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Effetto farfalla nei vigneti dopo il global warming

Effetto farfalla: un piccolo cambiamento ne crea uno enorme. Nelle vigne c’era un equilibrio fra parassiti e uccelli insettivori che è finito disastrosamente

Cinniallegra-effetto-farfalla-nei-vigneti

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia DOC, Fattoria del Colle

L’effetto farfalla fu teorizzato da Edward Norton Lopez negli anni Sessanta: piccole variazioni nelle condizioni iniziali – come il battito d’ali di una farfalla -producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

L’effetto farfalla c’è anche nei vigneti ed è innescato dal global warming: non tutte le specie viventi cambiano il loro ciclo vitale in rapporto al mutare del clima e questo rompe un sincronismo creato nei secoli. In pratica le viti anticipano il germoglio così come le larve degli insetti mentre la schiusa delle uova degli uccelli insettivori ha invece mantenuto il calendario precedente. Il risultato è che quando nascono gli insetti gli uccelli non ci

Effetto-farfalla-vigneti-primavera

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sono e quindi i parassiti delle vigne aumentano e spesso i vignaioli reagiscono usando più pesticidi.

contribuisce non poco al riscaldamento del pianeta>>.
I gas serra impediscono al riscaldamento del sole che arriva sulla terra di disperdersi nell’atmosfera e dipendono soprattutto da 3 cause: l’uso di combustibili, l’allevamento e la deforestazione.

Wine Spectator TOP 100 i vini migliori del 2016

Scopriamo insieme i TOP 100 Wine Spectator 2016 e al terzo posto troviamo la cantina di Robert Parker del Wine Advocate, proprio lui, l’eterno rivale di WS

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Ecco a voi i primi 10 della classifica più ambita del mondo, quella del Wine Spectator TOP 100 dell’anno
1) Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis
2) Chardonnay Dundee Hills Evenstad Reserve 2014 di Domaine Serene
3) Pinot Noir Ribbon Ridge 2014 di Beaux Frères
4) Barsac 2013 di Château Climens
5) Barbaresco Asili Riserva 2011 dei Produttori del Barbaresco
6) Monte Bello 2012 di Ridge Vineyards
7) Machete 2014 di Orin Swift California
8) Tignanello 2013 di Antinori
9) Pessac-Léognan Blanc 2013 di Château Smith-Haut-Lafitte,
10) Old Vine Zinfandel Russian River Valley 2014 di Hartford Family California

Cabernet-Sauvignon-Napa Valley 2013 Lewis

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Vediamo più da vicino i 3 vini sul podio. Primo e re dei re fra i vini il Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis è una bottiglia che non si dimentica: un’elegantissima borgognotta con un semplice bollino rotondo giallo contenente una L maiuscola. Wine Searcher indica il prezzo di 495 Dollari, una sola rivendita con un solo esemplare disponibile e la scritta <<#1 Wine Of The Year 2016 Wine Spectator! Not cheap but not many out there!>> Alla faccia della rarità, si tratta di un vino introvabile! Ma le sorprese non sono finite: contro la diffusa convinzione che la grande stampa del vino USA privilegi sempre i colossi multinazionali i Lews sono una famiglia di 3 persone –Randy, Debby e Dennis- che fanno tutto a mano nella loro aziendina di Napa Valley acquistata nel 1992. Solo 108.000 bottiglie all’anno di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Randy è un ex corridore automobilistico, ha gareggiato anche in Formula 3 in Europa. Sua

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

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moglie Debby è il genio marketing della situazione con un passato familiare e professionale nel vino. Il figlio Dennis è uno sportivone che prima di entrare nella cantina Lewis dirigeva le risorse umane in grandi imprese.
La visita della cantina dura un’ora e comprende l’assaggio di 4 vini, costa 40 Dollari. Una piccola azienda che punta all’eccellenza ma è ancora estremamente artigianale.

Il vino con il formaggio sembra più buono

La scienza rivela che la percezione del vino migliora se viene assaggiato insieme al fomaggio. Tutti sapevamo del finocchio ma questa è nuova

 

Vino-e-formaggio-esaltazione-dei-sensi

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Di Donatella Cinelli Colombini

Era noto a tutti che il vino con il formaggio esalta il suo sapore ma ora c’è una prova scientifica basata su analisi sensoriali e descrittori molto particolareggiati. Il  Centre de Sciences du Gout et de l’alimentation di Digione (Ente senza scopo di lucro fondato nel 1939, ha 17,000 membri di 90 Paesi) ha pubblicato nel “Journal of Food Science” una sperimentazione effettuata su 31 esperti e che hanno assaggiato Pacherenc, Sancerre, Bourgogne e Madiran a stomaco vuoto e poi insieme a 4 formaggi Epoisses, Comté, Roquefort, Crottin de Chavignol.
I risultati sono impressionanti soprattutto per quanto riguarda dei leggeri difetti – come l’astringenza o l’acidità- che diventano inavvertibili. Sono evidentemente le componenti grasse dei formaggi a cambiare l’impatto gustativo. Sorprendentemente anche la percezione olfattiva migliora e nel Bourgogne e nel Madiran risultano più percepibili gli aromi di frutti rossi.

degustazione-vino-e-formaggio

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Vino e formaggio, possono celebrare dunque tanti matrimoni perfetti ed ora bisogna indagare quali siano capaci di far godere più intensamente il consumatore.

 

Per questo Assolatte ha stilato un elenco pubblicato da Cronache di Gusto che riporto di seguito con qualche piccola aggiunta peronale
FORMAGGI FRESCHI E SPALMABILI: tipo burrata o stracchino con vini bianchi leggeri
MOZZARELLA : con tutte le bollicine, dal Prosecco allo Champagne

Millennials a NY e Londra il vino è trendy

Il vino è di moda fra i giovani delle città che fanno tendenza: solo il 3% di millennials astemi a NY e il 12% a Londra: esplorano, assaggiano, mescolano

Londra-Donatella-racconta-il-Bruello-nella BeutscheBank

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia, Fattoria del Colle
La cosa evidente è la tendenza: il vino fra i giovani è trendy. Traversando Londra all’ora in cui escono gli uffici della City si vedono locali pieni di futuri banchieri con calici di vino in mano e non più con boccali di birra. Sono meglio vestiti, estremamente multietnici ma anche più magri rispetto al tipico funzionario britannico di un tempo, con la camicia che tira sullo stomaco gonfio. Il vino segna il momento in cui cala la tensione e si incontrano gli amici. Perché sapere di vino è cool. A Manhattan la

Millennials-al-Cafe

Millennials

dimensione è troppo grande per dare la stessa percezione ma i numeri dell’indagine svolta per ViniSud (Montpellier 15-17 febbraio) “New York vs Londres – Les tendances de consommation de vin chez les Millennials en 2016” mostra, nei millennials di NY, un orientamento anche superiore al vino. 4 su 10 si dichiarano veri appassionati di vino, per informarsi usano internet (wine site il 42% blog e social 27%) e il 21% ha scaricato un’app dedicata al vino. Ma non basta: oltre un terzo dei giovani wine lover della grande mela si rapporta con i professionisti –sommelier – e il 24% legge stampa specializzata sul vino. Insomma il vino è una chiave di successo sociale a cui si dedicano quasi quanto alla palestra. Per un popolo che non cucina e che, nella maggior parte dei casi, non sa cosa mangia, l’approccio con il vino è qualcosa di stupefacente.

Bolt CEO dello Champagne Mumm

Svolta rivoluzionaria: Mumm sceglie come testimonial un atleta divo, l’uomo più veloce di tutti i tempi: Usain Bolt. Scelta sorprendente ma anche pericolosa

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Calma: CEO vuol dire « Chief entertainment officer » e non CEO Chief Executive Officer. E’ un tipico gioco di stile francese. Alla Mumm vogliono Bolt come testimonial e non come amministratore delegato. La notizia è delle fine di novembre : il giamaicano Usain Bolt l’uomo più veloce di tutti i tempi è stato scelto come uomo simbolo dello Champagne Mumm. Il primo video mostra Bolt che fa il sabrage su una bottiglia di Champagne usando una delle sue medaglie d’oro olimpiche. E’ difficile sapere quale sia, ne ha vinte 9 ed è salito sul gradino più alto del podio in tre edizioni consecutive e ogni volta per due o tre volte.

La pubblicità è multimedia e vuole spingere i consumatori di Mumm a un rapporto più intimo con la marca usando anche internet e i device. Si tratta dell’unico modo per mostrare la campagna in Francia dove la pubblicità degli alcolici è proibita in TV e al cinema. L’obiettivo è ovviamente di intercettare i fan di Bolt ma anche di ribadire il collegamento fra Mumm e i momenti vincenti della vita dei consumatori, associandosi a un uomo quasi imbattibile. Per Mumm questo è un messaggio strategico: da anni siamo abituati a vedere le sue magnum sul podio della Formula1 automobilistica nelle mani dei piloti vincitori.

AGIVI: Violante Gardini Cinellicolombini Jr vicepresidente

Dopo i consigli di amministrazione vanno a ballare, sono amici al punto da scambiarsi importatori e opportunità di lavoro questi sono i produttori di vino AGIVI

AGIVI-nuovo-consiglio

AGIVI-nuovo-consiglio

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani AGIVI come dire il futuro delle nostre cantine. Alla fine di novembre è stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Federico Terenzi un milanese con master NBA in Wine Business del Mib di Trieste dove ho insegnato anch’io per qualche anno. Dirige la tenuta toscana della sua famiglia dove produce Morellino di Scansano e, nel 2012, ha ottenuto il titolo di cantina emergente dell’anno del Gambero Rosso. Accanto a Federico 4 vicepresidenti di Francesca Argiolas e Stefano Ricagno ( Ca dei Mandorli) forti di una lunga

AGIVI-in-Sardegna

AGIVI-in-Sardegna

esperienza AGIVI e di importanti ruoli nelle rispettive aziende e due esordienti Silvia Franco e Violante Gardini. Gli altri consiglieri sono Giulia Alleva, Ernesto Rocca, Emanuela Tamburini, Marzia Varvaglione, Gianluca Garofoli ed Enrico Gobino.
Violante è la vulcanica e irrefrenabile Cinellicolombini Jr che già presiede il Movimento turismo del Vino in Toscana. Viaggia in tutto il mondo per vendere i nostri vini. Ne ha venduti così tanti da lasciare quasi a secco la cantina ma indubbiamente è un’ottima export manager.

Video del vino, perché bisogna usarli e renderli virali

I video sono lo strumento più forte del principale canale di comunicazione del vino: il web. Impariamo a fare e a far fare i video sul vino. Ecco come

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Video del vino: 5 raccomandazioni per aumentare la propria visibilità e farsi conoscere usando un video. Prima di tutto perché: un’indagine condotta da Italy Fine Wine un paio d’anni fa mostrava come la presenza di un video nel sito di una cantina aumentasse l’interesse di 470 volte e allungasse la permanenza di 7 volte. Si tratta di elementi importanti visto che il web è saldamente al primo posto fra i canali di diffusione delle notizie sul vino e, persino i turisti a caccia di cantine da visitare, lo usano con il cellulare. Pare che nel 2017 il 70% del traffico internet sarà di video. Quindi tanto vale imparare a usare meglio questo super canale di comunicazione.
Ma cosa trasforma un normale video, magari fatto con il telefonino in una calamita di popolarità on line e soprattutto perché alcuni video vengono condivisi da un numero altissimo di persone fino a diffondersi come un’epidemia e portare una visibilità enorme a chi li ha fatti? Il primo concetto da ricordare è che l’effetto virale, cioè il bisogno di condividere e diffondere il video da parte di chi lo vede funziona come il passaparola.

Stampa estera Gruppo del gusto: corrispondenti del sapore

Il Gruppo del Gusto dell’Associazione Stampa Estera in Italia nacque nel 2002 quasi per gioco e ora è uno strumento formidabile per promuovere il made in Italy

Gruppo-de-Gusto-Stampa-Estera-Firenze-2016-Chianti-Classico

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Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

<<All’inizio era malvisto, come se fosse un club di gaudenti>> spiega il fondatore del Gruppo del Gusto, Alfredo Tesio corrispondente in Italia di quotidiani e radio danesi << adesso invece tutti i giornalisti esteri sono consapevoli dell’importanza dell’enogastronomia all’interno della cultura e dello stile di vita italiani per cui vogliono conoscerlo per fare meglio il loro lavoro che consiste nel raccontare l’Italia a chi vive all’estero>>. Alfredo è giustamente orgoglioso di aver creato il piccolo gruppo iniziale di 7 giornalisti che oggi è diventato forte di 100 unità. Così come è orgoglioso nel dirmi che << sede romana della Stampa estera>> a cui lui appartiene << associa 360 corrispondenti di 56 Paesi, mentre quella milanese ha solo 80 membri>>. Per intenderci si tratta della sede in Via dell’Umiltà, nella cui sala conferenze campeggia il celebre collage con i nomi delle testate rappresentate disposte a forma di ventaglio. Un luogo di tortura per i politici italiani poco abituati a essere strapazzati dai giornalisti e quindi in grande difficoltà di fronte alle domande dirette della stampa estera.

Alfredo-Tesio-Coordinatore-del-Gruppo-del-Gusto

Alfredo-Tesio-Coordinatore-del-Gruppo-del-Gusto

Il Gruppo del Gusto organizza ogni anno una serata prenatalizia in cui vengono assegnati premi a ristoranti custodi delle tradizioni –dove la gestione rimane della stessa famiglia per decenni- ai ricercatori che contribuiscono alla qualificazione dell’agroalimentare italiano e ai consorzi più meritevoli. Io ho avuto l’onore di ricevere il premio assegnato al Consorzio del Brunello nel 2012.

Concorsi del vino con giuria femminile: un boom

I principali concorsi del vino con giuria femminile sono ormai fortissimi: Feminalise, Sakura, Femme et Vins du Monde e Premios Vinoy mujer

Feminalise-concorsi-di-vino-con-giuria-femminile-giurate-a-lavoro

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Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello Prime Donne

Sono una novità del nuovo millennio e esprimono il nuovo interesse delle donne per il vino di qualità oltre a una crescente presenza di professioniste donne: produttrici, enologhe, sommelier, giornaliste e altri addetti alla filiera produttiva del vino. Niente femminismo dunque ma solo la volontà di dare più peso al giudizio femminile nella consapevolezza che la maggior parte delle bottiglie di vino, specialmente per uso quotidiano, vengono acquistate dalle donne.
Cominciamo con qualche informazione sui principali concorsi del vino con giuria femminile:

Sakura-concorsi-di-vino-con-giuria-femmiline

Sakura-concorsi-di-vino-con-giuria-femmiline

Sakura Japan Woman’s Wine Award è guidato da Yumi Tanabe. Nel 2016 hanno concorso 3.543 vini di 35 Paesi fra i quali 556 italiani. Sta acquisendo un’importanza notevole nel mercato giapponese del vino dove le donne hanno ruoli importanti. L’associazione Donne del Vino è partner di Sakura e due rappresentanti di questo concorso giapponese – Toshiko Takeda, Yumi Tanabe – hanno preso parte a numerosi incontri durante Vinitaly 2016.

Svendita di vini DOC di pregio, si può impedire?

Bottiglie di Franciacorta con prezzo al pubblico di 2,9 €: è un esempio di svendita di vini Doc che danneggia tutte le cantine di un’intera denominazione

Vinarius-contro-la-svendita-di-vini-doc

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Di Donatella Cinelli Colombini, fattoria del Colle

L’occasione di questa riflessione è una lettera aperta del presidente delle Enoteche Vinarius Andrea Terraneo al presidente del Consorzio Franciacorta Vittorio Moretti . La missiva inizia con la frase << è dominio pubblico che si trovi sul mercato del Franciacorta al prezzo di 2,90 euro al pubblico>>. Prosegue raccontando che una svendita simile avvenuta nell’estate 2015 e che gli sforzi del consorzio e delle singole cantine per valorizzare la qualità del vino rischiano di essere vanificati a causa di un singolo episodio che fa << crollare l’immagine di questa denominazione>> perché, come tutti sanno, << prezzo di vendita è uno degli elementi più pregnanti (oltre ovviamente alla qualità) che nell’immaginario collettivo contribuisce ad elevare lo status di prodotto di eccellenza>>.

Franciacorta

Franciacorta

In realtà le bottiglie vendute sotto costo sono risultate provenienti da un fallimento che le ha cedute a 0,9€ l’una. Quindi si è trattato di un caso isolato e non di un’attività continuativa.
Tuttavia le considerazioni contenute nella lettera sono verissime e conducono alla domanda <<quali misure un Consorzio può mettere in atto per contrastare episodi simili?>>.

Sud Africa: uve amare per i contadini neri

Un video danese intitolato “Bitter Grapes: Slavery in the Vineyards” uve amare : schiavitù nelle vigne accusa 5 cantine del Sud Africa

Sud-Africa-vendemmia

Sud-Africa-vendemmia

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Orcia Doc

Adoro il Sud Africa, i suoi panorami, le sue coste, la sua cucina, i suoi vini … ma non sono razzista e quindi, durante i miei viaggi, mi dava molto fastidio vedere trattori senza cabina dare i trattamenti nelle vigne con il guidatore nero in maglietta che assorbiva per tutto il giorno pesticidi. Anche noi italiani abbiamo i nostri peccati: ricordate i

Sud-Africa-vigneti

Sud-Africa-vigneti

reparti verniciatura FIAT dove, negli anni sessanta, morivano tutti di cancro ai polmoni. Solo che i miei ricordi sudafricani sono di dieci anni fa non di sessanta.
Sono stata sei volte in Sud Africa cercando una cantina con cui fare un accordo di collaborazione che non si è mai concretizzato. Di trattori e trattoristi senza protezioni ne ho visto parecchi e infatti mi dissero che nel settore del vino l’integrazione razziale stentava a affermarsi e per questo il comparto era privo di finanziamenti governativi. La ricchezza dei proprietari, quasi tutti boeri, quasi tutti banchieri o con miniere, e la povertà estrema dei vignaioli neri ha colpito anche Angelo Gaja pochi mesi fa<<Le cantine visitate sono immerse in giardini vasti, ricchi di vegetazione e di fiori, curati da mano d’opera di colore e di bassi salari>>.
La cosa più impressionante tuttavia la scoprii l’anno scorso quando, attraverso l’Ambasciata Sudafricana a Roma venni in contatto con Black Owner Brands BOB, donne nere con picolissime produzioni di vino. Mi raccontarono che gli operai neri impiegati nelle vigne venivano pagati in uva o in vino e diventavano quasi subito alcolisti e violenti. Per questo il governo stava puntando sulle donne nere nella speranza che riuscissero a costruire delle mini imprese e pian piano creassero un comparto enologico alternativo a quello dei bianchi.

Wine Lady: le 3 signore del vino italiano in USA

Wine Lady: Monica Larner, Karin O’Keefe, Alison Napjus assaggiatrici dei vini italiani per Robert Parker-Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator

Wine-Lady-Monica-Larner

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Di Donatella Cinelli Colombini

Se il mercato del vino americano non è in mano alle donne, poco ci manca! Vi presento le 3 Wine Lady, le donne che assaggiano i vini italiani per le principali testate USA. Sono espertissime, giovani, intelligenti, aperte e sgobbone perché lavorano senza sosta. Monica Larner, Karin O’Keefe, Alison Napjus sono le persone che danno i punteggi sulle bottiglie italiane per i giornali più influenti nel mercato americano Robert Parker-Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator. I loro rating aprono le porte dei monopoli canadesi fanno entrare nelle carte dei vini dei ristoranti più esclusivi, aiutano le cantine nelle trattative coi loro importatori. Insomma sono il trampolino di lancio del successo.
Conosciamo dunque più da vicino queste 3 wine lady.

Kerin-O'Keefe-Wine-Lady

Kerin-O’Keefe-Wine-Lady

MONICA LARNER
Monica Larner è una californiana che vive a Roma. Nasce in una famiglia in cui vino e cinema convivono da anni e fu proprio per le riprese della serie televisiva “World War II” che arrivò in Italia nel 1983. La sua vita è proseguita fra la cantina di famiglia nel Ballard Canyon a Santa Barbara (California) e il giornalismo che ha studiato nelle università di Boston e New York. Nella sua vita professionale ci sono esperienze ai quotidiani La Repubblica e Herald Tribune, il corso da sommelier AIS, molti libri sull’Italia e un’immenso archivio fotografico di 50.000 immagini.

Buon Natale

Buon Natale. L’augurio per me, per voi, per tutti è di diventare più buoni, più pazienti, più affettuosi, più altruisti perchè così saremo anche più felici

Donatella Cinelli Colombini

Buon-Natale

Buon-Natale

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

Addio Livio Felluga, triste Natale del vino del Collio

Livio Felluga, patriarca dei produttori friulani è morto a 102 anni nella sua casa di Brazzano accanto alla moglie, i figli e i nipoti

Di Donatella Cinelli Colombini

Livio Felluga

Livio Felluga

E’ morto nella notte fra il 22 e il 23 dicembre ma la notizia è stata diffusa dopo il funerale che si è svolto in forma riservatissima nell’Abbazia di Rosazzo. Schivo fino all’ultimo, Livio Felluga se n’è andato in silenzio come solo i grandi Uomini sanno fare.
Ora tutto il mondo del vino lo piange e lo rimpiange per l’esempio di coraggio e capacità che ha dato nel corso di una vita lunga e sempre operosa.
Primogenito di una famiglia di vignaioli di antica tradizione torna dalla prigionia in Scozia dopo la seconda guerra mondiale e trova le colline del Collio in abbandono. Visionario nel rimanere attaccato alla terra all’epoca del miracolo economico e della fuga dalle campagne, Livio Felluga compra i suoi primi campi a Rosazzo e vi pianta

famigliaL.felluga

famigliaL.felluga

vigneti, uno dopo l’altro, fino ad averne 155 ettari e fino a affermare Rosazzo come uno dei terroir d’eccellenza mondiale per la produzione del vino. La sua fede nel vigneto del Collio è evidenziata dalla carta geografica, quasi una mappa del tesoro, che orna le sue bottiglie. Il suo intuito ma soprattutto la capacità di wine maker lo portano, nel 2009 a ricevere la laurea honoris causa dall’Università di Udine che lui commenta con modestia << Ma cosa ho fatto di grande?>>.

Vivino: se lo usi ti dirà cosa bere

CellarTracker Snooth e Vivino questi i più forti portali di recensioni sul vino. Ma se guardiamo la classifica assoluta dei siti sul vino vince Wine Searcher

Vivino

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ la possibilità di inquadrare la bottiglia con il telefonino e accedere immediatamente alla scheda di ogni bottiglia, con i voti e i prezzi, che ha messo il turbo a portali come Wine Searcher o Vivino.

Wine Searcher fornisce notizie in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, giapponese e cinese. A lui il gradino più alto della classifica di Cellarer 2015 sulla popolarità dei siti del vino. Un risultato sensazionale che premia il portale neozelandese contenente i prezzi di 8.948.204 bottiglie in 76,484 rivendite di tutto il mondo.

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La principale differenza fra Wine Searcher e Vivino è che il primo usa la valutazione dei wine critics più importanti di ogni Paese mentre Vivino si basa sui giudizi dei consumatori. C’è un’incredibile voglia di esprimere voti ha detto a Heini Zachariassen, fondatore di Vivino <<Ora la media è di 300 mila al giorno, con picchi di 1,2 milioni come nel giorno di Natale dell’anno scorso>>. Vivino ha un approccio molto tecnologico con i suoi utenti, anche nella proposta commerciale. E’ da qui che arriva l’ultima novità: in base alle etichette fotografate o recensite dal cliente presto egli verrà profilato e gli verranno proposte in acquisto le bottiglie adatte al suo gusto personale.

                                                                       
Cinelli Colombini
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