Vino, studi, news, gossip

Vitigni autoctoni e critica enologica è vero amore?

Gli esperti ne parlano tanto ma li assaggiano poco. Vitigni autoctoni, le denominazioni minori sembrano più amate dai consumatori che dai critici del vino

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Cenerentola

Una frase, di qualche giorno fa, di un amico giornalista, mi ha fatto molto riflettere <<la critica del vino fa poche scoperte, non esplora nuovi territori, o vitigni minori e non cerca nuove cantine>>. Forse non è del tutto vero ma in parte è così, soprattutto qui in Europa e soprattutto in Francia. I giudizi sui vini e le denominazioni sono molto stabili e rispecchiano rendite di posizione costruite nel tempo. Un mix di qualità intrinseca, rete commerciale, prezzo, investimenti nella comunicazione … elementi a cui va aggiunto l’istinto alla coerenza di ogni essere umano per cui anche i critici enologici tendono a non smentirsi e difficilmente stroncano le cantine che precedentemente hanno esaltato. Tutto questo creata una situazione quasi bloccata che penalizza le denominazioni, i vitigni autoctoni minori o le cantine che, pur non avendo grandi mezzi, meriterebbero più attenzione.

Donatella-CinelliColombini- Sangiovese.Vitigni autoctoni

Donatella-CinelliColombini- Sangiovese-Vitigni -autoctoni

Ecco che invece il mercato e i consumatori più evoluti cercano proprio queste rarità, premiano la diversità, vogliono sorprendersi. Ovviamente per le piccole denominazioni e per i vitigni minori la strada è tutta in salita perché le cantine devono convincere un importatore a scommetterci. E’ difficile perché comporta spese, viaggi, bottiglie omaggio … un’impresa titanica per i piccoli vignaioli sempre alle prese con i bilanci che non tornano. Poi però i risultati arrivano perché il pubblico cerca proprio quello che “è solo li” i vini che possono essere proposti ad altri come vere scoperte. Sono tanti, sempre di più, i wine lovers, di ogni parte del mondo, che si comportano da talent scout e poi diffondono la notizia dei loro vini del cuore on line mettendo recensioni nei portali come Vivino, CellarTracker, Snooth … oppure iniziando una comunicazione virale nei propri social network.

Digital marketing: i 3 trend più caldi

Da Wine2Wine 2016 una super lezione di digital marketing di Colangelo&Partners PR con i 3 trend più forti: Facebook Live, virtual tastings, influencer marketing

Gino-Colangelo-digital-marketing

Gino-Colangelo-digital-marketing

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Ecco quali sono gli strumenti di marketing digitale più efficaci per comunicare con i buyers e i consumatori e per accrescere l’importanza del proprio brand. A spiegarlo durante Wine2Wine sono Gino e Juliana Colangelo e Claire Hennessy della Colangelo& PartnersPR un’agenzia con sede in Italia e Stati Uniti che può vantare collaborazioni di grande importanza nel mondo del vino: Vinitaly, Slow Wine, Consorzio del Sagrantino e Consorzio del Prosecco, Wines of South Africa, Frescobaldi Toscana, Mulderbosch Vineyards, Champagne Charles Heidsieck, Michael Mondavi Family Estates, Viansa Sonoma and Purple Heart (C. Mondavi & Family)…..
Per capire quanto sono bravi basta aprire la pagina Facebook di Frescobaldi e guardare le visualizzazioni dei post: fanno paura!

Wine2wine2016

Wine2wine2016

I loro consigli sono dunque preziosi perchè vengono da super esperti che operano nell’epicentro della comunicazione digitale legata al vino: la California. Alla fine le chiavi del successo sono la consapevolezza di utilizzare uno strumento bidirezionale in cui è necessario capire gli interessi dei propri follower e coinvolgendoli rendendoli quasi complici. Inoltre l’utilizzo di persone creative e competenti in grafica fotografia e produzione di video. Sembra semplice …ma andiamo più a fondo.

I 3 trend più caldi della comunicazione digitale sono:

• Facebook Live
• Virtual Tastings
• Influencer Marketing

Donne e vino 10 falsi luoghi comuni

Julien Miquel, l’enologo più social del mondo, ci mostra 10 luoghi comuni su donne e vino che vanno sfatati. Il primo:  non sono gli uomini che comprano più bottiglie… 

Donne-e-vino-luoghi-comuni-da-sfatare

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Social Vignerons il blog di Julien è uno dei più influenti a livello planetario e i suoi followers sono degni della qualità dei suoi articoli: 254.825 su Twitter, 14.445 su Facebook, 40.058 su Instagram, 7.334 su Linkedin … praticamente tutti quelli che amano leggere di vino on line.
I post pubblicati, da questo enologo francese che si è convertito al web in Nuova Zelanda per poi tornare in Europa lo scorso anno, sono sempre interessantissimi. L’ articolo << Women and Wine? Let’s shrug off dusty clichés!>> è da incornicare. Leggetelo e poi proseguite a curiosare nel suo blog perchè Social

Sommelier-donna-Karen-Casagrande

Sommelier-donna-Karen-Casagrande

vignerons vi affascinerà.
Vediamo dunque quali sono i luoghi comuni da sfatare su donne e vino che Julien Miquel ripropone dall’infografica di Feminalise il concorso di vino che si svolge a Beaune in Borgogna –quest’anno il 6 aprile- e coinvolge 4.000 etichette di tutto il mondo assaggiate alla cieca da una giuria di 750 esperte donne di 18 Paesi.
1. Gli uomini comprano più vino delle donne – SBAGLIATO ecco le percentuali del vino comprato dalle donne 83% USA, 80% UK, 70% Francia, 60% Svizzera, 57% Australia
2. Le donne bevono solo bianchi e vini dolci – SBAGLIATO le donne bevono 57% vini rossi, 30% bianchi e 13% rosè
3. Gli uomini bevono il vino e le donne lavano i bicchieri – SBAGLIATO le donne bevono più vino degli uomini il 51% dei bevitori di vino mondiali sono donne. 85% pensa che il vino sia il complemento dei momenti belli e di piacere

Identikit delle Donne del Vino

Laureate, fanno figli dopo i 30 anni, guadagnano meno degli uomini e sono ancora alle prese con il sessismo, ecco la fotografia delle Donne del Vino di oggi

Identikit-Donne-del-Vino-2016-Stampa-estera

Identikit-Donne-del-Vino-2016-Stampa-estera

Persino sulla diversificazione produttiva le donne costituiscono un esempio virtuoso, rispetto al 5,2% delle aziende agricole che possiedono un agriturismo (1.600.000 imprese agricole 22.238 agriturismi) vediamo che il 30% delle cantine con direzione femminile ha pernottamenti e il 20% offre ristorazione.
<< L’indagine  2016 sulle Donne del vino rivela il nuovo profilo del mondo del vino italiano al femminile. Alcune conferme e molte sorprese soprattutto riguardo a un sessismo superiore alle attese>> commenta la presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini introducendo l’argomento che è stato commentato dal Professor Gabriele Micozzi e dal coordinatore del Gruppo del Gusto della Stampa Estera Alfredo Tesio.

Alfredo-Tesio-Donatella-Cinelli-Colombini-Gabriele-Micozzi

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Al questionario inviato nei mesi scorsi, ha risposto il 24% delle Donne del Vino: produttrici, giornaliste e esperte, enotecarie, ristoratrici  di tutte le parti d’Italia. sociale. Su due punti c’è un’assoluta omogeneità di vedute: sul ruolo delle donne nel mondo del vino le cose vanno meglio, ma non bene e c’è ancora tanto da fare per raggiungere una reale parità di genere. Inoltre le donne prendono esempio da altre donne assumendole come modelli (84%) elemento quest’ultimo da non sottostimare perché le recenti indagini di Wine Economics sulle donne del vino australiane hanno invece rivelato la propensione del settore femminile del vino a conformarsi a comportamenti professionali e sociali maschili adattandosi a un ambito che le vede in netta minoranza.

Club degli Export Manager

Si chiama Wineout è il club degli Export manager organizzato da Wine Meridian che sta diventando il punto di incontro dei wine manager

Club-degli-export-manager

Club-degli-export-manager

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

L’agenzia veronese di Fabio Piccoli e Lavinia Furlani ha davvero una marcia in più: oltre a manuali, corsi sul business del vino e un sito –Wine Meridian – che pubblica continuamente notizie, approfondimenti e opportunità di lavoro, ora propone Wineout, il primo Club degli Export Manager. Si tratta di un luogo reale e virtuale in cui incontrare colleghi e << sviluppare la propria professionalità tramite continue occasioni di formazione e aggiornamento>>.
Wineout non è un ordine professionale ma si pone comunque l’obiettivo di tutelare l’immagine e il ruolo degli export manager. Queste fondamentali figure del comparto

Violante-Gardini-export-manager-Donatella-CinelliColombini

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vino, erano rarissime fino a qualche anno fa mentre ora sono presenti anche nelle cantine medio piccole e, spesso, con ruoli direzionali. A causa della diffusione recente di questi professionisti, gli export manager non hanno ancora un’associazione come quella degli agronomi o degli enologi. Wineout intende supplire a questa mancanza di luoghi di incontro e di confronto. Luoghi in cui i colleghi possano vedersi come possibili alleati e non solo come concorrenti a caccia di buoni importatori. Un approccio nuovo che può far scaturire opportunità di business e di carriera.

TOP 10 Champagne 2016

La TOP 10 di Champagne di The Drinks Business comprende i brand più forti del mondo: Brut non millesimati scelti per volumi, qualità e capacità di innovare

TOP-10-Champagne-Moet-Chandon-brut-imperial

TOP-10-Champagne-Moet-Chandon-brut-imperial

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Le 10 marche di Champagne più forti è stata costruita da The Drinks business sui 10 best selling ma anche sulla qualità e la capacità di innovare per rispondere ai competitori esterni allo Champgane (come il Prosecco). La concorrenza è forte e tutte le grandi maison si sono orientate su tipologie Brut con dosaggi di 2,8g/l e un deciso sforzo per qualificare uve e attrezzature di cantina compreso un maggiore ricorso alla maturazione in legno; il risultato sono vini più complessi e eleganti. L’articolo è pieno di curiosità intriganti per chi ama le bollicine francesi deve leggerlo, mentre io vi propongo solo qualche notizia sui primi tre della lista.

Top-10-Champagne-Veuve-Clicquot

Top-10-Champagne-Veuve-Clicquot

1 – Moët & Chandon Brut Impérial Non- millesimato 40% Pinot Noir, 40% Pinot Meunier, 20% Chardonnay costa 35,7€ ed è stato prodotto in 30 milioni di bottiglie. Moët & Chandon è un brand di successo mondiale che ha alle spalle il gigante del lusso LVMH. Pensate che una bottiglia su dieci di Champagne, consumata nel mondo, è di questa marca. Piccola curiosità la versione destinata al mercato americano è leggermente più dolce. Ovviamente la gamma Moët & Chandon è molto ampia e comprende anche serie molto care come la cuvée, commercializzata a partire dalla fine del 2015, in sole 15.000 bottiglie dal costo di 450€ l’una.

Bacco tabacco e Venere: un’alleanza per sedurre

I fumatori occasionali possono difendersi dagli effetti nocivi delle sigarette bevendo un bicchiere di vino rosso che inoltre li rende più sexy

Bacco-tabacco-e-Venere

Bacco-tabacco-e-Venere

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Bacco, tabacco e Venere, più che ridurre l’uomo in cenere lo rendono seducente. Tra le virtù salutistiche del vino questa è la più inaspettata, un bicchiere di vino rosso riduce i danni vascolari indotti dalle sigarette. Ovviamente gli studi condotti dall’ University of Saarland di Homburg, in Germania e pubblicati nel “The American Journal of Medicine” sono ancora all’inizio e riguardano persone giovani e sane non fumatori abituali più attempati . Tuttavia l’evidenza scientifica su 20 persone non fumatrici, che hanno bevuto un bicchiere di vino rosso un’ora prima di inalare fumo di 3 sigarette, dimostra un’attenuazione degli effetti dannosi delle sigarette.

Vino-e-eros-nell'antichità

Vino-e-eros-nell’antichità

Il vino rosso, probabilmente grazie all’alta concentrazione di fenoli, stimola la formazione di fattori di rilassamento endotelio-dipendente, come l’ossido di azoto, che migliorano la funzione endoteliale nelle arterie coronarie. Una spiegazione complicata per dire che il vino fa da scudo proteggendo sia ai cromosomi che invecchiano più lentamente, sia ai vasi sanguigni che letteralmente si sfaldano a causa del fumo.

Wine&Siena porta il Brunello nel cuore gotico

Wine&Siena il 21 e 22 gennaio trasforma i palazzi storici della capitale del gotico nei luoghi di assaggio di grandi vini di 250 cantine

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Wine&Siena: siamo al Desk 165 nella sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico con Brunello e Brunello Prime Donne 2012, Roso di Montalcino, Cenerentola DOc Orcia e Chianti Superiore. Assaggiare il Brunello sotto gli affreschi di Duccio di Buoninsegna e Simone Martini sarà un’emozione nuova. E’ la consacrazione del valore culturale del vino, del suo essere parte della stessa civiltà senese che ha prodotto opere d’arte come l’affresco del Buongoverno con l’immagine scelta dall’Unesco come simbolo mondiale della Pace, oppure pietre miliari della storia civile come il “constituto” del 1309, prima carta costituzionale scritta in volgare perché tutti la potessero leggere e capire. Tutto questo fa parte di questo palazzo ed è bellissimo visitarlo con un calice del meraviglioso Brunello 2012 in mano.

Social-team-Wine&Siena-Violante-Gardini

Social-team-Wine&Siena-Violante-Gardini

Questo e tanto altro è Wine&Siena organizzato dal Merano Wine Festival con 250 produttori di vino e tanti artigiani del gusto selezionati uno per uno. Ogni espositore ha dovuto infatti sottoporre le sue bottiglie a una commissione che ha ammesso e premiato i migliori. I nostri cinque vini sono stati tutti premiati e i due Brunello 2012 hanno ottenuto anche la medaglia d’oro.
La formula dell’evento senese, che anticipa di venti giorni le anteprime dei vini toscani, è un mix di arte, storia e enogastronomia. Le location sono scrigni di capolavori d’arte come Rocca Salimbeni sede della direzione generale del Monte dei Paschi di Siena dove verranno assaggiati Chianti, Chianti Classico, Montecuco Cortona … In Palazzo Sansedoni ci saranno 4 master class con degustazioni guidate (da non perdere la vista su Piazza del Campo, la mitica piazza del Palio). La Doc Orcia insieme ai vini di Bolgheri, Piemonte, Veneto … e alla gastronomia saranno nel rettorato sede di una delle università più antiche del mondo fondata nel 1240.

Zone emergenti del vino nel mondo 

Okanagan, Tasmania, Corsica, Inghilterra, Georgia, Michigan ecco dove sono le zone emergenti e le nuove frontiere del grande vino

Zone-emergenti-del-vino-Okanagan

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle

Nel vino esistono i grandi classici: Borgogna, Barolo, Brunello, Champagne …. e le novità come l’Oregon o l’Etna. Fra le zone emergenti alcune entrano nell’olimpo dei classici come Bolgheri, Napa Valley e altre passano di moda. L’autorevole rivista statunitense “Wine Enthusiast” pubblica a firma dei sui editors cioè dei personaggi di spicco della sua redazione le 6 zone emergenti del vino.
Alcune sono delle conferme e altre delle sorprese. E’ una conferma Okanagan, in Canada, che negli ultimi anni ha scalato il vertice delle classifiche mondiali di

Georgia-vino-in-anfora

Georgia-vino-in-anfora

turismo del vino. E’ una zona bellissima nello stato canadese del British Columbia, a 150 km dal confine statunitense. Negli ultimi 25 anni le cantine sono passate da 17 a 270 e coltivano Syrah, Cabernet, Merlot, Chardonnay, Pinot nero, grigio e bianco su suoli molto di versi per altitudine e composizione. Recentemente ho assaggiato un Riesling chiaramente ispirato, per ammissione stessa del produttore, alla versione renana di questo vino. Pulito, tecnicamente perfetto ma ancora privo di quella complessa e intrigante mineralità che solo i vigneti centenari riescono a sprigionare.

Vini falsi per un miliardo di Dollari

Una bottiglia su cinque di vini pregiati è contraffatta ma il dato potrebbe essere sottostimato perché c’è chi vende vini falsi per metà del suo business

Chateau-Latour-1864-autentico

Chateau-Latour-1864-autentico

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Lotta ai falsari di vino: Maureen Downey della Chai Consulting ha creato un sistema tecnologico di controllo simile a quello che certifica i diamanti. Chai Wine Vault permette di tracciare ogni bottiglia a cui viene data un’identità digitale basata su 90 elementi comprese fotografia, capsula, tappo, vetro …. C’è persino uno speciale microchip che avverte quando il tappo viene aperto o perforato con Coravin.
Qualcosa di talmente complesso e forse costoso che ne restringe il campo di utilizzo alle bottiglie con un prezzo unitario a due zeri. Tuttavia è la manifestazione di un problema crescente in corrispondenza all’aumento dei vini destinati a rimanere nei caveau come beni d’investimento. In un’epoca in cui

Lafite-1874-autentica

Lafite-1874-autentica

acquistare azioni o obbligazioni è sempre meno attraente cresce l’interesse per gli oggetti di antiquariato, i dipinti e ovviamente i vini pregiati. Tutti settori che pullulano di falsi.
Una conferma alla crescita dei vini falsi arriva da un’asta avvenuta il 3 dicembre e riguardante il mercante di vino statunitense Premier Cru il cui proprietario e co-fondatore, John Fox, è in prigione a seguito di un’indagine dell’FBI. Fra i prodotti venduti c’erano 2.500 casse in legno vuote e 221 bottiglie vuote di grandi vini compresi un Lafite del 1872 e un Latour del 1865. Le bottiglie sono state vendute, in sei lotti, a un prezzo compreso fra i 20 e i 50 Dollari. Il commento di The Drinks business alla notizia, esprime la preoccupazione per l’uso che varrà fatto di queste bottiglie. Se infatti chi le ha comprate era presente nella sala d’aste e dunque è stato identificato, successivamente può immetterle sul mercato dei falsari anche attraverso e-Bay. Tutto molto facile, legale e remunerativo … quello che succede dopo è un’altra storia.

Te al Prosecco, ma si può?

C’è il te al Prosecco e le lattine con vino frizzante da uve Glera. L’enorme successo commerciale del Prosecco scatena appetiti vari e non sempre leciti

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Aldi un colosso della distribuzione organizzata con 7.000 supermercati e un fatturato annuo di 57 miliardi di Euro ha lanciato il “Prosecco Festive Infusion Tea” 15 bustine al costo di 1,89 Sterline (2,250€) che si propongono come una versione di te aromatizzata con il celebre vino italiano. E’ legale? <<assolutamente no>> dice Zanette presidente del Sistema Prosecco che riunisce i tre consorzi di tutela delle celebri bollicine venete. L’Ispettorato Centrale della Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole è già in azione ma, contrariamente ad altri casi di italian sounding, questa volta ha davanti un colosso mondiale che agisce forte di un altrettanto colossale ufficio legale. Aldi vende 90 milioni di bottiglie di vino ogni anno e per il te al Prosecco, ha predisposto una

GiggleWater-vino-bianco-frizzante-con-uve-Glera

GiggleWater-vino-bianco-frizzante-con-uve-Glera

confezione in cartoncino giallo e marrone che vagamente ricorda le scatole da vino. Sul fronte c’è la scritta “Italian Prosecco infusion” con una proposta talmente accattivante che la vendita on line è andata esaurita in poche ore. L’infuso fa parte di una gamma che comprende un vin brulè e chai te aromatizzato indiano con etichette speciali.
Ma non è l’unica strana iniziativa commerciale a base di Prosecco, c’è anche la lattina da 20 cl (1,99 Sterline) di in colore argento e verde con le scritte “Gigglewater Vino bianco frizzante – Made in Italy” e poi sotto “ Gigglewater: 1920’s term for the alc beverage” frase che spiega il nome gergale usato in America all’epoca del proibizionismo. Non viene usata la parola Prosecco che sarebbe vietatissima, in un simile contenitore, ma il vino all’interno è ottenuto da uve Glera nella Marca Trevigiana, insomma è Prosecco.

Cannubi la collina della discordia

La guerra è finta? 7 anni di contrasti sull’uso in etichetta la parola Cannubi passando da Tar, Ministero, Consiglio di Stato e Cassazione

Cannubi-Mappa-Barolo

Cannubi-Mappa-Barolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Se esiste un deterrente contro la voglia di zonazione dei vigneti di pregio, è la parola Cannubi. La meravigliosa collina di Barolo ha scatenato un contrasto così forte e lungo da compromettere i rapporti e persino la compattezza dello squadrone langarolo.
Cannubi, un nome quasi magico per chi ama il vino. Mio nonno Giovanni Colombini me ne parlava con un rispetto sacrale spiegandomi che Cannubi veniva usato sulle bottiglie ancor prima di Barolo. Quando finalmente la vidi rimasi impressionata da questo poggio coperto di vigne come fosse consacrato al vino. Una visione poetica che cozza contro la recente realtà: Cannubi si è trasformato in un nome che evoca veleni, avvocati, ricorsi, carte bollate e sentenze. Quasi un incubo che ha visto da un lato i Marchesi di Barolo e dall’altro un gruppo di produttori della stessa area.

Cannubi-e-dintorni

Cannubi-e-dintorni

Vediamo di capire questa intricatissima vicenda giudiziaria: la collina di Cannubi è divisa fra 5 delle 166 “Menzioni geografiche aggiuntive” previste dal disciplinare di produzione del Barolo DOCG approvato nel 2009. Esse sono Cannubi (14 errati), Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel per un totale di 37 ettari. Una goccia rispetto ai 1.900 ettari della denominazione Barolo.

Effetto farfalla nei vigneti dopo il global warming

Effetto farfalla: un piccolo cambiamento ne crea uno enorme. Nelle vigne c’era un equilibrio fra parassiti e uccelli insettivori che è finito disastrosamente

Cinniallegra-effetto-farfalla-nei-vigneti

Cinniallegra-effetto-farfalla-nei-vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia DOC, Fattoria del Colle

L’effetto farfalla fu teorizzato da Edward Norton Lopez negli anni Sessanta: piccole variazioni nelle condizioni iniziali – come il battito d’ali di una farfalla -producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

L’effetto farfalla c’è anche nei vigneti ed è innescato dal global warming: non tutte le specie viventi cambiano il loro ciclo vitale in rapporto al mutare del clima e questo rompe un sincronismo creato nei secoli. In pratica le viti anticipano il germoglio così come le larve degli insetti mentre la schiusa delle uova degli uccelli insettivori ha invece mantenuto il calendario precedente. Il risultato è che quando nascono gli insetti gli uccelli non ci

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

sono e quindi i parassiti delle vigne aumentano e spesso i vignaioli reagiscono usando più pesticidi.

contribuisce non poco al riscaldamento del pianeta>>.
I gas serra impediscono al riscaldamento del sole che arriva sulla terra di disperdersi nell’atmosfera e dipendono soprattutto da 3 cause: l’uso di combustibili, l’allevamento e la deforestazione.

Wine Spectator TOP 100 i vini migliori del 2016

Scopriamo insieme i TOP 100 Wine Spectator 2016 e al terzo posto troviamo la cantina di Robert Parker del Wine Advocate, proprio lui, l’eterno rivale di WS

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Ecco a voi i primi 10 della classifica più ambita del mondo, quella del Wine Spectator TOP 100 dell’anno
1) Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis
2) Chardonnay Dundee Hills Evenstad Reserve 2014 di Domaine Serene
3) Pinot Noir Ribbon Ridge 2014 di Beaux Frères
4) Barsac 2013 di Château Climens
5) Barbaresco Asili Riserva 2011 dei Produttori del Barbaresco
6) Monte Bello 2012 di Ridge Vineyards
7) Machete 2014 di Orin Swift California
8) Tignanello 2013 di Antinori
9) Pessac-Léognan Blanc 2013 di Château Smith-Haut-Lafitte,
10) Old Vine Zinfandel Russian River Valley 2014 di Hartford Family California

Cabernet-Sauvignon-Napa Valley 2013 Lewis

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Vediamo più da vicino i 3 vini sul podio. Primo e re dei re fra i vini il Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis è una bottiglia che non si dimentica: un’elegantissima borgognotta con un semplice bollino rotondo giallo contenente una L maiuscola. Wine Searcher indica il prezzo di 495 Dollari, una sola rivendita con un solo esemplare disponibile e la scritta <<#1 Wine Of The Year 2016 Wine Spectator! Not cheap but not many out there!>> Alla faccia della rarità, si tratta di un vino introvabile! Ma le sorprese non sono finite: contro la diffusa convinzione che la grande stampa del vino USA privilegi sempre i colossi multinazionali i Lews sono una famiglia di 3 persone –Randy, Debby e Dennis- che fanno tutto a mano nella loro aziendina di Napa Valley acquistata nel 1992. Solo 108.000 bottiglie all’anno di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Randy è un ex corridore automobilistico, ha gareggiato anche in Formula 3 in Europa. Sua

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

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moglie Debby è il genio marketing della situazione con un passato familiare e professionale nel vino. Il figlio Dennis è uno sportivone che prima di entrare nella cantina Lewis dirigeva le risorse umane in grandi imprese.
La visita della cantina dura un’ora e comprende l’assaggio di 4 vini, costa 40 Dollari. Una piccola azienda che punta all’eccellenza ma è ancora estremamente artigianale.

Il vino con il formaggio sembra più buono

La scienza rivela che la percezione del vino migliora se viene assaggiato insieme al fomaggio. Tutti sapevamo del finocchio ma questa è nuova

 

Vino-e-formaggio-esaltazione-dei-sensi

Vino-e-formaggio-esaltazione-dei-sensi

Di Donatella Cinelli Colombini

Era noto a tutti che il vino con il formaggio esalta il suo sapore ma ora c’è una prova scientifica basata su analisi sensoriali e descrittori molto particolareggiati. Il  Centre de Sciences du Gout et de l’alimentation di Digione (Ente senza scopo di lucro fondato nel 1939, ha 17,000 membri di 90 Paesi) ha pubblicato nel “Journal of Food Science” una sperimentazione effettuata su 31 esperti e che hanno assaggiato Pacherenc, Sancerre, Bourgogne e Madiran a stomaco vuoto e poi insieme a 4 formaggi Epoisses, Comté, Roquefort, Crottin de Chavignol.
I risultati sono impressionanti soprattutto per quanto riguarda dei leggeri difetti – come l’astringenza o l’acidità- che diventano inavvertibili. Sono evidentemente le componenti grasse dei formaggi a cambiare l’impatto gustativo. Sorprendentemente anche la percezione olfattiva migliora e nel Bourgogne e nel Madiran risultano più percepibili gli aromi di frutti rossi.

degustazione-vino-e-formaggio

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Vino e formaggio, possono celebrare dunque tanti matrimoni perfetti ed ora bisogna indagare quali siano capaci di far godere più intensamente il consumatore.

 

Per questo Assolatte ha stilato un elenco pubblicato da Cronache di Gusto che riporto di seguito con qualche piccola aggiunta peronale
FORMAGGI FRESCHI E SPALMABILI: tipo burrata o stracchino con vini bianchi leggeri
MOZZARELLA : con tutte le bollicine, dal Prosecco allo Champagne

                                                                       
Cinelli Colombini
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