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Bicchieri di formaggio per vino: un caso virale

In pochissimi giorni ha ottenuto 60.000 visualizzazioni, il video che insegna a preparare degli orribili bicchieri di formaggio per il vino da mangiare bevendo

Di Donatella Cinelli Colombini Chianti Superiore Fattoria del Colle

Un successo che lascia tutti di stucco perché il procedimento di produzione dei bicchieri di formaggio è ben noto e proposto in altri video che alla fine prevedono il riempimento con crema ai funghi o altre salse. E’ l’idea del “mangia e bevi” che ha fatto breccia soprattutto fra i giovani millennials, come Lydia, la protagonista della preparazione. Giovani che nel testo di accompagnamento sono chiamati << fancy people>> persone fantasiose.

bicchieri-di-formaggio-per-vino

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I veri wine lover storcono la bocca perché il vino va bevuto solo in calici di cristallo bianco senza incisioni e di forma appropriata ma il giovane consumatore, soprattutto nordamericano, più trasgressivo e ama giocare effettuando in casa piccole preparazioni che gli permettono di invitare gli amici offrendo loro qualcosa di insolito. E dunque perché non fare bicchieri di formaggio cheddar per il vino?
Il formaggio cotto, come quello che prende la forma del bicchiere, è estremamente indigesto, penserete voi. Ed è vero ma d’altra parte, il formaggio è uno straordinario esaltatore del vino come ha dimostrato un recente studio del Centre de Sciences du Gout et de l’alimentation di Digione, in altre parole il gusto del vino sembra addirittura migliore se accompagnato dal formaggio e infatti Lydia termina il video con espressioni beate e la frase << this is the best way to enjoy wine and cheese>>.

Elena Fucci la giovane star del vino italiano

Ha un istinto micidiale nel valorizzare la qualità della vigna e del vino, ma anche una grinta da leonessa nel promuoverli: Elena Fucci
Elena AndreaDi Donatella Cinelli Colombini

Mia figlia Violante Gardini (la Cinellicolombini Jr) è sempre circondata da amici, sono di varia nazionalità ma hanno tutti una caratteristica: “poco fumo e molto arrosto” cioè molta sostanza e poca apparenza. Alcuni sono veri talenti e Elena Fucci è uno di questi.
Al primo impatto colpiscono i capelli di Elena, neri lunghi setosi con una frangetta a coprire tutta la fronte poi il suo aspetto scompare e emerge la sua aurea, quasi un vortice di energia e coraggio che calamita chiunque abbia vicino.
E’ questa forza che ha sempre guidato le sue scelte da quando giovanissima contrasta la decisione familiare di vendere la casa e la vigna del nonno Generoso a Barile in Basilicata. Lei voleva iscriversi a ingegneria e invece va a Pisa alla

Titolo-Elena-Fucci

Titolo-Elena-Fucci

facoltà di enologia e intanto coltiva la sua vigna del Vulture insieme a suo nonno. 6 ettari con piante di oltre sessant’anni a 600 metri di altitudine accudite nel modo più tradizionale, senza chimica e con manualità estrema per cui anche la legatura delle viti è fatta con le ginestre e non, come fanno tutti, con lacci di plastica.
E’ l’anno 2000 e Elena, mentre studia, comincia a vinificare, ci crede fino in fondo e gioca tutte le sue carte su un solo vino: Titolo battezzato con il nome della contrada Solagna del Titolo dov’è la vigna. Un vino con caratteri distintivi che lo rendono unico. Al naso una mineralità affascinante che evoca il vulcano spento dove crescono le viti, una complessità profonda piena di suggestioni e in bocca una pienezza costruita su un’architettura solida.

Orcia Doc con me all’AIS di Arezzo

Vi racconto una bellissima esperienza: la degustazione di 8 Doc Orcia dei competentissimi Sommelier AIS di Arezzo. La gioia di farla scoprire

AIS-Arezzo-Massimo-Rossi-Degustazione-DOC-Orcia

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Cronaca di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, cantina e agriturismo

AIS Arezzo, una fra le più organizzate e competenti delegazioni di Sommelier d’Italia, sforna campioni italiani e internazionali da anni e ha soci competentissimi.  E’ guidata da Massimo Rossi, una persona che tutti stimano in modo incondizionato, a lui vengono affidate degustazioni complicatissime durante le anteprime dei vini toscani perché <<è una sicurezza>>. Insomma è un condottiero  impavido e competente.  Qualche mese fa, a Firenze, dopo la presentazione della Guida ai sapori e ai piaceri di Toscana de la Repubblica mi disse <<se vuole, possiamo organizzare una degustazione dei vini Orcia Doc all’AIS di Arezzo>> Se voglio? << Certo che voglio! >> gli risposi entusiasta e senza esitazioni.

AIS-Arezzo-Degustazione-Orcia-DOC-Donatella-Cinelli-Colombini-

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Tornata  a casa  misi in moto la segreteria del Consorzio per portare i miei piccoli vignaioli Orcia davanti ai sommelier più temuti della Toscana.  Via via che si avvicinava l’evento cominciavo a tremare:  i Sommelier AIS di Arezzo saranno incuriositi da una denominazione così vicina ma anche così nuova? Che diranno dei vini?

Una settimana prima dell’evento arriva la prima buona notizia, la degustazione è fully booked i 66 posti disponibili sono tutti pieni e c’è una lista di attesa.

Arriviamo a martedì 24 gennaio, data della degustazione, e la mia tensione sale. La sede AIS è in una villa storica dove c’è una sala perfettamente attrezzata.

Donne e vino 10 falsi luoghi comuni

Julien Miquel, l’enologo più social del mondo, ci mostra 10 luoghi comuni su donne e vino che vanno sfatati. Il primo:  non sono gli uomini che comprano più bottiglie… 

Donne-e-vino-luoghi-comuni-da-sfatare

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Social Vignerons il blog di Julien è uno dei più influenti a livello planetario e i suoi followers sono degni della qualità dei suoi articoli: 254.825 su Twitter, 14.445 su Facebook, 40.058 su Instagram, 7.334 su Linkedin … praticamente tutti quelli che amano leggere di vino on line.
I post pubblicati, da questo enologo francese che si è convertito al web in Nuova Zelanda per poi tornare in Europa lo scorso anno, sono sempre interessantissimi. L’ articolo << Women and Wine? Let’s shrug off dusty clichés!>> è da incornicare. Leggetelo e poi proseguite a curiosare nel suo blog perchè Social

Sommelier-donna-Karen-Casagrande

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vignerons vi affascinerà.
Vediamo dunque quali sono i luoghi comuni da sfatare su donne e vino che Julien Miquel ripropone dall’infografica di Feminalise il concorso di vino che si svolge a Beaune in Borgogna –quest’anno il 6 aprile- e coinvolge 4.000 etichette di tutto il mondo assaggiate alla cieca da una giuria di 750 esperte donne di 18 Paesi.
1. Gli uomini comprano più vino delle donne – SBAGLIATO ecco le percentuali del vino comprato dalle donne 83% USA, 80% UK, 70% Francia, 60% Svizzera, 57% Australia
2. Le donne bevono solo bianchi e vini dolci – SBAGLIATO le donne bevono 57% vini rossi, 30% bianchi e 13% rosè
3. Gli uomini bevono il vino e le donne lavano i bicchieri – SBAGLIATO le donne bevono più vino degli uomini il 51% dei bevitori di vino mondiali sono donne. 85% pensa che il vino sia il complemento dei momenti belli e di piacere

Compleanni e feste in agriturismo in Toscana

Come e perché compleanni e feste in una fattoria storica, come la fattoria del Colle, a sud del Chianti, diventano eventi memorabili 

festa-compleanno-Fattoria-del-Colle

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Ci sono compleanni dei bambini pieni di giochi e dolci; ci sono compleanni importanti come i 18 anni, i 21 anni oppure “compleanni tondi” per celebrare i 30 oppure i 50 anni che diventano feste con tantissimi invitati. Ci sono gli addii al nubilato, le feste di laurea e persino le feste di divorzio. Ci sono feste casual con DJ e tante sorprese oppure feste eleganti in smoking con buffet raffinato, candelieri e musica dal vino …. ciascuna con i suoi perché e i suoi piccoli riti. Ogni festeggiato ha un sogno diverso per il suo party ma tutti cercano qualcosa di nuovo, capace di sorprendere gli amici e rimanere nel ricordo di tutti gli invitati.

festa-compleanno-Fattoria-del-Colle

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La fattoria del Colle permette di realizzare questi momenti memorabili, con pochi soldi oppure in modo davvero fiabesco .

Prima di tutto la location: i luoghi in cui è possibile dormire hanno il vantaggio di eliminare il rischio dell’alcol test e i problemi di orario. Dopo il ballo, i più nottambuli possono continuare la festa accanto all’open bar con una musica meno forte. Conta anche la dimensione della location … e non solo per far dormire tutti gli invitati (la fattoria del Colle ha 100 posti letto in camere, appartamenti e ville). I luoghi grandi, con una magia legata alla loro storia, permettono di ideare feste capaci di sorprendere a affascinare. Le strutture moderne infatti sono tutte molto simili e, purtroppo, anche più prevedibili.

Zone emergenti del vino nel mondo 

Okanagan, Tasmania, Corsica, Inghilterra, Georgia, Michigan ecco dove sono le zone emergenti e le nuove frontiere del grande vino

Zone-emergenti-del-vino-Okanagan

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle

Nel vino esistono i grandi classici: Borgogna, Barolo, Brunello, Champagne …. e le novità come l’Oregon o l’Etna. Fra le zone emergenti alcune entrano nell’olimpo dei classici come Bolgheri, Napa Valley e altre passano di moda. L’autorevole rivista statunitense “Wine Enthusiast” pubblica a firma dei sui editors cioè dei personaggi di spicco della sua redazione le 6 zone emergenti del vino.
Alcune sono delle conferme e altre delle sorprese. E’ una conferma Okanagan, in Canada, che negli ultimi anni ha scalato il vertice delle classifiche mondiali di

Georgia-vino-in-anfora

Georgia-vino-in-anfora

turismo del vino. E’ una zona bellissima nello stato canadese del British Columbia, a 150 km dal confine statunitense. Negli ultimi 25 anni le cantine sono passate da 17 a 270 e coltivano Syrah, Cabernet, Merlot, Chardonnay, Pinot nero, grigio e bianco su suoli molto di versi per altitudine e composizione. Recentemente ho assaggiato un Riesling chiaramente ispirato, per ammissione stessa del produttore, alla versione renana di questo vino. Pulito, tecnicamente perfetto ma ancora privo di quella complessa e intrigante mineralità che solo i vigneti centenari riescono a sprigionare.

Vini falsi per un miliardo di Dollari

Una bottiglia su cinque di vini pregiati è contraffatta ma il dato potrebbe essere sottostimato perché c’è chi vende vini falsi per metà del suo business

Chateau-Latour-1864-autentico

Chateau-Latour-1864-autentico

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Lotta ai falsari di vino: Maureen Downey della Chai Consulting ha creato un sistema tecnologico di controllo simile a quello che certifica i diamanti. Chai Wine Vault permette di tracciare ogni bottiglia a cui viene data un’identità digitale basata su 90 elementi comprese fotografia, capsula, tappo, vetro …. C’è persino uno speciale microchip che avverte quando il tappo viene aperto o perforato con Coravin.
Qualcosa di talmente complesso e forse costoso che ne restringe il campo di utilizzo alle bottiglie con un prezzo unitario a due zeri. Tuttavia è la manifestazione di un problema crescente in corrispondenza all’aumento dei vini destinati a rimanere nei caveau come beni d’investimento. In un’epoca in cui

Lafite-1874-autentica

Lafite-1874-autentica

acquistare azioni o obbligazioni è sempre meno attraente cresce l’interesse per gli oggetti di antiquariato, i dipinti e ovviamente i vini pregiati. Tutti settori che pullulano di falsi.
Una conferma alla crescita dei vini falsi arriva da un’asta avvenuta il 3 dicembre e riguardante il mercante di vino statunitense Premier Cru il cui proprietario e co-fondatore, John Fox, è in prigione a seguito di un’indagine dell’FBI. Fra i prodotti venduti c’erano 2.500 casse in legno vuote e 221 bottiglie vuote di grandi vini compresi un Lafite del 1872 e un Latour del 1865. Le bottiglie sono state vendute, in sei lotti, a un prezzo compreso fra i 20 e i 50 Dollari. Il commento di The Drinks business alla notizia, esprime la preoccupazione per l’uso che varrà fatto di queste bottiglie. Se infatti chi le ha comprate era presente nella sala d’aste e dunque è stato identificato, successivamente può immetterle sul mercato dei falsari anche attraverso e-Bay. Tutto molto facile, legale e remunerativo … quello che succede dopo è un’altra storia.

Te al Prosecco, ma si può?

C’è il te al Prosecco e le lattine con vino frizzante da uve Glera. L’enorme successo commerciale del Prosecco scatena appetiti vari e non sempre leciti

tè-al-prosecco

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Aldi un colosso della distribuzione organizzata con 7.000 supermercati e un fatturato annuo di 57 miliardi di Euro ha lanciato il “Prosecco Festive Infusion Tea” 15 bustine al costo di 1,89 Sterline (2,250€) che si propongono come una versione di te aromatizzata con il celebre vino italiano. E’ legale? <<assolutamente no>> dice Zanette presidente del Sistema Prosecco che riunisce i tre consorzi di tutela delle celebri bollicine venete. L’Ispettorato Centrale della Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole è già in azione ma, contrariamente ad altri casi di italian sounding, questa volta ha davanti un colosso mondiale che agisce forte di un altrettanto colossale ufficio legale. Aldi vende 90 milioni di bottiglie di vino ogni anno e per il te al Prosecco, ha predisposto una

GiggleWater-vino-bianco-frizzante-con-uve-Glera

GiggleWater-vino-bianco-frizzante-con-uve-Glera

confezione in cartoncino giallo e marrone che vagamente ricorda le scatole da vino. Sul fronte c’è la scritta “Italian Prosecco infusion” con una proposta talmente accattivante che la vendita on line è andata esaurita in poche ore. L’infuso fa parte di una gamma che comprende un vin brulè e chai te aromatizzato indiano con etichette speciali.
Ma non è l’unica strana iniziativa commerciale a base di Prosecco, c’è anche la lattina da 20 cl (1,99 Sterline) di in colore argento e verde con le scritte “Gigglewater Vino bianco frizzante – Made in Italy” e poi sotto “ Gigglewater: 1920’s term for the alc beverage” frase che spiega il nome gergale usato in America all’epoca del proibizionismo. Non viene usata la parola Prosecco che sarebbe vietatissima, in un simile contenitore, ma il vino all’interno è ottenuto da uve Glera nella Marca Trevigiana, insomma è Prosecco.

Effetto farfalla nei vigneti dopo il global warming

Effetto farfalla: un piccolo cambiamento ne crea uno enorme. Nelle vigne c’era un equilibrio fra parassiti e uccelli insettivori che è finito disastrosamente

Cinniallegra-effetto-farfalla-nei-vigneti

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia DOC, Fattoria del Colle

L’effetto farfalla fu teorizzato da Edward Norton Lopez negli anni Sessanta: piccole variazioni nelle condizioni iniziali – come il battito d’ali di una farfalla -producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

L’effetto farfalla c’è anche nei vigneti ed è innescato dal global warming: non tutte le specie viventi cambiano il loro ciclo vitale in rapporto al mutare del clima e questo rompe un sincronismo creato nei secoli. In pratica le viti anticipano il germoglio così come le larve degli insetti mentre la schiusa delle uova degli uccelli insettivori ha invece mantenuto il calendario precedente. Il risultato è che quando nascono gli insetti gli uccelli non ci

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

sono e quindi i parassiti delle vigne aumentano e spesso i vignaioli reagiscono usando più pesticidi.

contribuisce non poco al riscaldamento del pianeta>>.
I gas serra impediscono al riscaldamento del sole che arriva sulla terra di disperdersi nell’atmosfera e dipendono soprattutto da 3 cause: l’uso di combustibili, l’allevamento e la deforestazione.

Wine Spectator TOP 100 i vini migliori del 2016

Scopriamo insieme i TOP 100 Wine Spectator 2016 e al terzo posto troviamo la cantina di Robert Parker del Wine Advocate, proprio lui, l’eterno rivale di WS

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Ecco a voi i primi 10 della classifica più ambita del mondo, quella del Wine Spectator TOP 100 dell’anno
1) Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis
2) Chardonnay Dundee Hills Evenstad Reserve 2014 di Domaine Serene
3) Pinot Noir Ribbon Ridge 2014 di Beaux Frères
4) Barsac 2013 di Château Climens
5) Barbaresco Asili Riserva 2011 dei Produttori del Barbaresco
6) Monte Bello 2012 di Ridge Vineyards
7) Machete 2014 di Orin Swift California
8) Tignanello 2013 di Antinori
9) Pessac-Léognan Blanc 2013 di Château Smith-Haut-Lafitte,
10) Old Vine Zinfandel Russian River Valley 2014 di Hartford Family California

Cabernet-Sauvignon-Napa Valley 2013 Lewis

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Vediamo più da vicino i 3 vini sul podio. Primo e re dei re fra i vini il Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis è una bottiglia che non si dimentica: un’elegantissima borgognotta con un semplice bollino rotondo giallo contenente una L maiuscola. Wine Searcher indica il prezzo di 495 Dollari, una sola rivendita con un solo esemplare disponibile e la scritta <<#1 Wine Of The Year 2016 Wine Spectator! Not cheap but not many out there!>> Alla faccia della rarità, si tratta di un vino introvabile! Ma le sorprese non sono finite: contro la diffusa convinzione che la grande stampa del vino USA privilegi sempre i colossi multinazionali i Lews sono una famiglia di 3 persone –Randy, Debby e Dennis- che fanno tutto a mano nella loro aziendina di Napa Valley acquistata nel 1992. Solo 108.000 bottiglie all’anno di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Randy è un ex corridore automobilistico, ha gareggiato anche in Formula 3 in Europa. Sua

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

moglie Debby è il genio marketing della situazione con un passato familiare e professionale nel vino. Il figlio Dennis è uno sportivone che prima di entrare nella cantina Lewis dirigeva le risorse umane in grandi imprese.
La visita della cantina dura un’ora e comprende l’assaggio di 4 vini, costa 40 Dollari. Una piccola azienda che punta all’eccellenza ma è ancora estremamente artigianale.

Il vino con il formaggio sembra più buono

La scienza rivela che la percezione del vino migliora se viene assaggiato insieme al fomaggio. Tutti sapevamo del finocchio ma questa è nuova

 

Vino-e-formaggio-esaltazione-dei-sensi

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Di Donatella Cinelli Colombini

Era noto a tutti che il vino con il formaggio esalta il suo sapore ma ora c’è una prova scientifica basata su analisi sensoriali e descrittori molto particolareggiati. Il  Centre de Sciences du Gout et de l’alimentation di Digione (Ente senza scopo di lucro fondato nel 1939, ha 17,000 membri di 90 Paesi) ha pubblicato nel “Journal of Food Science” una sperimentazione effettuata su 31 esperti e che hanno assaggiato Pacherenc, Sancerre, Bourgogne e Madiran a stomaco vuoto e poi insieme a 4 formaggi Epoisses, Comté, Roquefort, Crottin de Chavignol.
I risultati sono impressionanti soprattutto per quanto riguarda dei leggeri difetti – come l’astringenza o l’acidità- che diventano inavvertibili. Sono evidentemente le componenti grasse dei formaggi a cambiare l’impatto gustativo. Sorprendentemente anche la percezione olfattiva migliora e nel Bourgogne e nel Madiran risultano più percepibili gli aromi di frutti rossi.

degustazione-vino-e-formaggio

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Vino e formaggio, possono celebrare dunque tanti matrimoni perfetti ed ora bisogna indagare quali siano capaci di far godere più intensamente il consumatore.

 

Per questo Assolatte ha stilato un elenco pubblicato da Cronache di Gusto che riporto di seguito con qualche piccola aggiunta peronale
FORMAGGI FRESCHI E SPALMABILI: tipo burrata o stracchino con vini bianchi leggeri
MOZZARELLA : con tutte le bollicine, dal Prosecco allo Champagne

San Valentino week end anticipato in agriturismo

Week end in agriturismo in Toscana per anticipare San Valentino con un soggiorno romantico dedicato all’amore di coppia “green sexy”

San-Valentino-massaggi-e-vinoterapia-alla Fattoria-del-Colle

San-Valentino-massaggi-e-vinoterapia-alla Fattoria-del-Colle

Per San Valentino: lezione di cucina afrodisiaca senese, promessa solenne davanti all’albero d’oro, bagno nel vino e massaggi di coppia…. Cene a lume di candela, visita alle cantine …. un fine settimana per vivere più intensamente la propria storia romantica nella quiete antica e nobile della campagna toscana.
Per leggere il programma e i prezzi clicca offerte.

GRANDI VINI E GRANDI AMORI
I prodotti più preziosi della terra: il vino e l’olio, contengono virtù afrodisiache conosciute da millenni che recentemente hanno avuto una conferma scientifica. La scoperta sul vino rosso è pubblicata dal “Journal of Sexual Medicine” e dimostra come qualche calice accresca il desiderio della coppia. Senza esagerare però, quantità superiori hanno l’effetto opposto, cioè l’abbiocco.

San-Valentino-Montalcino-degustazione-itinerante-al-Casato-Prime-Donne

San-Valentino-Montalcino-degustazione-itinerante-al-Casato-Prime-Donne

Quale posto migliore della Fattori del Colle per verificare le scoperte sulle virtù sexy del vino? Nelle cantine di Montalcino e in quella della fattoria nascono vini premiati con punteggi altissimi dalla stampa internazionale. Inoltre il ristorante è all’interno del borgo in cui le antiche case dei contadini e la villa cinquecentesca sono state trasformate in appartamenti e camere per turisti. Non c’è bisogno della macchina e dunque niente rischio alcol test!
Durante il week end sono previste visite nelle cantine con degustazione.

MASSAGGI DI COPPIA CON OLIO E ESSENZE
Tra i doni nobili della terra anche l’olio extravergine ha proprietà afrodisiache: il massaggio con l’olio, specie se in coppia, prepara la pelle alle carezze e stimola il piacere con il profumo che, aggiunto di lavanda o altre essenze naturali, fa da aromaterapia che aiuta la seduzione.

Millennials a NY e Londra il vino è trendy

Il vino è di moda fra i giovani delle città che fanno tendenza: solo il 3% di millennials astemi a NY e il 12% a Londra: esplorano, assaggiano, mescolano

Londra-Donatella-racconta-il-Bruello-nella BeutscheBank

Londra-Donatella-racconta-il-Bruello-nella BeutscheBank

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle
La cosa evidente è la tendenza: il vino fra i giovani è trendy. Traversando Londra all’ora in cui escono gli uffici della City si vedono locali pieni di futuri banchieri con calici di vino in mano e non più con boccali di birra. Sono meglio vestiti, estremamente multietnici ma anche più magri rispetto al tipico funzionario britannico di un tempo, con la camicia che tira sullo stomaco gonfio. Il vino segna il momento in cui cala la tensione e si incontrano gli amici. Perché sapere di vino è cool. A Manhattan la

Millennials-al-Cafe

Millennials

dimensione è troppo grande per dare la stessa percezione ma i numeri dell’indagine svolta per ViniSud (Montpellier 15-17 febbraio) “New York vs Londres – Les tendances de consommation de vin chez les Millennials en 2016” mostra, nei millennials di NY, un orientamento anche superiore al vino. 4 su 10 si dichiarano veri appassionati di vino, per informarsi usano internet (wine site il 42% blog e social 27%) e il 21% ha scaricato un’app dedicata al vino. Ma non basta: oltre un terzo dei giovani wine lover della grande mela si rapporta con i professionisti –sommelier – e il 24% legge stampa specializzata sul vino. Insomma il vino è una chiave di successo sociale a cui si dedicano quasi quanto alla palestra. Per un popolo che non cucina e che, nella maggior parte dei casi, non sa cosa mangia, l’approccio con il vino è qualcosa di stupefacente.

Buon anno 2017

Buon anno 2017, auguri a tutti, auguri sinceri di un anno felice, un anno di pace in cui ciascuno riesca a realizzare i suoi sogni

Buon-anno-2017-Siena-PiazzadelCampo

Buon-anno-2017-Siena-PiazzadelCampo

A mezzanotte nasce il nuovo anno ma anche il Brunello 2012, una grande vendemmia a cinque stelle che inizia il suo viaggio per le vie del mondo. A mezzanotte i comuni di Montalcino e San Giovanni d’Asso si fondono e diventano un territorio ancora più forte e più attrattivo.
Il 2017 inizia bene e tutti speriamo sia ricco di cose belle
Un augurio particolare a Siena, la città del gotico e del Palio, la città e la sua banca che vivono un momento difficile ma vogliono e devono tornare a risorgere.

Svendita di vini DOC di pregio, si può impedire?

Bottiglie di Franciacorta con prezzo al pubblico di 2,9 €: è un esempio di svendita di vini Doc che danneggia tutte le cantine di un’intera denominazione

Vinarius-contro-la-svendita-di-vini-doc

Vinarius-contro-la-svendita-di-vini-doc

Di Donatella Cinelli Colombini, fattoria del Colle

L’occasione di questa riflessione è una lettera aperta del presidente delle Enoteche Vinarius Andrea Terraneo al presidente del Consorzio Franciacorta Vittorio Moretti . La missiva inizia con la frase << è dominio pubblico che si trovi sul mercato del Franciacorta al prezzo di 2,90 euro al pubblico>>. Prosegue raccontando che una svendita simile avvenuta nell’estate 2015 e che gli sforzi del consorzio e delle singole cantine per valorizzare la qualità del vino rischiano di essere vanificati a causa di un singolo episodio che fa << crollare l’immagine di questa denominazione>> perché, come tutti sanno, << prezzo di vendita è uno degli elementi più pregnanti (oltre ovviamente alla qualità) che nell’immaginario collettivo contribuisce ad elevare lo status di prodotto di eccellenza>>.

Franciacorta

Franciacorta

In realtà le bottiglie vendute sotto costo sono risultate provenienti da un fallimento che le ha cedute a 0,9€ l’una. Quindi si è trattato di un caso isolato e non di un’attività continuativa.
Tuttavia le considerazioni contenute nella lettera sono verissime e conducono alla domanda <<quali misure un Consorzio può mettere in atto per contrastare episodi simili?>>.

                                                                       
Cinelli Colombini
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