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Sommelier russi, non immaginate quanto sono bravi!

Due master class sul vino in Toscana, il sangiovese e il Brunello mi fanno scoprire l’impressionate competenza dei sommelier russi

DonatellaCinelliColombini-con-i-sommelier-russi-di -Mosca

DonatellaCinelliColombini-con-i-sommelier-russi-di -Mosca

Di Donatella Cinelli Colombini

22 settembre, arrivo a Mosca ed è freddo ma la città è bellissima, non l’ho mai vista così bella. I palazzi ottocenteschi che prima neanche si vedevano, sono stati restaurati e ora rivaleggiano con quelli di San Pietroburgo.

MOSCA PIU’ SPLENDIDA CHE MAI

Tutte le strade sono ben tenute, i marciapiedi rifatti le ringhiere riverniciate, ci sono luci ai cornicioni di tutti gli edifici di pregio … impressionate! Se a questo aggiungiamo le vetrine di alta moda, i ristoranti eleganti, la gente per strada tutta giovane e ben vestita con in mezzo tante donne che ostentano vestiti griffati si ha l’impressione di un gigantesco boom economico. Appena scesi dal taxi assistiamo a uno spettacolo di luci, immagini e suoni sulla facciata del Bolshoi che diventa un enorme palcoscenico. L’albergo è quello del recente scandalo politico, il Metropol, a due passi dal Cremlino e pullula di delegazioni estere in costumi etnici.

LA SCOPERTA DELLA STUPEFACENTE COMPETENZA DEI SOMMELIER RUSSI

Brunello-2013-con-cucina-russa-innovativa-ristorante--Nomo-San-Pietroburgo

Brunello-2013-con-cucina-russa-innovativa-ristorante–Nomo-San-Pietroburgo

Sono in Russia per fare due lezioni ai sommelier russi sul vino toscano, il sangiovese e il Brunello. Le lezioni sono in inglese e io mi sono allenata da dieci giorni per esporle in modo fluente. Ho scelto la tecnica dello storytelling alternando numeri e dati tecnici a racconti storici. Oltre alla lezione frontale c’è la degustazione verticale dal barrel tasting al Brunello 2006.
La prima lezione davanti a 25 sommelier di Mosca è sconvolgente. Sanno tutto. Il quiz finale, che a me era sembrato troppo difficile, non basta a selezionare un vincitore perché 4 danno quasi tutte le risposte esatte.
Mi chiedo se i sommelier italiani reagirebbero allo stesso modo di fronte a una lezione sul Malbec oppure sulla più vicina e facile Borgogna. Mi spiegano che la scuola russa è nozionistica e sta progressivamente diventando ancora più difficile. Per questo loro diventano enciclopedie viventi del settore di cui si occupano e forse per questo i sommelier studiano il vino con una profondità da noi impensabile.

NON SOLO VINO MA ANCHE ARTE GRANCHI REALI A MOSCA

Prima di partire per San Pietroburgo in treno io e mio marito Carlo visitiamo San Basilio e rimaniamo impressionati dalla pittura religiosa russa che è rimasta la stessa per cinquecento anni. Anche le manifestazioni dell’ascetismo dei Santi sono shoccanti con catene di ferro e croci pesantissime di evidente scopo espiatorio. Una devozione vissuta in privato in tante cappelline scintillanti e altissime come qualcosa di riservato agli Zar e alla più alta aristocrazia. Non meraviglia che i rivoluzionari russi avessero chiuso le chiese così come non meraviglia la loro riapertura e restauro da parte di Putin. La religione è in Russia un supporto formidabile dell’identità nazionale.

Aspettando la vendemmia di Brunello 2019

Salvo imprevisti la vendemmia 2019 sarà una delle migliori del nuovo millennio. La raccolta del Brunello nelle date classiche fra fine settembre e primi di ottobre

Di Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia-2019-L'enologa-Sabrina-con-l'uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2019-L’enologa-Sabrina-con-l’uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

IL CLIMA 2019 NELLE VIGNE DI BRUNELLO

Il 2019 è stata un’annata piuttosto arida. L’inverno ha avuto poche piogge e niente neve. E’ stato freddo ma non freddissimo anche per il gran numero di giornate soleggiate. La primavera, sebbene molto piovosa, non è riuscita a reidratare il terreno del tutto. Tuttavia il maltempo ha ritardato l’inizio del ciclo vegetativo delle viti e ha disturbato la fioritura dando vita a grappoli leggermente sotto dimensionati.
In estate le ondate di caldo africano sono state interrotte da perturbazioni nordiche con piogge di grande entità. Abbiamo registrato fino a 50 mm di precipitazioni in un solo giorno. Piogge che hanno comunque abbassato le temperature e idratato il terreno con più frequenza alla Fattoria del Colle e leggermente di meno al Casato Prime Donne di Montalcino.
La perturbazione più violenta il 28 luglio ha letteralmente sconvolto, con chicchi di grandine grandi come albicocche, la zona di Arezzo mentre da noi ha prodotto solo nubifragi. Dal I°luglio al 15 settembre, sui vigneti del Casato Prime Donne sono caduti 97 mm di pioggia.
In settembre il cielo sereno ha mantenuto le temperature alte fino alla metà del mese per poi rannuvolarsi e accrescere l’escursione termica fra la notte e il giorno. Circostanza quest’ultima, molto favorevole alla sintesi dei profumi nell’uva e nel vino.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Primo giorno di vendemmia il 9 settembre con la scelta dell’uva di Traminer per il passito che grazie agli ottimi rating della stampa estera più importante è diventato uno dei vini di punta dell’azienda. La vendemmia del vigneto Sanchimento è continuata manualmente per mandare in cantina i grappoli destinati al vino bianco della Fattoria del Colle.
L’11 e il 12 settembre è stata raccolta l’uva di Sangiovese per lo spumante. I grappoli provenivano dai vigneti Fondo di Collepiccino e Cancello nero della Fattoria del Colle e la loro raccolta ha sostituito il diradamento – vendemmia verde in queste due vigne. Infatti mentre l’uva dello spumante deve provenire da viti con tanti grappoli poco maturi, quella per i rossi ha bisogno di viti scariche e grappoli maturi a puntino. Prima di andare nel tino l’uva della “base spumante” è stata raffreddata in un vecchio camion frigo. Il mosto appena pressato aveva una naturale colorazione rosata per l’ottima capacità di cessione delle bucce.
Il 16 settembre è iniziata la vendemmia del Merlot, ancora alla Fattoria del Colle. Alla fine della stessa settimana inizierà la vendemmia del Sangiovese ancora alla Fattoria del Colle. L’uva è pronta e purtroppo anche i cinghiali se ne sono accorti per cui, le due vigne non recintate, sono letteralmente prese d’assalto. Purtroppo i cinghiali costituiscono un problema irrisolto in Toscana ed hanno trasformato le zone del vino in immensi campi di concentramento con reti, recinzioni elettrificate, cannoni … per difendere l’uva dai voraci ungulati.

Rosso di Montalcino DOC un vino da scoprire

Rosso di Montalcino, il fratello più giovane e sorridente del Brunello ottenuto dalla stessa uva di Sangiovese e nella stessa zona di Montalcino ma destinato ad essere bevuto prima

Rosso-Montalcino-2011-bottle with walnuts

Rosso-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino, la terra dove l’uva di Sangiovese si esprime meglio nel mondo e fa nascere vini centenari, riesce a produrre anche un grandissimo rosso giovane. Sembra un controsenso ma non lo è. Dimostra la sapienza dei vignaioli di questo territorio. Infatti le caratteristiche del futuro vino nascono nei grappoli; le uve destinate al Brunello oppure al Rosso di Montalcino vengono coltivate per questo loro destino fino dalla nascita. Più poveri i terreni del primo più fertili quelli del secondo. Meno grappoli per il primo, leggermente di più per il secondo. Soprattutto nel momento della vendemmia le specificità di ciascuno devono venire fuori scegliendo con precisione il giorno della vendemmia e vinificando in modo più delicato.

Location: Casato Prime Donne a Montalcino

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari nel lato Nord di Montalcino. E’ di proprietà della famiglia di Donatella Cinelli Colombini almeno dalla fine del Cinquecento quando i suoi avi pagavano già le tasse per i prodotti agricoli che vi si coltivavano. Nelle ultime tre generazioni è passato di madre in figlia: era della nonna Giuliana Tamanti, poi della madre Francesca Colombini e Donatella la lascerà alla figlia Violante.
Donatella Cinelli Colombini dirige questa azienda dal 1998 e le ha ridato lo splendore di quando i suoi antenati vi trascorrevano la luna di miele. Ha anche dato a questo luogo uno speciale significato facendone la prima cantina italiana dove lavorano solo donne, una bandiera per l’enologia al femminile. Ogni anno il Casato Prime Donne finanzia un premio che porta il suo nome e valorizza le donne che sono di esempio e di incoraggiamento al genere femminile. Ogni vincitrice detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo nei vigneti e in cantina. Accanto a ogni scritta c’è un’opera d’arte di un’artista toscano che arricchisce ulteriormente lo splendido territorio della Valdorcia in cui si trova la cantina

Bottiglie Prodotte

Sangiovese grappolo 2012 Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese grappolo Donatella Cinelli Colombini

Da 30.000 a 50.000 ogni anno in base alla produzione di Brunello di Montalcino.

Riconoscimenti

90 – 91/100 da parte delle principali testate specializzate internazionali

Uvaggio e vigneti

100% Sangiovese

Le vigne del Casato Prime Donne sono coltivate in modo biologico e complessivamente hanno un’estensione di 16 ettari, di cui 3 sempre destinati alla produzione di Rosso di Montalcino. Si trovano nella zona Nord di Montalcino, quella più fresca, su una collina di 225 con una splendida esposizione a mezzogiorno. Il terreno è di origine neo-quaternaria composto da argille e sabbie marine. I vigneti sono divisi in 6 piccole particelle e contengono 5.500 viti per ettaro. Sono coltivate a cordone speronato. La produzione media è di 60 quintali d’uva per ettaro.

Una master class per gli amanti del Sangiovese

Un giorno con il Sangiovese, la storia toscana del vino e il Brunello per chi vuole scoprire verità e leggende, enologia e piaceri, assaggi e visite

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Una full immersion nella civiltà del Sangiovese: 4 ore di lezione frontale, degustazione di 3 vini da botte e una verticale di 6 Brunello guidata da una Sommelier, visita nella cantina Casato Prime Donne di Montalcino e brunch a base di pinci al sugo e salumi toscani come è nello stile della Fattoria del Colle, nel sud del Chianti, che ospita il corso.

UNA MASTER CLASS PER GLI AMANTI DEL SANGIOVESE E DEL BRUNELLO

L’idea della Master Class sul Sangiovese e il Brunello è nata durante la preparazione di un corso per i sommelier russi. Un lavoro di ricerca durato 8 mesi per raccogliere notizie, immagini, creare sequenze capaci di raccontare il Sangiovese, la storia del vino in Toscana e il Brunello di Montalcino.
Alla fine sono state fatte alcune prove della presentazione in inglese e a questo punto è arrivata la sorpresa: tutti ascoltavano affascinati.

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Fattoria-del-Colle

Master-class-sul-Sangiovese-e-il-Brunello-Brunch-a-base-di-pindi-Fattoria-del-Colle

Nessuno di noi immaginava di suscitare tanto interesse anche in persone che normalmente non si occupano di vino. Il mix informazioni tecniche, aneddoti, leggende insieme a notizie storiche riusciva a interessare in modo strepitoso.
La precisione delle informazioni sulla vigna e sul vino, l’uso molto abbondante di immagini aveva trasformato la lezione in un’esperienza avvincente capace di arricchire e divertire chiunque: dai più esperti ai quasi astemi.

FULL IMMERSION DI NOTIZIE, ASSAGGI E VISITE

Da questo è nata l’idea di proporre una giornata full immersion per i wine lovers che desiderano imparare tutto sul Sangiovese, la Toscana del vino e il Brunello. 4 ore di lezione frontale, un bruch in stile di fattoria, la visita della cantina Casato Prime Donne  con 3 barrel tasting e una degustazione verticale di 6 Brunello. Una sommelier come tutor e un costo di 180€ escluso il mezzo per andare e tornare da Montalcino.

2016 Il drago e le 8 colombe Super Tuscan

2016: ancora un vendemmia a 5 stelle e finalmente una vendemmia perfetta per i vini a lungo invecchiamento.  Il Drago e le 8 colombe, un Vino d’autore per grandi wine lovers

Nel 2016 il ciclo vegetativo delle viti fu lunghissimo: le viti germogliarono 15 giorni prima del solito ma la vendemmia avvenne a ottobre, nel calendario tradizionale. Questo perchè la maturazione dell’uva fu graduale e lenta: una cosa rara nell’epoca del cambiamento climatico, che ha entusiasmato noi produttori. Infatti la maturazione della buccia dell’uva (polifenolica) e quella della polpa (tecnologica) andarono di pari passo e questa circostanza produce sempre vini di grandissima eleganza.

IL NOME IL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Questo vino nasce per celebrare l’unico uomo delle mie cantine , ovvero mio  marito Carlo Gardini. Le cantine sono le prime in Italia con un organico interamente femminile. Ma Carlo è comunque presente con i suoi consigli e la sua passione per i grandi vini che, qualche volta, sono completamente diversi da quelli amati da me.

STORIA DEL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Il Drago e le 8 colombe” si chiamava in origine “Il Drago e le 7 colombe” ed è stato ribattezzato in occasione dell’arrivo dell’enologa consulente donna Valerie Lavigne. In quell’occasione fu cambiato anche l’uvaggio che oggi è composto da 60% Sangiovese, 20% Merlot e 20% Sagrantino. Tre vitigni che apportano cose diverse al vino: il Sangiovese conferisce eleganza, il Merlot piacevolezza e il Sagrantino accresce la struttura. Tutte le uve sono coltivate in fattoria, con sistema biologico, e vengono raccolte, vinificate e maturate in botte separatamente per essere assemblate prima dell’imbottigliamento.
Si tratta di una piccola produzione, di 8000-16.000 bottiglie all’anno di “vino d’autore”. Una tipologia che viene spesso chiamata Super tuscan perchè pur non appartenendo a nessuna denominazione punta all’alta qualità, anche se in modo più libero rispetto alle regole imposte dai disciplinari DOC. Per questo ho voluto inserire  nell’uvaggio del Drago e le 8 colombe il Sagrantino, tipico dell’Umbria, i cui confini amministrativi distano solo una decina di chilometri dai vigneti della Fattoria del Colle.

Un grande Brunello 2013 riserva Casato Prime Donne

2013 annata partita in sordina ha poi convinto gli esperti e i consumatori di tutto il mondo e con il Brunello riserva punta ai vertici delle classifiche

Vendemmia 2013 cane Annibale

Vendemmia 2013 cane Annibale

Era già successo in passato con il 2009 che superò le aspettative diventando una delle annate cult del Brunello.
Il 2013 fu un’annata con inverno piovoso e estate fresca, un clima tipico dei Brunello più longevi e importanti. Poco dopo la vendemmia il vino non appariva così strepitoso ma dopo la maturazione in botte ha rivelato la sua straordinaria eleganza.

LE STELLE DEL BRUNELLO

Per capire ciò che è successo permettetemi di raccontarvi come nascono le stelle del Brunello. Nel lontano passato la valutazione delle vendemmie era fatta dai giornalisti specializzati ma nel 1992 il Consorzio del Brunello decise di effettuarla direttamente con criteri rigorosi e obiettivi. Da quel momento, ogni anno chiede, a tutte le cantine di Montalcino, il vino appena nato, lo fa analizzare e quindi lo sottopone al giudizio di un comitato tecnico composto dai migliori enologi. Il loro rating è espresso in stelle: 1 stella per le vendemmie cattive 5 stelle per quelle ottime. Durante l’anteprima del Brunello, alla metà di febbraio di ogni anno, il presidente del Consorzio rivela il numero delle stelle attribuite alla vendemmia appena avvenuta, un giudizio che compare anche sulla mattonella affissa, ogni anno all’esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino e sul muro della tinaia della nostra cantina del Casato Prime Donne.

 

Vendemmia-2013-Brunello-riserva-tavolo-di-cernita

Vendemmia-2013-Brunello-riserva-tavolo-di-cernita

La valutazione è stata oggetto di critiche negli anni recenti: le vendemmie che ottengono il giudizio massimo è aumentato enormemente con il cambiamento del clima ma soprattutto alcune annate, dopo la maturazione in botte, rivelano qualità nettamente superiori alle aspettative.
E’ il caso della 2013 che ha inizialmente ottenne solo 4 stelle ma dopo la maturazione in botte, è stata giudicata, dai migliori assaggiatori, superiore alla 2012 che aveva avuto un giudizio superiore.

 

Cenerentola Doc Orcia un vino con la corona

2016 vendemmia vecchio stile che entusiasma i grandi wine lover e mette la corona sopra l’etichetta del Cenerentola Doc Orcia

Annata 2016 da incorniciare: profondità, complessità, finezza e soprattutto grande capacità di invecchiamento, caratteri che solo una lenta maturazione dell’uva riesce a donare al vino.

Il Sangiovese, vitigno principale del Cenerentola DOC Orcia (insieme al Foglia tonda), produce un’uva “metereopatrica” cioè molto influenzata dal clima. La sua buccia è composta da pochi strati di cellule e quindi ha bisogno dell’aiuto del sole per esprimersi al meglio.
Per questo, nelle alte colline del Sud della Toscana, dove il clima è arido ma fresco, il Sangiovese ha il suo habitat ideale e giunge a livelli di eccellenza inarrivabili in qualunque altra parti del mondo.

Foglia-tonda-donatella-cinelli-colombini

Foglia-tonda-donatella-cinelli-colombini

Nel 2016 il primo semestre dell’anno è stato piovosissimo, ha idratato la terra in profondità creando le riserve per i mesi caldi, ma ha anche disturbando la fioritura al punto da ridurre sensibilmente il numero e la dimensione dei grappoli. Poi è arrivata un’estate “pazzerella”. Giornate molto calde -sopra i 35°C- alternate a temporali di grande violenza e i produttori hanno avuto autentici batticuore per il rischio grandine.
Chi, come noi, è stato risparmiato dalle calamità, ha fatto una delle migliori vendemmie a memoria d’uomo.
Anche sulla data della raccolta ci sono state delle sorprese: il germoglio delle viti era avvenuto 15 giorni prima del solito e tutti, noi compresi, prevedevamo una vendemmia anticipata, invece già nel momento dell’invaiatura (cambio di colore dei grappoli da verde a blu) il calendario del ciclo vegetativo si era riallineato a quello tradizionale e poi la maturazione è andata avanti lentamente e con regolarità. Nel 2016, la prima volta dopo diversi anni, i grappoli hanno percorso il cammino verso la vendemmia a passo di lumaca con l’accumulo degli zuccheri nella polpa degli acini che procedeva più lentamente della maturazione polifenoloca, cioè quella delle sostanze nobili contenute nella buccia.

Un QR Code a forma di Drago

Il Drago e le 8 colombe si racconterà attraverso un QR Code nell’etichetta che apre un testo in italiano e inglese pieno di curiosità

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Per una che pretende di sapere la comunicazione del vino è il colmo: Donatella Cinelli Colombini arriva fra gli ultimi a fare lo storytelling del suo vino in etichetta … ma finalmente chi beve il suo Drago e le 8 Colombe potrà scoprire le ragioni di questo strano nome e dello strano uvaggio, inquadrando con il telefonino il QR Code. Un modo per sentire le suggestioni della Toscana non solo nel bicchiere ma anche nelle descrizioni.

Il Drago e le 8 Colombe nasce nella Fattoria del Colle nel cuore più antico e intatto della Toscana e porta con se i profumi di frutti rossi maturi e il sapore potente e armonioso tipico di un territorio di alta collina dove l’aria è pulita e la maturazione dell’uva è lenta. Sono tipici di questa stessa zona la bistecca di bue cotta sulla brace e il formaggio pecorino che si accompagnano meravigliosamente al Drago e le 8 colombe IGT Toscana.

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Il Drago e le 8 colombe IGT Violante Gardini Cinellicolombini Jr

Le vigne sono coltivate in modo biologico e manuale come avviene da secoli e secoli. In cantina lavorano solo donne, sono le colombe che danno il nome al vino e si vedono nell’etichetta. Ma c’è anche un drago, è Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini, che è uno degli ispiratori delle nuove sperimentazioni. Un gioco di simboli per dire che la cantina della Fattoria del Colle è femminile ma non femminista perché i grandi vini non hanno genere e sono prodotti e bevuti da tutti quelli che amano la natura, la cultura e le cose buone.

IOsonoDONATELLA Brunello 2012

IOsonoDONATELLA  Brunello 2012 seconda edizione, in 600 esemplari, del vino più esclusivo e importante firmato Cinelli Colombini

IOsonoDonatella 2012 Brunello

IOsonoDonatella 2012 Brunello

<<Ho sempre sognato di produrre un vino di perfetta armonia come questo>> dice Donatella Cinelli Colombini presentandoci il Brunello 2012 a cui ha voluto dare il suo nome IOsonoDONATELLA << un vino unico e con tannini setosi e profumi di piccoli frutti rossi maturi che inebriano. Un vino potente che vivrà per decine di anni, ma anche capace di dare piacere a chi lo beve oggi>>.

Solo 600 bottiglie che vengono prodotte esclusivamente nelle migliori vendemmie.
IOsonoDONATELLA è un vino d’autore, qualcosa di raro ed esclusivo, in cui la produttrice toscana ha racchiuso i suoi sogni e la sua storia.

IOsonoDonatella Brunello di Montalcino 2012

IOsonoDonatella Brunello di Montalcino 2012

Nasce nella zona Nord di Montalcino, in una piccola vigna che si chiama Ardita, in una splendida posizione assolata. Nella cantina Casato Prime Donne ha maturato per quasi tre anni in fusti di rovere di 5-7 ettolitri, realizzati a mano in 4 piccoli laboratori artigiani francesi. Le botti di questo Brunello hanno un cuore rosso attaccato sopra in modo che tutti, e soprattutto le cantiniere, le accudiscano con la massima cura e non mescolino il loro vino con tutti gli altri. Prima di andare in bottiglia il vino ha sostato per sei mesi in un uovo di cemento nudo per ossigenarsi e diventare ancora più vellutato. Un piccolo tocco di eleganza ma anche un ritorno al passato e alle vecchie tradizioni toscane che scendono indietro di almeno cinquecento anni.

Una Rosa di tetto per Donatella Cinelli Colombini

2016 annata 5 stelle in cui le viti hanno avuto un ciclo vegetativo lunghissimo. Una maturazione lenta e perfetta che ha prodotto poca uva capolavoro

Rosa-di-tetto-IGT-Toscana-Rosato-Fattoria-del-Colle

Rosa-di-tetto-IGT-Toscana-Rosato-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Rosato IGT, Toscana

Rosa di tetto è un vino rosato prodotto alla Fattoria del Colle in un vigneto piantato nel 1999 e coltivati in modo biologico a 400 metri di altitudine. Ha uno stile più francese che italiano, evidente nel colore “rosa antico” ma soprattutto nel gusto e nell’aroma ricco che richiama la mela verde e i fiori.

Strano a dirsi, a volte l’uva di Sangiovese migliore non è bellissima a vedersi. Infatti gli acini di questa varietà hanno una buccia molto più delicata di quella del Cabernet o del Merlot e per questo, quando sono perfettamente maturi, come è avvenuto nel 2016, sono fragilissimi e si rompono anche solo con il contatto delle mani. Nella nostra azienda vendemmiamo a mano, scegliendo i grappoli uno per uno nella vigna. Poi bisogna portarli in cantina a tutta velocità per evitare che, quelli aperti perdano liquido e facciano iniziare la fermentazione dentro i contenitori da

Vendemmia-2016-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2016-Fattoria-del-Colle

trasporto. Il risultato è una specie di balletto, nei filari della vigna, i coglitori si piegano e si alzano, i cestelli d’uva salgono e scendono velocissimi rovesciando i grappoli nei bins che li portano in cantina. In meno di 20 minuti l’uva arriva sul tavolo di cernita che seleziona gli acini migliori e poi nel tino per la vinificazione.

La vendemmia 2016 aveva un potenziale qualitativo straordinario e, per questo, la squadra dei vendemmiatori era di oltre 15 persone. Questo ci ha permesso di vendemmiare ogni piccola “parcella” cioè zona del vigneto nel giorno esatto della maturazione perfetta e produrre vini di grandissima qualità sull’intera gamma delle due cantine della Fattoria del Colle e della Fattoria del Colle

Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso

Queste le 5 parole più associate al vino italiano in USA. Colpisce la forza della Toscana e del Chianti

NY-Wine-Experience-vino-italiano-in USA-non solo Chianti

NY-Wine-Experience-vino-italiano-in USA-non solo Chianti

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Fattoria del Colle
Le notizie arrivano dall’indagine “Wine Opinions Vinitaly Survey” e sono state ottimamente commentate da Wine Meridian. In ordine decrescente c’è un primo gruppo di parole che comprende Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso e Dry seguito da una seconda lista con termini qualificativi che indicano soprattutto le sensazioni suscitate dal vino Earthy (terroso), Prosecco, Food, Fruity (fruttato), Robust (robusto), Diversity (diversità).
Una prima riflessione sulla parola Chianti che dimostra come lo sforzo di comunicare Classico, selezione, superiore …. Abbia dato frutti solo fra gli addetti ai lavori

Houston-seminario-Brunello-USA-non-solo-Brunello-e Toscana

Houston-seminario-Brunello-USA-non-solo-Brunello-e Toscana

mentre il grande pubblico faccia una gran confusione … quasi come quando si dice Bordeaux mettendo in un unico paniere i Premier Cru e i vin de pays, Margaux e les Graves.
Che ci sia una forbice ampia fra la percezione dei conoscitori e quella del grande pubblico risulta evidente dal confronto fra questa lista e la classifica delle denominazioni più presenti nella stampa internazionale mostrata dalla Regione Toscana all’inaugurazione delle Anteprime 2017. Il Brunello svettava primo davanti a Chianti e Chianti Classico. Invece nell’indagine “Wine Opinion Vinitaly Survery” il prestigioso vino di Montalcino è relegato in posizione molto periferica.

Bolgheri, il Bordeaux della Toscana, alla ricerca di identità

Igt, Bolgheri Doc, Sassicaia Doc, una gran confusione definita “il solito pasticcio all’italiana”che però ha dato vita ad alcuni dei migliori vini al mondo

Sara Mazzeschi

Viale dei cipressi, Bolgheri

Viale dei cipressi, Bolgheri

Sassicaia, Paleo, Super Tuscan , vini toscani per lo più della zona di Bolgheri, tra i più apprezzati ma allo stesso tempo ritenuti il tipico esempio del caos italiano perché vini da tavola dai costi esorbitanti. Questo è più o meno quello che il mondo sa su di loro ma non è proprio la verità! Molti di questi vini hanno ottenuto – faticosamente – la Denominazione di Origine Controllata e Bolgheri è da anni teatro di discussioni, modifiche al disciplinare, acquisizioni da parte di grandi investitori. Un’area in pieno fermento dove “identità” e “terroir” sono sentiti più che mai perché se da una parte sono punto di partenza per la produzione enologica, dall’altra non c’è ancora un’idea precisissima di dove sia la zona, pur conoscendo ed apprezzandone i vini.

                                                                       
Cinelli Colombini
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