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Il vino, la fortuna e la scaramanzia

Esistono dei vini che portano fortuna o almeno dei comportamenti scaramantici riguardanti il vino? Si ci sono e non solo in Italia

 

Vino-la-fortuna-e-la-scaramanzia-cena augurale-in-cantina

Vino-la-fortuna-e-la-scaramanzia-cena augurale-in-cantina-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino, la fortuna e la scaramanzia. La cosa certa, quella che tutti conoscono, è l’esistenza di comportamenti anti iella che riguardano il vino: soprattutto, porta male, versare il vino con la mano sinistra “alla traditora” come fece Giuda nell’ultima cena. In certe regioni meridionali è considerato persino offensivo.
Anche versare il vino con la mano rivolta verso il basso è sconveniente. Il connotato negativo di questo gesto nasce tanti secoli fa quando, nelle corti, i sicari uccidevano con il veleno nascosto dentro l’anello. Allora facevano cadere la polvere assassina nel bicchiere girando verso il basso la mano che versava il vino.
Ci sono invece gesti che portano fortuna come quello di rovesciare qualche goccia di vino, durante un brindisi augurale, intingerci le dita e toccarsi dietro le orecchie. E’ un rito che dovrebbe far diventare ricchi.

Agriturismo-Toscana-Fattoria-del-Colle-panorami e Brunello

Agriturismo-Toscana-Fattoria-del-Colle-panorami e Brunello

Ma le tradizioni che legano il vino alla fortuna non sono solo italiane: in Spagna è tradizione (dal 1909) mangiare 12 chicchi d’uva gli ultimi 12 secondi dell’anno, uno dietro l’altro in modo da cominciare il nuovo millesimo con la bocca piena d’uva. Questo dovrebbe portare prosperità nei 12 mesi successivi, se non si rimane strozzati subito. Un altro rito propiziatorio legato al capodanno arriva dalla Germania. Allo scadere della mezzanotte bisognerebbe essere travestiti, mangiare dolcetti a forma di maiale di marzapane rosa e bere Feuerzangenbowle, una bevanda fatta di vino rosso, spezie, bucce d’arancia e rum.

Quando il turismo fa male: il caso Cortona

Morti di fama, ecco come il successo turistico cannibalizza i territori con un fenomeno che si chiama “over tourism”. Touring Club ci mostra Cortona

Locanda-del-Loggiato-cena-del-Brunello-Cinelli-Colombini-Enoteca-Molesini

Cortona Locanda-del-Loggiato-cena-del-Brunello-Cinelli-Colombini-Enoteca-Molesini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

<<Di turismo si può morire. >> Inizia così un articolo del Touring Club Italiano che spiega cosa succede a una piccola località quando diventa meta di un turismo di massa il famigerato “mordi e fuggi”.
Introduce il documentario “The Genius of a Place – L’anima di un luogo”, della regista americana Sarah Marder e di Olo Creative Farm , che per 5 anni hanno seguito la vita quotidiana nella cittadina Toscana e il suo lento adattarsi ai gusti dei turisti fino a cambiare volto.
La voce parlante è quella della regista, un’americana cresciuta in una fattoria del Kansas, che 30 anni fa si è spostata in Toscana << quando sono arrivata questo paese non aveva ancora scoperto il valore economico della sua bellezza. In modo ingenuo speravo che Cortona non sarebbe mai cambiata>>. Un cambiamento che appare a lei ma anche a molti altri come un’autodistruzione e, nel documentario, diventa un autentico atto di accusa <<Cosa puoi fare quando il luogo che ami non sa più come prendersi cura di sé?>>

Cortona, le tradizioni a tavola

Cortona, le tradizioni a tavola

Sarah Marder ha indagato gli effetti della globalizzazione – spopolamento del centro storico, consumo delle risorse idriche, cambiamento del tessuto commerciale …. – sollecitando una riflessione sulla necessità di tutelarle il nostro patrimonio. L’appello è insomma a ricercare di un equilibro fra sviluppo economico e salvaguardia, strategia apparentemente messa da parte privilegiando i posti di lavoro, gli investimenti e i guadagni generati dal turismo.
Condivido l’opinione di Sarah Marder: si tratta di una scelta suicida. Il problema della tutela è più grave e urgente di quanto si pensi perché, oltre a avvelenare la vita dei residenti con l’innalzamento del costo della vita, mette in forse le prospettive economiche di questi stessi luoghi. Insomma il turismo consuma centinaia di località italiane per poi dopo abbandonarle perché “troppo turistiche”.

Il 2017 di Donatella: anno ricco con vendemmia povera

Con gli auguri più affettuosi di un bellissimo 2018 vi mando qualche ricordo dell’anno 2017che è stato davvero fantastico anche se con poca uva

Natale

2017 – 2018 Capodanno alla Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini

Finisce un 2017 con poca uva ma con grandi risultati commerciali. Le cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda vendono in 37 Paesi esteri e il vino delle nostre vigne è appena sufficiente a coprire le richieste del mercato. Anzi per alcune tipologie, come il Rosso di Montalcino, il Cenerentola DOC Orcia e l’IGT Drago e le 8 colombe, abbiamo venduto il vino di due vendemmie dando fondo alle scorte mentre il Brunello 2012 è stato razionato per farlo arrivare fino a Natale. Il volume d’affari segna un + 17% spettacoloso considerando che l’ufficio commerciale di Violante non disponeva del Brunello riserva .

Cenerentola Natale 2012 in cantina

Cenerentola 2017-2018 capodanno in cantina alla Fattoria del Colle

Un successo che fa leva sulla qualità del vino (brave cantiniere!) e parte dalle vigne dove la cura quotidiana delle piante -oltre al ritorno ai vecchi sistemi di potatura invernale e al biologico- ha permesso la produzione di ottima uva anche nelle annate, come questa ultima, dove il clima ha fatto i capricci. La raccolta 2017 è stata scarsa, soprattutto alla Fattoria del Colle che ha un terreno sabbioso e è stata letteralmente presa d’assalto da cinghiali e caprioli. Per questo dopo aver recintato le vigne di Montalcino vengono recintate anche quelle di Trequanda.
Bene anche l’agriturismo e il ristorante che segnano un + 55% di fatturato e ancora meglio le vendite in cantina che ormai rappresentano il 15% del business del vino. Le nostre scelte legate alla tradizione e all’accoglienza hanno finalmente dato i frutti sperati.

Piaceri dell’inverno alla Fattoria del Colle

Massaggi,  vinoterapia e jacuzzi d’acqua calda con brindisi e panorama, cene degustazione davanti al camino ecco i piccoli piaceri dell’inverno in campagna

Piaceri d'inverno alla fattoria del Colle zona benessere

Piaceri  dell’inverno alla fattoria del Colle zona benessere

Massaggi con pietre di corallo, impacco al vino nel bagno turco seguito dal trattamento  con olio di vinaccioli, massaggio rilassante con olio caldo. Queste sono le tre proposte benessere della Fattoria del Colle i piaceri dell’inverno per riscaldarsi e rigenerarsi mentre fuori il termometro scende a zero.

Nella campagna toscana dei panorami più belli, nella zona dei grandi vini rossi un weekend per rigenerare la pelle e concedersi qualche piccolo peccato di gola.  Cene a lume di candela davanti al camino con il Brunello  e le ricette della tradizione: pinci al sugo di nana, ravioli ripieni di peposo, pappardelle al sugo di cinghiale e molti altri piatti tradizionali alleggeriti da un pizzico di modernità.  Una o due notti in agriturismo nel silenzio della campagna e nell’atmosfera intima creata da un ambiente antico e autentico.

Fattoria del Colle ristorante- Piaceri d'inverno

Fattoria del Colle ristorante- Piaceri dell’inverno

Visite nella cantina Casato Prime Donne a Montalcino e nella villa cinquecentesca del Colle. Degustazioni di Brunello e Rosso di Montalcino, Chianti Superiore e Doc Orcia. Ultimi ma più invitanti i trattamenti rilassanti e rigeneranti nella zona benessere della Fattoria del Colle.

Per leggere il programma e prenotare clicca qui.

L’area wellness  della fattoria è un luogo esclusivo in cui espertissimi terapisti aiutano gli ospiti a ridare tonicità e giovinezza alla pelle mentre  l’ambiente rilassante aiuta la mente a uscire dallo stress della vita di ogni giorno.  Si trova nel dietro della villa Cinquecentesca  è intima, decorata da cementine di stile ottocentesco, e spesso viene usata in esclusivo da una coppia alla volta.

Il Drago e le 8 colombe 2015 è un grande vino d’autore

Un super tuscan per chi ama la cucina toscana ma anche quella multietnica, il Drago e le 8 colombe piace ai giovani  e a chi cerca le piccole produzioni d’autore

2015 vendemmia 5 stelle, 2015 annata fortunata perché i vigneti rimanevano miracolosamente intatti mentre intorno succedeva di tutto: grandine grossa come mandarini a Torrita, bomba d’acqua che sommergeva Buonconvento …. Ma nei vigneti maturavano lentamente, piccoli grappoli perfetti, belli come non si vedevano da anni.

IL NOME

Il Drago e le 8 colombe vuole simboleggiare le 8 donne che lavorano nella cantina della Fattoria del Colle – insieme al Casato Prime Donne di Montalcino sono le prime in Italia con un organico tutto femminile- e l’unico uomo capace di influenza le scelte produttive: Carlo Gardini, marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini.

IMG_4613IL SEGRETO DI QUESTO VINO

Il Drago e le 8 colombe è un super tuscan cioè non appartiene a nessuna DOC ma è un “vino d’autore” una piccola produzione nata dalla creatività e dalla passione vignaiola che ha portato Donatella Cinelli Colombini a sperimentare a Trequanda il Sagrantino tipico della vicina Umbria.

Le uve di Sangiovese, Merlot e Sagrantino  usate per produrre questo vino nascono alla fattoria del Colle. Sono coltivate in modo biologico con grande cura manuale. Anche la vendemmia è fatta a mano in tempi diversi: prima il Merlot, poi il Sangiovese e per ultimo in Sagrantino.

Sveva Casati Modignani Festa di famiglia

Nuovo libro e nuovo successo per Sveva Casati Modignani la scrittrice che parla al cuore e prima di Natale ci insegna l’importanza dei partenti di elezione

Sveva Casati Modignani Bologna Personaggio dell'anno delle Donne del Vino

Sveva Casati Modignani Bologna Personaggio dell’anno delle Donne del Vino

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Agriturismo, Fattoria del Colle

Tutti abbiamo bisogno di coccole ma non è detto che queste affettuosità arrivino da mariti, madri o figli. Più spesso sono i “parenti di elezione” quelli che ognuno sceglie negli anni come la propria famiglia affettiva, che creano il guscio caldo in cui curare i dolori e celebrare le gioie. Questo in grande sintesi il contenuto di un libro bellissimo: “Festa di famiglia” (Sperling & Kupfler pp. 185 € 114,9) che Sveva Casati Modignani ha scritto pensando alle feste natalizie.

Festa di Famiglia Sveva Casati Modignani

Festa di Famiglia Sveva Casati Modignani

Quanti di noi vivono il Natale con la gioia della celebrazione della nascita di Gesù con le promesse di salvezza eterna che questo comporta, ma insieme con l’ansia di condividere le giornate con familiari che fanno rinascere in noi delusioni, dispiaceri, ricordi e paure. Per questo gli psicologi considerano il periodo natalizio fra quelli con maggiori stress emotivi. Della serie “parenti serpenti”.
Ecco che l’antidoto è la nuova famiglia, quella scelta dal cuore che nel romanzo è costituita da quattro donne: Andreina, Carlotta, Glora e Maria Sole. Questo il libro che vi consiglio di leggere prima di Natale perché, come tutti i romanzi della stessa autrice, fa scaturire in ciascuno di noi i sentimenti migliori e insegna a vivere meglio con sé stessi e con gli altri.

Bicchieri sporchi al ristorante: un problema diffuso

Residui di sapone, lavaggi approssimativi, polvere … sono i problemi più frequenti dei bicchieri sporchi al ristorante e anche quelli che allontanano i clienti

bicchieri da degustazione

bicchieri sporchi al ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini,

Le lavastoviglie lasciano residui che non si vedono

Il 97% dei clienti britannici intervistati al Restaurant Show di Londra tempo fa da un sondaggio dal dipartimento lavastoviglie della Classeq, ha dichiarato che avrebbe smesso subito di mangiare se si fosse accorto di usare stoviglie sporche.
E gli inglesi non sono schifiltosi come i giapponesi! Eppure l’idea di bere in bicchieri sporchi li blocca e come dagli torto! Il problema è più diffuso di quanto non si pensi, in un report della birra Cask c’è scritto che un bicchiere su tre, fra quelli dove è servita la birra, è sporco e il 40% ha comunque dei difetti (opacità, bordi rovinati ecc).

Residui di sapone o di altri prodotti chimici anche lasciati nel bicchiere dalla vetreria di fabbricazione possono rovinare l’aroma e il sapore del vino o della birra.

La necessità di bicchieri “freschi”

I Sommelier hanno più volte sottolineato la necessità di bicchieri “freschi” per offrire un’ottima esperienza ai clienti denunciando quanto sia invece sottostimato questo aspetto a causa di attrezzature di lavaggio spesso inadeguate.

bicchieri carta e fogli per la lezione sul vino

bicchieri sporchi

Al problema igienico si somma infatti quello degli odori di detersivo o di cibo nel caso la lavastoviglie sia usata anche per piatti e posate, oltre che per i bicchieri.
Tornando all’igiene, lascia sorpresi la lista delle “cose più sporche del ristorante “ tratta da un rapporto ABC News diffuso dall’Huffington Post Usa e poi dal blog  cantello.it

Un video da fiaba per Cenerentola DOC Orcia

La storia del vino diventa fiaba durante la vendemmia e la scarpa di Cenerentola ci porta a vedere vigneti, tinaie e bottaie fino alla sorpresa finale

Ecco il paggio del principe con in mano un cuscino su cui è adagiata una scarpa che brilla come un raggio di luna. Entra nella vigna di Sangiovese, sulle alte colline della Fattoria del Colle, durante la vendemmia, vede una ragazza che coglie l’uva e le chiede di provare la scarpa. Non è lei.
Allora va nella tinaia dove il mosto di Sangiovese e di Foglia Tonda, in tini diversi, si sta trasformando in vino; il paggio vede una cantiniera e le chiede di provare la scarpa. Non è lei.
Altro tentativo nella bottaia, dove, a lume di candela, fra le botti e i tonneau di rovere, il paggio trova un’altra cantiniera. Le prova la scarpa ma non è lei. Benché nella cantina lavorino solo donne e quindi ci sia ampia possibilità di scelta, nessuna riesce a mettersi la piccola scarpa di Cenerentola.
Finalmente il paggio del principe arriva alla Fattoria del Colle vicino all’enorme camino della cucina cinquecentesca della villa. Qui trova una giovane che sta sorseggiando un vino rosso. Le prova la scarpa e lei si trasforma in principessa. Appare la bottiglia del DOC Orcia 2015. Il vino che, dopo 15 anni dalla sua prima vendemmia, ha raggiunto uno straordinario livello di armonia e personalità. Ecco Cenerentola!
Questa è la storia narrata nel breve video creato da Tommaso Dironato mostrandoci, in un gioco, fra il fiabesco e il reale, dove nasce il vino Cenerentola e come diventa una principessa dell’enologia internazionale.

MERCATI E RICONOSCIMENTI
Il vino Cenerentola ha fatto molta fatica per affermarsi ma oggi ha fan in tutto il mondo. E’ esportato in 15 Paesi. Oltre ai consumatori anche i critici i wine critics apprezzano Cenerentola: ha ottenuto 90/100 da Robert Parker Wine Advocate e 91/100 da Wine Spectator.

Capodanno in villa con cenone intorno al camino

Due ville nella campagna più bella del mondo per un Capodanno con gli amici o con grandi famiglie. Tre notti in allegria e una maxi grigliata nel camino

Capodanno in villa- Villa Archi- Fattoria del Colle

Capodanno in villa- Villa Archi- Fattoria del Colle

Hai molti amici? Vuoi trascorrere il Capodanno insieme a loro? La Fattoria del Colle, nella campagna toscana più intatta e fotografata, ti propone un soggiorno di 3 notti in una villa con camino dove organizzare il cenone facendo una mega grigliata.
La Fattoria del Colle si trova  a 18 km dall’uscita Valdichiana dell’Autostrada A1  in direzione MontalcinoPienza. La zona è collinare, con panorami mozzafiato, piena di boschi, oliveti e vigneti. La fattoria è come un piccolo borgo con villa, Cappella, ristorante, zona benessere, cantina, appartamenti e camere per i turisti ricavati nelle case degli antichi contadini .

Capodanno-con-camino-Villa-Archi-Fattoria-del-Colle

Capodanno-con-camino-Villa-Archi-Fattoria-del-Colle

Le ville sono due:
Villa Archi: con 7 camere e 5 bagni, cucina molto attrezzata salone con camino. Arredi e confort per chi cerca qualcosa di più esclusivo WiFi, TV, stereo. Euro 2435,00 per 3 notti (colazioni e pulizie finali non incluse)
Villa Cenerentola 5 camere e 4 bagni con due soggiorni dotati di angolo cottura, uno dei quali con camino. Sistemazione più campagnola ma decisamente più conveniente. Euro 1450,00 per 3 notti (colazioni non incluse)
Il soggiorno si prospetta ricco di suggestioni e esperienze: degustazioni di Brunello, Orcia DOC e Chianti Superiore, visite nelle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle, piccole lezioni di cucina…. Un programma capace di entusiasmare i wine lover e gli amanti della campagna. Clicca qui per leggerlo nel dettaglio.

Un QR Code a forma di Drago

Il Drago e le 8 colombe si racconterà attraverso un QR Code nell’etichetta che apre un testo in italiano e inglese pieno di curiosità

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Per una che pretende di sapere la comunicazione del vino è il colmo: Donatella Cinelli Colombini arriva fra gli ultimi a fare lo storytelling del suo vino in etichetta … ma finalmente chi beve il suo Drago e le 8 Colombe potrà scoprire le ragioni di questo strano nome e dello strano uvaggio, inquadrando con il telefonino il QR Code. Un modo per sentire le suggestioni della Toscana non solo nel bicchiere ma anche nelle descrizioni.

Il Drago e le 8 Colombe nasce nella Fattoria del Colle nel cuore più antico e intatto della Toscana e porta con se i profumi di frutti rossi maturi e il sapore potente e armonioso tipico di un territorio di alta collina dove l’aria è pulita e la maturazione dell’uva è lenta. Sono tipici di questa stessa zona la bistecca di bue cotta sulla brace e il formaggio pecorino che si accompagnano meravigliosamente al Drago e le 8 colombe IGT Toscana.

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Il Drago e le 8 colombe IGT Violante Gardini Cinellicolombini Jr

Le vigne sono coltivate in modo biologico e manuale come avviene da secoli e secoli. In cantina lavorano solo donne, sono le colombe che danno il nome al vino e si vedono nell’etichetta. Ma c’è anche un drago, è Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini, che è uno degli ispiratori delle nuove sperimentazioni. Un gioco di simboli per dire che la cantina della Fattoria del Colle è femminile ma non femminista perché i grandi vini non hanno genere e sono prodotti e bevuti da tutti quelli che amano la natura, la cultura e le cose buone.

La fattoria del Colle ha il suo solarium

Vasca Jacuzzi esterna da 4 perone, lettini, sdraio, panorama sulle Crete Senesi e la Valdorcia fino a Montalcino. Solarium per l’inverno al Colle

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

La zona benessere della Fattoria del Colle si arricchisce di un solarium, una parte esterna attrezzata con vasca di acqua calda e getti idromassaggio, sdraio e lettini per prendere il sole anche nei mesi freddi. Si tratta di un cortile riparato dal vento e esposto a mezzogiorno; una sorta di terrazza affacciata sulle dolci colline che scendono verso le Crete Senesi e risalgono all’orizzonte dove sono ben visibili le torri di Montalcino.
Il “giardino d’inverno” come lo chiamavano nell’Ottocento, è nel retro della villa cinquecentesca della Fattoria del Colle. Accanto c’è la zona benessere attrezzata con sauna, bagno turco, sala per i massaggi di coppia, vasca per vinoterapia e vasca jacuzzi. Si tratta di un’area piccola, esclusiva e attrezzata nei minimi dettagli per coccolare chi arriva alla Fattoria del Colle con la voglia di rigenerare la mente e la pelle.

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

Solarium-Fattoria-del-Colle-agriturismo-in-Toscana

La zona benessere è una vera bomboniera, in ambienti antichi accuratamente restaurati e decorati con cementine a disegni floreali che richiamano l’ambiente misterioso e esotico delle Odalische dipinte da Jean Auguste Ingres. I trattamenti vengono eseguiti da terapisti espertissimi e con prodotti ottenuti dai vini della cantina Casato Prime Donne e dall’olio extravergne della Fattoria del Colle. Anche la vasca di ginepro per la vinoterapia utilizza i vini di Montalcino e le loro straordinarie virtù di eterna giovinezza.
Il solarium appena allestito all’esterno completa l’offerta wellness dando la possibilità di godere, anche nei mesi freddi, degli effetti salutari del sole, nelle ore centrali della giornata.

Chironi una storia di coraggio e cacio in Toscana

I Chironi arrivarono dalla Sardegna in Toscana nel 1961 con un veliero che trasportava anche il gregge, il cane e il somaro. Erano i primi pastori sardi a Montalcino

Chironi-una-storia-di-cacio-e-di-coraggio

Chironi-una-storia-di-cacio-e-di-coraggio

Di Donatella Cinelli Colombini

 

LA LORO STORIA

Fecero un viaggio in mare di tre giorni che si concluse il 18 giugno quando nonno Pietro, capostipite della famiglia, fece il primo formaggio pecorino toscano sulla spiaggia di Talamone. I Chironi furono la prima famiglia sarda a stabilirsi nel senese, inizialmente a Chiusure e l’anno successivo fra Buonconvento e Montalcino comprando 4 poderi di 100 ettari complessivi.
Nonno Pietro era un “casaro” abilissimo, aveva affinato il mestiere nella sua casa di legno sulle montagne sarde e contava proprio nella sua capacità di allevare pecore e produrre pecorino per dare un futuro alla sua famiglia nella nuova terra. In quel

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-raviggiolo-Chironi

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-raviggiolo-Chironi

momento la campagna Toscana era letteralmente in “svendita” dopo che l’esodo dei contadini verso le città aveva svuotato i poderi e ridotto i campi in abbandono.
I Chironi coltivano la terra, producono i foraggi e tutti i cereali –mais, orzo, fave, avena, triticale e grano tenero – in modo biologico, secondo la tradizione, per allevare pecore e capre. Con il loro latte fanno i formaggi in un piccolo caseificio con stanze di stagionatura sotto il podere. Una filiera ultracorta che utilizza solo latte aziendale appena munto e sale oltre alla sapienza casearia tramandata da nonno Pietro.

Ponte dell’Immacolata 8-10 dicembre

Assaggi di Brunello e visite in cantina,  lezione di cucina sul panforte e shopping di campanine di Santa Lucia. Un weekend fra il sacro e il profano

Pone dell'Immacolata, Fattoria del Colle appartamento agrituristico

Pone dell’Immacolata, Fattoria del Colle appartamento agrituristico

Il ponte dell’Immacolata è il momento giusto per andare a Siena, la capitale del Gotico, visitare la splendida Mostra di Ambrogio Lorenzetti nel complesso museale del Santa Maria della Scala e fare shopping di piccoli oggetti di antica tradizione nella fiera di Santa Lucia: le campanelle con i colori del Palio.

Ma non basta, alla Fattoria del Colle viene organizzato  un programma ricco di attività e suggestioni: la polenta da tagliare con lo spago come gli antichi contadini. Una piccola lezione sul panforte che vi mostrerà quanto sia facile preparare il più tradizionale dolce natalizio senese e quanto il suo gusto sia diverso da quello industriale.  La visita alla cantina Casato Prime Donne a Montalcino con assaggio itinerante di Brunello e Rosso di Montalcino. La visita guidata alle sale storiche della Fattoria del Colle e alla cantina conclusa dall’ assaggio dell’olio nuovo e del Cenerentola DOC Orcia. La cena a lume di candela con i piatti più tradizionali della terra senese: pinci al sugo di nana, la scottiglia di cinghiale e la tagliata di bue chianino.

Per chi ha bisogno di rigenerare la pelle, oltre che lo spirito, la Fattoria del Colle ha una

Ponte dell'Immacolata alla Fattoria del Colle vasca per la vinoterapia

Ponte dell’Immacolata alla Fattoria del Colle vasca per la vinoterapia

zona benessere esclusiva e intima. E’ attrezzata con jacuzzi, bagno turco, sauna, sala per i massaggi di coppia e vasca di legno di ginepro per la vinoterapia. Degli espertissimi terapisti aiutano i clienti a trovare i trattamenti giusti per tonificare il corpo usando la natura.

Domenica 10 dicembre, a Siena, per antica tradizione,  le bancarelle animano il centro storico. Ci sono dolciumi e prodotti artigianali ma soprattutto ci sono le campanelle di terracotta di Santa Lucia. Le più  tradizionali sono in terra rossa ma quelle più diffuse sono decorate con i colori e i simboli delle Contrade del Palio. Tutti i senesi hanno in casa questi piccoli portafortuna che anticamente servivano a rallegrare i bambini nei giorni più bui dell’inverno.

VineScout il trattore che va da solo nelle vigne

Qualche mese fa la spy story del progetto dell’auto senza guidatore rubato a Google. Ora VineScout il trattore che coltiva le vigne senza autista 

VineScout progetto per il trattore-senza-conducente

VineScout progetto per il trattore-senza-conducente

Di Donatella Cinelli Colombini

Una corsa alla tecnologia senza precedenti nel settore della meccanica e dei trasporti. Qualcosa che tutti i produttori di vino attenti alla natura devono guardare con molta attenzione e non solo nella vigna. Il primo passo è l’uso dell’elettricità e del sole al posto dei carburanti fossili.
Permettetemi una digressione: qualche mese fa, alla Fattoria del Colle, abbiamo organizzato un matrimonio per clienti norvegesi molto trendy e molto ricchi. Fra i loro ospiti ce n’era uno arrivato da casa con l’auto elettrica che ci ha guardato come selvaggi quando gli abbiamo detto di non avere l’erogatore per la sua macchina. Guardando su internet

Symington-VineScout-il futuro-della-tecnologia-nella-vigna

Symington-VineScout-il futuro-della-tecnologia-nella-vigna

abbiamo scoperto che l’unica azienda, nelle vicinanze, con il “distributore” di energia per auto è Castiglion del Bosco a Montalcino dei Ferragamo. Alla fine abbiamo attaccato l’auto del cliente norvegese alle prese elettriche della cantina che sono alimentate da energia solare ma ci siamo sentiti davvero arretrati di fronte ai giovani che vogliono viaggiare senza inquinare.
Il secondo aspetto da considerare è l’aumento di emissioni di CO2 collegato alle coltivazioni biologiche-biodinamiche. Infatti, a fronte di un abbattimento dei prodotti chimici – tipo l’erbicida glifosate che purtroppo è ancora in uso – il numero dei passaggi del trattore nei vigneti è aumentato a dismisura con risultati negativi sul compattamento del suolo e sull’aumento dei fumi emessi dal tubo di scarico del motore. Alcuni, soprattutto in Borgogna continuano a usare i cavalli da lavoro ma questo tipo di coltivazione appare possibile solo nelle zone in cui il rapporto virtuoso natura-coltivazione-diversità non è stato mai interrotto dall’uso dei prodotti sistemici cioè dalla chimica di sintesi, e le viti sono in grado di rispondere energicamente, da sole, al clima e agli attacchi parassitari. Dubito che i nostri distretti vitati siano in queste condizioni.

L’Orcia e gli assaggiatori toscani delle guide dei vini

In un mese: degustazione con AIS Siena, incoming di giornalisti USA, partecipazione a Merano, masterclass con gli assaggiatori toscani delle guide dei vini

Orcia e gli assaggiatori toscani delle guide dei vini -Mostra mercato del tartufo bianco 2017

Orcia e gli assaggiatori toscani delle guide dei vini -Mostra mercato del tartufo bianco 2017 Maurizio Castelli guida la degustazione

Di Donatella Cinelli Colombini, Presidente DOC Orcia, Fattoria del Colle

La Doc Orcia è giovane, piccola ma grintosa. Si vede dal numero e dalla qualità delle iniziative che realizza. Soprattutto si vede dal modo con cui affascina ogni volta che si presenta in pubblico. Aziende piccole, a volte piccolissime che fanno sperimentazione e vini da medaglia senza complessi di inferiorità ma anzi con orgoglio. L’orgoglio di chi ci sta riuscendo con le sue sole forze stando giorno in vigna con talento, coraggio e passione.
Qualcosa che colpisce prima il cuore e poi i sensi.

Degustazione Orcia guidata da Maurizio Castelli Mostra Mercato del Tartufo bianco 2017

Degustazione Orcia guidata da Maurizio Castelli Mostra Mercato del Tartufo bianco 2017

Venerdì 17 novembre, sfidando la superstizione con una data da paura, la Doc Orcia si presenta agli assaggiatori toscani delle guide del vino. I degustatori che valutano le bottiglie prodotte nel granducato con bicchieri, grappoli e stelle. Si tratta di un passo importante per la giovane denominazione Orcia nata il 14 febbraio 2000 nel territorio fra il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, uno dei distretti d’eccellenza per i grandi vini rossi. Un territorio, in gran parte iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco per l’integrità e l’armonia del paesaggio agricolo, circostanza da cui nasce la definizione “Orcia il vino più bello del mondo”.

                                                                       
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