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Calici di stelle alla Fattoria del Colle

Esprimi il tuo desiderio nella magica terrazza di Cenerentola il 5 agosto. Per Calici di Stelle alla Fattoria del Colle grandi vini, piatti tipici e musica dal vivo

 

Violante-Gardini-Calici-di-stelle-2016

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L’appuntamento con le stelle cadenti, i grandi vini e la musica dal vivo di Andrea Pinsuti è fissato per il 5 agosto alle 19 alla Fattoria del Colle.

 

5 AGOSTO CON UNA VISITA PIENA DI SORPRESE, PIATTI TIPICI, GRANDI VINI E MUSICA DAL VIVO

Accoglienza con un calice di benvenuto e poi una visita guidata piena di piccole sorprese entusiasmanti. Visita all’orto con le erbe spontanee toscane da annusare e assaggiare ,preparandosi a riassaporarle a cena. Poi la visita alla cantina con il murales di Cenerentola dipinto da Silvia Argilli, che racconta del matrimonio fra Sangiovese e Foglia  Tonda.

Calici di stelle Fattoria del Colle

Calici di stelle Fattoria del Colle

C’è la nuova sala che insegna ad ascoltare le vigne e la firma sulla botte dei desideri sulla nuova terrazza con la spettacolare ringhiera in corten creata da Elisa Boldi. Elisa si è ispirata ai boschi invernali di querce della Valdorcia.

 

FATTORIA DEL COLLE MAGICA PER CALICI DI STELLE 2021

Alle venti inizia la festa vera e propria con un buffet a base di specialità toscane preparate dalla chef Doriana Marchi: panzanella con antiche erbe spontanee toscane, pasta al sugo bugiardo, scottiglia di carni miste con patate cotte sotto la cenere, caffè in forchetta e ricotta montata. Il tutto accompagnato da un calice di Leone Rosso Orcia Doc oppure di Sanchimento Supertuscan Bianco IGT 2020. Per i wine lover la gamma di vini si allargherà a Brunello, Supertuscan, Cenerentola Doc Orcia e altri vini premiati in Italia e all’estero con altissimi ratings.

 

OFFERTA DI LUGLIO PER IL CLUB

Due cartoni con 10 bottiglie di Supertuscan bianco Sanchimento 2020 e 2 bottiglie di Passito di Traminer 2017 BIO, 2 drop stop personalizzati e un manuale sul vino

 

Offerta-di-luglio-per-il-club-Supertuscan-bianco-e-passito

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Dei vini straordinari che trasformano le vostre cene d’estate in momenti unici e indimenticabili. Si tratta di serie esclusive: il supertuscan Sanchimento IGT Toscana bianco è prodotto in 1.800 bottiglie e il passito in sole 346 piccole bottiglie da 375 ml.
Insieme verranno spediti a casa vostra un piccolo manuale “brief handbook” per grandi wine lovers e 2 drop stop personalizzati che vi aiuteranno a versare il vino nei calici.

 

PASSITO 2017 UNA PRODUZIONE  SUPER ESCLUSIVA

Il Passito è la passione di Carlo, marito della produttrice Donatella Cinelli Colombini, che lo cura personalmente. L’annata 2017 ha ottenuto 94/100 da parte di Robert Parker Wine Advocate che ha apprezzato il gusto mielato ed elegantissimo di questo vino da dessert.

Le uve per il Passito e il Supertuscan bianco Sanchimento sono prodotte nel piccolo vigneto BIO di varietà Traminer della Fattoria del Colle.

 

SANCHIMENTO 2020 SUPERTUSCAN BIANCO DI UNA VENDEMMIA 5 STELLE

Offerta-di-luglio-per-il-club-Supertuscan-bianco-e-passito

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Sanchimento Supertuscan IGT bianco è nato nella vendemmia 2020 cinque stelle.
Parte delle uve sono state vinificate con metodo tradizionale e parte con metodo orange, cioè a contatto con le bucce dell’uva e con lieviti indigeni. Prima dell’imbottigliamento il vino ottenuto con i due sistemi è stato unito per ottenere un bianco dal colore dorato e dal profumo complesso e leggermente minerale. In bocca il vino è armonico e sorprendentemente intenso. Vi affascinerà per il suo carattere elegante, fresco e insieme ricco.

 

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Prezzo di 159 Euro (anziché 181 Euro)
Per due cartoni contenenti 10 bottiglie (750 ml) di Sanchimento IGT Bianco Supertuscan 2020 e 2 bottiglie (375 ml) di Passito di uve Traminer 2017, 2 drop stop e un manuale per wine lovers
Per chi vuole raddoppiare l’acquisto: 298 Euro (anziché 362 Euro)

 

La cantina del vino Cenerentola

Festa toscana per l’inaugurazione della cantina della Fattoria del Colle, quasi una reggia per il vino Cenerentola diventata principessa della Doc Orcia

 

Il 26 giugno, Donatella Cinelli Colombini inaugurerà l’ampliamento e il restauro della cantina della Fattoria del Colle con la benedizione del Vescovo Stefano Manetti e un “déjeuner sur l’herbe”, per 150 perone. Verranno servite pietanze tipiche valdorciane accompagnate da Brunello, Orcia Doc, Chianti Superiore e Supertuscan. Una festa campestre secondo la grande tradizione toscana per celebrare la conclusione di un progetto che permette di aumentare la qualità dei vini e trasforma la Fattoria del Colle in una wine destination capace di attrarre appassionati e offrire loro esperienze e assaggi indimenticabili.

 

LA CANTINA SOTTERRANEA DEL VINO CENERENTOLA

La principale realizzazione è un grande ambiente sotterraneo destinato all’affinamento dei vini in bottiglia per il quale sono stati spostati 3.366 mc di terra e roccia (231 ore di martello pneumatico da parte della Ditta Edilpellegrini). Il progetto dell’Architetto Silvia Nucci, dello Studio Luigi Rocchi, prevedeva una sola grande stanza di 450m2 per l’affinamento del vino in bottiglia. Qui la temperatura deve rimanere a 16°C  costanti mentre nell’area per lo spumante scende a 12°C. E’ in questa zona, separata da pannelli, che hanno trovato posto le pupitre per il remuage manuale del brut rosè metodo classico ottenuto da uve di Sangiovese.

 

Cantina-di-Cenerentola-Fattoria-del-Colle-Toscana

Cantina-di-Cenerentola-Fattoria-del-Colle-Toscana

UN BOSCO DI QUERCE INVERNALE TRASFORMATO IN SILHOUETTE DI CORTEN

All’esterno Donatella Cinelli Colombini ha chiesto ai progettisti e agli artigiani che lavoravano al cantiere -tutti locali-, di ispirarsi a quello che vedevano intorno a loro. Donatella è infatti una forte oppositrice dei “non luoghi” che tolgono identità ai territori. Da questa richiesta e dai lunghi mesi di lockdown, che hanno confinato tutti intorno a casa, è nata l’idea di riprodurre in metallo i boschi di querce vicino alla Fattoria del Colle.

D’inverno gli alberi più nobili della macchia mediterranea, diventano un merletto di rami spogli che salgono verso il cielo. La giovane architetta Elisa Boldi (Coima) li ha disegnati come silhouette e li ha ritagliati con il laser su lastre di ferro facendoli poi aggredire dalla ruggine in modo che avessero lo stesso colore degli alberi. Infine il bosco di corten è stato messo, per 50 metri, intorno alla nuova cantina e a delimitare la terrazza panoramica sovrastante.  Le silhouette delle querce hanno consentito alla progettista Silvia Nucci di creare una continuità fra il nuovo edificio e la parte preesistente con la tinaia, la zona di imbottigliamento e una casa contadina costruita circa un secolo fa. In quest’ultimo edificio è stata realizzata la sala immersiva, con le library delle bottiglie antiquarie e un impianto di immagini, suoni e luci che insegna ai wine lovers ad “ascoltare le vigne”.

 

Zuppa di pane di Dante, il Trecento nel piatto

In occasione dei settecento anni della morte di Dante, il ristorante della Fattoria del Colle servirà la zuppa di pane trecentesca toscana. Assaggerete il medioevo

 

Zuppa-di-pane-di-Dante-Fattoria-del-Colle-Doriana-Marchi-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

I fagioli con l’occhio, le piante autoctone toscane che l’esperta di botanica Caterina Cardia ha piantato nell’orto della Fattoria del Colle, oltre le cipolle di Certaldo, l’olio extravergine dei nostri oliveti e il pane fatto a mano dalla chef Doriana Marchi con il lievito madre ….. per creare una zuppa simile a quella che Dante mangiò nel 1300. Quell’anno il sommo poeta andò a Roma percorrendo la Via Francigena che, nel tratto a Sud di Siena, traversa la Valdorcia. I viandanti si fermavano a dormire negli Spedali lungo il percorso. Pregavano e consumavano cene molto semplici a base di pietanze locali.

 

UNA ZUPPA CHE INSEGNA LA STORIA MEDIOEVALE

Le zuppe di pane con fagioli e verdure erano tipiche della campagna e sicuramente Dante ne mangiava molto spesso. Nella zona di Trequanda, a circa 20 km dalla via Francigena, le minestre di pane venivano arricchite con qualche pezzettino di carne di maiale come le massaie fanno ancora oggi.
La zuppa di pane di Dante della Fattoria del Colle è sicuramente più buona di quella che sfamava il sommo poeta durante il lungo viaggio verso Roma ma gli ingredienti sono pressoché gli stessi. Per questo possiamo considerare l’assaggio di questa minestra un’esperienza culturale prima ancora che gastronomica: una conoscenza diretta del medioevo toscano.

 

INGREDIENTI DELLA ZUPPA DI PANE DI DANTE

Mezzo chilo di fagioli bianchi con l’occhio, una cipolla di Certaldo, una grossa fetta di prosciutto e una di rigatino toscano salato, pane fatto con lievito madre, mezzo bicchiere di olio extravergine, cavolo nero, bietole, cicorie, altre erbe spontanee toscane, prezzemolo, sale e pepe nero.

 

COLOMBINO OLIO PER IL BAMBINO

Un extravergine per baby in piccoli barattoli di metallo con etichette piene di mostri. Per far amare ai bambini il più salutare prodotto della terra: l’olio

 

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Sono lontani i tempi delle merende a base di pane, pomodoro appena colto nell’orto, olio e sale. Avevano un profumo e un sapore meravigliosi ma anche un aspetto meno attraente delle merendine.
Eppure sono proprio gli alimenti antichi e naturali che fanno crescere sani i bambini.

<<Proviamo allora a dare un aspetto più baby friendly ai cibi salutari per primo l’olio extravergine>>. Da questa idea nasce l’olio per bambini confezionato in barattoli metallici rivestiti da un’etichetta piena di GANGHERETTI piccolo mostri disegnati dal pittore Alessandro Grazi. Le lattine sono piccole perchè i bambini possano prenderle in mano da soli (0,25 e 0,50 L) e hanno uno spazio dove ognuno può scrivere il proprio nome.

 

OLIO PER BAMBINI DELLA FATTORIA DEL COLLE

L’olio extravergine all’interno dei barattoli è BIO e proviene dai 6 ettari di oliveti della Fattoria del Colle nella Toscana più interna. Si trovano su alte colline (400 metri sul mare)

gangheretto-Alessandro-Grazi-olio-per-bambini-extravergine della -Fattoria-del-Colle-in-Toscana

gangheretto-Alessandro-Grazi-olio-per-bambini-extravergine della -Fattoria-del-Colle-in-Toscana

ventilate con terreno sabbioso dove gli olivi sono coltivati da oltre 2000 anni. Le olive degli alberi di correggiolo (frantoio) e moraiolo vengono raccolte a mano con piccoli rastrelli  e poi spremute a bassa temperatura nel frantoio Sant’Angelo di Castelmuzio a 10 km dalla fattoria. Tutto nel massimo rispetto della tradizione e della natura.
Ma torniamo ai Gangheretti, cioè ai piccoli mostri disegnati nell’etichetta. Si tratta dei folletti che abitano la Fattoria del Colle e sono raccontati in una fiaba che trascrivo qui sotto. C’era una volta ….

 

92 GANGHERETTI

Era la notte dei tempi e li c’erano solo boschi. Il primo contadino sentì che al Colle c’era qualcosa di magico e cercò di farlo uscire dalla terra.
Ogni notte dormiva in un punto diverso finché sentì dove il suo cuore era più felice. Aveva un aratro simile a un chiodo, aspettò la notte di mezza estate e lo infilò in terra per tre volte. La magia si liberò come un soffio di vento che mosse le foglie, fece schiudere i fiori e intrecciò la lunga barba del contadino come una forchetta in un piatto di pinci. Uno dopo l’altro dal buco dell’aratro uscirono 92 folletti. Erano azzurri, con un corpicino simile a un aglio ma profumavano di lavanda.

 

ORCIA 2021, L’ANTEPRIMA DEL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

La giovane Doc Orcia ha organizzato due giorni di degustazioni per celebrare la ripartenza in coincidenza con l’inizio della stagione turistica

 

Orcia-Doc-area-di-produzione

Orcia-Doc-area-di-produzione

Una vera anteprima che si collega a quella degli altri vini toscani, quest’anno tutte spostate a maggio, ma che evidenzia l’importanza del turismo e del turismo del vino nel territorio di produzione. La maggior parte delle bottiglie di Orcia DOC sono infatti consumate e vendute ai wine lover che visitano il meraviglioso comprensorio agricolo, in gran parte iscritto nel patrimonio dell’umanità Unesco, dove nasce la Doc Orcia, il vino più bello del mondo. Per questo l’anteprima dell’Orcia Doc coincide con l’inizio della stagione turistica.

 

ORCIA LA CARTOLINA LIQUIDA DI UN MERAVIGLIOSO TERRITORIO DEL VINO

Il vino come “cartolina liquida” della propria terra d’origine. Questa è l’idea che muove la giovane Doc Orcia  e che  viene condivisa dall’Assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi consegnando le prime 5 cantinette climatizzate del progetto di marketing che mira a consolidare il principale mercato della denominazione. Un comprensorio, di 12 comuni, che prima del covid registrava circa un milione di presenze turistiche e un milione di visitatori giornalieri, soprattutto stranieri.

Orcia-Doc-Cenerentola-Leone-Rosso-Donatella-Cinelli-Colombini

Orcia-Doc-Cenerentola-Leone-Rosso-Donatella-Cinelli-Colombini

Le cantinette sono armadi climatizzati disegnati dall’interior design L. Benà e realizzati da Intrac di Rovigo; verranno messi in ristoranti ed enoteche della zona. Serviranno a migliorare il servizio del vino Orcia e contemporaneamente a mostrare vigneti e cantine nel loro spettacolare territorio grazie ai display posizionati sullo sportello anteriore. Un esempio innovativo di marketing territoriale che vede alleati produttori e network distributivo. Il progetto è stato sostenuto dalla Regione Toscana dando un’applicazione esemplare alla strategia europea Farm to Fork.

 

IL PROGRAMMA DELL’ANTEPRIMA 2021 DEL VINO ORCIA

Torniamo al programma dell’Anteprima Orcia. Le degustazioni sono iniziate  il 14 maggio a Firenze con Primanteprima insieme agli altri consorzi toscani. Una kermesse ridimensionata dal covid a cui hanno partecipato  50 giornalisti specializzati italiani e esteri.

 

29 MAGGIO SEMINARIO AIS SUL VINO ORCIA

La giornata clou sarà il 29 maggio con un’agenda fittissima nel seicentesco Palazzo Chigi Zondadari di San Quirico d’Orcia. Al mattino il seminario per i sommelier AIS aperta dal saluto dal Presidente Toscano Cristiano Cini e dal Delegato senese Marcello Vagini. Dodici vini divisi in due serie che permetteranno di capire i terroirs e l’evoluzione nel tempo. In mezzo due relazioni, la prima storica di Massimo Castellani e la seconda agronomica di  tenuta da Francesco Lizio Bruno.
Il pomeriggio sarà dedicato al progetto PIF -Piani Integrati di Filiera- che oltre agli investimenti nelle imprese ha impegnato la denominazione sullo studio della propria identità e su un progetto di marketing audace e innovativo.

 

WINE WEEKEND DI INIZIO ESTATE IN TOSCANA

Wine experience alla Fattoria del Colle nel cuore della Toscana per rigenerarsi e acculturarsi su Brunello di Montalcino, Chianti e Orcia durante i weekend di inizio estate

 

Fattoria-de-Colle-murales-di-Cenerentola-all'ingresso

Fattoria-de-Colle-murales-di-Cenerentola-all’ingresso

Nella Toscana dei grandi vini rossi, in una fattoria storica, per vivere esperienze uniche e piacevoli come visite guidate con assaggi itineranti, cene gourmet con 3 piatti pensati e abbinati a specifici vini, il gioco dell’enologo, la preparazione del formaggio …… tanti momenti coinvolgenti a cui possono aggiungersi trekking, safari fotografici, assaggi con vista davanti a panorami mozzafiato oppure passeggiate e soste per godere del silenzio e dei profumi della campagna.

 

LA FATTORIA DEL COLLE UN ANGOLO INTATTO DI ANTICA TOSCANA

La Fattoria del Colle  (clicca per prenotare) è nata nel 1592 come un borgo rurale che, nei secoli, si è miracolosamente conservato e offre soggiorni in appartamenti, camere e ville. Sono arredati con mobili autentici e un confort moderno nella semplicità accogliente, tipica della campagna. Intorno ci sono parchi attrezzati, 3 piscine, ristorante, sala per le feste, scuola di cucina e zona per il benessere naturale.

 

LE CANTINE DEL BRUNELLO, DEL CHIANTI E DELLA DOC ORCIA ED IL LORO SUCCESSO INTERNAZIONALE

Cantine-Orcia-Doc-Chianti-Supertuscan-Fattoria-del-Colle-Toscana

Cantine-Orcia-Doc-Chianti-Supertuscan-Fattoria-del-Colle-Toscana

La cosa più importante è ovviamente il vino. La proprietaria, Donatella Cinelli Colombini, ha creato alla Fattoria del Colle di Trequanda ed al Casato Prime Donne di Montalcino le prime due cantine italiane con un organico di sole donne. Una bandiera per l’enologia al femminile che in soli 22 anni è riuscita a produrre una gamma di vini di assoluta eccellenza, 9 dei quali con punteggi superiori a 90/100 sulla stampa specializzata internazionale e un’esportazione in 39 Paesi del mondo.

 

WINE EXPERIENCE IN FATTORIA PER I WEEKEND DI INIZIO ESTATE

Il programma che viene proposto ai partecipanti dei weekend del vino di inizio estate, alla Fattoria del Colle, comprende quattro appuntamenti giornalieri: due visite guidate dedicate a vino e storia intercalate da assaggi, un’esperienza sul formaggio e una cena con tre piatti abbinati a tre vini capaci di esaltarne il sapore. Le visite sono inconsuete e sorprendenti. Nell’orto ci sono i fiori e le essenze spontanee della Toscana che vengono servite in insalata dal ristorante della fattoria ma anche il pepe, l’aglione, la cola, l’assenzio … e tante piante da cui imparare … come la “consolida” con cui venivano fatte le antiche ingessature. Anche in cantina i visitatori troveranno delle sorprese, come la sala immersiva in cui sentire e vedere cosa avviene nei vigneti nelle diverse ore del giorno e nelle diverse stagioni.

 

Cos’è una wine destination come la Fattoria del Colle

La Fattoria del Colle è una wine destination che attrae appassionati desiderosi di esperienze vere e diverse con il vino. Qui vi spiego com’è e perché piace

 

Wine destination: nuova cantina della Fattoria del Colle in Toscana

Wine destination: nuova cantina della Fattoria del Colle in Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

Chi pensa che solo le super stars del vino attraggano visitatori, sbaglia. Ovviamente, tanto più è importante ed esclusiva la cantina, tanto maggiore sarà la sua capacità di calamitare visitatori. Qualunque appassionato, dal posto più lontano della terra, fa i bagagli e parte, se riceve l’invito di una visita a Lafite o a Romanée Conti. Ma il wine lover che viene in Toscana forse trova affascinante l’idea di trascorrere una giornata alla Fattoria del Colle facendo esperienze capaci di arricchire le sue conoscenze in un luogo autentico e antico. Soprattutto perché ha la possibilità di vivere momenti unici che emozionano.

 

LE WINE DESTINATION IN ITALIA E NEL MONDO

Wine destination: spumante brut metodo classico - Fattoria del Colle - Toscana

Wine destination: spumante brut metodo classico – Fattoria del Colle – Toscana

Partiamo da qualche dato che fa capire l’importanza di distinguersi. Se cercate wine destination in Google troverete quasi 150 milioni di notizie. Nella prima pagina ci sono molte classifiche e vale la pena leggerle per capire cosa attrae i wine lovers in una località piuttosto che in un’altra.
Vine Pair propone la lista delle prime 10 mete enologiche del mondo. Al primo posto c’è Paso Robles in California, seguita da Valle de Guadalupe in Messico e Piedmont in Virginia.
Europeanbestdestinations.com fa salire sul podio l’Alentajo in Portogallo, seguito da Bordeaux e la Valle del Douro.
Booking mette in fila le wine destination italiane con Valdobbiadene, Barbaresco e Bolgheri nei primi tre posti.

 

COSA DEVE AVERE UNA WINE DESTINATION

Come si vede, le mete turistiche del vino esistono in tutto il mondo e quindi non basta offrire la visita fra le botti e la spiegazione del processo produttivo della propria denominazione, per intercettare i visitatori. Bisogna puntare su quello che distingue. Le cantine hanno caratteri molto diversi fra loro: alcune hanno il loro punto di forza nel prestigio e nella bellezza antica, come in Champagne, in altri casi l’attrazione maggiore sono le nuove infrastrutture degli archistar come in Cile.

VACANZE BIO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Ricarica per le auto elettriche, vigneti e oliveti BIO, pannelli solari, orto con erbe alimentari toscane… per vacanze sicure e a contatto con la natura

 

La novità è la colonnina di ricarica delle auto elettriche che i turisti più ecologisti troveranno proprio all’ingresso della Fattoria del Colle. E’ dell’azienda italiana E-Station ed ha una potenza massima di 22 kW con presa Tipo 2 (standard Europeo). Rimane sempre accesa, per cui chi vuole rifornirsi, anche di notte, può scaricare il QR code, pagare (Euro o,32/kWh ) e ricaricare la macchina.

Per ora le auto elettriche arrivate alla Fattoria del Colle sono poche ma in futuro sicuramente aumenteranno e dovremo mettere altre colonnine di rifornimento. Almeno speriamo!

 

COLONNINA PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE

Ricarica elettrica per auto alla Fattoria del Colle con Enrico Pelagatti

Ricarica elettrica per auto alla Fattoria del Colle con Enrico Pelagatti

Gli amanti della natura e i più sensibili all’ambiente noteranno i nostri sforzi per adattare una fattoria con 400 anni di età a un minor impatto ambientale: sono state cambiare tutte le lampadine mettendo quelle a basso consumo. Sono stati sostituiti i motori che raffreddano tini e zone di affinamento del vino con impianti di ultima generazione. Ai pannelli solari sul tetto della cantina ne sono stati aggiunti altri vicino all’ingresso ….

 

ORTO DI PIANTE ALIMENTARI SELVATICHE TOSCANE

Questi sono interventi che non influiscono sulla vacanza dei turisti mentre altre scelte ambientaliste si: l’orto ad esempio. Caterina ci ha guidato nella scelta delle piante alimentari selvatiche della Valdorcia. Erbe che fanno parte da secoli dei nostri prati e ora ci permettono di servire zuppe di pane e panzanelle di tipo ancestrale. Ovviamente l’orto contiene anche pomodori, zucchine … che arrivano in tavola per la gioia degli amanti delle insalate ma l’aglione, il dragoncello, la borragine … sono invece essenze che raccontano storie millenarie. Sapevate che il tipico aglio gigante che cresce nei nostri terreni sabbiosi è senza aglina e quindi non fa puzzare l’alito e viene chiamato “a prova di bacio”?

 

WINE DOGS – CANI DI CANTINA ORA E’ IL LORO MOMENTO

Cani come attrattiva turistica e come visitatori. Anche Wine Spectator mette i wine dogs in evidenza raccogliendo le immagini dei cani di produttori e wine lovers

 

wine-dogs-cani-vignaioli-Fattoria-del-Colle-Felix ottobre 2018

wine-dogs-cani-vignaioli-Fattoria-del-Colle-Felix ottobre 2018

Donatella Cinelli Colombini

Come ogni abbonato al Wine Spectator ricevo giornalmente delle comunicazioni, generalmente non le apro, ma questa era troppo forte <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti più apprezzate delle cantine visitabili: i loro cani! Abbiamo pensato che sarebbe stato divertente mettere in risalto anche alcuni dei cani dei nostri lettori! Inviaci le tue foto preferite del tuo cane o di te con il tuo cane, insieme ad alcuni elementi divertenti, fra ci selezioneremo quelle da pubblicare in WineSpectator.com/Dogs>>

WINE DOGS CHE PASSIONE ANCHE NOI NE AVEVAMO UNO E TUTTI LO AMAVANO

In effetti il mio adorato Felix, era la vera star della Fattoria del Colle. Ricordo quanti turisti ci hanno scritto <<how is Felix?>> oppure <<greetings to Felix>> perché lo ricordavano con affetto. Alfredo Santo, che ha celebrato il suo sessantesimo compleanno alla fattoria del Colle con un gruppo di amici ha poi raccolto le immagini della festa in un volume mettendo la sua foto con Felix in copertina. Quando Felix è morto, nell’inverno dello scorso anno ho ricevuto messaggi da tutto il mondo. Forse presto riprenderemo un nuovo Felix  intanto stiamo organizzando l’accoglienza per i cani e i gatti alla Fattoria del Colle. Chi ha la fortuna di avere un piccolo amore peloso deve sentirsi accolto.

Fattoria del Colle, ingresso di cantina,cuccie dei gatti

Fattoria del Colle, ingresso di cantina-cucce-dei gatti

Per questo l’iniziativa di Wine Spectator mi sembra giusta e opportuna. I cani sono grandi amici dei produttori di vino e degli appassionati di grandi vini.
Qui in Italia in una casa su due ci sono animali. Con il 52% abbiamo battuto i britannici (34%) che tradizionalmente adorano i quadrupedi. Nel nostro Paese la vendita dei prodotti per cani e gatti ha superato quella di prodotti per bambini. In altre parole quando Wine Spectator dice che in cantina dobbiamo aspettarci molti visitatori a quattro zampe dice la verità!

WINERY DOG HARD ROCK PER WINERY E LIBRI SUI CANI DELLE CANTINE

Poi c’è The Winery Dogs un super gruppo di hard rock formato nel 2012 a New York
C’è il Pet Winery Pet Bar creato per offrire bevande e prelibatezze salutari per cani e gatti analcoliche addizionate con vitamine e ottenute solo da materie prime BIO in California. Nel sito è visibile un video dove i quadrupedi bevono da calici da vino e da coppe per Champagne dei liquidi evidentemente molto graditi e sicuramente carissimi.
Altra cosa incredibile è la collana di libri di Craig McGill & Susan ElliottCraig sui cani delle cantine di California Oregon e di tutti gli Stati Uniti a cui si aggiunge il volume Wine cats. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini-intervallati da brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Da non credere.

La wine destination Fattoria del Colle riapre a maggio

Non vediamo l’ora di mostravi la nuova cantina con la zona spumante, i piccoli restauri, l’orto e farvi assaggiare le nuove annate dei vini le nuove ricette

 

Wine destination Fattoria del Colle - Trekking nei Vigneti - Toscana

Wine destination Fattoria del Colle – Trekking nei Vigneti – Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

Siamo stati chiusi al pubblico ma non siamo mai stati fermi. Chi ci ha seguito sui social ha visto i premi che arrivavano da tutto il mondo per i nostri vini, la nascita del safari fotografico e la nuova cartellonistica, la sperimentazione dei piatti da parte della chef Doriana, le bottiglie di spumante sulle pupitre, la piantagione delle erbe spontanee valdorciane nell’orto ….

 

WINE DESTINATION: SALA IMMERSIVA CON LA VIGNA NELLE 4 STAGIONI

Tante piccole cose che stanno trasformando la Fattoria del Colle in una wine destination capace di offrire esperienze autentiche e coinvolgenti con il vino e con le antiche tradizioni toscane.

Wine destination Fattoria del Colle - Cantina

Wine destination Fattoria del Colle – Cantina

Ovviamente i cambiamenti più grandi sono nella cantina della Fattoria del Colle. La tinaia è ora chiusa ed ha una pensilina che coprirà l’uva in arrivo durante la vendemmia. Nella zona di confezionamento è già in funzione la nuova imbottigliatrice e fra poco ci sarà la nuova etichettatrice per garantire la massima cura anche nell’ultimo ma importante momento della produzione del vino. C’è una stanza immersiva dove i visitatori potranno vedere e sentire quello che avviene nella vigna nelle 4 stagioni e nelle diverse ore del giorno. Per imparare che la luce cambia il paesaggio e le cicale non si sentono sempre, ma anzi l’estate e l’inverno hanno i loro rumori e la tramontana ha un suono diverso dallo scirocco, mentre le campane sono ancora l’orologio delle campagne. Un’esperienza immersiva dove suoni, immagini e luci insegnano ai turisti che la meravigliosa campagna che hanno introno va guardata con occhio attento e fra qualche mese sarà completamente diversa.

 

UNA CANTINA CHE SOMIGLIA AD UN BOSCO CON DENTRO BOTTIGLIE

La nuova bottiglieria sotterranea di 450 mq (18°C) contiene la stanza, a temperatura più bassa (12°C), dove lo spumante riposa sui lieviti dopo la presa di spuma. Si tratta di una produzione artigianale di 1800 bottiglie all’anno di spumante metodo classico ottenute da uve Sangiovese. Anche il remuage delle bottiglie sulle pupitre viene fatto a mano.
La cosa più spettacolare è il rivestimento esterno della nuova sezione della cantina con un bosco in corten disegnato dall’Architetto Elisa Boldi a somiglianza delle querci nel periodo invernale. Di notte il bosco di metallo è retroilluminato e fa pensare ad uno scenario fiabesco. Naturalmente la cosa più preziosa, anche se meno scenografica, sono le bottiglie all’interno. Stanno ottenendo una raffica di premi da tutto il mondo. Gli ultimi sono dalla GuidaBIO che ha assegnato l’eccellenza di 5 foglie al Chianti Superiore 2018 e 4 foglie al Leone Rosso Doc Orcia e al Rosso di Montalcino Doc 2018.

 

ROSA DI TETTO IGT Toscana Rosato 2019

Il rosato è il vino di tendenza nel nuovo millennio. Cresce l’apprezzamento dei consumatori e con esso la richiesta di vini sempre più ricchi di personalità, finezza e qualità

 

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana - Donatella Cinelli Colombini

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana – Donatella Cinelli Colombini

Una ricerca che, alla Fattoria del Colle, parte dall’uva di Sangiovese e dalle sue specificità come il particolarissimo profumo di viola mammola che, nel Rosa di Tetto, si mescola a quella di mela e ciliege.
I vigneti BIO sono coltivati a mano con cura maniacale, le uve sono vendemmiate a mano, vinificate, affinate sotto l’occhio vigile delle tre enologhe dell’azienda Barbara, Sabrina e Giada. Danno origine a piccole serie di “family wines”, cioè vini di fattoria. In questo caso si tratta di solo 2.000 bottiglie, piccoli gioielli destinati a clienti wine lover.
La Fattoria del Colle ha iniziato a produrre rosato oltre trenta anni fa con il nome “Acqua di Tetto”. Nel 1998, quando Donatella ricevette la proprietà dal padre Fausto Cinelli, decise di cambiare il suo nome in Rosa di Tetto e mettendo in etichetta i fiori dell’antichissima rosa rampicante che sale sulla facciata della villa cinquecentesca della fattoria.

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana - Donatella Cinelli Colombini

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana – Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2019 è considerata qualitativamente la migliore degli ultimi 50 anni. E’ stata abbondante e con delle uve mai viste prima. Per questo è stato deciso di iniziare, proprio nel 2019, l’innovamento stilistico del rosato “Acqua di Tetto” puntando su una tipologia più complessa, importante e strutturata, dove l’impronta del Sangiovese fosse ben percepibile. Un vino da bere “a tutto pasto”.

 

DESCRIZIONE DEL ROSA DI TETTO IGT 2019

TIPOLOGIA: rosato
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle, Vigneto Cenerentola.
CLASSIFICAZIONE: IGT Toscana Rosato
CARATTERI DELL’ANNATA: inverno mite e arido. In estate le giornate calde sono state intercalate da grandi perturbazioni sono state registrate forti escursioni termiche fra la notte e il giorno a favorire la sintesi dei profumi.

Il Drago e le 8 Colombe IGT Supertuscan 2018

Una vendemmia piccola di quantità e grande di qualità, il 2018 ci regala Il Drago e le 8 Colombe – Supertuscan in “stile Novecento” di grande ricchezza aromatica

 

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 - Donatella Cinelli Colombini

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 – Donatella Cinelli Colombini

Nelle vigne, il 2018, è iniziato mostrando gli effetti della gelata primaverile dell’anno prima: i grappoli erano pochi e piccoli, fino dall’inizio. Un elemento che sembrava negativo ed invece ha consentito all’uva di superare felicemente un maggio piovosissimo e un’estate che alternava caldo a grosse perturbazioni. Un clima che ricorda quelli del Novecento, con più nuvole che sole. Il clima estivo di settembre è stato decisivo per la qualità dell’uva: il calibro degli acini si è ridotto e la maturazione è avvenuta gradualmente, in modo contemporaneo nelle bucce e nella polpa dell’uva – maturità tecnologica e polifenolica.

Le temperature nel periodo pre-vendemmiale hanno dato al Drago e le 8 Colombe 2018 la sua caratteristica distintiva: i profumi fini, complessi e profondi.
Infine, un piccolo ma significativo particolare, contro tutte le previsioni metereologiche, la pioggia è arrivata il giorno dopo la fine della vendemmia. Un particolare non piccolo, perché, interpretando la vendemmia in “stile Novecento” le uve migliori, come quelle per il Drago e le 8 Colombe, sono state colte per ultime. Un colpo di fortuna che bevendo il Drago e le 8 Colombe è chiaramente percepibile.

 

IL NOME DEL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Il Drago e le 8 Colombe nasce nelle prime cantine italiane con un organico interamente femminile: sono donne la consulente Valerie Lavigne, le enologhe Barbara Sabrina, Giada e le cantiniere, le addette all’accoglienza turistica e al commerciale. Sono le 8 colombe citate nel nome insieme al Drago, l’unico uomo presente: Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini che è il promotore di piccole selezioni di straordinari vini dolci.

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 - Donatella Cinelli Colombini

Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 – Donatella Cinelli Colombini

Il Drago e le 8 Colombe nasce per celebrare anche gli uomini del vino.

 

IL DRAGO E LE 8 COLOMBE 2018

Si tratta di un Supertuscan, un “vino d’autore” IGT Toscano, in cui i vitigni sono usati seguendo la creatività e non la tradizione. Nel Drago e le 8 Colombe vengono usati tre diverse uve: Sangiovese, vitigno principe della Toscana, che conferisce al vino l’eleganza, il Merlot (20%) che aggiunge piacevolezza e il Sagrantino (20%) che accresce la struttura. Tutte le uve sono coltivate, vinificate, maturate in botte, imbottigliate e affinate in fattoria.

 

Sanchimento IGT Toscana bianco 2020

L’IGT Toscana Bianco Sanchimento è un piccolo capolavoro di creatività e naturalezza. Un Supertuscan bianco esclusivo, innovativo, BIO e leggermente orange

 

Sanchimento IGT Toscana 2020 - supertuscan della Fattoria del Colle

Sanchimento IGT Toscana 2020 – supertuscan della Fattoria del Colle

Sanchimento è ottenuto dalle prime uve raccolte da “vendemmiatori mascherati” cioè con indosso la mascherina anti covid.
Tutti ricorderemo la raccolta 2020 alla Fattoria del Colle, per il disagio di rispettare le regole sanitarie nonostante il caldo, la fatica e il fastidio di respirare male. Ma nessuno si è contagiato, ma speriamo sia la sola vendemmia covid.

 

SANCHIMENTO UN SUPERTUSCAN BIO

Raccolta manuale dell’uva e raffreddamento dei grappoli di Traminer in un vecchissimo camion frigo IVECO. E’ un pezzo di antiquariato ma rimane in funzione proprio per la vendemmia.
Dopo una prima sperimentazione nel 2019, la cantiniera Barbara Magnani con le sue enologhe Junior Sabrina e Giada si sono lanciate in un’alchimia fra vinificazione tradizionale e orange wine.

Sanchimento IGT Toscana 2020 - Supertuscan - Fattoria del Colle

Sanchimento IGT Toscana 2020 – Supertuscan – Fattoria del Colle

Una parte dell’uva è stata infatti fermentata con le bucce e con lieviti autoctoni. Il blend con il Sanchimento vinificato tradizionalmente è avvenuto prima dell’imbottigliamento. Il risultato è un vino di grande carattere e finezza, meno aromatico ma più complesso al naso rispetto a quelli a cui eravamo abituati. Più agile, ampio e strutturato in bocca. Un vino non banale che mostra il coraggio di sperimentare e interpretando i caratteri naturali dell’uva Traminer coltivata in Toscana.

Il piccolo vigneto Sanchimento fu piantato nel 1989 da Fausto Cinelli, padre di Donatella Cinelli Colombini, intorno alla cappella di San Clemente della Fattoria del Colle. Chimento è infatti il nome che veniva usato al posto di Clemente nella lingua poi divenuta vernacolo senese.
IGT Toscana Sanchimento 2020 è dunque un Supertuscan BIO prodotto in una piccolissima serie di 2000 bottiglie. Un vino esclusivo per i wine lover che visiteranno o soggiorneranno alla Fattoria del Colle nel 2021.

 

Mamma Francesca finisce 90 anni

Francesca Colombini Cinelli spenge 90 candeline ma rimanda la festa dopo il mio piede ingessato per gustare insieme tortellini, meringhe e Brunello

 

Francesca Colombini Cinelli con Carlo, Donatella, Violante, Stefano e Giovanni

Francesca Colombini Cinelli con Carlo, Donatella, Violante, Stefano e Giovanni

Di Donatella Cinelli Colombini

Mia madre Francesca è nata a Modena dove suo nonno, Pio Colombini, insigne dermatologo, era rettore dell’Università. Un ruolo prestigioso, nel secondo più antico ateneo italiano (che Pio Colombini riempì di lapidi autocelebrative), e in una città piccola ma colta e ricca, che tutta la famiglia visse molto felicemente. A riprova di questo sentiment, mia madre, ha appeso in camera da letto, la foto dell’edificio dove nacque, ma ricorda con una punta di orgoglio <<nella casa di Montalcino arrivò la corrente elettrica prima che in quella di Modena>>. Del periodo emiliano è rimasto, in famiglia, un amore sviscerato verso i tortelli fatti a mano.

 

FRANCESCA COLOMBINI A MONTALCINO NEL LIBRO “IL VINO FA LE GAMBE BELLE”

Figlia unica, mia madre è stata educata quasi come un uomo: andava a caccia e sapeva guidare trattori e camion. Prima e durante la seconda guerra mondiale, mio nonno Giovanni Colombini la rendeva partecipe di tutto ciò che avveniva. Gran parte dei suoi ricordi sono raccontati nel libro intitolato Il vino fa le gambe belle (2005). Una narrazione che riguarda anche la successiva metamorfosi di Montalcino da borgo rurale florido e guerriero, in insediamento povero a causa dell’esodo delle campagne e infine nelle città del Brunello.

Francesca Colombini Cinelli con Donatella e Stefano

Francesca Colombini Cinelli con Donatella e Stefano

Il soggiorno a Montalcino di mia madre si interruppe nel dopoguerra con un lungo soggiorno a Firenze, città a lei molto cara. Qui ha frequentato Istitut Français di Firenze, una scuola superiore dove lei acquisì una padronanza della lingua che ha mantenuto tutta la vita. Viveva nella “Casa di Boccacio” dove ora abita mia figlia Violante con il marito Enrico. Qui siamo cresciuti io e mio fratello Stefano, prima del trasferimento a Siena che coincise con la morte di mia nonna Giuliana, adorata moglie di Giovanni Colombini.

 

GIOVANNI E FRANCESCA COLOMBINI ALLA FATTORIA DEI BARBI

Fu in questi anni che mia madre iniziò a lavorare alla Fattoria dei Barbi andando avanti e indietro, ogni giorno, con una Cinquecento FIAT bianca. La ricerca di alternative all’agricoltura mezzadrile del passato, fu un’impresa che mio nonno Giovanni e mia madre Francesca, vissero insieme con fatica, tenacia e creatività. Lui estroverso e cresciuto fra gli accademici, amava circondarsi di intellettuali e aveva un approccio più colto e visionario. Lei pragmatica e dotata di un’eccellente capacità organizzativa (lei, io e mia figlia Violante siamo dislessiche, una disabilità che diventa un punto di forza per i managers) si dedicava al lavoro operativo. Una situazione che in qualche modo mi favorì, perché mamma Francesca sfuggiva le occasioni sociali amate da mio nonno, per cui ero soprattutto io ad accompagnarlo. Questo mi dette modo di capire il cambiamento di considerazione verso il vino e il lavoro della terra, così come mi insegnò a progettare mescolando lungimiranza e concretezza. Credo di aver avuto la mia vera formazione professionale proprio in quei viaggi.
Mia madre Francesca e mio nonno Giovanni, insieme misero le basi dell’azienda attuale trasformando le piccole attività di cantina, caseificio, salumeria e ristorazione, nel prototipo dell’attuale agricoltura polifunzionale che sa affrancarsi dall’industria agroalimentare e parte dai campi per arrivare sulla tavola dei consumatori. Un anticipo di quasi cinquant’anni al progetto europeo Farm-Fork.
Dopo la morte di mio nonno Giovanni Colombini, nel 1976, mamma ha guidato la Fattoria dei Barbi da sola per oltre vent’anni dando alle cantine un mercato e una reputazione internazionali. Se mio nonno aveva avuto le intuizioni, fu lei a creare le strutture produttive con muri ed impianti.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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