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PINZIMONIO CON HUMMUS

UN MIX TOSCANO-MEDIORIENTALE FRESCO, SALUTARE, PIACEVOLISSIMO E PIENO DI SUGGESTIONI MULTIETNICHE: L’ORTO E LE COLAZIONI CONTADINE TOSCANE CON GLI SPUNTINI ARABI

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Un mix toscanomediorientale fresco, salutare, piacevolissimo e pieno di suggestioni multietniche: l’orto e le colazioni contadine toscane con il sapore degli spuntini arabi

Per la verità l’idea non è mia, ho gustato questo delizioso antipasto a Campiglia d’Orcia durante “Bianco di sera” evento organizzato da Elena Salviucci, presidente della Strada del Vino Orcia, in uno dei punti più panoramici e più belli della Toscana.

POLPETTE AVVOLTE O INVOLTINI DI CAVOLO

PIATTO ANTICO E TRADIZIONALE DELLA CAMPAGNA TOSCANA. POCO COREOGRAFICO E MOLTO SAPORITO, SERVONO STOVIGLIE DECORATE PER MOSTRARLO BELLO OLTRECHÈ BUONO

A Montalcino le “pulpette avvolte” sono il tradizionale panino della festa dei bianchi cioè della Misericordia, l’ultima domenica di agosto. In realtà sono involtini molto saporiti mentre le vere polpette avvolte sono un piatto povero e saporitissimo che viene preparato in primavera e in autunno quando nell’orto sono pronti i cavoli verza.
Ha il vantaggio di poterlo preparare il giorno prima e scaldarlo all’ultimo momento portando in tavola un sapore antico e intenso

INGREDIENTI DELLE POLPETTE AVVOLTE TOSCANE

Ingredienti polpette avvolte - Fattoria del Colle, Trequanda - Toscana

Ingredienti polpette avvolte – Fattoria del Colle, Trequanda – Toscana

Per 4 persone: 15 foglie di verza, 500 g di carne macinata,100 g di pancetta salata, 1uovo, 50 g di parmigiano reggiano, mezzo bicchiere di vino bianco e mezzo di latte, due fette di pane, sale, pepe una spolveratina di noce moscata

IL VINO ARGENTINO NON È SOLO MALBEC

LIZA B. ZIMMERMAN SPIEGA IL MALBEC CHE SI ASSOCIA ALL’ARGENTINA COME IL TANGO E L’ASADO MA HA BISOGNO DI RINNOVARSI DOPO AVER DIMEZZATO IL SUO EXPORT USA

Malbec principale vitigno argentino

Malbec principale vitigno argentino
Malbec principale vitigno argentino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Secondo SipSource di Wine & Spirits Wholesalers of America (WSWA) il Malbec rappresenta l’87% dei vini rossi argentini e il 73% di quelli esportati in USA. La cosa strana è che il Malbec rappresenta solo il 23% del vigneto argentino. Circostanza che fa scrivere a Liza B.Zimmerman <<mi chiedo se convenga agli argentini mettere letteralmente tutte le loro uve in un unico paniere chiamato Malbec>>.

UN BINOMIO PERFETTO; MALBEC E CARNE ARGENTINA ALLA BRACE

La devozione dei produttori argentini al Malbec è forte e i loro vigneti “con vista sulle Ande” producono vini straordinariamente longevi, potenti e vellutati. La tavola argentina ha nell’abbinamento fra il Malbec e lo spiedo di carne un vero caposaldo. Del resto la carne argentina da animali allevati bradi (civiltà dei gaucho) è di qualità stratosferica e la cottura sulla brace -asado- eseguita in questo Paese è giunta a livello di arte.

Il punto è capire se conviene alle cantine argentine puntare su unico vitigno,specialmente quando il suo gusto si lega a una moda ormai al tramonto. I campanelli di allarme suonano: il valore del vino argentino esportato negli Stati Uniti è diminuito di quasi il 50% negli ultimi 12 anni.

UN SUGGERIMENTO CONTRO LA CRISI DEL VINO

DAL PRAGMATISMO DI FRESCOBALDI AGLI ATTACCHI AI RISTORATORI DI CENTINAIO FINO AL SUGGERIMENTO DI UNA CAMPAGNA TELEVISIVA SULLA DIETA MEDITERRANEA CON IL VINO

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Come sempre il pragmatismo di Lamberto Frescobaldi apre la mente. Lo ha fatto quando ha avvertito che un’eventuale politica di espianti dei vigneti sarebbe stata efficace solo se circoscritta a vigneti molto produttivi e poco qualitativi. Non a quelli qualitativi a basse rese delle colline.
Così come ora è assolutamente condivisibile il suo monito a <<guardare ai consumi finali, non alle spedizioni>> facendo riferimento all’inopportuno trionfalismo di chi si è ventato dei successi dell’export 2024 senza considerare che erano ingenerati dalla paura dei dazi USA. Bravo Lamberto, coraggioso e chiaro.

CALANO LE VENDITE, I PREZZI DEI VINI E I PREZZI DEI VIGNETI IN FRANCIA

La situazione del vino è grave. Quello che è successo a Bordeaux con il calo dei prezzi dei vini, l’espianto di migliaia di ettari e il crollo del valore dei vigneti (-18,4% di media a Bordeaux e meno 1,1% in tutti i vigneti francesi) è solo la punta dell’iceberg. L’ondata di crisi arriva o arriverà presto su tutte le cantine del mondo.

COME CONSERVARE I BICCHIERI DA VINO

I BICCHIERI VANNO CONSERVATI ROVESCIATI E MESSI IN TAVOLA DRITTI. PICCOLI ACCORGIMENTI PER GESTIRE I CALICI NEL MODO MIGLIORE

bicchieri-da-vino-in-tavola-al-ristorante-della-Fattoria-del-Colle

i bicchieri si conservano capovolti e si mettono in tavola dritti

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Vi è mai capitato di tirare fuori i bicchieri dalla cristalliera e doverli rilavare tutti? Il problema più diffuso è l’inquinamento trasmesso per via aerea dal mobile. Quasi tutto il legno antico ha subito un restauro oppure è stato rivestito con tessuto o carta. Spesso i prodotti usati, dalle colle agli sbiancanti, hanno contaminato le superfici che rilasciano TCA tricloroanisolo cioè la sostanza che conferisce al vino il cosiddetto sentore di tappo. Bastano pochi giorni e i bicchieri si inquinano, riempiendoli d’acqua non succede niente ma versandoci il vino lo rendono imbevibile.
Bisogna scegliere il mobile giusto per conservare il vino e generalmente sono più sicuri quelli moderni in metallo e vetro.
Altro contenitore da evitare sono le scatole di cartone. Specialmente se i bicchieri vi vengono riposti quando sono ancora umidi oppure se i cartoni sono conservati in un locare umido i calici assumono uno sgradevole odore di muffa che passerà nel vino. Purtroppo, il carattere igroscopico del cartone non aiuta.

RIGENERARSI E RIGENERARE CON IL TURISMO IN TOSCANA

TURISMO COME CREAZIONE DI BENESSERE PER SE STESSI E PER IL TERRITORIO DOVE SI SVOLGE IL VIAGGIO CON ESPERIENZE E NON VISITE, NELLA NATURA E NELLA CIVILTA’ LOCALI

esperienza turistica enologo per un giorno Fattoria del colle Trequanda Toscana

esperienza turistica enologo per un giorno Fattoria del colle Trequanda Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il turismo rigenerativo è una nuova tendenza che rispecchia la consapevolezza di essere nel 10% di popolazione mondiale privilegiata che, tuttavia, produce la metà delle emissioni di gas serra. Insieme a questa sensibilità cresce il bisogno di ritrovare sé stessi ascoltando il proprio corpo. Una necessità che genera il desiderio di occuparsi del proprio benessere fisico e psicologico minacciato da un senso crescente di incertezza e insicurezza.
Ecco che il viaggio non comprende più solo visite ma esperienze di ciò che è naturale, diverso e da preservare. Il turismo rigenerativo non è la cura di tutti i mali dell’uomo contemporaneo ma risponde ai suoi bisogni. Restituisce valore ai territori e agli ecosistemi dove avviene il viaggio. Non consuma i territori che visita ma aiuta la loro sopravvivenza. Propone uno stile più minimalista e sostenibile a diretto contatto con la natura e la vita del luogo.
La Fattoria del Colle, a Trequanda nel Sud della Toscana, incarna pienamente questo approccio, offrendo esperienze che arricchiscono sia i visitatori che l’ambiente circostante.

IMMERSIONE AUTENTICA NEL TERRITORIO

La Fattoria del Colle è un borgo cinquecentesco miracolosamente intatto, circondato da 336 ettari di vigneti, oliveti, seminativi, boschi e riserve di tartufi. Gli ospiti possono soggiornare in camere, appartamenti e ville ricavati dalle antiche abitazioni contadine dove i mobili sono di piccolo antiquariato locale e sembra di abitare nella casa dei nonni toscani. La fattoria offre anche un ristorante di cucina tradizionale dove tutto è fatto a mano, una scuola di cucina, un centro per il benessere naturale e attività all’aperto come 4 percorsi di trekking 3 piscine e 3 parchi che permettendo un’immersione totale nella natura.

ALLUMINIO IN CUCINA: MEGLIO DI NO

DA ANNI SAPPIAMO CHE LE PENTOLE DI ALLUMINIO POSSONO RILASCIARE COMPONENTI TOSSICHE NEL CIBO MA ANCHE LA PELLICOLA METALLICA È PERICOLOSA IN COTTURA E A CONTATTO

cottura corretta in forno con carta da forno a contatto con l'alimento e foglio di alluminio all'esterno

cottura corretta in forno con carta da forno a contatto con l’alimento e foglio di alluminio all’esterno

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestnation, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Amo più le super massaie che gli chef stellati, ma in questo caso c’è da imparare da loro. Evitano il contatto fra il foglio di alluminio e gli alimenti sia in forno che nella conservazione perché gli acidi come limone o sottaceti potrebbero ingenerare delle contaminazioni. Controllate le loro ricette e vedrete.
Si tratta di un insegnamento prezioso che ciascuno dovrebbe fere suo e portarselo in cucina. Un articolo di Eugenio Marini in Gamberorosso Notizie entra nel dettaglio con abbondanza di esempi.

PROFILO DELLE CANTINE TURISTICHE NEL SUD ITALIA

PRESENTATA A SICILIA EN PRIMEUR L’INDAGINE CESEO CURATA DA ANTONELLO MARUOTTI SUL MODELLO ENOTURISTICO DEL SUD ITALIA “DALLA VIGNA ALLA VETRINA DIGITALE”

Assovini Sicilia en primeur Dario Stefano e Antonello Maruotti presentano l'indagine Ceseo sulle cantine turistiche meridionali

Assovini Sicilia en primeur Dario Stefano e Antonello Maruotti presentano l’indagine Ceseo sulle cantine turistiche meridionali

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il Presidente del Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo CESEO, Onorevole Dario Stefano e il Professor Antonello Maruotti ordinario di Statistica all’Università Lumsa di Roma hanno presentato l’indagine “Dalla vigna alla vetrina digitale” il 9 maggio, in occasione di Sicilia En primeur. L’evento è organizzato ogni anno da Assovini Sicilia per presentare la nuova annata e le maggiori cantine siciliane a stampa internazionale e opinion leader. Costituisce un appuntamento importante per tutti quelli che amano, giudicano o commercializzano in vino italiano.
In questa prestigiosa cornice Ceseo ha presentato la prima analisi sulle distinzioni che caratterizzano l’offerta enoturistica italiana nelle varie zone d’Italia traendo i dati dall’ indagine effettuata nell’autunno scorso a cui hanno risposto 237 cantine del Movimento Turismo del Vino.

CARATTERISTICHE DELL’OFFERTA ENOTURISTICA DEL SUD ITALIA

L’enoturismo del Sud si caratterizza con un approccio diverso rispetto a quello del Nord Est improntato sul pragmatismo e la vendita del vino oppure di quello del Centro dove il paesaggio domina l’offerta. Se dovessimo definire con una parola il turismo del vino dell’Italia Meridionale potremmo chiamarlo “accogliente” perché propone un modello innovativo che unisce eventi, e-commerce e uno stile coinvolgente che usa l’abbinamento con i cibi tipici per creare un forte coinvolgimento dei visitatori.
Se lo stile ospitale e festoso non stupisce perché corrisponde alla cultura del Sud d’Italia sorprende invece la maggiore attenzione all’uso del digitale rispetto alle altre zone del Paese. Nell’insieme propone un modello molto efficace che unisce la capacità di intercettare i giovani con l’istaurazione di un forte legame emotivo che trasforma i visitatori in repeaters cioè clienti che tornano o ricomprano online.

I TOPINI DI MONTALCINO

FIORI DI ZUCCA RIPIENI DI CARNE TRADIZIONALI NELLE CASE CONTADINE DI MONTALCINO CHE FAMILIARMENTE TUTTI CHIAMANO TOPINI PERCHE’ SONO TONDEGGIANTI ED HANNO LA CODA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Fino a cinquant’anni fa Montalcino era un paese povero dove le famiglie mangiavano poca carne e molta verdura perché tutti avevano un orto. Per questo la poca carne di bue spesso era lesso che veniva aggiunta di salsicce e rigatino per poi andare a riempire cipolle, carciofi, zucchini, patate … a seconda della stagione dell’anno. Le massaie erano infatti riuscite a inventare deliziose pietanze che sfamavano anche le famiglie più numerose e più povere. Oggi i fiori di zucca ripieni o topini, come sono chiamati nel lessico montalcinese, sono una rarità golosa. Infatti benchè siano buonissimi da mangiare e sia possibile prepararli prima scaldandoli in forno al momento del servizio, hanno una preparazione lunga. Circostanza, quest’ultima, che scoraggia le giovani con pochissimo tempo a disposizione.

IL VINO IN USA FRA DAZI E PROIBIZIONISMO

NON C’È PACE PER IL VINO SUL CONTINENTE AMERICANO OLTRE ALLA MINACCIA DEI DAZI DI TRUMP CRESCE QUELLA DEI PROIBIZIONISTI SOSTENUTI DALL’EX PRESIDENTE BIDEN

USA Violante Gardini Cinelli Colombini

USA Violante Gardini Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il tutto mentre continuano a uscire studi che dimostrano come il vino, in consumi moderati, faccia bene alla salute.
Tre articoli di WineSearcher illustrano la paradossale situazione di un mondo scientifico in palese contraddizione. Il primo è di Don Kavanagh e riguarda un articolo pubblicato sul Canadian Journal of Cardiology che individua i quattro modi principali con cui le persone possono ridurre il rischio di un infarto: il terzo è bere più vino spumante e/o bianco. Al quarto posto c’è bere vino rosso. Ovviamente si parla di piccole quantità giornaliere non di grandi bevute. Al primo posto c’è l’aumento della quantità di aria che puoi espellere in un secondo e al secondo la riduzione del giro vita.

ILVINO E’ FRA LE COSE CHE SALVANO DALL’INFARTO

Il rapporto, redatto da sei ricercatori dell’Università Fudan di Shanghai e basato su dati provenienti dal Regno Unito UK Biobank.  Riguarda il periodo tra il 2006 e il 2010 ed ha un campione di mezzo milione di volontari britannici di età compresa tra 40 e 69 anni che consentirono l’uso dei loro dati sanitari da parte dei ricercatori per i successivi 30 anni.

Super offerta con Rosa di Tetto 2024 e Brunello 2020!

Volete ricevere direttamente a casa vostra questa offerta fatta di vini Sangiovese al 100% a soli €154,90?

Cari amici, abbiamo preparato per voi un’occasione imperdibile per i veri amanti di Sangiovese! Due capolavori di annate strepitose. Il Rosa di Tetto IGT Toscana 2024, in anteprima, e il Brunello DOCG 2020 .

🎁 insieme alle bottiglie troverete: due shopper blu, due fogli di carta velina (per dare un tocco di eleganza ad un regalo che farete ai vostri amici) ed il chiudi pacco

 

Cosa c’è di speciale in questa offerta?

Questa è una opportunità speciale per ricevere 2 espressioni diverse del Sangiovese delle fattorie di Donatella Cinelli Colombini. Per la prima volta parte dell’uva usata per il Rosa di Tetto 2024 proviene dai vigneti di Montalcino del Casato Prime Donne. I vigneti di Donatella sono coltivati in modo biologico e con grande impegno.

🍇 L’Offerta del Mese – Per i Soci del Club di Donatella

 

3 bottiglie 0,75L Rosa di Tetto IGT Toscana 2024

3 bottiglie 0,75L Brunello di Montalcino DOCG 2020

due shopper blu, due fogli di carta velina e due chiudi pacco, tutti con logo delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

🎯 Prezzo speciale: 154,90€ (anziché 184,20€)

🚚 Sconto di 10€ sulla spedizione

 

💡 Vuoi raddoppiare?

12 bottiglie a 289,00€ (anziché 368,40€) con lo stesso vantaggio sulla spedizione.

DOVE I DAZI CRESCONO L’EXPORT SCENDE

I DAZI NON SONO TUTTI UGUALI, SE RIGUARDANO PRODOTTI NECESSARI FANNO PIU’ MALE AL PAESE CHE IMPORTA MENTRE PER VINO E MODA DANNEGGIANO SOPRATTUTTO CHI ESPORTA

Russia un export di vino ostacolato dai dazi Donatella Cinelli Colombini a Mosca con i sommelier

Russia un export di vino ostacolato dai dazi Donatella Cinelli Colombini a Mosca con i sommelier

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

I dazi sono tasse applicate sulle merci che attraversano i confini. Hanno due obiettivi principali: proteggono le imprese nazionali dalla concorrenza estera creano entrate fiscali.

COSA SONO I DAZI

Generalmente è l’importatore che paga i dazi delle merci che compra all’estero ma spesso viene chiesto al produttore di condividerne almeno una percentuale della spesa.
La situazione è diversa a seconda del tipo di merce: quando il dazio riguarda prodotti essenziali o materie prime difficilmente reperibili in altre zone allo stesso prezzo, come le uova o le componenti elettroniche cinesi, chi importa è costretto a pagare il dazio e poi deve riversarlo nel prezzo al consumatore finale oppure rinunciare a una parte del proprio guadagno. Entrambe le soluzioni danneggiano la popolazione del Paese che impone i dazi.
E’ diverso per i generi voluttuari come il vino o la moda, specialmente nei periodi di consumi calanti come avviene adesso con il vino e i capi griffati. In questo caso i produttori dei Paesi colpiti dai dazi, se vogliono mantenere la loro presenza nel mercato, sono costretti a incamerare gran parte della tassa perdendo tutti o parte dei loro guadagni.

IL FANTABOSCO DELLA FATTORIA DEL COLLE

DOPO DUE ANNI RIAPRE IL FANTABOSCO CON I SUOI 12 ALBERI A TEMA CREATO DA DONATELLA CINELLI COLOMBINI PER RIGENERARE LA MENTE E APRIRE IL CUORE

Il Fantabosco è un boschetto a poche centinaia di metri dalla Fattoria del Colle dove Donatella Cinelli Colombini ha realizzato dodici alberi a tema. E’ un divertissement ma anche uno stimolo alla riflessione. E’ stato realizzato nei primi anni Duemila in quella che era la pineta dove la nonna di Donatella amava trascorrere i pomeriggi più caldi.
Purtroppo, qualche anno fa i pini marittimi furono attaccati dalla cocciniglia e in poco tempo sono morti tutti.
L’aggressione del parassita è stato così violento che, in un primo momento, è stato necessario chiudere l’ingresso nel bosco per impedire che gli alberi cadendo colpissero i passanti. Poi, i Carabinieri Forestali dissero di tagliare tutti i pini lasciano nel bosco solo lecci e querci. Dopo l’intervento dei taglialegna il boschetto sembrava devastato dalla guerra. Solo grazie al lavoro di pulizia guidato da Cecilia Sacchi, il Fantabosco ha ripreso l’aspetto originario di un luogo gradevole dove passare del tempo giocando fra gli alberi.

AUDIOGUIDE PER LE CANTINE COME AL MUSEO

CUFFIE CHE TRASMETTONO IL RACCONTO DELLA CANTINA, DELLE PERSONE E DEL TERRITORIO E ACCOMPAGNANO I VISITATORI COME QUANDO VISITANO UN MUSEO O UNA CATTEDRALE

Open Winery audioguide podcast per il turismo del vino a Terra Costantino

Open Winery audioguide podcast per il turismo del vino a Terra Costantino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

L’idea è semplice ma efficace e trasferisce nella cantina turistica quello che da tempo avviene nelle visite ai monumenti d’arte: il visitatore riceve delle cuffie all’ingresso e attiva il racconto durante il percorso in corrispondenza ai segnali che indicano le fermate. In un periodo in cui mancano addetti all’accoglienza turistica in cantina il sistema Open Winery  nuovo podcast “geolocalizzato” multilingue proposto da Loquis è qualcosa di nuovo e utile.

IL PODCAST SULLA VISITA DELLA CANTINA DIVENTA AUDIOGUIDA

La narrazione è fatta dalle voci dei proprietari e degli enologi e segue un canovaccio studiato da professionisti di enoturismo e specialisti del sound design. Il risultato è molto efficace e coinvolgente senza tempi morti, discorsi poco chiari o complicati. Trasmette calore e autenticità. In altre parole è fatto benissimo e decisamente meglio rispetto alla narrazione estemporanea dei titolari e dei loro collaboratori che spesso si interrompe, divaga, dimentica argomenti strategici e, in molti casi, è esposta solo in italiano e inglese. Open Winery ha anche il vantaggio di ridurre i costi della wine hospitality perché consente ai visitatori di percorrere l’itinerario turistico in autonomia.

RIVOLTI O CRESPELLE DELLE CRETE SENESI

SONO GLI ANTENATI DELLE CREPES FRANCESI E SONO FRA LE RICETTE POVERE PIÙ ANTICHE E VARSATILI DELLA TOSCANA MERIDIONALE

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Quando ero giovane il gastronomo della cucina senese era Giovanni Righi Parenti (1923-2006). Farmacista, poeta, pittore e storico della gastronomia locale. Era esempio di quella cultura interdisciplinare e anticonformista che fioriva radicandosi nel proprio territorio. Conversatore piacevole, mente aperta e creativa, animo generoso … Giovanni Righi Parenti fu per decenni un punto di riferimento per i cultori della cucina ponendosi nella schiera di quei pionieri che univano coltura a cultura: Soldati, Veronelli, Buonassisi …
A lui dobbiamo la riscoperta di una pietanza poverissima del Sud della Toscana, i rivolti. Secondo lui erano originari delle Crete senesi e da li erano emigrati a Firenze dove iniziarono a farcirle riccamente. Arrivò in Francia con i cuochi di Caterina dè Medici quando andò in sposa al Re Enrico II nel 1547.  A Parigi prese il nome con cui la conosciamo oggi: crepes.

                                                                       
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