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Comune Valdorcia: si all’unione se c’è Trequanda

Nasce il comitato “Per il Comune della Valdorcia” per raccoglie le firme e indire il referendum sulla fusione. Io sono unionista se c’è anche Trequanda

Di Donatella Cinelli Colombini, Agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Pienza Possibile aggregazione nel Comune della Valdorcia figure a cavallo di Piero Sbarluzzi

Pienza Possibile aggregazione nel Comune della Valdorcia figure a cavallo di Piero Sbarluzzi

Il comitato guidato da Glauco Guidotti propone la costituzione di un solo comune fra quelli appartenenti al Parco della Val d’Orcia: Castiglion d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia. Tutti comuni piccolissimi escluso Montalcino che ora conta circa 6.000 abitanti e un’organizzazione comunale oltre che una solidità finanziaria di gran lunga superiore a tutti gli altri anche grazie alla recente fusione con San Giovanni d’Asso. E infatti Silvio Franceschelli, giovane e volitivo sindaco di Montalcino dice no al Comune della Valdorcia << Se si tratta di condividere servizi, riscuotere tributi, realizzare piani urbanistici, gestire il turismo, anche domattina. Ma nessuna fusione. Il nostro percorso lo abbiamo già fatto con San

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Giovanni d’Asso. E poi il nostro Comune non può prescindere dal nome esclusivo di Montalcino in quanto marchio di un prodotto territoriale>> ha detto Franceschelli a MontalcinoNews. Come dagli torto?
Ma il Comitato per il Comune della Valdorcia non si scoraggia <<«anche senza Montalcino arriveremmo a una popolazione di circa 9 mila abitanti: un Comune piccolo, ma più forte sulle politiche di area>> ha dichiarato Guidotti al Corriere Fiorentino << in particolare si avvertirebbe un notevole progresso per l’intero settore turistico, un ritorno di immagine che andrebbe a vantaggio del territorio, un miglioramento amministrativo, e, non ultimo, ingenti incentivi economici>>.

Dalla storia del Colle alla novella dei Gangheretti

Il genius loci, l’anima buona della Fattoria del Colle diventa una fiaba intitolata 92 Gangheretti e poi banderuole giganti dipinte da Alessandro Grazi

Gangheretti-Alessandro-Grazi

Gangheretti-Alessandro-Grazi

Di Donatella Cinelli Colombini

Spero di non avervi annoiato con i miei racconti da vecchia signora di campagna e di accogliervi presto alla Fattoria del Colle per mostrarvi come il passato riemerga pieno di magia e di fascino. La cosa strana è che il “Genius Loci” cioè lo “spirito del luogo” che gli antichi riconobbero in specifici posti come un misterioso agente soprannaturale, agisce alla Fattoria del Colle su di me ma anche sui turisti. Chi soffre d’insonnia qui riesce ad addormentarsi senza sonnifero, chi è in preda alla depressione ritrova la serenità, tutti affermano di sentirsi rigenerati dopo pochi giorni.
Una circostanza così misteriosa ma così evidente che, durante le mie prime estati alla Fattoria del Colle, insieme agli amici che accorrevano per incoraggiarmi e aiutarmi, inventammo la favola dei Gangheretti. Nata come per scherzo per spiegare ai nostri figli le forze benigne che risiedono nella fattoria divenne sempre più consistente. Il

Gangheretti-Fattoria-del-Colle-Dorian

Gangheretti-Fattoria-del-Colle-Dorian

nome dipende dal detto toscano <<mi fai uscire dai gangheri >> cioè dai supporti metallici che tengono ancorate al muro porte e sportelli. I gangheretti sono dunque qualcosa di malizioso e dispettoso. Ma c’è anche un altro detto toscano << mi hai dato un ganghero>> cioè una fregatura e i nostri folletti sono grandi imbroglioni. Sono usciti dalla terra, hanno un colore azzurro e un odore di lavanda che ne rivela la presenza.

Di seguito trascrivo la favola dei “92 Gangheretti” dove il numero di questi folletti deriva dalla data più ricorrente nella storia della Fattoria del Colle fondata da Claudio Socino nel 1592 ebbe il suo ospite più celebre in Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana e poi imperatore d’Austria morto nel 1792. Insieme alla fiaba ci sono i disegni dei Gangheretti dipinte dal pittore senese Alessandro Grazi. Sono le stesse immagini che, al Casato Prime Donne, la mia cantina di Brunello, diventano banderuole giganti, ammirate da tutti i turisti.

Capodanno 2017 con Brunello, vinoterapia e panforte

Lasciatevi andare ai piaceri della tavola, alla bellezza del paesaggio, coccolati con massaggi e bagni nel vino nella campagna del Brunello e della Doc Orcia

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Un ponte mai visto quello del prossimo Capodanno, con 3 giorni di ferie è possibile fare una vacanza di 10 giorni e aggiungendone altri quattro si arriva a due settimane intere. Un’occasione da non perdere per rigenerarsi dallo stress in un luogo intimo e antico, con un programma pieno di esperienze capaci di arricchire in modo divertente.
Fra le attività previste ci sono le visite alla cantina di Brunello del Casato Prime Donne della stessa proprietaria (Donatella Cinelli Colombini) e della Fattoria del Colle. In entrambe ci sono proposte capaci di emozionare: la degustazione itinerante con la musica, il selfie nella cornice davanti ai vigneti e la visita delle sale storiche della villa del Colle dove il Granduca di Toscana e la sua amante Isabella si incontravano segretamente.
Ci sono poi l’assaggio “verticale” di 4 annate Brunello –dalla botte alla riserva- e la produzione del proprio supertuscan diventando “Enologi per un giorno” esperienza che consente di portare a casa la bottiglia con la propria etichetta.

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Capodanno-Agriturismo-Toscana-FattoriaDelColle

Per i golosi ci sono le piccole lezioni di cucina che insegnano a cucinare il panforte e i ricciarelli oltre che a “tirare” i pinci, la tipica pasta senese. Poi tanti pranzi a tema: a base di bue chianino che è tipico della stessa zona e i salumi di cinta senese (maiale medioevale), il cacio pecorino e la ricotta a filiera supercorta ottenuti da pecore che mangiano foraggio e cereali biologici dello stesso podere.
Quest’anno, per la prima volta proponiamo dei menù degustazione di 4 piatti con 4 vini diversi al bicchiere per far scoprire le tradizioni culinarie associate ai vini del territorio: Brunello e Rosso di Montalcino, Orcia DOC, Chianti Superiore DOCG, Supertuscan, Vin Santo e Passito.

Primo press tour USA per la Doc Orcia

Ecco come la giovane Orcia Doc ha lasciato a bocca aperta 4 giornalisti USA che avevano già visto quasi tutte le zone del vino del mondo

Press tour USA nella Doc Orcia cena finale alla Fattoria del Colle

Press tour USA nella Doc Orcia cena finale alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Per la Doc Orcia – il vino più bello del mondo- è una sorta di “prova del fuoco”: ospitare un press tour di opinion leader del vino provenienti dagli Stati Uniti. Wine writer che hanno già visto e assaggiato di tutto in giro per il mondo. E invece di fronte a un territorio così ricco di arte, luoghi celebri e piccoli produttori appassionati rimangono a bocca aperta.
Non solo per la qualità dei vini espressa da cantine ancora poco conosciute ma piene di entusiasmo, di sperimentazioni e di coraggio, ma anche per il gran numero di luoghi icona della Toscana: dalla Chiesa di Vitaleta, al boschetto di cipressi di SanQuirico d’Orcia … Sono rimasti

Press tour USA nella Doc Orcia ricerca del tartufo bianco

Press tour USA nella Doc Orcia ricerca del tartufo bianco

basiti davanti al podere dove è stato girato il film “Il Gladiatore” e il fosso bianco li ha entusiasmati al punto che uno di loro si è arrampicato sulla balena bianca.
Un territorio che sbalordisce per la sua bellezza, la sua ricchezza d’arte e di paesaggio ma anche per le sue eccellenze enogastronomiche. I 4 giornalisti guidati da Elisa Bosco dell’agenzia PR-Vino che ha organizzato il press tour, hanno fatto la ricerca del tartufo bianco con i cani, si sono entusiasmati nel piccolo museo della terracotta di Petroio con la storia degli orci per l’olio extravergine che in questa zona è un’eccellenza assoluta, hanno visto la produzione dell’olio extra vergine di oliva  e del cacio pecorino, trovando anche il tempo per sostare a bordo piscina nell’Hotel Posta Marcucci a Bagno Vignoni …

TripAdvisor istruzioni per l’uso

150 milioni di visitatori mensili, TripAdvisor è sicuramente il più grande sito di viaggi del mondo e ora fornisce anche mappe e itinerari

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, agriturismo, Toscana

TripAdvisor è nato nel 2000 da parte Stephen Kaufer. In quel momento Kaufer stava organizzando un viaggio in Messico e aveva difficoltà a trovare gli alberghi. Oggi ha un patrimonio di 260 milioni di Dollari ed è fra degli uomini che hanno cambiato il mondo. Si perché la sua invenzione, basata su un portale dove chiunque può iscriversi e mettere la sua opinione su un albergo, un ristorante oppure un museo, ha cambiato il modo di viaggiare facendo diventare i turisti più attivi e i giudizi più “democratici”.
La novità, annunciata alla fiera dell’elettronica di consumo IFA a Berlino, è l’alleanza fra TomTom e Tripadvisor, per proporre itinerari personalizzati che uniscono le mappe del navigatore con le recensioni del più famoso portale turistico. Si chiama “TomTom Road Trips” e permette di prenotare alberghi e ristoranti all’interno di un percorso di viaggio su misura. Per chi non ha il navigatore basterà uno smartphone Android o iOS.

TripAdvisor

TripAdvisor

Oggi TripAdvisor ha un’importanza enorme sul business di ogni attività e i 4,2 milioni di ristoranti presenti nel sito possono usarlo come strumento di marketing. Per questo motivo sono gli stessi gestori del portale a rivelare le cose più importanti da fare.
Prima di tutto rispondere alle recensioni, accettando le critiche come consigli costruttivi e ringraziando per gli apprezzamenti. Il cliente che riceve attenzione, è gratificato e tende a accrescere il suo coinvolgimento verso il ristorante.
Seconda cosa le foto. Influiscono molto sulla decisione del cliente e quindi devono essere tante e belle. Chi ha almeno 11-20 immagini suggestive del locale e dei piatti ottiene il doppio di interazioni rispetto ai ristoranti che non ne hanno.

Si dice Nizza e non Barbera

Gianluca Morino ci fa scoprire una giovanissima DOCG con grandi ambizioni Nizza nata fra i banchi di scuola sarà la nuova stella dell’enologia piemontese

Nizza-DOCG-Donatella-CinelliColombini-Gianluca-Morino-Alessia-Salvioni

Nizza-DOCG-Donatella-CinelliColombini-Gianluca-Morino-Alessia-Salvioni

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il weekend tosco piemontese alla Fattoria del Colle è stato un tour de force per il fegato perché la quantità e qualità delle degustazioni e delle prelibatezze gastronomiche è stata esagerata. Non enorme ma proprio esagerata.
Le robiole di Roccaverano prodotte da laureati che hanno scelto di fare i pastori e puntare sulla caseificazione di latte fresco, ha fatto alzare gli occhi al cielo anche all’enologo Maurizio Castelli che ha accompagnato l’espressione del volto con un <mmmm…>>.
Così come la battuta al coltello di fassona coperta da vero tartufo bianco di Alba e i plin serviti sul tovagliolo e mangiati con le mani per non parlare degli amaretti di

Barbera-e-Nizza-alla Fattoria-del-Colle-in-Toscana

Barbera-e-Nizza-alla Fattoria-del-Colle-in-Toscana

Monbaruzzo fatti artigianalmente. Ma anche la Toscana si è difesa bene con i pinci appena “tirati” con sugo di cinghiale e la bistecca fiorentina di bue chianino che è stata divorata fino all’osso. Ghiottonerie a iosa con un trionfo dell’artigianalità e della tradizione culinaria in abbinamento con grandissimi vini. Si grandissimi perché dopo questo weekend chi era venuto soprattutto per assaggiare il Brunello ha scoperto che il Nizza è un degno rivale del grande vino Toscano. Ed è stata proprio l’ex Barbera ora diventato Nizza a affascinare tutti con la sua storia e i suoi profumi.

Il tartufo bianco con i vini toscani dei re

Week end d’autunno con tartufo bianco delle Crete senesi, Brunello, Chianti Superiore e Orcia in una fattoria toscana del Cinquecento con vinoterapia

Tartufo bianco, paesaggio e vino a San Giovanni d'Asso

Tartufo bianco, tartufaio con i suoi cani Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

La Fattoria del Colle organizza tre week-end di novembre 3-5 / 10-12 / 17-19 per gli amanti del tartufo bianco che quest’anno è particolarmente raro e costoso.
La Fattoria possiede cinque riserve tartufigene da cui proviene il tartufo bianco delle Crete Senesi, una varietà molto raffinata per il profumo intenso e il gusto molto armonico. I week end dedicati alla preziosa trifola sono pieni di esperienze divertenti e capaci di arricchire le vostre conoscenze: la caccia al tartufo nel bosco con il tartufaio e i suoi cani, la lezione di cucina con il tartufo, visite delle cantine di Brunello (Casato Prime Donne) e Orcia-Chianti con la degustazione di 5 vini, cene con un piatto al tartufo ….
Due piccole chicche per arricchire questi weekend già così ricchi di suggestioni: al Casato Prime Donne di Montalcino, accanto alla cantina, Alessia Bernardeschi ha

Fattoria-del-Colle-appartamento-agrituristico

Fattoria-del-Colle-appartamento-agrituristico

realizzato un’istallazione artistica intitolata “Donna che guarda”, si tratta di una cornice dentro la quale farsi i più bei selfie nei vigneti di Brunello. E’ stata inaugurata il 17 settembre scorso e voi sarete fra i primi a usarla per le vostre bellissime foto, anzi mandatecele!
Infine, ciascuno porterà a casa una bottiglia di Brunello con la sua etichetta personalizzata. Non un Brunello di Montalcino ma il vostro Brunello con una confezione diversa da ogni altra.
Nei fine settimana 11-12 e 18-19 novembre, a 15 km dalla fattoria del Colle, nel castello di San Giovanni d’Asso (comune di Montalcino) avviene la mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi con il mercatino del tartufo, tanti stand gastronomici e di artigianato locale.

Il ruggito del topolino Montisi comune di Montalcino

La nuova frazione di Montalcino, Montisi prende lo slancio e si racconta in un sito: arte, tartufo, clavicembali, giostre, canto lirico, olio e vino Orcia

fiaccolata-Montisi

Montalcino-Montisi e il nuovo sito che lo racconta

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Alla faccia ci chi diceva che la fusione con Montalcino sarebbe servita solo agli abitanti di San Giovanni d’Asso e che questi ultimi sarebbero diventati una specie di “colonia” del territorio del Brunello. Invece adesso la nuova amministrazione comunale ha un affascinante e volenterosissimo vicesindaco di San Giovanni – Angelo Braconi-con una spiccata propensione per il marketing. E ora nasce un organo di informazione in italiano e inglese per dire a residenti e turisti quello che di bello e coinvolgente avviene in zona. Montisi è un topolino di 335 abitanti, ma ruggisce!!!

Marcello Lunelli con Gianluca Monaci al Barrino di Montisi

Marcello Lunelli con Gianluca Monaci al Barrino di Montisi

Per la verità la cosa più bella è lo spirito dei montisani, solidale, caloroso e pieno di voglia di fare … cioè di fare tutti insieme. Montisi è un autentico gioiello con il castellare percorso da stradine curve che salgono avvitandosi come una chiocciola fra i muri in pietra delle case. Era il castello dei Cacciaconti degli Scialenga, i feudatario contro i quali si ribellarono finchè furono attaccati e soggiogati da Simone Cacciaconti nel 1292 che entrò incendiando le case, uccidendo gli abitanti e depredando le fattorie. Un personaggio così odiato da venire ricordato ancora oggi nella Giostra di Simone (domenica più vicina al 5 agosto) istituita nel 1972 ispirandosi ai tornei cavallereschi del passato.

Ricordi buffi di una storica d’arte mancata

Donatella Cinelli Colombini racconta gli episodi più strani e buffi che le sono capitati a contatto con le opere d’arte, quando era storica d’arte e non solo

ricordi-di-una-storica-d'arte-mancata-Calice-di-Niccolò-IV

ricordi-di-una-storica-d’arte-mancata-Calice-di-Niccolò-IV

Di Donatella Cinelli Colombini – Toscana Agriturismo Fattoria del Colle
Forse già sapete che prima di occuparmi di vino Brunello, di turismo del vino, di Donne del vino e di vino Orcia …. Insomma di vino, ho vissuto un’altra vita da storica d’arte medioevale e soprattutto di oreficeria medioevale. Gli orafi avevano la formazione più complessa e completa fra tutti gli artisti: studiavano di tutto dagli astrolabi al disegno, dalla filosofia alle fusioni dei metalli, dalla scultura al significato delle gemme. Per questo sono stati apprendisti nelle botteghe orafe artisti diversi: architetti come Filippo Brunelleschi, scultori come Donatello o Ghiberti, pittori come Ghirlandaio e per certi versi anche Leonardo da Vinci. La più interessante delle produzioni orafe erano i bassorilievi in metallo per i sigilli o per gli oggetti devozionali. Insieme a miniature, ricami e avori, queste piccole sculture erano fra i pochi oggetti d’arte a viaggiare e permettevano la propagazione dei nuovi stili, come una sorta di internet culturale del medioevo. In

Guccio-di-Mannaia-Calice-Niccolò-IV

Guccio-di-Mannaia-Calice-Niccolò-IV

un’epoca in cui viaggiare era difficile e rischioso gli orafi ebbero dunque un ruolo chiave e alcuni dei più bravi erano senesi.
Fra le oreficerie senesi più celebri e celebrate c’è il calice di Papa Niccolò IV eseguito da Guccio di Mannaia (1288-1292). Niccolò fu il primo papa francescano e il suo calice è conservato nella Basilica di San Francesco ad Assisi dove si è salvato dalla distruzione del tesoro papale in epoca napoleonica.
Come sempre ho fatto, in ogni attività della mia vita, da ragazza mi ero buttata nello studio della storia dell’arte con esagerato trasporto, trascinando anche altri membri della famiglia in mostre, musei e chiese con un pellegrinaggio instancabile.

Home restaurant troppi e senza regole

La ristorazione strabica: controllatissimi i ristoranti liberissimi gli home restaurant. La moda delle cene a domicilio mette in ginocchio i pubblici esercizi

Home restaurant Cena-Gnammo

Home restaurant Cena-Gnammo

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Fattoria del Colle 

Gli home restaurants indubbiamente sono trendy, sono divertenti, fanno risparmiare e creano nuove amicizie. In un momento di crisi economica e di orari di lavoro forsennati in cui quasi nessuno ha più il tempo per stare con gli amici, gli home restaurant propongono nuove amicizie oltre che pranzetti abbastanza a buon mercato.
Tutto vero ma c’è un rovescio della medaglia.
La ristorazione strutturata, quella con autorizzazione da pubblico esercizio è regolata da una montagna di norme che cresce costantemente. L’ultima goccia è arrivata con la soppressione dei voucher e l’introduzione dei contratti di lavoro occasionale che,

home restaurant gnammo

home restaurant gnammo

tuttavia, riguardano solo i piccoli ristoranti con meno di 5 dipendenti e per un massimo di 5.000€ annui. Una goccia rispetto ai bisogni di un settore dove alle sette e mezzo hai 3 prenotazioni e un’ora dopo ti arrivano 50 clienti. L’impossibilità di chiamare altro personale all’ultimo momento ha fatto crollare la qualità del servizio e ha creato disagio ai clienti che si sentono rispondere <<scusi per l’attesa ma siamo solo in due a servire>> come se la cattiva gestione della sala fosse colpa loro invece che della politica.
Corsi HACCP, corsi sulla sicurezza, corsi per il pronto soccorso …. e poi controlli fiscali basati su guadagni anni Ottanta, impianti elettrici certificati, bagno con doccia per i dipendenti, bagno disabili, segnalazione dei surgelati nel menù, frigo e lavandini diversi per verdura e carne, registro dei fornitori, segnalazione delle telecamere all’ufficio del lavoro, esposizione del menù con i prezzi all’esterno, smaltimento oli di cottura …… un numero di norme talmente elevato che anche i più volenterosi beccano multe a ogni controllo perché c’è sempre qualcosa che era stato dimenticato.

Casato Prime Donne un premio nel segno della Valdorcia

Una festa sul tema Ricchezza e povertà della Valdorcia per i vincitori del Premio Casato Prime Donne: Bertocchini, Di Lazzaro, Pancera, Patanè e Rontini

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori-e-giuria

Il territorio e l’ambiente protagonisti come non mai nel Premio Casato Prime Donne che è stato consegnato a Montalcino, nel Teatro degli Astrusi, domenica 17 settembre. Una bomboniera settecentesca che ha ospitato la premiazione di Federica Bertocchini, scopritrice del bruco-mangia plastica e dei migliori contributi alla valorizzazione di Montalcino e dei suoi vini: Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera, Vannina Patanè e Andrea Rontini. La foto di Rontini è stata scelta fra 5 finaliste da una giuria popolare che ha votato on line. La sua immagine della Valdorcia -fra realismo e fantasy- introduce il tema della festa in onore dei vincitori che

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017

si è svolta alla Fattoria del Colle di Trequanda e ha celebrato la rinascita di questo territorio dalla miseria del passato al successo enologico e turistico di oggi.

Il Premio Casato Prime Donne ha una crescente notorietà come vetrina dei nuovi modelli femminili e delle azioni più incisive nella divulgazione dei territorio in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Deve molta della sua reputazione al rigore della giuria che sceglie i vincitori, essa è presieduta da Donatella Cinelli

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

Colombini ed composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Quest’anno ha scelto come personaggio emblematico dell’universo femminile: Federica Bertocchini la microbiologa italiana che ha scoperto un bruco contenente l’agente capace di degradare la plastica dando una soluzione all’enorme inquinamento di questo materiale.
Nelle sezioni giornalistiche del Premio hanno vinto Pietro di Lazzaro per il servizio

Premio-Casato-Prime-Donne-lo-staff-organizzatore

Premio-Casato-Prime-Donne-lo-staff-organizzatore

televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Stefano Pancera con il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5 che ha avuto il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”. Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile a Vannina Patanè per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”. Il vincitore del Premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” è Andrea Rontini, con l’immagine Val d’Orcia dicembre 2016.

Vendemmia 2017 Brunello ok

Il Brunello 2017 sarà poco, avrà molti estratti e molto alcool. Un grande vino mediterraneo, potente che darà il meglio di se in giovinezza

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CASATO-PRIME-DONNE-VENDEMMIA-2017-BRUNELLO-FOTO-DI-GRUPPO

Di Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2017 si conclude oggi e ha dimostrato, ancora una volta, la superiorità della coltivazione biologica e la straordinaria vocazione di Montalcino. Il nostro territorio sembra protetto da Dio e, anche nell’anno tragico della viticultura europea mette, in cantina una vendemmia fra il buono e l’ottimo. Nei nostri vigneti di Brunello il calo produttivo c’è stato ma complessivamente fra il 10 e il 20% rispetto allo scorso anno.

Montalcino-Brunello-Vendellia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino-Brunello-Vendemmia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Incredibile ma vero il territorio del Brunello è passato indenne dalle calamità naturali che altrove, nel 2017, sono state di una violenza impressionate: la gelata di fine aprile che ha seccato i germogli in gran parte d’Europa, il caldo estivo con 43°C per dieci giorni di fila, le grandinate e infine le bombe d’acqua durante la vendemmia. Ecco che mentre a Livorno cadevano 400 mm di pioggia in quattro ore allagando e uccidendo intere famiglie, sui nostri vigneti di Montalcino scendeva una pioggerella leggera appena sufficiente a rifrescare le foglie.
Siamo stupefatti anche noi da quello che sembra un miracolo anche perché altrove era da “piange a pezzi” come diciamo nel vernacolo senese. E infatti alla Fattoria del Colle, nella Doc Orcia è stato un disastro. Il vigneto Cenerentola di 2,5 ettari ha prodotto 9 q d’uva, il vigneto Poggione 40 q in 6 ettari. Praticamente abbiamo perso il raccolto a causa del terreno sabbioso che ha trasformato l’assenza di piogge, da febbraio in poi, in una situazione da deserto del Sahara. Inoltre da giugno i cinghiali sono arrivati nelle vigne cercando di dissetarsi e sfamarsi con i grappoli acerbi. Il risultato è stato tragico. Solo il vitigno Foglia Tonda è arrivato alla vendemmia con bellissimi grappoli maturi. Tutto il resto non c’era più.

Straordinario weekend di vendemmia e svinatura

Weekend di vendemmia e svinatura nel Brunello con esperienze uniche, emozionanti e capaci di insegnare come nascono i grandi vini in modo divertente

weekend-vendemmia-svinatura-

weekend-vendemmia-svinatura-Donatella-Cnelli-Colombini

Un programma intensissimo che comprende tante esperienze diverse: una visita in cantina con degustazione itinerante abbinata a brani musicali, diventare enologi per un giorno e produrre il proprio vino supertuscan, assaggiare in verticale il Brunello mentre è ancora in botte e poi in bottiglia fino a riserve importanti … entrare in vigna nel momento della vendemmia per cogliere l’uva che servirà per una bottiglia di vino e poi andare in cantina a vedere la vinificazione assaggiando il mosto …. Tante emozioni come quella di realizzare la propria bottiglia personalizzata di Brunello da portare a casa come ricordo di un week end indimenticabile a contatto con la natura e i grandi vini di Toscana.

Casato-Prime-Donne-Montalcino-Canttina-Brunello

Casato-Prime-Donne-Montalcino-Canttina-Brunello

Un weekend di vendemmia e svinatura diverso, pensato per emozionare e insegnare sia agli esordianti che ai grandi esperti. Il programma propone infatti esperienze divertenti, inconsuete ma anche molto formative dove tutti, anche se in modo diverso, imparano come nascono i grandi vini e la sensibilità che serve per interpretare in modo diverso l’uva di ogni vendemmia e di ogni vigna.

Le due cantine di Donatella Cinelli Colombini sono piccole ma hanno fama internazionale, Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle nel sud del Chianti. Con uno staff interamente femminile producono vini d’autore – Brunello, Chianti Superiore, Orcia, Supertuscan- che ogni anno ottengono giudizi eccellenti da parte della stampa di vino più importante del mondo.

Dalle tavole al turismo: l’alleanza arte-enogastronomia

Passiamo dalle parole ai fatti, dalle tavole al turismo con un’offerta unica in cui prosciutto di Parma, Barolo, Colosseo e spiagge formino un mix imbattibile

Gnocchi di semolino_ristorante_Fattoria del Colle

Gnocchi di semolino_ristorante_Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Dalle tavole al turismo, l’idea è quella di usare l’enogastronomia per qualificare e potenziare il turismo italiano.

Siamo il Paese più sano del mondo secondo Bloomberg Global Health Index,

con l’aspettativa di vita più lunga e una minore incidenza di problemi vascolari e mentali. L’effetto di un’alimentazione sana e gustosissima che, proprio per queste sue caratteristiche, attrae anche i turisti. L’ultimo tocco, a una strategia finalizzata a accorciare le distanze fra il campo e la tavola e  ridurre la chimica nel processo produttivo, riguarda l’inizio della procedura che renderà obbligatoria l’indicazione dell’origine di grano riso e pasta. Insomma il caso della nave, con 50.000 tonnellate di grano canadese 2016 attraccata a Bari nel giugno scorso, ha finalmente convinto i politici sulla necessità di dire basta a un commercio contrario alla salute dei consumatori e all’economia agricola italiana.

Lo chef Antonio nell'orto

Orto della Fattoria del Colle

LItalia è dunque leader nel turismo goloso perché offre alimenti sani, buoni e di grande tradizione. Un business di 26 miliardi  Euro cioè 1/3 dei 75 miliardi spesi dai turisti.  Il benessere a tavola segna un vero boom con l’11% in più di cibi integrali e il 20% di prodotti alimentari BIO. Questo favorisce i 22.000 agriturismi  e le 60mila aziende agricole biologiche. Imprese come la Fattoria del Colle, che portano in tavola le verdure del loro orto, puntano sui prodotti di territorio e offrono alloggio in mezzo a una natura senza pesticidi.

                                                                       
Cinelli Colombini
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