Vino, studi, news, gossip

Cinghiali e caprioli: la lotta continua

Ungulati in Toscana: a rischio il turismo in campagna, non solo le vigne e le culture, causano 3 incidenti al giorno e persino i boschi non ricrescono

capriolo-per-strada

capriolo-per-strada

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia 

Il problema cinghiali e caprioli è sempre più grave. Cosa stiamo aspettando, che una cinghialessa mangi la mano a un bambino inglese che tentava di carezzare un cucciolo? Oppure che una star di Hollywood muoia in un incidente causato da un capriolo, mentre guidava in mezzo ai vigneti?
Stiamo aspettando uno scandalo di proporzioni mondiali per intervenire contro i 450.000 ungulati che popolano la campagna toscana?
Sembrerebbe di si visto che, secondo le disposizioni arrivate dalla Regione

cinghialessa-con-10-figli-in-città

cinghialessa-con-10-figli-in-città

Toscana, le cacciate ai cinghiali devono usare un solo cane (liniere) e avvenire solo in due giorni la settimana ma mai nei week end. In questo modo i cagnetto solitario stana pochi cinghiali e quei pochi hanno altissime probabilità di farla franca perché davanti hanno solo pensionati. Perfetto!
Se l’assessore all’agricoltura vuole dimezzare la sovrabbondante fauna selvatica della Toscana, come ha più volte dichiarato, deve intervenire in modo più deciso e soprattutto usare la consulenza di altri enti oltre all’ISPRA (Istituto Nazionale per la Ricerca e Protezione Ambientale), come ha chiesto anche il Consiglio Regionale con la mozione del 14 settembre 2016.

I Vini da meditazione più cari del mondo

Porto, Madeira e Sherry, Jerez, Marsala … i vini fortificati o liquorosi stanno tornando di moda e nelle serie esclusive, molto vecchie hanno prezzi da capogiro

Companhia-vinicola-da-madeira

Companhia-vinicola-da-madeira

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Stanno tornando di moda. I fortificati o liquorosi sono i vini da meditazione, cioè quelli che vanno sorseggiati lentamente perché sprigionino un’enorme complessità intensa, avvolgente e molto persistente. Sono serviti in piccole quantità, fuori dai pasti, magari davanti al camino e fumando un sigaro. Dopo aver raggiunto il successo nell’Ottocento, i vini liquorosi, hanno poi avuto un periodo di eclissi finché intorno al 1980 la loro qualità è tornata a crescere e con essa l’apprezzamento della clientela. Una rinascita consacrata, lo scorso anno, dal primo posto nella classifica TOP 100 del Wine Spectator per il Dow’s Vintage Porto 2011 con un giudizio di 99/100.
I vini fortificati o liquorosi vengono aggiunti di alcool o acquavite durante o immediatamente dopo la fermentazione delle uve. Il carattere dolce di molti di essi dipende infatti dall’azione inibitrice dell’alcol sui lieviti e dal conseguente blocco della fermentazione. Segue una maturazione in fusti di legno scolmi per favorire l’ossidazione. Il risultato è una straordinaria longevità e un gusto intensissimo e complesso. Vengono serviti prima o dopo i pasti spesso accompagnati da terrine di fegato o di cacciagione oppure formaggi erborinati.

Barbadillo Versos 1891 Amontillado Sherry.

Barbadillo Versos 1891 Amontillado Sherry.

I vini liquorosi sono dunque delle vere prelibatezze da intenditori gourmet. In un panorama che è già quello di vini cari, Wine searcher ci propone le bottiglie più spettacolari per età e prezzo
1. Compania Vinicola da Madeira CVM Terrantez Vendemmia 1795, Portogallo. L’età del vino ne giustifica il prezzo: 10.557 Dollari. E’ bene ricordare che Wine Searcher compone le sue classifiche sulla base di vini che compaiono in almeno 5 delle 72.705 rivendite collegate al portale. Si tratta dunque di vini realmente in commercio e non di pezzi unici.

Vino sartoriale cioè fatto su misura del cliente

Si chiama Vinfusion ed è rosso prodotto per ogni singolo cliente. Un vino sartoriale fatto sul momento mescolando 4 tipologie di vini fra cui un moscato dolce

Sajith-Wimalaratne-Vinfusion-vino-sartoriale

Sajith-Wimalaratne-Vinfusion-vino-sartoriale

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino  Casato Prime Donne

E’ la solita diatriba, direte voi, fra chi vuole fare un vino adatto al mercato e chi invece, cerca di portare all’eccellenza le potenzialità della vigna. Ebbene, qui si va oltre e ancora una volta la proposta arriva dalla Gran Bretagna, cioè da una nazione tradizionalmente orientata al mercato perché, fino a pochi anni fa, non aveva vigneti e quindi stentava a riconoscersi nelle logiche di cui rispetta i caratteri naturali dei frutti della terra.

vinfusion

vinfusion

Sta di fatto che a Cambridge, nel cuore dell’università più forte del mondo in materia di matematica e informatica, nasce un device battezzato Vinfusion. I cervelli di questa invenzione sono nell’International business and science group Cambridge Consultants con uffici in the UK, Boston e Singapore.
<<Vinfusion delivers a wine personalized to individual taste from four pre-determined wines>> Vinfusion fornisce vini personalizzati sul gusto di ogni singolo cliente usando 4 tipologie predeterminate, spiega il manager del team Sajith Wimalaratne, un nome fa pensare all’India, altro Paese che non produce vino e anzi manca di un consumo diffuso.
In pratica Cambridge Consultants ha analizzato i caratteri organolettici di vini di tipologia differente selezionando quelli base: Pinot Noir, Shiraz, Merlot e Moscato dolce.

Food blogger in Italia è un hobby o un lavoro?

280 food blogger in Italia: è un’attività che può creare impresa oppure è solo un costo per chi la svolge senza compromessi? Scopriamolo insieme

Food-blogger-italiani-Sonia-Peronaci

Food-blogger-italiani-Sonia-Peronaci

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il caso di Giallo zafferano è emblematico. Nato nel 2006 da Sonia Peronacci e il suo compagno, entrambi commercialisti che nel tempo libero scrivevano e fotografavano le ricette per poi diffonderle on line. E’ diventato un’impresa con 30 dipendenti e 2 milioni di contatti al giorno, investitori importanti…. ma Sonia ha finito per non riconoscersi più in questo progetto, ha venduto la sua partecipazione ed è uscita. Ora pensa a <<ricette video anche in inglese (“c’è praticamente un’enciclopedia online e voglio aprirla all’estero”), e una visione più ampia del la cucina. “qualcosa di un po’ più moderno con contenuti in più rispetto a GialloZafferano” per esempio le intolleranze>> ha detto nella sua intervista al Gamberorosso.

Food-blogger-italiani-Ada-Parisi-siciliani-creativi-in-cucina

Food-blogger-italiani-Ada-Parisi-siciliani-creativi-in-cucina

Una simile passione ma un orientamento sull’alta cucina e il rifiuto di qualunque pubblicità per un altro food blogger al top: Ada Parisi di Siciliani creativi in cucina. Quando è venuta a cucinare le polpettine di tonno e la caponata (da sogno, non potete credere) in occasione del Premio Casato Prime Donne, le ho detto <<ma per te fare il food blogger è un costo>> lei si è toccata gli occhiali e ha serrato le labbra <<io faccio la giornalista in una grande agenzia, provo le ricette e le pubblico perché amo cucinarle e condividerle, se devo preparale con ingredienti che non mi piacciono proprio no! >>. Siciliani creativi in cucina cresce i contatti mese dopo mese ed è forse proprio il suo rigore la chiave del suo successo.

Wine2wine 2016 usciamo cambiati

Wine2wine 2016 impariamo a dire sommeliera, viticultrce  perchè coniugare significa accettare il genere femminile in quelle professioni 

Wine2wine-convegno-DonneDelVino

Wine2wine-convegno-DonneDelVino

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Abbiamo imparato che per le donne  il vino è seduzione e lo bevono volentieri con il partner (48%), o con l’amante (28%). Un pasto senza vino è triste (28%) o somiglia a una dieta” (28%). Insomma se un uomo vuole risultare più attraente deve presentarsi con una bottiglia e due calici.

Wine2wine 2016 ci apre a nuovi orizzonti. Imparare il marketing del vino di lusso da Giovanni Geddes di Filicaia mago del Masseto e di Ornellaia …capire come imitare il successo della moda italiana in Cina ascoltando Salvatore Ferragamo Jr sono arricchimenti che non capitano tutti i giorni. Questo il livello di Wine2wine 2016 che ha proposto 33 convegni in due giorni con un ritmo serratissimo e interventi telegrafici.
E’ proprio la velocità il tratto distintivo del forum creato all’interno di Veronafiere per spostare la convegnistica fuori da Vinitaly puntando sulla comunicazione e sul marketing invece che sugli aspetti produttivi.

Wine2Wine-Donne-de-Vino-a-cena

Wine2Wine-Donne-de-Vino-a-cena

E’ la rivoluzione di Stevie Kim nel mondo lento e ormai polveroso della convegnistica italiana dedicata al vino. Invece a wine2wine è tutto smart anche la macedonia di inglese e italiano come la presenza di tantissimi under 40 è uno stimolo forte.

Le Donne del Vino erano presenti in forze ed hanno indetto anche un consiglio di amministrazione aperto alle socie per accrescere attenzione e presenze.

AIV: Sangiovese, contraffazione, classifica del 1855

A Losanna per il Symposium dell’AIV Académie Internationale du Vin per scoprire il vino svizzero, le nuove contraffazioni, i lieviti e l’origine del Sangiovese

AIV-Académie-Internationale-du-vin-Losanna-simposio-d'autunno-2016

AIV-Académie-Internationale-du-vin-Losanna-simposio-d’autunno-2016

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Arrivo in Svizzera con mio marito Carlo Gardini in aereo, è una bella giornata fredda e le cime alpine sono tutte innevate. In questa nazione di banche, orologi, formaggio e cioccolato … è tutto preciso e perfetto, funziona tutto, che spettacolo! Sono a Losanna per il simposio dell’Academie Internationale du VinAIV e per conoscere il vino svizzero. In questo Paese i vigneti esistono dall’epoca romana ma il principale vitigno locale, il Chasselas pare sia nato sulle Alpi molto molto prima, perché un’indagine del 2009 sul suo DNA ha escluso la sua provenienza caucasica. Si tratta di dunque di un super indigeno che

AIV-Académie-Internationale-du-vin-Losanna-simposio-d'autunno-2016

AIV-Académie-Internationale-du-vin-prezzi-vini-bordolesi

produce vini spesso molto apprezzabili (anche se diversi) al naso e meno appaganti in bocca. Si tratta di vini difficili da trovare perché invece di chiamarsi Chasselas le bottiglie portano i nomi dei villaggi o delle cantine dove sono prodotti. Tuttavia intorno al lago di Ginevra ci sono moltissimi vigneti e negli ottimi ristoranti di Losanna (città che pullula di stellati Michelin e alberghi straordinariamente lussuosi) è possibile gustare i vini svizzeri con pesce e carne di ottima qualità. Degni di nota Les Sentes blanches 2015 di Heida, Rèze et Petit Arvine della Cave Les Santes (Cantone Valais) che è stato considerato il miglior uvaggio svizzero del 2016 e il Merlot Riflessi d’Epoca 2013 di Brivio Vini (Cantone Tessin).

Le donne fanno bene all’ambiente e all’export del vino

Uno studio dell’Università di Perth nel South Australia mostra come la leadership femminile cambi in meglio il mondo del vino e gli dia anche più business

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

L’analisi riguarda 646 aziende di quattro regioni australiane e certifica l’effetto tonico della leadership femminile nel mondo del vino in termini di difesa ambientale e performance economiche al punto da proporre una quota femminile a capo delle cantine per aumentare le prospettive dei territori del vino.
Risultati che coincidono con quelli del sondaggio effettuato nel 2016 fra le Donne del vino Italiane; nelle cantine in cui sono titolari o contitolari, le donne sviluppano il 50,8% del loro business all’estero mentre la media italiana è del 15%. Anche sul fronte ambientale i dati scaturiti dal sondaggio rivelano un 27,4% di conduzione biologica o biodinamica contro una media nazionale è intorno all’11%.
La tendenza che vede le donne, grazie alla maggiore scolarizzazione e alla crescita del loro ruolo, come gli attori di un forte cambiamento nelle cantine viene dunque confermata nel senso di un’evoluzione verso il rispetto ambientale e l’attività

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

commerciale che promette ottimi frutti nel futuro, soprattutto in Italia dove la comunicazione e il marketing, sono spesso meno curati della produzione creando una sorta di tappo allo sviluppo delle imprese enologiche.
L’analisi pubblicata da “Wine Economics” dell’ottobre 2016 è di Jeremy Galbreath della Curtin Graduate School of Business dell’Università di Perth in Australia.
Lo studio esamina le dinamiche di propagazione della sensibilità ambientale e nota che << With respect to gender, evidence suggests that women, more so than men, are linked to a concern for the natural environment and firms’ environmental performance>>

La vendita di Vietti e l’importanza dei miti del vino

La vendita di Vietti ha scosso esperti e wine lovers di tutto il mondo. Cosa succederebbe se cambiasse proprietario una cantina ancora più celebre?

Barolo-Giacomo-Conterno

Barolo-Giacomo-Conterno

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Tutto inizia nel marzo 2015 quando la cantina Gigi Rosso mette in vendita una proprietà di 9 ettari con bosco per il tartufo e cinque ettari vitati fra cui la vigna Arione una delle più belle di Serralunga d’Alba. La cifra dichiarata di 7 milioni di Euro sembra sufficiente a scoraggiare qualunque prelazione e invece un confinante si fa avanti e compra. E’ Roberto Conterno titolare della cantina Giacomo Conterno.
Un prezzo che fa lievitare le quotazioni dei vigneti in tutte le Langhe e sembra bloccare il mercato perché chi vende chiede cifre astronomiche. Una preoccupazione che mi è stata più volte sottolineata durante gli incontri con le produttrici piemontesi <<sono prezzi assurdi, molto superiore al reddito dei vigneti, come facciamo a espanderci in questa situazione? >>

Ventita-Vietti-vecchi-e-nuovi-proprietari

Ventita-Vietti-vecchi-e-nuovi-proprietari

Nonostante questo nel luglio 2016 i Poderi Luigi Einaudi, azienda fondata nel 1897 a Dogliani annuncia l’acquisto di 9 ettari di vigna di cui 4 di Barolo. La cifra non viene resa nota ma si parla di un’ acquisizione importante di 6 milioni di Euro.
Quasi contemporaneamente arriva una notizia bomba, che scuote esperti e appassionati di tutto il mondo e fa salire ancora le quotazioni: la vendita di Vietti per 60 forse 70 milioni di Euro.

Sveva Casati Modignani: dieci e lode

L’ultimo libro della più amata scrittrice italiana Sveva Casati Modignani riguarda la buona scuola e i buoni insegnanti quelli che amano la vita e gli studenti

Sveva-Casati-Modignani-Dieci-e-lode

Sveva-Casati-Modignani-Dieci-e-lode

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Ho conosciuto Sveva Casati Modignani grazie alla mia amica Anna Pesenti e il libro Dieci e lode (Sperling & Kupfer, pp. 503, € 19,9) mi è arrivato in super anteprima con la dedica <<Per Donatella, Violante e il principe Charles, con un abbraccio Sveva >> dove mio marito Carlo è il principe consorte.
E’ un libro bello e avvincente, staccarsi è talmente difficile che vi sconsiglio di non leggerlo a letto perché causa l’insonnia. Come in molti romanzi di Sveva Casati Modignani la trama principale è una storia d’amore con dei protagonisti a cui tutti vorremmo assomigliare: ricchi di valori, talento e soldi. Inoltre, per non farci mancare niente, sono anche belli. Ma il vero tema del libro è la scuola, anzi la buona scuola perché <<ci sono scuole che sono gabbie e altre che sono ali. Nelle prime gli studenti sono come uccelli rinchiusi, quindi disimparano a volare e il padrone può portarli dove vuole. Nelle seconde, i ragazzi sono uccelli che volano liberi e il volo non può essere insegnato ma solo incoraggiato>>.

Sveva-Casati-Modignani

Sveva-Casati-Modignani

Stritolato il mito dei secchioni, dei primi della classe, delle scuole “ben frequentate” con gli insegnanti migliori. Le parole della Casati Modignani tagliano come rasoi rivalutando gli insegnanti che formano le volontà dei giovani, e non somministrano nozioni, secondo il concetto che si <<insegna quello che si è, non quello che si sa>>.
Qualcosa di cui la nostra Sveva ha un’esperienza diretta perché i suoi libri sono vere trasfusioni di coraggio e voglia di fare. Un modo di vedere il bicchiere mezzo pieno che non esclude i dolori della vita ma valorizza i momenti belli e incoraggia ogni atteggiamento positivo. La Casati Modignani lo fa nei libri ma anche nella vita reale.

Wine2wine parla alle donne che amano il vino e il web

Wine2wine: il 74% delle donne italiane usa Internet, il 47% di chi compra il vino on line è donna, metà dei consumatori sporadici italiani sono donne

wine2wine-2016-verona-4

wine2wine-2016

Di Donatella Cinelli Colombini
Questi sono solo alcuni dei motivi per cui è indispensabile a parlare di vino alle donne on line. Il 62% delle wine blogger USA è donna. Nella stragrande maggioranza (82%) dei casi  la loro attività non ha fini di lucro ma è solo frutto della passione per il nettare di Bacco.  Ma non è finita: secondo i dati Censis, il 2016 ha segnato, in Italia, il sorpasso delle donne sugli uomini nell’uso di Internet: il 74,1% di utenza per il gentil sesso (era il 43,2% nel 2011) e il 73,2% per gli uomini. Insomma, oltre ad essere le maggiori lettrici le donne si rivelano anche le principali navigatrici. Una tendenza che trasforma il web nel principale canale di dialogo con le consumatrici di vino donne.

Felicity-Carter-Wine2wine

Felicity-Carter-Wine2wine

Di fronte a un protagonismo femminile che cresce in modo così veloce, il principale forum italiano sul business del vino Wine2wine che si svolgerà a Verona il 6-7 dicembre, ha deciso di dedicare uno spazio importante a questo soggetto accettando la proposta dall’Associazione Nazionale Le Donne del vino  con il convegno  intitolato “Come parlare di vino alle donne on line”.
Felicity Carter (Wine Business International) Donne e storytelling on line
Gabriele Micozzi (Università Luiss): vino donne e seduzione
Alessandro Olivieri (Vinitaly Wine Club) E-commerce di vino al femminile
Cecilia Robustelli (Univeristà Modena e Reggio E. Consulente MIUR e Accademia della Crusca) Il genere di-vino femminile
Paola Pizza: Tacchi e vino: dinamiche psicologiche del consumo di moda (Psicologa, consulente aziendale, curatrice del blog psicologiadellamoda

Le donne che hanno cambiato la storia del vino

La morte della matriarca di Napa Valley Mary Weber Novak è l’occasione per riflettere sulle donne che hanno cambiato la storia del vino

Donne-che-hanno-cambiato-la-storia-del-vino-Barbe-Clicquot-Ponsardin

Donne-che-hanno-cambiato-la-storia-del-vino-Barbe-Clicquot-Ponsardin

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne
Hanno un elemento in comune: sono vedove. Eccone tre straordinarie donne che hanno cambiato la storia del vino: Barbe Nicole Clicquot Ponsardin, Barbara Banke della Jackson Family Wines JFW, Mary Novak di Spottswoode

BARBE CLICQUOT PONSARDIN

La più nota è sicuramente Barbe Nicole Clicquot Ponsardin una leggenda senza eguali. Figlia del ricco barone Ponsardin divenuto sindaco di Rheims grazie all’appoggio di Napoleone, poco più

Mary-Novak

Mary-Novak

che ventenne sposa Francois Clicquot che gestiva con grandi ambizioni la cantina fondata dal padre nel 1772. Sei anni dopo le nozze il marito di Barbe si suicida e lei prende la guida delle imprese di famiglia. Spregiudicata e arrivista rischia più volte la bancarotta ma “colpo grosso” di Barbe Nicole arriva nel 1814 quando rompe l’embargo e contrabbanda in Russia 10.000 bottiglie di Champagne, trasformando gli Zar nei suoi più fedeli e assetati clienti. Trasgressiva nella vita amorosa come negli affari la veuve Clicquot cambia anche il sistema di produrre Champagne introducendo la tecnica del dégorgement con la conservazione delle bottiglie capovolte e la rimozione dei lieviti e del tappo provvisorio che rende limpido lo Champagne. E’ insomma lei che crea lo Champagne moderno.

Wine Searcher parla italiano

Vuoi comprare il Barolo Monfortino oppure l’Amarone di Bepi Quintarelli? Wine Searcher ti dice dove costa meno, i giudizi su ogni annata parlandoti in italiano

Wine-Searcher-app-in-italiano

Wine-Searcher-app-in-italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una rivoluzione sicuramente gradita ai wine lovers che quotidianamente, anche dall’Italia, lo consultano. << Wine-Searcher sa che la passione per il vino non ha frontiere>> hanno scritto i capi del colossale portale neozelandese fondato nel 1999, che da novembre 2016 parla anche francese, spagnolo e tedesco << significa che richiami, risultati e istruzioni sono adesso disponibili nella lingua d’impostazione del tuo cellulare. Gli attuali utenti di Wine-Searcher dovranno semplicemente scaricare l’aggiornamento per usufruire delle funzionalità tradotte>>.
Wine searcher diventa quindi più friendly e le 3 milioni di ricerche effettuate da utenti italiani saliranno presto. Fin ora infatti ho visto soprattutto stranieri che, in cantina, prima di comprare il mio Brunello, lo inquadrano con il telefonino, leggono i giudizi e i prezzi per poi, invariabilmente farselo spedire a casa. Infatti in USA, nel migliore dei casi il suo costo raddoppia ma c’è anche chi lo vende a 10 volte il prezzo al pubblico della mia cantina.

La Tache di Romanée Conti

La Tache di Romanée Conti

La cosa divertente, in Wine Searcher, è cercare le bottiglie da mito e scoprire che, forse, una volta nella vita, potremmo comprare un La Tache di Romanée Conti del 2011 in un’enoteca toscana che lo vende a un prezzo caro ma acquistabile senza bisogno di un mutuo.

La produttrice cinese più famosa nel mondo

Judy Leissner Chan ha creato il prototipo cinese della cantina di vini di alta qualità diventando una delle 5 donne più innovative del mondo per cibi e bevande

produttrice-cinese-Judy-Leissner-Chan

produttrice-cinese-Judy-Leissner-Chan

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Judy Leissner Chan, produttrice cinese, 38 anni ma ne dimostra venti, due figlie, capelli corti neri, pochissimo trucco, fisico scattante, espressione decisa ma aggraziata e estremamente femminile, è il prototipo di una nuova generazione di produttori di vino destinati a rompere gli schemi e affermarsi sullo scenario mondiale. Vive a Hong Kong e parla un inglese fluentissimo.
A solo 24 anni, con un’esperienza alla Goldman Sachs alle spalle, il padre la chiama alla guida di Grace Vineyard di cui è stato cofondatore nel 1996. Si tratta di una proprietà statale di 200 ettari a Sud di Pechino dove in inverno è talmente freddo che le viti vengono coperte di terra perché non gelino. Lei entra nel mondo del vino con coraggio e trasforma l’azienda fino a produrre due milioni di bottiglie vendendole soprattutto nel mercato cinese ma affrontando anche i mercati internazionali. In un Paese dominato dalle enormi

produttrice-cinese-Judy-Leissner-Chan-Antonio-Capaldo

produttrice-cinese-Judy-Leissner-Chan-Antonio-Capaldo

imprese statali Judy ha puntato su ridotte produzioni di alto livello e ora pensa anche agli spumanti e al whisky. Fortune la mette al 5° posto fra le donne più innovative del mondo per cibo e bevande, la precedono Ertharin Cousin direttore esecutivo dei programmi ONU per la nutrizione, Chelline Pingree rappresentante del Maine al Congresso USA, Barbara Banke CEO della Jackson Family Wines, Stephanie Soechting presidente e direttore esecutivo della Atlas Films, donne che hanno un impatto importante sul modo di vivere o di pensare di milioni di persone.

Zonazione si zonazione no: le sottozone servono?

E’ di questi giorni la decisione della Rioja di dividere il territorio in sottozone. Da qui una riflessione sull’utilità e le problematiche della zonazione

Zonazione-Barolo-Cannubi

Zonazione-Barolo-Cannubi

Di Donatella Cinelli Colombini

Vantaggi e problemi di dividere una denominazione in piccole porzioni con caratteri omogenei: le sottozone. I giornalisti ne parlano, gli appassionati più integralisti le chiedono come strumento per preservare la “purezza” dei loro vini del cuore, ma in realtà ci sono etichette di fama internazionale, come il Grange, il “first growth” australiano, per il quale, ogni anno, si scelgono uve di vigneti e zone diverse. C’è da chiedersi dunque se la zonazione offra reali vantaggi, oppure complichi il lavoro dei produttori italiani già costretti in un labirinto di norme e di burocrazia. A Montalcino, ad esempio, molte cantine ricevono uve da vigneti situati in zone diverse del comprensorio del Brunello ed è proprio questo blend di caratteri leggermente dissimili a dare poi lo stile che

Rioja-zonazione

Rioja-zonazione

contraddistingue sul mercato quella specifica marca. Nel 2012 Kerin O’Keefe editor e assaggiatrice del Wine Enthusiast lanciò la proposta di dividere il territorio del Brunello in 6 comprensori suscitando grandi polemiche.
A Montalcino si coltivano 2.100 ettari di vigneti costantemente rivendicati per una produzione di 9 milioni di bottiglie di Brunello. Un’area che appare piccola per essere ulteriormente frazionata, tuttavia c’è chi, con grandezza simile, ha percorso la strada della zonazione. Il Barolo ha una superficie di 1900 ettari di vigneti, per una produzione di circa 13 milioni di bottiglie all’anno. In questo territorio la zonazione è stata il riconoscimento delle dizioni storiche (ad esempio Cannubi) e di analisi sulla vocazionalità dei terroir iniziata alla fine dell’Ottocento e proseguita con il coordinamento della Regione Piemonte, arrivando a confini amministrativi-agronomici e compromessi, nel rispetto di situazioni preesistenti, che hanno scatenato conflitti feroci a suon di sentenze amministrative.

Dom Pérignon ha un testimonial come un profumo o un orologio

Per un vino è giusto avere un testimonial diverso dal produttore o dall’enologo? L’attore Christoph Waltz lega il suo volto a Dom Pérignon P2

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Orcia DOC, Cenerentola 
Generalmente i produttori di vino associano la loro faccia al vino, in altre parole diventano i primi testimonial della loro produzione.
In certi casi la simbiosi uomo-vino è perfetta come per la Baronessa Philippine de Rothschild con il suo straordinario fascino di attrice di teatro e di discendente da una delle famiglie più ricche e potenti del mondo. Era l’immagine stessa di Château Mouton e dei suoi vini con etichette d’autore.

Champagne-Dom-Pérignon-P2

Champagne-Dom-Pérignon-P2

Potrei citare altri collegamenti perfetti: Angelo Gaja e il suo Barbaresco, entrambi esprimono la stessa forza entusiasta e innovatrice, Franco Biondi Santi e il suo Brunello con una uguale austera eleganza e un uguale rispetto delle tradizioni ….. con il passare del tempo la simbiosi fra i produttori e il loro vino è diminuita. Sarà forse la presenza di agronomi, enologi, addetti al commerciale e al marketing che diluiscono la personalità del creatore in mezzo a troppi apporti di natura tecnica o economica. Insomma gli uomini come Bepi Quintarelli che si rispecchiava nel suo Amarone e nelle sue etichette scritte a mano, sono sempre più rari.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.