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VINOUS 90, 94,91, 90 A CHIANTI, ORCIA E VINSANTO

ERIC GUIDO ASSAGGIA 4 VINI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI, ATTRIBUISCE PUNTEGGI ALTISSIMI E SCRIVE DESCRIZIONI TALMENTE EVOCATIVE DA SUSCITARE ODORI E SAPORI

Eric Guido è un giovane critico enologico di enorme talento. Per Vinous assaggia i vini italiani, quelli della costa pacifica, Paso Robles e Slovenia. Ama il vino ma anche la cucina -soprattutto italiana – si occupa di scrittura creativa, copywriting, fotografia, editing digitale. Tutto ad altissimi livelli.
Nel gennaio 2024 ha assaggiato 4 vini della Fattoria del Colle e poi ha pubblicato i giudizi nel portale di Antonio Galloni Vinous. Due critici che non fanno sconti a nessuno e hanno costruito la loro reputazione sull’integrità. Per questo i loro giudizi sono importanti. Ovviamente servono al mercato, orientando gli acquisti ma soprattutto servono ai produttori come me che vogliono capire se le loro scelte stilistiche stanno andando nella direzione giusta. E quella che ho scelto è la territorialità.

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA: DEGUSTAZIONE E CONSERVAZIONE

QUALI SONO I SAPORI E LE TIPOLOGIE DEL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE E COME ASSAGGIARLO. GLI OLIVETI E L’OLIO DELLA FATTORIA DEL COLLE DI TREQUANDA IN TOSCANA

olio extravergine di olia Fattoria del Colle Trequanda

olio extravergine di olia Fattoria del Colle Trequanda

di Alessia Bianchi, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

L’analisi visiva è considerata poco rilevante, motivo per cui i bicchieri da degustazione professionale sono volutamente colorati per mascherare le caratteristiche visive che potrebbero influenzare il giudizio dell’assaggiatore. Le sfumature dell’olio possono andare dal giallo al verde intenso, ma sono legate alla varietà dell’oliva o al grado di maturazione.
L’analisi olfattiva riveste una notevole importanza ai fini del giudizio finale, L’aroma percepito inspirando, dopo aver scaldato il bicchierino tra i palmi delle mani per portarlo alla temperatura ottimale di 28°C, rivela subito se i profumi sono gradevoli oppure se sono presenti sensazioni sgradevoli collegabili a difetti
Un olio extravergine di qualità deve avere un aroma fresco e vegetale, che può richiamare sentori di carciofo, mandorla o pomodoro. Il profumo intenso è una caratteristica distintiva degli oli di alta qualità e rappresenta una delle principali differenze tra un olio extravergine comune e un prodotto di eccellenza.

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA: STORIA QUALITÀ E BENEFICI

LA STORIA DELL’OLIO DI OLIVA E I SUOI BENEFICI PER LA SALUTE DI CHI LO CONSUMA. LE FASI DELLA PRODUZIONE DELL’OLIO EVO E IL RUOLO DELL’ACIDITÀ NELLA SUA VALUTAZIONE

Fattoria del Colle, olio extravergine EVO degustazione

Fattoria del Colle, olio extravergine EVO degustazione

Di Alessia Bianchi, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

L’olio extravergine di oliva è uno dei simboli della dieta mediterranea, un prodotto che racchiude secoli di storia e  tradizione. Alla Fattoria del Colle, la produzione di olio EVO segue metodi biologici, garantendo un prodotto di altissima qualità. Scopriamo insieme la sua affascinante storia, i benefici per la salute e il processo produttivo che ne determina l’eccellenza.

UN VIAGGIO NELLA STORIA DELL’OLIO DI OLIVA

L’olivo selvatico ha origini antichissime: considerato nel neolitico solo una risorsa per la legna da ardere, divenne presto un elemento fondamentale della vita nel bacino del Mediterraneo.

COME PRODURRE VINI MENO ALCOLICI PARTENDO DALLA VIGNA

IL NUOVO CLIMA CREA OPPORTUNITA’ E RISCHI: LE BUONE VENDEMMIE SI MOLTIPLICANO MA IL GRADO ALCOLICO DEI VINI SALE MENTRE IL MERCATO VORREBBERO VINI MENO ALCOLICI

Vigneti a tendone dipinti da Simone Martini nel 1328 presso Sassoforte e Montemass

Vigneti a tendone dipinti da Simone Martini nel 1328 presso Sassoforte e Montemassi

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Una delle scelte che porto avanti per i nuovi vigneti è quella dei luoghi “sfigati” cioè a Nord, in ombra, ad altitudini maggiori …. Quelli che gli agronomi guardano con sospetto e disegnano sui loro volti espressioni disgustate <<qui lei non farà mai uva da Brunello>> mi disse Valerie Lavigne di fronte a un piccolo terreno di fondovalle accanto al Casato Prime Donne. Io risposti diplomaticamente <<la useremo per il Chianti Superiore>>.
Quando decisi di piantare vitigni bianchi alla fattoria del Colle l’agronomo Gabriele Gadenz mi indicò un declivio con una splendida esposizione a mezzogiorno. Io gli indicai il “fondo della Casella” una scarpata riparata dal sole e piuttosto umida. Poi feci un compromesso. <<Metà del vigneto lo pianteremo dove dice lei e metà dove dico io così potremo fare il confronto>>.
Io non ho paura dei cambiamenti e il nuovo clima richiede di cambiare, ma vedo intorno a me tanta paura nell’abbandonare i metodi e le scelte che, nel passato, hanno avuto successo.

ACCIUGHE SOTTO PESTO CON L’AGLIONE

UN ANTIPASTO PIENO DI SAPORE E DI RICORDI CHE PORTA NEL PIATTO LA CAMPAGNA TOSCANA PIÙ VERA E PIÙ FAMILIARE CON LA SOLA VARIANTE DELL’AGLIONE AL POSTO DELL’AGLIO

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Acciughe sotto pesto - Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle

Acciughe sotto pesto – Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle

La semplicità di certe preparazioni porta con se il sapore delle vecchie fattorie toscane, della sapienza antica dei gesti. Forse è proprio l’autenticità di quello che non è mutato nei secoli a restituirci l’esperienza del passato. Per questo vi invito a preparare le acciughe sotto pesto come le faceva Nunziatina cioè Annunziata Ferretti matriarca della sua famiglia e capo massaia nella cucina della casa dei miei nonni Colombini a Montalcino.

DAL PESTO CLASSICO AL PESTO CON AGLIONE

Ci sono quattro raccomandazioni: l’olio extravergine di oliva deve essere quello spremuto da pochi mesi usando olive biologiche colte precocemente a mano. Come è quello della Fattoria del Colle.

BUONA PASQUA

LA PASQUA COME RIGENERAZIONE DEL CORPO, DELLA MENTE E SOPRATTUTTO DEL CUORE. AUGURO A TUTTI UNA PASQUA DI AMORE CHE DA VOI SI DIFFONDA A TUTTI QUELLI CHE INCONTRATE

Ciambellini di Pasqua e Vin Santo Fattoria del Colle in Toscana

Ciambellini di Pasqua e Vin Santo Fattoria del Colle in Toscana

Qui nella bellissima campagna toscana è facile sentire la Pasqua come un passaggio verso cose positive, verso la vita, verso gesti d’amore e di pace.

La Pasqua, infatti, è la scoperta della vera essenza dell’amare e dell’essere amati come ha detto Madre Teresa di Calcutta.
Con questo spirito desidero ricordare con voi i sapori della Pasqua, quelli semplici e casalinghi che da secoli si associano alla festa in Val d’Orcia e in Val di Chiana, nella Toscana più attaccata alle tradizioni. Nei giorni di vigilia il baccalà e le acciughe sotto pesto. Per la verità si tratta di leccornie perché le massaie hanno sempre saputo trasformare le materie prime più umili in pietanze gustose e in questo caso annullano la penitenza della Settimana Santa. Ma che possiamo farci se le nonne avevano le mani d’oro?

LA TRADIZIONE DI PASQUA A TAVOLA IN VAL DI CHIANA E VAL D’ORCIA

I dolci della Quaresima sono diversi a Montalcino e a Trequanda. Nella terra del Brunello di sono i corolli soffici e profumati di anice, in Val di Chiana si consumano i ciambellini secchi e fatti con  il Vin Santo.  Anche per Pasqua la gastronomia delle due zone ha somiglianze e differenze. In entrambe le zone l’uovo benedetto si accompagna al capocollo cioè  al salume che all’esterno è cosparso di semi di finocchio che nel Nord Italia si chiama coppa nel Sud Locena.

Le differenze riguardano la schiacciata. A Montalcino è un dolce profumato e soffice dal sapore inconfondibile e dal colore giallo dei rossi d’uovo. Invece la schiacciata di Trequanda e della Val di Chiana è salata e tradizionalmente serve a rompere la vigilia di Pasqua con i pezzettini di rigatino che contiene.

DONNE DEL VINO TOSCANE AL FRANTOIO BUONAMICI

15 APRILE SULLE COLLINE DI FIESOLE NEL FRANTOIO PIÙ INNOVATIVO LE DONNE DEL VINO SVILUPPANO, CON UNA VISITA, IL TEMA DELL’ANNO “DONNE VINO E INNOVAZIONE”

degustazione di olio delle Donne del Vino toscan al frantoio Buonamici

degustazione di olio delle Donne del Vino toscane al frantoio Buonamici

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Una serata primaverile per capire come l’innovazione possa trasformare anche le attività più antiche dell’agricoltura in qualcosa di avanzato, rispettoso della natura e orientato all’eccellenza qualitativa. Un modo inedito e stimolante per dare attuazione al tema dell’anno “donne vino e innovazione” simboleggiato dalla donna con i capelli pieni di rotelle che Federica Cecchi ha disegnato nel logo nazionale 2025 delle Donne del Vino. Un’immagine stampata anche su borse da shopping che le socie toscane hanno ricevuto in dono durante Vinitaly e con cui hanno letteralmente invaso il web.

CESARE E CESARA BUONAMICI

Il 15 aprile le Donne del Vino della Toscana vistano il frantoio Buonamici sulle colline di Fiesole. Un frantoio storico che ha ricevuto nuova fama da un progetto enorme e visionario che ha rivoluzionato il concetto di “oliviera” appoggiandosi su un progetto architettonico ipogeo spettacolare e una concezione che lo rende turistico e attrattivo tutto l’anno.
In passato era soprattutto il grande talento giornalistico di Cesara Buonamici opinionista e conduttrice televisiva delle reti Mediaset a dare fama al nome Buonamici ma il nuovo frantoio è diventato una star capace di brillare di luce propria.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI E AIS

DUE GRANDI RICONOSCIMENTI PER BRUNELLO PRIME DONNE E CENERENTOLA DOC ORCIA DA PARTE DI AIS CON UN PREMIO A ECCELLENZA DI TOSCANA E LA PRESENZA A VINITALY

AIS Toscana premio 2025 a Cenerentola Doc Orcia con la Vicepresidente Stefania Saccardi

AIS Toscana premio 2025 a Cenerentola Doc Orcia con la Vicepresidente Stefania Saccardi

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il legame di amicizia e di stima fra la Associazione Italiana Sommelier e Donatella Cinelli Colombini dura da tantissimi anni e assomiglia a un percorso condiviso.

ECCELLENZA DI TOSCANA PREMIO A CENERENTOLA DOC ORCIA

Qui racconto le due ultime tappe di questo cammino. Cominciamo con la cerimonia inaugurale di Eccellenza di Toscana 2025 evento organizzato da AIS Toscana e dedicata alle 101 migliori etichette della regione.
L’inaugurazione di Eccellenza di Toscana è avvenuta nella splendida cornice dell’auditorium della Camera di Commercio di Firenze. Qui Donatella Cinelli Colombini ha ricevuto dal Presidente AIS Toscana Cristiano Cini, il premio nella categoria “Sangiovese abbinato a vitigni minori”. Il riconoscimento riguardava il vino Cenerentola Doc Orcia nel cui uvaggio è presente il vitigno autoctono Foglia Tonda.
Eccellenza di Toscana è giunta quest’anno alla 23sima edizione e si svolge alla Stazione Leopolda con un programma che unisce degustazioni e convegni. Un programma che ha coinvolto anche le Donne del Vino toscane guidate da Donatella Cinelli Colombini, con l’assaggio delle DOCG toscane.

VINITALY 2025 DALLA PAURA ALL’OTTIMISMO

IL VINITALY È RIUSCITO A RIDARE SPERANZA AL VINO ITALIANO NEL MOMENTO PIÙ DIFFICILE DEGLI ULTIMI 30 ANNI.ISTITUZIONI, PRODUTTORI E BUYER UNITI NEL VOLERLO DIFENDERE

Vinitaly tourism Antonello Maruotti LUMSA Donatella Cinelli Colombini CESEO Viplante Gardini Cinelli Colombini Movimento turismo del Vino Roberta Garibaldi Chiara Racasi Vinitaly Tourism

Vinitaly tourism Antonello Maruotti LUMSA Donatella Cinelli Colombini CESEO Violante Gardini Cinelli Colombini Movimento turismo del Vino Roberta Garibaldi Chiara Racasi Vinitaly Tourism

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

Il Vinitaly 2025 è iniziato in una sorta di tempesta perfetta che, giorno dopo giorno, si è trasformata in speranza.
Le preoccupazioni del comparto caratterizzano lo scenario iniziale: calo dei consumi mondiali collegato a uno stile di vita salutista e agli attacchi da parte delle autorità sanitarie, il global warming che mette a rischio i vigneti con eccessi sempre più frequenti (Cristiana Grati espone le foto della recente alluvione che ha travolto 8 ettari dei suoi vigneti), l’inflazione che si mangia i guadagni e poi i dazi di Trump (la riduzione al 10% per 90 giorni arriva subito dopo la chiusura della fiera).

Pian piano i toni si smorzano. Tanti importatori fiduciosi sulle prospettive future e soprattutto quelli USA decisamente ottimisti <<speriamo che duri poco, anche noi del trade abbiamo la nostra associazione che dialoga con il governo>>. In effetti il prezzo del vino italiano si quadruplica prima di arrivare al consumatore finale per effetto dei trasporti e soprattutto del passaggio, obbligatorio per legge, da importatore, distributore e dettagliante. I ministri arrivati in massa a Vinitaly sono uniti a dire no alla trattativa solitaria con Trump e no ai “controdazi” chiesti da altri Paesi Europei. Il Ministro Urso spiega <<le autorità monetarie prevedono un calo del PIL europeo dello 0,3%, per effetto dei dazi di Trump, ma facendo una guerra e aumentando reciprocamente le tariffe doganali su entrambi i fronti, potremmo arrivare a perdere l’1% del PIL>>. La parola su cui tutti sperano è “negoziare” puntando a far scendere i dazi. Le azioni in agenda sono tante: Vinitaly, con le fiere all’estero, e il Governo con la commissione UE, puntano a potenziare altri mercati, in Asia e in Sud America, dove è attesa la firma del trattato col Mercosul. Speriamo che le attuali criticità producano un’accelerata in un lavoro diplomatico che va avanti da tempo alla velocità della lumaca.

BACCALÀ ALLA FRATINA

RICETTA DI TREQUANDA CHE RIMANDA ALL’EPOCA IN CUI IL BACCALÀ COSTAVA POCO E, INSIEME ALLE ACCIUGHE SOTTO PESTO, ERA IL SOLO PESCE NELLA CUCINA DEI CONTADINI

Trequanda Toscana Fattoria del Colle ingredienti del Baccalà alla Fratina -

Trequanda Toscana Fattoria del Colle ingredienti del Baccalà alla Fratina –

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination,  Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Ricetta di Trequanda che rimanda all’epoca in cui il baccalà costava poco e, insieme alle acciughe sotto pesto, era il solo pesce nella cucina dei contadini
C’è una filastrocca nella campagna toscana <<baccalà, fegato e uova, più bolle e più assoda>> come molti insegnamenti popolari, anche nelle cucine le massaie trasmettevano il loro sapere a figlie e nuore usando proverbi, canzoni o novelle. In questo caso bisognava ricordarsi quali alimenti dovevano cuocere poco.
Il baccalà era un cibo povero ma comunque le quantità acquistate dalle massaie erano modeste rispetto alla fame di chi lavorava nei campi. Per questo le cuoche lo cucinavano con grandi intingoli in modo da mettere nei piatti un pezzettino di pesce e tanto delizioso intingolo da asciugare col pane.

CHIUDONO LE OSTERIE E APRONO LE FARMACIE

UNA RIFLESSIONE E QUALCHE RICERCA SCIENTIFICA, SUI BENEFICI SOCIALI, ECONOMICI E SALUTISTICI DELLA CONVIVIALITÀ INFORMALE E SUL CALICE DI VINO BEVUTO IN COMPAGNIA

Le osterie e il consumo di vino moderato contro la depressione e la solitudine

Le osterie e il consumo di vino moderato contro la depressione e la solitudine

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Ho usato il titolo di un vecchio articolo de “La Revue du Vin de France” <<Mentre chiudono le osterie aprono sempre più farmacie>> per introdurre il commento a due articoli pubblicati sul quotidiano online del “GamberoRosso”. Il male oscuro del nostro tempo è la solitudine che riguarda soprattutto giovani e persone anziane.
Apparentemente la questione non riguarda il vino ma invece vediamo come sia intimamente legata a uno stile di vita di cui il calice di vino fa parte e come demonizzare il vino e sdoganare le droghe leggere “per i loro benefici sociali” sia un atteggiamento sbagliato e forse persino sospetto. Chi si avvantaggia da una strategia che appare contraddittoria? Gli antichi romani dicevano <<cui prodest?>> a chi conviene? E nel gergo dei libri gialli potremo tradurre <<chi ha un movente?>>.
I sospettati sono due: chi fa business con le droghe leggere e chi produce psicofarmaci. Due lobby potentissime e piene di soldi.
Quello che scrivo sotto traendolo dal GamberoRossoToday vi aiuta a riflettere.

IL DRAGO E LE 8 COLOMBE IGT TOSCANA 2020

2020 VERRÀ RICORDATA COME LA VENDEMMIA DEL COVID MA DOVREMMO RICORDARLA PER L’OTTIMA QUALITÀ DELL’UVA E LA FORTUNA CHE HA SALVATO LE VIGNE DALLE AVVERSITÀ CLIMATICHE

VENDEMMIA 2020 Donatella Cinelli Colombini controlla il colore del mosto

VENDEMMIA 2020 Donatella Cinelli Colombini controlla il colore del mosto

Tutti ricordiamo le mascherine del Covid e i test sempre a portata di mano durante la vendemmia 2020.
Ma sarebbe più giusto ricordarsi della 2020 come una delle vendemmie più fortunate perché i danni della gelata primaverile (18-23 marzo) sono stati minori che altrove e perché le piogge autunnali hanno girato intorno alle vigne fino alla fine della raccolta. Quasi un miracolo!
Fortunata ma scarsetta, la vendemmia 2020 merita sicuramente le 5 stelle, il massimo punteggio.
Da anni Donatella Cinelli Colombini coltiva i suoi vigneti in modo biologico e, da anni segue un progetto chiamato “Vineyard first” cioè prima di tutto la vigna. Consiste in un grosso investimento in uomini e attrezzature affinché l’uva arrivi in cantina in condizioni perfette nel primo giorno di piena maturazione. Tanto lavoro e tanta attenzione che, in annate come il 2020, sono aiutati dalla natura e dal clima.
L’uva 2020 era sana, con acini piccoli, vinaccioli ben lignificati e il Sangiovese aveva la tipica croccantezza delle grandi annate. Dati analitici addirittura migliori rispetto al 2019 con un ottimo contenuto di sostanze nobili nella buccia (polifenoli estraibili) e un bel contenuto acido.

WINERY TOURS 2025 DELLA FATTORIA DEL COLLE

NOVITÀ E TRADIZIONE IN 5 ESPERIENZE INDIMENTICABILI SUL VINO E SULL’OLIO EVO, ALLA FATTORIA DEL COLLE. DEDICATE AGLI AMANTI DEL VINO, DELLA STORIA E DELLA NATURA

La novità principale di quest’anno è l’introduzione del “Driver discount” che prevede 10€ di sconto per chi potrà assaggiare un solo vino. E’ il contributo della Fattoria del Colle alla guida sicura e un modo gentile per alleviare il sacrificio di chi dovrà poi mettersi alla guida. Un adeguamento necessario dopo l’introduzione del nuovo codice della strada e l’inasprimento dei controlli.

DRIVER DISCOUNT PER IL TURISMO DEL VINO SICURO

La nuova esperienza 2025 si chiama “Olio Nuovo in Orci Antichi, Brunello e Vino Orcia Cenerentola” e valorizza l’orciaia appena inaugurata nel sotterraneo della Fattoria del Colle. Dopo un attentissimo restauro e l’utilizzo di alcuni elementi innovativi, Donatella Cinelli Colombini sta, per prima,  rimettendo l’olio evo nei contenitori tradizionali toscani in ceramica. Un mix di tradizione e innovazione che accresce il fascino del meraviglioso extravergine di queste terre.

PRIMAVERA IN TOSCANA: ESPERIENZE DA VIVERE

TOSCANA IN PRIMAVERA: GIORNATE PIÙ LUNGHE ADATTE PER TREKKING E BICICLETTA, BAGNO NELLE ACQUE TERMALI CALDE, TARTUFO MARZUOLO E L’OLIO EVO IN ORCI CENTENARI

Con l’arrivo della primavera, il sud della Toscana si trasforma in un paradiso di colori, sapori e momenti indimenticabili. Questa regione, celebre per i paesaggi da

Fattoria-del-Colle-caccia-al-tartufo

Caccia al tartufo Fattoria del Colle Toscana

cartolina, i borghi storici e la straordinaria tradizione enogastronomica, offre mille motivi per un soggiorno memorabile. Alla Fattoria del Colle di Trequanda, un borgo rinascimentale perfettamente conservato, il fascino della storia incontra l’eccellenza dei vini premium. Ecco tre esperienze imperdibili per vivere al meglio la primavera toscana.

CACCIA AL TARTUFO MARZUOLO E CENA GOURMET

Dal cuore dell’inverno alla fine di marzo, la Toscana celebra il tartufo marzuolo, un ingrediente dal sapore deciso, perfetto per arricchire tagliolini, bruschette, carni e uova. Alla Fattoria del Colle, la caccia al tartufo si svolge nelle sue riserve tartufigene con l’aiuto di esperti cani da ricerca. Il ristorante della Fattoria offre piatti sublimi preparati con il tartufo marzuolo, abbinati a un elegante spumante rosé metodo classico, prodotto con uve Sangiovese. Immaginate una cena a lume di candela sulla terrazza panoramica, immersi in un’atmosfera magica: un’esperienza che resta nel cuore.

TURISMO DEL VINO IN ITALIA PASSATO PRESENTE E FUTURO

DONATELLA CINELLI COLOMBINI FONDATRICE DEL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO NEL 1993 E VIOLANTE GARDINI CINELLI COLOMBINI NEOELETTA PRESIDENTE DELLA STESSA ASSOCIAZIONE

Andrea Cappelli Oinos con Lorenzo

Andrea Cappelli Oinos con Lorenzo

Intervista  sull’enoturismo a Donatella Cinelli Colombini e Violante Gardini Cinelli Colombini per la rivista Oinos di Andrea Cappelli. Madre e figlia giocano in doppio per portare al successo il turismo del vino italiano.

Com’era e com’è l’enoturismo in Italia?

Donatella – siamo partiti da 25 cantine accessibili al pubblico in tutta l’Italia, praticamente niente. Nelle prime edizioni di Cantine aperte mandavo per posta e per fax le istruzioni per organizzare il punto vendita e lo spazio per gli assaggi… solo verso il 1997 qualche cantina decise di rimanere accessibile dopo la giornata “Cantine aperte”. Pian piano l’enoturismo è diventato di moda e la visita delle cantine è entrato nel vissuto di tutti come alternativa alle solite gite nelle città d’arte o alle spiagge.
Violante – Ora in Italia ci sono circa 20-25.000 cantine turistiche ma solo una parte di esse offre un’accoglienza ben organizzata cioè ha personale formato, una serie di esperienze diversificate e dispone di un percorso negli impianti produttivi, un punto vendita, una sala da degustazione dove servire vino e cibi tipici oltre che, ultimi ma non meno importanti, parcheggi e bagni. Ho l’orgoglio di dire che le cantine associate al Movimento turismo del vino –  MTV sono fra quelle meglio organizzate.

                                                                       
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