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Un mistero del vino italiano: importiamo sfuso sudafricano

Il mercato mondiale del vino 2013 toccherà i 35 miliardi di Dollari con una crescita di oltre il 5% sul 2012 trascinata dall’impennata dei prezzi dello sfuso

rivendita vino sfuso

rivendita vino sfuso

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La scarsità di vino derivante dalle vendemmie 2011 e 2012 ha prodotto una crescita vertiginosa dei prezzi che nell’export del vino in bottiglia ha originato 5 miliardi di business in più.
In Italia, dopo il sorprendente aumento della vendemmia 2012 che prevista di 40 milioni di ettolitri e poi è risultata di 45,6 c’è un altro dato sbalorditivo: il Sudafrica ci ha venduto 14 milioni di litri di vino sfuso nel primo semestre di quest’anno. Il nostro Paese era tradizionalmente esportatore di vino sfuso e persino di navi cisterna mentre ora ne importa ingenti quantità, soprattutto dalla Spagna.

Rallenta il circolo virtuoso del vino marchi-prezzo-margine

Leggera frenata degli Champagne del colosso del lusso LVMH nel primo semestre 2013 per effetto dell’Asia che ha smesso di crescere

Krug

Krug

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Per esteso si scrive Louis Vuitton Moët Hennessy S.A. ed è una holding che somma Champagne, gioielli, moda, orologi e tutto ciò che costa caro. Un gigante con 77.000 dipendenti e 2.400 negozi in giro per il mondo con a capo Bernard Arnault. Nel primo semestre 2013 il settore alcolici segna un utile operativo di 542 milioni, in crescita del 9% e con un margine record del 30% secco. Roba strabiliante. Tuttavia si tratta di un risultato che non si lega al vino ma solo agli spiriti.

Bernard Arnault

Bernard Arnault

LVMH ha in portafoglio alcune delle più belle cantine del mondo: Château d’Yquem, Cloudy Bay, Krug, Dom Pérignon, Veuve Clicquot …. Cantine che sembrerebbero impermeabili alla crisi … un impero dorato che appariva in crescita illimitata e invece forse sta rallentando. Il settore vino e Champagne aveva aumentato i suoi utili operativi dopo la crisi del 2009 passando da 77 milioni di Dollari a 185 e contemporaneamente aveva riposizionato il suo business nel mondo compensando il calo di vendite in Europa con uno spettacolare aumento di 10 punti percentuali in Asia. Il problema è che nel 2013 i clienti con gli occhi a mandorla non sono aumentati anzi!. Alla fine nonostante una crescita nel numero delle bottiglie vendute il fatturato di vino e Champagne è calato, soprattutto per effetto delle bollicine.

Come il calo dei consumi di vino fa crescere la depressione

Meno osterie e più farmacie, sembrava una butade de “La Revue du Vin de France “ e invece è provato da una ricerca spagnola su vino e depressione

Mario Soldati all'osteria

Mario Soldati all'osteria

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Piccole dosi di vino giornaliero prevengono la depressione, l’ansia e lo stress. Questo l’esito di una ricerca dell’Università di Navarra a Pamplona pubblicata su “BMC Medicine journal”. Le indagini sono durate 7 anni su un campione di 5500 soggetti fra i 55 e gli 80 anni di età, riguardavano anche la dieta mediterranea con specifico riferimento all’olio. Martinez-Gonzalez che ha diretto gli studi è giunto alla conclusione che “un consumo moderato può ridurre l’incidenza della depressione mentre i forti bevitori sembrano avere un rischio più alto”. Bere 2 a 7 bicchieri di vino la settimana, dosandoli in giorni diversi, riduce dunque la probabilità di cadere nelle grinfie della depressione. Un rischio che le attuali condizioni dell’economia aumentano a dismisura.

Ottobre a Montalcino fra sagre, danze e Brunello

Dame, cavalieri, tornei e banchetti storici il 12 e il 27 ottobre a Montalcino dove il Brunello è re di ogni momento di festa

Balli medioevali

Balli medioevali

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Comincia il 12 ottobre con i balli quattrocenteschi per le strade del gruppo “La Vita Nuova” di Judith Bartlett l’ottobre in festa di Montalcino. Alcune ballerine in abiti tardo medioevali eseguiranno la “bassa danza” i cui balli figuranti erano tipici delle corti e venivano eseguire con movimenti lenti e solenni. Immagini che rimandano al nobile passato della città del Brunello dove vivevano mercanti e nobili famiglie. Una piccola corte dove tuttavia soggiornò a lungo, alla metà del Quattrocento, Rodrigo Borgia il ricco e dissoluto cardinale poi divenuto Papa Alessandro VI.

Trescone

Trescone

Il 27 ottobre in occasione della Sagra del Tordo verrà eseguita invece la così detta “alta danza” cioè quella di derivazione popolare più saltellata e vivace che, a Montalcino, si chiama Trescone.
La Sagra del Tordo è una grande festa popolare nata nel 1958 con l’intento di rievocare i fasti di Montalcino quando era una piccola e fiorente città con uno statuto (1415) e un governo. I protagonisti della festa sono i 4 quartieri: Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio che si sfidano in un torneo di tiro con l’arco nel pomeriggio di domenica 27 ottobre. Le strada di Montalcino vengono percorse da un corteo storico che arriva nella Fortezza e fa risuonare per le stradine i tamburi e i canti propiziatori.

Gli stati USA più amici del vino con la California per prima

L’American Wine Consumer Coalition difende i diritti degli appassionati del vino, se necessario anche con gli avvocati e ora ha dato la pagella agli stati

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Houston_dopo il seminario del Brunello

Houston_dopo il seminario del Brunello

La classifica degli stati USA più amanti del vino sembra i reating di Moody’s per la finanza: A+ , A, A- per arrivare ai giudizi peggiori che sono classificati D, D- e F.

I criteri per la valutazione sono ricavati da un’indagine sui bisogni dei consumatori che nell’ordine sono:  ricevere  vino dalle cantine, assenza di un monopolio statale, farsi mandare vino dai rivenditori, comprare vino la domenica, portare il proprio vino al ristorante, comprare il vino nei negozi di alimentari.

L’elenco fa un po’ sorridere in Italia dove queste cose sono assolutamente lecite ovunque, ma nella patria del proibizionismo non tutto è permesso anzi!

I risultati dell’indagine sono in parte sorprendenti e evidenziano una tendenza a vietare molto più ampia di quanto ci si aspetterebbe. Gli stati che offrono più opportunità ai wine lovers sono California, District of Columbia, Missouri, Nebraska, New Hampshire, Oregon e Virginia. A limite del proibizionismo Utah e Oklahoma. La grande mela ottiene un deludente D+ che la mette al 30° posto fra i 51 stati americani. Vediamo dunque che una cantina italiana può spedire a casa il vino acquistato da un turista di New York  mentre lo stesso turista non può farselo mandare da un rivenditore USA e neppure comprarlo al supermercato. Altra sorpresa Las Vegas, il regno del gioco d’azzardo dove tutto sembra permesso invece non consente di portare la propria bottiglia al ristorante.

Sarà vino la bevanda d’uva con 4,5° d’alcool?

Lo chiamano lower alcohol wine e gli inglesi la vogliono omologare come vino a livello europeo contro Francia, Italia e Portogallo

lower alcohol wine

lower alcohol wine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un interessantissimo articolo di Alice Green pubblicato sul “Corriere vincolo” racconta, con dovizia di dati, la strategia inglese sul “vinello”. Il Ministro della sanità britannico Earl Howe ha promosso un’azione politica anche nei confronti degli altri Paesi Europei al fine di dare il nome vino anche a bevande meno alcoliche. Attualmente il vino deve avere un minimo di 8,5% vol, ma per Howe questa soglia deve scendere a 4,5. Le autorità inglesi sono infatti convinte che i “vini leggeri” siano un’ottima arma contro l’alcolismo e per questo applicano tasse più basse alle bevande d’uva con meno di 5,5% d’alcool. Una detassazione che anche l’Australia intende adottare e, in futuro, dovrebbe originare una crescita progressiva delle aliquote via via che sale il grado alcolico.

Il novello Gulliver nell’isola di Gozo

Questa è la storia del nuovo Gulliver nell’isola di Lilliput. Si chiama Marco Lambrocchi st a Gozo e questa è una storia vera

Gulliver

Gulliver

visto per voi da Carlo Gardini e Donatella Cinelli Colombini

Non preoccupatevi, non ambisco a confrontami con Jonathan Swift, la mia è una modesta parodia che serve a raccontarvi la storia avventurosa del mio amico Marco Lambrocchi, un gigante buono nella terra degli uomini bassi. Cominciamo dall’inizio: io e mio marito Carlo abbiamo conosciuto Marco circa cinque anni fa quando anche noi siamo arrivati all’isola degli uomini bassi, Gozo. Noi siamo perfettamente mimetizzati con gli indigeni vista la nostra bassa statura, anche Orietta, la moglie di Marco, si nasconde senza difficoltà, ma il nostro gigante invece svetta. Nelle vecchie case maltesi deve abbassarsi per passare dalle porte, i pantaloni in vendita qui gli arrivano sopra le caviglie e in qualunque riunione la sua testa spunta sopra tutte le altre. Copio da Wikipedia la descrizione di Gulliver che si adatta a pennello al nostro eroe <<una persona di mezza età, di classe borghese, versato nella conoscenza delle lingue, con una grande passione per i viaggi>> .

Bambini e Millennials cambiano i consumi nel vino

I bambini spingono i genitori verso scelte ambientaliste, i Millennials disertano i supermercati e le grandi marche e lo shopping del vino torna in cantina 

Millennials

Millennials

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
A 3 anni il bambino fa le prime richieste, a 4 riesce a farsi comprare quello che vuole. In un’epoca di crisi economica la capacità dei piccoli di influenzare le scelte dei genitori arretra di fronte al bisogno di risparmiare. Tuttavia sono proprio i giovani che spingono le famiglie verso scelte ambientaliste, come il km 0 e questo finisce per influenzare anche gli acquisti del vino. Ma la vera svolta riguarda i Millennials. Uno studio di Jefferies e Alix Partners ha rivelato che la generazione nata dopo il 1980, adotta uno stile di consumo diverso dalle precedenti. Insomma dopo decenni di spesa al supermercato e predominio delle marche si cambia strada. Maggiore attenzione all’ambiente e alla salute, uso continuo del web e acquisti in campagna o al negozio bio che vende solo alimenti fatti in zona. La grande marca è presa in considerazione solo quando c’è una promozione oppure la ricarica del telefonino.

Classifiche ma soprattutto novità e curiosità del turismo

 Il miglior albergo del mondo è Burj al Arab di Dubai. Il minibar sparisce dalle camere e il Lloyd Hotel è il primo albergo con camere da 1 a 5 stelle

burj-al-arab-royal-two-bedroom-suite

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Trademark Italia fornisce le consuete statistiche sul turismo ma non solo. 5,4 milioni di italiani in meno in vacanza ma chi va in ferie sceglie luglio e agosto anche se spende di più. I prezzi degli alberghi italiani calano, la città più cara è Venezia dove dormire in inverno costa di media 143 €.

Il minibar sparisce dalle camere d’albergo di tutto il mondo perché nessuno lo usa più: ci sono cose troppo care e poco utili.

Arrivano gli alberghi da 1 a 5 stelle cioè con camere di diverso standard e prezzo: il Primo è il Lloyd di Amsterdam.

Donne in cammino per le donne

Camminata solidale di 60 km lungo la via Francigena per combattere l’ingiustizia e la povertà delle donne del Sud del mondo. Partite in 16 sono arrivate in 40

Donne povere del mondo

Le donne più povere dei poveri

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’idea della camminata solidale è di Emanuela Stucchi Prinetti e di altre due donne componenti del “The Circle “ un movimento di donne per le donne fondata nel 2008 da Annie Lennox a Londra. Questa associazione fa capo a Oxfam Italia una grande organizzazione internazionale che da oltre settant’anni si occupa di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni rurali di 90 Paesi del Sud del mondo e in particolare delle donne. Dei 1,3 miliardi di persone povere del mondo, più di 2/3 sono donne e ragazze, la maggior parte di loro vive in zone rurali e il 70% dei bambini che non hanno accesso all’istruzione sono bambine.

Costa 135.299 $ la bottiglia più cara on line

E’ il Grand Cru Richebourg di Henri Jayer il vino con il prezzo medio più caro di 16.193 $ ma sembra addirittura conveniente rispetto al prezzo massimo di Lafite

Chateau Lafite

Lafite

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un articolo di Wine News è lo spunto per curiosare in Wine Searcher, il sito che fornisce il miglior prezzo per tutti i vini nel mercato pescandoli da 42.000 indirizzi di e-commerce.
Nella classifica dei vini più cari del mondo le cifre sono davvero impressionanti.
Un bicchiere, nemmeno troppo pieno, del Grand Cru Richebourg di Henri Jayer, prodotto nella Cote de Nuits in Borgogna, che domina la classifica, costa circa 1.500€.
Henri Jayer, morto nel 2006, è il vero re dei vini di alto prezzo con 3 referenze fra le prime 10. La concentrazione e l’eleganza dei suoi Borgogna, le innovazioni da lui portate nel vigneto e nella cantina, fanno di Jayer una leggenda che oggi rivive nei Pinot Noir di Richebourg e di Cros Parantoux un piccolo vigneto di poco più di un ettaro di Vosne Romanée al quarto posto nella classifica.

Toast di gamberi al sesamo al modo di Hong Kong

Ricetta del miglior ristorante cinese d’Italia “Green T” tratta dalla guida “Ristoranti di Roma e del Lazio” di Giuseppe Cerasa

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Giuseppe Cerasa giornalista

Giuseppe Cerasa giornalista

2.700 ristoranti, 718 botteghe del gusto, 72 ricette …… 21 testimonial fra cui Luca Zingarelli,  Carlo Verdone …. Ecco Claudio Amendola sulla colazione << Non la faccio quasi mai, ma il caffè è sempre sotto casa al bar Il Grifone>>. Scopriamo che il ristorante preferito di Antonello Venditti è l’Osteria La Gensola e che Francesco Totti rinuncia ai tonnarelli alla burina che, “so pé li laziali”.

Questa è la spettacolare 10° guida ai “ Ristoranti di Roma e del Lazio” (Gruppo Editoriale l’Espresso 12,9€)  curata da Giuseppe Cerasa. Un repertorio intelligente e intrigante che fa sentire i migliori sapori della città eterna.

Quella che segue è la ricetta fornita da due miei carissimi amici Giacomo Rech e Jiang Yan titolari del ristorante Green T di Roma (Via del Piede di Marmo) un tempio di alta cucina cinese dove è possibile gustare piatti sublimi. Da Green T abbiamo organizzato il pranzo inaugurale del vino IGT “Il Drago e le 8 Colombe” dopo il cambiamento di uvaggio e il restyling grafico.

Il global warming nella vigna secondo Jancis Robinson

Ha un nome italiano – Antonio Busalacchi – ma dirige il centro interdisciplinare sul clima dell’Università del Maryland ed ha studiato i vigneti di mezzo mondo

Europe change in areas suitable for growing wine grapes through 2050

Europe change in areas suitable for growing wine grapes through 2050

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La Master of Wine e reputatissima opinionista sul vino Jancis Robinson ha scovato le indagini di Busalacchi e del suo assistente Eric Hackert sull’impatto del nuovo clima in due dozzine di regioni viticole sparse in tutto il mondo
Il primo dato è allarmante: secondo Busalacchi “eventi estremi, come le ondate di calore, che bloccano la fotosintesi e grandinate che distruggono tutta l’uva in una manciata di minuti, diventeranno sempre più frequenti “ . Ecco che il global warming  farà scendere il potenziale di alcune regioni viticole e accrescerà quello di altre perché modificherà alcool, acidi, zuccheri, tannini e colore di ogni vino. Per questo motivo molte cantine di Champagne stanno comprando terreni nel Sussex e Kent che sono ora diventate regioni adatte alla viticultura di alta qualità.
In generale i vigneti con latitudini o altitudini maggiori saranno beneficati dal cambiamento climatico così come i vigneti circondati dall’Oceano. Ed ecco la lista dei fortunati “ Rhine in Germany, the states of Oregon and Washington in the United States, and the Mendoza Province in Argentina and New Zealand” .

Come godere un grande vino senza ingrassare

Dieta e vino: un calice di Brunello vale 120 calorie, uno di Franciacorta 112 mentre un boccale di birra arriva a 175

Letto per voi Donatella Cinelli Colombini

Giorgio Calabrese

Giorgio Calabrese Presidente ONAV

Ecco la mappa della dieta nel bicchiere. Rinunciando a qualche dolcetto è possibile godersi un grande vino senza esagerare nelle dosi ( 141 gr). Molto più problematico l’uso di super alcolici specialmente Whiskey e Gin che salgono oltre le 100 calorie con una dose davvero piccola. La sorpresa arriva dalla birra che ingrassa più del vino: a parità di quantità si arriva anche a 175calorie. Per chi tiene d’occhio la bilancia sono da escludere le tipologie Lager, Stout e soprattutto Ale che è una vera bomba calorica.
L’argomento dettagliatamente approfondito da Fiorenzo Sartore di Intravino, è dei più intriganti.

La morte della “Wine critics” e le condoglianze

E’ il miglior post 2013 per Wine blog awards  e arriva dal Master of Wine Ron Washam. Con tanta ironia e un pizzico di aggressività mostra cosa pensano i giovani

Lo Hai Qu

Lo Hai Qu

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Si intitola Lo Hai Qu on The Death of Wine Critics e ci mostra una giovane cambogiana che indossa un abito molto corto, mentre sorseggia un vino roso e fuma . Si tratta dell’assistente del Master of Wine Ron Washam e ha il compito principale di preparargli le degustazioni distinguendo il vino dall’orina. Non ridete c’è scritto proprio così! Il post va avanti con un misto di autoironia e realismo mettendo in luce la distanza fra i wine critics tradizionali e i giovani. Se in 4 anni si diventa medico come è possibile che ce ne vogliano 5 anni per imparare il vino? E poi i punteggi, per Lo Hai Qu sono cose senza senso come pagare per il parere di un esperto quando c’è tutto in internet gratis.
Insomma postare un pezzo del genere è davvero un atto di coraggio. Significa confrontarsi senza paura con la nuova generazione dei consumatori. Solo l’ironia britannica e una competenza sconfinata sul vino consentono di affrontare a viso aperto la questione e infatti il post arriva dalla House of Master of Wine, un tempio di competenza enologica popolato da gente che ha fatto del vino la sua ragione di vita e quasi una religione.
Ma non basta, in un successivo post del 29 luglio, la saga di Lo Hai Qu continua con l’annuncio della produzione di un film intitolato “House of Racks” e girato nella cantina di Ron Washam.

                                                                       
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