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Cenerentola Orcia Doc 2017 DONATELLA CINELLI COLOMBINI

2017: la vendemmia più mediterranea mai avvenuta in Toscana che ha prodotto vini molto sensuali, caldi, potenti e capaci di dare il meglio di sé in gioventù, ecco il Cenerentola Doc Orcia.

 

LA VENDEMMIA 2017 DEL CENERENTOLA DOC ORCIA

Cenerentola-DOC-Orcia-Sangiovese-e-Foglia-Tonda

Nasce nell’annata più pazza dall’inizio del secolo: alla fine di aprile c’è stata una gelata primaverile che ha colpito l’intera Europa. Le nostre colline sono rimaste miracolosamente quasi indenni mentre, persino in Spagna o in Sicilia, le giovani gemme delle viti venivano bruciate.
Ma un altro pericolo era in agguato: dopo un inverno povero di piogge è arrivata un’estate africana che, all’inizio di agosto ha fatto salire i termometri a 40°C. Siepi di bosso, querce centenarie secche, torrenti senz’acqua e branchi di cinghiali assetati che mangiavano l’uva ancora acerba per dissetarsi.
Chi, come noi, pratica l’agricoltura biologica, ha avuto meno problemi di stress idrico nei vigneti perché le viti, sollecitate a reagire spontaneamente al clima, si sono mantenute in equilibrio naturalmente abbandonando una parte dei grappoli che sono rimasti verdi e sono stati tolti.

Alla fine la vendemmia d’uva 2017 è stata la più piccola mai raccolta.
Mentre il Sangiovese, uva principale della Toscana, ha sofferto la sete ed il caldo, il Foglia Tonda, vitigno locale ancora molto raro, ha avuto una delle sue migliori performance qualitative.

 

CENERENTOLA DALLA FIABA AL VINO

Il motivo di questo buffo nome è nella somiglianza fra la fiaba di Cenerentola e la Doc Orcia, denominazione nata nel 2000 nelle alte colline che si trovano in mezzo ai territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. Una circostanza apparentemente sfavorevole, con due sorellastre più grandi e famose che sono invitate ai banchetti reali, mentre la giovane Doc Orcia viene ignorata. Ma è anche una circostanza che sprona alla combattività e alla creatività.
Ecco che la Doc Orcia, con tanto coraggio e un pizzico di magia, sfida le sorelle.

Zuppa di cipolle toscana: Arcidosso o Certaldo?

Esistono due versioni della zuppa di cipolle toscana. Io preferisco quella di Arcidosso antenata dell’acqua cotta, ma c’è anche la Carabaccia

Di Donatella Cinelli Colombini

In effetti la cipolla toscana migliore è quella di Certaldo che ha un gusto delizioso e una maggiore digeribilità rispetto alla cipolla normale. La Carabaccia è quasi un omaggio alla cipolla di Certaldo ma noi di Montalcino siamo legati al Monte Amiata, il vulcano da cui derivano i terreni dei nostri vigneti e dunque la minestra di cipolle che preferisco è la zuppa di Arcidosso. Una zuppa medievale da cui discende l’acqua cotta. Nella versione originaria è cucinata con strigoli, un’erba particolarmente diffusa nei castagneti dell’Amiata ma noi useremo i più domestici e diffusi spinaci

INGREDIENTI PER LA ZUPPA DI CIPOLLE AMIATINA

Per 4 persone

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BRODO una cipollina, una carota, una costola di sedano, un pomodoro maturo, pepe nero e sale
ZUPPA 5 cipolle, una costola di sedano, 500 grammi di strigoli o spinaci, 500 grammi di pomodori maturi, olio extravergine, 300 g di ricotta, sale, peperoncino, pane toscano sciocco.

PREPARAZIONE DELLA ZUPPA DI CIPOLLE AMIATINA

Preparare il brodo mettendo in un tegame sedano, carota, cipolla e pomodoro lavati e tagliati a grossi pezzi, coperti da due litri d’acqua. Salare, portare a ebollizione e poi proseguire la cottura per un paio d’ore a fuoco basso.
Preparare la zuppa: sbollentare e pelare i pomodori. Lavare e tritare con la mezzaluna sedano, carote, cipolle quindi farli soffriggere in olrio extravergine in una pentola. Salare e aggiungere il peperoncino. Lavare gli stringoli o gli spinaci e gettarli nella pentola appena il soffritto si asciuga. Poco dopo aggiungere i pomodori pelati e divisi in grossi pezzi. Continuare la cottura a fuoco basso per circa un’ora, aiutandosi con il brodo vegetale.

Weekend del tartufo bianco in Toscana

Vi aspettiamo alla Fattoria del Colle per cercare, cucinare e gustare il tartufo bianco delle Crete Senesi nel weekend di Ognissanti

 

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

Da venerdì 30 ottobre a domenica I° novembre, tre giorni (due notti) nel periodo del foliage, dei tartufi bianchi e dell’olio nuovo nella Toscana del Brunello e dei grandi vini rossi. Vivere nella Fattoria del Colle (clicca per il programma e la prenotazione) in mezzo ai vigneti, cenare con antiche pietanze locali, andare con i cani e i tartufai a cercare le preziose trifole e poi imparare a cucinarle. E ancora visitare vigneti e (parzialmente) le cantine, degustare i grandi rossi e finalmente cenare con un tartufo profumatissimo e forse persino afrodisiaco.

 

PROPOSTA WEEK END DEL TARTUFO BIANCO ALLA FATTORIA DEL COLLE

  • 2 notti in camera doppia con bagno alla Fattoria del Colle
    ricerca tartufi-bianchi-alla-Fattoria-del-Colle

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  • 2 colazione a base di salumi, formaggi e dolci tipici caffè, latte succhi e yogurt
  • La ricerca del tartufo con il tartufaio e i suoi cani
  • Piccola lezione di cucina al tartufo con la chef della Fattoria del Colle Doriana Marchi
  • Visita guidata dei vigneti e parzialmente della cantina del Brunello Casato Prime Donne con piccolo assaggio
  • Visita guidata della Fattoria del Colle con degustazione itinerante di tre vini

 

LA BELLEZZA DELL’AUTUNNO NELLA CAMPAGNA TOSCANA

L’autunno è il momento del foliage, cioè quello in cui i vigneti e i boschi cambiano di colore trasformando la Valdorcia e le Crete Senesi in uno scenario da fiaba. E’ forse il periodo in cui la campagna è più bella. Ideale per fare trekking e safari fotografici rigenerando corpo e mente.

Anche i piaceri della tavola sono al massimo in autunno perché le lunghe serate permettono di godere lentamente dei piaceri golosi. La Fattoria del Colle è infatti nell’area di produzione del tartufo bianco delle Crete Senesi e di un olio extravergine fra i migliori della Toscana. Ultimo ma più importante il grande vino rosso: il Brunello proveniente dalla cantina Casato Prime Donne a Montalcino della stessa proprietà, il Chianti Superiore e la Doc Orcia prodotto dai vigneti tutti intorno.

 

I terreni del Sangiovese in Toscana 

La masterclass di Leonardo Taddei svela i profili dei vini di Sangiovese in base ai suoli dei vigneti e all’enorme variabilità geologica della Toscana

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Leonardo Taddei, uno dei migliori palati e delle migliori menti fra i Sommelier AIS toscani. Ha tenuto la terza ed ultima masterclass della Vendemmia experience 2020 organizzata alla Fattoria del Colle. Una proposta enoturistica nuova che somma degustazioni, visite in vigneto ed in cantina, esperienze di vendemmia o di svinatura con una parte didattica di altissimo livello. Si sono succeduti in cattedra Leonardo Romanelli, Franco Pallini e Leonardo Taddei. Tre super esperti del vino toscano in tre weekend successivi.

Quella di Taddei è stata una lezione magistrale nel vero senso della parola che ha insegnato molto anche a chi pensava di sapere già tutto sul Sangiovese.
Dopo aver ammesso di essere anche un cultore di Champagne e birra, Leonardo Taddei ha fatto una premessa storica mettendo in fila le date e i numeri principali del Sangiovese.

 

LE DATE E I NUMERI DEL SANGIOVESE IN TOSCANA

1282: Arte dei Vinattieri a Firenze

Leonardo-Taddei-AIS-Toscana-Masterclass-sul-Sangiovese-Fattoria-del-Colle-Vendemmia-Experience

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1716: Bando di Cosimo III che istituisce le prime 4 denominazioni di origine a Carmignano, Chianti, Pomino e Valdarno Superiore
1872: lettera di Bettino Ricasoli che indica la “ricetta” del Chianti
1909: Girolamo Molon distingue il Sangiovese grosso da quello piccolo

Il Sangiovese ha 93 cloni omologati di cui 5 più diffusi.
In Toscana si producono 11 DOCG, 41 DOC e 5 IGT.

 

I CARATTERI DEI VINI DI SANGIOVESE A SECONDA DEI SUOLI DEI VIGNETI

L’approfondimento di Leonardo Taddei fa leva sulle sue competenze di geologia per spiegare le correlazioni fra i terreni toscani e i caratteri del Sangiovese.
Va ricordato che più della metà delle variabili geologiche mondiali sono presenti in Italia e la Toscana ha suolo particolarmente diversificato perché l’area si è formata grazie alla spinta della placca africana che ha dato origine a montagne e depressioni. Nel Pliocene, cioè 5 milioni di anni fa, ci fu la massima estensione del mare. Alla fine di questa era geologica avviene il sollevamento delle aree centrali della Toscana mentre fenomeni di erosione e sedimentazione caratterizzano gli ambienti fluviali e lacustri. Si forma il Macigno del Chianti.
Ogni suolo lascia un’impronta nel Sangiovese e, in base a uno studio condotto dagli assaggiatori AIS Toscana, è possibile tracciare alcuni profili principali dei vini prodotti su ciascun tipo di terreno.

 

Fattoria del Colle vince il premio Food & Travel 2020

We are the winner!!!! La Fattoria del Colle in Toscana è l’agriturismo dell’anno 2020 di Food and Travel Award, il 2 ottobre al San Barbato Resort Spa&Golf

 

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-a-ricevere-il-premio

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Un grande riconoscimento che arriva alla Fattoria del Colle da Food and Travel, testata internazionale capace di orientare il turismo più esigente e fargli scoprire le eccellenze enogastronomiche in tutto il mondo.

 

FATTORIA DEL COLLE UN PREMIO ALLA TOSCANA PIU’ AUTENTICA

L’Award 2020 come miglior agriturismo italiano premia le scelte di Donatella Cinelli Colombini in favore della riproposta “filologica” della civiltà rurale. Una scelta che si traduce in appartamenti arredati con mobili di piccolo antiquariato, ricette tradizionali eseguite a mano nel ristorante, verdure dell’orto … fino alle visite guidate che insegnano la storia toscana oppure il trekking per imparare i segreti delle vigne. La Fattoria del Colle ha un’anima e un’autenticità molto forti, frutto di scelte coraggiose e decisamente contro corrente. Questo distingue l’agriturismo premiato da Food and Travel dai resort, dove gli interventi di restauro hanno omologato i caratteri originari.

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-e-Enrico-a-ricevere-il-premio

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Donatella Cinelli Colombini, ex storica d’arte e oggi produttrice di vino di successo, ha tenacemente voluto trasformare la Fattoria del Colle in una wine destination capace di far vivere esperienze emozionanti e autentiche, trasmettendo ai visitatori il vero spirito della campagna toscana. Questo premio ci dice che ci è riuscita.

 

 

Vendemmia 2020 si profila un’altra doppietta a 5 stelle

Vendemmie 2019 e 2020 come gemelli diversi: entrambe meritevoli del massimo punteggio ma anche di essere capite nelle diversità come le 2015 – 2016

 

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Brunello-Vendemmia-2020-Casato-Prime-Donne-le-due-giovani-enologhe-Giada-e-Sabrina

di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre difficile brillare accanto ad una stella di prima grandezza: sarà difficile per chi correrà i 100 metri dopo Usain Bolt, è stato difficile per tutti i matematici dopo Albert Einstein ed è difficile per qualunque imprenditore confrontarsi con Jeff Bezos di Amazon.
E’ la stessa cosa per l’annata 2020. Non riesce a brillare dopo una vendemmia capolavoro come la 2019 anche se è una delle migliori raccolte d’uva degli ultimi 20 anni, sicuramente meritevole delle 5 stelle che premiano le migliori annate di Montalcino.

 

LA VENDEMMIA COVID DEL 2020

Ma andiamo per ordine raccontando nel dettaglio la vendemmia dell’anno covid, la prima con le mascherine e la necessità di allontanare chiunque avesse avuto rapporti, anche indiretti, con persone positive. E’ stato brutto dire a due vendemmiatori con i figli in una classe in quarantena <<dovete stare a casa finchè non avete un tampone negativo>> ed è stato difficile dire alla nostra consulente enologa Valerie Lavigne << se non riesce a farsi il tampone prima di partire dalla Francia dovrà rinunciare a venire>>. Il rischio del contagio ha creato tanta paura, tanti problemi e comunque un’atmosfera molto meno gioiosa del solito.

 

CLIMA: VENDEMMIA 2020 DAL SECCHISSIMO AL PIOVOSISSIMO

Vendemmia-2020-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Violante-e-Enrico

Vendemmia-2020-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Violante-e-Enrico

C’è stata una gelata durante il germoglio (18-23 marzo) alla fine di marzo. Inizialmente le vigne sembravano indenni ma poi abbiamo visto che l’uva era decisamente meno del solito.
L’inverno è stato mite e arido. In primavera abbiamo subito un attacco di oidio nei vigneti della Fattoria del Colle e i trattoristi hanno passato notti insonni per dare zolfo alle vigne prima dell’alba.
A giugno finalmente è arrivata l’acqua con un mese piovosissimo. Il caldo torrido è iniziato alla metà di luglio ed è durato fino alla metà di settembre quasi senza piogge salvo una bella precipitazione a fine agosto. Per fortuna l’escursione termica fra la notte e il giorno è stata sempre forte.
L’invaiatura è avvenuta alla fine di luglio e l’ultima fase della maturazione è stata accelerata dal caldo, specialmente a settembre quando le temperature diurne si sono mantenute sopra i 32°C. Le vigne non sono state sfogliate per proteggere l’uva dal sole che comunque ha fatto dei danni.
Il guaio è che le perturbazioni sono arrivate proprio durante la vendemmia e il costante rischio pioggia ha costretto tutti ad un lavoro accelerato, con grande batticuore e persino qualche preghierina per cui in vigna è stata trasmessa anche Radio Maria.

 

Vitello tonnato dal Piemonte in Toscana

Voglia di cucinare e scarso talento, due elementi diffusi in tante case e soprattutto da me. Per questo vi propongo ricette facili e storiche come il vitello tonnato

Di Donatella Cinelli Colombini

Nella mia infanzia, a casa mia, il vitello tonnato arrivava spesso in tavola: in inverno con la ricetta originaria e la salsa fatta con il brodo della carne, in estate nella versione con la maionese più fresca ma meno saporita.
Quando alla maionese fatta in casa con l’olio extravergine fu sostituita quella industriale in barattoli, nessuno di noi ha più chiesto il vitello tonnato. Aveva un altro sapore. Per questo vi invito a evitare le scorciatoie e eseguire la ricetta nel modo corretto. La cucina è fatta di gusto, passione e tradizione. Senza questi tre ingredienti non è niente.

Vitello-tonnato-Fattoria-del-Colle-Toscana

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Non si tratta di una ricetta toscana ed è infatti quasi sconosciuta alle anziane massaie. E’ arrivata da noi una quarantina

d’anni fa quando, anche in campagna, fra i più giovani, si diffusero gli aspic e i cocktail di gamberetti.

INGREDIENTI DEL VITELLO TONNATO

Girello di bue 1 kg, una costola di sedano, una carota, una cipolla e uno spicchio d’aglio. 250 g di vino bianco, 3 chiodi di garofano, un pizzico di grani di pepe nero, 3 cucchiai da minestra di olio extravergine (nel caso venga fatta la maionese l’olio diventa molto più abbondante), sale. PER LA SALSA 2 uova, 150 g di tonno sottolio, 3 filettini di acciughe sott’olio, mezzo limone, un manciatino di capperi sotto sale e qualche cetriolino sottaceto.

FRANCO PALLINI IL SANGIOVESE LOVER

Franco Pallini e le differenze fra il Sangiovese di Montalcino più sensuale ed esuberante con quello del Chianti Classico più muscolari e aristocratici

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

La masterclass di Franco Pallini per la Vendemmia Experience  (la prossima nel weekend del 9-11 ottobre con Leonardo Taddei) organizzata da Donatella Cinelli Colombini alla Fattoria del Colle si è incentrata sulla differenza fra il Sangiovese di Montalcino e del Chianti Classico. Franco ha rivelato un amore sviscerato per questo vitigno soprattutto nelle sue espressioni più difficili.

 

FRANCO PALLINI E L’EVOLUZIONE DEL SANGIOVESE

Il Sangiovese si adatta più o meno a tutti i luoghi ma arriva all’eccellenza solo in determinati terroir esattamente come il Nebbiolo. Per questo, pur avendo origini meridionali ha in Toscana la sua terra di elezione, questo perché ogni vitigno esprime il meglio di sé in situazioni “al limite”. Un elemento che potrebbe spingere ancora più a Nord la terra promessa del Sangiovese se avvenisse un ulteriore innalzamento delle temperature.
Attualmente siamo in un momento di passaggio e di evoluzione: dall’americanizzazione di trent’anni fa, che aveva spinto i produttori verso vini costruiti e opulenti, più adatti ai concorsi che al pubblico, stiamo tornando alle origini con vini più adatti alla tavola, gradevoli, diversificati, con forte impronta di territorio.

 

LA FEMMINILITA’ E MASCOLINITA’ DEL SANGIOVESE SECONDO FRANCO PALLINI

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Il Sangiovese ha aspetti femminili e maschili e ama i contrasti come, ad esempio, l’escursione termica fra la notte al giorno. E’ donna nella vite, la cui parte legnosa è morbida e si “taglia bene”, nel legame con la terra dove cresce, nella fertilità che tende ad essere troppa.
Il Sangiovese è maschio nel vino. Si apprezza con pazienza. All’inizio è scontroso e assomiglia a un atleta scattante, alto, dotato di grandissima tecnica. E’ spigoloso, non è un vino piacione.

 

DIFFERENZE FRA IL SANGIOVESE DEL CHIANTI CLASSICO E DEL BRUNELLO

Montalcino e il Chianti Classico, questi sono i terreni magici del Sangiovese dove il vino raggiunge finezze speciali.
Franco Pallini confessa di amare di più il secondo perché più ricco di differenziazioni grazie alla vastità della zona di produzione. Franco apprezza la muscolarità del Sangiovese chiantigiano trainata da una buona struttura acida e tannini particolarmente fini. <<Quelli che prediligo non mostrano colori fitti e hanno facilmente qualcosa di meno nel peso e nel calore ma qualcosa in più sul piano della freschezza>>. A Montalcino la zona di produzione è più piccola, più meridionale e più vicina al mare. Un terroir caratterizzato da maggiore luminosità e ventilazione, temperature più alte e vendemmie più precoci. Caratteristiche che danno origine a vini più aperti, più “concessivi” e persino esuberanti di quelli chiantigiani. Per questo a Montalcino il Sangiovese <<basta a sé stesso>>. Solo li <<riesce a farsi così compiuto, senza troppi spigoli e senza zone d’ombra>>.

Tre e l’amore esce dal sogno e ti cambia la vita

Può l’amore uscire dal sogno? Può l’amore intrecciarsi con il destino sfidando il tempo? La risposta è si e Roberto di Sante ce lo dimostra

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Quante volte ognuno di noi ha avuto la sensazione dell’esistenza di fili misteriosi che collegano persone, luoghi e sentimenti?

 

LE MAGIE MISTERIOSE DELL’AMORE E DEL TEMPO

Circostanze che sembrano coincidenze misteriose, che rimescolano l’animo delle persone coinvolte e le mettono di fronte alla scelta fra ricongiungere il legame con il passato oppure tagliarlo. A me è successo quando sono arrivata alla Fattoria del Colle, contro voglia, ed ho scoperto il passato di questo luogo attraverso messaggi che sembravano dire <<aspettavamo proprio te>>. Messaggi che successivamente non sono più arrivati e fanno sorgere tante domande <<perché qui?>> <<perché ora?>> <<perché me?>>

 

TRE DI ROBERTO DI SANTE E LA MAGIA DELL’AMORE

Nel libro Tre di Roberto di Sante (pp. 141 € 14) si racconta dell’amore che esce dal sogno e diventa burattinaio di storie e persone. Amore che non desiste neanche di fronte al passare dei secoli o di magie avverse. Amore che lega persone destinate ad altri percorsi fino a farle incontrare di nuovo.

Sugo bugiardo dei contadini poveri

Il proverbio dice – il bisogno aguzza l’ingegno- e anche -contadino, scarpe grosse e cervello fino. Il sugo bugiardo nato nelle campagne povere lo dimostra

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Il sugo bugiardo o finto era quello delle famiglie contadine toscane più povere che non potevano comprare la carne da mettere nel condimento della pasta e avevano escogitato una ricetta che sembrava avere il sapore del sugo tradizionale ma, in realtà, era fatta con maiale e verdure.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Fino a cinquant’anni fa i lavori agricoli estivi più pesanti, come la mietitura e la trebbiatura, comportavano lo “scambio d’opera” fa le famiglie contadina toscane. In altre parole ciascuna andava ad aiutare i parenti o i vicini con uno o due persone e poi riceveva lo stesso supporto. Naturalmente bisognava dare da mangiare a un numeroso gruppo di lavoratori affamati e questo comportava due o tre pranzi con antipasti, minestra in brodo, pastasciutta, carne in umido, carne arrosto e dolce.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Non tutti potevano permettersi di comprare carne di bue e per questo l’orto diventava decisivo. Il sugo povero nasce da questa esigenza. E’ un sugo buonissimo che sembra un ragù ma non lo è perché contiene solo del rigatino salato e in certi casi è totalmente vegetariano.

 

INGREDIENTI DEL SUGO BUGIARDO

1 cipolla, una carota, una costa di sedano, olio extravergine, 200 g di rigatino di maiale salato, 600 g di pomodori maturi, 200 g di fagioli bianchi, mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe, salvia, aglio, peperoncino e pecorino stagionato.

 

Lago Trasimeno nell’Umbria sacra e golosa

Trekking, paesaggi, animali selvatici, sole, grandi spazi, cibi con il sapore dell’antica Roma, il lago Trasimeno ti regala una serenità millenaria

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il lago più grande dell’Italia centrale e il quarto per superficie ma ha una profondità minima con un massimo di 6 metri. Un luogo di incantevole quiete circondato da dolci colline. Non ha un vero fiume come affluente e neanche come emissario. Il Lago Trasimeno è insomma una gigante “vasca da bagno” di 128 km2 circondato dal paesaggio umbro che sembra appena uscito dal medioevo. Dista mezz’ora di auto dalla Fattoria del Colle.

Il fatto storico più rilevante fu la battaglia del 217 a.C. quando Annibale dette una solenne batosta all’esercito romano. Prima del covid, in estate, venivano organizzate rievocazioni dello scontro dove i turisti potevano impersonare i cartaginesi oppure i legionari del Console Gaio Flaminio.  Conto di andarci in futuro, l’idea di andare dietro all’elefante vestita da cartaginese è troppo forte!

 

torciglione-umbro-Lago-Trasimeno-dolce-tipico

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COSA FARE AL LAGO TRASIMENO

Festival Trasimeno Blues a fine luglio.

Coloriamo i Cieli festival degli aquiloni di aprile.

Escursione in battello all’Isola Maggiore e passeggiata nei sentieri circondati da oliveti e macchia mediterranea. Nell’isola Polvese oasi naturalistica piena di animali selvatici.

Visita del Museo della Pesca a San Feliciano, pittoresco borgo di pescatori, dove i bambini faranno l’esperienza di essere “pescati” con la rete.

Visita del Castello dei Cavalieri di Malta a Magione (su prenotazione).

Castello del Leone nel parco regionale del Trasimeno.

Palazzo Ducale con affreschi del Pomarancio e Rocca del Leone a Castiglione del Lago.

 

San Quirico il salotto della Valdorcia

Le 10 cose da vedere, fare, assaggiare e comprare a San Quirico d’Orcia, la piccola città d’arte più glamour, più fotografata e raffinata della Toscana

 

San Quirico d'Orcia

San Quirico d’Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini

San Quirico d’Orcia è una delle più belle piccole città d’arte d’Italia (30 km dalla Fattoria del Colle). Sembra un salotto all’aperto per la bellezza dei monumenti e la storia millenaria  che si mescolano con un turismo glamour di vip internazionali intenzionati ad avere una casa qui: l’ultima è Jennifer Lopez che ha cercato un casale per le sue vacanze.
L’abitato è sorto prima dell’anno Mille lungo la Via Francigena – da Canterbury a Roma – quando questo percorso sostituì la via romana Cassia diventata impraticabile per l’impaludamento della Valdichiana. Il passaggio di sovrani come Federico Barbarossa, pellegrini, mercanti e interi eserciti, fece la fortuna delle località poste ogni 20 km lungo la strada. Era questa infatti la distanza per la sosta di chi andava a piedi oppure doveva cambiare i cavalli.

 

COSA VEDERE

Collegiata di San Quirico d'Orcia

Collegiata di San Quirico d’Orcia

1) PALAZZO CHIGI edificato nel Seicento dalla famiglia dei banchieri senesi-romani, per ospitare il loro congiunto Papa Alessandro VII che non realtà non ci andò mai. All’interno sale affrescate con soggetti mitologici. Attenzione ad avventurarvi nelle sale dipinte, potreste entrare nella stanza del sindaco.
2) HORTI LEONINI splendido esempio di giardino all’italiana realizzato da Diomede Leoni alla fine del Cinquecento.
3) COLLEGIATA DEI SANTI QUIRICO E GIULITTA costruita su una pieve dell’ VIII secolo. Magnifici portali della fine del Duecento. All’interno le tarsie di Antonio Barilli provenienti dal Duomi di Siena. La pala di Sano Di Pietro e la tomba di Enrico di Nassau morto qui nel 1451.
4) VIA FRANCIGENA che percorre tutto l’abitato con il nome di Via Dante. Notare le case torri e i palazzi sui due lati del percorso. Quasi in fondo, in direzione sud, a sinistra c’è lo “Spedale” costruito dall’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena per ospitare i pellegrini.
5) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA risalente all’XI secolo in stile romanico.

 

Con il Club, in Toscana per la vendemmia “experience”

Una proposta speciale per i Membri del Club di Donatella in occasione della vendemmia 2020 di Brunello, Chianti, Orcia

 

Vendemmia-experience-alla-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia Experience alla Fattoria del Colle – Toscana

In Toscana, alla Fattoria del Colle, nei due ultimi week-end di settembre e nei primi due di ottobre per vedere nascere i grandi rossi ma anche per capire la storia del vino in Toscana e le specificità del Sangiovese con l’aiuto di tre grandissimi wine expert: Leonardo Romanelli, Leonardo Taddei e Franco Pallini.
Saranno loro a condurre i seminari di approfondimento riservati ai partecipanti a cui si unisce un intenso programma di esperienze nella vigna – toccando i grappoli e imparando ad assaggiarli – e in cantina vedendo le fasi della vinificazione e degustando mosti, vini e riserve. I partecipanti prepareranno il proprio Supertuscan diventando “enologi per un giorno” ed infine riceveranno un attestato.

Partecipare alla Vendemmia Experience 2020 è un modo per conoscere nuovi amici wine lovers ed entrare nella storia delle cantine di Donatella Cinelli Colombini, condividere con lei l’impegno nell’eccellenza qualitativa che hanno portato i vini del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle a grandi successi internazionali.

Un’esperienza emozionante e straordinaria da vivere serenamente nei grandi spazi della campagna e nell’ambiente salubre di vigneti BIO.

 

Vendemmia-experience-alla-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia experience alla Fattoria del Colle – Toscana

OFFERTA RISERVATA AI MEMBRI DEL CLUB DI DONATELLA

€ 228 a persona

 

PER CHI NON E’ ANCORA MEMBRO DEL CLUB DI DONATELLA

€ 268 a persona

 

PER PRENOTARE

Inviare una mail a: info@cinellicolombini.it oppure telefonare al numero: +39 0577 662108

 

Mele coperte con crema e meringa di nonna Giuliana

Squisito, ha ingredienti semplici, è facilissimo da preparare ma richiede tempo. “Mele coperte” con crema e meringa, il dolce di mia nonna

 

di Donatella Cinelli Colombini

Mele coperte è il dolce che mia nonna Giuliana Tamanti Colombini preparava per la famiglia o per gli amici che frequentavano più spesso la nostra casa. Presumo sia una sua invenzione con ascendenze culturali miste. Lei nasceva da una famiglia romana di celebri architetti, i Busiri Vici e di funzionari del Papa, i Barluzzi. Una famiglia che aveva risieduto al Quirinale fino alla presa di Roma quando il nuovo inquilino diventò il Re Savoia.

mele-coperte-ingredienti-Fattoria-del-Colle

mele coperte – ingredienti – Fattoria del Colle

Sposando mio nonno Giovanni Colombini, Giuliana era andata ad abitare a Modena dove il suocero era rettore dell’Università. Qui nacque mia madre Francesca e la famiglia visse fino al ritorno a Montalcino, luogo di origine dei Colombini.
Ognuno di questi luoghi lasciava la sua traccia sulla nostra tavola. In casa c’era un autentico culto per i tortellini e lo zampone, così come era frequente mangiare gli gnocchi alla romana e i saltimbocca. Non escluderei che nel delizioso dolce che oggi vi insegno ci sia un mix di culture gastronomiche diverse e mi piace pensare che sia un’esclusiva assoluta di casa mia.