Vino, studi, news, gossip

Divorzio Pitt Jolie: che fine farà il loro rosato da Oscar?

A chi andrà lo splendido Chateau Miraval in Provenza, dove Brad Pitt e Angelina Jolie si erano sposati nel 2014 e dove nasce il loro rosato super premiato?

Pitt Jolie rosato da Oscar

Pitt Jolie rosato da Oscar

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La domanda potrebbe essere più cattiva <<il rosé di Chateau Miraval avrà lo stesso successo commerciale e soprattutto gli stessi riconoscimenti da parte della critica specializzata senza il duo Pitt-Jolie?>>
Due personaggi belli, ricchi e famosi, una grande storia d’amore, 6 figli fra naturali e adottivi con uno stile multietnico che ricorda più gli hippie che la famiglia patriarcale ….. insomma è gente che sbalordisce. Per noi produttori di vino, a tutti gli altri motivi di invidia se ne aggiunge un altro squisitamente

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

enologico. Nel 2008 Angelina Jolie e Brad Pitt avevano acquistato per 55 milioni di Dollari, una splendida tenuta in Provenza. Quasi un villaggio aristocratico di edifici nel tipico stile locale che sono stati sapientemente restaurati: 35 stanze, centro benessere con Jacuzzi, piscina coperta, palestra e una sala da incisione che è stata usata dai Pink Floyd e da Sting. Tutto intorno piscine, fontane, laghetti e più lontano oliveti, vigneti e boschi per un totale di 400 ettari. In questo luogo da sogno la coppia più invidiata del cinema mondiale si è sposata nel 2014 coronando quella che sembrava una “favola bella”, lei in abito bianco coperto di piccoli disegni dei figli.

La telenovela della DOC Bolgheri

Botta e risposta fra Angelo Gaja Pier Mario Meletti Cavallari e Lodovico Antinori sull’allargamento della Doc Bolgheri e un’ipotesi di zonazione

Bolgheri-Nicolò.Incisa-Piero-Antinori-Lodovico-Antinori-Piermario-Meletti-Cavallari

Doc Bolgheri-Nicolò.Incisa-Piero-Antinori-Lodovico-Antinori-Piermario-Meletti-Cavallari

Di Donatella Cinelli Colombini
Tutto inizia il 7 luglio scorso con un’intervista di Pier Mario Meletti Cavallari presidente della Strada del Vino, pubblicata dal quotidiano “Il Tirreno”. Lo storico fondatore di Grattamacco risponde a una domanda su come soddisfare alla richiesta commerciale di vini Bolgheri che supera l’attuale produzione <<… a mio avviso questo si può fare allargando l’area di produzione alle zone limitrofe, territori come Bibbona e Suvereto>>
La replica di Angelo Gaja  arriva con una lettera aperta << Caro Piermario, avranno sorriso i miei colleghi produttori bolgheresi nel leggere la soluzione che tu proponi per porre rimedio alla crescita della domanda della DOC Bolgheri .

Angelo-Gaja-a-Ca-Marcanda-Doc-Bolgheri

Angelo-Gaja-a-Ca-Marcanda-Doc-Bolgheri

Complimenti a te che conservi un inesauribile sense of humor>>
Stroncatura netta a cui si unisce , con toni più concilianti, anche il Presidente del Consorzio Federico Zileri. Pare tuttavia che qualche disegno politico ci sia e che i sindaci di Bibbona e Suvereto ne abbiano parlato.

Il 7 agosto il quotidiano “Il Tirreno” chiede l’opinione di Angelo Gaja che ribadisce il suo dissenso << si innescherebbe un distruttivo assalto alla diligenza, una bagarre. Nei rari casi in cui i confini della Doc/Aoc sono stati dilatati, il progetto ha sempre soddisfatto le mire dei produttori di grandi volumi, a discapito delle cantine artigiane>> 

Le migliori bollicine rosè del mondo

La giuria di Master of Wine, Master Sommelier e senior buyer per il Global Master di The Drinks business ci presenta le 10 bollicine rosè migliori del mondo

Miglior-bollicine-rosè-del-mondo-Laurent-Perrier-Alexandra

Miglior-bollicine-rosè-del-mondo-Laurent-Perrier-Alexandra

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La degustazione di The Drinks Business è bendata, comprende vini di tutto il mondo e di prezzo completamente diverso: da sotto 10 Sterline a sopra 200. Alla fine la TOP 10 delle bollicine rosè migliori del mondo è formata da vini italiani, neozelandesi, francesi e sorprendentemente inglesi. Una lista che rivela la forte predilezione dei degustatori britannici per le bollicine con lunghissimo soggiorno sui lieviti, sono infatti queste ultime a dominare la scena. Un gusto che non è il prediletto da noi italiani ma che comunque corrisponde ai TOP spender cioè alla clientela più esigente e disposta a comprare bottiglie costose.
I rosè sono di gran moda. Il loro consumo cresce quasi ovunque, purtroppo la parola quasi si riferisce all’Italia dove invece sono meno richiesti. Gli aumenti più

Champagne-Henriot-Brut-Rosé

Champagne-Henriot-Brut-Rosé

consistenti sono in Regno Unito, Svezia, Canada e Hong Kong e in Francia dove, fra il 2002 e il 2004 ha segnato un +43%. I Francesi sono i maggiori produttori del mondo (31% del totale) ma il successo di questa tipologia è stato così forte che sono stati costretti a importarne ancora. I consumatori di rosato siano i giovani sotto i 25 anni. Con il crescere dell’età questa predilezione cala visibilmente come se il rosato si associasse a uno stile di consumo spensierato e festaiolo tipico dei teenager.
Ecco la classifica The Drinks business che vi invito a leggere nella versione originale, in inglese, dove ci sono tanti dettagli

Le disavventure di Donatella nel Tokaj

Quello che ogni wine lover vorrebbe sapere del Tokaj, oro liquido ungherese. Come Donatella Cinelli Colombini è diventata ostile ai vini dolci

Tokaj antiche cantine

Tokaj antiche cantine

TOKAJ
E’ un vino da dessert da uve botritizzate. Viene prodotto nel Nordest dell’Ungheria vicino al confine con la Slovacchia e l’Ucraina. La zona misura circa 70 km2 e comprende una trentina di villaggi di cui Tokaj è la capitale. Il clima è mite grazie ai monti che la proteggono dalle correnti del Nord e il suolo di origine vulcanica è coperto di sabbie fini. C’è la Strada del vino Tokaj-Hegyalja che è, a mio avviso, quella con maggiore potenziale in Ungheria. La vendemmia inizia a settembre per produrre vini secchi, da consumo locale e va avanti fino a novembre con le uve per l’appassimento. Il Tokaj nasce da uve Furmint, Hárslevelü e piccole quantità di

Tokaj Vega Sicilia Oremus

Tokaj Vega Sicilia Oremus

Sàrga Muskotàly che è un moscato bianco. Il blend è alla base della naturale acidità, del contenuto zuccherino e della aromaticità speziata che sono caratteristiche del vino. Il resto lo fa la muffa nobile botrytis Cinerea. La dolcezza del Tokaj azsu è misurata in puttonyos che sono i cestini di raccolta. Oggi evidentemente il residuo zuccherino è valutato dalle analisi di laboratorio ma anticamente il metodo era più empirico e il nome è rimasto ancora oggi. Le cantine solo coperte di Cladosporium cellare, un fungo che genera una muffa simile a un tessuto compatto e soffice alimentato dell’alcol che evapora dalle botti e crea il tipico aroma del Tokaj.

Social network il passaparola del vino virtuale

Blog, news letter, social network, portali di recensioni, local search, ota: le tante forme del passaparola del vino on line che crea immagine e fatturati

Passaparola-del-vino-virtuale-Cantine-Barbera

Passaparola-del-vino-virtuale-Cantine-Barbera

Di Donatella Cinelli Colombini

Il passaparola del vino virtuale è il maggior strumento di crescita del turismo del vino. Fino al 2013 era la catena umana bocca-orecchio, oggi è l’azione virale che avviene in internet fra i wine lovers che pubblicano le immagini della loro visita e commentano l’esperienza, i wine blogger che scrivono post che poi vengono condivisi …. Un processo che va gestito e alimentato creandosi una community e dialogandoci costantemente.
Uno degli strumenti più efficaci a questo scopo è la redazione di una news letter da mandare via internet ogni 15 giorni (sempre lo stesso giorno e nello stesso orario) alle persone che hanno visitato la cantina oppure hanno preso contatto attraverso il sito. Contiene le offerte riservate ai clienti fedeli (eventi, confezioni di vini in anteprima …) i prossimi appuntamenti e le news. Il cliente diventa un amico – follower e viene continuamente aggiornato su cosa succede in azienda, diventando partecipe della sua vita quotidiana. La news letter serve a commercializzare corsi, degustazioni, shopping … presso una clientela particolarmente attenta e fidelizzata.

Passaparola-del-vino-virtuale-Marketing-&-tourism-conference

Passaparola-del-vino-virtuale-Wine-Marketing-&-tourism-conference

Ovviamente la “madre” delle notizie è il blog oppure la sezione news del sito. Molte cantine hanno un blog ma solo Marilena Barbera, delle cantine siciliane Barbera, è riuscita a entrare ai primi posti classifiche internazionali riservata ai wine blogger. Ciascun produttore ha il suo stile . C’è chi, come me, scrive su tutto ciò che la incuriosisce, anche al di fuori dell’azienda, e chi si limita rigorosamente a parlare dei suoi vini e delle proprie proposte enoturistiche. Tutte le tecniche sono giuste se portano visibilità e clienti.

Sito delle cantine aperte: un tormentone web

2° parte sulla comunicazione digitale: sito delle cantine aperte: è difficile essere visibili ma l’assenza è mortale, solo Angelo Gaja può permettersela

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo è particolarmente adatto al commercio elettronico per la sua stessa natura di vendere solo l’immagine dei prodotti e non i prodotti nel senso più fisico del termine. Per questo è presente in internet come nessun altro comparto economico. Anche gli italiani acquistano on line soprattutto viaggi, cioè voli aerei e prenotazioni alberghiere. Il livello tecnico delle proposte virtuali è spesso altissimo in tutti gli elementi della comunicazione: storytelling, digital pr, mobile strategy, social media marketing, web design ….. La competizione per avere visibilità e un’identità ben percepita è dunque fortissima e le nostre cantine, specialmente se medio piccole, fanno fatica partendo dal loro mondo di grappoli e botti.

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

Soprattutto perché nel turismo le dimensioni aziendali e la marginalità sul fatturato sono completamente diverse da quelle agricole. Ecco che la scarsità di risorse economiche pesa anche sull’immagine virtuale, che invece avrebbe bisogno di qualcuno capace di intervenire ogni giorno aggiornando il blog collegato al sito, promuovendo notizie e immagini nel social network (Facebook, Twitter, Istagram, YouTube, Google+ ….) secondo una coerente strategia di web marketing corretta anche sotto il profilo SEO.

Tatuaggi del vino

Fra i tatuaggi del vino ci sono quelli che funzionano da alcol test, quelli che evidenziano la passione per il vino oppure sono un nuovo canale di comunicazione

tatuaggi-di-vino-Petrus

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Di Donatella Cinelli Colombini

Non ho tatuaggi ma guardo con molta curiosità quelli che decorano la propria pelle come aborigeni. Soprattutto ammiro chi ha sull’avambraccio un bel grappolo d’uva e magari un cartiglio con la scritta “I love Wine”. Li ammiro anche perché queste persone portano indumenti sbracciati, anche in inverno, pur di mostrare la loro splendida decorazione. E dire che io avevo escluso la possibilità di usare i tatuaggi del vino come strumento di comunicazione quando degli studenti me lo proposero circa 15 anni fa. Poco lungimirante? Per la verità tutti i docenti della Facoltà di Scienze Politiche di Firenze reagirono allo stesso modo quando un gruppo di giovani ci presentò la tesina sulla comunicazione delle Cantine Frescobaldi che conteneva il tatuaggio. Il solo pensiero della reazione dei Marchesi Vittorio e Bona Frescobaldi fu più

tatuaggio-con-alcol-test

tatuaggio-con-alcol-test

che sufficiente a escludere la proposta. Ovviamente il progetto di tatuare un brand che contiene lo stemma di un casato storico sulla pelle di autentici sconosciuti è da escludere. Invece l’azione virale che utilizza il tatuaggio è forse meno stravagante di quanto sembri, anzi potrebbe funzionare veramente. Da qualche anno i disegni con grappoli, bottiglie e calici sono sempre più diffusi sulla pelle dei wine lovers. Si tratta di persone, soprattutto donne, dall’abbigliamento vistoso e spesso rokkettaro. Quasi tutte queste persone sono straniere e fanno evidentemente parte di gruppi enofili.

Web e cantine aperte: una scelta obbligata

Web delle cantine: le difficoltà di essere visibili in un mondo virtuale dove il turismo è protagonista e investe tantissimo ma non esserci è mortale

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2015 Nomisma, ha intervistato 1200 aziende agricole scoprendo che 6 agricoltori su 10 usano internet tutti i giorni per lavoro, il 18% ha lo smartphone o il tablet ma solo una piccola minoranza ha un sito internet. Il dato corrisponde a quello del CNR secondo il quale solo il 5% delle aziende agricole, che sono circa 1.2 milioni, ha un sito ma questa percentuale è nettamente più alta fra le imprese che producono vino.
Se poi esaminiamo la qualità di questi siti vediamo che molti non sono responsive cioè non sono navigabili con il cellulare, quasi tutti hanno evidenti errori nella struttura e nei contenuti per cui non sono indicizzabili. Molti sono solo in italiano e hanno un

web-e-cantine-aperte-una-scelta-obbligata

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caricamento lentissimo con un risultato sgradevole per chi li confronta alle immagini virtuali delle cantine di California, Francia o Sud Africa. Il problema nasce dal livello tecnico insufficiente e dallo scarso aggiornamento di molte agenzie “di campagna” cioè fuori dai centri come Milano o Bologna dove ci sono Università di ingegneria e un fitto tessuto industriale. Il risultato è spesso un sito inadeguato a promuovere il vino e il turismo del vino. BeSharable ha effettuato una ricognizione nelle cantine medie e piccole, cioè in quelle che maggiormente trarrebbero profitto da una buona attività on line scoprendo che il 43% ne aveva piena consapevolezza e voleva attivare nuovi canali di comunicazione web entro il 2015.

Enzima Sommelier

Svelato il segreto delle uve capaci di dare grandi vini da invecchiamento. E’ l’enzima Sommelier che crea il bouquet dei grandi Borgogna e Brunello 

Di Donatella Cinelli Colombini

Nicolas-Navrot-Sommelier-enzima

Nicolas-Navrot-Sommelier-enzima

Enzima Sommelier: svelato il segreto del particolare aroma dei vini invecchiati, il “bouquet du vin”, tanto declamato dagli intenditori, non dipende dall’abilità del produttore ma dall’enzima CYP76F14. Che delusione per noi produttori che credevamo derivasse dal nostro talento! Tuttavia la scoperta può avere una notevole rilevanza e forse innescare qualche rischio.
La scoperta arriva dallo staff del Professor Nicolas Navrot dell’Università di Strasburgo che ha battezzato l’enzima “sommelier” ed ha pubblicato la ricerca nella rivista “New Phytologist”.
In pratica il futuro aroma del vino è già nell’uva. I grappoli che contengono l’enzima sommelier (cioè la proteina che appartiene alla famiglia di enzimi del citocromo P450) daranno vini che, con il tempo, evolveranno i profumi in quelli raffinati dell’invecchiamento mentre, dove l’enzima Sommelier manca, il vino prenderà uno sgradevole odore di decrepito.

Brunello-Cantina-Casato-Prime-Donne

Brunello-Cantina-Casato-Prime-Donne

La spiegazione chimica è difficile da capire (l’enzima trasforma il monoterpenolo linalolo in E-8-carbossilinalolo, che durante l’invecchiamento del vino si converte in un lattone) ma si basa su analisi di molti campioni di uva francese mediante l’uso di cromatografia liquida con spettrometria di massa, quindi ha tutti i crismi della scientificità. Andando sul pratico permette di identificare le uve e le zone in cui questo enzima è più presente nell’uva e quindi nel vino. Questo spiegherebbe perché specifici luoghi come la Borgogna, le Langhe e ovviamente Montalcino hanno vini con una così spiccata vocazione all’invecchiamento che i nostri antenati, in modo empirico ma inequivocabile hanno identificato da secoli.

Alleanze territoriali per il turismo

Contatti per creare alleanze territoriali e per diffondere la conoscenza e la stima verso la cantina i suoi vini e la sua proposta turistica

Alleanze-territoriali-per-il-turismo-barolo-bar-terrazza

Alleanze-territoriali-per-il-turismo-barolo-bar-terrazza

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne
Sono spesso sottostimati e invece hanno un’importanza strategica per le cantine aperte al pubblico; il “turismo è uno sport di squadra” e anche le strutture più grandi devono interagire con il territorio; chiunque pretende di fare da solo perde. L’alleanza è la chiave del successo.
In una strategia di alleanze territoriali per il turismo, il primo passo è individuare le persone a cui vengono chieste informazioni: guide, addetti agli uffici turistici e ai musei, ristoratori, gestori di strutture ricettive, benzinai, casellanti autostradali, giornalai, baristi, vigili urbani … invitarli in cantina ogni anno, in segno di gratitudine può avere effetti

Alleanze-territoriali-per-il-turismo-Lungarotti-Museo-del-vino

Alleanze-territoriali-per-il-turismo-Lungarotti-Museo-del-vino

sorprendenti. L’invito permetterà a queste persone di memorizzare il percorso stradale, mentre la visita farà apprezzare la struttura e specialmente l’offerta turistica. Consumare un pasto insieme permette di conoscersi meglio e rende più caldi e amichevoli i rapporti. In alternativa il dono di una bottiglia importante è sicuramente gradito. Piccoli gesti che servono a evidenziare l’unità di intenti in previsione di quando risponderanno alle domande dei visitatori <<che cosa c’è da vedere qui?>> e li indirizzeranno in cantina. E’ molto importante che l’azienda sia percepita dai residenti come una destination di cui essere fieri, un posto in cui portare in visita anche amici e parenti.

I 10 vini più cari del mondo

Quali sono i vini più cari del mondo ancora in vendita? Domina la Borgogna, qualche Riesling della Mosella, niente Italia

 

Vini-più-cari-del-mondo-Domaine-de-la-Romanée-Conti

Vini-più-cari-del-mondo-Domaine-de-la-Romanée-Conti

Di Donatella Cinelli Colombini

Se andassimo a vedere il vino più caro in assoluto risulterebbe il californiano cult “Sine qua non” ma è praticamente introvabile. Questa circostanza vale anche per il Richebourg di Henri Jayer che era primo in questa classifica lo scorso anno, ma la morte di Henri da creato una corsa all’acquisto dei suoi vini che sono praticamente spariti dal mercato.
La classifica che segue comprende invece i 10 vini più cari del mondo acquistabili. Per acquistabili Claire Adamson, redattrice della lista, ha inteso quelle tipologie che sono ancora in vendita con due annate delle ultime dieci. E non nell’enoteca sotto casa, perché queste sono bottiglie prestigiose e destinate a un pubblico selezionatissimo, ma in almeno in una decina delle 71.637 rivendite di tutto il mondo che forniscono i loro listini a Wine searcher.

 

Egon Müller

Egon Müller

DOMINA LA BORGOGNA MA NIENTE ITALIA

La lista è quindi più che attendibile: quelli che seguono sono effettivamente i 10 vini più cari del mondo e purtroppo fra loro non c’è ancora nessun italiano. In compenso domina la Borgogna, il territorio dei miti dove il prezzo del vino varia da 200 a 3.000 € a bottiglia solo superando un muretto. Una differenza che non trova giustificazione nel terreno, nel clima e, spesso, neanche nella qualità intrinseca ma dipende dal prestigio. Un sangue blu che distingue la Regina Elisabetta dalla sua cameriera.
A tutti consiglio di leggere l’articolo di Wine Searcher con tutti i dettagli perché è spiritoso e pieno di notizie.

 

LA LISTA DEI VINI PIU’ CARI

1. Domaine de la Romanée-Conti Romanée-Conti Grand Cru, Côte de Nuits, France
Il prezzo medio è $13.346 a bottiglia. Proviene da un vigneto di meno di due ettari che è un mito dell’enologia.

Amate i burattini o i burattinai? I veri o i falsi?

Il teatro dei burattini visto da dentro con Filippo Accettella e il sogno di Donatella Cinelli Colombini di un teatro dei burattini per le novelle senesi

 

Accettella-teatro-dei-burattini

Accettella-teatro-dei-burattini

Di Donatella Cinelli Colombini

Barataria era l’isola sognata da Sancho Panza lo scudiero di Don Quijote. L’isola che esiste solo nei desideri. Barataria è anche il libro di Filippo Accettella e la chiave che ci fa entrare dietro le quinte del magico mondo del teatro dei burattini.
Tutti abbiamo ricordi di spettacoli di marionette, ma quasi nessuno ha avuto la possibilità di vedere cosa c’è dietro questi attori di legno e stoffa. Filippo Accettella ce lo fa scoprire attraverso pagine autobiografiche e molto pensate, colte e poetiche, leggere e coinvolgenti. E’ la storia della famiglia Accettella e del loro teatro nato in casa, nella povertà dell’immediato dopo guerra, poi divenuto

Accettella-teatro-dei-burattini

Accettella-teatro-dei-burattini

itinerante e

attino è cattivo, tutto di lui ispira cattiveria. Scopriamo che il teatro di figura è un teatro minore perché è importante solo per pochi: i bambini. Teatro minore pieno di giganti e mi viene in mente Paolo Poli e sua sorella.
Già i bambini. E’ impressionante quanto le marionette piacciono ai bambini. Forse perché dialogano con loro, escono dal palcoscenico e diventano reali nei loro sogni e nei loro disegni.
Come tanti genitori anche i miei ricordi delle marionette sono legati a mia figlia Violante.

Saywine: basta figuracce col nome del vino

L’importanza del nome del vino: quelli impronunciabili, difficili da ricordare o molto lunghi sono un vero ostacolo alla vendita ma arriva “Saywine”

Di Donatella Cinelli Colombini

Le storpiature dei nomi dei vini sono il soggetto di un delizioso video di The Artists Movement in cui tre millennials provano a dire Aglianico, Zibibbo, Blaufränkisch … e scopriamo che il vino austriaco apparentemente impronunciabile, per uno statunitense, risulta più facile di quelli italiani. Soprendente vero?
In Cina, dove i nomi sono sempre composti da due sillabe, quelli lunghi sono decisamente tagliati fuori a meno che la loro fonetica non permetta una traduzione in concetti diversi. E’ ben nota la storia di quel vino il cui nome in cinese diventa “porta soldi” ed ha avuto un successo strepitoso.

Biodinamica e espressionismo

I motivi dell’attuale ricerca di piccolo, diverso e naturale; le somiglianze fra l’espressionismo pittorico e la ricerca di emozioni in vini eroici

Di Donatella Cinelli Colombini

cornoletame-viticultura-biodinamica

cornoletame-viticultura-biodinamica

GIOVANBATTISTA VICO, IL VINO E L’ESPRESSIONISMO
Ricordate la teoria dei corsi e ricorsi storici di Gianbattista Vico? Il filosofo sosteneva che la storia si ripete, anche a distanza di molto tempo, con le stesse tre fasi: Divino dominato dai sensi e dall’immaginazione. Eroico con la società dominata dai più forti. Umano, trionfo della ragione con conseguente uguaglianza tra gli uomini e governi dittatoriali o assolutamente democratici.
Senza addentrarsi in considerazioni filosofiche, per le quali non ho ne competenza ne tempo, mi vorrei soffermare sulla costatazione che l’esagerazione, il tirare troppo

matisse-la-danza-espressionismo

matisse-la-danza-espressionismo

la corda, porta sempre a una reazione, nelle cose grandi come nelle cose piccole.
In pittura la cultura accademica dell’Ottocento aveva soffocato la creatività dentro forme classicistiche creando i presupposti della reazione ed ecco il 1863 il “Salon des Refusés” con gli artisti cacciati dalle esposizioni ufficiali: Manet, Monet, Pisarro, Degas, Renoir… (bei nomi vero! ) per non parlare degli espressionisti come Munch, Matisse … che nel 1905 furono battezzati Fauves cioè belve. Un’esplosione di creatività che ricorda quella del rinascimento a Firenze.

Asta MTV Toscana : Un Sorso di Vino per Luca

Il Movimento Turismo Vino Toscana con Zia Caterina e i Super Eroi di Taxi Milano 25 vi aspettano il 20 ottobre all’asta benefica

Un Sorso di Vino per Luca

Un Sorso di Vino per Luca

Il 20 ottobre, alle 18, all’Ospedale degli Innocenti di Firenze, “Un sorso di vino per Luca” mette allasta Racconti, sorrisi, esperienze, ricordi . L’asta, con la partecipazione di Curzio Mazzi e Francesca Pinochi come “battitori” speciali, consisterà in bottiglie di raro pregio delle cantine aderenti al Movimento Turismo del vino della Toscana abbinate a storie e sorrisi dei SuperEroi di Zia Caterina. L’iniziativa rientra nel programma “Color Your Life”,un progetto, che avrà inizio il 18 ottobre e culminerà proprio il 20 con l’asta, che nasce dall’amicizia tra “Luca della gamba” e Sauro DiRuzza e che racconta i 15 anni di folle cammino che Milano 25 ha percorso a bordo dei suoi Taxi, in un servizio continuo e giornaliero impegnato a colorare la vita che va oltre…

coloryourlife-zia-Caterina-Un-sorso-di-Vino-per-Luca

coloryourlife-zia-Caterina-Un-sorso-di-Vino-per-Luca

Durante i tre giorni, Zia Caterina e i SuperEroi di Taxi Milano 25 saranno a disposizione per raccontarsi, condividere le proprie esperienze ed accompagnarvi in un viaggio virtuale che si fa pellegrinaggio colorato. La mostra “COLOR YOUR LIFE”, che ha l’onore di avere la collaborazione e di essere ospitato presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze, nasce per dare spazio ed onorare tutti i SuperEroi, adulti o bambini, che non condividono solo stanze di ospedale, sedute di chemioterapie o attese per una risonanza, ma sperimentano ogni giorno esperienze di una vita rinnovata, trovando insieme ed ogni volta modalità nuove per affrontare nuove sfide e superare le proprie paure e le difficoltà di una disabilità.

                                                                       
Cinelli Colombini
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