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C’era una volta un picchio pacchio

Nel senese la ricetta prende il nome di ciancifricola ma nelle Crete senesi la chiamano Picchio Pacchio, a Petroio spomodorata e a Montalcino “ova” al pomodoro

ciancifricola picchio pacchio

Picchio Pacchio ciancifricola ricetta della Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Gli ingredienti sono quasi gli stessi, la preparazione è quasi la stessa e il sapore è quasi lo stesso ma qualche differenza c’è e non solo nel nome.

CIANCIFRICOLA, SPOMODORATA E OVA AL POMODORO TANTI NOMI NELLA CAMPAGNA SENESE

La ciancifricola detta spomodorata a Petroio, viene preparata con i pomodori freschi spellati e tagliati a pezzi e aggiunti al soffritto di olio extravergine e cipolla. Quando la pomodorata è cotta vi viene unito l’uovo sbattuto, mezzo ramaiolo di brodo, un pizzico di sale e una spolverata di pepe nero. Basta mescolare per qualche minuto e la ciancifricola è pronta per andare in tavola bella fumante.
A Montalcino, ho sempre mangiato le “ova al pomodoro” con uova intere cotte sulla salsa di pomodoro in modo che il rosso venisse aperto

piccchio pacchio ciancifricola

picchio pacchio – ciancifricola nella versione della Fattoria del Colle

nel piatto dai commensali. Il gusto è più ricco e, a parer mio, più piacevole rispetto alle altre ricette senesi. Forse il mio giudizio deriva dall’affezione, forse dall’abitudine, ma a me piace così.

PICCHIO PACCHIO DALLA SICILIA ALLA TOSCANA

Il Picchio Pacchio, che io ho scoperto a Chiusure oltre vent’anni fa, è quasi identico alla ciancifricola ma deriva da un sugo palermitano che viene detto anche “carrettiera”. E’ arrivato dalla Sicilia alla fine del Settecento quando il Granduca Pietro Leopoldo fece venire dall’isola le famiglie capaci di insegnare come coltivare il grano nei terreni aridi delle Crete senesi. Fu una rivoluzione sia economica che gastronomica per il territorio. In Toscana, dove i pomodori sono meno buoni di quelli del Sud Italia, la ricetta è stata leggermente modificata perché i pomodori vengono pelati e trasformati in salsa prima di essere uniti alle uova sbattute.

Un botte verde e Signorvino per la Festa delle Donne

Una botte verde è il simbolo della Festa delle Donne del Vino. L’8 marzo da Signorvino un aperitivo gratis a tutte le clienti. Vino ambiente e charity

Signorvino 8 marzo

8 marzo 2020 Signorvino offre un calice gratis alle donne

di Donatella Cinelli Colombini

La Festa

La Festa delle Donne del Vino riempie le aziende femminili di botti colorate in verde su cui ogni Donna del Vino ha scritto le azioni di difesa ambientale realizzate negli ultimi 3 anni. Dal I° al 14 marzo riempiranno il web ma nei mesi successivi rimarranno come una testimonianza dell’impegno femminile in favore di un’enologia e un mondo più sostenibile.
Ma non è l’unica iniziativa che festeggia la Festa delle Donne in chiave enoica. L’8 marzo Signorvino accoglierà le clienti con un calice di benvenuto gratuito.

Cos’è  Signorvino

Signorvino è una rete di 15 wine shops ed enoteche nata nel 2012 da Sandro Veronesi presidente del gruppo Calzedonia. Grazie a un approccio più trendy negli arredi e più smart nel rapporto con i clienti basato sugli eventi e la proposta del vino come intrattenimento e socializzazione, Signorvino è diventato un vero hub per i wine lovers. Compra direttamente dalle cantine e propone 100% vini italiani.

una botte verde per la Festa delle Donne del Vino

Donatella Cinelli Colombini Festa delle donne del vino 2020

Nel 2020 Signorvino ha deciso di celebrare al Festa della Donna facendo una donazione alla Fondazione Doppia Difesa Onlus, costituita da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, contro la violenza di genere.

Ma c’è di più, nel mese di marzo, l’Osservatorio Signorino, ha effettuato un focus sui consumi femminili di vino scoprendo alcuni particolari interessanti: le donne acquistano meno ma sono più fedeli dei maschi al punto vendita, tornano infatti nello stesso negozio il 7% in più dei wine lover uomini. Inoltre scelgono con maggiore attenzione guardando il packaging, preferendo le cassette di legno e ponendo maggiore attenzione alle confezioni. Ecco che l’uomo cerca brand e denominazioni famose mentre la donna predilige ascolta i consigli dei professionisti addetti alla vendita. Se guardiamo invece alle vendite delle bottiglie prodotte da donne (150 etichette oggetto dello studio) è stato calcolato un’incidenza dell’11% a valore sull’incassato, senza variazioni sull’anno precedente.

ZUPPA DI TREQUANDA

La zuppa di pane, la più classica delle ricette toscane cambia in ogni paese ma a Trequanda, vicino alla Fattoria del Colle, è speciale

 

Zuppa di Trequanda

Fattoria del Colle Zuppa di Trequanda

 

 

In genere la zuppa di pane toscana è una saporitissima minestra di verdure versata sul pane. E’ dunque vegana. Solo la ciancifricola e la minestra di Pasqua contengono anche l’uovo.
C’è tuttavia un’eccezione: a Trequanda. Il ricettario del piccolo borgo medioevale vicino alla Fattoria del Colle ci sono due minestre di pane con il maiale. La zuppa con lo zampino e la minestra trequandina.
Qui di seguito trascrivo la ricetta che ho ricevuto dalle massaie di Trequanda e che è stata illustrata da Silvia Argilli con straordinaria maestria. Silvia è una delle giovani poliglotte che accolgono i turisti nell’agriturismo della Fattoria del Colle ma ha un passato di pittrice e di illustratrice.

ZUPPA DI TREQUANDA INGREDIENTI

Mezzo chilo di fagioli bianchi
Una cipolla rossa
Due etti di prosciutto salato di cinta senese (è essenziale che sia molto grasso in alternativa usare prosciutto e rigatino) tagliato a fette molto spesse
Un mazzetto di prezzemolo,
Mezzo bicchiere di olio extravergine,
Un quarto di cavolo verza,
Una carota,

zuppa di pane di montalcino

ricetta tipica di Montalcino

Due costole di sedano,
Un mazzetto di bietole,
Qualche cespo di spinaci,
Due o tre zucchini,
Un manciatino di fagiolini,
300 grammi di pane casalingo toscano senza sale
La cucina toscana è semplice ma per sprigionare i suoi intensi sapori ha bisogno di ingredienti di ottima qualità. Verdure appena colte e vero pane fatto con lievito madre. Venite al Ristorante della Fattoria del Colle per assaggiarla e capirete la differenza

Donatella e Trequanda un amore forte

20 anni di delusioni e successi alla Fattoria del Colle. Donatella racconta il cambiamento del territorio di Trequanda e le sue speranze per il futuro

vasi di terracotta Petroio

Petroio Trequanda vasi di terracotta

In vent’anni la fatica è stata tanta e anche le delusioni, come quando cercai di convincere i produttori di terracotta, attività di cui Petroio, frazione di Trequanda, ha una tradizione che affonda fino al Rinascimento, di scegliere un marchio collettivo e puntare sul turismo come primo mercato. Ricordo che la presidente del consorzio della terracotta mi disse <<ma se devo stare aperta al pubblico la domenica come faccio a trovare marito?>> E non fu l’unica reazione negativa. I produttori affissero anche un manifesto contro il sindaco che mi appoggiava e alla fine rinunciammo anche al contributo della Camera di Commercio. Perdemmo una cifra che potrebbe corrispondere a 100.000 Euro di oggi e che vent’anni fa avrebbe permesso di realizzare un’azione importante e probabilmente capace di salvare le fabbriche di terrecotte dal tracollo che hanno avuto negli anni seguenti.

TREQUANDA E LA DOC ORCIA PER UN FUTURO DA VIGNAIOLI

Vendemmia-Fattoria-del-Colle-17-settembre-2018-Fattoria-del-Colle

Vendemmia Fattoria del Colle settembre 2018

In altri campi invece la reazione positiva c’è stata anche grazie alla nascita della Doc Orcia, la denominazione che riguarda i vigneti sulle colline comprese fra i territori del vino Nobile e del Brunello. Oggi anche a Trequanda c’è la capacità e la volontà di coltivare le viti in modo impeccabile cercando ogni mezzo per accrescere la qualità dell’uva. Un enorme cambiamento rispetto ai primi anni in cui gli operai della Fattoria del Colle lasciavano la vendemmia per andare a cercare i funghi oppure per partecipare al “fierone di Sinalunga”. Nel Novecento la vendemmia arrivava sempre alla metà di ottobre e il fierone era il mio incubo <<ma come si fa a mettere a rischio l’uva migliore per andare al fierone? >> Per una come me, cresciuta fra le botti di Brunello era una cosa inconcepibile. Per fortuna adesso la trovano inconcepibile anche loro.
Attualmente esportiamo in 39 Paesi del mondo e, anche se il Brunello della cantina del Casato Prime Donne, ha fatto da traino ai vini della Fattoria del Colle ora questi ultimi hanno cominciato a brillare di luce propria e quest’anno hanno messo a segno un risultato spettacolare: 4 etichette oltre i 93 centesimi su Wine Spectator e Wine Advocate-Robert Parker.

PASQUA ALLA FATTORIA DEL COLLE IN TOSCANA

Dalla sacralità delle abbazie ai peccati di gola, mentre intorno, la campagna più bella del mondo rinasce con la primavera e la Pasqua diventa più bella

Pasqua alla Fattoria del Colle-pranzi con vista

Pasqua alla Fattoria del Colle-pranzi con vista

La Fattoria del Colle (clicca per il programma dettagliato e per prenotare) è un luogo straordinario: quasi un piccolo borgo costruito alla fine del Cinquecento con villa aristocratica, cappella, parchi e case di antichi contadini ora trasformate in alloggi turistici, ristorante e centro benessere. Per Pasqua offre ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza autentica della Toscana antica con pranzi a base di antiche ricette come i corolli e la schiacciata oppure  l’acqua cotta pasqualina …. visite guidate nelle cantine del Brunello e della Doc Orcia – Chianti Superiore, piccole lezioni di cucina e degustazioni di vino itineranti o verticali per scoprire la magica longevità dei vini di Montalcino.

NEI DINTORNI DELLA FATTORIA DEL COLLE ABBAZIE E CITTA’ D’ARTE

Pasqua alla fattoria del Colle

Pasqua alla fattoria del Colle benessere naturale e vinoterapia

Intorno la fattoria è circondata da un paesaggio rimasto miracolosamente intatto per secoli. Poco distante ci sono città d’arte e grandi abbazie: a 12 km l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, a 35 km quella di Sant’Antimo a Montalcino e a poco più di un’ora di strada l’Abbazia di san Francesco ad Assisi. Nel raggio di 40 Km ci sono Cortona, Montepulciano, Pienza, San Quirico-Bagno Vignoni, Montalcino, Buonconvento e Lucignano.
Un territorio incantato pieno di percorsi di trekking per rigenerare il corpo e la mente usando la “terapia del paesaggio” per ritrovare armonia con se stessi e la natura. Percorsi che permetteranno di far correre in assoluta libertà gli amici a “quattro zampe”.

Chiusi e gli etruschi prendono sapore

A 40 km dalla Fattoria del Colle Chiusi ci accoglie con la città sotterranea, i resti etruschi e persino i sapori etruschi come il brustico. Il turismo è scoperta

Chiusi-donatella-cinelli-colombini-fra-le-urne-etrusche

Chiusi-donatella-cinelli-colombini-fra-le-urne-etrusche

Di Donatella Cinelli Colombini

Io mi sento etrusca, sono cresciuta in Toscana da antenati toscani e soprattutto ho una parte dei tratti somatici tipici degli etruschi, come gli occhi a mandorla, i capelli neri e dritti, la pelle molto chiara. Tratti asiatici che forse dipendono dalla provenienza di questo popolo di cui, tuttavia, non sappiamo niente.

BRUSTICO IL PESCE DI LAGO COTTO AL MODO ETRUSCO

Sta di fatto che in Toscana, culla della civiltà etrusca, siamo fieri dei nostri predecessori e a Chiusi è possibile conoscerli. Dista 40 km dalla Fattoria del Colle e offre la possibilità di assaggiare i sapori etruschi: il “brustico” pesce di lago fresco cotto sulle canne fino a carbonizzare la pelle e poi servito con olio extravergine e limone, offre un esempio fedele dei sapori gustati dagli Etruschi. Lische a parte è delizioso e costituisce un’esperienza unica.

CHIUSI SOTTERRANEA E IL LABIRINTO DI PORSENNA

Ma non fermiamoci ai peccati di gola. Gli Etruschi vanno conosciuti nel profond

brustico-cottura-del-pesce-ristorante-pesce-d'oro-a-chiusi

brustico-cottura-del-pesce-ristorante-pesce-d’oro-a-chiusi

o e quando dico profondo intendo sotto terra. Anche se le opere d’arte e le testimonianze archeologiche più importanti sono conservate nel Museo Nazionale, fra i maggiori del mondo, da cui partono anche le visite alle tombe (le più suggestive sono la tomba della Pellegrina, scoperta nel 1928 e la tomba della Scimmia, scoperta nel 1846) l’esperienza più emozionante è nel Labirinto sotterraneo del Museo Civico che contiene l’unica esposizione in Italia interamente dedicata all’epigrafia funeraria etrusca. Il Labirinto di Re Porsenna, è un percorso di cunicoli lungo circa 180m che costituiva il complesso sistema idraulico etrusco sotto la città. L’itinerario termina con la visita al famoso “laghetto” sotterraneo, dove sembra che il tempo si sia fermato.

CATTEDRALE DI SAN SECONDIANO UNA DELLE CHIESE PIU’ ANTICHE DELLA TOSCANA

Vale la pena entrare nella Cattedrale di San Secondiano costruita nel VI secolo. E’ una delle chiese più antiche della Toscana costruita dai bizantini durante la guerra contro i Visigoti nel VI secolo utilizzando resti romani come le colonne della navata centrale. Ha la forma delle basiliche paleocristiane e custodisce il corpo di Santa Mustiola, martire e patrona di Chiusi. Accanto alla chiesa, troviamo il Museo della Cattedrale che conserva una splendida collezioni di Codici Miniati Benedettini, provenienti dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore con immagini di Francesco di Giorgio Martini, Sano di Pietro, Liberale da Verona ….

San Valentino, tagliolini da innamorati per la cena

Lo chef Alessandro Sironi della Fattoria del Colle nella campagna Toscana più bella, vi presenta la ricetta di pasta per la cena del 14 febbraio San Valentino

Tagliolini degli innamorati Fattoria del Colle

San Valentino Fattoria del Colle Tagliolini di rape rosse con agnello e broccoli

Sarà la cena più romantica dell’anno, con candelieri d’argento e grandi vini nella veranda della Fattoria del Colle.
Per questo appuntamento speciale lo chef Alessandro Sironi, ha preparato un menù che gioca con alimenti leggendariamente conosciuti per le loro virtù afrodisiache come il panforte panpepato, le uova di quaglia, il tartufo, il cioccolato … rinnovando piatti legati alla tradizione. Una cena di cinque portate raffinata, leggera ma piena di sapori con quattro grandi vini in abbinamento.

SAN VALENTINO ALLA FATTORIA DEL COLLE PER INNAMORATI APPASSIONATI DI VINO E PROFUMI DA SEDUZIONE

Per chi rimarrà a dormire negli appartamenti e nelle camere del borgo cinquecentesco della

Tagliolini di San Valentino della Fattoria del Colle

Tagliolini di San Valentino della Fattoria del Colle

Fattoria del Colle ci sarà la possibilità di fare l’ultimo brindisi con Spumante Brut, da soli in camera.
La domenica piccola lezione – esperienza sui profumi da seduzione con Gloria Del Dottore
Programma per il week end degli innamorati con degustazioni visita e trattamenti naturali nella zona benessere della Fattoria del Colle, nel sito dove ci sono anche prezzi e modalità di prenotazione (clicca qui)

Ed ecco un’anteprima della cena: la ricetta dei Tagliolini di rape rosse, con agnello, broccoli e pomodori secchi Un piatto che richiama la cultura romanesca in chiave moderna e fantasiosa.

RICETTA DI SAN VALENTINO : TAGLIOLINI DA INNAMORATI CON RAPE ROSSE

INGREDIENTI

Per la pasta:
300 g di farina, 2 uova, 1 rapa rossa piccola

Per il Ragù:
400 g polpa dell’agnello, 100 g broccoli già sbollentati, 30 g pomodori confit (o secchi),1 spicchio di aglio, 1 bicchiere di vino bianco, sale e pepe

Vin Santo del Chianti 2008 dalla Fattoria del Colle

Vin Santo del Chianti DOC - Fattoria del Colle

Vin Santo del Chianti DOC – Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini vi presenta  il suo Vin Santo 2008 maturato nei caratelli per undici anni  Una  piccolissima selezione di pochissime bottiglie per gli amanti dei vini dolci

 

Il Vin Santo fa parte della storia della Toscana. Anticamente tutte le famiglie nobili avevano i caratelli (piccole botti) in cui maturava il  Vin Santo nel sottotetto delle loro ville.Nei banchetti importanti veniva servito il Vin Santo.
Non sappiamo quando nacque la produzione di questo vino dolce biondo e raffinato, sicuramente esisteva già a Siena nel Trecento. Ma fu proprio durante un banchetto che il Vin Santo smise di chiamarsi “vino pretto” cioè puro e prese il nome attuale. Secondo la leggenda, avvenne nel 1439 dorante il Concilio di Firenze. A quell’incontro prese parte il Cardinale greco Giovanni Bessarione che assaggiandolo esclamò << Questo è il vino di Xantos!>> in riferimento all’isola in cui si producevano vini dolci all’epoca particolarmente apprezzati. Da allora vino xantos divenuto poi Vin Santo è rimasto a indicare il prelibato nettare toscano.
Anche la Fattoria del Colle, ha la sua vinsantaia nel sottotetto della villa cinquecentesca. Traversando la bottaia e salendo una scala è possibile arrivare nel sottotetto dove d’inverno è molto freddo e d’estate è molto caldo. Qui ci sono le botticelle in cui il liquido biondo, spremuto dall’uva appassita, rimane a maturare per oltre dieci anni.
Lo scorso anno il Vin Santo del Chianti della Fattoria del Colle ha ottenuto 93 centesimi da parte di Robert Parker/Wine Advocate. Un successo che, speriamo, si ripeterà anche in futuro.
Raccomandiamo di non  inzuppare i biscotti nel Vin Santo. E’ una pratica popolare molto diffusa in Toscana ma assolutamente dannosa perché altera il profumo e il gusto del vino.

 

DESCRIZIONE DEL VIN SANTO  DEL CHIANTI DOC  DELLA FATTORIA DEL COLLE

 

TIPOLOGIA: bianco amabile
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.

CLASSIFICAZIONE: DOC Chianti
UVAGGIO: uve bianche autorizzate in toscana
VINIFICAZIONE E MATURAZIONE: Le uve vengono raccolte a settembre e messe ad appassire in cassette esposte al sole. A gennaio sono vinificate e chiuse nei caratelli dove rimangono 12 anni esposti a forti escursioni termiche in estate e inverno. Le botticelle sono di legni e dimensioni diverse dai 50 ai 200 litri.

 

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

COLORE: giallo ambrato intenso.
AROMA: molto intenso, complesso con un chiaro richiamo al miele.
GUSTO: pieno, armonico, molto intenso e persistente.

 

Barbara Sgarzi maestra di social media wine

Come si adoperano ed a cosa servono i canali social del vino. Barbara Sgarzi ci spiega, ad esempio perché il numero dei like vuol dire poco o niente

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di Donatella Cinelli Colombini

Per capire l’utilità del manuale Social media wine – Strategie, strumenti e best practice per comunicare il vino online (Apogeo pp 147, € 22,50), di Barbara Sgarzi trascrivo  alcuni esempi  che mi hanno particolarmente colpito al punto dal pensare di fare lo stesso al ristorante della Fattoria del Colle.

THIS IS NOT A SUSHIBAR UN ESEMPIO DI  SOCIAL MARKETING BEN RIUSCITO

Il ristorante This is Not Sushibar di Milano ha realizzato una particolare azione di social marketing con risultati spettacolari. La proposta era rivolta agli instagrammer e chiedeva  loro di postare un’immagine mettendo un tag al ristorate. Chi possedeva  fra 1.000 e 5.000 followers avrebbe ricevuto in cambio un piatto di sushi, due piatti per chi era seguito da 5 a 10.000 persone, quattro piatti per chi  aveva 50.000 seguaci e otto pietanze giapponesi da 50 a 100.000 mentre veniva offerta una cena gratis a chi  aveva un portafoglio di contatti superiore ai 100.000. Ebbene la proposta lanciata nell’ottobre 2018 su un solo ristorante ha portato, dopo un mese, ad un aumento del fatturato del 13,4% nell’intera catena con un ulteriore +7% a novembre. Il This is Not a Sushibar che aveva intrapreso l’iniziativa ha visto crescere lo scontrino medio da 36 a 41€.
Tutto questo coinvolgendo solo 133  influencer che con i loro post hanno raggiunto oltre sette milioni di potenziali clienti.

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SOCIAL MEDIA WINE – UN MANUALE PER CHI AMA IL VINO E VUOLE IMPARARE A USARE LA RETE

Un altro esempio dell’utilità del manuale di Barbara Sgarzi riguarda il turismo del vino. L’indicazione è talmente ovvia che mi ha fatto sentire una scema. Infatti io sono un’esperta di turismo del vino ma non ci avevo pensato. Il titolo del paragrafo è “Visite in cantina: vogliamo tanti post? Facciamo facile”.
Spesso la cantina è sotto terra dove non c’è collegamento telefonico. Quindi i nostri clienti, anche se stanno facendo una degustazione straordinaria, che vorrebbero postare in diretta per fare morire d’invidia i loro amici, sono scollegati. Se noi produttori desideriamo essere visti e allargare la rete dei nostri wine lovers perché non mettiamo il Wi-Fi in cantina? Basta un cartello che indica la password per la connessione e magari anche l’hashtag ufficiale dell’azienda per trasformare i partecipanti  alla degustazione in moltiplicatori di contatti.

2019 il mio anno con molte vette e qualche abisso

2019 anno della miglior vendemmia del secolo. Anno del Foglia Tonda e della Doc Orcia Cenerentola, di troppi viaggi e troppi colloqui di assunzione

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

di Donatella Cinelli Colombini

Il 2019 era iniziato con molte incertezze per due motivi: il Brunello 2014 figlio di un’annata piovosa e fortemente attaccato dalla critica ancor prima di uscire dalle cantine. Un’annata turistica che si prospettava in salita per i pochi matrimoni in calendario e il cambiamento di chef al ristorante.

BRUNELLO 2014  VINO SPENSIERATO

Nella realtà il Brunello 2014 si è rivelato un “peso piuma” superstar, interpretando l’annata in modo “spensierato” come ha scritto Monica Larner, cioè offrendo piacere e una freschezza di frutto superiore alla media. Caratteri vicini al sentimento dei consumatori attuali con il risultato che le vendite in Italia sono aumentate mentre all’estero, dove il peso della stampa specializzata è più forte, c’è stato solo un leggero calo.
Il 2019 è stato l’anno dei vini della Fattoria del Colle: quattro sopra i 93/100 in Wine Advocate-Robert Parker e Wine Spectator: passito, Vin Santo, Cenerentola Doc Orcia e IGT Supertuscan Il Drago e le 8 colombe. Che spettacolo! E’ un sogno che si avvera!

IL VITIGNO FOGLIA TONDA DIVENTA  DI MODA

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

E l’altro sogno impossibile diventato realtà riguarda il Foglia tonda, vitigno toscano abbandonato da oltre un secolo e portato all’eccellenza qualitativa attraverso un lavoro ventennale, per essere usato nel vino Cenerentola. Ora è di gran moda anche grazie al primo meeting con la degustazione, dei vini a base di Foglia tonda, guidata da Gianni Fabrizio alla fattoria del Colle. Da concorrenti ad alleati ….. come sempre l’unione fa la forza!

SUPER VENDEMMIA 2019

L’annata 2019 ha mandato in cantina un’uva di qualità senza precedenti. La nostra consulente Valerie Lavigne ha detto <<Il est la première fois que je vois un raisin Sangiovese qui semble cabernet>> è la prima volta che vedo un Sangiovese che sembra Cabernet! Mosti e vini coloriti, ricchi, fini, eleganti … segnano un nuovo record qualitativo per il Brunello. Decisamente le 5 stelle non bastano più.

Olio EVO nuovo della Fattoria del Colle

Bruschetta, pan lavato, zuppa frantoiana, pinzimonio … tante ricette toscane per gustare l’olio Evo 2019 con i suoi effetti salutari

Olio Evo appena fatto

Olio Evo appena prodotto

Abbiamo una vera passione per l’olio extravergine di oliva. Da secoli, qui alla Fattoria del Colle la qualità delle olive è eccellente e noi mettiamo ogni cura nel raccogliere e frangere questi frutti prelibati. Abbiamo 6 ettari di oliveto tradizionale con le varietà frantoio (correggiolo) moraiolo e qualche olivastra lungo i sentieri. La Fattoria del Colle si trova a 400 metri sopra il livello del mare, in una zona a bassa piovosità, con terreni calcarei dove gli olivi hanno il loro habitat ideale. Negli oliveti non sono mai stati usati prodotti chimici e anche negli ultimi dieci anni quando la terribile mosca olearia è arrivata due volte le olive sono state difese con le trappole e niente altro.

QUALITA’ DELL’OLIO EVO: 50% DAL MICROCLIMA, 25% DALLA CULTIVAR E 25% DALLA RACCOLTA E LAVORAZIONE

olive-Fattoria-del-Colle-Trequanda

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Il microclima dell’oliveto è importantissimo e incide per il 50% sulla qualità dell’olio, un altro 25% dipende dalla cultivar cioè dalla varietà delle piante. Trequanda è una zona rinomata da secoli per il suo ottimo olio e la fattoria del Colle conserva ancora oltre 20 orci di terracotta, alcuni dei quali di oltre duecento anni di età, che testimoniano la tradizione e la grande cura con cui è sempre stato prodotto l’extravergine.
Il rimanente 25% della qualità dell’olio dipende da come le olive sono raccolte e spremute. Noi raccogliamo le olive, a ottobre e novembre, iniziando poco dopo la vendemmia, quando sono ancora verdi. La “brucatura” è manuale con il solo aiuto di piccoli rastrelli elettrici. Ogni giorno le olive vengono portate a Castelmuzio nel piccolo frantoio Sant’Angelo gestito da un giovane competente e appassionato, Paolo Bindi. Grazie a una lavorazione lenta che non scalda le olive l’impianto Pieralisi di Paolo preserva tutta la fragranza dei frutti. Dopo la frangitura, per preservare i profumi e le virtù salutari dell’extravergine noi della Fattoria del Colle lo conserviamo a 15°C in fusti di acciaio saturati con azoto e poi lo imbottigliamo senza filtrarlo.
Viene venduto quasi tutto in fattoria nelle mono-cultivar correggiolo (frantoio), moraiolo e nel blend delle due varietà. E’ confezionato in bottiglie e in piccole taniche metalliche.

Capodanno 2020 al Brunello nella campagna Toscana

Alla Fattoria del Colle le vacanze di Capodanno  2020 piene di esperienze per golosi, wine lovers e amanti della quiete e delle tradizioni toscane

Dal 26 dicembre al 6 gennaio la Fattoria del Colle, a Sud del Chianti, propone un programma di animazioni giornaliere capace di far conoscere ai visitatori la civiltà toscana più autentica e antica. Ci saranno la visita alle cantine del Brunello con uno speciale accompagnamento musicale, la lezione di cucina sui dolci natalizi senesi come il panforte e ricciarelli tenuta da una pasticcera, cene a tema con 3 piatti,  l’esperienza “enologo per un giorno” condotta da una sommelier, la visita guidata alle parti storiche della Fattoria del Colle con degustazione itinerante, l’assaggio dell’olio nuovo …. Ogni iniziativa curata nel dettaglio per offrire conoscenze e divertimento sia ai grandi wine lover che ai semplici appassionati della campagna e dei panorami.
Per il programma dettagliato delle attività, i prezzi e per prenotare cliccare qui aprendo la pagina del sito.

Trionfo della Fattoria del Colle 4 vini oltre 93 centesimi 

Wine Spectator premia con 93/100 la Doc Orcia Cenerentola 2016 e il Wine Advocate -Robert Parker premia con 93/100 al Drago e le 8 colombe IGT 2016

93/100-a Cenerentola-doc-Orcia-Drago-e-le-8-colombe-IGT-da parte-diWine-Spectator-e-Robert-Parker

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<<E’ un momento magico per i vini della Fattoria del Colle>> dice Donatella Cinelli Colombini.
Incredibile ma vero, negli ultimi mesi, i giudizi della principale stampa specializzata internazionale, sulle bottiglie provenienti dalla più piccola e meno famosa delle sue cantine << hanno superano i rating, pur molto buoni, delle bottiglie del Casato Prime Donne a Montalcino. Non era mai successo prima >>.

RATING DEI VINI DELLA FATTORIA DEL COLLE

Passito IGT Toscana 2017 94/100 Wine Advocate -Robert Parker
Vin Santo del Chianti DOC 2002 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Il Drago e le 8 Colombe IGT 2016 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Cenerentola Orcia Doc 2016 93/100 Wine Spectator

CENERENTOLA DOC ORCIA 93/100 WINE SPECTATOR

Cenerentola-doc-Orcia-2016-Wine-Spectator-93/100

Cenerentola-doc-Orcia-2016-Wine-Spectator-93/100

Gli ultimi due giudizi sono arrivati di recente a confermare l’impressionante progressione qualitativa e di consenso dei vini della Fattoria del Colle. <<Per il Cenerentola Doc Orcia si tratta della consacrazione dopo il successo commerciale>> ha detto Donatella Cinelli Colombini ricordando come i wine lover abbiano apprezzato più velocemente l’uvaggio a base dell’antico vitigno foglia fonda che conferisce un carattere molto particolare al vino, mentre per i grandi critici il processo sia stato più lungo.
Ed ecco la descrizione di Bruce Sanderson senior editor del Wine Spectator
Orcia Doc Cenerentola 2016 score 93/100
<<C’è purezza di aromi e sapori di ciliegia, mora, violetta e minerale, in questo rosso raffinato, vibrante ed equilibrato, con un finale lungo e deciso che riecheggia gli elementi di frutta e minerali, aggiungendo una nota legnosa>>.

Turismo da innamorati in Toscana

Via del bacio, albero dell’amore, tartufo, panforte, camera del Granduca tanti piccoli ingredienti del turismo da innamorati nella più bella campagna toscana

 

Turismo-da-innamorati-Via-del-Bacio

Turismo-da-innamorati-Via-del-Bacio-Pienza

La Toscana del Sud è il luogo ideale per un viaggio in coppia. Ci sono luoghi dove farsi i selfie più romantici, cibi afrodisiaci che da tempo immemorabile sono usati per riaccendere la passione e riti di antichissima tradizione per giurarsi amore eterno.
Di seguito la mappa dei posti e delle date per il turismo da innamorati in Toscana.

 

TURISMO DA INNAMORATI: I LUOGHI DA SELFIE

I luoghi TOP per i selfie romantici sono a Pienza (30 km dalla Fattoria del Colle) in Via del Bacio e in Via dell’amore. Fra muri in pietra della cittadina creata per il Papa Pio II alla metà del Quattrocento, sembra di essere nel set di una serie TV come “I Medici”. Le stradine costeggiano le mura e permettono di godere un panorama mozzafiato sulla Valdorcia territorio iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco per l’armonia del paesaggio rurale.

 

TURISMO DA INNAMORATI: DOVE DORMIRE

Altro luogo romantico è la camera del Granduca della Fattoria del Colle, costruita alla fine del Settecento come un rifugio romantico e segreto per Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana e la sua amante Isabella. Nel soffitto con dipinti tutti gli uccelli presenti in Toscana e l’arredamento è tutto di mobili d’antiquariato. Dormire in questa camera significa entrare in una storia d’amore che dura da oltre duecento anni.

 

TURISMO DA INNAMORATI:  GLI APPUNTAMENTI ROMANTICI

Gli appuntamenti per il turismo da innamorati in Toscana sono tre. La domenica in Albis cioè quella dopo Pasqua, alla Pieve della Madonna ad Lamulas (65 km dalla Fattoria del Colle) fondato nell’853 d.C. tra Arcidosso e Montelaterone avviene la “Festa della pina” che è un antico rito di fidanzamento. Potrebbe discendere dall’epoca romana e dal tirso simbolo del Dio Dioniso la divinità classica dell’ebrezza e della liberazione dei sensi. Gli aspiranti fidanzati porgono alla ragazza una pigna dipinta d’oro e fissata su un bastoncino oppure un rametto verde, se la donna ricambia regalando un corollo o zuccherino, cioè un biscotto a forma di cerchio, vuol dire che accetta la proposta di nozze. Le cose vanno male se invece il tirso oppure il ramoscello vengono restituiti. Sono certa che i nostri turisti innamorati non corrono questo rischio.