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Wine wedding – il matrimonio in cantina più bello

Città d’arte e terre dei grandi vini ecco i luoghi perfetti per i matrimoni romantici. Alla Fattoria del Colle il matrimonio in cantina è una festa da fiaba

matrimonio in cantina Fattoria del Colle

matrimoni in cantina Fattoria del Colle

Matrimoni in cantina alla Fattoria del Colle, la sposa esce dal portone principale della villa cinquecentesca preceduta dalle damigelle. Pochi passi e entra nel parco dove un vialetto di fiori e tulle la conduce nell’anfiteatro dove sono già seduti gli invitati. L’arpa e i violini suonano la marcia nunziale e lei arriva dal promesso sposo. L’altare e le sedie degli sposi sono di fronte al tabernacolo di San Clemente e tutto è molto romantico. Dopo la cerimonia e il lancio del riso, inizia la festa con l’aperitivo a bordo piscina dove il

matrimonio in cantina Fattoria del Colle

matrimonio in cantina Fattoria del Colle

tramonto colora il panorama di straordinaria bellezza. Inizia la cena: il tableau dei posti a tavola, i fiori, i menù stampati, le candele, i grandi vini con il Brunello, i piatti tradizionali presentati con cura raffinata …. Tutto concorre a creare un momento unico e memorabile. Poi il taglio della torta i brindisi, i confetti e infine il party con DJ e open bar per scatenarsi nelle danze. La notte tiepida dell’estate trasforma la festa il un momento magico di allegria e gioia di vivere.
Ma c’è ancora di più. Per gli sposi è riservata la camera del Granduca con il soffitto dipinto. Fu costruita alla fine del Settecento per Pietro Leopoldo d’Asburgo, sovrano della Toscana e la sua amante Isabella.

Wine tour :  i nostri sono imbattibili

Casato Prime Donne e Fattoria del Colle in Toscana; ecco i wine tour più coinvolgenti . Ultima novità la bottiglia che ogni turista può personalizzare

Grandi vini, ambienti unici e con grande storia, personale poliglotta e coinvolgente …. si aricchiscono di una piccola ma deliziosa opportunità: i turisti potranno personalizzare le bottiglie con nome e un disegno a proprio gusto. Un’opportunità straordinaria, qualcosa che nessun’ altra cantina propone. Esperienze uniche e coinvolgenti che ora si arricchiscono di una piccola ma deliziosa opportunità:  i turisti potranno personalizzare le bottiglie con nome e un disegno a proprio gusto. Un’opportunità  straordinaria che consente ai wine lovers di creare il proprio Brunello di Montalcino oppure il proprio Chianti superiore DOCG da usare per un pranzo

Fattoria del Colle wine tour in cantina

Fattoria del Colle wine tour in cantina

importante o per un dono esclusivo. Dopo aver apposto la nuova etichetta, il personale addetto all’accoglienza preparerà le bottiglie per viaggiare dentro wine skin ( da mettere in valigia) oppure le spedirà a casa con il corriere.
Donatella Cinelli Colombini ha due cantine – il Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle nel sud del Chianti che producono piccole serie di Brunello e Rosso di Montalcino Chianti Superiore e Doc Orcia. L’intera gamma è in vendita in entrambe le aziende. I giudizi della stampa specializzata più importante del mondo sono eccellenti e salgono da 88 a 97 centesimi. Si tratta dunque di boutique winery di piccola dimensione ma di fama internazionale. Visitarle è emozionante, arricchisce le conoscenze ma è anche molto divertente.

I wine tours alla Fattoria del Colle sono 3

Vigne di Brunello 2017 al Casato Prime Donne

Un anno che richiede maestria vignaiola per gestire le vigne di Brunello 2017 rese disomogenee dal freddo e dallo stess idrico a macchia di leopardo

Vigneto 2017 giugno Sangiovese

Vigneto 2017 giugno Sangiovese

Di Donatella Cinelli Colombini

Dalle vigne di Brunello 2017– la cronaca di un anno pazzesco – L’inverno è stato mite salvo qualche, ma proprio qualche, giorno di freddo in compenso intorno al 20 di aprile abbiamo visto la maggiore gelata primaverile mai avvenuta in Europa. Dall’Alsazia alla Spagna, dall’Inghilterra all’Irpinia i vignaioli hanno acceso fuochi tentando di arginare il freddo notturno che è durato molte ore ed è stato intenso per molte notti. Una catastrofe senza precedenti per gravità e estensione che, l’anticipo vegetativo causato da un marzo insolitamente mite, ha reso ancora più apocalittica. Il colpo di grazia è arrivato dopo, in molte zone, con le grandinate.

Vigneto 2017 fine giugno Fattoria del Colle

Vigneto 2017 fine giugno Fattoria del Colle

Noi ci sentiamo miracolati. Niente gelate, niente grandinate e persino la sparizione della fillossera che lo scorso anno aveva attaccato le foglie delle viti.
Tuttavia la situazione non è facile. La stretta del freddo di fine aprile ha prodotto effetti a macchia di leopardo rendendo le vigne disomogenee e in molti punti le chiome di foglie sono decisamente sottodimensionate. Per coltivarle ci vuole un colpo d’occhio da veri esperti e tanta manualità perché usare le macchine su viti con spalliere di foglie così diseguali è dannoso. Il lavoro in vigna torna ad essere totalmente artigianale.

Freddo assicurato in cucina con Electrolux e Generali

Novità assoluta nei ristoranti: finisce il rischio legato alle interruzioni di corrente che rovinano il cibo in frigo e in congelatore: Electrolux e Generali assicurano il freddo

freddo-assicurato-Elictrolux

freddo-assicurato-Elictrolux

Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Hai un ristorante in campagna o in un piccolo centro? Una cantina con resort? Quante volte è bastato un temporale per rimanere senza elettricità una notte intera! Ebbene il problema della carne che va a male, dei surgelati che si scongelano, dei dolci immangiabili finalmente finisce. Electrolux Professional e Generali Italia hanno stipulato un accordo in favore di chi compra un frigo, un freezer o un tavolo frigorifero entro il prossimo I° ottobre e assicurano tutto quello che contengono questi elettrodomestici nel caso un’interruzione di corrente rovini gli alimenti.

banco-frigo-freddo-assicurato-Electrolux

banco-frigo-freddo-assicurato-Electrolux

In altre parole Electrolux ci fornisce il freddo assicurato. Per chi, come me, ha un ristorante fra le vigne è una bella notizia. Le Donne del Vino che hanno strutture simili alla mia sono il 20% del totale ma la quasi totalità ha aperto la sua cantina al pubblico e quindi ha un punto vendita e forse tiene in frigo con salumi e formaggi per offrirli insieme ai suoi vini. Sono soprattutto loro, così come i ristoranti situati nei piccoli paesi, dove le interruzioni di corrente sono abbastanza frequenti, i più interessati all’assicurazione del freddo proposta da Electrolux Professional e Generali Italia. Qualcosa di nuovo che risolve un problema concreto di chi punta a una ristorazione di alto livello con materie prime fresche e di ottima qualità ma vive lontano dai grandi centri per cui deve fare scorte periodiche e tenerle in frigo per qualche giorno perché gli è impossibile andare ogni giorno al mercato.

Rondine cittadella della pace

Un borgo medioevale dove i giovani dei Paesi in guerra diventano seminatori di pace: Rondine cittadella della pace, il luogo dove cresce la speranza

Rondine.Cettadella-della-pace

Rondine.Cettadella-della-pace

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle
I miei amici Pietro e Lelia Pagliuca mi avevano invitato tante volte a Rondine cittadella della pace ma, c’era sempre qualche motivo che faceva saltare l’appuntamento. Non ultimo il mio scetticismo verso un progetto che mi sembrava campato in aria <<formare giovani di territori in guerra perché diventino paladini della pace? Impossibile>> mi dicevo <<anzi inutile perché, una volta tornati a casa verranno travolti da una situazione più grande di loro>>. Per questo, sono arrivata a

Rondine Cittadella della Pace la moda dalla guerra alla pace

Rondine Cittadella della Pace la moda dalla guerra alla pace

Rondine con una grossa dose di scetticismo. Il piccolissimo borgo è a una ventina di chilometri da Arezzo, in piena campagna. Per arrivarci bisogna percorrere una strada sterrata di alcuni chilometri che in mette nella provinciale. La prima cosa che colpisce è la dimensione e la qualità degli interventi: un teatro tenda, la scuola dove i ragazzi frequentano l’ultimo anno di liceo << c’è una classe sola>> mi dice Lelia. Nel borgo antico c’è un auditorium, l’antica cappella perfettamente restaurata, le camere, la mensa, gli uffici … solo il castello al centro del piccolo insediamento è ancora diroccato. <<C’è un sacco di gente che ha scommesso su questo progetto e ha donato risorse >> mi dico con un certo stupore guardando le scope per pulire i marciapiedi ordinatamente fissate alle pareti esterne.

La Cenerentola dell’Orcia Doc mette la corona

Cenerentola diventa principessa con la vendemmia 2015. Annata 5 stelle e una qualità mai raggiunta prima per l’Orcia Doc di Donatella Cinelli Colombini

Cenerentola-2015-Orcia-Doc

Cenerentola-2015-Orcia-Doc

Cenerentola diventa principessa con la vendemmia 2015. E’ la felice conclusione di un lungo percorso, di tante prove, di tante speranze di un grande sogno. Era il 2000 quando Donatella Cinelli Colombini si innamorò di un vitigno senese quasi estinto: il Foglia tonda. Una varietà vigorosa e rustica che nelle povere campagne toscane di un secolo fa, non veniva diradata, con la vendemmia verde, e quindi non maturava. Ma lei e i suoi agronomi hanno trovato il modo di rendere le viti meno produttive e portare i grappoli alla perfetta maturazione. Hanno anche imparato quali sono i terreni e le esposizioni più gradite a questo vitigno che, se coltivato in zone umide e poco solatie mette in bella evidenza la sua contrarietà.
Anche in cantina le sperimentazioni sono state tante e non sempre fortunate. Ora il foglia tonda viene raccolto per ultimo, fermenta da solo e matura da solo, per almeno 12 mesi, in tonneax da 5 ettolitri di rovere francese. E’a questo punto che va a unirsi con il miglior Sangiovese della Fattoria del Colle.

P1060730Anche nel marketing Cenerentola ha fatto una strada in salita, come tutti i vini a base di vitigni autoctoni rari.
E’ diverso e quindici anni fa l’apprezzamento dei giornalisti non andava certo all’enologia più territoriale. Poi è arrivata la moda del raro, dell’autoctono, del naturale e Cenerentola ha cominciato a trovare clienti sempre più importanti e giudizi sempre migliori da parte dei maggiori esperti.

Furti in cantine e agriturismi: turismo a rischio

La campagna toscana non è più un’isola felice. Furti in cantine e agriturismi. A cosa valgono i nostri sforzi per soddisfare i turisti? Non torneranno

Furti in catine-Casato Prime Donne Montalcino

Furti in catine-Casato Prime Donne Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il disegno di legge sulla legittima difesa “solo di notte” approvato alla Camera dei Deputati all’inizio di maggio ha fatto sbellicare da ridere i rapinatori.  Chi rischia molto è colui che reagisce al furto o all’aggressione, come il gioielliere di Pisa che dopo aver subito molte rapine ed essere anche stato accoltellato ha preso il porto d’armi e la pistola. Il 14 giugno due ladri sono entrati nel suo negozio e hanno sparato alla moglie senza colpirla, a quel punto anche lui ha sparato e ha ucciso un rapinatore. Ora oltre al dispiacere, allo choc e alla paura delle ritorsioni dei malviventi avrà il processo e potrebbe venir condannato per eccesso di difesa.

Furti in cantine - Casato Prime Donne Montalcino

Furti in cantine – Casato Prime Donne Montalcino

Le carceri sono sovraffollate, i processi durano 8 anni e la microcriminalità è talmente diffusa che tutti abbiamo paura. All’apparenza c’è uno spostamento dei furti dalle zone più sorvegliate, come le città, alla campagna. Per questo non esistono più isole felici.
Due mesi fa i ladri sono entrati nella mia cantina del Casato Prime Donne a Montalcino, questa settimana hanno preso di mira gli appartamenti agrituristici della Fattoria del Colle dove dormivano dei turisti tedeschi.

Sergio Zavoli sposo a 93 anni; W l’amore a ogni età

Sergio Zavoli e Emmanuel Macron quando l’amore vince sul perbenismo e i luoghi comuni. Storie di matrimoni difficili di uomini famosi. W la libertà di amare

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli ha sposato la giornalista Alessandra Chello di 42 anni più giovane di lui. Il matrimonio si è svolto in forma molto riservata a Monte Porcio Catone ma poi è stato commentato in tutti i giornali italiani. La notizia era troppo ghiotta per rimanere nell’ombra perché Sergio Zavoli è uno dei più grandi giornalisti italiani di tutti i tempi: in RAI dal 1947 ha presieduto la televisione di stato per sei anni e poi è stato eletto per tre volte al Senato ricoprendo incarichi anche molto delicati come quello di presidente della Commissione di vigilanza RAI. Ha innovato la televisione legando il suo nome a programmi che hanno fatto epoca: Processo alla tappa, sul giro d’Italia o la Notte della Repubblica, sugli anni di piombo.
Nel 2014 è rimasto vedovo e l’11 giugno si è risposato nel suo comune di residenza con una giornalista del Mattino di Napoli che ha conosciuto mentre dirigeva quella testata (1993-94). All’apparenza si tratta di un legame che dura da tempo e Zavoli ha voluto ufficializzare assicurando anche un futuro agiato alla persona a cui vuole bene. Che c’è di strano? Secondo me ha fatto la scelta giusta.
Non si tratta del vecchietto quasi demente che viene spinto verso l’altare dalla badante giovane e intraprendente con il solo fine di prendersi la casa e la pensione. Da assessore io ho sposato coppie di questo tipo e la situazione di Zavoli è del tutto diversa.
Così come è diverso l’effimera aspirazione all’immortalità di chi sposa persone molto più

Saul Bellow Premio Nobel

Saul Bellow Premio Nobel

giovani e fa figli sulla soglia dei cent’anni. Ricordo il Premio Nobel per la letteratura Saul Bellow che trascorse una vacanza da noi intorno al 1990 con la segretaria amante trentenne che poi sposò facendole fare un figlio. Le foto della famigliola, che mi arrivarono con gli auguri di Natale, era impressionanti con lui novantenne con in braccio il neonato che sembrava il suo bisnipote. Una situazione che scandalizzò il mondo della cultura e incrinò il rispetto verso il suo genio letterario.

Arcobaleno d’Estate domenica 18 nell’Orcia DOC

Domenica 18 giugno brindisi Arcobaleno d’Estate alla Fattoria del Colle con merenda contadina, visite, panorami, racconti e grandi assaggi di vino Orcia

Arcobaleno d'Estate.2017-Fattoria-del-Colle-Doc-Orcia- Cenerentola-e-Leone-Rosso

Arcobaleno d’Estate.2017-Fattoria-del-Colle-Doc-Orcia- Cenerentola-e-Leone-Rosso

Domenica 18 giugno per la prima volta i due progetti: Arcobaleno d’Estate e Toscana Ovunque Bella si uniranno in tanti appuntamenti nella regione. Gli organizzatori hanno eletto evento clou della giornata quello di Trequanda alla Fattoria del Colle in virtù della bellezza della location ma soprattutto per il fatto che sono coinvolti ben 3 comuni (Trequanda, Pienza e Montalcino), ognuno dei quali racconterà la propria storia inedita.

Una domenica in campagna come ai vecchi tempi, alle 17 alla Fattoria del Colle sulle colline che guardano le Crete senesi e la Val ‘Orcia in occasione di Arcobaleno d’Estate 2017. Donatella Cinelli Colombini vi aspetta per mostrarvi la villa costruita dai suoi antenati nel 1592 – sala degli stemmi, cucina storica, camera del Granduca, Cappella di San Clemente- e poi scendere in cantina fino nell’eremo dove ora conserva il suo Brunello antiquario, nella bottaia del vino Orcia e nella vinsantaia. Al termine una merenda contadina con salame e cacio pecorino davanti al meraviglioso panorama. Leone rosso e Cenerentola Orcia Doc accompagneranno i racconti, come nelle veglie di un tempo.

Arcobaleno d'Estate 2017

Arcobaleno d’Estate 2017

Storie antiche come quella del Granduca Pietro Leopoldo che durante i suoi viaggi, per verificare la bonifica della Valdichiana, incontra la Contessina Isabella dai lunghi capelli e dallo sguardo languido. I due vivono una storia d’amore avventurosa con il sovrano che cade in un fosso e viene fortunosamente ripescato. La questione prende i caratteri dello scandalo quando viene raccontato in un opuscolo intitolato “La Pellegrina” che la polizia granducale sequestra e distrugge. Il problema della privacy del sovrano viene risolto alla Fattoria del Colle, un luogo segreto e romantico, dove avvengono i successivi incontri del granduca donnaiolo e della sua amante. In gran fretta l’edificio viene abbellito costruendo una camera per gli incontri galanti ma la storia d’amore finisce presto.

Ricchezza e povertà davanti al Moët & Chandon

Quanto devi lavorare per comprare una bottiglia di Champagne? In Italia serve l’equivalente di 3 ore di lavoro ma in Nepal non basta il salario di un mese

Moët & Chandon

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Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Fattoria del Colle

La fotografia di un mondo spaccato fra poveri e ricchi è anche nella quantità di lavoro che serve per acquistare un prodotto di lusso come il Moët & Chandon: nei Paesi economicamente sviluppati è alla portata di un ceto medio largamente diffuso e in posti come Kenya, Ghana o India quasi nessuno può permetterselo.
L’analisi del lavoro necessario per entrare in possesso di una bottiglia delle nobili bollicine francesi arriva da JWE Journal of Wine Economics, un periodico che, insieme a interessantissimi studi sui costi di produzione (nell’ultimo numero relativamente all’incidenza delle barriques), sollecita il mondo del vino con approfondimenti di carattere socio-economico e di scenario.

taj-mahal-India-

taj-mahal-India-

E’ il caso della lista che è arrivata, via internet, insieme all’indice dell’ultimo numero. Elenca 71 Paesi per i quali è stato confrontato il salario medio con il prezzo di una bottiglia di Champagne Moët & Chandon. Vediamo così che in Lussemburgo, Svizzera e a New York basta un’oretta. In Italia ci vogliono circa tre ore di salario e la percentuale sale a oltre un giorno in Polonia, Argentina, Croazia, per passare a una settimana nelle Filippine o in Ucraina.

I ristoranti specializzati: ecco la nuova tendenza

Seguiamo Allan Bay alla scoperta dei ristoranti specializzati, nuova tendenza che punta su un solo argomento: fritti, risotti, cozze… e sfonda

Ristorante-specializzato-Fogo-de-Chao-carne allo spiedo

Ristorante-specializzato-Fogo-de-Chao-carne allo spiedo

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Un post di Facebook scritto da Allan Bay è il punto di partenza per una riflessione sulle nuove tendenze della ristorazione. Inizio con qualche parola su Allan un uomo, colto, curioso, anticonformista, acutissimo e piacevole che frequenta da anni Montalcino dove, in passato, ha avuto persino una casa. Allan è un bocconiano che ha lasciato le attività commerciali per seguire la sua maggiore passione: la gastronomia. Dal 1995 scrive di cucina sul “Corriere della Sera” e pubblica i suoi libri con Feltrinelli cercando di convincerci che la cucina non è un dono innato ma una cultura accessibile a tutti.

Nella sua pagina Facebook ci sono autentiche perle di saggezza come questa sui

Ristorante-specializzato-ostriche

Ristorante-specializzato-ostriche

ristoranti specializzati cioè quelli che propongono << solo cozze, solo ostriche, solo frittate, solo carne alla griglia, solo tante altre cose – ma anche solo hamburger, solo sushi e solo pizza. Solo va preso fra virgolette: vuol dire che la maggioranza dei piatti proposti rientrano in quella categoria>>

L’avanzata degli specializzati corrisponde alla crisi del modello “ristorante abituale” dove il cliente va quando non vuole cucinare in casa per sé e per gli amici. Secondo Allan, e io concordo completamente, a uccidere “la trattoria sotto casa” sono l’avanzata dei piatti pronti, confermata anche dal Rapporto Coop 2016. Le preparazioni che permettono di consumare la cena a casa senza cucinare.

Stefania Storai una Donna del vino con lievito madre

Fra le prime sommelier donna in Toscana, food blogger di successo e Donna del vino, Stefania Storai è una spacciatrice di lievito madre

Stefania-Storai-Fluffuosa-Cena-Donne-del-Vino-Vinitaly2017

Stefania-Storai-Fluffosa-Cena-Donne-del-Vino-Vinitaly2017

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Chianti Superiore, Fattoria del Colle
Nella festa di fine Vinitaly delle Donne del Vino Stefania Storai era uno dei 4 artigiani del gusto incaricati di esibirsi in una preparazione alimentare tipica. Lei rappresentava la Toscana e ha deciso di realizzare un dolce a base di vino. In effetti da un sommelier con 24 anni di esperienza, food blogger e Donna del Vino tutti si aspettavano una ricetta dedicata al nettare di Bacco. Ed ecco la Torta Fluffosa al cioccolato e vino rosso” Fluffosa????? Mi sono chiesta leggendo il menù che elencava 29 specialità

Stefania-Storai-cooking-show-Vinitaly2017

Stefania-Storai-cooking-show-Vinitaly2017

regionali d’eccellenza di Campania, Liguria, Sardegna e Toscana.
Ebbene la Fluffosa è una ciambella altissima, molto morbida e molto antica che nei Paesi anglosassoni chiamano chiffon cake. Cresce nel forno, all’interno di uno stampo speciale e si raffredda a testa in giù. Il nome viene da un gruppo di amiche food blogger e ne è diventato simbolo e sinonimo per la community di condivisione.
Chi volesse preparare la fluffosa al cioccolato e vino rosso può usare la ricetta di Stefania cercandola nel suo blog, cliccando minaelesuericette ecco la fluffosa che ha celebrato la conclusione di un Vinitaly strepitoso.

Meglio le bollicine per i brindisi oppure sempre?

Il fascino dello Champagne è anche nel rito del brindisi. Ecco perché la diffusione di bollicine a basso costo, per il pasto, le rende tristemente normali

Bollicine-e-brindisi

Bollicine-e-brindisi

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle

Indubbiamente ebbrezza aiuta e l’anidride carbonica delle bollicine porta immediatamente nel sangue l’alcol del vino. Così come il botto del tappo, che esce dalla bottiglia, fa allegria anche se non è affatto professionale e soprattutto elegante.
Ma basta questo per trasformare Champagne e Spumanti nel vino più adatto ai brindisi? No.
C’è dell’altro e il delizioso articolo di Tom Jarvis pubblicato in “Wine searcher” lo racconta in modo spassoso.

bollicine-e-brindisi-Spumante-DonatellaCinelliClombini

bollicine-e-brindisi-Spumante-DonatellaCinelliClombini

Il mito dello Champagne, come complemento dei momenti più sexy e come sigillo dei festeggiamenti nasce nella Belle Epoque e negli ambienti più allegri e peccaminosi a cavallo fra Ottocento e Novecento. C’è un alone di lusso e di mistero che circonda le bottiglie da quando, la messa a punto dello champenoise, portò nei calici un liquido effervescente e cristallino. Una magia che è poi rimasta per sempre incollata al vino al punto che persino le cantine più grandi, hanno delle pupitre con le bottiglie infilate dentro e un cantiniere ( ma potremmo considerarlo un attore) che fa il remouage davanti ai turisti come fosse il mago di un misterioso rito.
Tutto concorre al fascino delle bollicine nobili: dai manifesti di Toulouse Lautrec, ai film di James Bond -007 con licenza di uccidere e la voglia di spassarsela- fino ai festeggiamenti dopo le gare di Formula 1. E’ il mito del successo, del lusso, del momento unico che si associa inscindibilmente all’immagine dello Champagne.

Vino bianco: è l’anno dellla riscossa

Il simbolo della rinascita dei bianchi italiani è il Lugana. Nei ristoranti meno caraffe e più bottiglie, cresce il vino al bicchiere e le bollicine fanno il botto

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana IGT, Fattoria del Colle

Nella ristorazione meno caraffe e più bottiglie; anche se i volumi di sfuso sono ancora molto alti gli acquisti di bottiglie aumentano mentre quelli di sfuso sono stazionari sia in valore che in quantità.
Aumentano anche i calici vista la diffusione dei locali che propongono vino al bicchiere.
Il grande protagonista 2016 è il bianco – trascinato avanti dalle bollicine – che negli acquisti all’ingrosso della ristorazione ha superato il business dei rossi con uno strepitoso +8% in valore a fronte di un +3,8% dei rossi (Iri-Sales Out pubblicato da “Ristoranti” febbraio 2017).

Vino-bianco-è-l'anno-della-riscossa?

Vino-bianco-è-l’anno-della-riscossa?

Degna di nota anche la performance dei rosati che finalmente, anche nei ristoranti italiani, diventano di tendenza. Ancora dall’indagine IRI qualche curiosità sullo shopping dei ristoranti: la tipologia di vino con maggior aumento è il Sangiovese ma quella che ha visto crescere di più il suo prezzo al litro è il Lugana.
Anche i dati, analizzati da WineNews, confermano: i bianchi italiani sono adesso 25,6 milioni di ettolitri salendo ben sopra i volumi consueti. Un cambiamento che ha prodotto effetti anche negli investimenti e infatti i dati UIV indicano che i nuovi vigneti sono, nel 57% dei casi, di uva bianca.

Donne maître: direttrici di sala alla riscossa

Le donne maître – direttori di sala nei ristoranti sono un’autentica novità ma hanno un’arma vincente: la maggiore psicologia nei rapporti

Manuela-Terragnolo-maître-donna

Manuela-Terragnolo-maître-donna

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo con ristorante Fattoria del Colle

Il lavoro di maître – direttore di sala, è considerato più adatto agli uomini invece le donne sanno svolgerlo con più psicologia.
Lavorare in un ristorante significa avere orari impossibili, soprattutto per chi è in sala. Spesso l’attività finisce dopo mezzanotte, quando a casa tutti dormono e ricomincia in tarda mattinata, quando la famiglia è già uscita. Praticamente la brigata di sala vive una vita parallela, diversa da quella delle persone normale e per questo, chi ne fa parte, ma particolarmente il capo che esce per ultimo, ha grandi difficoltà a vivere una vita di coppia. E’ dura per un uomo, figuratevi per una donna che vorrebbe anche diventare mamma.

Maria Teresa Bertocco Maître d'Hotel e sommelier a Venezia

Maria Teresa Bertocco Maître d’Hotel e sommelier a Venezia

Per questo, forse il numero di donne maître, cioè direttore di sala è esiguo. Le poche eccezioni <<sono spesso titolari dell’attività>> spiega Lisa Foletti nel suo bellissimo articolo di “Noi di sala” <<mi vengono in mente, a titolo di esempio: Mariella Organi de “La Madonnina del Pescatore”, Catia Uliassi di “Uliassi”, Stefania Moroni de “Il Luogo di Aimo e Nadia”, Cristiana Romito del “Ristorante Reale”, Milena Pozzi del “Combal.Zero”>>. Sebbene lo stile militaresco tipico della brigata di sala sia poco adatto alla mentalità femminile, le donne hanno una carta vincente nella miglior capacità di gestire i clienti; riescono a capire le loro esigenze e a instaurare un rapporto con essi più facilmente dei colleghi maschi, sono dunque un po’ psicologhe. Infatti Manuela Terragnolo Maître del ristorante Olivi dell’Hotel Terme Merano è una psicologa. 37 anni, è figlia di genitori cuochi e ha una grande passione per i vini per cui ha lavorato sette anni come Sommelier prima di diventare direttore di sala.

                                                                       
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