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Per vendere il vino in Russia ci vogliono le donne nude?

Un video con giovani russe nude scatena polemiche e persino interrogazioni al Consiglio regionale del Friuli. La domanda è: funziona per vendere a Mosca?

donnenudeperpromuovereilvinoitalianoinrussia

donne nude per promuovere il vino italiano in russia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Armando Testa il più grande pubblicitario degli anni ’80 diceva «troppo sesso funziona da vampiro perché succhia l’attenzione del cliente e l’allontana dal prodotto>> cioè il consumatore è così attratto da tette e sederi da non interessarsi affatto al brand. Verissimo! Basta guardare il video realizzato per promuovere il vino friulano in Russia per avere una dimostrazione pratica delle parole di Testa. La prima volta anch’io ho visto solo le 4 ragazze russe nude – poi diventano 8 – che si muovono simulando riti bacchici forse ispirandosi a qualche bassorilievo romano. L’effetto è evocativo, con un preciso richiamo al gothic revival. Non lo trovo volgare ma detesto quando il corpo femminile è usato come una merce per vendere qualcosa. Sono un’ingenua inguaribile? I ricchi russi comprano di più se sollecitati da immagini del genere? Forse. In effetti la Simple, che ha commissionato il video, conosce bene il mercato russo perché è il maggiore importatore di vini italiani in quel Paese.

Wine maker donne in California brave ma poche

Sembrano molte perché sono brave e hanno buona visibilità ma sono solo il 9,8% del totale, come in Australia. Il soffitto di cristallo esiste anche in USA

Di Donatella Cinelli Colombini

Turiya Wines are handcrafted by Angela Soleno

Turiya Wines are handcrafted by Angela Soleno

Le tre analisi sono fresche, fresche e sono pubblicate dalla rivista mondiale più autorevole in materia di wine business AAWE – Wine Economics” con la firma di Lucia Albino Gilbert e John Carl Gilbert del dipartimento di psicologia dell’Università di Santa Clara in California. Mirano a capire la distanza che ancora separa le donne dal soffitto di cristallo oltre il quale ci sono i ruoli dirigenti e, in questo caso, gli incarichi di direttori delle cantine.
In USA dal 1970 le laureate in materie scientifiche sono cresciute costantemente e oggi metà degli studenti che concludono l’università di medicina sono donne. Qualcosa di simile è avvenuto anche nelle facoltà di enologia. Nel 1990, a UC Davis,

female_winemakers

female_winemakers

il più celebre centro di studi agricoli degli Stati Uniti, le laureate in enologia donne erano più o meno lo stesso numero degli uomini ma negli anni successivi sono cresciute ancora.
Questo avveniva mentre anche il ruolo delle donne nel mercato del vino aveva una rapida evoluzione. Oggi le donne acquistano il 59% del vino per consumi abituali e il 50% di quelli saltuari in USA. Quindi abbiamo un bel numero di laureate in enologia e di acquirenti donne che privilegiano vini fatti da altre donne. Nonostante questo gli enologi capo delle cantine Californiane sono uomini nel 90% dei casi. La percentuale scende a Napa fino al 71% e a Sonoma (80%) ma il settore resta ancora fortemente maschile, specialmente ai vertici delle gerarchie. Per arrivare in cima, le poche che ce la fanno, devono avere un talento e un impegno enormi. Resta da capire perché il 9,8% di donne enologo abbia una visibilità così forte  da dare l’impressione di una vera valanga rosa nel vino.

#ioleggoletichetta e sono contro i taroccatori

Mentre il grande Vittorio Zucconi parla di cibi e vini come miniere di diamanti viene tolta l’ origine dalle etichette e il made in Italy taroccato vola

vergassola_zucconi

vergassola_zucconi

Di Marzia Morganti #martecomunicazione
Sentire parlare di enogastronomia, di parmigiano e aceto, di prosciutto e Asiago come fossero miniere di diamanti da Vittorio Zucconi mi ha fatto capire che Expo ha fatto centro, sarà costato anche tanti miliardi e sarà diverso da come ognuno di noi se lo poteva immaginare, ma un risultato lo ha generato: adesso anche i grandi

Radio Capital

Radio Capital

opinionisti parlano di cibo. Vittorio Zucconi è un giornalista con un curriculum da far tremare i polsi a chiunque, tra le tante sua l’inchiesta sugli aerei C130 che fece dimettere il Presidente della Repubblica Giovanni Leone, insignito dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’ Ordine_al_merito_della_Repubblica_Italiana, figlio d’arte, suo padre è stato direttore della Domenica del Corriere e del Giorno, già in giovane età divenne direttore del giornalino del Liceo Parini che frequentava a MIlano. E’ il caso di dire buon sangue non mente e il buon dì si vede dal mattino.

Un vigneto sul tetto in mezzo ai grattacieli

La notizia del vigneto sui tetti di New York Rooftop Reds ha fatto il giro del mondo anche se farlo è davvero semplice. Vi spiego come fare l’urban vineyard

Rooftop Reds New York
Rooftop Reds New York

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Come gli orti urbani anche la vigna sull’attico non deve creare illusioni: non è l’inizio della carriera che porterà a dirigere Château Lafite Rothschild.
Tuttavia è l’inizio di una nuova moda. Infatti la cosa è meno complicata di come sembra. Basta avere un terrazzo e molta, molta ma molta passione. L’idea è di Devin Shomaker, un giovane newyorkese che sta per ricevere anche un finanziamento per sviluppare il progetto. La vigna sull’attico sembra destinata a replicare il successo di altre produzioni domestiche tipo orto da terrazzo e pomodori coltivati nel sacchetto. Produzioni che sono state oggetto di studi per i residui

Rooftop Reds Team
Rooftop Reds Team

tossici del traffico assimilati dalle piante. Scambiare le produzioni domestiche per qualcosa di assolutamente sano solo per non aver usato pesticidi è sbagliato perché anche le foglie assorbono i metalli pesanti dall’aria inquinata. Tuttavia coltivare piante è comunque un’ attività divertente che incrementa l’uso delle verdure nell’alimentazione e va quindi incentivata.

Discendiamo dalle scimmie ubriacone

Sapevamo di discendere dalle scimmie ma non di discendere dalle scimmie ghiotte di frutta fermentata contenete alcol. L’evoluzionismo contro il proibizionismo

Matthew Carrigan

Matthew Carrigan

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Insomma al primo impatto la notizia è quasi imbarazzante: noi uomini discendiamo dalle scimmie sbronze, quelle ghiotte della frutta più dolce che tendeva a fermentare spontaneamente. Una scoperta che demolisce l’immagine di eleganza dei wine lovers. C’è tuttavia una lettura più scientifica e meno burlona di quello che è successo 10 milioni di anni fa e che spiega come i nostri progenitori siano proprio le scimmie più adattabili quelle che sono riuscite a sopravvivere scendendo dagli alberi e trasformandosi nell’homo sapiens.

scimmietta alcolista

scimmietta alcolista

La scoperta è di Matthew Carrigan paleogenetista del Santa Fe College di Gainville Florida ed è stata recentemente diffusa dal Wine Spectator. Parte dalla costatazione che esistono solo 28 mammiferi in grado di metabolizzare l’alcol inclusi 17 primati cioè scimmie. 70 milioni di anni fa nessun animale possedeva enzimi capaci di metabolizzare significative quantità d’alcol. Questa mutazione avviene, in alcune specie, intorno a 10 milioni di anni fa, quando il clima diventa meno glaciale e alcune specie riescono a sopravvivere scendendo dagli alberi e vivendo a contatto con il suolo.

La beffa del formaggio senza latte

Dopo le etichette dell’olio senza il luogo di origine ecco la legalizzazione dei formaggi prodotti senza latte.  E scopriamo che l’Assolatte ci ha tradito

Formaggi Dop italiani

Formaggi Dop italiani

Di Donatella Cinelli Colombini

Vi racconto un episodio: da giovane, quando lavoravo nell’azienda di mia madre mi occupavo anche del caseificio. Producevamo un ottimo pecorino di latte fresco seguendo il calendario della mungitura: da aprile a dicembre. Negli altri mesi, per dare la piena occupazione alle mie bravissime casare, decisi di produrre, caciotte cioè “misto mucca” e quindi comprai del latte dalla centrale di Firenze. Non l’avessi mai fatto! Il latte aveva un odore strano ma soprattutto non diventava formaggio. Riuscimmo a farlo

Piacentinu-Ennese-DOP

Piacentinu-Ennese-DOP

coagulare con dosi enormi di caglio e acido citrico ma le caciotte avevano un sapore simile al gesso. Il tecnologo mi spiegò che i latti esteri vengono spesso trattati con calore e soda caustica per mantenere sotto controllo l’acidità ma sono scadenti come il formaggio a cui danno origine. Il latte appena munto è tutt’altra cosa, quando arrivò quello appena munto, a 20 km da noi, era un piacere lavorarlo.

Avete mai ascoltato un concerto suonato dalle piante?

Sorprendente ma vero le piante suonano e addirittura cambiano la loro melodia a seconda di cosa succede intorno a loro

Sting

Sting

Visto per voi da Marzia Morganti martecomunicazione

Anche Sting, nome d’arte di Gordon Matthew Thomas Sumner, cantautore, polistrumentista, attore e filantropo britannico è convinto che è giusto curare la terra, non depredarla. Principio che anima Expo 2015 con il suo titolo ‘Nutrire il pianeta’ ovvero nutrire l’umanità rispettando la terra su cui viviamo e da cui dobbiamo attingere. Ed il grande artista con casa in Toscana, a Figline Valdarno, dove produce vino biodinamico, olio, miele e salumi di cinta, è stato affascinato dalla ‘Musica delle Piante’ e vorrà testarne l’utilizzo per coltivare i campi.

Ad Expo nel Padiglione di Cascina Triulza, ho scoperto che le piante emettono dei

cascina-triulza-Expo

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suoni tanto da poter eseguire una sorta di concerto. La Musica delle Piante rappresenta un incontro straordinario di tecnologia e sensibilità ed è il risultato di oltre 40 anni di ricerca di Damanhur, sull’intelligenza del mondo vegetale. E’ stata presentata a livello internazionale, compreso il prestigioso Chelsea Flower Show di Londra, dove ha ricevuto una Medaglia di Bronzo.

I migliori 5 Champagne assaggiati quest’anno

I rosé si accaparrano l’intero podio con Ruinart Dom Ruinart rosé 2002, Laurent Perrier Alexandra 2004 rosé e Louis Roederer Cristal Rosé 2004

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La lista dei migliori 100 Champagne viene dal “Fine Champagne magazine” una pubblicazione consacrata alle bollicine francesi di cui vengono esaltate la finezza e la longevità. Il vincitore è scelto dopo un assaggio bendato di oltre 1.000 campioni. Il giudizio è dunque esclusivamente organolettico e non tiene conto dell’età, del prezzo e del prestigio delle bottiglie. La classifica è iniziata nel 2010 e vede in lizza le più prestigiose maison con bottiglie che costano cifre davvero ragguardevoli insieme ad altre più commerciali.

Laurent-Perrier

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Dall’analisi dei giudizi si riscontra una predilezione dei giudici per Champagne con almeno 10 anni di età. Nella pagina introduttiva, questi degustatori, insistono molto sul momento dell’assaggio rispetto all’evoluzione del vino perché molte bottiglie hanno bisogno di un lungo periodo di tempo per raggiungere la massima qualità. Questo potrebbe spiegare la forbice fra il loro giudizio e quello delle grandi riviste americane che, spesso, hanno degustato gli stessi vini molti anni fa.
Ecco i 5 migliori lasciando a voi la consultazione del the tasting book – 100 best Champagne per scoprire la lista completa di questi vini da favola

Croazia toccata e fuga

Istria terra meravigliosa dove i centenari hanno cambiato quattro nazionalità senza muoversi da casa. Una costa capolavoro e una Malvazija piena di promesse

Cittanova Novigrad Croazia tramonto dal molo

Cittanova Novigrad Croazia tramonto dal molo

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il mio ultimo viaggio di giugno, dopo un mese passato con le valigie in mano: Sicilia, Malta, Brasile, Portogallo, Groazia. Alla fine tanta tosse e tante file per un ritorno che sembra stile eroici anni settanta. La strada dall’Italia a Cittanova –Novigrad, anche nel tratto sloveno, era tutta una fila. In effetti la costa slava del Mediterraneo pullula di campeggi, casinò e villaggi con il risultato che paesi con meno di 10.000 abitanti registrano anche un milione di presenze turistiche ogni anno. Nelle strade il sovraffollamento è evidentissimo.

Cittanova Croazia DAILA

Cittanova Croazia DAILA

Questo è l’unico elemento negativo di un territorio meraviglioso per clima, storia, stile di vita e vigneti.
Il viaggio a Cittanova-Vovigrad conclude un sogno durato un anno e mezzo per la realizzazione di Malvazija in Istria uno dei territori più vocati al mondo per la produzione di vini bianchi di eccellenza. Per la verità il test è riuscito nonostante le avverse condizioni meteorologiche dell’annata 2014. Siamo riusciti a produrre una strepitosa Malvazija in un uovo di cemento Nico Velo. Ma il gruppo di quattro amici che doveva condurre il progetto, per qualche motivo, non è diventato una squadra. Pazienza, il progetto va avanti con il membro più motivato e con più tempo a disposizione mentre gli altri collaboreranno dall’esterno.

Carlo Pietrasanta vi presento il presidente MTV

Uno dei pionieri di Cantine aperte alla guida del Movimento turismo del vino punta su web, formazione e TO per portare più visitatori nelle aziende

Daniela Mastroberardino e Carlo Pietrasanta

Daniela Mastroberardino e Carlo Pietrasanta

Di Donatella Cinelli Colombini fondatrice del Movimento turismo del vino e ideatrice di Cantina aperte

Carlo Pietrasanta, classe 1996, ha un’azienda vitivinicola a San Colombano al Lambro nei pressi di Milano è da sempre nel Movimento turismo del vino e da sempre presidente della delegazione Lombardia dell’associazione. E’ dunque uno dei pionieri, fra quelli che scommisero sulla possibilità di trasformare le cantine in destinazioni turistiche quando, nel

Movimento turismo del vino

Movimento turismo del vino

lontano 1993, c’erano solo 25 aziende accessibili al pubblico in tutta Italia. Oggi che il loro numero è cresciuto fino a 21.000 e il business dell’enoturismo è stimato in 3-4 miliardi di Euro l’anno, la responsabilità che grava sulle spalle di Pietrasanta è molto grande. Anzi è strategica visto che il Presidente francese Francois Hollande all’inaugurazione di Vinexpo, pochi giorni fa , ha annunciato l’intenzione di potenziare l’enoturismo. Se la Francia, prima destinazione turistica mondiale (83 milioni contro i 47 dell’Italia) punta su vino e cantine, l’Italia deve fare altrettanto potenziando i network nazionali che maggiormente incidono sulle scelte di oltre un miliardo di viaggiatori esteri.

Sicilianicreativiincucina alias siciliana creativa in cucina

Ada Parisi poetessa, giornalista, chef, blogger …. ci rivela le gioie e i sacrifici di chi trasforma la passione per la cucina in eccellenza da condividere

ada_parisi_siciliani_creativi_in_cucina

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Le domande di Donatella Cinelli Colombini all’autrice di sicilianicreativiincucina uno dei blog più appassionati e divertenti sulla cucina tradizionale e creativa.

1. Ada Parisi si racconta. Sono prima di ogni cosa siciliana. Sono lontana ormai da anni dalla mia terra, ma tanto più mi sento profondamente orgogliosa di appartenere a un territorio con secoli di storia, ricco di contaminazioni culturali. Sono anche giornalista professionista, lavoro in una agenzia di stampa nazionale e guido il settore cronaca-interni. Amo leggere, scrivere poesie, viaggiare e soprattutto conoscere, perché in ogni cosa nuova o diversa ci sono infinite possibilità di apprendimento e di cambiamento. Ovviamente amo cucinare, passione che con il tempo è diventata sempre più forte. Nella cucina trovo la sintesi di ciò che mi piace: invenzione, creazione, fantasia, ma anche precisione e tecnica, sacrificio ed entusiasmo, obiettivo e risultato. Dopo 7 anni a Milano, ora vivo a Roma da 8 anni.

asparagifritti

asparagifritti

2. Perché non vuoi farti chiamare food blogger? Perché sono una giornalista e una cuoca: sostanzialmente ho già due lavori che mi definiscono ampiamente. Ho aperto un sito internet solo perché era l’unico modo per fare conoscere le mie ricette e, quindi, le mie idee in fatto di cucina, sostenibilità alimentare, valorizzazione dei prodotti made in Italy. Per questo, non mi sento una che ‘parla di cibo’, ma una che ‘fa cibo’ nel senso più artigianale del termine.

Vuoi dormire in una botte?

Per chi ama il vino e il contatto con la natura ma vuole il confort ecco la botte super accessoriata per dormire in mezzo alle vigne

La barrique mini suite nella vigna

La barrique mini suite nella vigna

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Si chiama “La barrique” ed è prodotta dalla ditta milanese Alberi&case, la stessa che propone abitazioni e saune inserite fra gli alberi o sull’acqua. La barrique assomiglia a una grande botte messa in verticale. Dentro ci sono due piani che, nella versione large, sono di 9 metri quadri ciascuno. Tavolo con divanetto e bagno in basso, sopra c’è un letto matrimoniale che permette di dormire e guardare le stelle da un soffitto a cupola. Lo stile è minimal, simile alle architetture nordiche ma nell’insieme è accogliente e sviluppa un nuovo concetto di lusso basato sul silenzio, lo spazio a la full immersion nella natura, La tecnologia, tuttavia, c’è in abbondanza a cominciare dal WiFi. 

Gian Antonio Stella La casta e il vino

Il giornalista che ha sconvolto l’Italia denunciando il malaffare politico-amministrativo ci rivela all’Expo come il cibo e il potere vadano a braccetto

Marzia Morganti e Gian Antonio Stella

Marzia Morganti e Gian Antonio Stella

Di Marzia Morganti Martecomunicazione per Donatella Cinelli Colombini
Garibaldi era astemio, il suo piatto preferito era pane e pecorino, accompagnato quando era stagione, da una manciata di fave fresche. Gradiva molto anche il baccalà e lo stoccafisso il Conte Camillo Benso di Cavour un gran buongustaio. L’ho scoperto frequentando Expo dove il tema portante è ‘nutrire il pianeta’ e il Corriere della Sera ha organizzato un incontro con Gian Antonio Stella. E’ un mito! Simpatico e schietto senza mai cadute di stile, un vero signore del giornalismo italiano. Il suo libro più famoso, La Casta, scritto a quattro mani con Sergio Rizzo, ha venduto 1.300.000 copie e ha stampato ben 24 edizioni ed ha contribuito in modo sostanziale a diffondere la

Cena ufficiale

Cena ufficiale

coscienza critica sugli abusi della politica e dell’amministrazione pubblica. Lo abbiamo incontrato in una veste diversa, come esperto di storia della gastronomia, ci voleva Expo! Ha esordito offrendo un caffè a tutti i presenti, <<sì perché il caffè del Corriere è meglio di quello di Repubblica!>> Poi ha iniziato il percorso ‘La tavola e il potere’, con auditori d’eccezione: Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole e Dario Nardella, Sindaco di Firenze. <<Tutto ciò che viene mangiato è oggetto di potere>>, partendo da questa metafora ha analizzato il potere attraverso una lente rivelatrice: quella del rapporto dei potenti e il potere che spesso proprio attraverso i modi di assumere il cibo si autocelebrano come tali.

Fettuccine all’Alfredo, la vera storia di un piatto cult 

Questa è la bellissima storia di Alfredo di Lelio creatore delle “Fettuccine Alfredo” nate come ricostituente per la moglie dopo la nascita del primo figlio

Alfredo di Lelio con John Kenney

Alfredo di Lelio con John Kenney

di Ines di Lelio del Ristorante “Il vero Alfredo” – “”Alfredo di Roma”

Ho il piacere di raccontarvi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere. Cominciò a lavorare da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo, scomparso intorno al 1910, che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna ora Galleria Sordi.
Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.

Fettuccine Alfredo

Fettuccine Alfredo

Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.

                                                                       
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