Sound sommelier: un nuovo mestiere del vino

L’idea è di Paolo Scarpellini critico musicale che si definisce music stylist e dopo le compilation per le sfilate di moda ora abbina musica e vino

Paolo-Scarpellini-sound-sommelier

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne, visite enomusicali

Come tutte le cose nuove i sound sommelier potrebbero anche sembrare uno scherzo se non ci fosse una lunga serie di esperienze nelle cantine e se il Professor Charles Spence, della prestigiosa università di Oxford non avesse studiato le correlazioni fra suoni e percezioni gustative scoprendo che ascoltare suoni profondi come “Nessun Dorma” cantato da Pavarotti <<riduce la percezione di amaro in alimenti come cioccolata fondente o dessert al caffè>>, al contrario gli acuti esaltano il sapore dolce. L’idea di un sound sommelier ha dunque dei fondamenti scientifici e potrebbe essere assimilata al lavoro di abbinare cibi e vini. Nell’uno e nell’altro caso,

Sound-sommelier

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infatti, si tratta di capire le assonanze, i contrasti e gli ambiti culturali e il luogo in cui avviene l’assaggio. Il tentativo è trovare nuovi equilibri di grande intensità e piacevolezza. Il sound sommelier, spiega Paolo Scarpellini nel suo sito, deve essere in grado << di spaziare con la medesima competenza/esperienza fra terroir e suoni indigeni, vitigni e varietà sonore, millesimati e fini orchestrazioni, tannini e impianti ritmici, aromi primari e gorgheggi da soprano, grado alcolico e tessitura strumentale. Un esperto profondamente convinto che il vino si possa benissimo pensare come “musica liquida”, o che la musica si possa benissimo raffigurare come “vino da ascoltare”>>. Leggi tutto…

Un suonatore di viola falso con una storia vera

Il ritratto di un suonatore di viola con la data 1513 ci racconta una storia veramente appassionante con finale a sorpresa

Suonatore-di-Viola-copia-da-Sebastiano-del-Piombo

Suonatore-di-Viola-copia-da-Sebastiano-del-Piombo

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Toscanaagriturismo, cantine

Il dipinto è sul camino della sala degli stemmi della Fattoria del Colle con la data 1513 e raffigura un giovanissimo suonatore di viola visto di spalle. Studiare questo dipinto è stata per me appassionate e mi ha riportato indietro nel tempo, quando giovane storica d’arte, cercavo di capire la data e l’autore delle opere studiando giorno e notte in biblioteca. Il lavoro dei critici d’arte è simile a quello di Sherlock Holmes sempre a caccia di indizi finchè la verità viene fuori.

I MIEI ANTENATI ALLA CORTE DEL PAPA

Cominciamo dall’inizio. Circa dieci anni fa mia madre mi regala questo dipinto che lei aveva ricevuto in eredità da sua nonna Francesca Barluzzi discendente da due famiglie legatissime al papato. Il padre Camillo era nella segreteria di Stato di Sua Santità e la madre Anna Maria Busiri Vici nasceva nella famiglia dei “primi architetti della Fabbrica di San Pietro” . Il capostipite Jean Beausire (1651-1743) ) fu

Suonatore-di-Viola-1513-copia-ottocentesca

Suonatore-di-Viola-1513-copia-ottocentesca

architetto della città di Parigi e maestro consigliere del re maìtre général directeur controleur des edificies de la ville de Paris. Successivamente la famiglia si sposta in Italia e italianizza il cognome in Busiri e poi in Busiri Vici per via di un matrimonio, continuando sempre a esercitare l’architettura ad altissimi livelli.
Il nostro dipinto con il suonatore di viola viene dunque da Roma e da una famiglia con molto nome e molti mezzi.
Sicuramente è un’opera di pregio penserete voi. Ma allora perché viene data a Teresa Barluzzi la più piccola e la zitella della famiglia? Leggi tutto…

Kerin O’Keefe il talent scout dell’Orcia

Kerin O’Keefe inaugura l’Orcia Wine Festival 2017 con una masters class di 10 vini Orcia Doc. E’ lei il pigmalione dell’Orcia e la fata di Cenerentola?

kerin-O'Keefe-con-i-produttori-dell'Orcia-Doc

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Di Donatella Cinelli Colombini

ORCIA DOC
Orcia, un territorio incantato di alte colline, nel Sud della Toscana, dove il tempo sembra essersi fermato. Paesaggio, piccole città, d’arte, stile di vita, tutto è in armonia con la storia e la natura. Il vino è prodotto da millenni ma solo da una ventina d’anni, dopo il global warming le cantine hanno iniziato a puntare in alto. Prima le gelate primaverili distruggevano un raccolto su tre e spesso, in estate e nel primo autunno, era troppo freddo per arrivare a una perfetta maturazione dell’uva. Oggi invece l’altitudine e la
forte escursione termica estiva fra la notte e il giorno, sono una vera fortuna e aiutano a produrre vini di notevole ricchezza aromatica, che in bocca sono eleganti e armonici ma si distinguono fra i rossi toscani per la piacevole freschezza (struttura acida) che promette una grande longevità. Sono dunque vini raffinati e di grande qualità che in pochi anni hanno fatto una crescita qualitativa impressionate. Piccole produzioni artigianali, curate a mano giorno per giorno, che complessivamente si traducono in 240.000 bottiglie annue e sono

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

vendute quasi tutte in zona ai turisti.
Vini che hanno nell’Orcia Wine festival il loro palcoscenico e hanno bisogno di un pigmalione che se ne innamori e ne diventi il portabandiera davanti al mercato e ai critici del vino di tutto il mondo. Sarà Kerin O’Keefe il talent scout?
La fata che trasforma Cenerentola in principessa?
Si perché il mio vino Orcia porta il nome della giovane che pulisce il camino mentre le sorellastre più grandi vanno al ballo. Per il vino Orcia le sorelle grandi sono le denominazioni a destra e a sinistra del suo territorio, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, quelle che vanno al ballo del principe. Ci vuole dunque un pizzico di magia e forse la raffinata editor del Wine Enthusiast ha la bacchetta magica. Leggi tutto…

Gelate e eroismo vignaiolo. 100 milioni di danni

Quest’anno le gelate primaverili hanno colpito duro nei vigneti italiani con intere zone distrutte ma c’è anche chi è riuscito a salvarsi accendendo fuochi di notte

Gelo-Venica&Venica-fuochi-per-salvare-la-vigna

Gelo-Venica&Venica-fuochi-per-salvare-la-vigna

Di Donatella Cinelli Colombini

Le gelate nelle notti 19-20-21 aprile hanno distrutto interi vigneti in Valle d’Osta, Valtellina, Monferrato, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Lugana, Valdobbiadene, Colli Berici, Bardolino, Romagna, zone di Toscana e Umbria….. L’elenco delle zone colpite da grandine e gelate anche nello stesso giorno, sembra un bollettino di guerra. Cronache di gusto riporta una lista da paura.
Credevamo fossero finite grazie al global warming invece l’anno scorso le gelate primaverili hanno colpito i vigneti della Borgogna e quest’anno quelli italiani.
Noi ci sentiamo fortunatissimi per aver perso solo qualche vite di una vecchia vigna nel punto più basso del Casato Prime Donne. Per il resto siamo stati risparmiati dal gelo che ha decimato intere denominazioni.

Gelo-2017-distrutti-moltissimi-vigneti

Gelo-2017-distrutti-moltissimi-vigneti

Un disastro!
Le viti avevano germogliato quasi un mese prima del solito battendo ogni record di precocità. Complice il clima caldo con 2,5°C più della media e le piogge dimezzate rispetto al normale le nuove buttate erano cresciute fino a una ventina di centimetri, c’erano persino i grappolini. Ora invece i ramoscelli verdi di molti vigneti di Gattinara e Ghemme, Grumello e Marzemino …. pendono a testa in giù. Nella notte il gelo ha colpito prima il Nord e poi è sceso verso il Centro Italia e quindi il Sud.
Bruciati i germogli di fondo valle e di pianura oppure quelli di alta collina <<noi abbiamo acceso i fuochi>> mi ha detto Daniela Mastroberardino di Terredora in Irpinia, dove anche lo scorso anno era successo più o meno lo stesso << sono state due annate con germogliamento precoce e hanno avuto entrambe la gelata, è qualcosa su cui riflettere>>. La famiglia Venica con lo staff aziendale ha acceso i fuochi in piena notte salvando i vigneti con uno sforzo enorme degno dell’eroismo dei veri vignaioli. Bravi, un esempio di amore per le viti che ispira rispetto e fa capire quanta passione, quanto amore c’è dietro a ogni grande bottiglia.  Leggi tutto…

Perché voglio scommettere ancora su Renzi

E’ antipatico ma è riuscito a completare la Salerno-Reggio Calabria dopo 55 anni dall’inizio dei lavori. Per questo voterò Renzi alle primarie

Matteo-Renzi-Lingotto-Torino

Matteo-Renzi-Lingotto-Torino

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Agriturismo

E’ vero, Renzi  è troppo sicuro di sé e guarda tutti con sufficienza …. Manderebbe in bestia un santo. Eppure continuo a pensare che sia l’unico in grado di cambiare questo Paese ingessato. Basta che riprenda lo slancio del rottamatore e non si blocchi pensando ai risultati del referendum.
Noi italiani abbiamo paura di cambiare ma se non cambiamo andiamo a fondo. Non possiamo continuare a aumentare il debito dando rendite a tutti – vitalizi milionari, paghette agli immigrati o ai giovani … – bisogna far ripartire lo sviluppo. Senza strade, ferrovie, corrente elettrica a basso costo, banda larga, senza ridurre la burocrazia … gli investimenti non ripartono e andiamo dritti al default. Ci

Matteo-Renzi

Matteo-Renzi

divideremo una torta sempre più piccola fra un numero di affamati sempre maggiore, come in Grecia.

L’unica strada è fare una torta più grande cioè creare sviluppo diffuso. E l’unico che può riuscirci è Renzi anche se è antipatico.
Ma lo sapete che in Gran Bretagna un giovane con il talento dell’imprenditoria può far partire la sua impresa con 15 Sterline in un’ora? Il risultato è che nei primi sei mesi del 2016 le start up inglesi hanno raggiunto i 2,4 miliardi di investimenti e in Italia 72 milioni.
Battuti 30 a uno. Leggi tutto…

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