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FRANCO PALLINI IL SANGIOVESE LOVER

Franco Pallini e le differenze fra il Sangiovese di Montalcino più sensuale ed esuberante con quello del Chianti Classico più muscolari e aristocratici

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

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La masterclass di Franco Pallini per la Vendemmia Experience  (la prossima nel weekend del 9-11 ottobre con Leonardo Taddei) organizzata da Donatella Cinelli Colombini alla Fattoria del Colle si è incentrata sulla differenza fra il Sangiovese di Montalcino e del Chianti Classico. Franco ha rivelato un amore sviscerato per questo vitigno soprattutto nelle sue espressioni più difficili.

 

FRANCO PALLINI E L’EVOLUZIONE DEL SANGIOVESE

Il Sangiovese si adatta più o meno a tutti i luoghi ma arriva all’eccellenza solo in determinati terroir esattamente come il Nebbiolo. Per questo, pur avendo origini meridionali ha in Toscana la sua terra di elezione, questo perché ogni vitigno esprime il meglio di sé in situazioni “al limite”. Un elemento che potrebbe spingere ancora più a Nord la terra promessa del Sangiovese se avvenisse un ulteriore innalzamento delle temperature.
Attualmente siamo in un momento di passaggio e di evoluzione: dall’americanizzazione di trent’anni fa, che aveva spinto i produttori verso vini costruiti e opulenti, più adatti ai concorsi che al pubblico, stiamo tornando alle origini con vini più adatti alla tavola, gradevoli, diversificati, con forte impronta di territorio.

 

LA FEMMINILITA’ E MASCOLINITA’ DEL SANGIOVESE SECONDO FRANCO PALLINI

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Il Sangiovese ha aspetti femminili e maschili e ama i contrasti come, ad esempio, l’escursione termica fra la notte al giorno. E’ donna nella vite, la cui parte legnosa è morbida e si “taglia bene”, nel legame con la terra dove cresce, nella fertilità che tende ad essere troppa.
Il Sangiovese è maschio nel vino. Si apprezza con pazienza. All’inizio è scontroso e assomiglia a un atleta scattante, alto, dotato di grandissima tecnica. E’ spigoloso, non è un vino piacione.

 

DIFFERENZE FRA IL SANGIOVESE DEL CHIANTI CLASSICO E DEL BRUNELLO

Montalcino e il Chianti Classico, questi sono i terreni magici del Sangiovese dove il vino raggiunge finezze speciali.
Franco Pallini confessa di amare di più il secondo perché più ricco di differenziazioni grazie alla vastità della zona di produzione. Franco apprezza la muscolarità del Sangiovese chiantigiano trainata da una buona struttura acida e tannini particolarmente fini. <<Quelli che prediligo non mostrano colori fitti e hanno facilmente qualcosa di meno nel peso e nel calore ma qualcosa in più sul piano della freschezza>>. A Montalcino la zona di produzione è più piccola, più meridionale e più vicina al mare. Un terroir caratterizzato da maggiore luminosità e ventilazione, temperature più alte e vendemmie più precoci. Caratteristiche che danno origine a vini più aperti, più “concessivi” e persino esuberanti di quelli chiantigiani. Per questo a Montalcino il Sangiovese <<basta a sé stesso>>. Solo li <<riesce a farsi così compiuto, senza troppi spigoli e senza zone d’ombra>>.

Tre e l’amore esce dal sogno e ti cambia la vita

Può l’amore uscire dal sogno? Può l’amore intrecciarsi con il destino sfidando il tempo? La risposta è si e Roberto di Sante ce lo dimostra

 

Tre-di-Roberto-Di-Sante

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Di Donatella Cinelli Colombini

Quante volte ognuno di noi ha avuto la sensazione dell’esistenza di fili misteriosi che collegano persone, luoghi e sentimenti?

 

LE MAGIE MISTERIOSE DELL’AMORE E DEL TEMPO

Circostanze che sembrano coincidenze misteriose, che rimescolano l’animo delle persone coinvolte e le mettono di fronte alla scelta fra ricongiungere il legame con il passato oppure tagliarlo. A me è successo quando sono arrivata alla Fattoria del Colle, contro voglia, ed ho scoperto il passato di questo luogo attraverso messaggi che sembravano dire <<aspettavamo proprio te>>. Messaggi che successivamente non sono più arrivati e fanno sorgere tante domande <<perché qui?>> <<perché ora?>> <<perché me?>>

 

TRE DI ROBERTO DI SANTE E LA MAGIA DELL’AMORE

Nel libro Tre di Roberto di Sante (pp. 141 € 14) si racconta dell’amore che esce dal sogno e diventa burattinaio di storie e persone. Amore che non desiste neanche di fronte al passare dei secoli o di magie avverse. Amore che lega persone destinate ad altri percorsi fino a farle incontrare di nuovo.

Sugo bugiardo dei contadini poveri

Il proverbio dice – il bisogno aguzza l’ingegno- e anche -contadino, scarpe grosse e cervello fino. Il sugo bugiardo nato nelle campagne povere lo dimostra

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Il sugo bugiardo o finto era quello delle famiglie contadine toscane più povere che non potevano comprare la carne da mettere nel condimento della pasta e avevano escogitato una ricetta che sembrava avere il sapore del sugo tradizionale ma, in realtà, era fatta con maiale e verdure.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

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Fino a cinquant’anni fa i lavori agricoli estivi più pesanti, come la mietitura e la trebbiatura, comportavano lo “scambio d’opera” fa le famiglie contadina toscane. In altre parole ciascuna andava ad aiutare i parenti o i vicini con uno o due persone e poi riceveva lo stesso supporto. Naturalmente bisognava dare da mangiare a un numeroso gruppo di lavoratori affamati e questo comportava due o tre pranzi con antipasti, minestra in brodo, pastasciutta, carne in umido, carne arrosto e dolce.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

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Non tutti potevano permettersi di comprare carne di bue e per questo l’orto diventava decisivo. Il sugo povero nasce da questa esigenza. E’ un sugo buonissimo che sembra un ragù ma non lo è perché contiene solo del rigatino salato e in certi casi è totalmente vegetariano.

 

INGREDIENTI DEL SUGO BUGIARDO

1 cipolla, una carota, una costa di sedano, olio extravergine, 200 g di rigatino di maiale salato, 600 g di pomodori maturi, 200 g di fagioli bianchi, mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe, salvia, aglio, peperoncino e pecorino stagionato.

 

Lago Trasimeno nell’Umbria sacra e golosa

Trekking, paesaggi, animali selvatici, sole, grandi spazi, cibi con il sapore dell’antica Roma, il lago Trasimeno ti regala una serenità millenaria

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il lago più grande dell’Italia centrale e il quarto per superficie ma ha una profondità minima con un massimo di 6 metri. Un luogo di incantevole quiete circondato da dolci colline. Non ha un vero fiume come affluente e neanche come emissario. Il Lago Trasimeno è insomma una gigante “vasca da bagno” di 128 km2 circondato dal paesaggio umbro che sembra appena uscito dal medioevo. Dista mezz’ora di auto dalla Fattoria del Colle.

Il fatto storico più rilevante fu la battaglia del 217 a.C. quando Annibale dette una solenne batosta all’esercito romano. Prima del covid, in estate, venivano organizzate rievocazioni dello scontro dove i turisti potevano impersonare i cartaginesi oppure i legionari del Console Gaio Flaminio.  Conto di andarci in futuro, l’idea di andare dietro all’elefante vestita da cartaginese è troppo forte!

 

torciglione-umbro-Lago-Trasimeno-dolce-tipico

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COSA FARE AL LAGO TRASIMENO

Festival Trasimeno Blues a fine luglio.

Coloriamo i Cieli festival degli aquiloni di aprile.

Escursione in battello all’Isola Maggiore e passeggiata nei sentieri circondati da oliveti e macchia mediterranea. Nell’isola Polvese oasi naturalistica piena di animali selvatici.

Visita del Museo della Pesca a San Feliciano, pittoresco borgo di pescatori, dove i bambini faranno l’esperienza di essere “pescati” con la rete.

Visita del Castello dei Cavalieri di Malta a Magione (su prenotazione).

Castello del Leone nel parco regionale del Trasimeno.

Palazzo Ducale con affreschi del Pomarancio e Rocca del Leone a Castiglione del Lago.

 

San Quirico il salotto della Valdorcia

Le 10 cose da vedere, fare, assaggiare e comprare a San Quirico d’Orcia, la piccola città d’arte più glamour, più fotografata e raffinata della Toscana

 

San Quirico d'Orcia

San Quirico d’Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini

San Quirico d’Orcia è una delle più belle piccole città d’arte d’Italia (30 km dalla Fattoria del Colle). Sembra un salotto all’aperto per la bellezza dei monumenti e la storia millenaria  che si mescolano con un turismo glamour di vip internazionali intenzionati ad avere una casa qui: l’ultima è Jennifer Lopez che ha cercato un casale per le sue vacanze.
L’abitato è sorto prima dell’anno Mille lungo la Via Francigena – da Canterbury a Roma – quando questo percorso sostituì la via romana Cassia diventata impraticabile per l’impaludamento della Valdichiana. Il passaggio di sovrani come Federico Barbarossa, pellegrini, mercanti e interi eserciti, fece la fortuna delle località poste ogni 20 km lungo la strada. Era questa infatti la distanza per la sosta di chi andava a piedi oppure doveva cambiare i cavalli.

 

COSA VEDERE

Collegiata di San Quirico d'Orcia

Collegiata di San Quirico d’Orcia

1) PALAZZO CHIGI edificato nel Seicento dalla famiglia dei banchieri senesi-romani, per ospitare il loro congiunto Papa Alessandro VII che non realtà non ci andò mai. All’interno sale affrescate con soggetti mitologici. Attenzione ad avventurarvi nelle sale dipinte, potreste entrare nella stanza del sindaco.
2) HORTI LEONINI splendido esempio di giardino all’italiana realizzato da Diomede Leoni alla fine del Cinquecento.
3) COLLEGIATA DEI SANTI QUIRICO E GIULITTA costruita su una pieve dell’ VIII secolo. Magnifici portali della fine del Duecento. All’interno le tarsie di Antonio Barilli provenienti dal Duomi di Siena. La pala di Sano Di Pietro e la tomba di Enrico di Nassau morto qui nel 1451.
4) VIA FRANCIGENA che percorre tutto l’abitato con il nome di Via Dante. Notare le case torri e i palazzi sui due lati del percorso. Quasi in fondo, in direzione sud, a sinistra c’è lo “Spedale” costruito dall’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena per ospitare i pellegrini.
5) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA risalente all’XI secolo in stile romanico.

 

Con il Club, in Toscana per la vendemmia “experience”

Una proposta speciale per i Membri del Club di Donatella in occasione della vendemmia 2020 di Brunello, Chianti, Orcia

 

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Vendemmia Experience alla Fattoria del Colle – Toscana

In Toscana, alla Fattoria del Colle, nei due ultimi week-end di settembre e nei primi due di ottobre per vedere nascere i grandi rossi ma anche per capire la storia del vino in Toscana e le specificità del Sangiovese con l’aiuto di tre grandissimi wine expert: Leonardo Romanelli, Leonardo Taddei e Franco Pallini.
Saranno loro a condurre i seminari di approfondimento riservati ai partecipanti a cui si unisce un intenso programma di esperienze nella vigna – toccando i grappoli e imparando ad assaggiarli – e in cantina vedendo le fasi della vinificazione e degustando mosti, vini e riserve. I partecipanti prepareranno il proprio Supertuscan diventando “enologi per un giorno” ed infine riceveranno un attestato.

Partecipare alla Vendemmia Experience 2020 è un modo per conoscere nuovi amici wine lovers ed entrare nella storia delle cantine di Donatella Cinelli Colombini, condividere con lei l’impegno nell’eccellenza qualitativa che hanno portato i vini del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle a grandi successi internazionali.

Un’esperienza emozionante e straordinaria da vivere serenamente nei grandi spazi della campagna e nell’ambiente salubre di vigneti BIO.

 

Vendemmia-experience-alla-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia experience alla Fattoria del Colle – Toscana

OFFERTA RISERVATA AI MEMBRI DEL CLUB DI DONATELLA

€ 228 a persona

 

PER CHI NON E’ ANCORA MEMBRO DEL CLUB DI DONATELLA

€ 268 a persona

 

PER PRENOTARE

Inviare una mail a: info@cinellicolombini.it oppure telefonare al numero: +39 0577 662108

 

Mele coperte con crema e meringa di nonna Giuliana

Squisito, ha ingredienti semplici, è facilissimo da preparare ma richiede tempo. “Mele coperte” con crema e meringa, il dolce di mia nonna

 

di Donatella Cinelli Colombini

Mele coperte è il dolce che mia nonna Giuliana Tamanti Colombini preparava per la famiglia o per gli amici che frequentavano più spesso la nostra casa. Presumo sia una sua invenzione con ascendenze culturali miste. Lei nasceva da una famiglia romana di celebri architetti, i Busiri Vici e di funzionari del Papa, i Barluzzi. Una famiglia che aveva risieduto al Quirinale fino alla presa di Roma quando il nuovo inquilino diventò il Re Savoia.

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mele coperte – ingredienti – Fattoria del Colle

Sposando mio nonno Giovanni Colombini, Giuliana era andata ad abitare a Modena dove il suocero era rettore dell’Università. Qui nacque mia madre Francesca e la famiglia visse fino al ritorno a Montalcino, luogo di origine dei Colombini.
Ognuno di questi luoghi lasciava la sua traccia sulla nostra tavola. In casa c’era un autentico culto per i tortellini e lo zampone, così come era frequente mangiare gli gnocchi alla romana e i saltimbocca. Non escluderei che nel delizioso dolce che oggi vi insegno ci sia un mix di culture gastronomiche diverse e mi piace pensare che sia un’esclusiva assoluta di casa mia.

 

Compleanni: Violante leone e Donatella vergine

Violante finisce gli anni il 22 e Donatella il 24 agosto. Compleanni ravvicinati, compleanni fortunati e in Toscana per le CinelliColombini

 

Compleanno di Donatella e Violante in Toscana

Compleanno di Donatella e Violante in Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

 

Entrambe abbiamo festeggiato i nostri primi compleanni alla Fattoria dei Barbi a Montalcino. Per Donatella veniva apparecchiata una lunga tavola con una tovaglia bianca per servire una luculliana merenda ai bambini. C’erano molte torte, biscotti cioccolato e alla fine un bellissimo gelato. Per Violante le cose erano più complicate perché soffriva di acetone. La festa l’agitava al punto da scatenarle invariabilmente febbre e vomito. Ha iniziato a godersi le feste solo da grande ma ora si diverte sul serio.

 

COMPLEANNO IN TOSCANA E A GOZO

Negli ultimi dieci anni i soggiorni a Gozo sono stati fissati per trascorrere entrambe il compleanno nelle isole maltesi. Quest’anno invece Violante ed Enrico sono tornati appositamente per spegnere le candeline tutti insieme.

Violante ed Enrico sul volo di ritorno da Gozo, Malta

Violante ed Enrico sul volo di ritorno da Gozo, Malta

Grazie all’ottima organizzazione dell’aeroporto di Perugia che, sebbene piccolo, è stato il primo in Italia a fare il tampone ai viaggiatori di ritorno da Malta, i nostri “novelli sposi” hanno potuto uscire dalla quarantena in pochissime ore e festeggiare il compleanno con noi.
Per la cena del doppio compleanno ho scelto un posto pieno di magia. Perché il midsummer night’s dream avviene solo in luoghi capaci di parlare alle mente e al cuore.

 

 

Ad Asciano il Raffaello segreto

10 motivi per andare a Asciano dove fare una caccia al tesoro cercando capolavori: mosaici romani, Raffaello, istallazioni contemporanee e ciaccino

 

Asciano Museo di Palazzo Corboli una casa medioevale a 20 km dalla Fattoria del Colle

Asciano Museo di Palazzo Corboli una casa medioevale a 20 km dalla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Avete mai pensato di vivere un’avventura tipo Indiana Jones a caccia di capolavori? Ad Asciano, nel Sud della Toscana, a 20 km dalla Fattoria del Colle, potete fare un’esperienze del genere.
Asciano era un florido centro medioevale rimasto quasi intatto per secoli per poi degradarsi nel Novecento con i soliti portoni in alluminio anodizzato, tubi in plastica, intonaci colorati …. Insomma per intravedere il nobile passato bisogna aguzzare l’occhio ma poi …. Ecco l’elenco in ordine cronologico.

 

I 10 MOTIVI PER ANDARE A ASCIANO

1- MOSAICO ROMANO IN FARMACIA

Tappeto a mosaico di una villa romana del IV secolo. Per vederlo bisogna chiedere alla farmacista che possiede il giardino con i resti archeologici (e magari comprare molti, molti prodotti).

2- MONTE OLIVETO MAGGIORE

Raffaello 1500-02 autoritratto Pieve di Sant'Ippolito a Asciano

Raffaello 1500-02 autoritratto Pieve di Sant’Ippolito a Asciano

In direzione Buonconvento. Luogo straordinario che richiede un viaggio a sé stante.

3- MUSEO DI PALAZZO CORBOLI

Nel 2011 “The Telegraph” mise Palazzo Corboli tra i migliori 15 piccoli musei d’Italia. E in effetti contiene capolavori di livello assoluto come il crocifisso di Giovanni Pisano (1248-1315) forse il più grande scultore del Duecento italiano, un’Annunciazione di Francesco di Valdambrino, il San Michele di Ambrogio Lorenzetti … ma la cosa più sensazionale sono le sale affrescate che ci fanno entrare nella vita quotidiana di una casa ricca e colta del XIV secolo. Mostrano un ciclo allegorico con temi pagani decisamente arditi per la cultura dell’epoca. <<Possibile che in un paese così lontano dai circuiti turistici, ci sia un tale gioiello?>> si chiedeva il giornalista inglese. Il medioevo riserva sempre delle sorprese, anche a voi che andrete a vederlo.

MONTE OLIVETO MAGGIORE NELLE CRETE SENESI

Arte, sacralità e ricordi personali di una delle abbazie più belle d’Italia a pochissima distanza dalla Fattoria del Colle. Vi porto a visitare l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

 

Toscana Abbazia di Monte Oliveto Maggiore Chiostro Grande

Toscana Abbazia di Monte Oliveto Maggiore Chiostro Grande

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ uno dei luoghi più evocativi e mistici del mondo. Nel paesaggio lunare e silenzioso delle Crete Senesi, circondato da un bosco di cipressi, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore sembra un fiore di mattoni rossi.
Andare a Monte Oliveto Maggiore (12 km dalla Fattoria del Colle) è come entrare nel cuore della Toscana, del suo misticismo medioevale, del suo culto per la bellezza che nasce da un mix di intelligenza, cultura, austerità, e ricerca dell’armonia.

 

Toscana Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Toscana Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

SANTO BERNARDO TOLOMEI FONDATORE DI MONTE OLIVETO

Il monastero fu fondato da Bernardo Tolomei (1272 – 1348). Bernardo faceva parte di uno dei più ricchi casati di banchieri senesi e Siena era come la Wall Street d’Europa. La ricchezza medioevale è qualcosa di difficilmente immaginabile oggi. La distanza fra lo stile di vita dei ricchi e la mancanza di cibo, alloggi e diritti dei poveri, era enorme. Una distanza molto maggiore di quella che oggi separa la nostra vita da quella degli 8 multimiliardari che detengono un quarto della ricchezza mondiale.
Lasciare questa situazione privilegiata e andare in eremitaggio, per vivere di stenti, era una scelta forte, anzi estrema. Eppure altri giovani ricchi senesi seguirono Bernardo e anzi lui decise di accettare nella sua comunità solo chi aveva nobili natali <<perché i poveri non hanno bisogno di espiare>>.

 

Sanchimento IGT 2019 Toscana bianco

Da uve Traminer del piccolo vigneto accanto alla Cappella della Fattoria del Colle nella migliore vendemmia del secolo con un pizzico orange

 

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IGT Toscana bianco Sanchimento – Donatella Cinelli Colombini – Fattoria del Colle

Primo vino 2019 di Donatella Cinelli Colombini rivela una nuova voglia di sperimentare. Le uve di Traminer usate per produrlo sono state, in piccola parte, macerate insieme alle bucce con il tipico sistema degli orange wines, e poi aggiunte al vino bianco prodotto con metodi tradizionali. Si tratta solo di un tocco orange ma il Sanchimento 2019 appare completamente diverso dalle annate precedenti con più struttura e profumi che richiamano la frutta gialla. Qualcosa di nuovo, raffinato e persino più versatile nell’abbinamento con il cibo perché capace di accompagnare formaggi giovani e piatti leggermente saporiti.
Sanchimento IGT 2019 è un vino BIO prodotto con le uve Traminer del piccolo vigneto che si trova intorno alla Cappella di San Clemente (o San Chimento come nell’antica lingua locale) alla Fattoria del Colle. L’edificio fu costruito nel 1592 dagli antenati dell’attuale proprietaria, mentre il vigneto fu piantato da suo padre nel 1989. Il Traminer è una varietà inconsueta in Toscana che, grazie ai 404 metri sul mare della Fattoria del Colle e alle sue notti fresche, arriva a maturazione preservando freschezza e aromi.
Sanchimento IGT è prodotto in sole 2.600 bottiglie

 

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Traminer – Toscana – vendemmia 2019 – Fattoria del Colle

SANCHIMENTO UN BIANCO TOSCANO DA UVE TRAMINER

TIPOLOGIA: bianco secco
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle
CARATTERI DELL’ANNATA: inverno arido, aprile e maggio molto piovosi, estate molto calda anche se interrotta da due grandi perturbazioni il I° luglio e il 15 settembre che hanno comunque idratato il terreno.
UVAGGIO: Traminer

 

VENDEMMIA E VINIFICAZIONE DEL SANCHIMENTO 2019

VENDEMMIA: 10 Settembre. Raccolta manuale, i grappoli sono stati deposti in cassette e refrigerati prima della vinificazione.
VINIFICAZIONE: una piccola quantità d’uva tenuta a contatto con le bucce. Il resto dell’uva è stata pressata e il mosto ottenuto è stato raffreddato a 4°C per la decantazione statica delle fecce. Dopo 12 ore il mosto limpido è stato travasato e lasciato riscaldare fino a 14°C quando sono stati aggiunti lieviti. La fermentazione è durata 18 giorni a una temperatura di 16-18°C.
QUANTITA’ PRODOTTA: 2.000 bottiglie.

 

Baci da Polignano

Luca Bianchini ha scritto il terzo divertentissimo libro della saga di Don Mimì e Ninella. Baci da Polignano diventerà un film? Forse ma intanto leggete il libro

 

Luca Bianchini - Baci da Polignano

Luca Bianchini – Baci da Polignano

di Donatella Cinelli Colombini

Ricordate “Io che amo solo te” e poi “La cena di Natale” che sono diventati film con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido … e ricordate la canzone interpretata da Alessandra Amoroso con la sua voce potente, calda e sensuale? La storia continua in un libro che dovete assolutamente comprare prima di andare al mare.

 

BACI DA POLIGNANO DI LUCA BIANCHINI

Si intitola “Baci da Polignano” (Mondadori pp. 235 € 18) di Luca Bianchini e ci racconta una Puglia che cavalca il successo turistico alternando ostentazione e tradizionalismo, nomi inglesi come cake designer o fitting insieme alle orecchiette fatte a mano, matrimoni hollywoodiani e piccole gelosie domestiche. Un ritratto ironico divertente ma anche molto vero di una società dove le apparenze, amplificate dai social, condizionano la realtà e i rapporti finché l’amore e i sentimenti rimettono le cose a posto.

Baci da Polignano di Luca Bianchini

Baci da Polignano di Luca Bianchini

 

TANTE STORIE D’AMORE CHE INSEGNANO A CREDERE NEI SENTIMENTI

Amori veri, aspettati per anni come quello fra Don Mimì e Ninella nato in giovinezza e troncato dalle famiglie ma talmente forte da continuare tutta la vita. Amore che stava per finire e invece ricomincia ad ardere fra Chiara e Damiano, giovani sposi con troppe tentazioni extraconiugali. L’amore improbabile fra la presuntuosa Matilde e il suo inserviente Pasqualino che tuttavia è meglio di come sembra. Amore fra amici come quello fra Daniela e Mario entrambi gay che si ficcano in situazioni paradossali fingendosi una coppia e andando a cena da una coppia di scambisti etero.
Mentre leggevo il libro avevo 4 costole rotte per cui ho dovuto letteralmente saltare le pagine più divertenti perché avrei finito di troncare i miei ossicini. Ovviamente le ho lette dopo, erano troppo forti!!!!!

 

Le Monache della Fattoria del Colle

Fra gli appartamenti agrituristici della Fattoria del Colle, quello che si chiama Monache ha una delle storie più intriganti e parte dell’arredamento originario

 

Toscana agriturismo

Toscana agriturismo Fattoria del Colle camera delle monache

di Donatella Cinelli Colombini

L’appartamento si trova al secondo piano della villa cinquecentesca, nelle stanze che, fino a cento anni fa ospitavano le monache e i frati “da cerca” cioè quei religiosi che giravano le campagne per farsi regalare uova, formaggio, cacio pecorino o farina da portare nelle loro abbazie. Le grandi tenute offrivano da dormire a questi religiosi e la Fattoria del Colle aveva una stanza riservata con due letti e un armadio dove c’erano le lenzuola e gli asciugamenti del loro “corredo”. Erano tessuti a mano, con un grosso cotone ruvido e le iniziali ricamate in rosso LS, cioè Livio Socini, nome del mio bisnonno che fu sindaco di Siena nel 1914-16.

 

FRATI E MONACHE VERE E FRATI E MONACHE FINTE

agriturismo Toscana

agriturismo Toscana Fattoria del Colle appartamento Monache

Ma non tutti i frati e le monache mendicanti erano vere. Giravano per le campagne dei ladroni travestiti da frati che, notte tempo, si intrufolavano nella cucina e nello scrittoio del fattore cioè nell’ufficio del manager della tenuta, per rubare. Per proteggersi da una simile eventualità i frati venivano letteralmente chiusi dentro e la finestra da cui era possibile uscire passando dai tetti è chiusa con una grata.
Il racconto dei ladroni travestiti da frati era uno dei miei preferiti quando ero bambina. Anche la camera delle monache mi piaceva moltissimo perché era piena di segreti e avventure.

 

LA FATTORESSA E LA STIRERIA DELLA FATTORIA

Ancora oggi la camera delle monache ha i mobili originali che l’arredavano un secolo fa e tutto l’appartamento trasmette l’intimità e il calore come solo i luoghi autentici, riescono a fare. Oltre a due camere e il bagno, l’attuale appartamento agrituristico, ha una cucina con un piccolo caminetto non più in uso. Anticamente questa stanza era la stireria.

A cena alla Fattoria del Colle

Vini superpremiati, cibi antichi e verdure dell’orto, panorami belli come cartoline, personale ospitale. Ecco perché la Fattoria del Colle è speciale

 

Peposo cotto nel Chianti - Fattoria del Colle ristorante

Peposo cotto nel Chianti – Fattoria del Colle ristorante

La semplicità della campagna e la raffinatezza di una villa nobile per cene a lume di candela o pranzi davanti a uno scenario di vigneti, boschi e borghi antichi che sembra uscito da un dipinto medioevale. Piatti con lo stemma della proprietaria Donatella Cinelli Colombini e calici da degustazione per godersi la buona tavola con un mix di eleganza e semplicità.

 

UN MENU’ DI PIATTI TRADIZIONALI CON QUALCHE ECCEZIONE

Nel 2020 l’unico vero cambiamento, rispetto al passato, è la necessità di prenotar in anticipo e di igienizzarsi all’arrivo. Poi gli ospiti trovano la stessa accoglienza calorosa di sempre con il vantaggio di spazi più ampi per godersi la conversazione e i piaceri del palato in tranquillità.

Fattoria del Colle - ristorante agrituristico - sala banchetti nel fienile

Fattoria del Colle – ristorante agrituristico – sala banchetti nel fienile

Nel menù piatti classici come i pinci fatti a mano e conditi con i pomodori freschi e l’aglione dell’orto della fattoria e la tagliata di bue chianino, insieme a piatti leggermente aggiornati come i maltagliati con ragù di cinghiale e scaglie di panforte oppure il peposo cotto nel Chianti e servito con la sua gelatina. Anche nei dolci tanta cura e tanta tradizione per riscoprire il panforte fatto in casa oppure la mantovana moderna e antica.

 

Festa di nozze doppia per Enrico e Violante

Confetti d’autore, il sassofonista di George Clooney, un mago molto televisivo e formaggi superpremiati per il pranzo di nozze nel bosco di Violante ed Enrico

taglio della torta di nozze nel boschetto per Enrico e Violante

taglio della torta di nozze nel boschetto per Enrico e Violante

Di Donatella Cinelli Colombini

Cominciamo con la charity. I confetti di Enrico e Violante serviranno per finanziare la scuola del villaggio Magburaka in Sierra Leone. Un progetto delle Missioni Saveriane a cui sono arrivati attraverso il Vescovo George Biguzzi.
Non si tratta di confetti qualsiasi. Sono stati scelti da Nadia Pagliuca de “La Confetteria” di Firenze con cui Violante collabora da anni per la creazione della linea di praline al vino Calaf. Nadia ha voluto per Enrico e Violante i confetti Avola Regina ricetta di Sulmona che risale al Quattrocento ed è usata per le nozze reali inglesi. Le bomboniere sono state realizzate a mano da Rossella Colzi madre dello sposo.
Nella confettata sono stati messi i classici misti: all’arancello, al limoncello e al Grand Marnier. Le altre tipologie sono fondente e pera, agrumi misti, cioccolato e pistacchio, cereali oro.

I cento parenti e amici “storici” invitati alla festa hanno trovato ad accoglierli Violente ed Enrico ancora vestiti da sposi e felici dopo la loro luna di miele trascorsa nella camera più romantica della Fattoria del Colle, quella creata per il Granduca di Toscana e la sua amante Isabella.

ANTIPASTO DI NOZZE  A BASE DI FORMAGGI SUPER PREMIATI SENESI E FIORENTINI

Violante e Enrico conMichele Lazzarini e Fracesco Micheloni

Violante e Enrico conMichele Lazzarini e Fracesco Micheloni

La festa è iniziata con un buffet di 8 formaggi eccezionali scelti da Andrea Magi membro della “Guilde Internationale des Fromagers” prestigiosissimo sodalizio dei maggiori esperti del mondo. Andrea è il selezionatore e affinatore di formaggi più premiato in Italia e collabora con Donatella Cinelli Colombini da molti anni. Nel portafoglio di DeMagi è arrivato ad avere fino a 500 eccellenze casearie. Si autodefinisce “alchimista” nella creazione di “pezzi unici”, formaggi di altissimo livello a cui la sensibilità e creatività di Andrea Magi nell’affinamento conferisce un carattere insolito e raffinatissimo.
Fra i formaggi zitella di capra crosta lavata a latte crudo, adolescente piramide di capra a latte crudo, piparello, crosta nera …..

IL SASSOFONO DI MIKELE LAZZERINI COME COLONNA SONORA DELLE FESTE DI NOZZE

La colonna sonora della festa è stata del sassofonista Michele Lazzarini che Enrico e Violante hanno conosciuto in una meravigliosa serata alle saline di Gozo Malta durante la quale hanno ballato tutta la notte sotto le stelle. Mikele è un artista piemontese di statura internazionale con una straordinaria capacità di trasmettere emozioni. Sempre ospite, come musicista, alle feste sul Lago di Como di George Clooney, party del A.C. Milan e sugli yachts più belli di Montecarlo.

                                                                       
Cinelli Colombini
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