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Degustazioni itineranti per le emozioni di vino

I nuovi wine tours 2014 del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle nel sud del Chianti sono le degustazioni itineranti

Sexy, elegante, ottimo Brunello 2006

Sexy, elegante, ottimo Brunello 2006

Due proposte diverse ma ugualmente affascinati: 4 assaggi di grandi vini lungo un percorso a piedi con soste in punti panoramici, vigneti, sale storiche o cantine storiche. I wine lovers o i semplici appassionati si divertiranno a scoprire le specificità del Brunello, del Chianti e dell’Orcia insieme alla storia dei luoghi dove nascono questi vini. Aneddoti e grandi personaggi, amori regali ed eretici perseguitati, miracoli e guerre … la grande storia che si intreccia con la storia della famiglia di Donatella Cinelli Colombini e delle sue due cantine.

Il Casato Prime Donne di Montalcino è l’unica cantina italiana con un organico interamente femminile. Ha ottenuto premi e riconoscimenti per i vini e per il contributo dato alla crescita delle donne nel mondo del vino. La cantina offre un itinerario esterno con vista sui vigneti di sangiovese per il Brunello tra le opere realizzate da artisti toscani in onore delle vincitrici del “Premio Casato Prime

Montalcino-Casato-Prime-Donne-sala-degustazione

Montalcino-Casato-Prime-Donne-sala-degustazione

Donne” Carla Fendi, Carla Fracci, Josefa Idem …. La visita alla cantine comprende la tinaia del vento, dove le più moderne tecnologie permettono di vinificare come tanti secoli fa, e la bottaia dove le botti di rovere si alternano ad affreschi sulla storia di Montalcino e sulle origini di questo celebre vino. Infine la sala da degustazione ha il calore della antiche case toscane con mobili di antiquariato.

DEGUSTAZIONE ITINERANTE  durata 50 minuti  18€ a persona
4 assaggi di Chianti Superiore, IGT Supertuscan “Il Drago e le 8 Colombe”, Rosso di Montalcino e Brunello avvengono all’ingresso delle cantine, nelle tinaie, nella bottaia e nella sala da degustazione. L’esperienza è molto coinvolgente e piena di suggestioni grazie alle narrazioni della guida. Con il primo e l’ultimo assaggio vengono serviti anche piccoli assaggi di formaggi e salumi tipici

Il minicorso con super docenti di Maurizio Castelli

Per chi è affascinato dai grandi vini e vorrebbe produrli, questa è un’occasione unica per imparare da un enologo di fama mondiale: Maurizio Castelli

 

Antonella Piredda Maurizio Castelli

Antonella Piredda Maurizio Castelli

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il posto è strepitoso: ,  Vitis Vinifera un’enoteca scavata nella roccia nel minuscolo ma bellissimo borgo di Montisi (8 km dalla Fattoria del Colle)  nella campagna senese. Lui è un enologo quasi leggendario per competenza, creatività e coraggio: Maurizio Castelli. Suoi sono i vini di Joe Bastianich e Badia Coltibuono così come uno dei miei Brunello preferiti Le Ragnaie. 

Il corso di viticultura e enologia ha docenti del calibro di Roberto Bandinelli, il maggior esperto dei vitigni autoctoni toscani. I temi delle 13 lezioni sono quelli classici con qualche eccezione, ed ecco che insieme alla potatura e al costo di produzione c’è la lezione sulla vera e la falsa biodinamica.

Vitis Vinifera Montisi 5

Vitis Vinifera Montisi 5

Il tutto a soli 180€
Chi vuol diventare produttore di vino oppure vuol saperne di più non perda questa occasione straordinaria di acquisire conoscenze, stimoli e amici.

CORSO DI VITICOLTURA ED ENOLOGIA ALTERNATIVE IN 13 LEZIONI
dal 3 aprile al 26 giugno
ogni giovedì (tranne venerdì 2 maggio) alle ore 19
durata di ogni lezione: 1,5- 2 ore

Buy Wine 2014 un trionfo per le anteprime e i vini toscani

Serata di gala a villa Montalto, borsino con 296 importatori, visita dei buyers nelle cantine e infine le anteprime di Chianti Classico, Nobile e Brunello

Donatella Cinelli Colombini orgogliosa presidente dell'Orcia DOC

Donatella Cinelli Colombini orgogliosa presidente dell'Orcia DOC

Il vigneto toscano vale -secondo WineNews– 3 miliardi e 300 milioni di Euro <<diciamolo alle banche e agli investitori esteri>> esordisce l’Assessore Gianni Salvadori <<mettere denaro nel vino toscano rende!>> ed è infatti il vino il comparto regionale che trascina l’export e cresce di più con il 46% di aumento in cinque anni. Per questo la Toscana del vino sale sul palcoscenico e, per la prima volta, marcia compatta alla conquista dei mercati esteri. Un programma e un impiego di forze impressionanti di Toscana Promozione, che sotto la guida di Silvia Burzagli ha portato a Firenze 296 importatori e 90 giornalisti di tutto il mondo.
Inizio alla grande anche per la giovane Orcia Doc che, nella serata inaugurale nei saloni pieni di stucchi settecenteschi di Villa Montalto, sbaraglia la concorrenza ed è la denominazione più assaggiata. Sarà la fortuna degli esordienti ma indubbiamente l’Orcia tira. C’è persino una importatrice in Kimono in fila per degustarla.

E se il mondo del vino lo cambiasse un film?

L’autore di Mondovino Jonathan Nossiter porta al Festival di Berlino la storia di 4 produttori di vini naturali, mentre la campagna toscana è piena di set

Natural-Resistance

Natural-Resistance

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

C’è di tutto in Toscana: dal film olandese che racconta dei Tuscan weddings in una villa di Impruneta allo spot del profumo di Trussardi girato nei giorni scorsi a 10 km dalla Fattoria del Colle. La nostra meravigliosa campagna è quasi il simbolo di quell’armonia fra uomo, natura e storia che tutti dicono di volere e nessuno realizza. 

Ma il film di cui voglio parlare è un’altra cosa, è un’opera di grande valore artistico firmata da Jonathan Nossiter il regista di “Mondovino” che, dopo aver pellegrinato ovunque ora vive a Roma, ed ha un golden retriver come me. Se “Mondovino” era la denuncia dell’intrico di affari fra l’industria del vino e i critici che indirizzando il mercato, la nuova pellicola è la ricerca di un’alternativa. Si intitola “Resistenza naturale” e racconta la storia di 4 contadini moderni. Una di loro è la mia lontana parente Giovanna Tiezzi. Permettetemi una divagazione. Il padre di Giovanna, Enzo Tiezzi è stato uno dei più geniali studiosi italiani di ecosistemi. Fu lui a raccontarmi come la parola sostenibilità fosse stata coniata dal gruppo di lavoro a cui apparteneva negli Stati Uniti riferendosi al pedale del pianoforte che allunga i suoni. Mentre ero assessore a Siena mi aiutò a capire le dinamiche dell’inquinamento turistico e come allontanare i vecchi autobus o ridurre gli sprechi d’acqua fossero solo pagliativi perché i visitatori erano semplicemente troppi e persino il loro camminare faceva innalzare il livello delle polveri sottili nel centro storico.

Che fine fanno le barrique senza vino?

Mobili d’autore, pavimenti dal profumo inebriante e cips per dare un tocco torbato all’arrosto ecco dove vanno a finire le barrique

Miss Dondola Missoni

Miss Dondola Missoni

Di Donatella Cinelli Colombini
La vita della barrique è abbastanza breve: quando è nuova viene usata per i grandi vini, al terzo “passaggio” cioè anno, scende alle tipologie meno prestigiose ma quando comincia a dare al vino un finale amaro, gli enologi la vedono come un pericolo da espellere dalla cantina prima possibile. E’ possibile rigenerarla con un processo di raschiatura e tostatura che in Italia solo poche ditte specializzate sanno fare ( come il nostro amico di Facebook Romiti Pietro). Nella maggior parte dei casi la barrique va a finire in falegnameria.
Il prezzo è esiguo 30 – 50€ per circa 50 kg di meraviglioso legno di rovere ma la curvatura rende le doghe della barrique poco utilizzabili.
L’esempio migliore di mobili fatti con questi legni è del 2012 a San Patrignano: la Miss dondola di Angela Missoni, la panchina Bottea di Mario Botta, la lampada a led di Pininfarina … oggetti di altissima qualità per il design d’autore e l’esecuzione manuale da parte dei 200 ragazzi che lavorano nei laboratori di falegnameria, decorazioni e fabbri nelle sedi di San Patrignano di Rimini, Trento e Botticella.

Ovviamente non si tratta del solo esempio di falegnameria di legno di barriques anche se i mobili di San Patrignano hanno fatto il giro del mondo con premi persino a Boston.

San Valentino a lume di candela alla Fattoria del Colle

Festa degli innamorati alla Fattoria del Colle per gustare antichi piatti afrodisiaci e grandi vini, dove il Granduca di Toscana aveva il suo amore segreto

San Valentino 2014 alla Fattoria del Colle

San Valentino 2014 alla Fattoria del Colle

Era il 1782 o giù di li e Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana seguiva personalmente la realizzazione dei canali che trasformarono la Valdichiana da palude in fertile terreno agricolo. Lasciata la moglie a Firenze con i 16 figli, il sovrano ben noto per la sua focosa vita sentimentale, arrivava nel Sud della Toscana con la ferma intenzione di non limitarsi al lavoro. Ed ecco la bellissima Contessina Isabella, dai lungi capelli neri, Pietro Leopoldo la corteggiò audacemente rischiando persino di annegare in un fosso. Meglio protetto del Presidente Hollande, il Granduca ebbe un “rifugio romantico” alla Fattoria del Colle dove si incontrava con Isabella.

Il Gambero rosso conquista i Vichinghi

L’assalto degli importatori a Copenaghen e la sala super trendy nella neve di Oslo. Venite con me ai tasting del Gambero Rosso in Scandinavia

Oslo, la sala della degustazione del Gambero Rosso prima dell'inizio

Oslo, la sala della degustazione del Gambero Rosso prima dell'inizio

Di Donatella Cinelli Colombini
La Danimarca è il Paese del Lego e si vede, anche le case sembrano fatte coi mattonicini. Copenaghen è meno monumentale di Stoccolma ma forse più animata. Ovunque in Scandinavia, pochissimo traffico di auto, qui i trasporti pubblici funzionano e tutti usano quelli. La degustazione del Gambero Rosso con 32 cantine della Guida vini d’Italia è in un bel palazzo settecentesco del centro storico, un tempo sede delle associazioni artigiane, la sala per noi ha degli enormi lampadari in cristallo. Arriva una quantità di importatori impressionate, qui qualunque wine lover un po’ intraprendente può aprire la sua ditta, li chiamano garage importers e sono un fenomeno solo danese. Distinguerli dalle società più strutturate è un problema ma alla fine mettiamo insieme un pacco di business card, a casa controlleremo su internet e faremo una selezione. Pur centellinando il vino rimaniamo a secco alle cinque – abbiamo servito oltre 300 assaggi- con grande disappunto dei soci dei wine club che arrivano nelle ultime due ore, tutti con la stessa richiesta <<Brunello?>>.

Bicchieri da vino, istruzioni per l’uso

Come sono, quanti sono e come si adoperano in tavola i calici, consigli per gustare i grandi vini con la cura che meritano

 

bicchieri-da-vino

bicchieri-da-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Non spaventatevi, è più facile di come sembra. Prima di tutto i bicchieri da vino sono calici quindi hanno un piede, uno stelo e una coppa. Questo consente di prenderli in mano dallo stelo senza impataccare la coppa con le dita. Meglio non toccare l’invaso del vino a meno che il liquido non sia gelato e richieda un “riscaldamento corporeo”. Per evitare che la coppa si opacizzi non lavateli in ritardo e non lasciateci il vino tutta la notte, inoltre attenzione a come li mettete nella lavapiatti.
Il bicchiere deve essere perfettamente trasparente, non colorato, non molato, non inciso, non articolato ma bensì bello liscio.
Inoltre il bicchiere deve essere sottile quindi vanno preferiti i cristalli o nuovi materiali ad alta tecnologia che uniscono sottigliezza a robustezza. Il vero inconveniente del cristallo, infatti, oltre al costo, è la fragilità che con i materiali innovativi è nettamente minore specialmente nel gambo.

S.Valentino con vino amore e fantasia alla Fattoria del Colle

Riti d’amore, assaggi, cene afrodisiache e notti romantiche per coppie innamorate che vogliono festeggiare San Valentino nella campagna più bella del mondo

salaLiberty_Osteria_di_Donatella_FattoriaDelColle

salaLiberty_Osteria_di_Donatella_FattoriaDelColle

Di Donatella Cinelli Colombini
Tanti piccoli momenti magici per una vacanza indimenticabile, le promesse d’amore all’albero d’oro, i lucchetti del fantabosco, visite guidate alle cantine e assaggi di Brunello, una piccola casa accogliente e intima tutta per voi dove i mobili sono quelli degli contadini ma il confort è moderno. La cena afrodisiaca di San Valentino seguita da una notte a lume di candela con brindisi fra le lenzuola. Il centro benessere, una struttura esclusiva e perfettamente attrezzata in cui possono entrare un massimo di sei persone contemporaneamente.

San Valentino alla Fattoria del Colle – una notte e una cena per due con vini inclusi € 242,00
Week end degli innamorati – due notti e due cene per due con vini inclusi € 422,00

Il Drago rosso di Donatella scodinzola

 Dopo i successi del “Drago e le 8 colombe” 2007 sta per uscire la migliore annata del secolo 2010 e Donatella Cinelli Colombini aspetta un risultato col botto

Drago 2010 orizzontale vicino - low def

Drago 2010 orizzontale vicino - low def

La vendemmia 2010 inaugura una fase nuova per la giovane azienda di Donatella. I vigneti diventano i protagonisti e tutti si mettono al loro servizio cercando di valorizzare le specificità del terroir e del clima. Come se la natura dettasse una melodia e i vignaioli insieme ai cantinieri la suonassero senza mai tentare di modificarla a proprio piacimento. Nessuna concessione alle mode, al mercato … niente, è la natura che compone la musica. Ovviamente ci vuole un grande direttore d’orchestra e l’enologa Valerie Lavigne lo è. Una donna dalla straordinaria sensibilità e una immensa passione per i vitigni italiani. Nel “Drago e le 8 colombe” IGT ha usato il Sagrantino (insieme al Sangiovese e al Merlot), si tratta del vitigno principe dell’Umbria, una regione che dista solo 18 km dalla Fattoria del Colle. Il Sagrantino coltivato nel versante toscano della Val di Chiana ha caratteri più “gentili” pur mantenendo la ricchezza di estratti che lo contraddistingue.
La vendemmia 2010 è stata la migliore che si ricordi. La vendemmia perfetta.
Un nuovo corso dei vini di Donatella poteva avere un battesimo migliore? Nella speranza di tutti c’è il superamento dei bellissimi risultati dell’annata precedente, il 2007 che è stato scelto dal monopolio del British Columbia ed ha ottenuto consensi di stampa e di vendite davvero straordinari.

Dare buca, una pratica che sta dilagando

Telefonare all’ultimo momento in hotel o agriturismi cercando l’occasione più conveniente e prenotare più camere in varie strutture per avere più opportunità

prenotazione telefonica a trabocchetto

prenotazione telefonica a trabocchetto

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Va premesso che gli italiani sono restii a usare le carte di credito e, soprattutto se viaggiano poco, hanno un autentico terrore a rivelare i numeri della loro VISA per confermare la prenotazione di pernottamento.
Altra cosa che va premessa è la crescente tendenza a prenotare con solo con uno o due giorni di anticipo anche per capodanno, Pasqua o ferragosto, cioè per gli appuntamenti top del turismo italiano. Fino a un’anno fa questa tecnica consentiva infatti ottimi affari con gli sconti last minute. Poi alberghi, campeggi, affittacamere hanno iniziato a comportarsi come le compagnie aeree: più tardi prenoti, meno posti rimangono e più sale il prezzo.
Insomma aspettare fino all’ultimo momento non conviene più anzi!
Ecco allora spuntare una nuova tecnica tesa a recuperare il tempo e le telefonate usate nella ricerca dell’occasione migliore. Il nostro turista evita le agenzie on line tipo Expedia, Go, Trivago, Booking perchè gli chiedono di pagare parte o tutto il soggiorno in anticipo con la carta di credito e punta al fai da te.

Il dolce di Natale di Siena è il Panforte pampepato

Afrodisiaco, medioevale, intrigante, facile da preparare e sorprendentemente morbido. Ecco la ricetta del vero panforte di Siena il dolce di Natale più antico

Panpepato 11 - il vinsanto in abbinamento

Panpepato 11 - il vinsanto in abbinamento

Di Donatella Cinelli Colombini
Nel passato dicevano che serviva a salvare i matrimoni grazie alle sue virtù afrodisiache. Per questo e per il suo contenuto di spezie, che lo rendevano un dolce costosissimo, veniva servito raramente e sempre in grandi occasioni. Il panforte era già conosciuto nel 1205 e fu inizialmente prodotto nei conventi per una clientela di ricchi aristocratici. Deve il suo nome a un procedimento produttivo diverso da quello attuale che prevedeva di far fermentare il pane con la frutta.
Il panforte è dunque il più antico e nobile dolce di Natale a cui si lega anche un gioco: il gioco del panforte, tradizionale passatempo delle feste. Il dolce viene incartato e poi i giocatori lo lanciano su un tavolo. Vince chi lo manda più vicino, o addirittura in bilico, sul bordo opposto del tavolo. Le distanze vengono misurate col manico di un mestolino di legno e il vincitore prende in premio il panforte.
Tradizionalmente il panforte viene servito con il Vin Santo, il vino bianco da dessert che tutte le fattorie toscane producevano nei barilotti (caratelli) conservati nei sottotetti.
Chi non riuscisse a cucinare un ottimo panforte pampepato può venire a impararlo alla fattoria del Colle durante le vacanze di Capodanno quando la pasticcera Patrizia insegnerà come preparare i dolci senesi.

                                                                       
Cinelli Colombini
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