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NELLE MARCHE CON LE DONNE DEL VINO

AMICIZIA, GRANDISSIMI VINI BIANCHI, LUOGHI FAMOSI, ALCUNI FAMOSISSIMI E TUTTI DIVERSI, UNA GASTRONOMIA FORMIDABILE: QUESTE SONO LE MARCHE DELLE DONNE DEL VINO

Donne del vino nelle Marche degustazione di vini bianchi a lungo invecchiamento

Donne del vino nelle Marche degustazione di vini bianchi a lungo invecchiamento

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Marche “la regione da amare” accoglie le Donne del Vino a braccia aperte con una spettacolare convention progettata nei minimi dettagli della delegata Daniela Sorana con l’amorevole cura di Nazzarena Ceci, l’entusiasmo di Stefania Palazzesi e di 35 socie entusiaste e generose. Esperienza favolosa! Brava alla Presidente Daniela Mastroberardino per aver sostenuto il progetto.
Un momento per di amicizia e affetto con tante persone che hanno una parte importante nel mio cuore. Io Marzia Morganti e Anna Di Martino arriviamo dalla Toscana in auto e l’avventura comincia.

I VITIGNI PIU’ COLTIVATI IN ITALIA

ISMEA FOTOGRAFA IL VIGNETO ITALIANO NEL 2021, IL PIU’ DIFFUSO E’ IL SANGIOVESE SEGUITO DA GLERA E PINOT GRIGIO. CRESCONO I BIANCHI E I VITIGNI DA SPUMANTIZZARE

sangiovese-Donatella-Cinelli-Colombini

Sangiovese

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

La classifica dei vitigni più diffusi in Italia cambia rispetto ai dati del 2010, che vedevano in testa il Sangiovese seguito da Montepulciano e Catarratto.
Crescono i vitigni bianchi come il Pinot grigio che ha segnato un + 118% in sedici anni e soprattutto la Glera che, nello stesso arco di tempo, ha aumentato la sua superficie del 223%. Rimanendo sui vitigni destinati alla spumantizzazione vediamo diffondersi anche lo Chardonnay.
Da notare che il Trebbiano sarebbe in seconda posizione se gli estensori delle classifiche non lo dividessero in tre: Toscano, Romagnolo e Abruzzese. Da notare che il Trebbiano toscano è, fra le varietà bianche l’unica, in netta diminuzione.
Nel 2021 l’ISTAT ha censito 636.000 ettari di vigneto in Italia con il Veneto staccato in prima posizione seguito da Sicilia e Puglia.
Vediamo ora la lista dei vitigni più coltivati in Italia

1) SANGIOVESE -67.634ha

Il vitigno con più cloni -108- che associa il suo nome alla Toscana benchè sia coltivato ovunque in Italia

VINO ROSSO FREDDO: COME DOVE E PERCHÉ

CAMBIAMENTO CLIMATICO, PASTI PIU’ SALUTARI E VOGLIA DI NOVITA’ FANNO AUMENTARE IL CONSUMO DI VINO ROSSO SERVITO FRESCO E VEDERLO IN FRIGO NON SORPRENDE PIU’

Vino rosso fresco e fragole

Vino rosso fresco e fragole

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Inverni talmente tiepidi da consentire di pranzare fuori, giornate primaverili caldissime e poi freddissime … un clima davvero pazzo che porta cambiamenti anche nei menù e nei calici. Aumenta il consumo di vino bianco e si abbassa la temperatura di servizio di quello rosso.
Se un tempo si diceva di portare in tavola le bottiglie di rosso a “temperatura ambiente” ormai la precisazione di 16-18°C è scritta ovunque, gli armadi refrigerati per i vini rossi sono in ogni buon ristorante e si stanno facendo strada i vini rossi da bere freddi.

QUALI VINI ROSSO SONO I PIU’ ADATTI AD ESSERE BEVUTI FREDDI?

E’ un effetto del nuovo clima e della nuova attenzione al benessere derivante dal cibo: più verdura, meno carne più leggerezza meno cotture. Stappare un vino rosso fresco diventa di tendenza ma quali vini sono adatti per arrivare in tavola a 8-12° centigradi?

VINO DONNE E CAMBIAMENTI CON PIU’ ROSATI E BOLLICINE

LA QUOTA FEMMINILE CRESCE FRA I CONSUMATORI ITALIANI DI VINO E CON LA SUA PREDILEZIONE PER BOLLICINE E ROSATI DETERMINERA’ FUTURI CAMBIAMENTI NEL MERCATO

vino donne e cambiamenti nei consumi

vino donne e cambiamenti nei consumi

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

12,1 milioni di donne bevono vino. Le consumatrici sono meno dei consumatori ma, fra il 2014 e il 2021 sono cresciute e adesso le quote di mercato sono per il 41% femminili e per il 58% maschili mentre prima erano rispettivamente il 38 e il 61%.
Gli analisti dell’Osservatorio Empaia-Censis, che hanno redatto il rapporto sul “Consumo di vino al femminile” nel 2023, ci spiegano la ragione di questo cambiamento.
E’ evidente come il numero di consumatrici sia nettamente maggiore fra chi ha meno di 34 anni. <<Le probabilità che il consumatore donna sia giovane sono molto più alte rispetto ai consumatori uomini. È questa un’indicazione importante, perché costituisce il segnale di una evoluzione più generale del mercato destinata a durare nel tempo a cui l’offerta dovrà adeguarsi>>. In altre parole, nel futuro chi produce o commercializza vino, dovrà tenere in maggior conto il gusto e le esigenze delle donne perché la percentuale femminile fra i consumatori si sta avvicinando alla metà.

UN SABATO CON LE DONNE DEL VINO

SABATO 15 GIUGNO MARIA GIULIA FROVA OSPITA LE DONNE DEL VINO DELLA TOSCANA AL SUO CASTELLO DEL CORNO PER UNA GIORNATA TUTTE INSIEME E SCOPRIRE LE BUCHETTE DEL VINO

Maria Giulia Frova accoglie le Donne del Vino al Castello del Corno

Maria Giulia Frova accoglie le Donne del Vino al Castello del Corno

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Ci sono molte nuove Donne del Vino in Toscana e ora hanno voglia di stare insieme per conoscersi, trovare nuove amicizie, scambiarsi idee e consigli. Da questo desiderio nasce l’idea di una giornata informale tutte insieme al Castello del Corno di San Casciano Val di Pesa ospiti della past delegata Maria Giulia Frova. Una giornata dedicata al piacere di stare insieme e alla cultura del vino scoprendo che dietro ogni bottiglia c’è un pezzo di storia toscana.

LE 107 DONNE DEL VINO TOSCANE

Le Donne del Vino toscane sono 107 circa il 10% dell’intera associazione e si distinguono per il loro eccezionale attivismo: dall’inizio dell’anno hanno fatto i corsi sul vino in due Istituti Tristici e Alberghieri, hanno finanziato il Centro Antiviolenza “Insieme Valdelsa” con Amorim Cork Italia attraverso la racconta tappi di sughero usati e hanno visitato il Museo Ferragamo ascoltando la storia di Wanda Ferragamo, la mitica “magic Wanda” capace di ispirare coraggio e talento creativo. L’elenco si allunga con il webinar dell’Avvocatessa Claudia Del Re sulle nuove norme dell’etichettatura e la degustazione dei vini di 9 socie all’AIS Milano.
Fra le socie della delegazione toscana delle Donne del Vino compaiono molte nuove professioniste del vino come la grafica che disegna etichette e packaging, l’immobiliarista specializzata nella compravendita di cantine con vigneto, l’avvocatessa esperta in diritto vitivinicolo, chi si occupa di comunicazione digitale o di wine hospitality…. Accanto a loro produttrici, sommelier, ristoratrici, enotecarie, enologhe, esperte, giornaliste e addette ai settori commerciale e marketing del vino.

I PRODUTTORI SPAGNOLI DI CAVA IN RIVOLTA

LA MANCANZA DI PIOGGE STA METTENDO IN GRAVISSIMA DIFFICOLTA’ I PRODUTTORI STAGNOLI DI CAVA E VIENE AUTORIZZATO L’USO DI UVA ROSSA BOBAL , MERLOT E TEMPRANILLO

Cantina spagnola di Cava

Cantina spagnola di Cava

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo le notizie sugli espianti dei vigneti francesi e quelle sulle bottiglie di Bordeaux vendute da Carrefour al prezzo di 1,66€, arrivano notizie allarmanti dalla Spagna che leggo in WineSearcher.

Il problema è la siccità che dura da circa tre anni e non è stata risolta dalle piccole piogge di questa primavera.

HENKELL FREIXENET LICENZIA 600 DIPENDENTI

Henkell Freixenet, il più grande produttore di vini spumanti al mondo, ha annunciato il licenziamento dell’80% dei dipendenti di  Freixenet in Catalogna perché la mancanza di piogge ha portato alla perdita di 60 milioni di bottiglie di Cava nella sola vendemmia 2023. La decisione arriva dopo che l’Unione spagnola CCOO aveva rifiutato di concedere la disoccupazione dal I° maggio. Tale presa di posizione politica sembra collegata all’annuncio, fatto il 16 aprile scorso da Henkell Freixenet, di un aumento del 4% dei ricavi netti annuali a 1,23 miliardi di euro nel 2023. L’apparenza è quindi quella di un braccio di ferro fra il colosso Henkell Freixenet e le autorità stagnole che rischia di colpire i 615 dipendenti.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 11

IL MARKETING DEL VINO E’ UN COMPARTO NUOVO E IN CONTINUA EVOLUZIONE DI CUI HO INDIVIDUATO ALCUNI ELEMENTI CHE, DEGLI ULTIMI 20 ANNI, HANNO FATTO LA DIFFERENZA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination 

Paolo De Castro

Paolo De Castro gli innovatori del vino italiano

E’ difficile inquadrare persone o gruppi di persone che hanno modificato il vino italiano attraverso il marketing perché si tratta di qualcosa di nuovo e in continua evoluzione ma la filiera del vino e la percezione del vino sono enormemente cambiati a seguito delle azioni di marketing. Qui di seguito ho provato a tracciare 5 piccoli ritratti: Stevie Kim e Wine2Wine, Vincenzo Russo e il neuromarketing, Wset e la formazione sul wine business, Denis Pantini e Nomisma Wine Monitor, Paolo De Castro e le politiche europee.
Sono consapevole di non aver esaurito l’argomento e non aver citato persone come Alberto Mattiacci della Luiss di Roma, Giuseppe Festa dell’Università di Salerno o Pierpaolo Penco del MIB di Trieste … che sono stati pionieri nello studio e nella formazione sulle nuove professioni del vino, ma si tratta di un argomento particolarmente difficile da inquadrare anche se è decisivo per l’attualità e il futuro dell’enologia italiana.
Aspetto suggerimenti e consigli per andare avanti nella profilazione dei 100 innovatori del vino italiano. Il mio indirizzo è donatella@cinellicolombini.it

I RICCHI COMUNI DEL VINO

IL REDDITO PER PAGARE L’IRPEF PERMETTE DI INDIVIDUARE I COMUNI DOVE I GUADAGNI SONO PIU’ ALTI E FRA DI ESSI CI SONO BARBARESCO E TREISO NELLE LANGHE

Barbaresco 17° comune italiano per redditi Irpef

Barbaresco 17° comune italiano per redditi Irpef

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Come tutti sappiamo l’Irpef si applica sul reddito complessivo delle persone fisiche. <<Per i soggetti residenti, il reddito complessivo è formato da tutti i redditi ovunque prodotti>> quindi basandoci sulla denuncia dei redditi è possibile vedere i comuni dove i cittadini guadagnano di più.  Tg24 fornisce una sorta di mappa nazionale dove ogni municipio compare con il reddito medio dei residenti e pubblica le liste dei comuni dove c’è più ricchezza.

PORTOFINO, LAJATICO E BARBARESCO FRA I COMUNI DOVE I CITTADINI HANNO REDDITI PIU’ ALTI

Primo Portofino, dove ci sono le ville e le seconde case di persone facoltose che evidentemente vi hanno posto la residenza e infatti svetta con 90.609 di reddito medio. Segue Lajatico, in Provincia di Pisa. Nel paese di Andrea Bocelli la dichiarazione Ispef media dei cittadini è di 52.955€.

CORSI PER WINE EXPERT

L’OFFERTA FORMATIVA PER MANAGER CAPACI DI GESTIRE LE IMPRESE DEL VINO E I LORO SETTORI COMMERCIALI, MARKETING, COMUNICAZIONE E TURISMO STANNO AUMENTANDO

Ruralmanager-Pisa-Università-Normale-SantAnna

Ruralmanager-Pisa-Università-Normale-SantAnna

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Assistiamo a una rapida moltiplicazione dei corsi per managers addetti ai settori nuovi del vino: commerciale, marketing, comunicazione e accoglienza turistica. Alcuni sono all’interno dell’ordinamento universitario in forma di corsi di laurea o master mentre la maggior parte sono privati. La proliferazione di questa offerta formativa corrisponde a una crescente ricerca di addetti da parte delle cantine che hanno bisogno di direttori, export managers, esperti in comunicazione digitale  …. e vedono arrivare CV di laureati in agraria, in lingue o in gestione aziendale che non hanno le competenze necessarie per gestire i settori di cui si devono occupare.
L’annoso problema della rigidità del sistema formativo italiano, che non riesce ad adattarsi al cambiamento del mondo del lavoro, è di anno in anno più evidente. Per questo molti giovani preferiscono rivolgersi alle società di formazione private che, grazie a un corpo docente sempre nuovo, riescono spesso a offrire lezioni più adatte a colmare le loro lacune. C’è tuttavia un rovescio della medaglia: spesso i docenti sono managers di successo che non hanno esperienza didattica oppure sono famosi per il loro ruolo in grandi imprese ma non hanno esperienza di aziende piccole o medio piccole come quelle dove andranno a lavorare la maggior parte dei loro allievi.

VINO O CELLULARE: A SCELTA IN UN RISTORANTE DI VERONA

IL NUOVO RISTORANTE AL CONDOMINIO DI VERONA OFFRE UNA BOTTIGLIA A CHI RINUNCIA AL TELEFONO DURANTE IL PASTO E LA NOTIZIA DEL DIGITAL DETOX FA IL GIRO DEL MONDO

Ristorante Al Condominio Verona mette a scelta vino o cellulare

Ristorante Al Condominio Verona mette a scelta vino o cellulare

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Forse era una mossa di marketing per lanciare il ristorante Al Condominio di recente apertura, forse dipende dalla nuova tendenza tech-free … sta di fatto che la notizia ha fatto il botto ed io l’ho letta sul portale neozelandese WineSearcher che l’aveva ripresa da The Guardian. E non erano le sole testate estere ad aver commentato l’iniziativa del locale di Verona.

LA NUOVA TENDENZA TECH FREE PER IL TEMPO LIBERO

Purtroppo le coppie che cenano insieme a lume di candela e invece di guardarsi negli occhi scambiandosi dolci confidente stanno incollati ai rispettivi telefonini …. Le abbiamo viste tutti, anzi sono ormai la normalità. Per questo chiedere di abbandonare chat, gruppi whatsapp, mail, social network soprattutto in cambio di una bottiglia di buon vino appare una manovra eroica ma anche salutare.
La tendenza digital detox riguarda gli spazi dedicati al benessere e al tempo libero e comincia a prendere piede ma quella del ristorante Al Condominio è il primo caso nel veronese e forse in Italia.

I SUPERTUSCAN E LE SCOPERTE TOSCANE DI MONICA LARNER

LA REDATTRICE DI WINE ADVOCATE – ROBERT PARKER CI PRESENTA 110 VINI IGT E DI DENOMINAZIONI TOSCANE MINORI FRA CUI I NOSTRI CENERENTOLA E IL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Monica Larner redattrice di Wine Advocate – Robert Parker ci stupisce ancora una volta con il report di 110 vini comprendente Supertuscan e vini di piccole denominazioni toscane. Nel suo articolo di presentazione precisa di aver incluso i “soliti noti” cioè Tignanello, Solaia, Saffredi, Galatrona e Redigaffi e <<alcune divertenti scoperte fatte sulla strada del vino toscano relative a nomi più piccoli o poco conosciuti>>.

MONICA LARNER E I SUPERTUSCAN STILE BORDEAUX

Nella sua spiegazione della categoria “supertuscan” c’è un’altra sorpresa. Monica Larner chiarisce che la tipologia di più alta qualità dell’IGT toscano è legata a un periodo specifico della storia moderna del vino italiano, risalente a un periodo compreso tra 10 e 30 anni fa << that was heavily influenced by Bordeaux. This catch-all category has always frustrated me because it goes against everything achieved to underline territorial identity, authenticity and varietal typicity in wine>> che è stato fortemente influenzato da Bordeaux. Questa categoria onnicomprensiva mi ha sempre frustrato perché va contro tutto ciò che è stato fatto per sottolineare l’identità territoriale, l’autenticità e la tipicità varietale del vino.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 10

ALCUNE INIZIATIVE HANNO AVUTO UN IMPATTO RILEVANTISSIMO SULLA STORIA DEL VINO ITALIANO: FORMAZIONE, STAMPA SPECIALIZZATA, GUIDE, FIERE E SOMMELIER

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-Presidente-Onorario-Antonio-Calò

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-Presidente-Onorario-Antonio-Calò

Questo gruppo di 5 innovatori riunisce in forma molto, molto, molto riassunta delle iniziative che hanno determinato radicali cambiamenti nel modo di produrre, commercializzare, consumare il vino italiano. Nell’insieme mostrano un processo virtuoso verso l’innalzamento qualitativo e il passaggio dalla vendita del vino sfuso alla commercializzazione di bottiglia con il proprio marchio. Un processo che ha fatto crescere produttori e consumatori e che ha avuto un’accelerata alla fine del Novecento con il fiorire di nuove iniziative per poi consolidarsi nella forma attuale.
Con il post numero 10 di questa serie siamo arrivati a 50 profili. Per andare avanti ho bisogno delle vostre idee e dei vostri suggerimenti e li aspetto a donatella@cinellicolombini.it.
Mi scuso per tutti quelli che avrebbero meritato di essere citati e invece non sono ricordati in questo testo ma non potevo allungare oltre questa scheda che è già molto prolissa.

LA FORMAZIONE

La formazione ha giocato un ruolo determinante nella qualificazione del vino italiano partendo dalle scuole enologiche di Conegliano (1876), Avellino (1879) e Alba (1881), con a fianco le associazioni enofile e le cattedre ambulanti.
Un’offerta formativa che si è propagata in tutta Italia, nel corso del Novecento, allungandosi poi nelle università.

CHI SONO E COSA PENSANO GLI ENOTURISTI ITALIANI

IL 64% DEI NOSTRI CONNAZIONALI – 13,4 MILIONI DI ITALIANI – HA FATTO ALMENTO UN’ESPERIENZA ENOTURISTICA NEGLI ULTIMI 3 ANNI, I DATI DI ROBERTA GARIBALDI

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

enoturisti italiani giovani donne laureate e digitali

Montalcino Casato Prime Donne – enoturisti italiani giovani donne laureate e digitali

Molte conferme ma anche alcune novità nell’indagine realizzata da Roberta Garibaldi con ISMEA e presentata a Vinitaly 2024 insieme al progetto di uniformare i dati sul turismo del vino a livello mondiale per conto di OIV Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. Un progetto che ha come primo obiettivo quello di dare una definizione al turismo del vino e un nome alla professione di accoglienza turistica in cantina e verrà sviluppato da AITE Associazione Italiana di Turismo Enogastronomico presieduta da Roberta Garibaldi.

GLI ITALIANI VISITANO VOLENTERI LE CANTINE MA CREDONO CHE IL VINO NON SIA SALUTARE

Intanto arrivano i primi dati sugli enoturisti italiani. Quelli che hanno fatto almeno un’esperienza enoturistica negli ultimi tre anni sono 13,4 milioni cioè il 64,5% del totale dei turisti.
A questo dato incoraggiante si aggiunge la brutta notizia riguardante la percezione del vino come minaccia per la salute: il 36% dei turisti italiani pensa che lo sia, il 34% è incerto e solo il 28% risponde no.
Per i nostri connazionali il mare resta la motivazione di viaggio più forte con il 38% delle preferenze ma cresce la voglia di immergersi in esperienze più articolate che comprendano dallo shopping, all’enogastronomia, allo sport e alla cultura. Come attrattore specifico la cultura vale il 29%, tallonato dalla natura 23% e dall’enogastronomia 19%.

SPUMANTE: LA STORIA E’ NEL NOME

PERCHE’ POSSIAMO CHIAMARE SPUMANTE TUTTI I VINI EFFERVESCENTI MENTRE LO CHAMPAGNE E’ SOLO QUELLO PRODOTTO NELLA CELEBRE ZONA FRANCESE? LE DIFFERENZE FRA DI LORO

Spumante-brut-rosè-metodo-classico- presente a Saranno-Famosi-nel-vino-2022-alla-Stazione-Leopolda-3-4-dicembre

Spumante-brut-rosè-metodo-classico-di Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il nome spumante indica un vino molto effervescente al punto da produrre spuma.
Esistono anche i vini frizzanti che si distinguono dagli spumanti per un’inferiore effervescenza. Infatti, per l’Unione Europea, il VSQ Vino spumante di qualità deve avere una pressione minima di 3,5 bar, al momento dell’apertura mentre il normale Spumante almeno 3 bar.
Quindi con il termine Spumante si designano varie tipologie di vino effervescente.

LO CHAMPAGNE VIENE SOLO DALLO CHAMPAGNE GLI ALTRI SONO SPUMANTI

E’ possibile mettere nella categoria Spumanti lo Champagne ma non fare il contrario cioè chiamare Champagne tutti i vini effervescenti. Infatti lo Champagne è una DOP francese con un suo disciplinare e una sua zona di produzione, tutti gli altri sono sparkling wine cioè spumanti o vini frizzati.

DONNE DEL VINO TOSCANE 28 MAGGIO A BOLGHERI

VISITA ALLA CANTINA DEL SASSICAIA PER SOLE 30 PARTECIPANTI SUPER EXPERIENCE AD ARGENTIERA CON PRESENTAZIONE DEL LIBRO GENERAZIONI IN CAMPO DI PANITTERI E SAGGION

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Convention 2024 a Bolgheri per le Donne del Vino toscane, il 28 maggio con un programma stellare: visita alla Tenuta San Guido ospiti di Priscilla Incisa della Rocchetta che racconterà la storia della tenuta e del vino Sassicaia facendo degustare il “Guidalberto” IGT Toscana rosso 2021 e “Sassicaia” Doc 2020. Sarà un’esperienza unica, accompagnata dai tanti miti che raccontano questo luogo straordinario: i cipressi cantati dal Premio Nobel Giosuè Carducci, il cavallo più premiato e la razza Dornello Olgiata, il rifugio faunistico WWF e, naturalmente, quel vino che, per primo, riuscì a battere gli Château francesi usando i loro stesso Cabernet Sauvignon. Era il 1978 e il vino era appunto il Sassicaia.

                                                                       
Cinelli Colombini
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