da Daniele Cernilli di aver inserito la mia cantina nella Guida Essenziale dei Vini d’Italia 2025 assegnandole anche una stella. E’ una gioia e un onore.

VECCHI VIGNETI E VINI DA MITO

OLD VINE CONFERENCE IL 10 OTTOBRE 2024 ALLA TENUTA SETTE PONTI DELLA FAMIGIA MORETTI CUSERI IN TOSCANA PER RENDERE OMAGGIO AI PATRIARCHI DEL VIGNETO ITALIA

Michéle Shah Ambasciatrice Regionale d’Italia della Old Vine Conference

Michéle Shah Ambasciatrice Regionale d’Italia della Old Vine Conference

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

Voglio fare una premessa: sono una grande sostenitrice dei vigneti storici e ho piantato le mie vigne perché diventino centenarie ma, per adesso, la mia vigna più vecchia, al Casato Prime Donne di Montalcino, ha solo 37 anni.
Peccato!

OLD VINE CONFERENCE UN’ASSOCIAZIONE FRA CHI HA VIGNETI CENTENARI

Michéle Shah Ambasciatrice Regionale d’Italia della Old Vine Conference ha aperto con queste parole la prima edizione di All of Italy <<Siamo oggi qui con tutti i produttori italiani che partecipano alla Old Vine Conference per parlare delle vecchie vigne, del loro valore storico, culturale e genetico. È importante capire cosa questi vigneti rappresentino oggi e come si siano conservati grazie alla resilienza, la sensibilità e il rispetto di chi li ha custoditi negli anni>>

                                                                       
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