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Il super rosato di Angelina Jolie e Brad Pitt

Il rosato Miraval della coppia più bella di Hollywood è fra i primi 100 vini del mondo del Wine Spectator. Prodotto in 100.000 bottiglie che costano 28$

Pitt Jolie

Pitt Jolie

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Bisogna dire che hanno fiuto, non solo sanno scegliere i registi e i copioni da interpretare, ma anche gli enologi e i vigneti. Brad Pitt e Angelina Jolie, 50 anni lui e 38 lei, hanno comprato Chateau Miraval  in Provenza nel 2008 pagandolo 55 milioni di Dollari. La proprietà somiglia a un villaggio con edifici nel tipico stile provenzale. All’interno ci sono 35 stanze, centro benessere con Jacuzzi, piscina coperta, palestra e una sala da incisione che è stata usata dai Pink Floyd e da Sting. All’esterno piscine, fontane e laghetti sono circondati da oliveti e vigneti, rigorosamente biologici, per un totale di 400 ettari. 

Sei un wine lover? Diventa una guida del vino

Sei un wine lovers e sai cosa assaggiare in enoteca ? Sei un foodies e conosci tutte le gelaterie? Ecco come trasformare la passione in professione turistica

Marco-Vismara-presenta-Lookals

Marco-Vismara-presenta-Lookals

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ la nuova frontiera del turismo: visitare i luoghi insieme a un residente che ti porta in posti che conosce solo lui. Ovviamente è una moda che arriva dagli States e viaggia on line. I due portali più forti –Vayable e Gidsy – hanno in catalogo proposte soprattutto culturali e in parte simili a quelle percorse del turismo di massa. Ma ci sono anche tour veramente curiosi e alcuni dedicati alla scoperta di cibi e vini, un segmento questo, con evidenti prospettive di crescita.
Vayable ha una bella gamma di proposte golose: cibi di strada a New York, passeggiata a piedi nella Rive Gauche di Parigi fra pasticceri famosi, salumerie e finale con cioccolata calda … a Roma c’è il tour gastronomico di Testaccio con 8 soste fra cui il celebre Volpetti e il tour del vino nella zona di Campo dei Fiori….

Gusto della bontà, asta di vini MTV per charity da Antinori

Il Movimento Turismo del Vino della Toscana vi aspetta il 7 dicembre alle 15 nella cantina Antinori del Chianti Classico per la visita e l’asta dei vini rari

Violante Gardini Asta dei vini MTV per charity

Violante Gardini Asta dei vini MTV per charity

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Le più prestigiose cantine della regione e molti vini rarissimi o addirittura unici daranno l’opportunità di shopping conveniente e generoso. Si perché il ricavato dell’asta, nella nuova cantina Marchesi Antinori nel Chianti Classico, location simbolo dell’enoturismo per eccellenza, andrà tutto a favore dell’Associazione Tumori Toscana. “Cantine Aperte per Natale” è dunque l’occasione giusta per portare a casa un “vino buono” e ricco di generosità oltre che l’occasione per acquistare doni natalizi per gli amici wine lovers. Vini altrimenti introvabili o molto costosi, in altri casi vini più “normali” davvero convenienti …. << diventeranno oggetto di una gara di generosità che riempirà il cuore e i bicchieri>> ha detto Violante Gardini Presidente del Movimento del Turismo del Vino Toscana.
Dal Chianti Classico, uno dei rossi storici del panorama toscano, al Brunello di Montalcino, ormai simbolo

Asta dei Vini MTV per charity da Antinori nel Chianti Classico

Asta dei Vini MTV per charity da Antinori nel Chianti Classico

dell’eccellenza enoica toscana e non solo nel mondo, dal Nobile di Montepulciano, protagonista nel recente passato di una crescita qualitativa decisa e continua, al Morellino di Scansano, la declinazione più mediterranea del Sangiovese, passando per la Vernaccia di San Gimignano, il vino bianco principale della Toscana, il Montecucco, vino emergente ma già in grado di esprimere la sua originalità, il Carmignano, piccola denominazione che produce vini di grande personalità e i vini di Bolgheri, fra i vini più amati dai wine lovers di tutto il mondo; all’asta le etichette più blasonate del Granducato in aiuto all’Associazione Tumori Toscana, impegnata nella cura gratuita e a domicilio dei malati oncologici.

Per vendere il vino serve il panorama e la simpatia

Una bella vista, la disponibilità al dialogo e delle informazioni concrete ecco cosa serve per vendere più vino secondo il Professor Miguel Gomez

Science-Wine-Training Anna Mansfield

Science-Wine-Training Anna Mansfield

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

The science of selling wine, ho trovato la notizia su Intravino qualche giorno fa e mi ha incuriosito perché sembrava la scoperta dell’acqua calda. Anche se noi produttori accettiamo questa realtà a denti stretti, la simpatia e la capacità di coinvolgimento, influenzano la vendita più della qualità intrinseca del vino.

Dunque la ricerca del giovane professore della Cornell University di New York, dove si insegna economia e management applicati, non sembra affatto campata in aria, anzi codifica e insegna le “regole d’oro della vendita del vino”. Indicazioni che possono tornare utili anche a chi vende vini in Italia o deve realizzare una sala per gli assaggi.

Dopo le indagini effettuate nelle sale da degustazione di tutta New York,  Gomez ha redatto delle regole per la vendita efficace del vino e insieme al Professore di enologia Anna  Mansfield ha realizzato corsi a Long Island, sul Lago Erie, Finger Lakes e East Gardner in collaborazione con la Pennsylvania State University.  Insomma se a noi l’argomento poteva far sorridere vediamo che le università americane l’hanno invece preso molto sul serio. Proviamo dunque anche noi a imparare qualcosa partendo da un articolo del The Cornell Daily Sun che spiega gli esiti delle ricerche e le cose da fare.

Anfore si anfore no, questo è il dilemma

Anfora: come e perché il più antico contenitore da vino è tornato di moda. Dall’Arcipelago Muratori la prima analisi sui vasi da vino di terracotta

Cos

COS

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’incontro è avvenuto nella Tenuta Rubbia al Colle di Suvereto, nella costa Toscana ed ha avuto nel Professor Attilio Scienzadell’Università di Milano il vero mattatore, con un entusiasmo travolgente.

Ritorno all'argilla Suvereto

Ritorno all'argilla Suvereto

E’ lui lo “Sherlock Holmes dell’uva” che da anni indaga sulle origini preistoriche della vite e ora segue le tracce dei suoi più antichi contenitori. Tornare alle anfore di terracotta è dunque per lui un atto culturale prima che enologico, il recupero di saperi e sapori originari << un modo per combattere la banalizzazione del vino come bevanda con un gusto stereotipato e standardizzato, occorre forse tornare a sentori più antichi>> dice il grande Attilio. In effetti, in Georgia dove si ritiene sia la culla della vitis vinifera, madre di tutte le viti, il vino viene conservato nelle anfore (kvevri in Kakheti e in Kartli ochuri in Imereti e in Racha), da 4.000 anni.
Dunque il bisogno di diversità che sembra animare in modo crescente chi lavora con l’uva, non è la ragione principale dell’uso dei contenitori in argilla ma c’è qualcosa in più, quasi la nostalgia di una semplicità antica di un ritorno a cose maturali, senza tecnologia e a un contatto manuale con l’uva che diventa vino. La spinta viene quindi da fattori più sociologici che enologici.

E’ la birra la bevanda alcolica più diffusa nel mondo

Rinforzata dalla nuova moda delle birre artigianali che ha contagiato anche Obama, la bionda domina incontrastata fra le bevande alcoliche più bevute del mondo

Birra al miele del Presidente Obama

Birra al miele del Presidente Obama

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Euromonitor prevede una crescita del 15% delle bevande alcoliche da ora al 2017 con un aumento nell’area Asia – Pacifico quasi doppio rispetto alla media mondiale. La birra rimarrà ancora per qualche anno la bevanda alcolica più diffusa ma il suo primato va pian piano scemando ovunque salvo in Sud America e dell’Europa dell’Est.
Un grosso apporto alla tenuta commerciale della birra arriva dai birrifici artigianali. E’ un vero boom anche in USA dove recentemente c’è stata una dura diatriba sul titolo craft beer cioè birre artigianali e crafty cioè birre industriali camuffate da artigianali. Le prime devono provenire da birrifici piccoli, indipendenti e tradizionali. Delle birre crafty è stata redatta una black list che ha scatenato un autentico putiferio soprattutto da parte delle piccole birrerie.
La moda di fare birra in casa ha contagiato anche il Presidente Obama che ha acquistato personalmente un kit fai da te per la cucina della Casa Bianca e dolcifica la sua Ale con il miele delle arnie dell’orto della moglie Michelle.

Rosso Brunello: cerchi il vino e trovi una scarpa

Un brutto esempio di italian sounding che usa il nome del grande vino di Montalcino per vendere accessori di abbigliamento probabilmente prodotti in India

Rosso Brunello India

Rosso Brunello India

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La segnalazione arriva da Franco Ziliani, quasi un “persecutore” per me, a cui questa volta devo dare ragione. La cosa è seria e può danneggiare il Brunello. L’articolo del blog Vino al Vino scritto da Silvana Biasutti, un’intellettuale esperta di marketing e di editoria che vive a Montalcino, descrive in modo molto efficace come il vino Brunello e forse le maglierie di Brunello Cucinelli, così come il drand “Made in Italy” siano stati abilmente utilizzati per vendere qualcosa che probabilmente non ha alcuna reale attinenza con il nostro Paese ma sembra….. Si perché gli infradito venduti da “Da Milano” in 35 negozi dell’India ( fra cui Delhi, Jaipur e Mumbai) somigliano a sandali italiani e non sono neanche brutti, solo che costano 35-40€ cioè molto ma molto meno di una vera scarpa italiana. Se andiamo a cercare la sede di questa misteriosa società Da Milano, a cui fa riferimento il brand Rosso Brunello, scopriamo che la direzione –head office- è a New Dehli e non a Melegnano o Lodi, come farebbe invece pensare la scritta Da Milano-Italia ben visibile in tutta la comunicazione.

I veri professionisti lo fanno due volte

Matt Kramer uno dei “Contributing editor” del Wine Spectator spiega cosa distingue un produttore fortunato da uno grande: la capacità di ripetersi

Matt Kramer

Matt Kramer

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il punto di partenza è un’affermazione di Dizzy Gillespie, compositore, trombettista e pianista degli anni quaranta, una delle figure chiave del Jazz moderno. Gillespie diceva <<il professionista è la persona che lo sa fare due volte>>
Si tratta, Secondo Kramer, di una verità che viene troppo spesso dimenticata nel mondo del vino sempre alla ricerca di nuove scoperte. Egli spiega come i critici del vino siano letteralmente bombardati da sollecitazioni a provare vini delle più diverse provenienze, fatti con i vitigni più rari e le tecniche produttive più estreme come le anfore di terracotta…. Novità seducenti in una giungla di assaggi dove gli esperti procedono cercano gioielli enologici da celebrare. Questa caccia al tesoro enologica ha bisogno di verifiche prima di sbandierare una nuova scoperta. A questo proposito racconta di essere rimasto folgorato dalla qualità di un Cabernet di Napa e di essere poi andato in cantina scoprendo che gli altri vini non avevano lo stesso livello di eccellenza.

Il corallo di Sveva Casati Modignani

Difendono dal malocchio ma sono anche ornamenti di raffinata eleganza, i coralli e la storia avvincente dei corallari raccontata da Sveva Casati Modignani 

Sveva-Casati

Sveva-Casati

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Prima di parlare del libro vi presento chi me lo ha regalato: Anna Pesenti Buonassisi la persona più generosa che conosco. Non è ricca ma fa dei regali da miliardaria. Qualche mese fa mi ha mandato cinque casse di libri rari fra cui cinquecentine e prime edizioni. Per il mio compleanno è arrivato il salottino art decò che Vincenzo Buonassisi il grande gastronomo compagno e poi marito di Anna deceduto nel 2004, teneva nello studio, insieme a un cavallo cinese.

Durante la sua ultima visita da noi Anna è arrivata con una valigia pesantissima piena di libri di Sveva Casati Modignani con le dediche alle persone della fattoria del Colle. Un altro regalone. Povera Anna chi sa quanto ha tribolato per portarsi in treno tutto quel peso!

La bottiglia più cara del mondo è un Margaux del 2009

Costa 195.000$ ed è stata prodotta in soli 6 esemplari. Ha un’etichetta incisa in oro e contiene 12 litri. E’ in vendita da Le Clos all’aeroporto di Dubai

 

Margaux 2009 12 litri

Margaux 2009 12 litri

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Quando si dice “roba da sceicchi” al giorno d’oggi si intende proprio questo, qualcosa di costosissimo, di super esclusivo, qualcosa di effimero che finisce nel momento stesso in cui viene consumato. Insomma una cosa che serve solo a sfoggiare la propria ricchezza.

La bottiglia 12 litri -Balthazar- prodotto da Corinne Mentzelopouls a Chateaux Margaux ha superato di slancio precedenti di tutto rispetto come il Lafite del 1787 appartenuto a Thomas Jefferson acquistato per 155.000$ e il Lafite Rothschild in vendita a 135.299 $ on line e segnalato da Wine Searcher il sito che pesca fra 42.000 indirizzi di e-commerce.
Per Chateaux Margaux un’operazione di marketing da manuale: ne hanno scritto in tutto il mondo! E non stupisce che Corinne abbia iniziato la sua carriera in un’agenzia pubblicitaria.

La collina della discordia nel Barolo

Una storia italiana con anni di avvocati, veleni, ricorsi e sentenze che sovvertono le precedenti sulla collina del vino più favolosa d’Italia: Cannubi

Cannubi

Cannubi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Mio nonno Giovanni Colombini ne parlava come fosse la montagna degli dei, l’Olimpo dei vini piemontesi. Più tardi ci sono stata ospite della mia amica Anna Abbona dei Marchesi di Barolo e ho potuto costatare la bellezza della collina di Cannubi coperta di vigneti che in autunno diventano un mare d’oro. Da questo quadro romantico, fatto di paesaggio e di grandi Barolo, si scende poi in una situazione piena di toghe, bolli e vertenze legali. Insomma dal poetico al giudiziario.
Quella che è considerata come la madre storica del Barolo, la collina di Cannubi, è divisa fra 5 delle 166 “Menzioni geografiche aggiuntive” previste dal disciplinare di produzione del Barolo DOCG approvato nel 2009: Accanto a Cannubi ci sono anche Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel.

Quali sono i wine blog che contano?

La classifica del 10 ottobre vede in testa WineNews  seguito da LucianoPignataro e Intravino, al quarto posto DiVini del Corriere della Sera

WineNews2013 staff

WineNews2013 staff

E’ un ranking che conta molto quando si tratta di misurare l’influenza di un organo di stampa nel mondo del vino oppure di vendere spazi pubblicitari. A farla è Ebuzzing Lab una società che studia e pianifica la comunicazione visiva ad altissimo livello. Nel sito ci sono classifiche di tutti i generi. Ecco che il top video in Italia è uno spettacolare clip di Laura Pausini seguito da 3 video di Nokia solo apparentemente artigianali come se fossero fatti da uno di noi. Se invece guardiamo la stessa classifica in USA troviamo al primo posto un delizioso video Samsung Galaxy Gear.
La top news in Italia è di Beppe Grillo che è anche il titolare del blog numero 1, il più seguito di tutti. Insomma il leader dei 5 Stelle è una potenza nei social.
Nella home page di Ebuzzing Lab ci sono classifiche su tutti i tipi di blog: gastronomia, musica, moda …. persino gossip e birra.

Solo l’uomo intelligente sa mangiare e noi lo siamo!

“Il benessere del corpo nasce dal piacere del cibo” il nutrizionista Pierluigi Rossi e la chef stellata Michelin Katia Maccari al Lions Firenze Brunelleschi 

Lions Club Firenze Brunelleschi Rossi, Gardini, Maccari

Lions Club Firenze Brunelleschi Rossi, Gardini, Maccari

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sembra un paradosso ma il professor Rossi ci ha dimostrato che è vero: il primo segreto del benessere è contrastare l’incapacità di godere del cibo , quella che lui chiama la “regressione sensoriale”. Batte le mani Katia Maccari chef stellata Michelin dal 2003 dell’albergo Il Patriarca di Chiusi, quello amato da Federico Fellini dove è stato ambientato il film “8 e ½”. Ma battono le mani anche i soci del LionsClub Firenze Brunelleschi che si erano messi a tavola piuttosto intimiditi dalla presenza di un nutrizionista decisamente celebre ( Più sani più belli, 1Mattina, Domenica In, Linea Verde …). Invece tutti assolti dai peccati di gola! Anche quello di aver gustato il piatto preparato dalla bravissima Katia Maccari: passatelli di anatra con paté su mele e sedano brasati e intingolo di guanciale accompagnato da pan brioche all’uvetta.

Passatelli di anatra con paté su mele e sedani brasati

Passatelli di anatra con paté su mele e sedani brasati

Ma torniamo alla conferenza del Professor Pier luigi Rossi docente nelle Università di Siena e Bologna: aumentare la varietà del cibo fino dai primi anni di vita è la prima azione in favore della Gastro-nomia e contro la gastro- anonimia che porta a mangiare di più, a ingrassare e ad ammalarsi. Quindi no ai cibi artificiali e pieni di zucchero o sale (tipo patatine fritte) che sono appetitosi ma non saziano e quindi spingono a ingozzarsi <<anteponendo il profitto al benessere dell’uomo si finisce nel disastro!>> ha detto Rossi.

Capra e cavoli, mafia e sprechi agricoli

Il 28 ottobre alle 17 a Eventi Fontana di Trevi in Piazza della Pillotta a Roma, Franco Poggianti, spiega  perché il settore primario è sempre secondario

Franco Poggianti

Franco Poggianti

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ divertente, sembra incredibile per un libro di 278 pagine pieno di dati sull’agricoltura, eppure è divertente. Capra & Cavoli (Agra Editrice 10€) ti avvince fino dalle prime pagine come fosse un romanzo e invece spiega l’agricoltura italiana meglio di qualsiasi manuale. Meglio perché la grande capacità giornalistica di Franco Poggianti usa piccoli racconti, personaggi e aneddoti esemplificativi per dipingere un quadro completo. Parla anche di me e delle Donne del vino (p.226) ma qui vorrei parlare d’altro e darvi  qualche frammento che rende l’idea del libro. Il titolo è” Mozzarelle camorriste” <<….. I pomodorini mafiosi di Vittoria , comunque non sono soli. Gli esempi di attività criminosa in agricoltura sono numerosissimi … Nell’agro avesano produzione, smercio e esportazione della mozzarella di bufala sono controllati dai Casalesi …>> Alla fine viene fuori che tutti i giorni ci mettiamo a tavola con un invitato invisibile: il mafioso.

Vale 700 milioni di Euro il brand Montalcino

Quasi quadruplicato in 16 anni il valore del brand Montalcino che ha continuato a crescere, nonostante la crisi, e a moltiplicare valori immobiliari e business 

Montalcino paesaggio di A.Rabissi

Montalcino paesaggio di A.Rabissi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La stima è stata effettuata su richiesta di Winenews, l’agenzia di comunicazione e marketing di Alessandro Regoli e Irene Chiari, che ancora un volta, si è dimostra capace di visione e pensiero strategico.
Nel 1998 il brand Montalcino fu valutato 500 miliardi di Lire dall’Università Bocconi, oggi risulta quasi quadruplicato. <<L’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza>> spiega WineNews, ha effettuato la stima all’interno <<del progetto ERI (Economic Reputation Index) a partire dall’ Anholt Brand Index, su dati del Registro Imprese, Istat, Eurostat e Consorzi di tutela>> . Si tratta quindi una valutazione attendibile e desunta da un ampio paniere di dati economici e di immagine quali il turismo enogastronomico, l’export, la notorietà internazionale, i valori immobiliari e della produzione agricola. La stima è di grande utilità perché fotografa in modo sintetico un processo di sviluppo diffuso che, grazie al Brunello, ha trasformato un territorio rurale molto povero in un’area che attrae investimenti, crea occupazione e redditi. La fotografia di un successo ma anche un dato a cui far riferimento per valutare il futuro e orientare le scelte dell’amministrazione locale e degli imprenditori.

                                                                       
Cinelli Colombini
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