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Un mondo senza bambini “Childfree”

Ha un manifesto programmatico e un giorno celebrativo, il nuovo movimento antinatalista di chi rifiuta il ruolo di padre e in Italia sono il 45%.

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

padre e figlio

padre e figlio


Questa è l’Europa e soprattutto l’Italia “Nokidsland” territorio senza bambini come lo ha battezzato il “Nouvel Observateur”.
Nel nostro Paese i trentacinquenni senza figli sono ormai il 45% mentre vent’anni fa erano meno della metà. Il fenomeno esiste anche all’estero sebbene in forma meno marcata; in Francia la percentuale è del 15%.
La fotografia di quest’Italia di maschi poco attratti da biberon e passeggini arriva dal libro “Senza figli” di Duccio Demetrio e Francesca Rigotti che sembra la continuazione del saggio di Rossana Rossanda e Natalia
Aspesi
“Perché non abbiamo avuto figli”. Non è una scelta rara, in Germania il 30% delle donne non vuole diventare madre.

Frank Ferrante: il sogno americano nasce dalle crisi

Frank Ferrante avvocato d’affari a Manhattan, spiega che gran parte delle 500 maggiori società americane sono nate dalla crisi del 1929

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Cristina Vannuzzi Landini  intervista l’Avvocato italo/americano Frank Ferrante, socio fondatore dello Studio Legale Ferrante a New York. Nato in Calabria, ha studiato in Italia e poi in Usa. Nella sua professione abbina la rapidità e il dinamismo dell’imprenditoria americana con la cura dei dettagli e l’estro italiani.

Lo Studio Legale Ferrante è una vera bouitque per la clientela italiana a New York e si avvale di circa 15 professionisti con spiccata vocazione internazionale. Ha già aperto le sue porte in Cina e Brasile. Lo Studio assiste in Italia e all’ estero numerosi clienti del real estate, della moda, del design, della tecnologia, della ristorazione e del vino. Offre servizi relativi a 5 macro aree: advisory per start-up business in USA per aziende italiane, real estate, immigrazione, e-commerce e intellectual property (marchi/copyrights).

Il gusto dell’Umbria vi sorprenderà …. e non solo

L’Umbria golosa di Giuseppe Cerasa con ristoranti, cantine, prodotti tipici, agriturismi e persino ricette. Ho copiato per voi quella del Risotto al Sagrantino

Giuseppe Cerasa

Giuseppe Cerasa

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Dopo quella della capitale l’infaticabile direttore della cronaca di Roma de La Repubblica, Giuseppe Cerasa, ha pubblicato la guida “Ristoranti dell’Umbria 2013” (Gruppo Editoriale l’espresso pp. 384 € 9,90).
Una guida a tutto tondo del cuore d’Italia dove la migliore ristorazione è valorizzata con descrizioni che scendono nei dettagli dei piatti e dei locali, c’è poi un elenco di 258 botteghe del gusto, 258 agriturismi e bed & breakfast, 52 cantine, 42 produttori di olio e poi sale banchetti, catering, itinerari golosi … e finalmente le ricette. Insomma la casa in Umbria del bravissimo giornalista siciliano, sta iniziando a dare frutti fecondi. Sono certa che questa guida aiuterà l’Umbria a diventare una star del turismo enogastronomico e mi sembra che sia già sulla buona strada visto che nel 2012 il prestigioso “Travelers’Choice Award” l’ha messa al 4° posto fra le wine destination in Europa.

Turismo 2012 con stranieri spendaccioni specialmente russi

Persi 11 milioni di presenze turistiche in Italia, cala l’occupazione delle camere d’albergo ma aumenta la spesa dei turisti non europei

turisti in Italia

turisti in Italia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Pochi dati certi per il turismo italiano dove le notti “non registrate” sarebbero, secondo l’ISTAT, il 56% del totale e addirittura in Puglia moltiplicherebbero per sei volte il dato ufficiale. Una situazione che rende dubbia ogni valutazione e soprattutto impedisce una credibile proiezione sul futuro ma Trademark, il maggior istituto italiano di rilevamento, ci prova lo stesso arrivando a un quadro con luci e ombre.
Il primo elemento nero sono le spese per la promozione: sommando quelle di tutte le regioni si ottiene una cifra doppia di quella investita dalla Spagna, tripla di quella dei francesi e dieci volte il budget USA. Ma almeno servisse! Invece si concretizza in una << vanitosa esibizione che va avanti dal 1970 … sprechi, doppioni, finti buyers, educational farlocchi, azioni e pasticci ….>> come la descrive Aureliano Bonini di Trademak mettendo l’accento sulle troppo numerose delegazioni di politici e funzionari che

E’ Domaine Romanée Conti il re dei vini di lusso 2012

E’ la Wall Street del vino,  Liv-ex  il maggiore database mondiale dei vini di lusso. Nella classifica 2012 delle blue-chips 9 brand italiani: 6 toscani e 3 piemontesi

Romanée Conti

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Liv-ex ha sede a Londra ma scandaglia i mercati del vino di tutto il mondo per dare ai commercianti le informazioni più precise e tempestive sui prezzi ma anche una piattaforma commerciale e logistica. E’ nato nel 1999 e ha un sito che sembra quello di un grande agente di borsa. Impressionante! In alto sfilano le quotazioni delle bottiglie proprio come fossero le blue-chips di Wall Street: Lafite Rothschild 2000-12.000£, Fleur Petrus 2004-1150£ ….. bottiglie da milionari insieme a un Sassicaia 1998 venduto a 111 £ un prezzo che, in quel contesto sembra, la convenienza pura.

Ogni anno Liv-ex power 100 propone anche la classifica dei vino di lusso più importanti del mondo. Nel 2012 vince

Pondet Canet

Pondet Canet

Domaine Romanée Conti, seguito da Chateau Pondet Canet – Puillac, Chateau Pavie – Saint Emilion e Krug- Champagne.

Il primo degli italiani è il Masseto al 12° posto seguito da Sassicaia e Ornellaia, Conterno, Tua Rita, Tignanello e Solaia, Voezio e Gaja. In pratica molta Toscana (quasi una partita Frescobaldi-Antinori), un po’ di Piemonte e niente altro.
Fra le altre cose il sito contiene gli indici Liv-ex Fine wine 50 – il borsino delle Blue-Chips – calcolato giornalmente con le quotazioni dei 5 brand più importanti di Bordeaux nelle ultime 10 annate. E’ impressionate vedere l’impennata dei prezzi dell’inizio 2013. Poi c’è il Liv-ex Fine wine 100 ( il Nasdaq della situazione) ottenuto in base al valore dei 100 top brand del vino – soprattutto di Bordeaux ma anche della Borgogna, Rodano , Champagne e persino d’Italia.

Il 13 agosto 1462 Montalcino diventò una città

Il passato segreto di Montalcino: vendemmie, sodomiti arsi vivi, tasse sul vino, torture …. Mario Ascheri, Bruno Bonucci e Fabio Pellegrini raccontano

FabioPellegrini_BrunoBonucci_550°anniverasrio Diocesi di Montalcino

Pio II il Papa umanista della famiglia senese Piccolomini decise di trasformare il borgo natale di Corsignano nella città di Pienza e di dare la dignità di città a Montalcino. I lavori per la costruzione della cattedrale e i palazzi di Pienza – fatti in 3 anni a ritmi forsennati- misero in ginocchio tutto il territorio circostante, Montalcino compreso, per il gran numero di “bufali” cioè di animali da soma impiegati nel trasporto delle pietre e del legname che impoverì i boschi del Monte Amiata. Per non parlare della corte papale di 800 persone, che a ogni visita del pontefice occupava tutta la zona. A Montalcino soggiornava il cardinale Rodrigo Borgia che successivamente diventerà Papa Alessandro VI ma che era anche padre della dissoluta Lucrezia e del prepotentissimo Cesare.
Finalmente nel 1462 Pienza e Montalcino vennero innalzati alla dignità di città con la loro Cattedrale e la loro diocesi in un primo momento congiunte sotto il Vescovo Cinughi. Nel caso di Montalcino il capitolo della Cattedrale acquisì le cospicue rendite dell’Abbazia di Sant’Antimo a cui venne tolta la sede vescovile.

Robert Parker lascia il Wine Advocate. Cambiamenti in vista, ma quali?

Il 9 dicembre la notizia della vendita del Wine Advocate e ora quella che i nuovi proprietari sono fra i maggiori distributori di vino di lusso in Asia 

Robert-Parker-2010-Singapore

Robert-Parker-2010-Singapore

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Dal 1978 il bimensile di Robert Parker Jr è un cult per gli amanti dei grandi vini di tutto il mondo. Deve il suo mito e la sua enorme influenza al carattere assolutamente indipendente. Stampa in due colori, niente pubblicità, giudizi assolutamente imparziali, grande competenza negli assaggi …. Insomma il Wine Advocate incuteva rispetto al primo colpo d’occhio.
Tutti si aspettavano un avvicendamento e che Robert Parker Jr avrebbe lasciato la sua creatura nelle mani del super esperto degustatore Antonio Galloni. Tutto faceva pensare quindi a una successione nel segno della continuità e invece l’avvicendamento sembra rivoluzionare dalle fondamenta la newsletter del celebre avvocato.

Quali consumatori USA sono wine lovers?

I Boomers comprano il 44% del vino ma sono i più giovani Millennials a bere le bottiglie più care. Una riflessione su come dialogare con il consumatore USA

Millennials

Millennials

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ la generazione nata dopo la seconda guerra mondiale in pieno boom economico (1945-1964) che guida saldamente i consumi di vino in USA. Una fetta del 30% di shopping enologico va alla Generation X che gradualmente sostituirà il target precedente via via che invecchia. I Millennials, cioè i consumatori nati negli anni ’80 che hanno ora dai 20 ai 30 anni comprano poco meno del 13% del vino come gli ultra sessantenni.

Questa ripartizione arriva da Rob McMillan, fondatore della Silicon Valley Bank’s Premium Wine division ed è stata ben commentata da WineNews. Ad essa vanno aggiunti i dati sulla tipologia delle bottiglie consumate. Quando Rob McMillan dichiara che i Millennials non sono ancora una risorsa per l’industria del vino si riferisce infatti più al segmento commodity che ai vini premium o ultra premium come il Brunello o il Barolo.

Il padre dei tre bicchieri e i segreti delle viti da vino

Vitigni del mondo” di Daniele Cernilli e Dario Cappelloni (Edizioni la Conchiglia pp. 166 € 15) un libro facile e divertente su una materia difficile

DanieleCernilli2

DanieleCernilli2

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Qualunque sia l’argomento –dalla fisica nucleare all’arte- solo chi è veramente competente riesce a rendere leggere e comprensibili le nozioni complesse . Ecco che un argomento enciclopedico come l’ampelografia mondiale perde l’aspetto del manualone da 5 kg e diventa un librino tascabile di 166 pagine, persino divertente.
Finalmente! Qui c’è solo quello che interessa ai wine lovers: un pizzico di storia, qualche curiosità e gli elementi tipici del vino ottenuto da ciascuna uva. Non si parla di forma delle foglie, di apparato radicale, di genetica e altre barbosissime nozioni di cui sono pieni i trattati pubblicati fin ora. E’ il più grande catalogo sui vitigni mai scritto in Italia, la risposta italiana al manuale di Jancis Robinson di quindici anni fa.

Questo è un libro sui vitigni per chi il vino lo bene e lo ama … evviva!

Siena resta capoluogo, salvi 1.000 anni di storia

Siena la più importante città gotica del mondo, una città che ha scritto una parte importante della storia europea non può diventare un paese

Siena

Siena

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Appello diretto ai candidati al Parlamento. Se eletti dovranno gestire il riassetto delle Provincie e vorrei che mettessero nel loro programma politico un impegno per Siena.

Nei mesi scorsi è stato spesso prospettato l’accorpamento di Siena e Grosseto con quest’ultimo come capoluogo.
Ho un grande rispetto per Grosseto e i grossetani, persone concrete, oneste, laboriose, intraprendenti. Credo che saprebbero gestire al meglio la provincia unificata Siena-Grosseto. Per questo la mia non è una protesta quanto piuttosto un invito alla riflessione affinché non si considerino solo i numeri degli abitanti e dell’estensione ma si ponga attenzione anche alla storia e alla cultura.
Siena è uno scrigno di capolavori d’arte, ha un tessuto urbano medioevale intatto e per questo è interamente iscritta nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Siena è stata protagonista della storia europea e infatti ha l’Ospedale e la Banca più antichi d’Europa, il primo ultramillenario e la seconda fondata nel 1472. Anche l’ Università di Siena è stata fondata 772 anni fa.

L’Italia sorpassa la Francia nella produzione di vino?

Meno vigne, vino e consumi nel mondo: Federico Castellucci Direttore generale di OIV presenta le novità 2012. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Violante con la magnum di Opus One

Violante con la magnum di Opus One

Cominciamo dal vigneto: la riduzione delle superfici riguarda soprattutto l’Europa e continuerà anche nel futuro benché gli incentivi economici, erogati nei 3 anni passati per l’abbandono definitivo delle vigne, siano finiti. Un calo parzialmente compensato dall’aumento delle vigne nel Sud del mondo e negli stati Uniti.
La contrazione del vigneto mondiale ha avuto una ricaduta sulla produzione di vino che tuttavia è calata soprattutto per effetto del cambiamento climatico e soprattutto in Europa. La produzione mondiale 2012 di vino dovrebbe attestarsi fra 243 e 252 milioni di Ettolitri.
L’Italia scende a 40 milioni di Hl (-3%) ancora più grave (-19%) il calo francese che porta il volume prodotto oltralpe forse sotto a quello italiano.
Dove invece la produzione di vino cresce è nel Sud del mondo: Cile + 15% in due anni, Sudafrica + 4% entrambi a 10 milioni di Hl, USA +7,1% con volumi doppi rispetto alle altre due.

C’è chi il Brunello lo ama e chi lo diffama

Concluse le indagini sulla distruzione del Brunello Soldera il sospetto colpevole è un ex dipendente arrabbiato per non aver ricevuto l'uso di un alloggio [caption id="attachment_10736" align="alignleft" width="183" caption="Brunello Soldera"][/caption] Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini Per illustrare gli esisti delle indagini alla stampa, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Siena Aldo Natalini, ha scelto la Caserma dei Carabinieri a sottolineare il ruolo dell’arma nel presidio del territorio di Montalcino e nel supporto all’attività giudiziaria. Le indagini sono dunque concluse, è stato arrestato un ex dipendente dell’azienda Soldera che ha agito per motivi personali. Smentite tutte le voci su mafia e losche trame. Ma vale la...

Sempre più donne fra i filari e le fra le botti

Aumentano le donne managers in agricoltura: 538.000 titolari di imprese rurali, 115.000 di cantine e 20.000 di agriturismi. Le piccole donne crescono!

Donne_del_vino_toscane_da_Caterina_Dei

Donne_del_vino_toscane_da_Caterina_Dei

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 
Quello che colpisce sono i numeri del fatturato: 9 miliardi di Euro generati dalle imprese agricole con direzione femminile e 500 milioni di business negli agriturismi diretti da donne, quasi la metà del totale (dati CIA). Insomma tante e laboriose le nostre formano un esercito rosa dalle mille competenze. Infatti le imprese a conduzione femminile si distinguono per flessibilità e capacità di innovare con alte percentuali di produzioni di nicchia e cura della persona come l’accoglienza di disabili e anziani, gli agri-asili e altre attività spesso scaturite dall’ inventiva delle titolari.
Le donne del vino titolari di cantina sono il 30% del totale –circa 115.000- e anche qui in prevalenza indirizzate su produzioni di alto profilo. In effetti il 77% produce vini DOC oppure DOCG. 

Cerchi il Barolo e trovi il Brunello

La ricerca “Il Barolo nella percezione di ristoranti ed enoteche” ha rivelato che il vino più richiesto nelle enoteche è invece il Brunello

Asta_Barolo_Tognazzi,Raspelli,Izzo,Fede

Asta_Barolo_Tognazzi,Raspelli,Izzo,Fede

L’indagine è stata commissionata dall’Accademia del Barolo, un’associazione di 14 blasonatissime cantine piemontesi:  Azelia, Michele Chiarlo, Conterno-Fantino, Damilano, Poderi Luigi Einaudi, Gianni Gagliardo, Franco Martinetti, Monfalletto-Cordero di Montezemolo, Pio Cesare, Prunotto, Luciano Sandrone, Paolo Scavino, Vietti e Roberto Voerzio.
L’esecuzione è stata affidata a un istituto altrettanto celebre, l’Ispo di Renato Mannheimer ed ha riguardato un campione di 50 ristoranti e 50 enoteche top.
Ma ecco la sorpresa, ben raccontata da WineNews. Cercavano il Barolo e invece hanno trovato il Brunello che vince la classifica del più richiesto in enoteca con 22% di preferenze seguite da Nero d’Avola, Barbera, Amarone e Montepulciano d’Abruzzo. Un sorpasso in massa del Barolo che si ferma al 4%.

Ma cosa c’entra Montalcino con la mafia?

Dalla padella nella brace! Prima l’atto vandalico sul Brunello Soldera e ora Montalcino diffamato da un uso improprio della parola mafia

Montalcino maglietta

Montalcino maglietta

All’estero la parola “mafia” vuol dire “cosa nostra” cioè Al Capone, Gambino, Reina e company. In altre parole si riferisce alle organizzazioni criminali che sparano, chiedono il pizzo, corrompono, intimidiscono, organizzano il narcotraffico e la prostituzione.
Tutte cose che con Montalcino non c’entrano niente!
E allora?
Da una frase “a caldo” di Gianfranco Soldera che descriveva l’atto vandalico da lui subito come “mafioso” intendendo intimidatorio (ma solo lui può dire a cosa si riferisse) si è scatenato un effetto tam tam con la parola “mafia” ripetuta in modo improprio e ossessivo finché all’estero sono usciti articoli che parlano esplicitamente di mafia a Montalcino. Cose da pazzi!
A Montalcino “cosa nostra” si vede solo in televisione. Montalcino è’ una zona a bassa criminalità dove si tiene ancora la porta di casa aperta. Altro che mafia!

                                                                       
Cinelli Colombini
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