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La terrina di fagianella dal sapore di oriente

Antipasto semplice e gustoso che usa la nobile carne del fagiano il grosso uccello selvatico originario dell’estremo oriente ma in Europa da oltre tremila anni

Di Donatella Cinelli Colombini

Terrina_di_fagianella_Fattoria_del_Colle (11)

Terrina_di_fagianella_Fattoria_del_Colle (11)

Io non sono cacciatrice ma ho ucciso un fagiano investendolo con la macchina. Ho cercato di schivarlo ma lui si è letteralmente suicidato e quindi ma lo sono mangiato. Era un bel maschio e conservo ancora la coda di questa mia preda involontaria.

La ricetta della terrina di fagianella è facilissima e veloce da realizzare. In casa permette di servire un antipasto prelibato anche con miniporzioni da finger food

Accompagnare la terrina con un rosato come il mio Rosa di Tetto IGT Toscana. Un vino fresco, ma strutturato

La ricetta che segue è dello chef della Fattoria del Colle Antonio Corsano. Il testo e le foto sono di Bonella Ciacci 

Per Pasqua sacralità, grandi vini, antichi piatti e fiabe

Alla Fattoria del Colle per una Pasqua intensa fra spiritualità e tradizione per ritrovare la carica con tanti eventi, visite, assaggi, fiabe e il pesce d’aprile

Agriturismo in Toscana - Fattoria del Colle- primavera - Felix nel parco delle piscine

Agriturismo in Toscana - Fattoria del Colle- primavera - Felix nel parco delle piscine

Nella campagna più bella e intatta d’Italia dove i panorami sembrano dipinti medioevali ed è possibile vivere nelle case degli antichi contadini con i confort dei nostri giorni. Un’esperienza che vi rimarrà nel cuore.
Completo relax oppure programma ricco di attività per un weekend di Pasqua nel verde con tutta la famiglia: nonni, bambini e anche gli amici a 4 zampe. Ognuno può scegliere fra le tante proposte del programma della fattoria del Colle ciò che gli piace di più. Vengono organizzate visite nelle cantine del Chianti e del Brunello, assaggi di vini, racconti di novelle, cene e pranzi a tema, decorazione delle uova e piccole lezioni di cucina, corse campestri e trekking, visite nelle piccole città d’arte e a Siena …. Su richiesta massaggi e percorso benessere nello spazio wellness della Fattoria attrezzato con bagno turco, sauna, jacuzzi, docce emozionali, sala relax e cabine massaggi.

2 giorni 195€ a persona
2 pernottamenti in camera doppia, 2 colazioni, 2 pranzi (senza vino) o cene 2 happy wine visite e assaggi previsti dal programma
Per le famiglie con soggiorno in appartamento 50 € per ogni bambino sotto i 12 anni

Ecco la ricetta della scottiglia di cinghale

Semmmmmbra antica!!!!!!! La scottiglia originaria era di pollo e coniglio fino a 50 anni fa ma quella di cinghiale è prelibata.

Di Donatella Cinelli Colombini 

Scottiglia_di_cinghiale_Fattoria_del_Colle (2)

Scottiglia_di_cinghiale_Fattoria_del_Colle (2)

DOVE SI TROVAVANO I CINGHILI UN TEMPO

Fino a cinquant’anni fa i cinghiali erano numerosi in Maremma e rarissimi nei boschi di Montalcino. Poi, poco per volta, questi ungulati si sono incrociati con i maiali domestici crescendo di numero a dismisura per cui sono un pericolo per gli automobilisti e i vignaioli. Si perché i cinghiali sono ghiotti d’uva. Insomma mangiare cinghiale è un’opera meritoria in favore di chi, come noi, produce Brunello, Chianti, doc Orcia …. Anzi vi consiglio di abbinare la scottiglia di cinghiale con questi grandi rossi toscani che forse sono addirittura incorporati nella carne fino dall’origine.

NEL NOME STA LA SPIEGAZIONE

La scottiglia è una “cacciatora” e deve il suo nome al fatto che scottava le mani. Tanti tanti anni fa, quando i lavori dei campi erano fatti dai contadini con il solo aiuto dei buoi, le massaie andavano nei campi con il desinare: un tegame di scottiglia in mano e il pane sotto braccio. Le fette di pane servivano come piatto e i contadini mangiavano la carne ancora ben calda che però scottava loro le mani. A quel tempo la scottiglia era fatta di pollo o di coniglio, le uniche carni che la gente di campagna poteva permettersi. Era riservata all’estate quando il lavoro della mietitura iniziava all’alba e terminava al tramonto. Tutti la consideravano una gran leccornia e, oggi grazie alla sostituzione degli animali da cortile con il cinghiale, è forse ancor più prelibata.

Quella che segue è la ricetta montalcinese che viene utilizzata anche alla Fattoria del Colle di Trequanda

Un San Valentino romantico? Istruzioni per l’uso

Il week end degli innamorati ha bisogno di intimità e di sorriso. Per questo ha importanza la camera, il cibo, i piccoli riti… alla fattoria del Colle li trovi

 

camera Ginestreto

camera Ginestreto

Weekend degli innamorati alla Fattoria del Colle nel sito con prezzi e programma

Vediamo la camera, non deve sembrare un “prodotto di serie” impersonale, deve essere unica. Deve essere arredata con cura, con mobili autentici, accogliente, confortevole e sapere di … antica casa di campagna … come quella dei film in Toscana.
La cena. Ebbene per San Valentino qualche cibo afrodisiaco ci vuole, tanto per giocare. Da noi ce ne sono tanti dalle uova di quaglia, al tartufo e soprattutto il panforte panpepato. Un tempo dicevano che “univa le famiglie” e la nostra pasticcera lo prepara in un modo superbo. Certo che i grandi vini fanno la loro parte dando quel tocco di euforia che non guasta … tanto alla fattoria del Colle non si deve guidare!
Ovviamente, in una cena romantica, anche l’atmosfera conta. Lume di candela, musica soffusa, le luci del villaggio di Trequanda in lontananza e un personale discreto e sorridente che mette tutti a loro agio.

A caccia di tramonti

Tra Crete Senesi e Val d’Orcia, quando il giorno finisce e il buio si avvicina, in quel momento, alla Fattoria del Colle, l’agriturismo di Donatella Cinelli Colombini, i colori esplodono come per magia, e dipingono il cielo, creando ogni sera un quadro diverso.

Visto per voi “dall’inviata in loco” Bonella Ciacci

 

tramonto da-Villa_Archi_Fattoria_del_Colle

tramonto da-Villa_Archi_Fattoria_del_Colle

Devo ammettere che non ho un animo particolarmente romantico e difficilmente mi lascio trasportare da scenari dal gusto hollywoodiano, tipo un sole gigante e infuocato che dipinge il cielo di colori improbabili. Eppure, quei colori, in una scala dal viola fino all’arancio, passando per il rosa fluorescente e i dorati, esistono davvero. E non c’è bisogno di andare all’altro capo del mondo per vederli.

Se non fosse che ho questi tramonti quasi tutti i giorni davanti agli occhi, dall’ufficio dell’agriturismo della Fattoria del Colle, penserei che le foto scattate sono rielaborate in post produzione, aggiungendo filtri e migliorando contrasti e luminosità. Eppure no, sono i tramonti sulla Val d’Orcia e sulle Crete Senesi.

Quando mi trovavo sull’Isola di Santorini, in Grecia, mi portarono a fare un tour della caldera, ovvero quella baia naturale che la forma a mezzaluna dell’isola di origine vulcanica crea. Imbarcati su una barca a vela piuttosto grande, nell’ora del tramonto ci fermammo in mezzo a questa baia e ci dissero che questo spettacolo della natura, era stato considerato il più bel tramonto del mondo dopo quello che si può vedere sul Lago Titicaca. Adesso, non volendo sminuire lo spettacolo naturale che fu quel tramonto, con il mare che “al contatto col sole” sembrava esplodere in milioni di scintille d’oro, il tramonto sulle Crete Senesi a me lascia ogni volta sbalordita e senza fiato.

Regalami il week end degli innamorati, San Valentino

Nel week end immediatamente dopo San Valentino, piccolo viaggio da innamorati nella campagna più romantica del mondo con tanti riti d’amore 

16-17 febbraio – soggiorno romantico per 2 persone Euro 186,00 + 100 per il percorso benessere e i massaggi

Fattoria-del-Colle-Osteria-camino2

Fattoria-del-Colle-Osteria-camino2

Due giorni –una notte- alla Fattoria del Colle, nel Sud del Chianti, con tanti piccoli momenti magici: cena romantica a lume di candela con menù afrodisiaco e grandi vini, percorso benessere con massaggio in coppia, camera romantica con candele e calici per il brindisi, il lucchetto dei baci e soprattutto promessa d’amore davanti all’Albero d’oro di Lucignano.

Il prezzo comprende

• Un pernottamento in camera doppia con bagno (1 notte per due persone), con candele, un cuore profumato e una bottiglie per il brindisi romantico. Assaggio di panforte panpepato– il dolce afrodisiaco senese
• Colazione a buffet con dolci fatti in casa, salumi, formaggi tipici, yogurt, succhi, verdure e frutta fresca
• cena per due persone di 4 portate a base di piatti afrodisiaci, con assaggio di Brunello (altre bevande escluse)
• Visita guidata alle cantine e alla villa della Fattoria del Colle
• Degustazione di 2 dei nostri vini e assaggio dell’olio extravergine di oliva
• L’ingresso per due persone al centro benessere per due ore e massaggio di 30 minuti con oli essenziali ( da fissare al momento della prenotazione del soggiorno)
• Il lucchetto per l’albero dei baci

Ricetta del Pollo di Marte: il pianeta rosso nel piatto

Sogno di una notte di mezza estate. Il piatto creato da Antonio Corsano chef della fattoria del Colle per Calici di Stelle 2012. Foto e testo di Bonella Ciacci 

Fattoria Del Colle Pollo di Marte

Fattoria Del Colle Pollo di Marte

La cena della festa del vino del 10 agosto era interamente dedicata agli astri e comprendeva piatti che recuperavano antiche tradizioni o ingredienti simbolici dei riti di mezza estate. Il Pollo di Marte è ispirato al pianeta rosso nei colori e nei sapori giocati sul bilanciamento di dolce e piccante. Si tratta dunque di una ricetta inedita che esalta prodotti della tradizione toscana come lo zafferano, il Vin santo e l’olio extravergine. Ancora una volta la tradizione da origine a un piatto del tutto nuovo e adatto a buongustai attenti alle ultime tendenze del gusto.

Il Pollo di Marte va accompagnato a un vino rosso particolarmente vellutato come il Cenerentola Doc Orcia di Donatella Cinelli Colombini 

Tetti imbiancati nei colli senesi

Ieri mattina una piccola sorpresa alla Fattoria del Colle di Trequanda ha accolto noi dipendenti: tetti e piante erano imbiancate da una lieve spolverata di neve. Così come un po' tutta la Val d'Orcia che da qui parte andando verso la vetta bianca del Monte Amiata. [caption id="attachment_11196" align="alignleft" width="300" caption="tetti_imbiancati_e_Felix"][/caption] Era solo un sottile strato di neve, ma tanto è bastato per coprire i tetti e le fronde degli alberi e a dare quella sensazione di ovattato e di quiete. Perché quando la neve è così poca, è solo un piacere per gli occhi, regalando al profilo morbido e suggestivo delle...

Weekend al carnevale più antico d’Italia con bambini e cani

Foiano della Chiana con i carri  e i corsi mascherati è da 474 anni il luogo dove il carnevale è più bello, poi ci sono le golosità della fattoria del Colle

carnevale_foiano_della_chiana

carnevale_foiano_della_chiana

Polenta da tagliare col filo come gli antichi contadini, castagnata nel camino, piccoli e grandi a lezione di cavallucci, gioco del panforte a lume di candela, Brunello di Montalcino, la scoperta dei segreti della fattoria e del fantabosco…. E per finire il carnevale di Foiano della Chiana (22 km dalla Fattoria del Colle) dove la festa, il gioco, la musica esplodono nell’allegria di un intero paese. Un week end all’insegna del divertimento e della gioia di stare insieme spensieratamente

26-27 gennaio
2-3 febbraio
9-10 febbraio
16-17 febbraio
2-3 marzo

Ciancifricola una pomodorata senese con tanti nomi

La deliziosa zuppa di pomodoro e uova, nella campagna senese viene chiamano anche picchio pacchio. Eccola nella versione della Fattoria del Colle

Trascritta dalle massaie da Donatella Cinelli Colombini

Ciancifricola_FattoriaDelColle1

Ciancifricola_FattoriaDelColle1

E’ un piatto unico di chi arriva a casa mezz’ora prima di cena e riesce comunque a portare in tavola cose prelibate. Nei pasti più curati la ciancifricola diventa un finger food di tendenza da offrire in coppette.
La sua origine è decisamente antica anche se non certo medioevale. Sicuramente nell’Ottocento, la ciancifricola veniva consumata a metà mattina, serviva a dare forza ai contadini, durante i faticosi lavori estivi. Nei paesi della campagna senese cambia nome e diventa pomodorata o picchio pacchio ma, con qualche piccola variante, la ricetta è sempre la stessa.

Cosa bere insieme a questo piatto? Direi un vino giovane a base di Sangiovese come il mio Chianti Superiore dove l’austerità del vino bilancia la dolcezza del pomodoro

2012 consuntivo sorridente per Donatella Cinelli Colombini

2012 anno faticosissimo in cui è stato seminato tanto. Premi, successi, piccoli progressi commerciali e grandi difficoltà legate alla crisi internazionale

DonatellaCinelliColombini_PremioInternazionaleVinitaly2012

DonatellaCinelliColombini_PremioInternazionaleVinitaly2012

L’immagine più bella dell’anno è del Premio internazionale Vinitaly ricevuto dalle mani del Presidente Riello e del Direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani. Un premio di importanza enorme condiviso con Debra Meilburg la Master of Wine al settimo posto fra le donne del vino più influenti del mondo.
Fotografa bene il progresso qualitativo della cantina l’immagine dei 5 vini con punteggi superiori ai 90/100 sul Wine Spectator: Il Drago e le 8 colombe, Cenerentola, Brunello, Brunello Prime Donne e Riserva quest’ultima con 95/100 è nel piccolo olimpo dei 18 “Top Wines” italiani del Wine Spectator. Il Brunello Prime Donne è fra quelli Highly Reccomended da “Decanter” e fra i 3 preferiti della Master of Wine Rosemary George.
Insomma l’uva dei nuovi vigneti, ormai nella maturità produttiva, il cambiamento climatico che favorisce il Casato Prime Donne a Montalcino e soprattutto il nuovo stile basato sull’esaltazione dei caratteri peculiari del Sangiovese e del territorio affascinano clientela e esperti soprattutto nel nuovo mondo. I nostri vini hanno “FINEZZA” cioè carattere, armonia e eleganza. Cominciano a distinguersi da tutti gli altri.

Peposo, la ricetta di un piatto che racconta un territorio

E’ fra i piatti di carne più saporiti e facili della Toscana ma anche fra quelli con la storia più bella. Ecco la ricetta dei “cocciari” di Petroio

 

Consigli golosi di Donatella Cinelli Colombini

Peposo_ricetta_tipica_Toscana_FattoriaDelColle

Peposo – ricetta tipica Toscana – FattoriaDelColle

Petroio (Siena), delizioso borgo a 10 km dalla Fattoria del Colle, è conosciuto per la produzione di terrecotte fin dal Rinascimento. Vasi, orci, cassette decorate con festoni, volute, amorini … oggetti artistici ma anche materiali da costruzione come tegole e pavimenti . Come la più celebre Impruneta vicino a Firenze.

Due territori che sfruttano banchi di argilla di grande qualità per creare oggetti di terracotta rossa a Impruneta e ambrata a Petroio. Due territori che hanno in comune la ricetta del peposo, il saporitissimo spezzatino che veniva cotto nei forni delle terrecotte e dava ai maestri “cocciari” la forza per il loro faticosissimo lavoro. Pare che l’invenzione del peposo sia legata alla costruzione della cupola del Duomo di Firenze e all’enorme sforzo produttivo imposto dall’architetto Filippo Brunelleschi alle fornaci di Impruneta. Storia o leggenda, il peposo è ormai per sempre legato alla più bella cupola mai realizzata al mondo e ai mattoni rossi con cui è costruita.
Inutile dire che il vino rosso è alla base della preparazione e del servizio in tavola del peposo. Quello che vi consiglio è il Cenerentola DOC Orcia prodotto alla Fattoria del Colle con uve autoctone – Sangiovese e Foglia Tonda.

 

Buon 2013!!!! Ecco come vi abbiamo fatto la festa

Backstage del cenone di fine d’anno alla Fattoria del Colle. Alessia, Bonella, Sara, Antonio, Gerry….. Fra scherzi e affanni di una giornata memorabile 

Fattoria_del_Colle_Sala_Liberty_capodanno 2013

Fattoria_del_Colle_Sala_Liberty_capodanno 2013

Tanti affettuosi auguri di un 2013 pieno di gioie, salute e belle realizzazioni da tutti noi della Fattoria del Colle e del Casato Prime Donne a Montalcino.

Queste sono le immagini dell’ultimo dell’anno e della preparazione della festa.

C’è chi ha cominciato con mesi di anticipo come la pasticcera Patrizia, che prima di andare il ferie aveva già provato il cestino di pasta dolce con crema di castagne, croccanti e maron glaces … e chi, come lo Chef Antonio, si è accorto di non avere abbastanza tartufo a poche ore dal cenone. Per fortuna Enzo ne aveva appena trovato uno ed è corso a portarcelo dopo averlo fatto annusare da Felix nel vano tentativo di trasformare il Golden Retriever della fattoria del Colle in un cane da tartufi.

I cavallucci di Siena sono da mangiare non da cavalcare

Sono dolci natalizi senesi profumati di anice che appena fatti sono deliziosamente soffici e poi diventano duri, amati dalle nonne e odiati dai bambini

Cavallucci_dolce_natalizio_senese

Cavallucci_dolce_natalizio_senese

Tutti i senesi ricordano i cavallucci come dolci conservati per mesi in barattoli di vetro finchè diventavano duri come sassi e venivano implacabilmente offerti dalle nonne per la merenda del pomeriggio. Un incubo che ha finito per allontanare questo dolce delizioso dalle tavole natalizie. Il segreto è dunque quello di farne pochi e mangiarli subito. Sono straordinariamente buoni, specialmente se accompagnati con della ricotta o della panna montata ma per carità non li conservate per mesi nei barattoli di vetro!
Quella che segue è la ricetta di Patrizia Cenni pasticcera della Fattoria del Colle  che ogni mattina serve ai turisti strepitose torte fatte in casa secondo le antiche tradizioni

Ingredienti:
325 g di farina, 4 g di ammoniaca, 100 g di cedro candito, 100 g di arancia candita, 150 g di noci sgusciate, 10 g di semi di anice, un cucchiaino di miele di acacia, 5 g di polvere di spezie miste (cannella, noce moscata, chiodi di garofano, coriandolo) 250 g di zucchero semolato, 150 ml d’acqua, una noce di burro e un cucchiaio di vaniglia.

Eletta!!!!! Donatella è nel Consiglio delle Donne del Vino

Con 122 voti, seconda delle elette dopo la presidente in carica Elena Martuscello, Donatella Cinelli Colombini entra nel CDA nazionale delle Donne del Vino

Montalcino - Azienda Mastrojanni - Donne del vino

Montalcino - Azienda Mastrojanni - Donne del vino

Davvero una bella soddisfazione per la produttrice toscana che ha puntato molto sull’enologia al femminile, mettendo nelle sue cantine – Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle nel sud del Chianti – un organico interamente in rosa e producendo il Brunello “Prime Donne”, il primo dedicato al gentil sesso.
Le altre elette nel Consiglio di Amministrazione delle Donne del Vino sono, in ordine decrescente in base alle preferenze ricevute: Elena Martuscello (127 voti), Pia Donata Berlucchi, Paola Longo, Marina Ramasso, Maria Cristina Ascheri, Letizia Mori, Daniela Mastroberardino, Nadia Zenato, Michela Marenco, Marilisa Allegrini e Cinzia Mattioli. Otto produttrici, due ristoratrici, un’ enotecaria e una manager.

Le regioni più rappresentate sono il Piemonte e il Veneto, seguono, con due consigliere, Campania e Lombardia mentre Toscana e Liguria ne hanno solo una.

                                                                       
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