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Il Passito IGT Toscana di Donatella e Carlo

Il Passito 2017 della Fattoria del Colle è un vino dolce raro, prodotto in sole 300 bottiglie da 375Cl. Qualcosa di esclusivo e di straordinaria personalità

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E’ un vino raro, prodotto in sole 300 bottiglie da 375Cl. Qualcosa di esclusivo e di artigianale nato dalla passione per i vini dolci di Carlo Gardini (marito della titolare dell’azienda Donatella Cinelli Colombini) e della cantiniera Barbara Magnani, che dedicano cure quotidiane a questo piccolo capolavoro dolce.

UVA DI TRAMINER PER IL PASSITO

L’uva è quella del vigneto intorno alla Cappella della Fattoria del Colle, piantato nel 1970 con una varietà tipica del Nord Italia che, tuttavia, a 404 metri sul mare, con l’esposizione a Est, si esprime molto bene anche in Toscana. In quel punto il terreno è profondo, ben drenato, di epoca neo quaternaria, caratterizzato da calcare anche in forma conglomerata.
Nel 2017 il caldo estivo e un’autentica invasione di cinghiali hanno ridotto enormemente la produzione d’uva e i pochi grappoli di Traminer sono stati usati tutti per il passito.
130 litri prodotti con cura manuale in vigna e in cantina che proprio per l’artigianalità della sua esecuzione arriva a un livello di qualità e di personalità distintiva, straordinarie.

Passito-2017-Fattoria-del-Colle

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PASSITO 2017  igt TOSCANA

TIPOLOGIA: bianco, dolce, aromatico.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle, Vigneto Sanchimento.
CLASSIFICAZIONE: IGT Toscana
CARATTERI DELL’ANNATA: inverno mite, primavera molto fredda, estate senza piogge e con temperature alte anche di notte.
UVAGGIO: Traminer aromatico
VENDEMMIA: 21 agosto. Raccolta manuale con attenta scelta dei grappoli. Le uve sono arrivate in cantina in cassette da 5 kg.
APPASSIMENTO DELLE UVE: naturale, al sole per la durata di un mese
VINIFICAZIONE: Dopo essere stata privata dei raspi l’uva è stata pigiata e trasferita nel tino d’acciaio, la temperatura è stata mantenuta sui 18/20°C e sono stati inoculati i lieviti selezionati. In questo periodo sono stati fatti alcuni brevi rimontaggi all’aria per favorire i processi fermentativi.
QUANTITA’ PRODOTTA: 300 bottiglie

Una master class per gli amanti del Sangiovese

Un giorno con il Sangiovese, la storia toscana del vino e il Brunello per chi vuole scoprire verità e leggende, enologia e piaceri, assaggi e visite

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Una full immersion nella civiltà del Sangiovese: 4 ore di lezione frontale, degustazione di 3 vini da botte e una verticale di 6 Brunello guidata da una Sommelier, visita nella cantina Casato Prime Donne di Montalcino e brunch a base di pinci al sugo e salumi toscani come è nello stile della Fattoria del Colle, nel sud del Chianti, che ospita il corso.

UNA MASTER CLASS PER GLI AMANTI DEL SANGIOVESE E DEL BRUNELLO

L’idea della Master Class sul Sangiovese e il Brunello è nata durante la preparazione di un corso per i sommelier russi. Un lavoro di ricerca durato 8 mesi per raccogliere notizie, immagini, creare sequenze capaci di raccontare il Sangiovese, la storia del vino in Toscana e il Brunello di Montalcino.
Alla fine sono state fatte alcune prove della presentazione in inglese e a questo punto è arrivata la sorpresa: tutti ascoltavano affascinati.

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Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Brunch-a-base-di-pindi-Fattoria-del-Colle

Nessuno di noi immaginava di suscitare tanto interesse anche in persone che normalmente non si occupano di vino. Il mix informazioni tecniche, aneddoti, leggende insieme a notizie storiche riusciva a interessare in modo strepitoso.
La precisione delle informazioni sulla vigna e sul vino, l’uso molto abbondante di immagini aveva trasformato la lezione in un’esperienza avvincente capace di arricchire e divertire chiunque: dai più esperti ai quasi astemi.

FULL IMMERSION DI NOTIZIE, ASSAGGI E VISITE

Da questo è nata l’idea di proporre una giornata full immersion per i wine lovers che desiderano imparare tutto sul Sangiovese, la Toscana del vino e il Brunello. 4 ore di lezione frontale, un bruch in stile di fattoria, la visita della cantina Casato Prime Donne  con 3 barrel tasting e una degustazione verticale di 6 Brunello. Una sommelier come tutor e un costo di 180€ escluso il mezzo per andare e tornare da Montalcino.

28 giugno, facciamo festa alla Fattoria del Colle

Serata di inizio estate in fattoria per provare profumi, nuovi capi abbigliamento e intimo, vini e cibi molto ricercati, musica, con il piacere dell’amicizia

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La fattoria del Colle di Trequanda, a Sud del Chianti, luogo incantato dove le notti d’estate sono dedicate ai piaceri della tavola e alla gioia di stare insieme, diventa la cornice di una serata organizzata in gruppo da Gloria Del Dottore della Profumeria Nella, la famiglia Littorio del negozio di abbigliamento che porta lo stesso nome e da Annalisa Bracciali della merceria Zacchei. Ciascuno presenterà le proprie novità e le ultime collezioni ad amici e clienti a partire dalle ore 19 nella sala ricavata nell’antico “Fienile” della Fattoria del Colle. Qui  verranno serviti Rosa di Tetto e Sanchimento IGT, primi vini biologici della fattoria, accompagnati da piccoli finger food.

GLORIA DEL DOTTORE E I PROFUMI DELL’ESTATE

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Ma è solo l’inizio di una serata all’insegna del buon gusto e dell’amicizia. Alle 20, 20,30 e 21 Gloria Del Dottore, esperta in profumeria artistica terrà dei mini-corsi sulle fragranze da indossare d’estete. Un modo divertente per scoprire come la quantità di sostanze odorose è progressivamente maggiore in colonia, eau de toilette, eau de parfum e parfum. In estate la pelle traspira e interagisce con il profumo in modo diverso. Per questo oltre alla scelta di fragranze più floreali e agrumate (bouquet di fiori di arancio, gelsomino,gardenia, iris, peonia violetta e agrumi come arancia, pompelmo rosa, bergamotto, lime, mandarino e limone) è bene porre attenzione all’appuntamento al quale stiamo andando….. Il resto lo racconterà Gloria coinvolgendo tutti in un gioco sensuale.

Giovanni Rallo nuovo chef della Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il nuovo chef della Fattoria del Colle scelto fra 80 candidati: Giovanni Rallo – con l’invito ad assaggiare i suoi piatti

 

Il ristorante della Fattoria del Colle ha fama di destinazione golosa per i piatti sapientemente elaborati sulla tradizione toscana e abbinati a grandissimi Brunello, Chianti e Doc Orcia. Per questo, quando la chef Roberta Archetti decise di interrompere per tornare nella sua città natale, Donatella Cinelli Colombini insieme al maître Nicola Minunno hanno passato mesi, nella ricerca di uno chef con altrettanto talento. 80 candidati e finalmente la scelta è caduta su Giovanni Rallo.

Giovanni Rallo chef siciliano in Toscana

35 anni. originario di Marsala dove la madre Maria gli ha trasmesso l’amore per la buona cucina. Dopo il diploma dalla scuola alberghiera di Erice -Trapani ha iniziato un viaggio professionale nelle cucine toscane rimanendo per sempre in questa regione che è diventata la sua terra del cuore.

Una sola esperienza all’estero, in Costa Azzurra e poi, a soli 22 anni, è diventato chef del ristorante del prestigioso Castello di Leonina nei pressi di Siena. Una sfida vinta che ha spinto Giovanni a intraprendere un percorso di formazione tutto suo

usando libri, internet e investendo in pranzi nei ristoranti stellati <<avrò speso 10.000€>> commenta senza alcun rimpianto <<e intanto lavoravo, anzi, a volte dopo aver chiuso la cucina, andavo, di nascosto, da uno chef stellato, che è stato il mio vero maestro, perché solo guardandolo e dandogli un piccolo aiuto, ho imparato moltissimo>>.

Il nuovo chef della Fattoria del Colle e le sue ricette

Una voglia di migliorare che non ha mai perso, così come quella di riscoprire le sue radici siciliane. Da qui una predilezione per la pasticceria, molto ricca in Sicilia e molto più limitata in Toscana, dove tuttavia abbondano residenti e turisti stranieri capaci di apprezzare le creazioni anche molto ardite di Giovanni Rallo.  Un processo creativo, il suo, che parte da cose reali da reinventare: un fungo, una pietra, un cappuccino … poi inizia la ricerca di ingredienti e lo studio di esecuzioni fatte con precisione cronometrica. Ecco che la passione infantile per  le merendine diventa un doppio strato di plumcake al cacao con dentro una mousse al cioccolato bianco e sopra fiorellini di spuma di zucca adatti al periodo di novembre in cui il dolce è stato creato.

Turismo dei panorami agricoli: come farlo rendere

Secondo la fondazione FICO ogni Euro investito nel paesaggio rurale ne genera 3 nel business agricolo e, a mio avviso, anche nel turismo

Turismo-dei-panorami-Valdichiana2

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il paesaggio rurale può diventare una superstar capace di dare slancio all’agricoltura e al turismo rurale, per questo la Fondazione FICO di Bologna (Eataly) ha proposto un manifesto finalizzato a difenderlo dando seguito alla Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 firmata da 39 Paesi Europei a esclusione della Germania.  Ecco che la Fondazione FICO riparte facendo sottoscrivere un impegno all’agricoltura sostenibile che serva anche a mantenere il paesaggio storico e limitare i rischi idrogeologici innescati dal suo abbandono. Il Ministero ha censito 119 paesaggi agricoli da tutelare per un totale di 119 mila ettari (la Fattoria del Colle è all’interno di uno di essi dedicato all’olivo).

PAESAGGIO RURALE E CEMENTIFICAZIONE

Turismo-dei-panorami-Monticchiello

Turismo-dei-panorami-Monticchiello

Ripartire da azioni concrete sulla loro valorizzazione non è un’impresa da poco perché l’ Italia, dal 1960 ad oggi, ha perso 8,5 milioni di ettari agricoli cioè una superficie pari a Piemonte e Lombardia, mentre la superficie coltivata si è ridotta a 12,5 milioni di ettari. Questo perché zone poco abitate  e con agricoltura più difficile tendono all’abbandono. Il turismo del paesaggio può essere la carta vincente per questi territori se viene collegato al turismo lento (trekking e biciclette) ai soggiorni e al consumo di specialità agroalimentari tipiche.

Non è facile ma è fattibile con interventi di legge che pianifichino promozione, valorizzazione e tutela. Serve mettere in campo, insieme ad azioni di marketing e a investimenti strutturali che incentivano la nascita di attività agricole e turistiche, anche il contrasto alla cementificazione. L’Italia è fra i cinque Paesi più costruiti  d’Europa con 2,1 milioni di ettari che ogni giorno crescono di altri 15 ettari cementificati.

Voglia di letto a baldacchino

I letti con baldacchino sono diventati un must per le residenze d’epoca dove i turisti trascorrono dei soggiorni romantici. Ecco quelli della Fattoria del Colle

letto-a-baldacchino-Camera-del-Granduca-Fattoria-del-Colle-Toscana

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Di Donatella Cinelli Colombini

Devo iniziare con un piccolo racconto privato: mia figlia Violante Gardini da piccola era molto romantica ed io le feci decorare la camera da letto con affreschi floreali da Rodolfo Gorelli, mettendole al centro un letto a baldacchino realizzato appositamente per lei dall’artista Julia Scartozzoni. Julia ha la sua base al Castello di Spaltenna in Chianti ed è specializzata in arredi unici di grande raffinatezza. Le sue creazioni sono nelle riviste di arredamento di tutto il mondo: AD- Architectural Digest, Country Inns ( USA),L’ Ami des Jardins ( France), Ideales Heim ( Switzerland- Germany) Atrium ( Germany) Conde` Nast Traveller ( USA) Vogue Espagna ( Spain), Elle (Italy)….

LETTO A BALDACCHINO DI JULIA SCARTOZZONI PER VIOLANTE

Camera-del-Granduca-Fattoria-del-Colle-Toscana

Camera-del-Granduca-Fattoria-del-Colle-Toscana

Il letto di Violante ha profili metallici verdi acqua e tele bianche sul tetto e sui lati, dipinte con fiocchi e fiori rosa. Completano la stanza alcuni mobili liberty (lo stile floreale appunto) e una doppia tenda che funge anche da oscurante perché Violante vuole dormire nella totale oscurità.
A Violante questo letto piaceva, ma fino a un certo punto.

LETTI A BALDACCHINO DELLA FATTORIA DEL COLLE

Per questo mi ero convinta che i letti a baldacchino fossero qualcosa di hollywoodiano e non facessero più battere il cuore, come qualcosa di passato di moda e forse un po’ finto con effetto cartolina … di conseguenza smontai i letti a baldacchino di ferro che erano ammucchiati nelle soffitte e nelle rimesse della Fattoria del Colle. Ce n’erano tanti, al punto da far pensare che la maggior parte dei letti fossero attrezzati con tende. Li divisi e li attaccai sulle pareti della sala da pranzo della scuola di cucina. Una destrutturazione che riuscì fino a un certo punto perché, nel tentativo di evitare un effetto lezioso, feci dipingere le pareti di un verde scuro ottenendo un effetto forse troppo austero.

Rosa di tetto IGT 2018 BIO

Donatella Cinelli Colombini presenta il suo rosato Rosa di Tetto 2018 IGT Toscana: per la prima volta BIO e per la prima volta in versione “fine wine”

2018, prima vendemmia con certificazione biologica per le cantine di Donatella Cinelli Colombini e primo rosato “Rosa di tetto” BIO.  I nostri vigneti sono da sempre coltivati con cura manuale, ma dal 2014 abbiamo iniziato a seguire i protocolli e ad avere i controlli di un ente esterno, attività che ci ha permesso di ottenere la certificazione e quindi la foglia verde – simbolo biologico, in etichetta.

STORIA DI UN NOME E DI UN VINO DI FATTORIA

Alla Fattoria del Colle, la produzione di vino rosato è iniziata oltre trent’anni fa con il nome “Acqua di tetto”. Quando Donatella Cinelli Colombini ricevette da suo padre la Fattoria decise di cambiare questo nome che creava confusione facendo pensare a un vino rosso annacquato.

Scelse Rosa di Tetto, che richiama il primo nome ma si ispira alle rose rampicanti che crescono sulla facciata della villa

2018-vendemmia-sangiovese-Fattoria-del-Colle-Toscana

2018-vendemmia-sangiovese-Fattoria-del-Colle-Toscana

cinquecentesca fino ad infilarsi sotto le tegole.

ROSA DI TETTO – FAMILY WINE

Il rosato Rosa di Tetto è prodotto in una piccola serie di 2.500 bottiglie ottenute da uve di Sangiovese dei vigneti della Fattoria del Colle che sono state vendemmiate e vinificate in azienda. Si tratta dunque di un “family wine” o, come si direbbe in Toscana, di un “Vino di Fattoria”

Dal 25 aprile al I° maggio nella campagna toscana

Nel ponte di primavera 25 aprile – I° maggio la Fattoria del Colle diventa una wine destination e offre soggiorni “di vini” con pranzi, viste e assaggi

25 aprile-I° maggio alla Fattoria del Colle - Agriturismo in toscana

25 aprile-I° maggio alla Fattoria del Colle – Agriturismo in Toscana

Nel più lungo ponte di primavera la Fattoria del Colle aspetta gli amanti della natura e dei grandi vini per offrire loro delle esperienze emozionanti con il Brunello e nelle cantine.

25 aprile -I° maggio alla Fattoria del Colle

Nell’angolo più intatto e panoramico della Toscana, la Fattoria del Colle costituisce un “unicum”, un luogo sospeso nel tempo che Donatella Cinelli Colombini ha consacrato alla memoria: appartamenti arredati con veri mobili di antiquariato locale, orto con 80 varietà di essenze, ricette delle nonne nel ristorante, vigneti coltivati a mano e in modo biologico, parchi e giardini piantati dagli antenati … Ogni cosa – dai grandi vini al semplicissimo formaggio fresco – viene raccontato, toccato, annusato, assaggiato nel corso di esperienze in cui i turisti giocando, entrano in una storia millenaria.

Fattoria del Colle Wine Destination con animazioni permanenti

Fattoria del Colle cantina

Fattoria del Colle cantina

Ogni giorno c’è il programma della “Wine Destination” che comprende una lezione di cucina tipica che insegna a preparare la panzanella e il raviggiolo (ore 11) due degustazioni itineranti lungo itinerari che tocca le sale storiche della villa, la cantina, l’orto e la cappella cinquecentesca (ore 12), i vigneti e la cantina (ore 15). Il pranzo diventa un’esperienza del territorio con 8 salumi oppure 8 formaggi tipici che associano i sapori con le loro storie. Nel pomeriggio la degustazione verticale di 3 Brunello (ore 17) seguita qualche ora dopo dall’aperitivo.

Diventare enologi per un giorno

Un programma intenso e stimolante che domenica 28 e martedì 30 aprile ha un’eccellente alternativa: nel pomeriggio alle 17, nella cantina storica della fattoria del Colle, i turisti diventeranno “piccoli enologi” e produrranno il loro vino Supertuscan imparando a tagliare Sangiovese, Merlot e Sagrantino in purezza per ottenere quello del loro cuore, da tappare e etichettare per portarlo a casa come ricordo di un’esperienza che insegna molto sulla ricerca delle armonie gustative nei grandi vini rossi toscani. Sembra un gioco divertente ma in realtà è un modo per conoscere sé stessi, i propri gusti e i caratteri del vino.

Sanchimento IGT Toscana 2018 BIO

Bianco Sanchimento 2018 della Fattoria del Colle, per la prima volta BIO. Donatella Cinelli Colombini presenta i primi frutti della sua scelta ambientalista:

Il bianco “Sanchimento” e il rosato “Rosa di tetto” sono i primi vini con certificazione biologica della Fattoria del Colle. E’ ottenuto con le uve del piccolo vigneto intorno alla cappella della Fattoria; il suo nome deriva infatti dal Santo patrono della chiesetta, Clemente I, Papa martire nel 97 d.C. a Sebastopoli. San Chimento è infatti il nome medioevale toscano dello stesso Santo ancora oggi usato dalla popolazione locale.

SANCHIMENTO, UN VINO  DI FATTORIA CON LA SUA CAPPELLA

Il vigneto fu piantato nel 1989 con viti Traminer ed è a un’altitudine di 404 metri sul livello del mare con un terreno a prevalenza calcarea.

Sanchimento è dunque un “family wine” ottenuto da uve prodotte in fattoria, vendemmiate a mano, vinificato a regola d’arte e

2018-vendemmia-traminer-Fattoria-del-Colle

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imbottigliato in una piccola serie di soli 2.000 esemplari.

L’annata 2018 è caratterizzata da una straordinaria ricchezza aromatica grazie a un’estate fresca e un autunno assolato ma con forti escursioni termiche fra la notte e il giorno.

2016 Il drago e le 8 colombe Super Tuscan

2016: ancora un vendemmia a 5 stelle e finalmente una vendemmia perfetta per i vini a lungo invecchiamento.  Il Drago e le 8 colombe, un Vino d’autore per grandi wine lovers

Nel 2016 il ciclo vegetativo delle viti fu lunghissimo: le viti germogliarono 15 giorni prima del solito ma la vendemmia avvenne a ottobre, nel calendario tradizionale. Questo perchè la maturazione dell’uva fu graduale e lenta: una cosa rara nell’epoca del cambiamento climatico, che ha entusiasmato noi produttori. Infatti la maturazione della buccia dell’uva (polifenolica) e quella della polpa (tecnologica) andarono di pari passo e questa circostanza produce sempre vini di grandissima eleganza.

IL NOME IL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Questo vino nasce per celebrare l’unico uomo delle mie cantine , ovvero mio  marito Carlo Gardini. Le cantine sono le prime in Italia con un organico interamente femminile. Ma Carlo è comunque presente con i suoi consigli e la sua passione per i grandi vini che, qualche volta, sono completamente diversi da quelli amati da me.

STORIA DEL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Il Drago e le 8 colombe” si chiamava in origine “Il Drago e le 7 colombe” ed è stato ribattezzato in occasione dell’arrivo dell’enologa consulente donna Valerie Lavigne. In quell’occasione fu cambiato anche l’uvaggio che oggi è composto da 60% Sangiovese, 20% Merlot e 20% Sagrantino. Tre vitigni che apportano cose diverse al vino: il Sangiovese conferisce eleganza, il Merlot piacevolezza e il Sagrantino accresce la struttura. Tutte le uve sono coltivate in fattoria, con sistema biologico, e vengono raccolte, vinificate e maturate in botte separatamente per essere assemblate prima dell’imbottigliamento.
Si tratta di una piccola produzione, di 8000-16.000 bottiglie all’anno di “vino d’autore”. Una tipologia che viene spesso chiamata Super tuscan perchè pur non appartenendo a nessuna denominazione punta all’alta qualità, anche se in modo più libero rispetto alle regole imposte dai disciplinari DOC. Per questo ho voluto inserire  nell’uvaggio del Drago e le 8 colombe il Sagrantino, tipico dell’Umbria, i cui confini amministrativi distano solo una decina di chilometri dai vigneti della Fattoria del Colle.

Vita da produttrice, tanti Km, tanti vini, tanti amici

Donatella Cinelli Colombini racconta una settimana da produttrice  davvero piena: Roma, Alessandria, Gavi, Pisa, Siena con tanti incontri anche sorprendenti

Donatella-CinelliColombini-all'UIV-con-Donne-del-vino-Presidente-Abbona-Direttore-Castelletti

Donatella-CinelliColombini-all’UIV-con-Donne-del-vino-Presidente-Abbona-Direttore-Castelletti

Lunedì rientro dalla Svizzera, dove ho partecipato a “Matter of Taste” grandiosa degustazione mondiale di Wine Advocate-Robert Parker. Mio marito Carlo Gardini non ha più febbre ma tossisce come un cane con il cimurro. Poverino ha stretto i denti ma è provato.

DOC ORCIA CONSIGLIO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Martedì alla Fattoria del Colle di Trequanda. Consiglio di Amministrazione della DOC Orcia con approvazione del bilancio 2018 che porta un piccolissimo attivo. Uno dei consiglieri mi dice <<ho sempre partecipato a B2B di BuyWine ma dieci anni fa nessuno chiedeva la Doc Orcia, invece quest’anno c’erano 40 buyer esteri interessati alla nostra denominazione>> alla fine del mio secondo mandato da Presidente è un bellissimo risultato. La nostra DOC è considerata fra le emergenti in Italia.

ROMA UIV INCONTRO COL SOTTOSEGRETARIO ALL’AGRICOLTURA MANZANO

Mercoledì a Roma con mia figlia Violante, vado all’Unione Italiana Vini per il consiglio nazionale a cui prende parte il Sottosegretario

Alessandria-Vineria-Mezzo-Litro-Fiammetta-Mussio-Piercarla-Negro-Michela-Marenco

Alessandria-Vineria-Mezzo-Litro-Fiammetta-Mussio-Piercarla-Negro-Michela-Marenco

Franco Manzato e il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella. Insieme al Consiglio di Amministrazione delle Donne del Vino consegno all’Onorevole Manzato la richiesta di tenere a battesimo, al Ministero Agricoltura, i due progetti formativi su cui stiamo lavorando: Future e e-lerning sul marketing del vino. Dobbiamo molto all’amicizia e al sostegno del Presidente UIV Ernesto Abbona e del Direttore Paolo Castelletti due veri amici!

ALESSANDRIA CON MICHELA MARENCO PER UNA LEZIONE E UNA STRAORDINARIA VINERIA

Giovedì mi alzo con il mal di testa e la gola in fiamme. Mi dico <<ho beccato il cimurro anch’io >> ma parto con mio marito Carlo per Alessandria dove mi aspetta Michela Marenco Presidente delle Donne di Confagricoltura per una lezione sul turismo del vino.

Comunicazione in cantina: le parole non bastano

Emozionare positivamente il visitatore fino dal primo momento e poi usare immagini, comunicazione verbale e non verbale per fargli amare la vostra cantina

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Accoglienza-in-cantina-Montalcino-Casato-PrimeDonne

Accoglienza-in-cantina-Montalcino-Casato-PrimeDonne

L’accoglienza in cantina è anche una questione di stile: linguaggio non verbale, gentilezza, sorriso.
Partiamo dalle teorie di António Rosa Damásio uno dei geni che hanno rivoluzionato le neuroscienze <<non siamo macchine pensanti che si emozionano bensì macchine emotive che pensano>> in altre parole sono le emozioni il vero drive della nostra mente e anche del nostro corpo. Nel 2017 il Premio Nobel per l’economia è andato al maggiore esperto della psicologia applicata ai consumi Richard Thaler che ha dimostrato al mondo come anche i grandi fenomeni economici abbiano una radice irrazionale e istintiva.

 

LA PRIMA IMPRESSIONE

Come raccontarsi ai turisti del vino Cantina CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Come raccontarsi ai turisti del vino CasatoPrimeDonne Sommelier Brasiliani

Noi che ci occupiamo di turismo del vino dobbiamo sempre tenere presente che la prima impressione come il primo amore <<non si scorda mai>> si radica nella mente e difficilmente viene spazzata via dalle esperienze successive. Per questo la cantina progettata dal grande architetto, così come la bottiglia dal packaging raffinato creano l’aspettativa di un grande vino e addirittura lo fanno percepire, nella degustazione, più buono di quello che è. L’emozione positiva provata all’inizio si proietta il quello che avviene dopo grazie all’ossitocina, il così detto “ormone della fiducia” perché viene secreto in situazioni gradevoli.

 

Pasqua in Toscana per scoprire i grandi vini

Con la famiglia, in coppia, con gli amici a quattro zampe …. vacanze di Pasqua in fattoria per scoprire i grandi vini toscani e la sacralità della loro terra

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Quasi un week end avventura, con la sacralità dei conventi e qualche peccato di gola a tavola e in cantina, soprattutto la scoperta di Brunello, Chianti e Orcia attraverso visite degustazioni e esperienze uniche.

La Fattoria del Colle è un piccolissimo borgo immerso in una campagna rimasta intatta per secoli: oliveti, vigneti, dolci colline della Val d’Orcia e delle Crete senesi piene di città d’arte. Nella Fattoria le camere e gli appartamenti sono arredati da mobili di piccolo antiquariato, ci sono due ristoranti, quattro percorsi di trekking, tre parchi, la scuola di cucina e ovviamente le cantine.

PASQUA PER WINE LOVER E AMANTI DELLA CAMPAGNA

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Pasqua-alla-Fattoria-del-Colle

Il programma di Pasqua contiene un’autentica master class sui grandi vini toscani, divertente e piena di sorprese che appassionerà persino gli astemi e trasformerà i wine lovers in veri cultori del vitigno Sangiovese. Poi visite nelle cantine del Brunello e dell’Orcia, piccola lezione di cucina, visita delle sale storiche della villa cinquecentesca e dell’orto storico, tre cene a tema, una master class sui grandi vini toscani e una degustazione verticale di Brunello ….

Per chi ha voglia di rilassarsi nel calore salutare dell’acqua e del vino ci sono la jacuzzi per i brindisi davanti al panorama, la vasca per la vinoterapia di coppia e poi le terapie naturali per rigenerare il corpo e la mente nella deliziosa ed esclusiva zona benessere della Fattoria del Colle.

Weekend dedicati al benessere e ai grandi vini in Toscana

Nella fattoria del Colle, nella Toscana nobile e antica, weekend dedicati al Brunello e ai grandi vini rossi, oppure al benessere di-vino e ai peccati di gola

weekend-con-grandi-vini-e-benessere-fattoria-del-Colle

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Di Donatella Cinelli Colombini

Weekend great wines e Wellness weekend. Questo è il nome di due proposte che arrivano dalla Toscana famosa per i grandi vini rossi, i panorami, le tradizioni conservate con amore.

WEEKEND GRANDI VINI

Tre giorni, due notti, due visite in cantina e una in vigna, 3 assaggi guidati con Brunello, Chianti Classico, Chianti e Vino Nobile, due cene degustazione, una master class e per scoprire il sangiovese e le maggiori DOCG della Toscana
Pernottamento in camera doppia con bagno e prima colazione

WEEKEND WELLNESS DI-VINO

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weekend-con-grandi-vini-e-benessere-fattoria-del-Colle

Weekend di due notti, percorso benessere con trattamenti bionaturali, visita della villa cinquecentesca e della cantina, piccola lezione di cucina, due cene degustazione con abbinamenti.
Pernottamento in camera doppia con bagno e prima colazione

Per leggere il programma dettagliato e prenotare clicca qui.
Due proposte che fanno vivere dei fine settimana intensi per rigenerarsi e emozionarsi scoprendo i segreti dei grandi vini rossi e della meravigliosa campagna toscana. Un’esperienza da condividere con nuovi amici che hanno le stesse passioni e la stessa voglia di emozionarsi con sapori e tradizioni senza tempo, farsi coccolare e concedersi qualche strappo alla dieta.
Abiti casual e soprattutto scarpe da campagna. Qualche cosa di più elegante ma comodo per la sera. Non dimenticare il costume da bagno e la macchina fotografica.

Doppio premio GoWine per Donatella

Premio GoWine alle cantine di Donatella Cinelli Colombini e premio speciale “enocultura” a lei per l’ideazione della giornata Cantine aperte

GoWine-presentazione-guida-Cantine-d'Italia

GoWine-presentazione-guida-Cantine-d’Italia

<<Fa sempre piacere ricevere un premio ma quando ne arrivano addirittura due è un trionfo>> commenta Donatella Cinelli Colombini che, dalla Cina, ha seguito la premiazione GoWine a Milano e la presentazione della guida Cantine d’Italia 2019. Un repertorio di 700 aziende enologiche selezionate fra quelle che “valgono il viaggio”. Fra di esse 230 – come il Casato Prime Donne di Montalcino e Fattoria del Colle di Trequanda – sono state premiate con “Impronte d’eccellenza” perché meglio delle altre raccontano i territori del vino.

Premio GoWine a Donatella Cinelli Colombini

La premiazione si è svolta a Milano e si è conclusa con la degustazione dei vini segnalati nella guida. Per condurre l’evento si sono alternati Gioacchino Bonsignore del Tg5 Gusto, Anna Schneider ricercatrice presso il Cnr di Grugliasco e Antonio Paolini del Gambero Rosso. I due giornalisti sono amici della Cinelli Colombini e, soprattutto il secondo, frequentatore da lunga data delle sue cantine. Questo ha dato un carattere particolare alla premiazione e soprattutto

Trekking nei vigneti Fattoria del Colle

Trekking nei vigneti Fattoria del Colle

all’assegnazione del premio speciale “Enocultura” con una motivazione particolarmente significativa << alla straordinaria figura di Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino e a cui è legato un grandissimo evento come Cantine Aperte. Il Premio va alla originalità di questa iniziativa culturale ed a una cantina da sempre vocata all’accoglienza>>.

Guida GoWine alle Cantine d’Italia

La guida GoWine alle “Cantine d’Italia” ha selezionato 700 wine destination d’eccellenza ma anche 4.200 vini e 1.600 luoghi dove mangiare e dormire. Massimo Corrado, presidente di Go Wine, ha spiegato la filosofia generale del volume che privilegia le cantine capaci di promuovere il proprio territorio mentre promuovono se stesse. La guida infatti vuole rivolgersi anche a chi non è un “super appassionato”, ma sente il fascino della cultura del vino e vuole immergersi in essa magari dormendo fra le vigne, oppure mangiando i piatti tipici dei distretti enologici e anche partecipando agli eventi che vi si svolgono.

                                                                       
Cinelli Colombini
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