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Anche il Brunello ha la sua band

I Baustelle nel Vino Nobile di Montepulciano, Gianna Nannini targata Chianti e ora gli Zest gruppo rock nato in una cantina di Brunello [caption id="attachment_9358" align="alignleft" width="230" caption="Zest"][/caption] E’ nato 10 anni fa e si chiama Zest termine inglese che indica gioia di vivere ma anche limone. Zest nasce, suona e registra nella cantina di Badia Ardenga a Torrenieri –Montalcino. Una cantina museo sorta in una stazione per il cambio dei cavalli lungo la via Francigena. Qui Mario Ciacci ha raccolto le testimonianze di un passato millenario e offre ai visitatori grandi vini e una passione infinita. Ma ecco che  “MontalcinoNews” ci rivela l’attualità...

USA: la birra batte il vino ma le donne suonano la riscossa

Donatella Cinelli Colombini racconta le novità emerse dall’indagine Gallup : strapotere della birra e donne che preferiscono il vino nel 52% dei casi

Il consumo del vino in USA ha supera quello della birra solo nel 2005 e nel 2011 l’ha eguagliato (“Corriere Vinicolo” 10

consumatrici

consumatrici

settembre 2012). Piccole luci in un panorama dominato dalle brewery. La birra è la prima scelta nel  40% dei casi contro il 35% del vino.

Fra i giovani (18-34 anni) la quota di chi ama le bionde sale fino al 45% incrementando la posizione di forza della birra rispetto allo scorso anno come, del resto, ha fatto anche il vino che arriva al 30%, con una percentuale mai toccata in precedenza. Salendo con gli anni il vino viene preferito e fra gli over 55 le proporzioni si invertono: 45% preferisce il vino e il 28% la birra.

Sono i millennials i nuovi clienti del vino in USA

I migliori acquirenti dei vini costosi sono i Millennials. Vogliono naturalezza e vini sconosciuti. Bevono rosati ma anche vini arancioni.

Millennials

Millennials

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Un interessante articolo di Ben O’Donnell pubblicato nel  Wine Spectator ci presenta il miglior cliente delle bottiglie di vino oltre i 20$. Ecco la classifica:   Boomers 12%, Generation X 14%, Millennials 25%

L’indagine è della  Nielsen Company realizzata nel 2010 e i risultati sono sorprendenti: lo Champagne Krug è consumato per il 24% da persone fra i 21 ed i 24 anni di età e per il 20% da clienti solo leggermente più vecchi ( 25-34 anni).

Specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?

Si chiama “sciopero dello specchio” ed è una nuova tendenza lanciata dalle blogger USA. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Lo specchio di Biancaneve

Lo specchio di Biancaneve

Più che un’idea è una provocazione. Infatti viviamo in un modo pieno di specchi e evitarli tutti sembra proprio impossibile. Le statistiche dicono che passiamo davanti allo specchio l’equivalente di un anno di vita.

Controllare il proprio aspetto è talmente importante che una camera di albergo senza lo specchio grande vale di meno.

Forse stiamo esagerando!

Ed ecco lo sciopero; quasi come dire basta alle logiche dell’immagine. Una reazione divertente ma forte alla società dove apparire è tutto anzi l’apparenza conta più della sostanza.

C’è forse un’altra ragione, più profonda e vera per questo sciopero che viene dalle donne. La vecchiaia.

La verità ti fa male lo so

Un libro di R. Jay Magill jr indaga il paradosso di una virtù che ha effetti positivi solo se ben dosata. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

MAGILLRJAY

MAGILLRJAY

Ricordate la canzone di Caterina Caselli “Nessuno mi può giudicare” che ripeteva il ritornello << La verità mi fa male lo so, la verità ti fa male lo sai … >>? Ebbene, alla luce del libro di R.Jay Magill jr intitolato “ Sincerity” ( pp.272 € 15,81 ) le parole della canzone prendono tutt’altro spessore. Anzi, sembrano la sintesi di una riflessione antica e complessa.   William Somerset Maugham si domandava << non sono sicuro che vogliate davvero sincerità nelle vostre vite>>  e Magill ribadisce  <<paradossalmente richiediamo più sincerità nella vita pubblica che a casa nostra >> perché, la verità << nel privato fa bene, ma solo se presa a piccole dosi>> Le coppie che funzionano sanno dosare con intelligenza la sincerità evitando  di buttarsi in faccia tutto quello che fanno e che pensano con risultati catastrofici.

Anche nel rapporto fra medico e malato  dire tutta la verità è controproducente anche perché manca l’assoluta certezza della diagnosi. Probabilmente ha ragione lo psicologo americano Robert Felman secondo cui la troppa verità crea stress e riduce le probabilità di guarigione.

Come e perché comunicare un territorio è un gioco di squadra

Donatella Cinelli Colombini ci presenta Bruno Caprioli, il suo lavoro per Montalcino, il Brunello e il suo  nuovo libro sul marketing territoriale

 

Bruno-Caprioli

Bruno-Caprioli

Bruno Caprioli:  Montalcino-Torino andata e ritorno. In due battute ecco il rapporto Piemonte – Toscana di questo signore di struttura fisica minuta, occhi sempre vigili, vestiti sempre impeccabili, che parla con  accento toscano ma ha la discrezione e il tatto dei piemontesi. Montalcinese di origini è diventato un esperto di comunicazione a Torino ed è tornato nella sua terra per occuparsi dell’ufficio stampa del Consorzio del Brunello conquistandosi rapidamente la fiducia dei produttori qui e di altre località. Questo incarico è stato infatti il trampolino per entrare nel mondo del vino che conta ed ecco che l’agenzia Mailander, di cui Bruno è partner, ha ora anche l’ufficio stampa  di Gancia.

I piccoli mercati del vino diventano quelli più grandi

Dal 2004 al 2011 le esportazioni mondiali di vino sono cresciute del 43% in valore e del 33% in quantità grazie soprattutto ai nuovi mercati

Violante sulla Grande Muraglia

Violante sulla Grande Muraglia

I nuovi piccoli mercati d’importazione pesano per il 22% del totale del vino che gira per il mondo ma stanno crescendo e acquisiscono importanza rosicchiando i grandi mercati tradizionali che, dal 2004 al 2011 hanno perso il 10% della loro quota.   Questo, in sintesi, il risultato dell’indagine effettuata da un team di ricercatori delle Università di Napoli Partenope e Federico II di cui ha fatto parte Eugenio Pomarici, persona che conosco e stimo da anni (“VQ”  luglio 2012 pp. 18-25).

Per chi ama  il vino di alta gamma l’aspetto più interessante dell’indagine riguarda il segmento dei vini imbottigliati che per il 40% è acquistato dai grandi Paesi importatori storici (Germania, UK , USA).  Il loro business è aumentato solo del 6% in sette anni mentre i Paesi nuovi importatori sono cresciuti del 303 %  accaparrandosi il 23% del fatturato totale.  Insomma un velocissimo  boom!

Inoltre sommando il giro d’affari dei piccoli mercati “storici” e dei nuovi, si ottiene un totale (53,5 %) di oltre la metà del business complessivo delle bottiglie. Situazione che di fatto li mette in posizione dominante. Come dire i piccoli hanno ormai una marcia in più!

Sei goloso? Sei a Roma? “La Repubblica” ti dice dove andare

E’ la migliore guida dei ristoranti di Roma, la più diffusa e attendibile. La firma Giuseppe Cerasa direttore della cronaca di Roma de “La Repubblica

Giuseppe Cerasa

Giuseppe Cerasa

E’ un mio vecchio e caro amico.

E’siciliano di origine, come la deliziosa moglie Anna Maria, ma conosce la capitale più di un romano: dalle sale del Campidoglio ai nuovi quartieri dormitorio in periferia. Soprattutto  conosce tutti ma proprio tutti i ristoranti di Roma.  Lui stesso cucina magnificamente, è un raffinato gourmand  ma anche un esperto di politica, economia e cultura.

Insomma  Giuseppe Cerasa è un grande giornalista e un uomo di grande umanità che riesce a trasformare le sue passioni in iniziative utili a tutti come questa bellissima guida  ai “Ristoranti di Roma e del Lazio”. 

Con la crisi l’agricoltura ridiventa importante

Tampieri a capo di AGEA. Uno dei pochi vantaggi della pessima congiuntura economica in campagna è vedere di nuovo l’agricoltura in alto nell’agenda politica

frutta e verdura

frutta e verdura

I prezzi all’origine dei prodotti agricoli non sono stati mai così bassi ma poi crescono a dismisura in una catena distributiva lunghissima e divisa troppi punti vendita, per cui il consumatore ha difficoltà a fare la spesa fino alla fine del mese.

Per gli agricoltori non è affatto un momento semplice anche perché la spinta  all’innalzamento qualitativo dei prodotti agricoli vino, carne, ortaggi …. li ha costretti a investire e a indebitarsi. Ma ora le banche non fanno credito e l’aumento dei costi di produzione non può essere recuperato nell’aumento dei prezzi. Un bel guaio per i moderni contadini!

L’unica nota positiva, nel generale pianto di un ambito agricolo a secco di liquidità e di guadagni, è l’aumento di importanza dell’agricoltura. Il Premier Monti ci crede. Abbiamo finalmente un Ministro, come Mario Catania, capace di citare i regolamenti a memoria e di presentarsi con efficacia ai tavoli di Bruxelles in cui si decide la politica agricola comunitaria.

Il vino ha bisogno di un social media su misura

Facebook e Twitter forse non bastano per dare al mondo del vino notizie e contatti come per gli studenti USA che usano un canale specifico

California-Polytechnic-State-University

California-Polytechnic-State-University

Un recente studio di Marianne McGarry Wolf, Mitch Wolf, Leanne Brady, Hanna Peszynski, Lindsey Higgins and Shane Wolf  pubblicato in “Wine economics” mostra come  il mondo del vino faccia un uso crescente dei social media. 11,5 milioni di utilizzatori statunitensi di Facebook sono interessati a vino, birra o superalcolici. Per questo il comparto enologico usa internet per dialogare con i clienti e definire il loro profilo. Ma non solo, lo usa anche per stabilire relazioni industriali e trovare fornitori. Un’indagine di ABLE “Social Media Marketing” 2012  ha rivelato che il 94% delle cantine americane sono su Facebook , il 73% sono su Twitter e quasi la metà ritiene che i social media agevolino la vendita dei vini.

Ma il vino in Italia si vende o si regala?

Un’ indagine Cribis –D&B mostra come ristoranti e commercianti paghino male, molto male. Un sistema in crisi ma c’è un’alternativa: Filiera Agricola Italiana

Vino italiano

Vino italiano

Il titolo usato da Carlo Flamini, direttore del “Corriere vinicolo” sembra una sentenza: Il dominio dell’insolvenza. Purtroppo i dati confermano la premessa: solo il 18% dei ristoranti e il 24% dei dettaglianti salda le fatture puntualmente.

Ancora più preoccupanti le note sui fallimenti: il 14% delle imprese del vino, il 18% dei ristoranti, e

Carlo Flamini al centro

Carlo Flamini al centro

il 22% dei GDO potrebbero non pagare le forniture.  Il rischio chiusura non riguarda solo i parvenù  ma anche chi è sulla breccia da anni e soprattutto molti ristoranti che sono in cima alla classifica dei settori  ad alto ciclo di chiusura. Stupisce di trovare, tra le imprese con pagamenti a rischio anche il 22% di grande distribuzione. Evidentemente non solo le imprese famigliari traballano ma anche quelle più strutturate perché le banche hanno stretto i cordoni della borsa.  Mi chiedo se la nuova norma, voluta dal Ministro Catania, sui pagamenti a 60 giorni (30 giorni per frutta e verdura), accelererà il collasso invece di risolvere le cose.  Insomma da un lato il Governo manda messaggi rassicuranti e dall’altro cresce il numero di chi chiude i battenti o vede a rischio la sua busta paga.

Un bicchiere di vino al giorno leva il medico di torno

C’è chi beve per dimenticare e chi per ricordare. Uno studio della Georgetown University dimostra che il vino rosso aiuta la memoria
Georgetown University

Georgetown University

La scoperta è sensazionale e contraddice tutti i luoghi comuni che collegano l’uso del vino e ancor di più dei distillati al desiderio di evasione e di allontanamento dalla realtà più ansiogena.

Invece un  gruppo di ricercatori della Georgetown University – istituita nel 1789 dai Gesuiti a Washington – a lavoro sull’Alzheimer ha notato come il resveratrolo contenuto nei vini rossi tenga lontana la demenza senile.

In pratica ci sarebbero delle virtù neuro protetti ve capaci di aiutare chi ha la malattia in forma lieve cioè al manifestarsi di quei vuoti di memoria che sono il primo campanello della degenerazione  celebrale. Per confermare i primi dati è iniziata una sperimentazione  su un gruppo di pazienti che durerà un anno.

I giudizi di guide e esperti servono a migliorare l’offerta?

L’esempio dei ristoranti di New York rivela come il giudizio degli esperti  possa far crescere i prezzi senza innalzare la qualità dei cibi

Wine Economics

Wine Economics

Un’indagine di Oliver Gergaud, Karl Storchmann e Vincenzo Verardi pubblicata dal n° 180 di “Wine economics” ci mostra gli effetti della Guida Michelin sui ristoranti di New York arrivando a un bilancio negativo.

Dal 1979, ogni anno, 2.000 ristoranti di New York vengono  recensiti dalla guida Zagat. Fino al 2005 questo

Michelin-Zagat

Michelin-Zagat

repertorio è stato l’unico con un reale peso sul mercato ed è tutt’ora considerato di grande autorevolezza. Nel 2005 uscì la prima edizione della guida rossa Michelin -100.000 copie vendute- causando un autentico terremoto.  Infatti << while Zagat is a plebiscite, Michelin is a tribunal>> in altre parole mentre Zagat esprime l’opinione dei consumatori  (25/30.000 pareri ) la Michelin si basa su 5 esperti che visitano i ristoranti in forma anonima.  Il loro giudizio da più importanza alla presentazione e al servizio mentre sul cibo è spesso in contrasto con il giudizio dei consumatori. Da qui il terremoto.

 

I must del turismo 2012: autenticità, artigianalità, unicità

Caccia al viaggio da sogno a pochi soldi, collegamenti web durante i soggiorni triplicati .. queste e altre le nuove tendenze del turismo descritte da Trademark

destinazioni-estero-trend-trademark-2011

destinazioni-estero-trend-trademark-2011

“Trademark trend” è la news letter  che arriva via internet da  Aurelino Bonini il mago delle statistiche turistiche, quello che fornisce a TV e grandi quotidiani  anticipazioni sulla prossima estate negli alberghi e valutazioni sui dati provenienti dalle amministrazioni regionali.

Sono attendibili? La sua risposta è no.  Il trionfalismo degli ultimi mesi relativamente agli arrivi 2011 è fuori luogo infatti il capodanno ha fatto segnare un -30% davvero allarmante.  Inoltre i dati ISTAT e Eurostat non coincidono.  Nel numero delle notti in albergo c’è una differenza paradossale di 100 milioni di pernottamenti.

La parte più interessante del notiziario di Trademark Italia riguarda le tendenze. Ecco le più interessanti: crescerà la caccia all’affarone, alla notte in albergo a 7 stelle per 300 €. In generale tutti cercheranno le buone occasioni per avere di più con meno spesa.

Le parole chiave del lusso sono e saranno autenticità, artigianalità, vintage e unicità, insomma i non luoghi finti e plastificati sono venuti a noia .

30 candeline per Barolo & Co

Ecco Elio Archimede, un signore piemontese apparentemente pacioso ma  in realtà guerrigliero, che da 30 anni racconta al mondo la terra del Barolo

Elio Archimede

Elio Archimede

Ho conosciuto Elio Archimede quando arrivò a Montalcino per occuparsi della promozione del nostro territorio. Erano gli anni eroici in cui i vignaioli del Brunello erano pochi ma uniti nel tentativo di far riconoscere il loro valore nel mondo. Archimede impostò la comunicazione su valori concreti: il lavoro e l’impegno richiesto da una produzione enologica d’eccellenza, le tradizioni locali, del vino e non solo …  Valori veri ma da cui i montalcinesi cercavano, in quel momento e forse inconsapevolmente, di staccarsi, valori che sono germinati lentamente e che,  a distanza di anni, sono ora alla base dell’orgoglio vignaiolo di chi produce Brunello.  Nel Liceo Scientifico di Siena c’era la classe di <<quelli del contado>>  in cui erano relegati, come nel medioevo,  gli studenti  dalla provincia e tutt’ora dire <<sei un contadino! >> è un’offesa pesante.  Per questo forse Elio Archimede sembrò, in quel momento,  meno brillante rispetto a certi suoi predecessori che basavano  la  comunicazione su personaggi famosi,  eventi glamour e  polvere di stelle.  Oggi invece il suo apporto prende tutt’altro spessore.

                                                                       
Cinelli Colombini
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