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Cortona la città Under the tuscan sun

Conoscete Jovanotti? Abita a Cortona. Avete presente il film “Sotto il sole della Toscana” e il libro “Under the tuscan sun”? Sono ambientati a Cortona

 

Cortona Toscana

Cortona Toscana la città salotto con una storia etrusca

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Dista 40 minuti dalla Fattoria del Colle. E’ un posto glamour pieno di milionari americani con villa, piscina e amici. Ha dei panorami bellissimi e uno stile sofisticato nei negozi, nei bar, nella gente che cammina per strada.
Sono lontani i tempi in cui la campagna era un luogo da abbandonare. Gli anni intorno al 1971 quando Cortona ispirò la canzone “Che sarà” cantata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri al Festival di San Remo.
Che sarà, che sarà, che sarà … che sarà della mia vita chi lo sa? / So far tutto o forse niente, da domani si vedrà e sarà, sarà quel che sarà.» «Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato, / la noia, l’abbandono, il niente son la tua malattia, / paese mio, ti lascio io vado via.»

 

COSA VEDERE

Cortona Toscana lovers

Cortona Toscana lovers la boutique del miglior artigianato toscano

Cortona non è un paese ma una città, con una grande storia e un profilo aristocratico per il gran numero di palazzi, conventi e chiese, piazze e strade piene di negozi e caffè eleganti.
Parco archeologico con i due meloni del Sodo, tombe di epoca etrusca quando Cortona era la potente Lucumonia.
– Museo dell’Accademia etrusca dove è esposto il celebre lampadario Fortezza del Girifalco (1549).
– Museo Diocesano con l’Annunciazione del Beato Angelico e le opere del pittore cortonese Luca Signorelli (1445- 1523)

 

COSA COMPRARE

Il meglio dell’artigianato toscano da Toscana Lovers di fronte alle scale del Palazzo Comunale.
Antiquariato, oltre ai negozi c’è una Mostra antiquaria fra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

 

Eretici, santi, politici e vignaioli antenati di Donatella

Gli 8 secoli di una storia che sembra un romano. Gli antenati di Donatella Cinelli Colombini alla Fattoria del Colle e del Casato Prime Donne

 

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Beato Giovanni Colombini – Siena – Santa Maria Della Scala – Priamo Della Quercia

MEDIOEVO E RINASCIMENTO – CON SANTI E ERETICI

La parte più antica della Fattoria del Colle è una grotta sotterranea descritta nei “Decimari” del XII e XIV secolo come “Ermitorium S.Egidii de Querciola”.
Oggi contiene una collezione molto preziosa: le bottiglie antiquarie di Brunello di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini.
Gli antenati paterni di Donatella che costruirono la Fattoria del Colle appartenevano ad una importante famiglia di Siena, i Sozzini o Socini. Il personaggio di maggior spicco fu Mariano Sozzino (1397-1467). Egli ebbe come segretario il giovane Enea Silvio Piccolomini, poi divenuto Papa con il nome di Pio II, che gli dedicò il suo libro intitolato “Storia dei due amanti”. Un libro che fa supporre una relazione amorosa fra il giovane segretario e la moglie del piccolo e brutto Mariano.
Gli antenati di Donatella Cinelli Colombini, dal ramo materno, sono un casato senese di banchieri medioevali che ebbe il suo personaggio di spicco nel Beato Giovanni Colombini (1304-1367) fondatore dell’ordine dei Gesuati.

Toscana-Fattoria-del-Colle.Giardino all'italiana

Toscana Fattoria del Colle. Giardino all’italiana

 

GLI ANTENATI DI DONATELLA NEL CINQUECENTO AL CASATO E ALLA FATTORIA DEL COLLE

La cappella e parte della villa del Colle furono costruite nel 1592 da Claudio Socini, membro di una importante famiglia senese di giuristi e eretici.
Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) furono fra i maggiori esponenti della Riforma Protestante. La Chiesa li scomunicò e questo causò la confisca di tutti i beni della famiglia compresa la Fattoria del Colle.
Nel 1592 anche il Casato a Montalcino era già di proprietà degli antenati materni di Donatella Cinelli Colombini. Dalla fine del Cinquecento ad oggi, la proprietà non è mai stata venduta, è sempre passata di padre in figlio o meglio di madre in figlia perché era della nonna e poi della madre di Donatella che in futuro la consegnerà alla figlia Violante.

 

Patate condite alla campagnola

Arrivate in Europa nel Cinquecento, le patate sono fra i cibi più piacevoli della cucina ma … attenzione alla qualità degli ingredienti e soprattutto dell’olio

 

patate condite

patate condite della campagna toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

 

L’olio extravergine è la cosa più importante di questa ricetta. Deve essere nuovo, fragrante, bio e di altissima qualità. Volete provare quello multicultivar  della Fattoria del Colle raccolto a ottobre con le olive ancora verdi?

 

INGREDIENTI PER LE PATATE CONDITE

Un chilo di patate gialle, olio extravergine, prezzemolo, aglio e sale
Più la ricetta è semplice più gli ingredienti devono essere genuini e di altissima qualità.

 

PREPARAZIONE

Lavate le patate e lessatele in acqua bollente salata per circa mezz’ora. Quando sono cotte scolatele, pelatele e tagliatele a grossi pezzi. Tritare con la mezzaluna l’aglio e il prezzemolo. Condire le patate fredde con questo pesto, sale e con abbondante olio extravergine.

Donatella quarantena alla Fattoria del Colle

Sono fra i fortunati che hanno trascorso i due mesi di quarantena nella campagne toscana con un clima insolitamente caldo, tante cose da fare e la natura in fiore

 

Donatella Cinelli Colombini quarantena alla Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini quarantena alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Pensavo che interrompere i viaggi, gli appuntamenti, la tensione delle decisioni da prendere in fretta … avrebbe vuotato la mia vita rendendola una pausa rilassante. Invece è cambiata, ma non è rallentata.
Per certi versi la quarantena è stata piacevole e mi ha fatto riscoprire un rapporto più intimo con la campagna che ricordavo da giovanissima: silenziosa, senza turisti, con la possibilità di vedere giorno per giorno l’arrivo della primavera con i suoi fiori, i suoi colori e i rumori degli animali che cambiavano. Bellissimo!
E poi la libertà di mettersi i vestiti vecchi senza la paura di incontrare un visitatore o un giornalista. Fantastico!

 

QUARANTENA COVID DI DONATELLA ALLA FATTORIA DEL COLLE

Donatella Cinelli Colombini quarantena alla Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini quarantena alla Fattoria del Colle

Ma il lavoro cresceva giorno dopo giorno. All’inizio c’era la necessità mia ma soprattutto di mio marito Carlo, di fare da segreteria per gli impiegati in smart working. Poi la scoperta che lavorare da casa, senza essersi organizzati prima,  per molte persone è estremamente problematico. Alcuni hanno marito e figli collegati contemporaneamente e quindi linee lentissime, altri hanno bimbi piccoli …. Insomma c’era da sviluppare orari improbabili come se gli impiegati fossero in Cina o in America.

 

LA DIFFICOLTA’  DI PROGETTARE LA  FASE 2 NEL TURISMO

Poi c’è stata la corsa a ostacoli per capire se e come riattivare le attività turistiche dopo l’epidemia covid mentre i 17 matrimoni prenotati per l’estate 2020, venivano cancellati uno dietro l’altro. Una specie di rompicapo fra norme igieniche, leggi sul lavoro, tabelle di costi, indicazioni dei consulenti …. e la consapevolezza che i 16 addetti al turismo della Fattoria del Colle rimarranno senza stipendio se non apriamo oppure se il Governo non concederà la cassa integrazione. Alla fine una sola certezza: sarebbe meglio rimanere chiusi al turismo nel 2020 e comunque, per far lavorare tutti bisogna che ciascuno riduca il proprio orario e si sposti dove ci sono cose da fare. E sperando che basti.
In mezzo a questi affanni cresceva la richiesta di interviste, tutorial, foto, video, partecipazione a programmi TV, collegamenti radiofonici ….. un’ondata di richieste senza precedenti, come se tutti si fossero improvvisamente messi a fare blog, webTV, podcast …. E cercassero persone capaci di esporre anche dati oltre che opinioni.

 

Cacio coi baccelli alla toscana

Nel resto d’Italia il cacio si chiama pecorino e i baccelli sono l’involucro delle fave ma da noi in Toscana la colazione di primavera è cacio coi baccelli

 

Cacio coi baccelli Toscana Fattoria del Colle

Cacio coi baccelli Toscana Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

I baccelli sono i frutti di una leguminosa che noi produttori di vino seminiamo dopo la vendemmia nelle vigne per rigenerare il terreno e renderlo più soffice e vivo.
Fanno piccoli fiori bianchi e in primavera producono dei baccelli verdi che hanno all’interno semi verdi di sapore delizioso, le fave. Da noi in Toscana usiamo la parola baccello anche per chiamare un uomo alto, magro e dinoccolato <<quel baccellone>>. Una merenda tipica della primavera è quella a base di pane, cacio e baccelli.

 

CACIO E’ LA  PAROLA TOSCANA PER FORMAGGIO PECORINO

La parola dialettale “cacio” è di diretta derivazione latina mentre il termine italiano “formaggio” discende dal medioevale “formaticum”. Un distinguo che sembra indicare, in Toscana, una tradizione ininterrotta nella pastorizia e nella produzione casearia. Ancora oggi i greggi pascolano sulle colline della Toscana meridionale e il formaggio arriva da piccoli caseifici artigianali dove quasi tutto è fatto a mano come mille anni fa con l’unica differenza che pastori e casari sono spesso sardi e non toscani.

 

PANE CACIO E BACCELLI LA MERENDA DI PRIMAVERA IN TOSCANA

pinte di baccelli -fave e ombra di Donatella Cinelli Colombini

pinte di baccelli -fave e ombra di Donatella Cinelli Colombini

Mangiare pane, cacio e baccelli è quindi una tradizione ma anche un modo per entrare in una cultura antica e gustarla in modo assolutamente autentico. Ovviamente il formaggio di pecora deve essere fresco, di 20 giorni o poco più, con scorza appena imbiondita. Le fave devono essere appena colte, piccole e dolci. Il pane è ovviamente quello toscano senza sale. Qui alla Fattoria del Colle è possibile gustare il cacio coi baccelli all’aperto, davanti a un’immenso panorama con un calice di Chianti Superiore vivendo un’esperienza Toscana DOCG.

 

Chianti superiore 2018 BIO della Fattoria del Colle

Il primo Chianti Superiore biologico della Fattoria del Colle che si è arricchito di aromi grazie a un settembre di notti fredde e giornate assolate

 

CHIANTI SUPERIORE 2018 DELLA FATTORIA DEL COLLE

Il Chianti Superiore 2018 è un family wine che nasce alla Fattoria del Colle fondata nel 1592 dagli antenati di Donatella Cinelli Colombini. La fattoria ha una storia di oltre 400 anni nelle vigne e nel vino.

Chianti Fattoria del Colle 2018 Bio

Chianti Superiore Bio 2018

Si trova nel Sud della Toscana, a 404 metri sul mare, in un territorio vocato alla produzione di vini rossi che confina con quelli del Chianti Classico, Brunello e Vino Nobile. Il terreno è di età neo quaternaria con sabbie marine e argille. I vigneti sono stati piantati sulla sommità delle colline in posizione ventilata e ben esposta al sole.

La vendemmia 2018 è stata povera d’uva a causa della gelata dell’anno precedente e delle piogge che, in primavera, hanno disturbato la fioritura. Di maggio le precipitazioni sono state particolarmente frequenti e c’è stata anche una bomba d’acqua che ha allagato la cantina.

Per fortuna a settembre il clima è stato ideale per la produzione di grandi vini con notti fredde e giornate assolate che hanno ridotto la

Chianti Superiore 2018

Chianti Superiore 2018 Fattoria del Colle vendemmia del Sangiovese

dimensione degli acini, aumentato la sintesi dei profumi dell’uva e finalmente hanno mandato in cantina grappoli sani, maturi e con un buon contenuto di polifenoli estraibili.

Il Chianti Superiore è una tipologia di Chianti di livello più alto per la qualità del vino e per la provenienza dell’uva da vigneti poco produttivi.

 

DESCRIZIONE DEL CHIANTI SUPERIORE DOCG 2018

TIPOLOGIA: rosso secco.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.
CARATTERI DELL’ANNATA: primavera piovosissima, estate fresca con frequenti temporali. Invaiatura completata a fine agosto. Settembre con clima asciutto e forti escursioni termiche notturne diurne.

Prigioniere in casa nella campagna toscana

Il covid nel Senese ha colpito meno che nelle altre provincie e soprattutto sembra fermarsi prima. Racconti collettivi e personali di Alice e Alessia

 

di Donatella Cinelli Colombini

Alice Grassi turismo Toscana Fattoria del Colle

Alice Grassi turismo Toscana Fattoria del Colle

La provincia di Siena sembra essere riuscita a contenere l’epidemia meglio di tutte le altre zone d’Italia. Nonostante un forte afflusso di lombardi nelle loro seconde case, una gara di ballo a Chiusi e la squadra di calcio della Pianese a Piancastagnaio che hanno diffuso il covid in interi comuni, nella Toscana del Sud i numeri delle persone positive sono rimasti bassi, così come quelli dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Colpisce soprattutto il numero ridotto dei nuovi positivi dall’inizio di aprile, nonostante vengano fatti tamponi in modo sempre più esteso.

 

LA REGIONE TOSCANA DISTRIBUISCE LE MASCHERINE E OBBLIGA A INDOSSARLE

La Regione Toscana ha mandato a tutti i cittadini due mascherine (in scatole di cartone bianco e blu con scritte in cinese) ed ha proibito di uscire di casa senza protezione sul volto. Firenze è stata colpita dall’epidemia in modo consistente, ma la provincia di Siena forse uscirà dal contagio fra le prime in Italia.

Alessia Bianchi turismo Toscana Fattoria del Colle

Alessia Bianchi turismo Toscana Fattoria del Colle

Per la verità la sensazione di pericolo manca anche grazie alla piccola dimensione dei paesi e all’ampiezza degli spazi verdi nella campagna primaverile. C’è poi la fiducia in un sistema sanitario e sociale (istituzioni + volontariato) che ha dimostrato di funzionare e di presidiare il territorio. Bravi, davvero bravi: Regione, sindaci, personale sanitario, volontari della Racchetta, Misericordie e Pubblica Assistenza.

 

IL COLLASSO DEL TURISMO CAUSATO DAL COVID

Accanto a questo quadro positivo c’è la preoccupazione per il turismo che sta letteralmente andando a picco. Nessuno può prevedere se e quando i visitatori torneranno. La Toscana riceve soprattutto turisti esteri, con una grossissima quota di statunitensi. Il turismo italiano proviene in larga misura dalla Lombardia. Due zone di origine che destano grossa preoccupazione anche in chi deve accogliere i clienti. E’ altrettanto evidente che la sola clientela locale non basta per riaprire strutture ricettive e ristoranti.
Per il momento, la cosa più pesante è la reclusione in casa con solo qualche ora al giorno di lavoro a distanza. Ecco le testimonianze di due delle persone che accolgono i turisti nelle cantine e nell’agriturismo della Fattoria del Colle: Alice e Alessia.

 

Coronavirus e turismo in Toscana

Le 6 persone che accolgono i visitatori al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle in Toscana ci mandano foto e raccolti di prigionia covid

Di Donatella Cinelli Colombini

Antonella Marconi Montalcino Casato Prime Donne

Antonella Marconi Montalcino Casato Prime Donne

Due post in cui le persone che accolgono i turisti nelle cantine e nell’agriturismo di Donatella Cinelli Colombini nel cuore più intatto e affascinante della Toscana, ci raccontano come stanno trascorrendo la reclusione in casa. Antonella, Silvia, Carolina e Sara da Montalcino, Trequanda, Sinalunga e Rapolano ci scrivono qui di seguito

ANTONELLA MARCONI E IL TURISMO DEL VINO AL CASATO PRIME DONNE DI MONTALCINO

La prima a parlare è Antonella. Italo inglese vive a Montalcino ed ha due figli di cui il più grande è un ottimo arciere e compete spesso nei tornei fra i quartieri di Montalcino: la sagra del tordo e l’apertura delle cacce.
La sua foto la ritrae davanti alla sua casa, direttamente di fronte alla Fortezza di Montalcino <<la cosa più difficile per me>> spiega raccontando il look down << è stata il susseguirsi di nuove regole e decreti. Sono una persona pragmatica e questi cambiamenti giornalieri mi hanno provata emotivamente. Dopo l’isolamento vorrei solo tornare in cantina al Casato Prime Donne e fare i wine-tour. Il contatto con la gente, a chi come me lavora con il pubblico, è mancato veramente tanto. Durante l’isolamento vengono anche a mancare le coccole normali con i nostri cari; il bacio della buona notte con il proprio figlio è meglio evitarlo. A casa mia abbiamo creato un rito, da fare in contemporanea, che sostituisce l’effusione>>

SILVIA ARGILLI ARTE E INCOMING TURISTICO

Silvia Argilli Toscana Turismo Fattoria del Colle

Silvia Argilli Toscana Turismo Fattoria del Colle

Ecco Silvia, l’artista del gruppo. Dipinge e disegna con grande maestria. Lei ha la famiglia ad Arezzo ed è sola in un appartamento di Trequanda, il comune in cui si trova la Fattoria del Colle. La cosa che le è mancata di più << è essere lontana e non poter abbracciare familiari ed amici>> il suo desiderio più grande è <<assaporare la libertà che prima davo per scontata>> ma nonostante tutto ha <<scoperto che festeggiare il mio e gli altri compleanni da lontano non è così male. Il problema è che la torta poi me la mangio tutta io!!>>

Acciughe sotto pesto come le faceva Nunziatina

Un antico piatto povero delle campagne toscane diventa un antipasto moderno di straordinario se le acciughe sotto pesto sono fatte a regola d’arte

Acciughe sotto pesto

Acciughe sotto pesto merenda di Montalcino

di Donatella Cinelli Colombini

Annunziata Ferretti detta Nunziatina è stata una presenza importante nella mia infanzia e nelle mie merende di Montalcino. Le sue acciughe sotto pesto erano leggendarie.
Le sceglieva una per una, con la tipica cura di chi è abituato a una vita difficile. Le dissalava nell’acqua e aceto e poi le diliscava. Nel suo battuto c’era tanto prezzemolo e poco aglio ma tutto veniva dall’orto, il prezzemolo era freschissimo così come le reste d’aglio appese sotto una parata di lamiera, avevano spicchi più piccoli di quelli attuali e un odore diverso.

pesto per le acciughe

acciugne sotto pesto: il pesto

PREPARAZIONE DELLE ACCIUGHE SOTTO PESTO

Nunziatina tritava aglio e prezzemolo con la mezzaluna rimandando al centro il pesto con le dita storte dall’ artrite e poi prendeva una coppetta di maiolica bianca con una striscia gialla sul bordo superiore e vi metteva uno strato di acciughe, un cucchiaio di pesto e li copriva con l’olio extravergine, uno strato di acciughe, un cucchiaio di pesto e l’olio …. Così fino a riempire la coppetta.

BAGNO VIGNONI E LE ACQUE SALUTARI DELLA VALDORCIA

Bagno Vignoni e il fosso bianco due luoghi unici, antichi e di grande fascino con acque salutari della Valdorcia in Toscana. Wellness, storia e non solo

 

Di  Donatella Cinelli Colombini

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni Valdorcia Toscana

BAGNO VIGNONI UN TUFFO NEI LUSSI MEDIOEVALI

Bagno Vignoni (35 km dalla Fattoria del Colle) è un luogo unico: il solo centro termale medioevale ancora intatto. Al centro delle piccole case in pietra c’è la vasca dove si bagnarono Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico, e dove fu ambientato il film “Nostalghia” di Andrei Tarkovsky.

 

COSA FARE, COSA MANGIARE E COSA COMPRARE

COSA FARE: Oltre al giro della vasca è possibile incamminarsi sulla Via Francigena per raggiungere Vignoni Alto, uno dei posti più panoramici e suggestivi della Valdorcia.
Bagno nella piscina calda esterna dell’Hotel Posta Marcucci oppure nelle vasche naturali lungo il torrente Orcia.
Gli alberghi hanno centri benessere per rigenerare il corpo e lo spirito.

Bagno Vignoni boutique dell'artigianato toscano

Toscana Lovers Bagno Vignoni boutique dell’artigianato toscano

COSA MANGIARE: il piatto tipico della zona sono le Chiocciole al sugo. Molto tradizionali di tutta la Valdorcia sono lo zafferano, l’aglione (aglio “a prova di bacio” perché senza aglina) e i pinci, spaghettoni freschi fatti a mano.
COSA COMPRARE: oltre al cacio pecorino fresco e secco, c’è il vino DOC di questo territorio che si chiama Orcia. Il negozio Toscana Lovers, situato intorno alla vasca, vende ceramiche, tessuti a telaio, coltelli …. di artigianato toscano di eccellenza. Hortus mirabilis, ancora intorno alla vasca, un’erboristeria con elisir, tisane, oli essenziali … di produzione propria.

Se non qui, dove? La Ragnaia di Sheppard

E’ uno dei gioielli di Montalcino: il bosco della ragnaia nel municipio di San Giovanni d’Asso, un mix di filosofia e natura, arte e gioco che da ispirazione

 

Ragnaia

Ragnaia di Sheppard San Giovanni d’Asso Montalcino

di Donatella Cinelli Colombini

Il bosco della Ragnaia (10 km dalla Fattoria del Colle) è un parco boschivo creato dall’artista americano Sheppard Craige e aperto dal 1995. Cinque anni fa è stato designato fra i tre giardini più belli d’Europa dalla Fondazione Schloss Dycke.

LA RAGNAIA DI SHEPPARD CRAIGE

E’ un piccolo capolavoro dove si mescolano natura, arte, filosofia e voglia di giocare “quello che vediamo, non è la natura in sè, ma la natura esposta, alle nostre interrogazioni” come disse Werner Heisenberg. L’originario bosco per la caccia si è riempito di sculture di Frances Lansing, sentieri, laghetti …. allargandosi nella valle sottostante dove una forzatura prospettica ridisegna il paesaggio.

SOLO QUI, SOLO ORA, SOLO QUESTO, SOLO COSI’

Bosco della Ragnaia

Bosco della Ragnaia di Sheppard Craige

E’ proprio quel pizzico di giocondità strafottente che trasforma pensieri profondi sulla vita, il destino, la ragione e rende questo bosco unico.
I saggi che un tempo governavano i boschi ci ammoniscono “la conoscenza è modesta e cauta mentre l’ignoranza è ardita e presuntuosa”. Per questo il saggio è rappresentato come un fauno barbuto circondato da libri e da animali con un uccello che ha nidificato sulla sua testa. Ci sono il tabernacolo delle certezze e l’altare dello scetticismo con la frase “Que sais-je?” di Michel de Montagne. C’è il cerchio dell’universo circondato da quattro colonne con iscrizioni significative: Solo qui, Solo ora, Solo questo, Solo così.

I corolli di Montalcino per la quaresima

Chiamarli dolci di quaresima è un po’ esagerato perché i corolli sono ciambelle soffici ma di poco sapore dell’antica tradizione di Montalcino

corollo di Quaresima

corollo ricetta di Quaresima di Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

A Montalcino, un tempo, era possibile comprarli solo nei 40 giorni prima di Pasqua e solo dai fornai che, con i loro furgoncini, li portavano anche nei poderi sparsi in campagna. Più anticamente le massaie contadine li cuocevano nel forno a legna infornandoli per ultimi quando la temperatura era scesa.
Sono semplici ciambelle da zuppare nel latte della colazione. Non sono troppo dolci e per questo ho sempre pensato che i corolli fossero biscotti “penitenziali” all’opposto dei gustosissimi cenci del carnevale oppure ai dolcissimi panforti e ricciarelli del Natale.

INGREDIENTI DEI COROLLI DI MONTALCINO

Una noce di lievito di birra, 600 g di farina, 1 hg di zucchero, 60 g di burro, 250 g di uva sultanina, un pizzico di anici, 5 g di sale, qualche chicco di zibibbo

Bere poco ma bere bene nei giorni del coronavirus

Donatella racconta cosa beve nei giorni del coronavirus e suggerisce come concedersi qualche piacere enogastronomico salutare per il fisico, la mente e l’umore

di Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini trafuga bottiglie pregiate

Donatella Cinelli Colombini nella sua cantinetta privata mentre trafuga bottiglie pregiate

Sono una produttrice di Brunello, Chianti e Orcia ma bevo le mie bottiglie solo quando ho ospiti. In casa, con mio marito e mia figlia Violante, assaggio quello che arriva dalla cantine dei colleghi. Mi serve per capire cosa succede in Italia e nel mondo ma anche per non assuefarmi al gusto del mio vino. Non voglio diventare come quei produttori talmente abituati alle loro bottiglie da percepire meno buoni tutte le altre.

LA CANTINA PRIVATA DI DONATELLA ALLA FATTORIA DEL COLLE

Purtroppo mio marito Carlo è gelosissimo delle bottiglie più rare e importanti. Ma ora, per vincere la noia da segregati in casa, ho deciso di fare un blitz e saccheggiare la nostra riserva privata. E’ in una piccola stanza nel sotterraneo della Fattoria del Colle, un secolo fa serviva come stalla dell’asinello. Ci sono le serie speciali delle mie bottiglie, quelle firmate dai vincitori del Premio Casato Prime Donne e i vini dei miei amici produttori. Un piccolo tesoro custodito da un Carabiniere in alta uniforme.
Carlo mi ha sorpreso mentre prendevo due bottiglie stratosferiche delle Cantine Ferrari. Ma ho tenuto duro e gli ho permesso solo di scegliere la bollicina da portare in tavola. Preparare una cena speciale, per noi soli ci ha fatto bene, in questo periodo pieno di preoccupazioni. Per questo consiglio anche a voi di fare la stessa cosa.

Donatella Cinelli Colombini nella sua cantinetta privata

Fattoria del Colle cantinetta privata con Carabiniere

COME E PERCHE’ PORTARE IN TAVOLA UNA GRANDE BOTTIGLIA E BERLA PIAN PIANO

Siamo tutti chiusi in casa, qualcuno è da solo, magari in città e in un appartamentino senza panorama. La voglia di vincere l’ansia concedendosi un bicchiere in più potrebbe venire.
Ma è una pessima idea.
Fate come me, bere poco ma strabene. E’ il momento di aprire le bottiglie conservate per anni in attesa di un momento speciale. E ora questo momento è arrivato!
Internet può darci tutte le informazioni sul vino e sull’annata che abbiamo scelto. Aneddoti sulla cantina, sul produttore, sui consumatori eccellenti …. Tutto quello che può solleticare la curiosità in vista del gran momento.
L’apertura di una grande bottiglia è infatti un momento da celebrare e da preparare. Anche decantando il vino un giorno prima, se la bottiglia è di rosso ed ha molti anni.

Dall’apocalisse in Lombardia alla Cina che riparte

La testimonianza di Roberta Archetti da Brescia e di Alessandro Mugnano di Interprocom da Shenzhen ci mostrano due facce del coronavirus: la tragedia e la rinascita

Toscana-Fattoria del Colle Roberta Archetti e friends

Toscana-Fattoria del Colle Roberta Archetti e friends

di Donatella Cinelli Colombini

Roberta Archetti chef della Fattoria del Colle, che è ritornata nella sua Brescia un anno fa, ci racconta cosa succede nell’epicentro del coronavirus.

TESTIMONIANZA DI ROBERTA ARCHETTI DALLA QUARANTENA A BRESCIA

Mi scrive <<dica a tutti di stare a casa>>. E’ Roberta Archetti la chef che fino a maggio dello scorso anno ha guidato la cucina del ristorante della Fattoria del Colle e poi, per curarsi, è rientrata nel suo paese in provincia di Brescia. Il suo è un appello accorato agli amici toscani <<state a casa, non arrivate al punto in cui siamo qui>>. Il suo racconto è impressionante, lei è in quarantena da sola in casa ma sente le sirene delle ambulanze <<di continuo>>. Le portano la spesa una volta la settimana lasciandola al portone.  Per ora sta bene ma ha tre familiari in ospedale e altri a casa con i

Shenzhen

Shenzhen sui grattacieli i volti dei medici eroi che hanno sconfitto il coronavirus

sintomi che fanno pensare a un decorso meno grave del covid19 <<i medici di famiglia non possono venire, dicono per telefono di prendere Tachipirina e chiamare l’ambulanza solo quando si comincia a respirare male, ma anche farsi ricoverare non è facile, non hanno più letti, anche se cercano di aumentarli tutti i giorni. E poi non possiamo vedere i nostri cari, per quelli più gravi riceviamo una telefonata dall’ospedale solo se ci sono cambiamenti o se muoiono>>.

E’ FACILISSIMO CONTAGIARSI E POI PROPAGARE IL COVID A TUTTA LA FAMIGLIA

Quando le chiedo <<ma i suoi parenti come si sono contagiati?>> da una risposta è agghiacciante <<non lo so, i miei erano chiusi in casa ancora prima che lo dicesse il Governo. Andavano a fare la spesa una volta la settimana o in ospedale, non al bar oppure al circolo …. ma si sono ammalati lo stesso. Il problema è che non sappiamo chi è malato e chi no. Fanno i tamponi solo quando si arriva in ospedale>>. Una situazione che fa venire la pelle d’oca e mostra quanto sia facile ammalarsi oppure contagiare altri. Una situazione che chiede a tutti di essere ancora più prudenti.