Vino, studi, news, gossip

Le festività che fanno ponte sono utili o dannose?

La Confindustria chiede di abolirle per aumentare la produttività mentre il Ministro Gnudi dice che servono al turismo e intanto crea i “Gioielli d’Italia

Piero Gnudi Ministro del Turismo

Piero Gnudi Ministro del Turismo

L’ipotesi proposta dal Ministro dello Sport e del Turismo Piero Gnudi è di adeguare le festività in base al calendario scolastico in modo da << non depotenziare le loro valenza turistica>>. Gnudi sa bene, come sa anche Mario Monti, che nell’attuale congiuntura economica il turismo è tra i pochi motori della nostra economia. Nel 2011 la spesa degli stranieri in Italia è aumentata del 5,6%. 3 milioni di persone lavorano in Italia nel turismo e il business diretto e indotto è stimato in 150 miliardi ei Euro.   Troppo per lasciare questo comparto senza un coordinamento e una strategia complessiva come avviene dal 2000, anno di abolizione del Ministero.  Su questo punto il Ministro Gnudi ha le idee chiare: le regioni possono promuoversi in Italia o al massimo in Europa ma non in Cina o in America. Ha perfettamente ragione; ricordo la fatica di spiegare ad alcuni cinesi, anche piuttosto colti, dove si trova l’Italia finché risolsi con la descrizione <<fra l’Europa e l’Africa>>. Per questo Piero Gnudi propone  di puntare su un brand Europa per promuoversi in oriente, cioè nell’area con maggiori prospettive di crescita. La Cina che fra dieci anni farà arrivare nel vecchio continente 20 milioni di visitatori all’anno e sarà il primo generatore al mondo di ricavi turistici.

Clara Melchiorre, nata per fotografare

Ecco la storia di una fashion reporter alla conquista del mondo: Clara Melchiorre 19 anni e un talento strepitoso

Clara Melchiorre Phopography

Clara Melchiorre Phopography

E’ pugliese di Bari, ha 19 anni e da qualche mese vive a Milano per frequentare lo IED la migliore scuola di fotografia italiana.  Ha iniziato da sola fotografando la cugina con indosso i vestiti della madre ma è riuscita a pubblicare questi suoi primi scatti su “Sette” del Corriere della Sera, nel sito di “Vogue” e in “Velvet”.

Ma per Clara, studentessa del Liceo Classico di Bari, questo non basta. Convince il padre architetto e soprattutto la madre terapista di bambini autistici, che non farà un percorso di studio convenzionale perché deve seguire la sua vocazione di fotografa. Bibiana e Massimiliano Melchiorre, soffrono il distacco ma la fanno partire per Milano, del resto il talento della figlia è conclamato oltre ogni possibile dubbio.

Per noi che l’abbiamo vista crescere anno dopo anno quando veniva in vacanza con la famiglia alla Fattoria del Colle, è come assistere allo sbocciare di un fiore.

Ed ecco Clara a Milano << sono allo IED 4 giorni su 7>> dice descrivendo la sua vita concentrata sulla fotografia << ho anche imparato a lavorare in camera oscura come facevano i grandi fotografi del passato, quindi mi stampo le foto da sola esclusivamente in bianco e nero>>. 

Giappone, India e Stati Uniti dove chi compra il vino è donna

Alla domanda <il vino è una bevanda maschile o femminile> il 90% ha risposto <maschile > in Giappone il 42% degli intervistati ha risposto <femminile>

Londra -Violante e Donatella con 2 clienti di Harrods

Londra -Violante e Donatella con 2 clienti di Harrods

Questa e molte altre le sorprese di una grande indagine che Vinexpo (2009) la più grande fiera di vino del mondo, ha dedicato alle consumatrici  nel temativo di dare un profilo al nuovo protagonista dei consumi enologici. Il primo risultato sono 3 identikit: epicurea, moderna e libera da complessi.

La consumatrice “epicurea” beve almeno un bicchiere di vino alla settimana senza provare alcun imbarazzato. Considera il vino una componente qualificante del proprio stile di vita  e migliora consumi e  conoscenze con il passare degli anni.

La “Modena” sceglie soprattutto rossi ed è orientata dal proprio gusto personale piuttosto che dalle mode.

La “libera da complessi” decide in base al prezzo, alla regione viticola di provenienza e al vitigno.  Acquista vino nei negozi specializzati, in supermercato e solo marginalmente su internet. L’elemento forte, che emerge in questa, come da tutte le indagini successive, è l’autonomia delle scelte femminili, anzi quasi  l’impermeabilità rispetto ai guru e alle guide che invece sembrano orientare i consumi enologici maschili.

La nuova mappa del consumo mondiale del vino

Denis Pantini esperto di Nomisma: sono i Paesi più grandi e dove ora si beve meno di 10 L di vino all’anno quelli dove il consumo crescerà di più

Denis Pantini

Denis Pantini

Denis Pantini, responsabile “Agricoltura e Industria Alimentare” di Nomisma è uno dei più attenti e acuti analisti dei mercati. A lui si devono numerosi saggi di marketing sul vino. In occasione dell’ultimo Vinitalyha esposto i suoi dati sull’evoluzione del mercato mondiale del vino. Ecco quello che mi hanno

Bologna - Nomisma

Bologna - Nomisma

maggiormente colpito.  I consumi mondiali di vino sono cresciti dal 1996 al 2007 passando da 222 milioni di ettolitri a 249. La frenata della crisi mondiale fra il 2008 e l’anno successivo ha poi stabilizzato le vendite sui 240 milioni di ettolitri e solo nel 2011 è stata registrata una lieve ripresa che, tuttavia, non ha riportato l’assicella al punto massimo. Nello stesso periodo sono avvenuti altri cambiamenti: il baricentro dei consumi comincia a spostarsi fuori dall’Europa che, detiene ancora la leadership con il 64,9% del totale, ma non ha più lo strapotere di quindici anni prima quando aveva il 72% dei consumi. Un cambiamento è innescato da Cina +233%, Canada + 124%, Giappone +89%, Russia +80%, USA +50% che hanno cominciato a bere vino in modo crescente e grazie alla loro enorme popolazione fanno cambiare la geografia dei mercati. Infatti nello stesso periodo – dal 1991-95 al 2011 – le Nazioni tradizionalmente bevitrici di vino hanno ingranato la marcia indietro:

Francia           37.310          29.936          -20%

Spagna           15.439          10.150          -34%

Italia               35.122          23.052        -34%

Vi presento Silvio Franceschelli nuovo Sindaco di Montalcino

Ha vino con l’80,03% dei consensi. Esce di Scena Maurizio Buffi, un uomo di assoluta onestà e grande generosità che ha interpretato il suo ruolo con dignità

Silvio Franceschelli

Silvio Franceschelli

Penso che tutti, anche chi ha contrastato le sue scelte, gli sia grato per il mondo con cui si è messo al servizio del territorio. Il suo è stato un mandato difficilissimo per le crisi economiche e lo  scandalo del Brunello. Io, che ho fatto l’assessore a Siena per dieci anni, so bene che, il sindaco è uno dei mestieri più difficili e amari. Ogni risultato costa un lavoro enorme e da poche soddisfazioni. Per questo mando il mio più sincero grazie a Maurizio Buffi .

Il nuovo sindaco è Silvio Franceschelli, quarantaduenne avvocato, scapolo. E’ acuto, spiritoso, intelligente, volenteroso ma terribilmente poco fotogenico. In effetti  le sue immagini sono state l’aspetto meno convincente della sua campagna elettorale.

Arcioni – centovini, ottant’anni ma non li dimostra

Arcioni, una delle enoteche più importanti di Roma, ricorda la sua storia, una bella storia italiana fatta di lavoro, coraggio e successi

 

Roma-Arcioni-testimonianze della storia aziendale

Roma-Arcioni-testimonianze della storia aziendale

Nel 1932 Mario Arcioni apre il loro primo negozio in una delle zone di nuova espansione di   Roma,  vicino a Villa Ada e alle catacombe di Santa Priscilla. E’ un bar con torrefazione di caffè e una rivendita di coloniali e profumi. Passano gli anni e gli Arcioni, che nel frattempo sono diventati 3 con l’arrivo di Claudio e Massimo, nel 1967 decidono di affrontare una nuova sfida: aprono una delle prime enoteche di Roma.  Sono gli anni eroici in cui il vino viene venduto, in Italia, prevalentemente sfuso e il tentativo degli Arcioni di qualificare l’offerta, puntando sulle bottiglie migliori, scatena lo scandalo. Quando, negli anni Settanta, le cantine imbottigliatrici cominciano a moltiplicarsi, gli Arcioni spingono sull’acceleratore.

Anno dopo anno l’enoteca si allarga e sviluppa la sua attività diventando anche distributore e infine aprendo un wine bar capace di affiancare la vendita di bottiglie alla somministrazione di happy hour.

Il vino dei giganti mondiali

Costellation, LVMH, Treasury Wine, Distell Group,  Concha y Toro queste sono le 5 cantine più grandi del mondo  e nessuna di loro è italiana

Concha y Toro - Barrio

Concha y Toro - Barrio

La prima tricolore è la Giv -Cantine Riunite settima con 449 milioni di Euro di fatturato annuo. Sembra una cifra enorme ma in realtà è un quinto della statunitense Costellation che vanta un business di 2.494 milioni di Euro. Il secondo in classifica è il gruppo Lvmh , con 1.664.000.000 €. Si tratta del colosso francese del lusso costituito da Bernard Arnault.  La sigla – LVMH – Luis Vuitton Moet  Hennessy  –  indica un aggregato di 60 griffe di moda, gioielleria, profumi e vino.  C’è di tutto: dal re dei diamanti De Beers,   al re dei vini da dessert  Chateau d’Yquem ,  al monopolio delle grandi case  di Champagne fino all’ultimo acquisto Bulgari.

Ristorazione e turismo del vino

I turisti del vino amano mangiare bene e tipico. Per questo la ristorazione gioca un ruolo fondamentale nel successo turistico dei distretti viticoli

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Per questo il suo innalzamento qualitativo è importantissimo. Allo stesso tempo è indispensabile indagare, valorizzare e preservare il ricettario tradizionale di ogni denominazione prima che i visitatori ne corrompano l’integrità. I piatti tipici sono infatti, contemporaneamente, fra le calamite turistiche più potenti e insieme fra le cose più soggette ad alterarsi a causa del turismo. Vediamo il primo punto: enogastronomia come potenziatore dell’appeal turistico. Secondo l’Osservatorio delle Città del Vino curato da Fabio Taiti del CENSIS (2011) i turisti del gusto italiani sono circa tre milioni, provengono soprattutto da piccoli centri e sono prevalentemente maschi. Anche i dati dell’ Osservatorio Nazionale del Turismo (2010) confermano l’importanza numerica di questo segmento capace di ingenerare 18 milioni di presenze cioè di pernottamenti. Del resto, la nota indagine GPF per Negroni del 2009, che ha stimato il fenomeno “foodies” per l’Italia, ha rivelato che l’ 8% della popolazione cioè 4.500.000 dei connazionali vivono la buona tavola come socialità, innalzamento della qualità della vita e sperimentazione di culture diverse.

Cuneo, Siena e Verona al top del turismo enogastronomico

Ecco le 10 migliori destinazioni enogastronomiche italiane:  Cuneo, Siena, Verona, Bolzano, Firenze, Trento, Asti, Brescia, Udine e Gorizia

Città del Vino - Assemblea - Riccardo Margheriti

Festa grande a Siena per i 25 anni dell’ Associazione Città del Vino presieduta da Gianpaolo Pioli e riunita nelle sale del Santa Maria della Scala anche per modificare il proprio statuto. C’erano i sindaci dei  550 comuni associati e gli ambasciatori che  costituiscono l’ala più appassionata della compagine.

Nei due giorni di celebrazioni il contributo tecnico più rilevante è stato l’”Atlante

Marco Lisi - Lorenzo Palazzoli Ambasciatori delle Città del Vino

geografico dell’Italia enogastronomica di qualità” redatto dal Censis e presentato dal suo presidente, il celebre sociologo e economista Giuseppe De Rita. Un approccio nuovo che <<registra e misura il livello di competitività raggiunto dai territori >>  ha detto Fabio Taiti estensore dell’indagine e grandissimo esperto del fenomeno enoturistico. La classifica delle aree  in cui si realizza il miglior connubio fra la produzione di grandi vini e la cucina d’eccellenza scaturisce dall’esame delle guide di settore. Su tutti emerge Cuneo con i suoi 177 produttori di qualità e i 77 presenti in almeno due guide. Trento è invece la provincia con il maggior numero di bottiglie di qualità superando abbondantemente i cento milioni di pezzi ed ha anche la più grande estensione di ettari vitati -11.647 – per la produzione di vini d’eccellenza. Roma ha il più alto numero di ristoranti premiati dalle guide, ben 393 e supera di molto Milano, ferma a 321. Seguono Napoli, Bolzano, Perugia e Firenze.

I giovani dipendenti della Daytona alla Fattoria del Colle

Daytona , riconosciuta come la miglior agenzia digitale svedese, ha portato suoi giovani dipendenti alla Fattoria del Colle per un pomeriggio tra buoni vini, pasta fresca e una lauta cena. 

visto per voi da Bonella Ciacci

Gruppo Daytona - foto d'insieme nel cortile della Fattoria del Colle

Gruppo Daytona - foto d'insieme nel cortile della Fattoria del Colle

Un bel gruppo numeroso, ben 31 tra ragazzi e ragazze giovanissimi, allegri e molto interessati a conoscere tutti i segreti della Fattoria del Colle e della produzione di vino e olio che abbiamo qua.  Ogni anno la loro azienda, Daytona, organizza per i dipendenti un viaggio di qualche giorno all’estero. Sono stati a Barcellona, l’anno scorso in Islanda, e quest’anno hanno scelto la Toscana.

Gozo l’isola che ha stregato Ulisse, Sarkozy e Donatella

Qui la ninfa Calypso tenne con sé Ulisse per sette anni. Gli offrì l’immortalità ma lui preferì  tornare da Penelope e ripartì su una zattera

Malta - Gozo - Qala - panorama dal balcone di casa

Malta - Gozo - Qala - panorama dal balcone di casa

Sarkozy ci è venuto per rigenerarsi dopo le fatiche della prima campagna presidenziale. Io e mio marito Carlo ci veniamo spesso e abbiamo anche una casa.  In certi punti l’isola è ancora il paradiso incontaminato visto dall’eroe di Omero,  altrove, purtroppo,  le nuove costruzioni e il degrado di quelle vecchie rovinano il paesaggio. Complessivamente però Gozo è un posto magico.

Inoltre è senza eguali: dove trovate un luogo raggiungibile in poco più di un’ora di aereo, dove a marzo si può prendere il sole in costume da bagno, non c’è criminalità, chi si sente male può usare un sistema sanitario fra i migliori del mondo …. Per non parlare dei 7.000 anni di storia, dei monumenti d’arte, dello stile di vita a mezza strada fra Europa e Africa … la campagna è coltivata a terrazze con campicelli divisi da muri a secco su un terreno scosceso e roccioso. Le coste vanno giù a picco nel mare ed hanno un andamento frastagliato con gole che assomigliano ai fiordi norvegesi.  L’effetto è di una bellezza mozzafiato. Dopo cinque anni e decine di viaggi  ci sorprende  ancora. 

Enoteca Italiana: vi apro il salotto “buono” del vino italiano

E’ l’Ente istituito nel 1933 per promuovere i vini tipici italiani e da allora porta la miglior enologia italiana nel mondo, ora con particolare efficacia

 

Inaugurazione della Settimana dei vini 2011 a Siena

Inaugurazione della Settimana dei vini 2011 a Siena

Da 4 anni sono vicepresidente dell’ Enoteca Italiana e ora che l’incarico di amministratore sta per finire, vorrei farvela conoscere dall’interno.  Sono stata nominata fra gli amministratori dal Sindaco di Siena con l’incarico di tenere d’occhio il bilancio. La situazione economica dell’Ente era infatti molto critica. Ebbene nonostante un calo dei finanziamenti pubblici (che si sono ridotti a un ventesimo di quelli originari) nonostante la crisi internazionale … nonostante tutto l’Enoteca ha messo in fila una serie di buoni bilanci. Sotto la guida del Presidente Claudio Galletti e del Direttore Fabio Carlesi  l’Enoteca Italiana sta vivendo una seconda giovinezza.

Festa in villa per i Lions di Montalcino

L’assemblea del Lions Club Montalcino la Fortezza a casa di Ernesta Giannelli Carli  ammette 3 nuovi soci.

Montalcino - Il Colle - Il Lions Club a tavola nella cucina antica

Montalcino - Il Colle - Il Lions Club a tavola nella cucina antica

Più che una riunione Lions pareva una festa fra amici per l’atmosfera cordiale e la cornice elegante della villa del Colle dove Ernesta – per noi amici  Nesti – ha la sua casa di Montalcino e la sua cantina di Brunello. Cena tipica straordinariamente buona accompagnata dal Rosso di Montalcino 2010 di Nesti, potente, armonico e fine. Al termine i dolci fatti dalle socie. Decisamente il Lions Club Montalcino La Fortezza è  quello in cui si mangia e soprattutto si beve meglio. Poi i lavori. Approvato l’ingresso di 3 nuovi soci Fabrizio Bindocci, Richard Cookis e  una new entry a cui non è ancora stato comunicata l’adesione.

Approvato il service del club relativo alla rampa che renderà accessibile ai disabili la Chiesa parrocchiale di S. Egidio e porterà la dedica a Massimo Losappio compianto consorte della prima presidente del Club e, per moltissimi anni, primario dell’Ospedale di Montalcino.

A Montalcino, nella cantina di Illy, il re del caffè

Rossana Bettini Illy e suo marito Riccardo hanno una splendida proprietà a Montalcino in cui lei ha accolto il consiglio nazionale delle Donne del vino

Montalcino - Azienda Mastrojanni - Donne del vino

Montalcino - Azienda Mastrojanni - Donne del vino

Rossana è un giornalista e come tale iscritta alla Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia. E’ entrata nel mondo del vino in punta dei piedi ma comincia a prenderci gusto, perchè le permette di esprimere la sua vitalità, la sua intelligenza ma anche la sua gentilezza ospitale.

La proprietà in cui ci accoglie si chiama “Mastrojanni” ed è in uno dei punti più belli della Toscana, in cima a una collina che scende ripida verso il torrente Asso. Il panorama è grandioso, con  boschi, castelli e vigneti su un terreno che sembra nato per produrre uva. E infatti il vino 2008 che Rossana mi mette nel bicchiere  è meraviglioso, potente e solare.  Al centro della proprietà c’è un doppio casale, circostanza inconsueta a Montalcino, che sembra indicare la presenza di un piccolo borgo ora non più esistente.  I primi documenti che lo riguardano sono del 1208 e parlano di un castello chiamato Oreto.

Sapevate che cravatta deriva da Croazia?

Era la sciarpa indossata dai soldati croati e fa parte tutt’ora del costume tradizionale maschile. Vi racconto quello che ho visto in questo Paese bellissimo

Zagabria - Wine Gourmet Weekend - Donatella Cinelli Colombini premia il miglior vino rosso al concorso WOW

Zagabria - Wine Gourmet Weekend - Donatella Cinelli Colombini premia il miglior vino rosso al concorso WOW

La cosa che colpisce di più è il talento dei suoi abitanti, non incontri gente banale qui. Anche il loro aspetto colpisce: molti sono giganti, altissimi e longilinei ma con strutture ossee e muscolari enormi, altri hanno gli occhi a mandorla  come chi ha ascendenze asiatiche, qualcuno è biondissimo e bianchissimo come i russi e c’è invece chi sembra uscito da un bassorilievo romano. Insomma le tracce del loro passato remoto i croati se le portano addosso. Parlano tutti inglese come degli interpreti e poi sono puntuali, creativi, innovativi, molto meno conformisti di noi. Amano le macchine, grandi e super tecnologiche e anche nell’ architettura sembrano attratti dal nuovo più che dall’antico. Nonostante questo hanno una solida base di cultura umanistica. Nel menù di un  ristorante abbiamo trovato la scritta << MCMXC JP>> e abbiamo impiegato parecchio per capire che significava 1990 dopo Cristo.

La persona che ci accompagna a scoprire Zagabria è un amico dei nostri importatori Gordan e Jasna Mohor, e soprattutto è uomo veramente eccezionale. Era il vicepresidente di un’enorme multinazionale statunitense, ora è in pensione ma è un appassionato wine lover e un erudito che ha riempito la sua casa di oggetti d’antiquariato.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.