Château Lafite Rothschild il re del Bordeaux 2016

E’ Lafite il miglior Bordeaux del 2016. E’ l’anno dei vini a dominanza Cabernet e del St Emilion dopo che il 2015 aveva visto brillare il Pomerol

Chateau-Lafite-Rothschild

Chateau-Lafite-Rothschild

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

La classifica viene da The Drinks Business e Liv-Ex che ha interpellato i 400 più importanti mercanti di vino del mondo.
Ed ecco i magnifici Château di Bordeaux con in testa Lafite e tutti  i first growth cioè le cantine indicate come migliori nella famosa classifica del 1855 che, allora come oggi, è una garanzia di prestigio e qualità enologica.

Questo è l’anno della riva destra del bordolese e della rivincita del distretto vinicolo

Chateau-Mouton-Rothschild

Chateau-Mouton-Rothschild

più importante del mondo che riprende a dominare i mercati, soprattutto asiatici. Tutti aspettano un rialzo dei prezzi di oltre l’8% e questo ha innescato una vera corsa all’acquisto.
10) Cos D’Estournel 120 € a bottiglia
9) Château Montrose 102 € a bottiglia
8) Château Latour Leggi tutto…

Addio Mauro Barni Rettore, Sindaco e grande senese

Il ricordo affettuoso di uno dei più grandi senesi: Mauro Barni, Rettore magnifico, Sindaco, uomo di cultura e di grandi orizzonti

Mauro Barni l'ultimo saluto di Siena

Mauro Barni l’ultimo saluto di Siena

L’ho conosciuto da bambina perché lui e sua sorella erano amici di gioventù di mio padre. Ho quindi un ricordo privato di quest’uomo gentile e geniale.

Delle sue esperienze a capo dell’università e della città di Siena ho invece sentito e letto tanto con immensa ammirazione. Mauro Barni voleva fare di Siena la Oxpord italiana e ci sarebbe riuscito se la città non si fosse spaventata di fronte a una sfida tanto ambiziosa. Creò l’ateneo per gli stranieri, aprì nuove facoltà, importò docenti facendo delle facoltà economiche una calamita capace di richiamare a Siena studenti da tutta Italia. Un’opera instancabile e lungimirante da grande statista, da grande condottiero.
Fino all’ultimo ha partecipato assiduamente alle cerimonie pubbliche. L’ho incontrato l’ultima volta il 2 giugno in Piazza del Duomo. Fino all’ultimo ha dato il suo contributo di idee e di incoraggiamento alla città.
Addio Professore, la saluto con gratitudine e grande rimpianto mandando il mio pensiero affettuoso alla moglie e le figlie Monica e Giovanna.

Donatella Cinelli Colombini

Mauro Barni l'ultimo saluto di Siena

Mauro Barni l’ultimo saluto di Siena

Nelle bottiglie grandi non c’è sempre il vino buono

Nei banchetti raffinati l’uso di grandi bottiglie magnum serve per rimarcare l’importanza dell’evento ma a volte è solo la dimensione che conta

Grandi bottiglie-MargauxBaltazar

Bottiglie grandi -MargauxBaltazar

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Alcune grandi bottiglie sono veramente strepitose, parlo di Margaux Launches al prezzo di 195,000 Dollari oppure Eclipses Expectations di Cheval Blanc. Si tratta dei maggiori formati di due delle cantine più importanti del mondo.
Rimane il problema di servire bottiglia così pesanti. Ci vuole un argano non un sommelier!
Le bottiglie di grande formato sono le più adatte ai vini destinati a durare nel tempo, al

Grandi bottiglie- Eclipses Expectations di Cheval Blanc

bottiglie grandi – Eclipses Expectations di Cheval Blanc

contrario delle mezze bottiglie in cui il rapporto fra il liquido e la superficie a contatto con il sughero, è più sfavorevole. Anche per lo Champagne le magnum sono contenitori capaci di accrescere la qualità, infatti la superficie maggiore del vetro aumenta il contatto tra i lieviti e il vino, favorendo l’autolisi – la rottura delle cellule- che dà al vino quel delizioso e caratteristico effetto “ brioche”.
Per questo, spesso, il prezzo delle magnum è superiore a quello di due bottiglie anche se la quantità di liquido è uguale. Per lo stesso motivo l’interesse per i grandi formati è in crescita con la diffusione della passione per i grandi vini e per i vini da investimento.
Il Guinness dei primati per la bottiglia più grande del mondo passa da una esagerazione all’altra. Era del produttore di Napa Valley Beringer che aveva messo 130 litri del suo Cabernet Sauvignon 2001 in una bottiglia alta 1,38 metri del peso di 68 kg. L’enorme bottiglione battezzato Maximus era stato venduto in un’asta di beneficienza per la cifra di 55.812 Dollari. Leggi tutto…

Grandi cantine italiane: è il momento dei wine manager

Le grandi cantine italiane più performanti hanno già un wine magager: Renzo Cotarella, Giovanni Geddes, Ettore Nicoletto

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

L’affermazione è di Matteo Lunelli Presidente e Amministratore Delegato delle Cantine Ferrari uno dei gruppi più intraprendenti del vino italiano con investimenti

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

Wine Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

anche in regioni diverse dal Trentino e in altri comparti come l’acqua minerale Surgiva .  Anche se lui si è un membro della famiglia proprietaria dell’azienda che dirige, le sue parole non devono apparire contraddittorie e non devono essere scambiate per disimpegno o critica verso i pionieri che hanno portato il vino italiano, in poco più di un secolo, dalle osterie di vicinato ai ristoranti stellati nelle metropoli estere. Come ha giustamente osservato Luciano Ferraro raccogliendo le sue dichiarazioni, Matteo ha un passato di lavoro nelle grandi piazze finanziare di Zurigo, New York e Londra con la banca d’affari  Goldman Sachs.

Wine-managers-Giovanni-Geddes-con-Frescobaldi

Wine managers-Giovanni-Geddes-con-Ferdinando-Frescobaldi

Forse per questo orizzonte più ampio, pur essendo innamorato delle montagne trentine e del mondo del vino, vede che i tempi sono maturi per dare alle grandi cantine familiari un management esterno che ne garantisca lo sviluppo a fianco della proprietà.

Del resto i dati lo confermano in modo incontrovertibile. Leggi tutto…

Prosecco azzurro? Meglio cocktail aromatizzato

Il Prosecco azzurro si chiama Blumond come il diamante ed è prodotto dai Fratelli Saraceni con Prosecco, curaçao blu e pesca

Prosecco-azzurro-Fratelli-Saraceni

Prosecco-azzurro-Fratelli-Saraceni

Di Donatella Cinelli Colombini

Chiamarlo vino sarebbe illegale in Italia perchè il grado alcolometrico minimo per avere questo nome è il 10% ma anche perchè dentro la bottiglia non c’è solo vino. Per il Prosecco azzurro Meglio i nomi cocktail aromatico, long drink oppure semplicemente aperitivo come suggeriscono da The Drinks Business che presenta la nuova bevanda azzurra in arrivo nel nostro Paese.

Il colore dipende dal curaçao  un liquore a base di scorze dell’arancia amara tipica dell’isola di Curaçao, dipendenza dei Paesi Bassi. Dall’arancia viene estratto un liquore commercializzato dalla famiglia spagnola Senior fino dall’Ottocento. Anche se in origine il distillato è trasparente viene spesso venduto nei colori verde, rosso, arancione e soprattutto blu. Con questa versione è diventato l’ingrediente indispensabile di cocktail esotici come lo Swimming

Saraceni famiglia

Saraceni famiglia

Pool.

In questa chiave semiseria Blumond a base di Prosecco, curaçao blu e pesca pare sia diventato richiestissimo nei matrimoni. Costa 16 Dollari i Fratelli Saraceni  , produttori della bevanda ne hanno venduto per 675.000 $ lo scorso anno, solo negli Stati Uniti.

Il piano per le vendite in Italia sembra che miri in Sicilia e nelle grandi città e segue quello di altre due produzioni della stessa ditta: una bevanda a base di arancia, Pinot grigio e pompelmo rosa battezzata Volare e un’altra chiamata Mario che unisce prosecco a limoni siciliani e viene proposta come un ”limoncello spumante”. Leggi tutto…

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