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586 donne cercasi per i CDA

Dal 12 agosto le grandi società dovranno avere il 20% dei consiglieri di amministrazione donne per poi arrivare al 33%. E’ l’ora delle prime donne

 

On. Lella Golfo

On. Lella Golfo

La legge, approvata lo scorso anno, porta la firma di Lella Golfo l’animatrice della Fondazione e del Premio Marisa Bellisario. L’Onorevole Golfo è del PDL ma la seconda firmataria della legge, Alessia Mosca, è PD a dimostrazione della trasversalità, tutta femminile, che sostiene  la nuova norma. Rimane da fare il regolamento attuativo che stabilisce i controlli e le sanzioni per le società che non accettano abbastanza donne nei loro organi direttivi, ma tutti sperano che arriverà prima del 12 agosto.

Intanto le donne nelle stanze dei bottoni delle imprese private sono salite dal 6 al 10% e non sono mogli e figlie degli azionisti, come si temeva. Anzi hanno abbassato l’età media dei CDA, innalzato il livello di preparazione e l’immagine internazionale perché, nella maggior parte dei casi,  si tratta di professioniste con una carriera di alto profilo. Finalmente le competenze contano e non solo l’affiliazione a una lobby!

Sei goloso? Sei a Roma? “La Repubblica” ti dice dove andare

E’ la migliore guida dei ristoranti di Roma, la più diffusa e attendibile. La firma Giuseppe Cerasa direttore della cronaca di Roma de “La Repubblica

Giuseppe Cerasa

Giuseppe Cerasa

E’ un mio vecchio e caro amico.

E’siciliano di origine, come la deliziosa moglie Anna Maria, ma conosce la capitale più di un romano: dalle sale del Campidoglio ai nuovi quartieri dormitorio in periferia. Soprattutto  conosce tutti ma proprio tutti i ristoranti di Roma.  Lui stesso cucina magnificamente, è un raffinato gourmand  ma anche un esperto di politica, economia e cultura.

Insomma  Giuseppe Cerasa è un grande giornalista e un uomo di grande umanità che riesce a trasformare le sue passioni in iniziative utili a tutti come questa bellissima guida  ai “Ristoranti di Roma e del Lazio”. 

Con la crisi l’agricoltura ridiventa importante

Tampieri a capo di AGEA. Uno dei pochi vantaggi della pessima congiuntura economica in campagna è vedere di nuovo l’agricoltura in alto nell’agenda politica

frutta e verdura

frutta e verdura

I prezzi all’origine dei prodotti agricoli non sono stati mai così bassi ma poi crescono a dismisura in una catena distributiva lunghissima e divisa troppi punti vendita, per cui il consumatore ha difficoltà a fare la spesa fino alla fine del mese.

Per gli agricoltori non è affatto un momento semplice anche perché la spinta  all’innalzamento qualitativo dei prodotti agricoli vino, carne, ortaggi …. li ha costretti a investire e a indebitarsi. Ma ora le banche non fanno credito e l’aumento dei costi di produzione non può essere recuperato nell’aumento dei prezzi. Un bel guaio per i moderni contadini!

L’unica nota positiva, nel generale pianto di un ambito agricolo a secco di liquidità e di guadagni, è l’aumento di importanza dell’agricoltura. Il Premier Monti ci crede. Abbiamo finalmente un Ministro, come Mario Catania, capace di citare i regolamenti a memoria e di presentarsi con efficacia ai tavoli di Bruxelles in cui si decide la politica agricola comunitaria.

Il vino ha bisogno di un social media su misura

Facebook e Twitter forse non bastano per dare al mondo del vino notizie e contatti come per gli studenti USA che usano un canale specifico

California-Polytechnic-State-University

California-Polytechnic-State-University

Un recente studio di Marianne McGarry Wolf, Mitch Wolf, Leanne Brady, Hanna Peszynski, Lindsey Higgins and Shane Wolf  pubblicato in “Wine economics” mostra come  il mondo del vino faccia un uso crescente dei social media. 11,5 milioni di utilizzatori statunitensi di Facebook sono interessati a vino, birra o superalcolici. Per questo il comparto enologico usa internet per dialogare con i clienti e definire il loro profilo. Ma non solo, lo usa anche per stabilire relazioni industriali e trovare fornitori. Un’indagine di ABLE “Social Media Marketing” 2012  ha rivelato che il 94% delle cantine americane sono su Facebook , il 73% sono su Twitter e quasi la metà ritiene che i social media agevolino la vendita dei vini.

Il Sound Tourism nasce in città ma si adatta alle vigne

Dopo il Central Park di NY anche Padova usa  il suono per trasformare la visita in un’ esperienza coinvolgente. Perché non farlo anche nelle terre del vino

Gattamelata-Padova

Gattamelata-Padova

Per ora l’applicazione del Sound Tourism riguarda solo le città (Siena, New York, Toronto, San Paolo, Padova) ma può funzionare anche in campagna, anzi è in grado di arricchire la visita dei distretti vinicoli di alto pregio con il racconto di esperti e produttori, le musiche,  i suoni della vendemmia e persino il canto degli animali in diverse ore del giorno o nei diversi mesi dell’anno. La visita si carica di emozioni e informazioni fino a diventare un momento irripetibile.

Vista, olfatto e gusto sono alla base del turismo del vino ma perché non usare anche l’udito? La tecnologia al servizio del turismo. Nel 2014 la comunicazione internet su device mobili supererà quella su desktop fissi. Già adesso 4 miliardi di persone possiedono un cellulare e la crescita dell’utilizzo del telefono per accedere a internet, è esponenziale. Nel primo trimestre 2011 in Italia era aumentata del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e c’è un’evidente correlazione fra la diffusione degli smartphone (20 milioni di apparecchi) e l’accesso a internet.

Per scrivere gialli bisogna essere anche gastronomi?

Georges  Simenon,  Andrea Camilleri, più di recente Qiu Xiaolong hanno incentrato i loro polizieschi sulla suspense ma anche sulla buona tavola. E il vino?

Montalbano-Zingaretti

Montalbano-Zingaretti

I primi pranzi celebri sono stati quelli cucinati della Signora Maigret nella serie televisiva dove il commissario francese era impersonato da uno strepitoso Gino Cervi.

Poi è arrivato Montalbano con i piatti siciliani descritti e gustati da un altrettanto strepitoso Luca Zingaretti. Dobbiamo al successo del commissario siciliano se ora la cucina di Scicli e dintorni è molto apprezzata.

L’ultimo in ordine di tempo è il cinese compagno ispettore capo Chen Cao. I libri gialli di cui lui è protagonista sono meno violenti e cruenti di molti altri ma la cucina che ci racconta è piena di pesci mangiati crudi, zuppe a base di sangue di serpente … insomma abbastanza impressionate. Migliaia di piatti, descritti negli ingredienti, nell’aspetto e soprattutto nel sapore. Se esiste un propagandista dell’alta cucina cinese è sicuramente  Qiu Xiaolong. 

Favorevoli o contrari alla mucca che produce latte umano?

Dareste al vostro neonato il latte di una mucca con DNA modificato? Qui alla fattoria del Colle agriturismo in Toscana– le mamme dicono di no le giovani si

mucca-clonata-rosita

mucca-clonata-rosita

Un piccolo sondaggio fatto in casa ha rivelato opinioni molto diverse in base all’età e all’esperienza diretta dell’allattamento. Le giovani pensano al latte di mucca simile a quello umano come a un’opportunità per quando avranno un neonato.  Invece a quelle che sono state mamme si  accende l’allarme rosso. Quali saranno le conseguenze di questo alimento sulla salute dei figli, magari non subito, ma dopo 10 o 20 anni?

La mucca Rosita è una specie di minotauro ( mezzo uomo e mezzo toro) al femminile creato dagli scienziati  argentini clonando una mucca e aggiungendo nel suo DNA due geni umani.

Giovani del mondo alla scoperta dell’Italia col Lions

Bella festa di inaugurazione per l’ Italia Camp e il Campo disabili del Lions con giovani di tutto il mondo felici di stare insieme nel vero spirito lionistico

Italia-Camp-Lions

Italia-Camp-Lions

Lucignano, Arezzo, un caldo da sauna, facce congestionate ma sorridenti e l’eccitazione dei momenti importanti nella vita dei giovani.  I Lions del Distretto 108 La Toscana sono intorno alla piscina per applaudire i ragazzi dell’Italia Camp. Vengono da tutto il mondo con le loro bandiere in mano e nelle prossime settimane visiteranno Venezia, l’Isola d’Elba, Roma … guidati da un gruppo di volontari Lions sotto la direzione  di  Fiorenzo Smalzi.  Dopo di loro, accolti da applausi scroscianti, sfilano i partecipanti al Campo disabili. Anche qui tante nazionalità estere e anche qui l’entusiasmo di chi comincia una bella avventura. La visita si limiterà alla Toscana ma Roberto Faggi, che ha preso la direzione del progetto, in corsa nelle ultime settimane, è certo di far vivere loro una vacanza interessante che li rigeneri da un punto di vista fisico e soprattutto psicologico. Insomma che li faccia sentire accolti ma soprattutto amati.

Voglia di Palio: Joseph Huber un maltese contradaiolo

Vi presento il baritono maltese Joseph Huber: viene a Siena quando la Contrada dell’Aquila corre il Palio ed ha sfilato nel corteo storico in piazza del Campo

Joseph-Vivien-Huber

Joseph-Vivien-Huber

La sua passione per il Palio è così forte e sincera che ha chiamato L’Aquila la sua casa di Malta ha fatto battezzare col battesimo contradaiolo suo figlio André Paul (direttore d’orchestra e compositore) ed è appena arrivato a Siena con sua moglie Vivien per assistere alla carriera del 2 luglio.

Tutto inizia nel 1964 quando il giovane Joseph viene a Siena per perfezionare il suo italiano all’Università per gli Stranieri.  La civiltà antica e nobile delle Contrade lo affascina ma il colpo di fulmine arriva tre anni dopo quando il Capitano della Contrada dell’Aquila Ghidoli porta a Malta la “comparsa” cioè  i contradaioli con costumi, tamburi e bandiere.  Joseph Hubert  si accorge che una parte dei tamburi sono della contrada del Montone, si avvicina a un paggio  e gli chiede il motivo di questa strana mescolanza . I senesi rimangono sbalorditi di trovarsi davanti una persona così esperta e nasce un’amicizia che continua ancora oggi. Joseph ha visto vincere la sua Contrada nel  1971 con il cavallo Panezio e il fantino Ercolino e ha fatto il giro della vittoria con i suoi amici festanti. 

Terre di Siena green e il turismo diventa ambientalista

Una torre merlata con dentro un fiorellino di verbena sarà il simbolo del turismo “buono” nel senese 

SanQuiricoD'Orcia-Bucci-Berni-Agnorelli-Rappuoli

SanQuiricoD'Orcia-Bucci-Berni-Agnorelli-Rappuoli

Siena carbon free è un progetto di sviluppo sostenibile – premiato a Seul dall’ONU – che punta a mantenere in equilibrio le emissioni di CO2 dell’attività umana con l’anidride carbonica assorbita dalle piante.  La sua declinazione “Terre di Siena ” green tende a coinvolgere il turismo e l’agricoltura in questo grandioso progetto.

Difficile ma non impossibile.

Per raggiunge questo obiettivo i 3 assessori provinciali coinvolti (Berni, Scarpelli e Betti) hanno organizzato un gran numero di riunioni per coinvolgere le imprese e i cittadini nello sforzo di diventare la prima provincia italiana a emissioni zero. Rimane da abbattere l’ultimo 10% e quindi l’obiettivo appare raggiungibile. Ho partecipato al convegno di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia.

Il Master di Parma va a lezione di enoturismo da Donatella

Dall’Università di Parma alla Fattoria del Colle per una lezione di Donatella Cinelli Colombini su come trasformare una fattoria in una destination turistica

10 studenti e 3 docenti fra cui Guido Stecchi e Marzia Morganti, per una lezione composta da due ore in aula , pranzo tipico, visita

MasterParma-FattoriaDel Colle

MasterParma-FattoriaDel Colle

didattica alle cantine e alla villa cinquecentesca. Questo il programma messo a punto da Donatella Cinelli Colombini per dimostrare come si passa dalla teoria alla pratica del turismo del vino.

Visto per voi da Marzia Morganti Tempestini docente del Master che ci presenta gli studenti e i corsi dell’Università di Parma

Sono giovani, belli, pieni di entusiasmo ed hanno voglia di imparare. Sono i miei allievi del Master di I livello “Cultura, Organizzazione e Marketing dell’enogastronomia territoriale” dell’Università di Parma, pronti a sbarcare in Toscana per scoprire il profumo e i sapori della nostra regione. E non potevano partire che da una visita alla Fattoria del Colle di Trequanda  con un incontro con la Signora del Brunello Donatella Cinelli Colombini che proprio in questi giorni festeggia vent’anni di una delle sue creature ‘Cantine Aperte’.

Ma il vino in Italia si vende o si regala?

Un’ indagine Cribis –D&B mostra come ristoranti e commercianti paghino male, molto male. Un sistema in crisi ma c’è un’alternativa: Filiera Agricola Italiana

Vino italiano

Vino italiano

Il titolo usato da Carlo Flamini, direttore del “Corriere vinicolo” sembra una sentenza: Il dominio dell’insolvenza. Purtroppo i dati confermano la premessa: solo il 18% dei ristoranti e il 24% dei dettaglianti salda le fatture puntualmente.

Ancora più preoccupanti le note sui fallimenti: il 14% delle imprese del vino, il 18% dei ristoranti, e

Carlo Flamini al centro

Carlo Flamini al centro

il 22% dei GDO potrebbero non pagare le forniture.  Il rischio chiusura non riguarda solo i parvenù  ma anche chi è sulla breccia da anni e soprattutto molti ristoranti che sono in cima alla classifica dei settori  ad alto ciclo di chiusura. Stupisce di trovare, tra le imprese con pagamenti a rischio anche il 22% di grande distribuzione. Evidentemente non solo le imprese famigliari traballano ma anche quelle più strutturate perché le banche hanno stretto i cordoni della borsa.  Mi chiedo se la nuova norma, voluta dal Ministro Catania, sui pagamenti a 60 giorni (30 giorni per frutta e verdura), accelererà il collasso invece di risolvere le cose.  Insomma da un lato il Governo manda messaggi rassicuranti e dall’altro cresce il numero di chi chiude i battenti o vede a rischio la sua busta paga.

E’ qui la festa? Da Toscana Lovers per le serate d’estate

Toscana Lovers (Siena) la boutique del miglior artigianato toscano di tendenza vi presenta due novità adatte a chi ama eleganza e leggerezza

ToscanaLovers-Siena

ToscanaLovers-Siena

Qualcosa per le serate fuori casa: i raffinatissimi scialli in puro lino di Cecchi e Cecchi e le collane colorate di Anna Mazzone trasformano ogni abito, anche quelli più comuni, in una mise raffinata per le feste d’estate

Cecchi e Cecchi è nella produzione laniera toscana del made in Italy di lusso, da 50 anni. Usa materiali pregiati come cachemire, lana, seta e lino lavorandoli con cura artigianale e innovazione tecnologica nei telai e nei processi di striatura e garzatura vegetali. Da questo matrimonio fra innovazione e tradizione, nascono scialli estivi in puro lino adatti alle feste d’estate.  Si tratta di tessuti leggerissimi, simili a garze trasparenti, molto fresche dunque, ma anche estremamente di moda.Vanno usati intorno alle spalle oppure ad arricchire il collo. I colori richiamano la natura e possono abbinarsi con altri complementi di abbigliamento come collane o bracciali colorati, combinando il carattere elegante e austero dello scialle alla stravaganza colorata dei bijou.

Dove nasce il tappo che non ha odore di tappo

Marzia Morganti Tempestini racconta  la Diam Bouchage dove nascono i tappi ad alta tecnologia e il ristorante stellato di Caceres con 70.000 bottiglie in cantina

Marzia Morganti

Marzia Morganti

Insieme a un gruppo di giornalisti sono stata invitata dell’azienda Diam Bouchage, il colosso mondiale dei tappi in sughero tecnico. La visita alle sugherete e allo stabilimento a San Vicente di Alcantara in Spagna è stata interessantissima. In uno scenario quasi surreale dopo ettari e ettari di campagna e di boschi con rari casolari, appare in lontananza, come una cattedrale nel deserto, la Diam Bouchage. Ti colpisce già prima di arrivare ma è la tecnologia che mette in campo a sbalordire davvero.

Un processo messo a punto negli ultimi 10 anni permette di estrarre dal sughero 140 molecole compreso il Tricloroanisolo, il famigerato TCA, che causa l’odore di segatura nel vino. Da qui nasce una nuova generazione di tappi assolutamente esenti da odori.   I produttori di vino possono tirare un sospiro di sollievo: non dovranno più sostituire le bottiglie col sapore di tappo, ma soprattutto si risparmieranno le brutte figure con clienti e ristoratori.

Le cantine in rosa e vino di genere

Fra le donne manager del vino, quelle con cantina, sono le più numerose e guidano il 30% delle aziende enologiche italiane

FattoriaDelColle-DonneDelVinoToscana

FattoriaDelColle-DonneDelVinoToscana

In oltre la metà dei casi la scelta di produrre vino deriva dall’esigenza di continuare la tradizione familiare e l’impresa degli avi. Scelta che in molti casi non coincide con il primo progetto professionale delle nostre produttrici, infatti molte di loro hanno studi e esperienze lavorative di tutt’altro genere alle spalle.

Come spesso avviene il livello di scolarizzazione delle donne è alto o medio alto. Fra le manager del vino  il 50% sono laureate e il 30% diplomate.  Nel 2009 Andrea Rea della SDA Bocconi, realizzò uno studio sulle Donne del Vino italiano che è tutt’ora la fonte più autorevole e documentata sulle produttrici di vino italiane.

Il Professor Rea le cataloga con i nomi delle griffe della moda. Un sistema inusuale ma molto efficace per definire i loro profilli.

                                                                       
Cinelli Colombini
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