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Sono Champagne i marchi del vino più forti

Sul podio Moet et Chandon, Don Pérignon, Veuve Clicquot. Tra i primi 20 brand mondiali del vino nessun italiano ma quasi solo colossi francesi e statunitensi

Moet et Chandon 1

Moet et Chandon 1

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La classifica arriva da Intangibile Business, viene pubblicata ogni anno e riguarda i maggiori brand mondiali di bevande. Ovviamente in testa ci sono gli alcolici, con Johnnie Walker, Vodka Smirnoff e Martini nelle prime tre posizioni. Il primo vino è Moet et Chandon al sedicesimo posto. Intangibile Business valuta la forza del brand  con 10 esperti di riconosciuta fama internazionale, in base alla dimensione produttiva, alla capacità di espandersi, al prezzo dei prodotti e al numero dei mercati raggiunti. Si tratta dunque di un giudizio sulla parte immateriale del prodotto senza alcuna attinenza con la sua qualità intrinseca. Intangibile Business è una società in grado di valutare i brand più diversi e offre i suoi servizi anche a studi legali e banche quando devono sapere il prezzo di un marchio. Fra i suoi clienti ci sono il gigante dei viaggi TUI e l’Oréal regina dei prodotti per capelli. Sono venuta a conoscenza dei suoi studi sui marchi “in bottiglia” tramite  inumeridelvino inesauribile fonte di notizie utili.

Fatti un grande vino su misura

MyTailoredWine 300 bottiglie prodotte scegliendo la vigna, usando una cantina importante e enologi famosi. E’ il sogno di ogni wine lover

MyTailoredWine

MyTailoredWine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
<<MyTailoredWine è un progetto che offre l’opportunità, unica in Italia, di potersi creare il proprio vino “su misura” diventando così un vero winemaker>> dicono Federico Genta Ternavasio e Paolo Torretta nell’ home page del loro sito. Sono due torinesi di 26 anni con un’ottima formazione universitaria in legge e economia, conseguita in Italia e all’estero e aggiunta a un diploma da Sommelier. A valorizzarli è il Corriere della Sera con il blog DiVini dove Luciano Ferraro è un’inesauribile fonte di notizie interessanti. I due giovani hanno creato un progetto sotto la guida di due grandi enologi: Attilio Pagli ed Emiliano Falsiniun progetto che  consente agli appassionati di vino di produrre una piccola serie di bottiglie di altissima qualità secondo il loro gusto.

Le cantine italiane on line, che disastro!

L’80% degli importatori esteri giudica negativamente i siti delle cantine italiane ma il 55% acquista vini solo da siti con molte belle foto e testi in inglese 

Charles Robert Darwin

Charles Robert Darwin

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’indagine si intitola “Cosa vogliono gli importatori” ed è stata condotta da ItalyFineWINES su 276 importatori di 12 paesi del mondo fra cui Germania Danimarca Canada USA… A fianco dell’indagine c’è una guida dei vini italiani costantemente aggiornata e fatta da  buyers per i buyers.

Va sottolineato che la partita è enorme perché meno di un quarto degli importatori esteri partecipa alle fiere in Italia come Vinitaly. Quelli più piccoli, che magari fanno una distribuzione locale ma comprerebbero comprare 1.200 – 2.400 bottiglie di vino all’anno usano internet (71%) per allargare il loro portafoglio. A conti fatti un business enorme e adattissimo alla stragrande maggioranza delle cantina italiane che sono piccole o molto piccole.
Le regole per rendersi appetibili nei confronti di questo gran numero di importatori che cerca contatti on line sono facili e facilmente applicabili da tutti. Il problema è che pochissimi le attuano.

Chianti, Montepulciano Barbera il vino italiano su twitter

Una ricerca di Almawave su 7,8 milioni di tweet del mese di ottobre 2013 ha rilevato i vini più cinguettanti insieme alle parole chiave di 14 altri argomenti

twitter_enologici

twitter_enologici

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Nell’ordine i vini più twettati sono Chianti 18%, Montepulciano 9%, Barbera 8%, Prosecco 5%, Brunello 4% e Barolo 3%. La classifica è oggetto di uno spassosissimo post di Intravino che vi invito a leggere e al quale vorrei aggiungere qualche commento.
Nel 2009 la Società Dante Alighieri fece un sondaggio sulle parole italiane più conosciute nell’Unione Europea e venero fuori soprattutto termini di cose da mangiare: Pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso. Anche la parola Chianti risultava il vino più conosciuto e molto forte soprattutto in Lussemburgo e in Belgio.

Il brett, la puzzetta che impazza nel vino

Era comunissimo in Francia e quasi sconosciuto da noi fino al 2010, il brett ospite indesiderato delle cantine è l’odore di pelliccia bagnata o di “cacchetta”

Cantina tradizionale

Cantina tradizionale

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Un tempo i perfidi sentori di brettanomyces erano solo nei vini delle cantine poco pulite e con botti vecchie. Noi produttori italiani eravamo sempre attoniti vedendo lavare le barrique con acqua fredda e sanificarle con gli zolfini nelle cantine francesi anche di grande nome. Da noi gli impianti col vapore “stile californiano” per pulire le botti sono arrivati forse prima che oltralpe ma oggi non bastano più a garantire un aroma netto ai vini perché le contaminazioni del perfido bret e il suo terribile figlio, l’etilfenolo,  sono nei mosti.

Un articolo della rivista “VQ” di Raffaele Guzzon Professore di Microbiologia e Tecnica Enologica  alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige ripercorre, dati alla mano, quello che ogni produttore ha visto succedere negli ultimi anni. Il cambiamento del clima verso il caldo ha portato nei tini uve molto “zuccherine” che hanno originato mosti troppo alcolici e poco acidi. Contemporaneamente la riduzione dell’uso di antisettici e anidride solforosa collegato alle nuove istanze salutistiche ha innescato un aumento delle contaminazioni specialmente in chi vinifica naturalmente, senza l’aiuto di lieviti selezionati.

Dove si beve il vino: sempre più in Cina, Usa e in Africa

Ecco la classifica dei Paesi consumatori: Francia, USA, Italia, Germania e Cina ma con l’Italia in forte frenata a -6% sullo scorso anno e la novità africana

CinelliColombini, DeCastro; Dell'Orefice a Nomisma

CinelliColombini, DeCastro; Dell'Orefice a Nomisma

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’Italia, colpevole la crisi economica che taglia la capacità d’acquisto, scende velocemente la classifica dei Paesi consumatori. Ecco la lista redatta da WineMonitor di Nomisma: prima la Francia con 36,6 milioni di ettolitri, seguono Stati Uniti (29 milioni di ettolitri), Italia con 22,6, Germania 20 e Cina 17,8 milioni di ettolitri. A questa lista è bene affiancarne un’altra che arriva da Mediobanca con i mercati dove i consumi salgono ecco che la Cina è in testa con +15% seguita dagli USA 8,2%, Uk 6,5% e Russia 5,6%.
Ma la sorpresa viene dall’Africa. Sarà il continente nero il mercato del futuro per i vini italiani? Per ora i numeri sono piccolissimi: 534 milioni di Dollari di importazioni enoiche dall’Italia nel 2012 e consumi di vino concentrati in Sud Africa che è anche un
Paese produttore per cui non fa sperare in grandi prospettive.

10 luoghi comuni sbagliati sul vino

Paul Gregutt redattore della prestigiosa rivista Wine Enthusiast ci invita a liberarci di alcuni luoghi comuni primo fra tutti: il vino più caro è il migliore

GREGUTT-CELLAR_

GREGUTT-CELLAR_

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Quelli che Paul Gregutt ha commentato nel bellissimo articolo che vi invito a leggere, sono effettivamente delle convinzioni radicate e diffuse che contagiano persino chi assaggia vino da una vita.
Alcuni di questi miti hanno una radice autentica ma il loro uso generalizzato li ha trasformati in verità assolute che inducono in errore. Per questo la lista di luoghi comuni proposta da Paul Gregutt va letta con attenzione e ci deve spingere a riconsiderare molti giudizi.
1) Il vino più caro è il migliore
2) Le grandi cantine fanno buoni vini ma non vini eccezionali
3) Le piccole cantine fanno vini più autentici
4) I vini invecchiati buoni sono solo quelli con i tappi di sughero
5) I vini tannici hanno bisogno di un invecchiamento maggiore
6) C’è un momento perfetto per ogni vino da lungo invecchiamento
7) La bottiglia pesante indica un vino buono
8 ) I vini dolci sono per gli incompetenti
9) Nelle vendemmie difficili tutti i vini sono scadenti
10) Tutti i vini da conservare sono rossi

I debiti del vino. Gancia e LaVis le situazioni più critiche

Antinori la cantina più indebitata ma anche quella che ha investito di più. Cevico e Frescobaldi con il miglior rapporto debito-fatturati

Antinori family

Antinori family

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I numeri del vino, un blog che vi suggerisco di leggere, offre spunti di riflessione interessantissimi sul business e le cantine. Questa volta sollecita proprio la nostra curiosità. Ci fa entrare nelle stanze segrete, quelle dei conti e ci fa scoprire ciò che, nell’ovattato mondo del vino, è difficilissimo sapere: i debiti.
La situazione finanziaria delle 20 maggiori cantine italiane ci mostrano solo pochi casi di reale difficoltà: Gancia, Mezzacorona e LaVis. Non sono le più indebitate ma quelle che hanno un rapporto fra il patrimonio e l’indebitamento decisamente peggiore così come fra il volume d’affari e l’indebitamento.
Antinori, invece ha fatto un enorme investimento nella cantina del Chianti Classico che è ben evidente nei conti ma ha anche un solidissimo business di oltre 150 milioni di Euro l’anno e la prospettiva di trasformare in fatturato le sale delle nuove meravigliose cantine di Bargino alle porte di Firenze.

Come distinguere la pizza Margherita davvero buona

Le istruzioni sulla super Pizza arrivano da Luciano Pignataro che ha selezionato anche le 15 Margherite migliori di Napoli e quindi del mondo.  

 

Pizza Margherita

Pizza Margherita

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Prima di tutto il nome. Luciano ci insegna la parola giusta è “pizzajuolo” scritto con la J. Dopo una partenza critica in cui Luciano Pignataro contesta la recente crescita qualitativa e quantitativa della mozzarella unita al peggioramento degli impasti, inizia una vera e propria lezione che qui vi riassumo ma nella penna del protagonista si arricchisce di molti dettagli. Dato per scontato che gli ingredienti per la pizza siano eccellenti, il miglior pizzajolo è quello che li sa bilanciare la dolcezza del formaggio al sapore del pomodoro. La pasta sul bordo deve essere alta e ben alveolata. Le tante pizze di Napoli si possono riunire in due grandi tipologie: quella enorme a “ruota di carro” della zona della stazione –via Tribunali e quella piccola del centro.

 

LE MIGLIORI PIZZE MARGHERITA

L’elenco delle pizze Margherita migliori va letto nel blog di Pignataro. Io mi limiterò a rivelare quelle che mette sul podio. Prima Guglielmo Vuolo, poi Ciro Salvo e medaglia di bronzo Enzo Coccia.
Ciò che colpisce nelle immagini delle 15 super pizze Margherita pubblicate nel sito del grande Luciano è il protagonismo della pasta con bordi grandi e soffici. Evidentemente non basta fare una grande pizza ma bisogna anche mangiarla nel modo giusto tagliando spicchi che comprendano sempre un pezzetto di bordo.

AIS Bibenda – Sommelier un divorzio all’italiana

La scissione di Bibenda dall’Associazione Italia Sommelier  AIS ripete un copione visto in politica, nei sindacati, nelle aziende ed è tipicamente nostrano

SOMMELIER AIS

SOMMELIER AIS

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia è di ieri e riguarda la nascita della Fondazione Italiana Sommelier che va a sostituire la delegazione dei Sommelier AIS di Roma e del Lazio. Si tratta di un organismo che nasce grande, per i 200 corsi di formazione realizzati, gli eventi giornalieri che attraggono i wine lovers di tutta Italia nelle splendide sale dell’Hilton, la guida Bibenda con i punteggi delle migliori bottiglie … Ma anche di un organismo che gode di un forte appoggio istituzionale visto che << avrà il Riconoscimento Giuridico dello Stato e l’Accredito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché presso i Ministeri della Cultura, degli Esteri e delle Politiche Agricole>>.
Nella lettera che Franco Ricci ha indirizzato ai soci AIS del Lazio, che contiene i virgolettati sopra riportati, si chiede

francoricci

francoricci

loro l’iscrizione alla Fondazione Italiana Sommelier precisando che organizzerà i corsi di qualificazione professionale per Sommelier << con il Riconoscimento Giuridico dello Stato, unico corso per Sommelier in Europa a possedere tale importante requisito >>. In altre parole darà valore legale al titolo che rilascia.
Le prime reazioni del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta sono molto dure sulle pagine del sito AIS  <<Fine di un incubo perché, per quanto ci riguarda, se il profilo della cultura del vino sarà da oggi magari meno seducente e meno patinato, sarà anche meno pomposo, meno saccente, meno arrogante e meno sbruffone. Prerogativa di chi è realmente competente e non deve mascherare altrimenti la propria insipienza>>.

Parole che esprimono i sentimenti di chi presumibilmente si aspettava lo strappo visto il mancato rinnovo del contratto di collaborazione fra l’AIS e Bibenda. Fin ora, lo staff di Franco Ricci assaggiava i vini, redigeva la guida Bibenda e l’AIS ne comprava 30.000 copie per i soci di tutta Italia.

Qualche rumors sulla possibile nascita di un organismo nuovo e afferente all’ organizzazione romana di Ricci era in giro da mesi come giustamente affermava Intravino nei suoi articoli sull’argomento. Ma fino a ieri non c’era niente di certo. Nei prossimi giorni c’è da aspettarsi una propagazione della scissione nelle regioni d’Italia con delegati o ex delegati insofferenti.  

Okanagan Canada batte Bordeaux sul turismo del vino

E’ davvero in Canada il territorio del vino più amato dagli enoturisti  di tutto il mondo? Supera Napa e Sonoma Valley, la Toscana e persino Bordeaux

Valle di Okanagan, Columbia Britannica

Valle di Okanagan, Columbia Britannica

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La classifica sulle “wine destination” più apprezzate dagli enoturisti arriva da una fonte molto autorevole: The Huffington Post, il colosso dell’informazione on line fondato nel 2005 da Arianna Huffington, che in breve tempo è diventato uno dei siti più cliccati del mondo, addirittura il numero uno nella classifica di Thecnorati. I numeri sono impressionati: 50 milioni di visitatori unici e 6 milioni di commenti al mese. Hanno firmato articoli sull’Huffington Post Barack Obama, Hillary Clinton, Michael Moore, Madonna. Dal 2012 esiste anche un’edizione italiana, in collaborazione con il Gruppo Espresso, diretta da Lucia Annunziata.
Dopo questa premessa è impossibile sottostimare l’importanza della classifica dell’ Huffington Post sulle 10 regioni del vino più apprezzate dai turisti, anche se appare oltremodo sorprendente. Eccola

Perché voterò Renzi e spero che lo farete anche voi

Non ha la bacchetta magica ma almeno ci prova. Promette un cambiamento e questa è la cosa principale, ma crede anche nel talento e non nelle clientele

Vanity Fair copertina

Vanity Fair copertina

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La politica non mi piace, soprattutto non mi piace la politica che vedo qui in Italia, ma continuo a sperare in una rinascita, a sperare che sia possibile avere coraggio, cambiare le cose e uscire dalla crisi. Per questo sostengo chi vuole provarci, come Matteo Renzi

Qualche francobollo delle cose che ha detto di recente

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19 novembre – da eNEWS 376
Sul Ministro Cancellieri <<Cancellieri dice ai giornali “Se ci fosse stato il vecchio PD mi avrebbe difeso”. Non so. Io spero che ci sia un PD nuovo. E lo spero per l’Italia, non per Cancellieri.>>
Sull’alluvione in Sardegna << negli ultimi 50 anni le alluvioni hanno travolto circa 1.500 centri urbani provocando 4.200 morti e quasi mezzo milione di sfollati. Quante vittime dobbiamo ancora contare perché finalmente si consideri la difesa del suolo una grande emergenza nazionale?>>
Giusto, provaci Matteo, salvaci dalle acque come Noè!

20 novembre – da “Vanity Fair” <<Via le province, via il Senato, via la metà delle poltrone nei consigli regionali, nelle giunte, nelle aziende partecipate. Dimezzare il numero dei politici, raddoppiare il numero delle biblioteche e degli asili nido: su 100 famiglie che fanno richiesta solo 14 trovano posto, si rende conto? >>
Questo si che mi piace!

14 il numero tabù del vino californiano e anche in italia?

James Laube spiega sul “Wine Spectator” perché i produttori californiani considerano il 14% di alcool nel vino un limite invalicabile

James Laube

James Laube

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
<<Per me la questione non è tanto stare sotto una certa percentuale d’alcool quanto l’armonia e il gusto di un vino>> scrive James Laube. Tuttavia il problema c’è ed è per questo che Laube, uno degli otto Senior editor della rivista del vino più reputata del mondo, super esperto di vini Californiani, analizza la questione da diversi punti di vista partendo dalla cantina Dunn di Napa Valley, che pur di ridurre il tenore alcolico dei suoi vini usa l’osmosi inversa.

Wine Spectator copertina

Wine Spectator copertina

La ragione che spinge i winemakers a cambiare assomiglia a <<quando ti guardi allo specchio e non ti piaci. C’è bisogno di dieta, o di fare ginnastica>> dice Laube.
Ed ecco che Jamie Kutch che aveva debuttato con un Pinot Noir 2005 di Sonoma con 16,5% di alcool, è tornato dalla Borgogna con nuove idee: coglie le sue uve prima per mantenere la freschezza e l’acidità, vinifica prolungando il contatto con le bucce, usando stems i cui tannini proteggano i caratteri del frutto. <<Nel tempo la polimerizzazione si evolve nella bottiglia e avviene una vera magia>> spiega Kutch a James Laube descrivendo i suoi nuovi vini che hanno fra i 12,5 e i 13,5% di alcool e aggiunge << a volte la Borgogna soffre per la mancanza di sole come a volte la California soffre per un eccesso di sole>>.

La scuola dei campioni sommelier vince ancora

Andrea Balleri di Pistoia campione italiano Sommelier AIS 2013. Nuovo successo della Scuola concorsi AIS Toscana,  diretta da una donna

luca_martini_campione_del_mondo sommelier

luca_martini_campione_del_mondo sommelier

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Si chiama Simona Bizzarri è stata miglior sommelier della Toscana nel 2008 e dirige questa sorta di palestra del gusto dove i migliori talenti dell’assaggio si allenano per diventare campioni. Tanto tempo, tanto studio, tanta concentrazione ma soprattutto tanti sacrifici perché bisogna evitare il fumo, gli stravizi che compromettono il fegato e anche investire soldi per l’acquisto di bottiglie importanti di tutto il mondo.
Il corso è uno dei migliori d’Italia, le lezioni si svolgono a Calenzano,

balleri_andrea miglior sommelier italiano 2013

balleri_andrea miglior sommelier italiano 2013

vicino a Firenze, avvalendosi di docenti d’eccezione; campioni nazionali, regionali o di specifici settori come le bollicine o il Sangiovese. 5 lezioni da febbraio a marzo per un costo che si aggira sui 100€. Pian piano i migliori sommelier imparano a presentare le loro sensazioni organolettiche con descrizioni orali e testi scritti.

La cena di Natale di Luca Bianchini con i Lions

Io che amo solo te” il libro dell’estate 2013 ci fa ritrovare i suoi protagonisti con una storia ancora più bella e Luca Bianchini la racconta ai Lions

Luca Bianchini Cena di Natale al Lions Club Firenze Brunlleschi

Luca Bianchini Cena di Natale al Lions Club Firenze Brunlleschi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Lions del Firenze Brunelleschi ascoltano Luca Bianchini come ipnotizzati. Lui è un “animale” da palcoscenico: divertente, ironico, glamour, provocatorio, imprevedibile …. Insomma affascinante. La presentazione del libro è qualcosa che assomiglia a uno show e piace a tutti.
Il suo nuovo libro La cena di Nataledi Io che amo solo te (Mondadori pp. 183 € 12) è anche meglio del precedente, di cui continua la trama. Tutto avviene in meno di ventiquattro ore, la vigilia di Natale a Polignano in Puglia.

E’ una commedia all’italiana nel miglior stile di Edoardo de Filippo, con la vanità

Lions club Firenze Brunelleschi, lettrici di Luca Bianchini

Lions club Firenze Brunelleschi, lettrici di Luca Bianchini

che diventa il filo conduttore di eventi verosimili ma al limite dell’assurdo. Vince chi è più vero, chi ha più cuore ma è l’ironia, che gioca sulla voglia di apparire dei protagonisti, a dare a questo libro il valore di un affresco della provincia italiana. Divertente ma irriverente al punto da mettere in ridicolo la vanagloria tipicamente italiota.

                                                                       
Cinelli Colombini
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