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San Valentino, tagliolini da innamorati per la cena

Lo chef Alessandro Sironi della Fattoria del Colle nella campagna Toscana più bella, vi presenta la ricetta di pasta per la cena del 14 febbraio San Valentino

Tagliolini degli innamorati Fattoria del Colle

San Valentino Fattoria del Colle Tagliolini di rape rosse con agnello e broccoli

Sarà la cena più romantica dell’anno, con candelieri d’argento e grandi vini nella veranda della Fattoria del Colle.
Per questo appuntamento speciale lo chef Alessandro Sironi, ha preparato un menù che gioca con alimenti leggendariamente conosciuti per le loro virtù afrodisiache come il panforte panpepato, le uova di quaglia, il tartufo, il cioccolato … rinnovando piatti legati alla tradizione. Una cena di cinque portate raffinata, leggera ma piena di sapori con quattro grandi vini in abbinamento.

SAN VALENTINO ALLA FATTORIA DEL COLLE PER INNAMORATI APPASSIONATI DI VINO E PROFUMI DA SEDUZIONE

Per chi rimarrà a dormire negli appartamenti e nelle camere del borgo cinquecentesco della

Tagliolini di San Valentino della Fattoria del Colle

Tagliolini di San Valentino della Fattoria del Colle

Fattoria del Colle ci sarà la possibilità di fare l’ultimo brindisi con Spumante Brut, da soli in camera.
La domenica piccola lezione – esperienza sui profumi da seduzione con Gloria Del Dottore
Programma per il week end degli innamorati con degustazioni visita e trattamenti naturali nella zona benessere della Fattoria del Colle, nel sito dove ci sono anche prezzi e modalità di prenotazione (clicca qui)

Ed ecco un’anteprima della cena: la ricetta dei Tagliolini di rape rosse, con agnello, broccoli e pomodori secchi Un piatto che richiama la cultura romanesca in chiave moderna e fantasiosa.

RICETTA DI SAN VALENTINO : TAGLIOLINI DA INNAMORATI CON RAPE ROSSE

INGREDIENTI

Per la pasta:
300 g di farina, 2 uova, 1 rapa rossa piccola

Per il Ragù:
400 g polpa dell’agnello, 100 g broccoli già sbollentati, 30 g pomodori confit (o secchi),1 spicchio di aglio, 1 bicchiere di vino bianco, sale e pepe

Vin Santo del Chianti 2008 dalla Fattoria del Colle

Vin Santo del Chianti DOC - Fattoria del Colle

Vin Santo del Chianti DOC – Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini vi presenta  il suo Vin Santo 2008 maturato nei caratelli per undici anni  Una  piccolissima selezione di pochissime bottiglie per gli amanti dei vini dolci

 

Il Vin Santo fa parte della storia della Toscana. Anticamente tutte le famiglie nobili avevano i caratelli (piccole botti) in cui maturava il  Vin Santo nel sottotetto delle loro ville.Nei banchetti importanti veniva servito il Vin Santo.
Non sappiamo quando nacque la produzione di questo vino dolce biondo e raffinato, sicuramente esisteva già a Siena nel Trecento. Ma fu proprio durante un banchetto che il Vin Santo smise di chiamarsi “vino pretto” cioè puro e prese il nome attuale. Secondo la leggenda, avvenne nel 1439 dorante il Concilio di Firenze. A quell’incontro prese parte il Cardinale greco Giovanni Bessarione che assaggiandolo esclamò << Questo è il vino di Xantos!>> in riferimento all’isola in cui si producevano vini dolci all’epoca particolarmente apprezzati. Da allora vino xantos divenuto poi Vin Santo è rimasto a indicare il prelibato nettare toscano.
Anche la Fattoria del Colle, ha la sua vinsantaia nel sottotetto della villa cinquecentesca. Traversando la bottaia e salendo una scala è possibile arrivare nel sottotetto dove d’inverno è molto freddo e d’estate è molto caldo. Qui ci sono le botticelle in cui il liquido biondo, spremuto dall’uva appassita, rimane a maturare per oltre dieci anni.
Lo scorso anno il Vin Santo del Chianti della Fattoria del Colle ha ottenuto 93 centesimi da parte di Robert Parker/Wine Advocate. Un successo che, speriamo, si ripeterà anche in futuro.
Raccomandiamo di non  inzuppare i biscotti nel Vin Santo. E’ una pratica popolare molto diffusa in Toscana ma assolutamente dannosa perché altera il profumo e il gusto del vino.

 

DESCRIZIONE DEL VIN SANTO  DEL CHIANTI DOC  DELLA FATTORIA DEL COLLE

 

TIPOLOGIA: bianco amabile
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.

CLASSIFICAZIONE: DOC Chianti
UVAGGIO: uve bianche autorizzate in toscana
VINIFICAZIONE E MATURAZIONE: Le uve vengono raccolte a settembre e messe ad appassire in cassette esposte al sole. A gennaio sono vinificate e chiuse nei caratelli dove rimangono 12 anni esposti a forti escursioni termiche in estate e inverno. Le botticelle sono di legni e dimensioni diverse dai 50 ai 200 litri.

 

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

COLORE: giallo ambrato intenso.
AROMA: molto intenso, complesso con un chiaro richiamo al miele.
GUSTO: pieno, armonico, molto intenso e persistente.

 

Barbara Sgarzi maestra di social media wine

Come si adoperano ed a cosa servono i canali social del vino. Barbara Sgarzi ci spiega, ad esempio perché il numero dei like vuol dire poco o niente

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di Donatella Cinelli Colombini

Per capire l’utilità del manuale Social media wine – Strategie, strumenti e best practice per comunicare il vino online (Apogeo pp 147, € 22,50), di Barbara Sgarzi trascrivo  alcuni esempi  che mi hanno particolarmente colpito al punto dal pensare di fare lo stesso al ristorante della Fattoria del Colle.

THIS IS NOT A SUSHIBAR UN ESEMPIO DI  SOCIAL MARKETING BEN RIUSCITO

Il ristorante This is Not Sushibar di Milano ha realizzato una particolare azione di social marketing con risultati spettacolari. La proposta era rivolta agli instagrammer e chiedeva  loro di postare un’immagine mettendo un tag al ristorate. Chi possedeva  fra 1.000 e 5.000 followers avrebbe ricevuto in cambio un piatto di sushi, due piatti per chi era seguito da 5 a 10.000 persone, quattro piatti per chi  aveva 50.000 seguaci e otto pietanze giapponesi da 50 a 100.000 mentre veniva offerta una cena gratis a chi  aveva un portafoglio di contatti superiore ai 100.000. Ebbene la proposta lanciata nell’ottobre 2018 su un solo ristorante ha portato, dopo un mese, ad un aumento del fatturato del 13,4% nell’intera catena con un ulteriore +7% a novembre. Il This is Not a Sushibar che aveva intrapreso l’iniziativa ha visto crescere lo scontrino medio da 36 a 41€.
Tutto questo coinvolgendo solo 133  influencer che con i loro post hanno raggiunto oltre sette milioni di potenziali clienti.

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SOCIAL MEDIA WINE – UN MANUALE PER CHI AMA IL VINO E VUOLE IMPARARE A USARE LA RETE

Un altro esempio dell’utilità del manuale di Barbara Sgarzi riguarda il turismo del vino. L’indicazione è talmente ovvia che mi ha fatto sentire una scema. Infatti io sono un’esperta di turismo del vino ma non ci avevo pensato. Il titolo del paragrafo è “Visite in cantina: vogliamo tanti post? Facciamo facile”.
Spesso la cantina è sotto terra dove non c’è collegamento telefonico. Quindi i nostri clienti, anche se stanno facendo una degustazione straordinaria, che vorrebbero postare in diretta per fare morire d’invidia i loro amici, sono scollegati. Se noi produttori desideriamo essere visti e allargare la rete dei nostri wine lovers perché non mettiamo il Wi-Fi in cantina? Basta un cartello che indica la password per la connessione e magari anche l’hashtag ufficiale dell’azienda per trasformare i partecipanti  alla degustazione in moltiplicatori di contatti.

2019 il mio anno con molte vette e qualche abisso

2019 anno della miglior vendemmia del secolo. Anno del Foglia Tonda e della Doc Orcia Cenerentola, di troppi viaggi e troppi colloqui di assunzione

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di Donatella Cinelli Colombini

Il 2019 era iniziato con molte incertezze per due motivi: il Brunello 2014 figlio di un’annata piovosa e fortemente attaccato dalla critica ancor prima di uscire dalle cantine. Un’annata turistica che si prospettava in salita per i pochi matrimoni in calendario e il cambiamento di chef al ristorante.

BRUNELLO 2014  VINO SPENSIERATO

Nella realtà il Brunello 2014 si è rivelato un “peso piuma” superstar, interpretando l’annata in modo “spensierato” come ha scritto Monica Larner, cioè offrendo piacere e una freschezza di frutto superiore alla media. Caratteri vicini al sentimento dei consumatori attuali con il risultato che le vendite in Italia sono aumentate mentre all’estero, dove il peso della stampa specializzata è più forte, c’è stato solo un leggero calo.
Il 2019 è stato l’anno dei vini della Fattoria del Colle: quattro sopra i 93/100 in Wine Advocate-Robert Parker e Wine Spectator: passito, Vin Santo, Cenerentola Doc Orcia e IGT Supertuscan Il Drago e le 8 colombe. Che spettacolo! E’ un sogno che si avvera!

IL VITIGNO FOGLIA TONDA DIVENTA  DI MODA

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

E l’altro sogno impossibile diventato realtà riguarda il Foglia tonda, vitigno toscano abbandonato da oltre un secolo e portato all’eccellenza qualitativa attraverso un lavoro ventennale, per essere usato nel vino Cenerentola. Ora è di gran moda anche grazie al primo meeting con la degustazione, dei vini a base di Foglia tonda, guidata da Gianni Fabrizio alla fattoria del Colle. Da concorrenti ad alleati ….. come sempre l’unione fa la forza!

SUPER VENDEMMIA 2019

L’annata 2019 ha mandato in cantina un’uva di qualità senza precedenti. La nostra consulente Valerie Lavigne ha detto <<Il est la première fois que je vois un raisin Sangiovese qui semble cabernet>> è la prima volta che vedo un Sangiovese che sembra Cabernet! Mosti e vini coloriti, ricchi, fini, eleganti … segnano un nuovo record qualitativo per il Brunello. Decisamente le 5 stelle non bastano più.

Olio EVO nuovo della Fattoria del Colle

Bruschetta, pan lavato, zuppa frantoiana, pinzimonio … tante ricette toscane per gustare l’olio Evo 2019 con i suoi effetti salutari

Olio Evo appena fatto

Olio Evo appena prodotto

Abbiamo una vera passione per l’olio extravergine di oliva. Da secoli, qui alla Fattoria del Colle la qualità delle olive è eccellente e noi mettiamo ogni cura nel raccogliere e frangere questi frutti prelibati. Abbiamo 6 ettari di oliveto tradizionale con le varietà frantoio (correggiolo) moraiolo e qualche olivastra lungo i sentieri. La Fattoria del Colle si trova a 400 metri sopra il livello del mare, in una zona a bassa piovosità, con terreni calcarei dove gli olivi hanno il loro habitat ideale. Negli oliveti non sono mai stati usati prodotti chimici e anche negli ultimi dieci anni quando la terribile mosca olearia è arrivata due volte le olive sono state difese con le trappole e niente altro.

QUALITA’ DELL’OLIO EVO: 50% DAL MICROCLIMA, 25% DALLA CULTIVAR E 25% DALLA RACCOLTA E LAVORAZIONE

olive-Fattoria-del-Colle-Trequanda

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Il microclima dell’oliveto è importantissimo e incide per il 50% sulla qualità dell’olio, un altro 25% dipende dalla cultivar cioè dalla varietà delle piante. Trequanda è una zona rinomata da secoli per il suo ottimo olio e la fattoria del Colle conserva ancora oltre 20 orci di terracotta, alcuni dei quali di oltre duecento anni di età, che testimoniano la tradizione e la grande cura con cui è sempre stato prodotto l’extravergine.
Il rimanente 25% della qualità dell’olio dipende da come le olive sono raccolte e spremute. Noi raccogliamo le olive, a ottobre e novembre, iniziando poco dopo la vendemmia, quando sono ancora verdi. La “brucatura” è manuale con il solo aiuto di piccoli rastrelli elettrici. Ogni giorno le olive vengono portate a Castelmuzio nel piccolo frantoio Sant’Angelo gestito da un giovane competente e appassionato, Paolo Bindi. Grazie a una lavorazione lenta che non scalda le olive l’impianto Pieralisi di Paolo preserva tutta la fragranza dei frutti. Dopo la frangitura, per preservare i profumi e le virtù salutari dell’extravergine noi della Fattoria del Colle lo conserviamo a 15°C in fusti di acciaio saturati con azoto e poi lo imbottigliamo senza filtrarlo.
Viene venduto quasi tutto in fattoria nelle mono-cultivar correggiolo (frantoio), moraiolo e nel blend delle due varietà. E’ confezionato in bottiglie e in piccole taniche metalliche.

Capodanno 2020 al Brunello nella campagna Toscana

Alla Fattoria del Colle le vacanze di Capodanno  2020 piene di esperienze per golosi, wine lovers e amanti della quiete e delle tradizioni toscane

Dal 26 dicembre al 6 gennaio la Fattoria del Colle, a Sud del Chianti, propone un programma di animazioni giornaliere capace di far conoscere ai visitatori la civiltà toscana più autentica e antica. Ci saranno la visita alle cantine del Brunello con uno speciale accompagnamento musicale, la lezione di cucina sui dolci natalizi senesi come il panforte e ricciarelli tenuta da una pasticcera, cene a tema con 3 piatti,  l’esperienza “enologo per un giorno” condotta da una sommelier, la visita guidata alle parti storiche della Fattoria del Colle con degustazione itinerante, l’assaggio dell’olio nuovo …. Ogni iniziativa curata nel dettaglio per offrire conoscenze e divertimento sia ai grandi wine lover che ai semplici appassionati della campagna e dei panorami.
Per il programma dettagliato delle attività, i prezzi e per prenotare cliccare qui aprendo la pagina del sito.

Trionfo della Fattoria del Colle 4 vini oltre 93 centesimi 

Wine Spectator premia con 93/100 la Doc Orcia Cenerentola 2016 e il Wine Advocate -Robert Parker premia con 93/100 al Drago e le 8 colombe IGT 2016

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<<E’ un momento magico per i vini della Fattoria del Colle>> dice Donatella Cinelli Colombini.
Incredibile ma vero, negli ultimi mesi, i giudizi della principale stampa specializzata internazionale, sulle bottiglie provenienti dalla più piccola e meno famosa delle sue cantine << hanno superano i rating, pur molto buoni, delle bottiglie del Casato Prime Donne a Montalcino. Non era mai successo prima >>.

RATING DEI VINI DELLA FATTORIA DEL COLLE

Passito IGT Toscana 2017 94/100 Wine Advocate -Robert Parker
Vin Santo del Chianti DOC 2002 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Il Drago e le 8 Colombe IGT 2016 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Cenerentola Orcia Doc 2016 93/100 Wine Spectator

CENERENTOLA DOC ORCIA 93/100 WINE SPECTATOR

Cenerentola-doc-Orcia-2016-Wine-Spectator-93/100

Cenerentola-doc-Orcia-2016-Wine-Spectator-93/100

Gli ultimi due giudizi sono arrivati di recente a confermare l’impressionante progressione qualitativa e di consenso dei vini della Fattoria del Colle. <<Per il Cenerentola Doc Orcia si tratta della consacrazione dopo il successo commerciale>> ha detto Donatella Cinelli Colombini ricordando come i wine lover abbiano apprezzato più velocemente l’uvaggio a base dell’antico vitigno foglia fonda che conferisce un carattere molto particolare al vino, mentre per i grandi critici il processo sia stato più lungo.
Ed ecco la descrizione di Bruce Sanderson senior editor del Wine Spectator
Orcia Doc Cenerentola 2016 score 93/100
<<C’è purezza di aromi e sapori di ciliegia, mora, violetta e minerale, in questo rosso raffinato, vibrante ed equilibrato, con un finale lungo e deciso che riecheggia gli elementi di frutta e minerali, aggiungendo una nota legnosa>>.

Turismo da innamorati in Toscana

Via del bacio, albero dell’amore, tartufo, panforte, camera del Granduca tanti piccoli ingredienti del turismo da innamorati nella più bella campagna toscana

 

Turismo-da-innamorati-Via-del-Bacio

Turismo-da-innamorati-Via-del-Bacio-Pienza

La Toscana del Sud è il luogo ideale per un viaggio in coppia. Ci sono luoghi dove farsi i selfie più romantici, cibi afrodisiaci che da tempo immemorabile sono usati per riaccendere la passione e riti di antichissima tradizione per giurarsi amore eterno.
Di seguito la mappa dei posti e delle date per il turismo da innamorati in Toscana.

 

TURISMO DA INNAMORATI: I LUOGHI DA SELFIE

I luoghi TOP per i selfie romantici sono a Pienza (30 km dalla Fattoria del Colle) in Via del Bacio e in Via dell’amore. Fra muri in pietra della cittadina creata per il Papa Pio II alla metà del Quattrocento, sembra di essere nel set di una serie TV come “I Medici”. Le stradine costeggiano le mura e permettono di godere un panorama mozzafiato sulla Valdorcia territorio iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco per l’armonia del paesaggio rurale.

 

TURISMO DA INNAMORATI: DOVE DORMIRE

Altro luogo romantico è la camera del Granduca della Fattoria del Colle, costruita alla fine del Settecento come un rifugio romantico e segreto per Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana e la sua amante Isabella. Nel soffitto con dipinti tutti gli uccelli presenti in Toscana e l’arredamento è tutto di mobili d’antiquariato. Dormire in questa camera significa entrare in una storia d’amore che dura da oltre duecento anni.

 

TURISMO DA INNAMORATI:  GLI APPUNTAMENTI ROMANTICI

Gli appuntamenti per il turismo da innamorati in Toscana sono tre. La domenica in Albis cioè quella dopo Pasqua, alla Pieve della Madonna ad Lamulas (65 km dalla Fattoria del Colle) fondato nell’853 d.C. tra Arcidosso e Montelaterone avviene la “Festa della pina” che è un antico rito di fidanzamento. Potrebbe discendere dall’epoca romana e dal tirso simbolo del Dio Dioniso la divinità classica dell’ebrezza e della liberazione dei sensi. Gli aspiranti fidanzati porgono alla ragazza una pigna dipinta d’oro e fissata su un bastoncino oppure un rametto verde, se la donna ricambia regalando un corollo o zuccherino, cioè un biscotto a forma di cerchio, vuol dire che accetta la proposta di nozze. Le cose vanno male se invece il tirso oppure il ramoscello vengono restituiti. Sono certa che i nostri turisti innamorati non corrono questo rischio. 

Mantovana ai pinoli di Montalcino antica e moderna

Alla Fattoria del Colle la pasticcera Patrizia Cenni e lo Chef Giovanni Rallo hanno inventato un dolce che racconta la tradizione della torta Mantovana di Montalcino

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

MANTOVANA DI MONTALCINO E RICORDI PERSONALI

A Montalcino la mantovana è uno dei dolci tradizionali ed è fatta solo con i pinoli, senza mandorle. E’ il dolce preferito di mia figlia Violante Gardini (la Cinellicolombini Jr). Per  questo abbiamo faticato  a farle accettare la nuova versione perché lei è legata ai ricordi e ai sapori dell’infanzia. Ricordi che per me sono ancora più forti: mio nonno Giovanni Colombini comprava questa torta ogni domenica, dopo la Messa, alternando quella più casalinga de “Le Cocche” due sorelle con un micronegozio nel corso di Montalcino a quella del Bar Mariuccia dove il pasticcere Angelo offriva una versione più delicata. In realtà anche queste due torte erano un’evoluzione della mantovana tradizionalmente cotta nei forni a legna dei poderi dopo aver sfornato il pane. Quelle torte erano più secche perché contenevano pochissimo burro.

LA NUOVA MANTOVANA DELLA FATTORIA DEL COLLE

Patrizia e Giovanni hanno creato un dolce totalmente nuovo ma capace di mostrare come la cultura gastronomica toscana si rinnova pur rimanendo fedele al suo passato.

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Mantovana-antica-e-moderna-di-Giovanni-Rallo-e-Patrizia-Cenni-della-Fattoria-del-Colle

Giovanni Rallo ha inventato un semifreddo con gli ingredienti della mantovana. Su di esso viene grossolanamente sbriciolata la mantovana tradizionale con un rametto di timo rinfrescante. Il risultato è strepitoso sia da un punto di vista gastronomico, perché l’equilibrio dei sapori è perfetto, che sotto il profilo culturale. E’ il racconto di un dolce originario di Mantova, arrivato a Firenze, forse grazie a Isabella D’Este, nel primo Cinquecento, per poi perdere le mandorle e riempirsi di pinoli nella campagna senese. Un dolce che nella nuova versione della Fattoria del Colle diventa fresco e cremoso.

Qui di seguito troverete la ricetta della torta mantovana tradizionale così come la prepara la pasticcera della Fattoria del Colle Patrizia Cenni mentre per il semifreddo, recentemente creato, dallo chef Giovanni Rallo è ancora segreto e dovrete venire alla Fattoria chiedendo a lui di rivelarvelo.
Il vino più adatto ad accompagnare la nuova mantovana è il Passito 2018 di Donatella Cinelli Colombini che ha recentemente ottenuto 94/100 dalla prestigiosa rivista Wine Advocate-Robert Parker.

9 ottobre la super vendemmia 2019 è finita

Cronaca di una vendemmia strabiliante al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle di Trequanda. Come è nato il Super Brunello 2019

Vendemmia-2019-Sangiovese -con-due-giorni-di-vinificazione

Vendemmia-2019-Sangiovese -con-due-giorni-di-vinificazione

Di Donatella Cinelli Colombini

Verrà ricordata come la vendemmia del Sangiovese perfetto e indistruttibile perché l’uva è arrivata in cantina perfetta, senza muffe, nonostante due perturbazioni davvero formidabili il 22-23 settembre e il 2 ottobre quando ha persino provato a grandinare. <<Sembra Cabernet>> ha detto l’enologa Valerie Lavigne guardando gli acini piccolissimi e i grappoli molto aperti, quando è venuta per decidere il calendario della vendemmia. E aveva ragione perché il Sangiovese si è comportato esattamente come il più celebre vitigno francese. Cessione di colore immediata e intensissima, grappoli inattaccabili dalla muffa nonostante la pioggia. Che spettacolo!
Mai vista una vendemmia così!
Le viti verdi e rigogliose fino al giorno della vendemmia, come nel 2010 e come in quell’annata magica, l’uva è stata abbondante oltre che di qualità altissima.
A questo punto sappiamo che le grandi vendemmie derivano da inverni o primavere piovose che creano una scorta d’acqua nel terreno, estati molto calde interrotte da temporali.
Abbiamo anche capito che il global warming può far crescere molto il potenziale qualitativo del Sangiovese e del Brunello.

Vendemmia-2019-Sanforte-meno-famoso-e-più-speziato-del-Sangiovese

Vendemmia-2019-Sanforte-meno-famoso-e-più-speziato-del-Sangiovese

 

CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Una vendemmia durata un mese, per cogliere ogni vigna nel momento perfetto, senza fretta, facendo selezioni estreme con anche tre vendemmie nello stesso vigneto. La scelta di separare tutta l’uva migliore, senza mescolare i grappoli con grado di maturazione diversa, ha richiesto continui spostamenti dei raccoglitori e l’utilizzo di tutti i tini della cantina. Un lavoro certosino e una dimostrazione di rispetto per un’uva super con un potenziale qualitativo mai visto.
In cantina sono arrivati oltre 2.100 quintali d’uva da 33 ettari di vigna.
9-10 settembre Traminer per passito e Sanchimento IGT bianco toscano
16-20 settembre Merlot e sangiovese delle vigne senza recinzione
23 settembre 3 ottobre Sangiovese per Brunello e Rosso di Montalcino
4-7 ottobre Sangiovese per Orcia DOC, Chianti Superiore e Supertuscan
8 ottobre Foglia Tonda e Sangiovese per il Vinsanto Occhio di Pernice
9 ottobre Sagrantino
La vendemmia è finita possiamo andare a cercare i funghi.

Aspettando la vendemmia di Brunello 2019

Salvo imprevisti la vendemmia 2019 sarà una delle migliori del nuovo millennio. La raccolta del Brunello nelle date classiche fra fine settembre e primi di ottobre

Di Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia-2019-L'enologa-Sabrina-con-l'uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2019-L’enologa-Sabrina-con-l’uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

IL CLIMA 2019 NELLE VIGNE DI BRUNELLO

Il 2019 è stata un’annata piuttosto arida. L’inverno ha avuto poche piogge e niente neve. E’ stato freddo ma non freddissimo anche per il gran numero di giornate soleggiate. La primavera, sebbene molto piovosa, non è riuscita a reidratare il terreno del tutto. Tuttavia il maltempo ha ritardato l’inizio del ciclo vegetativo delle viti e ha disturbato la fioritura dando vita a grappoli leggermente sotto dimensionati.
In estate le ondate di caldo africano sono state interrotte da perturbazioni nordiche con piogge di grande entità. Abbiamo registrato fino a 50 mm di precipitazioni in un solo giorno. Piogge che hanno comunque abbassato le temperature e idratato il terreno con più frequenza alla Fattoria del Colle e leggermente di meno al Casato Prime Donne di Montalcino.
La perturbazione più violenta il 28 luglio ha letteralmente sconvolto, con chicchi di grandine grandi come albicocche, la zona di Arezzo mentre da noi ha prodotto solo nubifragi. Dal I°luglio al 15 settembre, sui vigneti del Casato Prime Donne sono caduti 97 mm di pioggia.
In settembre il cielo sereno ha mantenuto le temperature alte fino alla metà del mese per poi rannuvolarsi e accrescere l’escursione termica fra la notte e il giorno. Circostanza quest’ultima, molto favorevole alla sintesi dei profumi nell’uva e nel vino.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Primo giorno di vendemmia il 9 settembre con la scelta dell’uva di Traminer per il passito che grazie agli ottimi rating della stampa estera più importante è diventato uno dei vini di punta dell’azienda. La vendemmia del vigneto Sanchimento è continuata manualmente per mandare in cantina i grappoli destinati al vino bianco della Fattoria del Colle.
L’11 e il 12 settembre è stata raccolta l’uva di Sangiovese per lo spumante. I grappoli provenivano dai vigneti Fondo di Collepiccino e Cancello nero della Fattoria del Colle e la loro raccolta ha sostituito il diradamento – vendemmia verde in queste due vigne. Infatti mentre l’uva dello spumante deve provenire da viti con tanti grappoli poco maturi, quella per i rossi ha bisogno di viti scariche e grappoli maturi a puntino. Prima di andare nel tino l’uva della “base spumante” è stata raffreddata in un vecchio camion frigo. Il mosto appena pressato aveva una naturale colorazione rosata per l’ottima capacità di cessione delle bucce.
Il 16 settembre è iniziata la vendemmia del Merlot, ancora alla Fattoria del Colle. Alla fine della stessa settimana inizierà la vendemmia del Sangiovese ancora alla Fattoria del Colle. L’uva è pronta e purtroppo anche i cinghiali se ne sono accorti per cui, le due vigne non recintate, sono letteralmente prese d’assalto. Purtroppo i cinghiali costituiscono un problema irrisolto in Toscana ed hanno trasformato le zone del vino in immensi campi di concentramento con reti, recinzioni elettrificate, cannoni … per difendere l’uva dai voraci ungulati.

Turismo della vendemmia e della svinatura con Brunello, Chianti e Orcia

Vendemmia o svinatura experience il 5 ottobre e Week end di-vino l’11-13 ottobre. Appuntamenti per la vendemmia da wine lovers in Toscana alla Fattoria del Colle

tuscany-wine-weekend-esperienza-nella-viigna

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Tutto fa sperare in una grande vendemmia, forse una delle migliori degli ultimi 30 anni. Essere protagonisti di un simile evento e dei vini che ne nasceranno è il sogno di ogni wine lover e la Fattoria del Colle vuole trasformarlo in realtà. Le proposte sono due e uniscono formazione e divertimento.
La prima è il 5 ottobre con una “toccata e fuga” di due giorni e una sola notte.

TUSCANY WINE WEEKEND DURANTE LA VENDEMMIA

L’altro è un programma da veri amanti del vino con visite, assaggi, lezioni ed esperienze uniche come quella di diventare enologi per un giorno e preparare il proprio vino Super Tuscan facendo il blend fra tre vitigni in purezza: Sangiovese, Merlot e Sagrantino. I partecipanti porteranno a casa, per berla con gli amici, la bottiglia del proprio vino, con nome e etichetta personalizzata.
11-13 ottobre tre giorni per una vera full immersion nel vino con il programma Tuscany wine weekend (prezzi e modalità di prenotazione sono nel sito cliccando qui  ) che viene amplificato per consentire ai partecipanti  assaggiare il mosto in vinificazione, e il Traminer in appassimento. Ovviamente la visita nelle vigne è più

Enologo per un giorno Week-end vendemmia Fattoria del Colle

Enologo per un giorno Week-end vendemmia Fattoria del Colle

coinvolgente e divertente in periodo di vendemmia.  Anche in cantina e soprattutto in tinaia.

Ovviamente c’è una parte più seria con una lezione frontale sul sangiovese e il vino in Toscana con approfondimenti sulle principali DOCG che, alla fine, verranno assaggiate: Vernaccia, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Bolgheri. Al Brunello è dedicato una speciale esperienza nella cantina di Montalcino Casato Prime Donne con una degustazione itinerante che inizia con l’assaggio dalla botte. Due cene degustazione a base di pietanze antiche e moderne da abbinare ai vini con un risultato più “godereccio” e meno tecnico. Alla fine un diploma che ricorda un’esperienza utile a chi desidera conoscere meglio il vino e fare nuove amicizie fra i wine lovers.

Qual è il nuovo lusso?

Le cose sempre più rare, costose e esclusive oppure quelle più autentiche non “fatte per i turisti” da sperimentare in solitudine?

 

Fattoria-del-Colle-Buffet-contadino-nuovo-lusso-come-esperienza

Fattoria-del-Colle-Buffet-contadino-nuovo-lusso-come-esperienza

Di Donatella Cinelli Colombini

Meglio il confort del 7 stelle o il luogo autentico che ti fa battere il cuore? Qual è il nuovo lusso? Quello degli alberghi o dei ristoranti con la stessa jacuzzi e gli stessi piatti di alta cucina che trovi a Beijing come a Rio de Janeiro e a Londra…. Oppure vuoi qualcosa di più vicino alla civiltà del posto che visiti?

 

 

 

 

 

 

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OFFERTE DI TURISMO ESPERIENZIALE E IL LUSSO DIVENTA EMOZIONE

 

Airbnb, gli home restaurant, fenomeni con Woofing dove si paga il soggiorno lavorando in fattorie biologiche … persino l’afflusso sul cammino di Santiago di Compostella o la partecipazione all’Eroica, corsa in bicicletta su strade bianche, dimostrano che i nuovi viaggiatori hanno nuovi bisogni.
Esisterà sempre la corsa al lusso, all’ascensore esclusivo per i milionari del ristorante Hide di Londra oppure il locale stile Billionaire dove fare la doccia di Dom Perignon. I ricchi o aspiranti tali, che vogliono sfoggiare i propri soldi, ci sono e ci saranno anche in futuro per cui esiste un segmento di offerta dedicato a loro che cresce con l’aumento dei milionari russi, cinesi, indiani …. Ma qualcosa sta cambiando come avvenne trenta anni fa con le pellicce che prima erano un must per ogni donna elegante e in pochi anni diventarono un simbolo di insensibilità verso gli animali per cui indossarle significava essere guardati con disprezzo e in certi casi ricevere anche insulti.

Forme nel verde 2019 a San Quirico d’Orcia

Forme nel verde, mostra di sculture negli Horti Leonini ideata da Mario Guidotti nel 1971 è la 2°più antica rassegna d’arte dopo la Biennale di Venezia

Forme-nel-verde-2019-"Antifragile"

Forme-nel-verde-2019-“Antifragile”

di Donatella Cinelli Colombini

Quest’anno dal 27 luglio al 30 settembre la manifestazione intitolata “Antifragile” propone una riflessione sul Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ricomposto nel chiostro di Palazzo Chigi di San Quirico dove sono esposte le opere lasciate dagli artisti protagonisti delle passate edizioni di Forme nel Verde e una selezione di dipinti realizzati dagli allievi dei corsi di pittura dell’Accademia di Firenze (30 km dalla Fattoria del Colle).

FORME NEL VERDE 2019 ANTIFRAGILE

Negli Horti Leonini ci sono invece le istallazioni realizzate da 50 studenti under 35 provenienti delle Accademie Toscane di Firenze e Carrara. Una proposta corale che da voce ai nuovi talenti artistici e scaturisce dai workshop coordinati da Francesco Saverio Teruzzi e Sebastiano Pelli.

FORME NEL VERDE E GLI  HORTI LEONINI

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d'Orcia

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d’Orcia

Gli Horti Leonini e Forme nel Verde, due cose che si combinano e si compenetrano in modo quasi magico. Gli Horti furono costruiti intorno al 1581 accanto alle mura cittadine e alla pieve di Santa Maria Assunta, già nota come Santa Maria ad hortos, con annesso lo Spedale della Scala in cui venivano ospitati i pellegrini che passavano sulla Via Francigena. San Quirico sorge infatti lungo l’importante asse viario che congiungeva Canterbury a Roma e compare fra le località citate dal Vescovo Sigerico nel 990, nel suo celebre viaggio. Dalla Francigena transitavano soldati, mercanti, sovrani -come Federico Barbarossa – pellegrini e santi come Caterina da Siena. San Quirico era dunque un posto tutt’altro che isolato e periferico.

HORTI LEONINI PRIMO GIARDINO PUBBLICO

Gli Horti leonini sono uno dei primi esempi di “giardino pubblico” costruito per dare ristoro e”… qualche comodità ancora delli viandanti…” come scrisse il suo creatore Diomede Leoni in una lettera al Granduca Ferdinando dè Medici. Uno spezio architettonico pensato per trasmettere un senso di armonia e benessere a chi percorre i suoi vialetti di bosso e concluso in un boschetto con una sensibilità tutta rinascimentale.

                                                                       
Cinelli Colombini
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