Vino, studi, news, gossip

Massimo Bottura primo ristorante del mondo

Il successo di Massimo Bottura dell’Osteria Francescana può trasformarsi in un propulsore del nostro agroalimentare e nella riscossa dell’Emilia Romagna

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Massimo Bottura premiazione del 50 Best restaurant 2016

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La premiazione del “The Diner Club 50 Best Restaurant Award” si è svolta a New York il 13 giugno. Come l’Oscar per il cinema è il premio più ambito e più difficile da ottenere perché sono in lizza i migliori locali del mondo messi sotto il microscopio da una giuria di 1.000 esperti.
Nel 2016 ha vinto Massimo Bottura con l’Osteria Francescana di Modena e dopo di lui si sono piazzati El celler de Can Roca, Girona (Joan Roca); Eleven Madison Park, di New York (Daniel Humm); Central di Lima (Virgilio Martinez); Noma di

50 Best Restaurant Award 2016 il vincitori Massimo Bottura

50 Best Restaurant Award 2016 il vincitori Massimo Bottura

Copenhagen (René Redzepi), Mirazur di Mentone (Mauro Colagreco), Mugaritz di San Sebastian (Andoni Luis Aduriz), Narisawa di Tokyo (Yoshihiro Narisawa), Steirereck di Vienna (Heinz Reitbauer) e Asador Extebarri di Axpe (Victor Arguinzoniz). Fra i primi 50 del mondo gli italiani sono 4 e tutti tristellati.

Massimo Bottura viene da una famiglia di grossisti di prodotti petroliferi, ha studiato giurisprudenza ed è nato e cresciuto a Modena. Ha aperto il suo primo ristorante a 24 anni e poi ha girato il mondo per imparare: Georges Cogny, Alain Ducasse, poi un periodo a New York e ancora da Ferran Adrià nel mitico El Bulli.

MTV Toscana: Violante Gardini riconfermata presidente 

Siamo orgogliosi di comunicarvi che Violante Gardini la nostra Cinellicolombini Jr è stata riconfermata presidente di MTV Toscana

ViolanteGardini e la giunta MTV Toscana

ViolanteGardini e la giunta MTV Toscana

«Un grande evento organizzato dal Movimento Turismo del vino per celebrare il vino toscano: è uno degli obiettivi che ci poniamo per il prossimo mandato» ha detto dopo la rielezione. Vicepresidenti del Mtv regionale sono stati eletti Emanuela Tamburini e Federico Taddei

Sarà ancora una volta Violante Gardini a guidare il Movimento Turismo del Vino Toscana per i prossimi tre anni. La riconferma all’unanimità è avvenuta dopo l’assemblea elettiva che si è svolta oggi a Siena, martedì 14 giugno. Nata a Montalcino nel 1984, Violante Gardini è laureata in Economia aziendale all’Università di Firenze. Dopo il master OIV – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino che l’ha portata in giro per le più famose aree vinicole del mondo, oggi è export

Violante-Gardini-Calici di stelle

Violante-Gardini-Calici di stelle

manager dell’ufficio commerciale delle aziende della madre, Donatella Cinelli Colombini, al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle di Trequanda (Si). Nel 2008 – 2009 è stata presidente Toscana dei Leo (giovani del Lions) e attualmente siede nel Consiglio di Amministrazione nazionale di Agivi (Giovani Imprenditori Vitivinicoli Italiani).

Angelo Gaja ci porta in Giappone

Il Giappone del vino visto con gli occhi di Angelo Gaja in missione culturale e enogastronomica nel Paese del Sol levante

Angelo Gaja ci porta in Giappone

Angelo Gaja ci porta in Giappone

Di Angelo Gaja maggio 2016

Il mio primo viaggio lo feci nel 1980. Sembrava allora un paese triste nonostante l’economia a macinare successi, i servizi pubblici ad un livello di grande efficienza, l’organizzazione della società curata con minuzia. Le donne indossavano vestiti di un blu mesto, gli uomini in grigio o nero di ordinanza, era un paese che amava l’isolamento, non gradiva la presenza dei forestieri. A Tokyo erano allora 48 i locali che proponevano cucina italiana, svettava Sabatini originario romano. Da allora, il paese è molto cambiato. La grande rivoluzione l’hanno vissuta le donne, guadagnando considerazione nell’ambito familiare, rispetto, libertà e bellezza. Non è più l’uomo giapponese ad essere al centro del creato. Per osservare alcuni dei molteplici aspetti della Tokyo di oggi merita immergersi nella vivacità e nei colori di Omotesando, passeggiare nella quiete

Donne giapponesi

Donne giapponesi

mistica del vicino parco di Meiji Jingu, godere del pullulare di gioventù e dei gradevoli luoghi di intrattenimento che sono nel complesso di librerie di Tsutay nel quartiere di Daikanyama.
L’atteggiamento del paese ad isolarsi, a restare chiuso all’immigrazione si è modificato. L’accoglienza ai turisti è molto migliorata e gode di nuovi incentivi. E’ del 2016 la concessione ai cittadini di Tokyo di affittare le loro abitazioni ai turisti esteri anche per pochissimi giorni. Il che non toglie che ad un giapponese che scorge un mozzicone di sigaretta perso su di un marciapiedi immacolato venga da pensare che a buttarlo sia stato un cinese. Amici non lo diventeranno mai, ma i cinesi che arrivano spendono, riempiono i negozi ed i ristoranti, tocca sopportarli.

Cité du Vin e l’enoturismo in Francia mette il turbo

La Francia crea la più prestigiosa destinazione enoturistica la Cité du Vin. Ministro Franceschini vai a vederla e valorizza anche il nostro vino per il turismo

Cité du Vin

Cité du Vin

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
La chiamano la Guggenheim del vino riferendosi allo spettacoloso museo di Bilbao di Frank Gehry ma questo diventerà ancora più famoso: un decanter di 55 metri, progettato da Xtu alle porte di Bordeaux e coperto di pannelli di vetri e alluminio iridescente.

Cité du Vin, sette anni di lavori, 81 milioni di Euro di investimento e 14 mila metri quadri di esposizioni, esperienze sensoriali di odori, video e immagini in 3D, sale da degustazione, auditorium, museo, tanti schermi e tecnologia, un’immensa enoteca con di 14.000 bottiglie di 80 Paesi del mondo scelte dal sommelier campione del mondo Andreas Larsson e

Cité du Vin Bordeaux

Cité du Vin Bordeaux

l’enologo Michel Rolland. Bottiglie parlanti perché il loro codice a barre apre video in inglese sottotitolato in 3 lingue. Al piano belvedere sulla Garonna, che scorre accanto, ci sono il bar e il ristorante. Costo di ingresso 20€ e biglietto famiglia di 50€. Sono attesi mezzo milione di visitatori l’anno.
Dire che invidio i francesi non basta, ho un’invidia furiosa, ma proprio esagerata.

Le grandi cantine in Italia e nel mondo

I big del vino in Italia sono GIV-Riunite, Caviro, Davide Campari e Antinori ma solo il Marchese fiorentino vende bottiglie premium con prezzo medio sopra gli 8€

Antinori Tignanello

Grandi cantine Antinori Tignanello

Di Donatella Cinelli Colombini
La più grande è Costellation che supera i due miliardi cioè più del bilancio di un piccolo stato. Sul suo impero enologico non tramonta mai il sole ma non si sente appagata ed è pronta a spendere 285 milioni di dollari per 5 brand californiani. In Italia possiede la Ruffino e a Montalcino produce Brunello al Greppone Mazzi. Nella classifica dei big internazionali del vino sul podio c’è il gruppo LVMH leader nel lusso nell’abbigliamento come sulla tavola e l’australiana Treasury Wine Estates.
Nella classifica internazionale, la prima italiana è la Giv-Riunite, al settimo posto, con 533 milioni di business ma se guardiamo l’export non siamo più dei nanetti e piazziamo quattro cantine fra le prime cinque nel mondo.

Roberta Corra GIV

Roberta Corra GIV

I più grandi gruppi enologici italiani sono, dopo GIV, sono Caviro, Davide Campari, Palazzo Antinori, Mezzacorona, Cavit, Zonin e Fratelli Martini Secondo Luigi. Sono le sole 8 sopra i 150 milioni di fatturato annuo che entrano nell’albo d’oro delle 25 imprese del vino più grandi del mondo.
L’indagine sui colossi del vino, che come ogni anno, Mediobanca presenta prima di Vinitaly, è la fotografia di un settore dove le grandi imprese vanno a gonfie vele. Anche il confronto con il manifatturiero è confortante: dal 2010 al 2015 loro segnano una crescita del 2% e noi del vino del 31,6%. In gran parte è merito dell’export che ha marciato a tutta velocità anche grazie ai fondi OCM per le azioni promozionali, e mette a segno un +46,6% ( in Italia +18,7).

Il vino e l’acqua in tavola fra galateo e innovazione

Tutti mettono il tovagliolo sul piatto anche se è sbagliato e nessuno usa più il bicchiere grande per l’acqua. Il nuovo bon ton del vino e l’acqua in tavola

Il vino e l'acqua in tavola secondo galateo

il-vino-e-l’acqua-in-tavola-secondo-galateo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello 

Se andate a vedere i manuali di bon ton troverete schemi di apparecchiatura che nessuno usa più da quasi vent’anni, specialmente nella ristorazione. Nelle case sopravvivono splendidi cristalli, regali di nozze vecchi di decine d’anni e usati pochissime volte a causa della fragilità dei bordi superiori. Sono questi cimeli e il bisogno di metterli in tavola almeno una volta l’anno, l’unico motivo per apparecchiare seguendo lo schema dei manuali dove il contenitore per l’acqua è il calice più grande e più a sinistra, mentre nella normalità le grandi coppe sono destinate ai rossi da invecchiamento.

Tutti i ristoranti hanno sostituito la loro cristalleria adattandola alle esigenze di consumatori sempre più esigenti che vogliono bere il vino nei bicchieri più adatti: calici assolutamente trasparenti e senza incisioni, con coppe allungate e più o meno ampie.
Eppure la mise en place dei libri di testo per i futuri maître è spesso ancora quella di un tempo con i bicchieri da vino e l’acqua in tavola come usava nell’Ottocento.
In realtà, nella ristorazione il bicchiere da acqua è diminuito d’altezza fino a diventare una coppetta distinguendosi nettamente dai calici del vino. Per accentuare la diversità dai cristalli destinati a Champagne e Brunello, il contenitore per l’acqua è spesso colorato in abbinamento con la tovaglia oppure con i fiori del centrotavola. Rimane comunque la sua posizione centrale davanti al commensale e più a sinistra rispetto ai calici.

Donne e vino fra seduzione e razionalità

Donne e vino: affascinate dal vino e persino dagli uomini che lo bevono, preferiscono gli autoctoni e il consiglio del contadino a quello degli esperti

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino
Il profilo delle donne consumatrici di vino, che emerge dalla ricercaDonne e vino” curata dal Professor Gabriele Micozzi e realizzata dallo spin off dell’Università politecnica delle Marche su incarico del Consorzio Vini Piceni, ci rivela un personaggio a due facce: quella razionale della diplomata o laureata (85%) che vorrebbe etichette più esplicative su abbinamenti e storia del vino, l’altro lato c’è il carattere sempliciotto che mette fra i marchi più seducenti la Ferrero e il Campari, così come fra i brand alimentari più apprezzati Barilla e Parmigiano Reggiano. Infine c’è il

Gabriele Micozzi e suoi collaboratori Donne e vino

Gabriele Micozzi e suoi collaboratori Donne e vino

carattere più istintivo che giudica gli uomini bevitori di vino, colti (32%) interessanti (26) e divertenti (24%) mentre gli astemi risultano noiosi anche se salutisti. Infatti nella classifica <<secondo lei è più interessante l’uomo che beve: vino, birra, cocktail, acqua …?>>il vino vince con il 70% di preferenze.
In altre parole se il 84% delle donne sarebbe disposta a approfondire la conoscenza del vino con un corso, per cui dimostra vero interesse, è poi più affascinata dallo story telling del contadino (22%) che dalle spiegazioni dei giornalisti e dei sommelier (rispettivamente 13 e 12%) per cui la qualità intrinseca passa in secondo piano rispetto al contesto emozionale suscitato dal racconto.

Una vertebra rotta a Gozo

La vacanza a Gozo-Malta sta continuando in modo molto inaspettato. Mi sono rotta una vertebra e ed ho sperimentato lo spettacolare sistema sanitario maltese

Donatella con le vertebra rotta e il busto

Donatella con le vertebra rotta e il busto

Di Donatella Cinelli Colombini

Lunedì sera scivolo nella doccia di casa e sento un dolore tremendo alla schiena. Mio marito mi porta all’ospedale di Gozo, isoletta grande come il comune di Trequanda con 35.000 abitanti. L’ospedale è poco appariscente, un edificio basso in pietra locale. Entriamo nel pronto soccorso, la sala d’attesa è semplice con sedie di tutti i tipi ma non c’è nessuno. Non mi sembra un bel segno <<speriamo bene>> mi dico, preoccupata per quello che mi aspetta. Invece poco dopo ci fanno entrare in una delle cabine per le visite mediche e ci troviamo in un ambiente nuovo e super attrezzato. Il medico è gentile e parla anche italiano. Mi fanno subito la radiografia e la fanno vedere anche dall’ortopedico a Malta tramite la telemedicina.
Passano pochi minuti e il medico torna <<purtroppo c’è una frattura alla vertebra L1, bisogna fare la TAC>> e mi fanno subito la tac. Sembra che l’ospedale intero sia a mia disposizione. Poco dopo arriva anche il secondo reperto <<le fratture sono due e l’ortopedico dice di trattenerla qui in ospedale>>.

Gli specialisti dell’accoglienza in cantina 2

Proibito essere imbronciati e guardarsi i piedi. Assolutamente proibito arrabbiarsi per le critiche (anche se stupide) e fare i saputelli

Cantina: turismo e accoglienza in Emilia Romagna

Cantina: turismo e accoglienza

Di Donatella Cinelli Colombini,  Fattoria del Colle
LINGUAGGIO NON VERBALE
E’ la parte più importante della comunicazione: l’atteggiamento sorridente e accogliente. Molti, soprattutto i giovani, hanno difficoltà a mostrare sentimenti che non provano, considerandoli quasi la manifestazione di una personalità falsa, da teatrante. In realtà, per calarsi nel proprio ruolo di addetto all’accoglienza turistica in cantina, bisogna mettere da parte i propri problemi e pensare solo al turista del vino facendolo sentire ben accolto e, soprattutto, facendogli vivere l’esperienza che sogna da tempo.
A questo proposito è opportuno ricordare che il cervello elabora a livello periferico e centrale. Il pensiero periferico è più veloce e comprende le emozioni euristiche e i processi automatici. Si tratta del meccanismo che ci porta ad essere gentili con chi è gentile con noi ed aspettarci competenza da chi ha un aspetto autorevole. E’ lo stesso processo di quando pensiamo <<che bella bottiglia, dovrebbe essere un buon vino!>>. Evidentemente c’è poi un’elaborazione più profonda che confronta l’informazione con quelle precedenti e arriva a valutazioni meno automatiche e più attendibili. Tuttavia la prima impressione è la più forte e pesa su quelle successive; va gestita quindi con grande attenzione.
I messaggi non verbali, quelli espressi dal corpo e dal volto, sono molto importanti. L’espressione cordiale deve rimanere anche se ci sono dei problemi, dimostrarsi attenti e cortesi è una scorciatoia verso la soluzione.

Addetti all’accoglienza in cantina 1° parte

Piccoli segreti per diventare dei perfetti addetti all’accoglienza in cantina: gli abiti, la prima impressione, le notizie negative, i discorsi noiosi …

Addetti all'accoglienza in cantina Bolgheri

Addetti all’accoglienza in cantina Bolgheri

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

ABBIGLIAMENTO
E’ vero che <<l’abito non fa il monaco>> ma, vedendo qualcuno con indosso il saio, siamo portati a pensare che sia un frate. Questo perché la prima impressione fa leva sugli stereotipi e sulle cose più evidenti. Come dice il proverbio qualche vota inganna ma, in ogni caso, si imprime nella memoria con forza. Per questo, chi lavora al pubblico a contatto con persone mai viste prima dovrebbe trasmettere, al primo colpo d’occhio, un’impressione più possibile coerente con il proprio personaggio e con l’azienda che rappresenta. Nel caso degli addetti all’accoglienza in cantina, all’estero,

Violante Gardini CinellicolombiniJr al Casato Prime Donne Montalcino

Violante Gardini CinellicolombiniJr al Casato Prime Donne Montalcino

soprattutto in California, risolvono il problema imponendo una divisa. Magliette o felpe e grembiuli rossi da cantiniere con stampato il brand rendono immediatamente riconoscibili i membri dello staff. Sono efficaci ma, forse, poco adatti alla realtà italiana composta di tante piccole imprese familiari dove l’accoglienza turistica è spesso fatta da dipendenti che hanno anche altre mansioni. Per questo, la stragrande maggioranza di quelli che ricevono i turisti del vino in cantina hanno normali abiti da ufficio, non giacca e cravatta, che in campagna sembrano piuttosto fuori posto, quanto piuttosto qualcosa di casual e country. Abiti comodi che tuttavia devono essere curati per non apparire sporchi e trascurati. Soprattutto fra i turisti italiani c’è la convinzione diffusa che gli abitanti della campagna siano arretrati e di basso livello culturale: è opportuno quindi manifestare l’opposto al primo colpo d’occhio.

La focaccia di Rapolano è dolce!

Il nome inganna, la focaccia non è una pizza salata ma un dolce semplice e buonissimo con mandorle e crema. La ricetta è solo quella di Rapolano Terme.

la focaccia di Rapolano Terme

la focaccia di Rapolano Terme

Di Sara Mazzeschi – Fattoria del Colle
Rapolano Terme, il paese dove sono nata e vivo, sta diventando sempre più noto in Toscana per le acque termali conosciute fin dai tempi antichi ma pochi sanno che qui e solo qui è stata inventata la ricetta di un dolce incredibilmente buono dal nome che inganna: la focaccia, o come tutti chiamano “la focaccia di Rapolano”.  Ogni volta che vado in giro e la nomino gli amici mi guardano male, nessuno crede che il dolce tradizionale del mio paesino è per il resto del mondo una pizza bianca salata…eppure è la verità. Due dischi di pasta frolla e mandorle tenuti insieme da crema pasticcera, la focaccia è in assoluto la torta che preferisco, è così buona che chi la prova ne rimane colpito tanto da chiedere sempre  la ricetta ma non è così facile essere accontentati!

Vinitaly Mattarella inaugura parlando di donne vino

Al Vinitaly 2016, che promette di battere tutti i record di business, le donne hanno ruoli importanti e il Capo dello Stato inaugura parlando di loro

Vinitaly degustazione donne del vino viendemmie 1967

Vinitaly degustazione donne del vino vendemmie 1967

Di Donatella Cinelli Colombini 

Sergio Mattarella riassume i cambiamenti nei 50 anni dalla nascita di Vinitaly e indica nel nuovo ruolo delle Donne del vino uno dei più positivi. Le Donne del Vino si occupano di business, ma non solo, c’è posto anche per  la bellezza, l’ospitalità, i valori etici e la moda. Ecco che la fiera veronese diventa il palcoscenico di tante iniziative con lo stesso fil rouge “donne vino e bellezza”.
Il vino al femminile ha dunque molte facce: quelle più glamour dei brindisi che, a Vinitaly 2016 hanno coinvolto anche la Governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e l’Assessore all’Agricoltura della Puglia Leonardo Di Gioia e quella più seria del libro contro la mafia “Campanella” di

Vinitaly Presidente della Repubblica Mattarella

Vinitaly Presidente della Repubblica Mattarella

Maria Cristina Sarò sostenuta dalle Donne del vino della Sicilia. Poi c’è il progetto dei corsi full immersion per dare protagonismo alle donne ed a infoltire il numero, ancora esiguo, delle wine manager.
A Vinitaly le Donne del vino interpretano il tema nazionale 2016 della bellezza proponendo i film con i brindisi, la cosmesi con le creme anti età della Co.Der di Cuneo oppure la moda con le borsette BYOB per bottiglie della Winelover di Gonzato Moda o le modelle della Fashon Class di Verona che sfilano con le bottiglie in mano….

Le Donne del Vino a Palazzo Vecchio

Con il Premio Italia a Tavola Firenze diventa la capitale dell’eccellenza gastronomica e le Donne del vino portano i loro vini a Palazzo Vecchio

Donne del vino Toscane a Palazzo Vecchio Firenze

Donne del vino Toscane a Palazzo Vecchio Firenze

Di Donatella Cinelli Colombini

Domenica 2 aprile – Firenze è la magica cornice del Premio Italia a Tavola un’iniziativa grandiosa sullo stile italiano del cibo. Il regista è Alberto Lupini, direttore di Italia a tavola e infaticabile promotore di iniziative in favore della grande ristorazione. Inaugurazione a Palazzo Vecchio e vini delle Donne del Vino della Toscana ad accompagnare i primi brindisi. Oltre a me c’erano la delegata Antonella D’Isanto, Caterina Dei, Antonietta Francois, Tiziana Frescobaldi, Marzia Morganti e Paola Rastelli a cui si è aggiunta, dalle Donne del Vino del Lazio, la giornalista Anna Scafuri.
Prima iniziativa di un’intensa giornata il talk show, condotto dal Direttore del TG2

Premio Firenze a Tavola Firenze Palazzo Vecchio con le Donne del vino

Premio Italia a Tavola Firenze Palazzo Vecchio con le Donne del vino

Marcello Masi, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che dichiara <<finalmente quest’anno il bilancio del mio ministero è salito da 1,5 a due miliardi … dimostra la consapevolezza del Governo che la cultura e il turismo sono il primo motore economico del nostro Paese>> per poi aggiungere, ottenendo un applauso di consenso <<l’enogastronomia è parte della cultura italiana che proponiamo ai visitatori; per creare un grande piatto ci vuole la stessa creatività e la stessa maestria che serve nel design o nella moda>> .

Blues Challenge le blues band si sfidano in Toscana

21 band da 21 nazioni si sfideranno nella 6° European Blues Challenge, per la prima volta ospitato in Italia, a Torrita di Siena, nel cuore della Toscana.

Di Consuelo Pallecchi

European Blues Challenge - Torrita di Siena

European Blues Challenge – Torrita di Siena

Torrita di Siena è stata scelta come Capitale del Blues 2016 e dal 7 al 9 aprile ospiterà musicisti, amanti del blues e le band più famose al mondo, che arriveranno nella cittadina della Valdichiana per sfidarsi nella 6° European Blues Challenge.

Torno a parlarvi di Torrita, paesino a pochi chilometri dalla Fattoria del Colle, che quest’anno è come un vulcano di eventi e non smette di stupirci con appuntamenti imperdibili.

Dopo la rievocazione storica e festa popolare del “Palio dei Somari” appena conclusa, Torrita si prepara ad un nuovo evento, che questa volta la vedrà in veste “musicale”. La cittadina è infatti stata scelta per ospitare l’edizione 2016 della European Blues Challenge, il più famoso e importante evento per gruppi blues europei organizzato ogni anno dalla European Blues Union, che dopo il successo delle precedenti edizioni approda per la prima volta in Italia.

Colazione di Pasqua toscana con la Ciaccia Pasqualina

In Valdichiana e Val d’Orcia non è davvero Pasqua se a tavola non c’è la “Ciaccia Pasqualina”, quella tradizionale che qui è  fatta con i “friccioli”.

Di Consuelo Pallecchi, Fattoria del Colle

Colazione di Pasqua - Fattoria del Colle

Colazione di Pasqua – Fattoria del Colle

Nella campagna a sud di Siena dove si trova anche la Fattoria del Colle, la Ciaccia di Pasqua, o Panina, ha una ricetta totalmente diversa dalla classica “torta pasqualina al formaggio” conosciuta un po’ in tutta Italia. La nostra tradizionale Ciaccia è a base di pasta di pane, uova e “friccioli”, ovvero grasso di maiale fatto a pezzettini e unito all’impasto.

Questa ricetta è davvero poco conosciuta e la potete trovare solo in questa zona della Toscana e solamente nel periodo di Pasqua, ma vi assicuro che vale il viaggio per poterla assaggiare!

Il nome “ciaccia” in diletto significa “schiacciata” o “focaccia”, sebbene la forma tradizionale di questa pietanza è quella di una pagnotta!

La Ciaccia di Pasqua toscana è gustosissima grazie ai friccioli, a cui spesso si aggiungono

                                                                       
Cinelli Colombini
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