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Festa dell’olio a Castelmuzio e Trequanda

Stand gastronomici, assaggi, visite nel frantoio, conferenze, laboratori del gusto Slow Food … per il primo olio extravergine dell’anno a Trequanda e Castelmuzio

Olive 2012FattoriaDelColle

Olive 2012FattoriaDelColle

Il 19 e 20 ottobre chi vuole assaggiare l’”olio novo”, forse il primo in vendita in Toscana, deve venire a Trequanda, dove si trova la Fattoria del Colle.
La festa ha il sapore di quelle antiche. Piccola come sono piccoli i centri storici dove si svolge: Castelmuzio e Trequanda. Nei due borghi medioevali, ancora intatti e incastonati in un paesaggio di straordinaria bellezza, ci sono anche capolavori d’arte come le tavole di Sano di Pietro a Castelmuzio e quella dipinta da Giovanni di Paolo a Trequanda. Insomma vale la pena di venire anche perché il nostro è uno dei territori, in assoluto, con più grande vocazione per la produzione d’olio.
Trequanda è un’alta collina, a 400 m sul mare. E’ abbastanza a Nord e abbastanza lontana dalla costa per essere immune dalla perfida mosca olearia. Una specie di paradiso degli olivi che in pratica sono naturalmente “biologici” perché non si ammalano e dunque non hanno bisogno di antiparassitari.

Luca Bianchini torna a Trequanda per raccontarsi. Venite

Il 6 ottobre alle 17,30 alla fattoria del Colle di Trequanda (SI) Luca Bianchini parlerà del libro “Io che amo solo te” e di tanti aneddoti curiosi, non mancate

luca Bianchini

luca Bianchini

Di Donatella Cinelli Colombini 

“Io che amo solo te” il libro dell’estate 2013, spiegato da chi lo ha scritto, Luca Bianchini quello di “Colazione da Tiffany” su Radio 2, di “Vanity Fair” del blog PopUp.  Piazze stracolme per ascoltarlo, tifo da rock star … l’invidia dei colleghi scrittori e le punzecchiature di Luciana Littizzetto. Mara Venier che tiene il suo libro sul seno prosperoso, tipo spot pubblicitario, per un’intera trasmissione …. episodi e emozioni di un successo superiore ad ogni attesa e che mettono il giovane scrittore torinese, con padre “trequandino” e casa a Trequanda, fra le penne più brillanti della Mondadori.

E’ proprio la sua origine a spingere il Lions Club “Montalcino la Fortezza” presieduto da Pier Curzio Ciacci, a organizzare un incontro a Trequanada, invitando la popolazione e chiedendo al giovane scrittore di ripercorrere le tappe della sua carriera e del suo recente successo. Un incontro che avviene alla Fattoria del Colle dove Luca Bianchini, nel 2007, ambientò il libro “E se domani farà bel tempo”.
La presentazione sarà aperta a tutti e si concluderà con un aperitivo offerto dalla proprietaria Donatella Cinelli Colombini mentre l’autore firmerà i suoi libri.

Possibilità di prenotare un tavolo per la cena all’Osteria di Donatella telefonando allo 0577662108 o scrivendo a info@cinellicolombini.it

Il femminicidio dal Decamerone a oggi

Dall’attualità agghiacciante delle statistiche ISTAT sulla violenza contro le donne alle novelle di Boccaccio drammatizzate da laLut, la storia si ripete

Ugo Giulio Lurini LaLut

Ugo Giulio Lurini LaLut

Di Donatella Cinelli Colombini
Il Premio Casato Prime Donne 2013 è l’occasione per riaccendere i riflettori sul femminicidio, nei suoi caratteri attuali e nella sua prospettiva storica con l’aiuto delle novelle del Decamerone. Giovanni Boccaccio, di cui quest’anno ricorre il settecentesimo anniversario della nascita, è conosciuto per i racconti a luci rosse ma potrebbe benissimo essere considerato il capostipite del noir all’italiana. <<Cuori di amanti asportati e fatti mangiare a mogli fedifraghe, o inviati in regalo a figlie peccatrici, fanciulle sbranate dai cani e squartate da innamorati respinti,teste di innamorati uccisi recise e sepolte per amore in vasi di basilico…>> spiegano UgoGiulio Lurini, Francesco Pennacchia, Silvia Signorini de laLut collettivo di ricerca e produzione teatrale attivo a Siena dal 1995. A loro si deve l’adattamento teatrale << DECAMERONERO 3 STORIE PER NON DORMIRE>> che verrà rappresentato nel corso della cerimonia del Premio Casato Prime Donne il prossimo 14 settembre a Montalcino e successivamente alla fattoria del Colle di Trequanda. Una lettura in chiave burlesca e ironica, come è nello stile del grande Giovanni Boccaccio, ma una realtà di violenza sulle donne che si ripete dal medioevo ad oggi con caratteri molto simili.

Scacciaconti il nuovo cocktail dell’estate nasce in Toscana

Vino rosso, grappa, frutta, spezie, spremute, miele ….. E’ nuovo, fresco ma dolce e piccante, ha persino un nome scaramantico ed è il nuovo cocktail della Fattoria del Colle

 

Scacciaconti con il suo creatore Gerry

Scacciaconti con il suo creatore Gerry

Scacciaconti è stato creato da Gerry Pentella unendo l’esperienza dell’enotecnica Barbara Magnani con la creatività di Donatella Cinelli Colombini e la pazienza di tutti i clienti e i dipendenti della fattoria del Colle che hanno assaggiato le varie versioni fino a approvare quella definitiva.
Ma come nasce l’idea di questo cocktail e soprattutto il suo nome che sembra un portafortuna contro la disgraziata fase economica del nostro Paese?
Scacciaconti deriva da Cacciaconti feudatari medioevali della zona di Trequanda dove si trova la fattoria del Colle. Nella cantina sono visibili i resti della torre duecentesca costruita dai ricchissimi e orgogliosissimi Cacciaconti, per avvistare i nemici. E’ proprio in questa cantina che nasce il vino “Leone Rosso” Orcia DOC che serve da base per il cocktail e, grazie all’acidità del Merlot, e all’eleganza del Sangiovese conferisce al cocktal una nota locale e intrigante. Altri elementi toscani, anzi senesi, sono l’accoppiata dolce piccante. Del resto siamo nella terra del panforte, il dolce ricoperto di pepe nero.
Per la scelta degli ingredienti il punto di partenza è stato il Wine Enthusiast che ha recentemente dedicato una particolare attenzione alle bevande estive a base di vino. Il risultato è decisamente eccitante …. Provare per credere!
Ecco cosa serve per fare Scacciaconti. Dosi e procedimento sono segreti

Le piscine con vista della Fattoria del Colle

Si chiama “terapia del paesaggio”  ed è un tonico per la mente stressata dalla vita moderna. Alla fattoria del Colle, in Toscana, c’è un giacimento di benessere 

Piscina grande

Fattoria del Colle Piscina grande

Dove più che in piscina ci vuole un bel panorama? Fermi al sole o sorseggiando un aperitivo la bella campagna deve rigenerare l’animo sofferente di chi passa la vita sopraffatto dallo stress. Ecco cosa abbiamo alla fattoria del Colle.
La piscina più piccola è quella con il panorama più bello e infatti i primi lettini ad essere occupati sono sempre quelli in fondo, dove le colline della Val d’Orcia e delle Crete senesi si susseguono come un mare di piccole onde. Un mare che cambia di colore nei mesi dell’anno: dal verde della primavera al giallo oro dell’estate al marrone dell’autunno. Un mare di bellezza perfetta senza fabbriche o viadotti a rovinare un’armonia che si è formata nei secoli.
Nella Villa Archi la piscina è circondata da una siepe fiorita che dobbiamo potare spesso per lasciare libera la vista del borgo medioevale di Trequanda. Di notte c’è un “effetto Presepio” incantevole mentre di giorno i boschi, sui lati, cono decisamente rilassanti.

Il Merendone di ferragosto, per festeggiare l’estate

Tradizione di origine romana, il Ferragosto è la festa della fine dei lavori nelle campagne toscane. Alla Fattoria del Colle, 18.30, tutti a fare merenda con noi!

Fattoria del Colle con il buffet delle feste in campagna

Fattoria del Colle festa a buffet

Nella campagna senese, a metà agosto, il grano era trebbiato e i raccolti volgevano al termine. E allora ci si meritava il giusto riposo, dopo un’estate a lavoro sotto il sole cocente. Così, tra i casali della fattoria, si festeggiava tutti insieme con una bella merenda, e ogni massaia nella sua cucina preparava qualche piatto gustoso. La panzanella, con tanto pane, cipolla, qualche pomodoro e qualche altra verdura, serviva a riempir la pancia. La grigliata povera, con il pollo, le salsicce, e (aggiunta moderna) la scoperchiatura di costole di vitello e il costoliccio di maiale, il pane fatto in casa e tante verdure, arricchivano il banchetto che nel tardo pomeriggio si allestiva all’aperto.

Vi ritroverete immersi in un’atmosfera senza tempo, con il buffet con le tovaglie a quadri e colorate delle nostre nonne, delle lunghe tavolate dove mangiare tutti insieme in convivialità, tra i casali di una fattoria del tardo Cinquecento, e a brindare all’estate alzando i calici di vino al tramonto d’agosto.

Il primo grande evento di Violante

Calici di stelle 2013 è stato il battesimo mediatico di Violante Gardini neo presidente del Movimento Turismo del vino della Toscana

Violante e Bonella

La sua faccia sorridente è diventata il simbolo di Calici di stelle 2013 e poi interviste e news con un ritmo a cui, la Cinellicolombini Jr, non era davvero abituata. Violante Gardini si è ritrovata protagonista di un grandissimo evento nazionale e della splendida festa alla Fattoria del Colle nel Sud del Chianti, con 300 ospiti pieni di allegria e di curiosità per il vino, per il posto e per lei.
E in effetti la cornice della festa era davvero spettacolosa, complice una serata d’estate calda e stellata, i vini, le luci, gli assaggi, la musica, i profumi ….. i parchi della fattoria sembravano un luogo da favola. Qui vi raccontiamo Calici di stelle 2013 attraverso le immagini: la preparazione, il bufet della cena con tartara di bue chianino, la band The Piperdreamers, la maestra del profumo Gloria del Dottore, Bonella Ciacci e Gerry Pentella che coordinavano l’evento con la precisione di direttori d’orchestra …Donatella Cinelli Colombini e Carlo Gardini orgogliosi della loro Violante che spicca il volo ….
Ma andiamo per ordine ed ecco gli assaggi che hanno intercalato la musica i profumi e le stelle cadenti di questo spettacolare 10 agosto 2013 alla fattoria del Colle di Trequanda

Luca Bianchini, Io che amo solo te

Luca Bianchini lo sentite alla radio in “Colazione da Tiffany” lo leggete su “Vanity Fair” e il suo nuovo libro “Io che amo solo te” è già un successo

Luca Bianchini

Luca Bianchini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Non ci crederete ma le sue radici sono a Trequanda e viene spesso nel piccolo paese medioevale dove c’è la Fattoria del Colle. Anzi ha ambientato uno dei suoi libri proprio qui da noi e mi ha pure appioppato un amante cubano. Luca è cresciuto a Torino ma vive a Roma e, per il successo che ha, non se la tira poi molto.

Ma è bravo, sempre più bravo, con un talento che cresce in sicurezza e profondità libro dopo libro.

L’ultimo si intitola “Io che amo solo te” (Mondadori pp. 259 € 16) e racconta un faraonico matrimonio in Puglia. Leggero quanto basta, ironico quanto basta, verosimile quanto basta … insomma un libro da leggere d’un fiato che però lascia, in chi legge, una traccia profonda. Sembra una commedia all’italiana ma i contenuti sono belli tosti e un parallelismo con Edoardo de Filippo mi sembra appropriato.

Cecilia Sacchi e 92 trequandini da Papa Francesco

L’emozione di essere davanti Papa Franesco un uomo straordinario che emana calore, veste semplicemente e ci chiede di amare anche chi non ci ama 

Papa Francesco Roma udienza in Piazza San Pietro

Papa Francesco Roma udienza in Piazza San Pietro

Dai racconti di Cecilia Sacchi della Fattoria del Colle 
Me lo ha detto il giorno prima ed era già commossa. Cecilia Sacchi e suo figlio Matteo sono partiti la mattina alle tre con il parroco di Castelmuzio (frazione di Trequanda) Don Sergio e 92 pellegrini, sindaco compreso, per incontrare il Papa.
Come sempre Papa Francesco scatena nell’animo un grande sentimento religioso, ispira amore e voglia di fare del bene. Ecco che famiglie e persone toccate dalla sofferenza e da scelte difficili arrivano a quell’incontro con le lacrime agli occhi. A Cecilia era stato diagnosticato un figlio gravemente disabile, lei ha portato avanti la gravidanza ed è stata premiata con un bambino perfettamente sano e intelligente di nome Matteo che ora ha otto anni.
Era prevista la Santa Messa del Papa ma è saltata, perché lui ha cambiato programma e quindi l’incontro è avvenuto in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha parlato del valore della famiglia e di quanto sia importante volersi bene e perdonare le persone che non sanno amare.

Pere ubriache di stile medioevale con Chianti e spezie

La ricetta nasce nel ristorante Il Cavaliere di Foligno ed ha il suo punto di forza nelle spezie: cannella, anice stellato, peperoncino, limone e rosmarino

Pere Ubriache Fattoria del Colle

Pere ubriache e Passito di Traminer,6

Ve la proponiamo nella versione della Fattoria del Colle sostituendo il potente Sagrantino con il più gentile Chianti Superiore. Le pere cotte nel vino sono un classico della cucina campagnola ma nessuno le aveva mai arricchite con aromi e spezie così particolari e intriganti. Il risultato è straordinariamente buono ma anche aromaticamente affascinante. Ricorda la cucina medioevale e aristocratica dei castelli e sicuramente anche a Trequanda, nel maniero dei Cacciaconti della Scialenga, a 2 km dalla Fattoria del Colle, i banchetti comprendevano pietanze di questo tipo con forse la sola differenza del miele al posto dello zucchero. Tocco moderno il gelato che stempera dolcemente il gusto potente e intrigante del frutto.

Ingred

L’Arca di Noè arriva in fattoria

Alla Fattoria del Colle 15 bambini della Scuola dell’infanzia Arca di Noè di Petroio nel Comune di Trequanda guidati dalle maestre Cosetta e Cristina [caption id="attachment_12950" align="alignleft" width="300" caption="Scuola materna Arca di Noè Petroio Trequanda"][/caption] Conoscere la vita in campagna come era un tempo e come è oggi, assaggiare l’olio entrare nell’orto e nel fantabosco. Ecco un giorno speciale per 15 bambini educatissimi, attenti e allegri. La scuola di Petroio si è sempre distinta per la quantità e la creatività delle realizzazioni fra cui il progetto "frutta e verdura" che prevedeva una recita in cui i genitori dei bambini impersonavano la melanzana,...

Zuppa di fagioli e sei a Montalcino

La più tradizionale minestra della terra del Brunello. Saporitissima e salutare: sembra strano ma i fagioli non ingrassano e salvano dal colesterolo in eccesso 

ricetta tipica di Montalcino

zuppa di fagioli di Montalcino

La zuppa di fagioli è una ricetta delle case di Montalcino, la piccola città d’arte patria del mitico vino Brunello. Una ricetta che viene preparata e gustata speso da chi viene in visita alle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle di Trequanda  perchè si sposa magnificamente con i potenti vini di questo territorio.

Si tratta di una ricetta antica e povera ma gustosissima dove l’ingrediente principale sono i fagioli bianchi, un legume molto presente sulla tavola dei nostri progenitori. Da noi nel Sud della Toscana, nella campagna più bella del mondo, sono tipici i fagioli all’uccelletto, la zuppa lombarda ….

Ingredienti per 4 persone
Una cipolla rossa, due carote, due o tre gambi di sedano, un peperoncino, 4 hg di bietole, 3 hg di fagioli cannellini secchi, un cucchiaio da cucina di conserva di pomodoro, 1,5 L di brodo di manzo, 1,5 hg di pane toscano raffermo, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Torta Ricciolina del Monte Amiata

La  torta ricciolina è un dolce complesso da preparare e di altissima qualità. Richiama la biscotteria secca toscana a base di pasta frolla, mandorle e meringa

 di Donatella Cinelli Colombini

Ricetta toscana, dal Monte Amiata la Riccioina

La ricciolina, ricetta del Monte Amiata

UN DOLCE MODERNO, MA NON TROPPO

Si tratta dunque di un dolce moderno che nasce nel solco della tradizione e all’interno di una famiglia di pasticceri di Abbadia San salvatore e Piancastagnaio (Siena) i Vinciarelli. Fra loro c’è il mitico Rossano che ha vinto titoli mondiali nel 2002, nel 2004 e insegna la sua arte culinaria in corsi di altissimo livello. Il suo negozio Maron Glace è una meta per i golosi di tutto il mondo.

La torta ricciolina è diventata patrimonio collettivo della gente del Monte Amiata che, con piccole variazioni, la prepara nelle occasioni più importanti. Quella che segue viene dalla famiglia Sacchi che abitavano accanto ai Vinciarelli e ha imparato la ricetta dalla nonna di Rossano.

ALLA FATTORIA DEL COLLE SI TROVA L’ABBINAMENTO PERFETTO

La ricciolina si associa magnificamente al più tipico dei vini da dessert toscani, il Vin Santo, provatela con quello della Fattoria del Colle di Trequanda.

Storia di un Traminer emigrato in Toscana e del suo passito

Mi presento sono Carlo Gardini marito (o forse martire) di Donatella Cinelli Colombini e vi racconterò della vigna di Traminer della fattoria del Colle

Traminer grappoli per il passito

Traminer per passito Carlo Gardini

Si potrebbe pensare ad una sperimentazione o ad una voglia di diversità a ogni costo ma la realtà è molto più prosaica e meno fantasiosa.
Tutto inizia circa 35 anni fa quando, per seguire una tendenza al consumo di vini a più bassa gradazione alcolica, un gruppo di importanti aziende toscane decise di utilizzare le uve bianche del territorio chiantigiano per produrre “Galestro”, un vino bianco semplice e molto beverino destinato ad accompagnare i piatti soprattutto di pesce e calmare la sete estiva
Passano gli anni e a mio suocero ed al suo enologo, di origine veneta, questa tipologia di “bevanda” non piace e non convince………ed allora come utilizzare le uve di trebbiano ancora presenti alla Fattoria del Colle di Trequanda? Dopo una attenta riflessione e qualche discussione, l’enologo propone di piantare del Traminer per realizzare un bianco che sommasse al corpo del Trebbiano, già presente in azienda, il profumo del Traminer appena arrivato.
Ecco quindi le prime bottiglie di “Sanchimento”, il nuovo bianco che prende il nome dalla giovane vigna di Traminer piantata proprio dietro la chiesetta della fattoria dedicata a San Clemente (storpiato in “vernacolo” locale proprio in San Chimento).
Con il passare degli anni, le vecchie viti di Trebbiano producono sempre meno e, lentamente, diminuiscono di numero fino a scomparire…..ed il Sanchimento diviene un bianco toscano prodotto unicamente da uve Traminer.

Rosa di tetto, quasi una pink panter per Donatella

Rosato che passione! Ormai è una vera moda, con eventi, concorsi, degustazioni e una moltiplicazione di etichette. Ma “Rosa di tetto” ha precorso i tempi

Rosa di tetto Rosato fattoria del Colle di Trequanda

Rosa di Tetto IGT 2012 Fattoria del Colle

La Fattoria del Colle produce il rosato “Rosa di tetto” da decine d’anni con l’uva di Sangiovese dei suoi vigneti più freschi. Ne esce un vino strutturato di colore rosa antico – buccia di cipolla e di notevole sapidità per cui accompagna magnificamente pasti di pesce e di carne dal sapore delicato. Insomma un vino con struttura potente ma gusto morbido come una pink panter!
Nella zona della fattoria del Colle, nel Sud della Toscana, la vendemmia 2012 è classificata 5 stelle, cioè raggiunge i massimi livelli qualitativi. Si è trattato di una vendemmia strana. Durante l’estate le viti hanno sofferto caldo e sete ma dopo le piogge dei primi di settembre, l’uva si è trasformata in un capolavoro. Pochi grappoli con acini piccoli e ricchissimi di sostanze nobili.
Quella del 2012è stata la vendemmia più povera d’uva a memoria d’uomo ma anche una delle migliori.

                                                                       
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