Vino, studi, news, gossip

La ripresina dell’italietta è astemia

La metà delle donne italiane non beve alcolici e il nostro Paese è il secondo in Europa per numero di astemi. Italia è invece primo per palestre, 12.000

consumo di vino a tavola

consumo di vino a tavola

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

In Europa solo il Portogallo (42%) ha più astemi dell’Italia dove quelli che non bevono bevande alcoliche, da oltre un anno, sono il 37%. Negli ultimi dieci anni il numero dei bevitori è sceso, da noi, del 13%. Bevono soprattutto i maschi e gli abitanti delle città, con percentuali maggiori nel Nord Est. Un italiano su 5 beve alcolici tutti i giorni ma crescono i consumi saltuari fuori

Le bevute fuori pasto sono soprattutto maschili

Le bevute fuori pasto sono soprattutto maschili

pasto e, soprattutto fra i giovani e fra chi ha un titolo di studio elevato, gli alcolici stanno diventando un occasionale complemento della socializzazione. La bevanda più apprezzata è il vino, prediletto dall’85% dei bevitori abituali di alcolici ma la birra cresce nei consensi. Nei supermercati perde appeal il vino comune e cresce l’interesse per i DOC-DOCG.
Andando più nel profondo sulle differenze fra consumi maschili e femminili di bevande alcoliche vediamo che la forbice è molto ampia per quanto riguarda i bevitori quotidiani (77% maschi e 50% femmine) mentre è più stretta per i consumi saltuari (43% M 39% F).

Italians do it better

Un cortometraggio, diretto da Silvio Muccino, destinato a diventare il simbolo del Made in Italy agroalimentare e del contrasto allItalian Sounding in America

Silvio Muccino

Silvio Muccino

Di Alice Bracciali

È da poco passata l’una di notte dell’8 dicembre scorso, quando Silvio Muccino annuncia sul suo profilo Facebook la messa in onda sui network americani di <<un piccolo film di 90 secondi>> del quale è regista, per promuovere le vere eccellenze italiane all’estero.
È bastato questo post per accendere il popolo social, tra favorevoli e contrari si è scatenato un colossale dibattito che ancora non tace. In realtà il video era già atteso: l’iniziativa infatti è parte integrante del piano voluto dal viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per promuovere il cibo italiano oltreoceano ed è stata presentata nel corso di Expo Milano 2015 da Calenda e Maurizio Martina, titolare delle Politiche Agricole. Un investimento complessivo di 50 milioni di euro da spendere per una promozione concentrata in quattro stati degli Usa, dove il made in Italy agroalimentare è ancora poco presente: Texsas, Illinois, New York e California. Un tricolore con il claim «the extraordinary italian taste» è il marchio unico distintivo, un logo che verrà utilizzato in occasione delle fiere internazionali, in attività di promozione all’interno dei punti vendita della grande distribuzione estera, nelle campagne di comunicazione Tv, sui media tradizionali, su Internet e sui social media.

Ludopatia: dal divertimento all’incubo del gioco

17 miliardi e mezzo di giocate solo 2014. L’Italia è il 4° Paese al mondo per gioco d’azzardo. Slot machine e videopoker attraggono con le vincite immediate

Ludopatia 6 Lions Clubs della Valdichana e Stefano Scaramelli

Ludopatia 6 Lions Clubs della Valdichana

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Chi non ha mai comprato un biglietto della lotteria oppure un gratta e vinci? Criminalizzare il gioco d’azzardo è sbagliato, l’80% dei nostri connazionali gioca di tanto in tanto. Inoltre, il gioco porta nelle casse dello stato 84 miliardi l’anno; in pratica è la terza industria italiana dopo ENI e Fiat. L’Italia è quarta nel mondo per gioco d’azzardo dopo USA, Cina e Giappone. Siamo un piccolo Paese che gioca tanto!

In altre parole il gioco è qualcosa di assolutamente lecito finché non diventa una dipendenza patologica: la ludopatia.

Slot Machine

Slot Machine

I 6 Lions Clubs della Valdichiana senese e aretina hanno dedicato un incontro a questo delicato argomento che si è svolto a Sinalunga con la regia di Francesco Veltroni officer del Governatore Carlo Bianucci sul tema “Prevenzione Dipendenze” (Lions Clubs Lucignano e Val d’Esse, Cortona Corito Clanis, Cortona Valdichiana host, Valdichiana I Chiari, Chiusi, Chianciano Terme).

Un argomento a due facce dunque, quella spensierata del passatempo e quella della dipendenza che, purtroppo spesso si associa a altri comportamenti deviati come l’abuso d’alcol e l’uso di droghe. Stefano Scaramelli presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana descrive la differenza <<come quella che passa fra amore e innamoramento. L’innamoramento è quasi un’ossessione di chi non può fare a meno di una determinata persona, l’amore è quando consapevolmente la si sceglie>>.

Viaggiare dormendo in casa d’altri, bello ma anche legale?

Nell’epoca dello sharing è di moda cenare negli home-restaurant, avere per guida una persona del posto e dormire in case dove i proprietari affittano una camera

airbnb

airbnb

Di Donatella Cinelli Colombini

Della serie <<basta cose per i turisti vogliamo cose vere!>>. Quella di entrare nella vita del posto è una moda dilagante che si propaga via internet e sembra una rivolta a tutto ciò che è plastificato, artefatto e soprattutto contro i “non luoghi” cioè gli ambienti che potrebbero essere ovunque nel mondo, dove senti lo stile dell’architetto o dell’arredatore ma non la civiltà locale, quella che si è sedimentata nel corso dei secoli e sa di vissuto.

Airbnb: Joe Gebbia,Brian Chesky e Nathan Blecharczyk

Airbnb: Joe Gebbia,Brian Chesky e Nathan Blecharczyk

E’ questa voglia di autentico il drive dei nuovi consumi turistici non il risparmio o almeno non solo il risparmio. Il problema è come conciliare queste proposte con le regole nate per tutelare la salute, contrastare la criminalità e pagare le tasse. Ed ecco che Airbnb, la più grande piattaforma di affitti privati di camere e appartamenti, è stata messa sotto accusa persino nel Paese della libertà d’impresa, gli USA. In America la durata minima dell’affitto di una casa è 30 giorni mentre molte prenotazioni Airbnb sono di una sola notte. Infatti nel sito c’è scritto <<Sia che si tratti di un appartamento per una notte, di un castello per una settimana o di una villa per un mese, Airbnb mette in contatto le persone tramite autentiche esperienze di viaggio, a qualsiasi prezzo, in più di 34000 città e 190 paesi>>

e-commerce di vino 3 esempi per capirlo

La vendita on-line del vino sarà importantissima per la clientela privata, forse più dei supermercati. Qui descrivo 3 esempi completamente diversi

 

Wine in black - e-commerce del vino a Berlino

Wine in black – e-commerce del vino a Berlino

Donatella Cinelli Colombini
Berlino eccoci in una società di e-commerce di vino premium. Si chiama Wine in black, ha 4 anni di vita ed è impressionate. In un grande edificio del centro, grandi stanze con pareti nude e tantissimi computer accesi su tavoli tipo Ikea. 50 persone con le cuffie in testa e gli occhi incollati agli schermi che scrivono testi, postano immagini, seguono l’andamento delle vendite, fanno promozione sui canali social …. tutti giovani o giovanissimi e di diverse nazionalità, ci sono enologi, esperti di marketing, web designer, ingegneri informatici, web wine writers, interpreti.

 

 

 

Vinix a Wine2wine il social e-commerce del vino

Vinix a Wine2wine il social e-commerce del vino

Wine in black ha uno portafoglio concentrato sui vini premium e vuole diventare un punto di riferimento per i giovani wine lover di Germania, Svizzera, Olanda e Francia, grazie alla capacità di scegliere ottime bottiglie di tutto il mondo e proporle a prezzi onesti. Il cliente può comprare anche una sola bottiglia ma quando acquista un cartone, anche misto, ottiene la spedizione gratis. Ogni giorno vengono pubblicati due nuovi vini, rimangono in vendita per 5 giorni al massimo e poi vengono sostituiti. Il nostro Brunello si è esaurito in 2 giorni.
I vini da comprare vengono selezionati partendo dalle recensioni di Wine Advocate, Wine Spectator, Wine Enthusiast, Galloni-Vinous e James Suckling ma poi devono piacere ai due enologi di Wine in black che li degustano uno per uno e fanno gli ordini alle cantina.

 

I 10 Cognac più cari del mondo

Da 2 milioni a un modesto 5.000 Dollari a bottiglia ecco i Cognac gioiello da tenere in cassaforte. Distillati di grande pregio e lunghissimo invecchiamento 

 

I Cognac più cari del mondo

I Cognac più cari del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Il più caro in assoluto è l’Enrico IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne che costa 2 milioni ed è, a buon diritto, nella lista dei prodotti più cari del mondo. E’ prodotto dal 1776 dai diretti discendenti del Re e matura in botte per oltre 100 anni. La bottiglia è rivestita in oro 24 carati con 6.500 diamanti.
C’è da chiedersi chi berrà una simile bottiglia e soprattutto se riuscirà a gustarla considerando il valore di ogni goccia.
Tuttavia esemplari di questo valore alimentano il mito del più prestigioso distillato francese. Il Cognac proviene (per il 95%) dai dipartimenti Charente (dove si trova la città Cognac) e anche da Charente-Maritime situati nella regione Nouvelle-Aquitaine. Cognac non può essere prodotto altrove. Qui il suolo calcareo rende i vini poco piacevoli per la vivace nota acida. Con un colpo di fortuna insperato, nel Seicento, i produttori della zona scoprirono che distillando i loro vinelli bianchi ottenevano dei liquori di straordinaria finezza. Ed ecco il Cognac che prende nome dal luogo del principale commercio, un distillato che rimane in barriques di quercia da due anni a quasi un secolo ed ha quindi livelli di qualità e prezzo enormemente diversi.

 

COFANETTI PREZIOSI  ED EDIZIONI LIMITATE

Scendiamo la classifica dei Cognac di prezzo esagerato e troviamo Hennessy Beaute du Siecle Cognac con un cartellino di 200.000 Dollari. La bottiglia di Baccarat è chiusa in un cofanetto di alluminio e specchi, mentre il prezioso liquido è ottenuto mescolando distillati maturati in botte per 47 – 100 anni.
Leggermente meno caro ma sempre costosissimo il Remy Martin Louis XIII Black Pearl edizione limitata. Viene ottenuto miscelando più di 1.200 acquaviti di età compresa fra i 40 ed i 100 anni. Uscito per la prima volta nel 2008, costa 34.000 Dollari ma c’è anche chi lo vende a 55.000 $. 750 ml di liquido ambrato chiuso in cristallo Baccarat dal profumo inebriante di fiori, frutti e spezie con specifici richiami a ginger, cannella e sigari cubani.

Cantine turistiche dove, come e perchè

Da cosa dipende l’appeal turistico delle cantine? Donatella Cinelli Colombini spiega i 4 elementi che dicono se un’azienda enologica potrà calamitare visitatori

Montalcino

Montalcino

Le aziende enologiche aperte al pubblico richiamano visitatori sulla base di:

1. distanza dai flussi turistici
2. collegamento stradale
3. tipologia e volume del turismo esistente
4. attrattività della cantina
Sembra incredibile ma pochi chilometri possono essere una distanza incolmabile nel turismo. Il percorso dei visitatori segue itinerari che si consolidano negli anni e dipendono da cartellonistica stradale, GPS, guide, articoli … La presenza di negozi per turisti, bar e ristoranti è un indizio inequivocabile del passaggio dei visitatori, ma basta spostarsi di pochi metri e lo scenario cambia con la sparizione di tutte le attività commerciali destinate ai non

Barolo Castello Falletti

Barolo Castello Falletti

residenti.
Valutare il potenziale turistico di una cantina significa misurare queste distanze in termini di chilometri, numero di incroci e accessibilità. Bisogna ricordare che i cartelli indicatori sono un tormentone con cui ogni cantina deve scontrasi, purtroppo la loro regolamentazione è concepita per gli ambienti urbani ed ha grossi problemi di applicazione in campagna specialmente quando il numero di cantine è altissimo e le biforcazioni dalle strade provinciali sono tante. La procedura per l’autorizzazione dei cartelli è lunga e, quando la cantina non è riferibile a un toponomastico ( nome della località), comporta delle notevoli spese. Il GPS riduce il disagio solo in parte anche perché la copertura del segnale non è uniforme e nelle colline coperte dai vigneti è spesso del tutto assente. In pratica la ricerca di una cantina può diventare una caccia al tesoro mentre risulta impossibile intercettare il turismo di passaggio semplicemente perché mancano frecce e cartelli.

Il turismo del vino è uno dei 725 turismi della PASSIONE

EnoturismoStradeOlioVinoUmbria

EnoturismoStradeOlioVinoUmbria

Gli amanti del vino on line sono una delle 363 “tribù” che comunicano, condividono, cercano opportunità esclusive e viaggiano. Sono dunque turisti per passione

Di Donatella Cinelli Colombini

JFC FerruzziMassimo Tursismo&management è un centro di ricerca e consulenza fra i migliori d’Italia e manda periodicamente delle analisi molto puntuali. A settembre 2015 ha diffuso uno studio sul turismo industriale, interessantissimo. Già adesso, senza che quasi nessuno se ne occupi, i musei industriali italiani hanno 880.000 visitatori all’anno ma il Railway Museum di York in UK, da solo, ne ha 770.000, quindi il potenziale di sviluppo è enorme perché ci sono 166 imprese italiane capaci di diventare tourist destination.

turismo delle passioni enogastronomia e fuochi d'rtificio

turismo delle passioni enogastronomia e fuochi d’rtificio

Il turismo è pieno di opportunità e persino di cambiamenti. Cambiano le motivazioni di viaggio con l’emergere delle passioni, cioè quei 725 interessi personali che cercano eventi esclusivi e condivisione on line. Nascono così le 363 “tribù” con riti comuni, un proprio linguaggio e proprie regole. <<L’interesse diventa appunto “passione” quando questa crea una comunità virtuale attraverso strumenti di comunicazione, condivisione, informazione>> dice Massimo Ferruzzi responsabile della ricerca sottolineando che, nel 2013 il “turismo delle passioni” degli italiani ha generato 38 milioni di pernottamenti (di cui 33,6 in Italia) per un business di un miliardi e mezzo di Euro.

I millennials italiani chi sono e cosa bevono

I millennials ovvero chi ha 18-35 anni sono la generazione dell’incertezza e dello smartphone ma anche buongustai radicati al territorio e consumatori di vino

Millennials

Millennials

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

MILLENNIALS E LAVORO

In Italia è la generazione dell’incertezza, soprattutto lavorativa. “Sono in viaggio, non in fuga” racconta l’indagine Episteme e Bocconi per Axa Italia. Una generazione che oscilla fra coraggio e rassegnazione. Persone che trovano nell’affettività, nel pragmatismo di chi va all’estero, nella flessibilità totale di chi si inventa un mestiere una continua ricerca di soluzioni ai pochi soldi e alle prospettive incerte.

MILLENNIALS A TAVOLA

giovani_cuochi

giovani_cuochi

A fianco di questo quadro complicato ne troviamo un altro più sereno che riguarda la convivialità dei giovani. Le notizie arrivano dall’Osservatorio Birra Moretti (602 millennials) e mostrano una vera e propria generazione di buongustai in contrapposizione con l’immagine di apatia e assenza di caratteri stabili che usciva dalla prima analisi.
Prima parola chiave #identificazione i giovani si rispecchiano (86%) in ciò che mangiano e in come mangiano. #territorialità legame alla gastronomia regionale (84%) oppure addirittura locale (75%). #trasparenza questo sentimento va a braccetto con la battaglia Coldiretti in favore del luogo di origine in etichetta, del Km 0, della filiera corta …. e di tutte le azioni che mirano a rendere comprensibile l’origine degli alimenti. Ottima notizia il 50% dei millennials pratica volentieri il turismo enogastronomico.

Le cantine familiari aperte al pubblico

Quelle piccole e famigliari sono le cantine turistiche più numerose e proprio per questo dovrebbero cercare di distinguersi, invece sembrano tutte uguali 

Montalcino Casato Prime Donne Donatella e Violante

Montalcino Casato Prime Donne Donatella e Violante

Di Donatella Cinelli Colombini

In Italia ci sono 283.000 viticoltori e 66.500 cantine, di cui 61.500 piccole o molto piccole, per cui sommando la loro produzione si arriva solo a 2 milioni e mezzo di ettolitri. Le cantine familiari interessate al turismo sono fra le 13.500 che imbottigliano, arrivano al consumatore con il proprio marchio, e cercano di caratterizzarsi con elementi distintivi. Si tratta di vignaioli che risiedono in azienda, spesso sono personalmente protagonisti della produzione, dalla potatura delle vigne fino alla vendita del vino ai turisti. Questa tipologia di cantine comprende moltissime aziende di new entry, specialmente nelle zone più reputate e paesaggisticamente più belle. Si tratta di businessmen ricchi, attivi in altri comparti economici –

Montalcino-Casato-Prime-Donne-sala-da-degustazione

Montalcino-Casato-Prime-Donne-sala-da-degustazione

banchieri, industriali, attori, avvocati …- desiderosi di invecchiare in luoghi salubri, diversificare il portafoglio e possibilmente mettere il loro nome su bottiglie da sogno.

Bill Thompson, responsabile del colosso real estate Knight Frank con 335 uffici nel mondo, a Verona nel Convegno delle Donne del vino di dicembre 2014 ci ha detto <<i compratori esteri si stanno orientando sulle zone vitate più importanti>> e cercano soprattutto le lifestyle vineyard, quelle che lui chiama “cantine boutique” cioè immobili storici in denominazioni forti dove realizzare anche una residenza di lusso. Il Global vineyard index, pubblicato ogni anno da Knight Frank, ha evidenziato la Toscana e specialmente Montalcino e il Chianti Classico come i luoghi più desiderati da questi investitori.

Le cantina star del turismo del vino

Sono le cantine e i produttori italiani più famosi del mondo i luoghi dove ogni wine lover vorrebbe entrare e proprio per questo sono anche le più inaccessibili

Sassicaia

Sassicaia

Di Donatella Cinelli Colombini esperta in turismo del vino

Continuiamo la nostra panoramica sulle cantine italiane aperte al pubblico e parliamo dei luoghi cult, quelli che producono i vini da mito destinati alle tavole dei miliardari, degli attori famosi, delle rock star e dei wine lover  più esigenti. Non mi riferisco però ai produttori come Bruno Giacosa oppure Quintarelli che ottengono altissime  quotazioni nelle aste dei vini di lusso ma sono noti soprattutto ai collezionisti e grandi esperti di vino.

Mi riferisco a vini come Sassicaia, Gaja, Biondi Santi, Ornellaia …  Quando

Gaja

Gaja

Madonna è stata intervistata nel programma tv “Che tempo che fa”, il giornalista Fabio Fazio le ha offerto una bottiglia di Sassicaia, lei l’ha presa in mano e l’ha riconosciuta immediatamente. Questo è un vino da mito

Claudio Cerasa l’astro nascente del giornalismo italiano

Sono una sua grande fan da quando aveva 8 anni e ora che è il direttore di quotidiano più giovane e ammirato d’Italia voglio farvelo conoscere da vicino

Giuseppe e Claudio Cerasa

Giuseppe e Claudio Cerasa

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono molto amica dei suoi genitori Giuseppe e Annamaria Cerasa da più di vent’anni e mi ricordo Claudio con il cane Dafne al guinzaglio che arrivava con loro a Montalcino da Roma.
Giuseppe Cerasa è il direttore della cronaca di Roma de “la Repubblica” che sotto la sua guida è diventato il maggior quotidiano della capitale, dirige anche le Guide dei ristoranti, cje hanno rivoluzionato l’editoria fudies. Annamaria è una maestra quasi leggendaria perché lei coltiva i talenti e li mette in condizioni di sbocciare, per questo i genitori fanno la fila davanti alle sue aule.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa è nato a Palermo ma è vissuto a Roma in un appartamento del quartiere Prati, arredato con splendidi mobili siciliani, mangiando divinamente bene (la nonna e i genitori cucinano meravigliosamente). La madre gli ha aperto la mente e il padre gli ha dato lezioni di giornalismo quotidiane. Poteva venire fuori un chirurgo da una situazione del genere? NO. Poteva venire fuori uno scrittore? Probabilmente SI. E infatti Claudio ha scritto dei libri strepitosi fino da giovanissimo. “La presa di Roma”, che spiega come Alemanno è diventato sindaco è uscito quando Claudio aveva solo 27 anni. Racconta gli antefatti di quello che oggi vediamo nello scandalo di Roma capitale.
Claudio si è sposato, ha un bambino e ne aspetta un altro, è un giovane affettuoso ricco di umanità.

Le cantine storiche e monumentali in Italia

Vi racconto di castelli, ville, abbazie, borghi medioevali … luoghi storici con sotto le cantine, caratteri diversi e spesso storie centenarie

Brolio soffitto dipinto

Brolio soffitto dipinto

Di Donatella Cinelli Colombini esperta in turismo del vino

Ci sono villaggi dove le case sono popolate da botti, sale da degustazione con affreschi rinascimentali, stanza delle torture con dentro le bottiglie …. Cito solo due aziende che sono nella storia del vino italiano e hanno utilizzato benissimo il loro potenziale storico-enologico a fini turistici: le cantine Florio a Marsala, in Sicilia e il Castello di Brolio nel Chianti Classico, in Toscana.
CANTINE FLORIO
Le cantine Florio sono poco fuori la città di Marsala, vicino al mare. Sembrano

Marsala Cantine Florio bottaia1

Marsala Cantine Florio bottaia1

cattedrali con tini e botti enormi in sei corridoi altissimi e lungi oltre cento metri ciascuno. La sala da degustazione ha un tavolo per 50 persone e l’enoteca per lo shopping somiglia a una boutique di alta moda. Poi c’è la storia ! Nel 1833 i Florio furono i primi italiani a entrare nel business del Marsala. Imprenditori geniali, diventarono ricchissimi, fondarono la prima compagnia di navigazione italiana e persino una corsa automobilistica, la Targa Florio.

Le cantine d’autore in Italia

Gli archistar –architetti di grande fama – sono decisamente attratti dalla progettazione delle cantine. Qui troverete le più note e due raccontate nel dettaglio

Carapace Bevagna  interno

Carapace Bevagna interno

Di Donatella Cinelli Colombini esperta di turismo del vino

Sarà il fascino di un prodotto nobile e naturale, sarà il carattere glamour di tutto ciò che ruota intorno alle bottiglie, sarà la visibilità che offre il vino di lusso … sta di fatto che le costruzioni destinate a contenere tini e botti sono diventate autentiche opere d’arte. I vigneti di California, Francia e Spagna pullulano di capolavori di architettura contemporanea, quasi come nel Rinascimento quando i banchieri mostravano il loro successo negli affari chiamando i maggiori pittori a realizzare altari e volte. Oggi l’opera dell’archistar è un segno di prestigio per il brand ed

Antinori-cantina-Bargino-ristorante

Antinori-cantina-Bargino-ristorante

il vino. Anche in Italia, le cantine d’autore sono talmente tante, specialmente in Toscana, da impormi di restringere l’elenco alle più note. Si concentrano in quest’ultima regione che ha i maggiori flussi enoturistici e quindi può garantire un immediato ritorno economico all’investimento architettonico.

  • Nord
    Cascina Adelaide, Barolo CN, studio Archicura
    Ceretto, cappella del Barolo, La Morra CN, affrescata da David Tremlett e Sol Lewitt
    Ceretto, l’Acino, Monsurdo in Alba CN, Luca e Marina Deabate
    Cantina produttori di Valdobbiadene, Valdobbiadene TV, Devis Busato, Rodrigo Masiero e Matteo Pellizzari (Deroma)
    Distilleria Bartolo Nardini, Bassano del Grappa VI, Massimiliano Fuksas
    Rotari e Mezzacorona, Mezzacorona TN, Alberto Cecchetto
    Tramin, Termeno BZ, di Werner Tscholl,
    Terre Da Vino, Barolo CN, Gianni Arnaudo
  • Centro
    Antinori, cantina del Chianti Classico, San Casciano Val di Pesa FI, Marco Casamonti Archea
    Antinori, cantina Campo al Sasso Bolgheri LI, Gae Aulenti
    Badia a Coltibuono, Gaiole in Chianti SI, Piero Sartogo e Natalie Grenon
    Cavalieri, Genzano Romano, At Studio
    Collemassari, Cinigiano GR, Edoardo Milesi
    Fattoria La Massa, Panzano in Chianti SI, Bernard Mazieres
    Gaja, cantina Cà Marcanda, Castagneto Carducci LI, Giovanni Bo
    Lunelli, cantina Carapace, Bevagna PG, Arnaldo Pomodoro
    Marchesi dè Frescobaldi, L’ammiraglia, Magliano in Toscana GR, Piero Sartogo e Natalie Grenon
    Panerai e Rothschild, cantina Rocca di Frassinello a Gavorrano GR, Renzo Piano
    Terre Moretti, cantina Petra, Suvereto LI, Mario Botta
  • Sud
    Bisceglia, Lavello PZ, Hikaru Mori
    Cantina Taverna, Nova Siri MT, Onsitestudio
    Cusumano, Partinico PA, Ruffino associati
    Feudi di San Gregorio, Sorbo Serpico AV, Hikaru Mori-Zito
                                                                       
Cinelli Colombini
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