Vino, studi, news, gossip

Turismo da film a Malta

Il villaggio di Braccio di Ferro e il castello del Conte di Montecristo, anche questo nelle isole maltesi oltre ai centri storici, il mare e l’ottima cucina

Popeye Malta

Popeye Malta

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono di nuovo nelle isole dell’eterna primavera –Malta e Gozo– e vi porto al villaggio di Braccio di Ferro Popeye ad Anchor Bay. E’ un posto divertentissimo e pieno di fantasia. Fu costruito nel 1980 per il film di Walt Disney con Robin Williams. La pellicola fu un mezzo fiasco invece il villaggio di catapecchie colorate, dove fu girato, è un’autentica attrazione turistica. Ci sono Olivia, Poldo e il famoso Braccio di ferro mangiatore di spinaci. Alcuni ambienti hanno ancora gli oggetti usati per il film –il dentista e il ring di pugilato ad esempio – c’è il ristorante, il bar e i giochi per i bambini, se il tempo è bello è anche possibile fare un giro in

Castello di Comino

Castello di Comino

barca.
Popeye non è il solo luogo da film delle isole maltesi, c’è anche il castello di Saint Mary’s costruito sull’isola di Comino nel 1618 e poi usato come prigione e stalla finchè nel 2002 fu restaurato per il film Il Conte di Montecristo con Jim Caviezel. Oggi i turisti fanno lunghe scarpinate per andare al castello. E’ un luogo molto suggestivo, nel punto più alto dell’isoletta e lo scenario delle scogliere brulle, a picco sul mare, fa proprio pensare alla triste storia di Edmond Dantès incarcerato ingiustamente.

Basta con l’orribile sito del turismo italiano

Foto brutte, vecchie, pochi video, traduzione in sole 4 lingue e testi noiosi. Basta! Ci vuole un ministero e la rottamazione delle Strade del vino e dei sapori

Sito ufficiale turismo francese

Sito ufficiale turismo francese

Di Donatella Cinelli Colombini

Noi del vino siamo i più danneggiati dalla comunicazione turistica istituzionale. E dire che l’enogastronomia appare come il secondo “attrattore” cioè la seconda calamita di turisti esteri, dopo il patrimonio culturale. Pensate che l’ETC European Travel Commission, che riunisce 33 Paesi, con l’obiettivo di potenziare la destinazione Europa, progetta di strutturare le proposte turistiche del futuro su base soprannazionale usando le motivazioni di viaggio. L’enogastronomia è al secondo posto. Se la proposta va avanti e noi non ci organizziamo, il Barolo, il Chianti, la Franciacorta o il Trento DOC saranno letteralmente travolte dalla presentazione sfavillante della Rioja o dell’Alentejo perché tutte le regioni del vino europee hanno ormai vetrine migliori delle nostre.

Italia.it acqua alta a Venezia

www.italia.it acqua alta a Venezia

Uno dei nostri talloni d’Achille sono le 170 Strade del vino e dei sapori che, nella stragrande maggioranza, sono degli organismi di carta, autorizzati ma pressoché inesistenti . Per capire il potenziale di queste strutture territoriali aprite il sito tedesco. Con le sue 40 lingue è una macchina da guerra e propone una settantina di Strade a tema: da quella sugli imperatori a quella sui conventi, da quella sugli asparagi a quella del vino. Quest’ultima sezione contiene 14 itinerari << È tutta colpa dei Romani: hanno portato il vino nel Palatinato ed eccola qui>>, titola l’itinerario del Riescling, che vista la condizione delle strade del vino italiane, suona come una presa in giro.

Il corso di vino e seduzione va in TV

La nuova frontiera del vino, soprattutto rosso, è il sex appeal e dopo le scoperte scientifiche sulla sua capacità di risvegliare il desiderio arriva un corso

vino e seduzione

vino e seduzione

Di Donatella Cinelli Colombini
Dopo Sex & Wine di Francesca Negri a cui fa capo il blog Geisha Gourmet, sono arrivate le scoperte di un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze pubblicati nella rivista americana Journal of Sexual Medicine” secondo cui il vino rosso aumenta la sessualità delle coppie: farebbe crescere il flusso sanguigno nelle aree erogene delle donne, mentre la quercetina contenuta nel vino trattiene nel corpo maschile il testosterone aumentando i suoi livelli nel sangue. Alla fine entrambi i sessi avverrebbe un aumento del desiderio. Chi continua a bere, oltre il secondo bicchiere, ha tuttavia, l’effetto opposto per cui la moderazione, sarebbe la chiave del risultato.

Il linguaggio dei colori nelle etichette

Le donne preferiscono il blu, viola e verde ma non il marrone o il grigio. Gli uomini sono attratti da blu, verde e nero, ma evitano viola, marrone e arancione

packaging del vino colori

packaging del vino colori

Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne Montalcino 

Torniamo sui messaggi emessi dai colori per continuare l’argomento del packaging del vino iniziato in un altro articolo del blog. Qui di seguito esamineremo le tinte una per una cercando di capire quali sono le più adatte a ciascuna tipologia di vino.

VIOLA: esprime tristezza. Il suo uso va dosato con attenzione.
BLU: è un colore freddo che esprime eleganza e seduzione ma anche solidità e in questo senso è scelto da moltissime banche. Rimanda a una cultura aristocratica e elitaria che si associa bene a vini di lunga tradizione prodotti in contesti storici come castelli, ville o borghi medioevali. Meglio se il vino ha soprattutto un target maschile.

Bollino verde per il vero made in Italy on line

I prodotti italiani taroccati sono soprattutto accessori d’abbigliamento, profumi, tecnologia e agroalimentare.Comprano maggiormente i maschi e i giovani

Shopping on line

Shopping on line

Di Donatella Cinelli Colombini

STOP alle imitazioni del made in Italy. Vale 7 miliardi di Euro su un business mondiale dei falsi di oltre un triliardo di Dollari. Un fiume di soldi sottratti alle imprese che lavorano bene e persino alle tasse (1,7 miliardi). Le più colpite le case di moda con gli accessori d’abbigliamento falsi (34% del totale) poi dvd e software, prodotti agroalimentari con un miliardo di italian sounding pari al 15,8% dell’intera produzione.

CHI COMPRA I PRODOTTI TAROCCATI

Gucci falso

Gucci falso

Nell’indagine Censis sul mercato delle imitazioni tantissime notizie curiose. Per esempio chi preferisce un finto Gucci a una bella cintura di pelle magari artigianale? Soprattutto giovani e soprattutto maschi (81%) che vogliono prodotti griffati ma non hanno ancora i soldi per comprarli. I più attratti dai falsi sono infatti i ragazzi in cerca di occupazione (80%) che vogliono assolutamente quello status symbol ma lo vogliono pagare poco.

L’arte del sushi e la sua versione toscana

Marzia e Donatella alle prese con il sushi piatto simbolo della cucina giapponese: piccole curiosità e la ricetta per farlo a casa con verdure  

suchi toscano

suchi toscano

Marzia Morganti MarteComunicazione
Eccoci alla scuola di cucina Cordon Bleu di Firenze per assistere alla preparazione del sushi toscano preparato dallo chef Davide Bonucci. Un’idea semplice ma efficace, che richiama il sushi giapponese nella forma e nell’utilizzo della stuoia ma con ingredienti tutti casalinghi.
Ecco il procedimento: basta prendere qualche foglia di insalata o di cavolo verza, quelle esterne più grandi che spesso buttate via, le sbollentate in acqua calda e le raffreddate perché mantengano un colore bello brillante. Fate un purè saporito con patate lesse.

sushi toscano fase preparazione

sushi toscano fase preparazione

Stendete la stuoia giapponese per maki – roll, disponetevi sopra del prosciutto cotto oppure della mortadella, il purè e le verdure (cetrioli, sedano, carote e zucchine) tagliate a bastoncini. Qui arriva il difficile ovvero arrotolare delicatamente il sushi dandogli la caratteristica forma circolare. Il gioco è fatto!

Di Donatella Cinelli Colombini
Volete sapere la storia e il mito del Sushi?
Ecco a voi L’arte del Sushi a cura di Stefania Viti (Gribaudo IF Idee editoriali Feltrinelli srl pp164 € 12,90). Chi vuole davvero capire cos’è il piatto simbolo della cucina giapponese ha bisogno di questo libro. 

Cibo passione italiana e ci scopriamo intenditori

Siamo un popolo gourmand : 46 milioni di italiani si interessano al cibo 29,4 sono appassionati 12,6 si ritengono intenditori e 4,1 addirittura esperti

Expo presentazione del Rapporto Censis sul cibo

Expo presentazione del Rapporto Censis sul cibo

Di Donatella Cinelli Colombini

Parlando di vino le cifre scendono un pochettino: 19,7 milioni sono i connazionali appassionati di vino 7,2 gli intenditori e 1,9 milioni gli esperti. Autovalutazioni che tendono forse a sopravvalutare le capacità individuali ma potrebbero evidenziare un l’aspirazione a grandi competenze. Insomma ognuno cerca, sceglie, si informa quasi che cibo e vino fossero i principali argomenti di conversazione e di socializzazione.

cibo-passione-italiana

cibo-passione-italiana

«E’ il nostro grande tema nazionale, pervasivo sul piano sociale, una componente fondamentale dello stile di vita, della cultura e dell’identità italica» ha spiegato la Fondazione Censis presentando all’ExpoGli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere” .

Gourmet in mezzo al mare

Come e perchè le crociere sono diventate occasioni per gustare cibi e soprattutto vini importanti; le tendenze attuali e quelle future 

Silversea tavola-e-chef

Silversea tavola-e-chef

Di Paolo Valdastri 

LE CROCIERE TRADIZIONALI COME VACANZA DI MASSA

L’espansione del settore crociere negli ultimo dieci anni è stato vertiginoso. Navi nuove, sempre più grandi, sempre più capienti, sempre più veloci ma sempre più dedicate ad un turismo di massa. Stessi porti, anzi sempre meno porti per il problema terrorismo, stesse escursioni, servizi standardizzati con menu di

Royal-Clippers crociera gourmet

Royal-Clippers crociera gourmet

gruppo poco accattivanti, intrattenimento che ricorda troppo da vicino quello dei villaggi turistici. Una formula che alla lunga ha cominciato a stancare le fasce più esigenti di pubblico

Una parte di utenza sempre più consistente non accetta più questo tipo di turismo, ma richiede nuove suggestioni, nuove proposte, maggiore personalizzazione. Le compagnie si sono viste costrette a trovare una soluzione al problema.

Da Veuve Clicquot il primo Champagne per cocktail

Ecco lo Champagne per i giovani: Veuve-Rich gusto più dolce, bottiglia argento elegantissima, va servito con ghiaccio e frutta. E’ un anti Prosecco di lusso?

Veuve Rich

Veuve Rich

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Mamma mia che rivoluzione! E non poteva venire che dalla vedova. Se c’è una maison di Champagne che non ha paura di osare è proprio questa: la storia di Veuve Clicquot è un azzardo fino dall’inizio, quando Barbe Nicole Clicquot Ponsardin all’età di 27 anni sostituì il marito suicida a capo della cantina. Nel 1814 contrabbandò in

Veuve rich con frutta

Veuve rich con frutta

Russia 10.000 bottiglie di Champagne, nonostante l’embargo di Napoleone, trasformando la corte zarista nel suo più fedele e assetato cliente. Ha introdotto tecniche che hanno rivoluzionato lo Champagne, come il disgorgement che permette di rimuovere i lieviti rendendo limpido il vino, così come la pratica del sabrage, cioè la stappatura mediante un colpo di spada, inizia sulle bottiglie donate agli ussari dal Barbe Nicole Clicquot.

Oggi Veuve Clicquot fa parte del gruppo LVMH la multinazionale del lusso. In tempi recenti Veuve Clicquot è stata oggetto di una specie di scherzo da parte di un’agenzia pubblicitaria russa: “Shhh…ampagne” pasticche effervescenti che messe in acqua si sarebbero trasformate in Champagne. Splendide foto e un sacco di gente che ci ha creduto nonostante la storia inverosimile.

La magia del caviale di Aceto Balsamico

Un tocco di raffinata fantasia nei vostri drink estivi: gocce di Aceto Balsamico di Modena IGP che sembrano caviale e il gazpacho di agrumi 

Gazpacho di agrumi con perle di caviale Cordon Bleu con ABM-IGP

Gazpacho di agrumi con perle di caviale Cordon Bleu con ABM-IGP

Di Marzia Morganti Martecomunicazione 

Ho battezzato queste magiche sferette “caviale Cordon Bleu” dal nome della scuola di cucina in cui le ho imparate. Sembrano una decorazione stellare e invece sono semplicissime. Prima di tutto mettete in freezer mezzo litro di olio di semi per qualche ora. Portate ad ebollizione e lasciate raffreddare l’Aceto Balsamico con l’agar-agar.  L’agar agar  è un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse. Viene impiegato nella

perle di caviale con ABM IGP su salsa di pomodoro

perle-di-caviale-con-ABM-IGP-su-salsa-di-pomodoro

preparazione di gelatine per dessert e aspic, poiché ha la proprietà di non alterarne il sapore naturale. A Firenze si trova da Bizzarri “speziale dal 1842” un negozio che sembra un supermercato di Harry Potter o un luogo di perdizione per streghe, maghi e alchimisti.

Ma torniamo alla nostra magia: con una siringa prelevate l’Aceto Balsamico e fate cadere piccole gocce nell’olio molto freddo: si noterà la formazione di piccole sfere, raccogliete il ‘caviale del Cordon Bleu’ con un colino e conservate per le decorazioni di aperitivi, tartine e piatti estivi.

Il filtro ULLO e i solfiti del vino vanno via

Quello dei solfiti è uno dei tormentoni recenti: esistono naturalmente nel vino e poi vengono aggiunti ma un giovane chimico inventa come toglierli

 

download (2)Di Donatella Cinelli Colombini

E’ un piccolo cono sul mercato dal luglio 2015, che può essere usato una sola volta. L’inventore è James Kornacki, un neolaureato e dottorando di ricerca in chimica organica presso la Northwestern University dell’Illinois. Pomposamente battezzato ULLO, il progetto startup con la semplice missione di riportare il vino al suo stato naturale. Funziona come i filtri per l’acqua da bere che si usano in casa, usando una resina a scambio ionico. Ovviamente non tutti gli ioni negativi vengono catturati da ULLO ma solo quelli dei solfiti.

 

UlloSolfiti

Ullo Solfiti

L’INVENZIONE DI ULLO

Sembra l’uovo di Colombo, facile da usare, rispettoso degli altri caratteri del vino … ULLO è talmente ovvio da far sorgere il dubbio <<ma com’è che nessuno ci ha pensato prima?>>. Il modo d’uso è semplicissimo: basta prendere il filtro a forma di cono metterlo su un decanter, versarvi il vino e i solfiti aggiunti rimarranno intrappolati nelle maglie della sua rete.

La mineralità: lieviti non terroir

Moltissimi ormai escludono il collegamento fra la mineralità e il terreno dei vigneti e credono che siano invece i lieviti a dare il sentore di pietra focaia

Chablis

Chablis

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Più aumenta la moda dei caratteri minerali, specialmente nei Paesi di lingua inglese, più crescono le ricerche sulla sua origine. Tutte le cantine vorrebbero infatti dare un tocco di mineralità ai loro vini ma, finché la causa resta sconosciuta, sarà difficile riuscire ad aumentarlo. La convinzione che prende sempre più consistenza è l’esclusione del terreno, cioè di quello che, storicamente, veniva messo in relazione con la mineralità. L’opinione che le pietre diano sapori e profumi al vino fa sorridere gli studiosi. <<With the odd and fairly

Barry Smith della London’s School of Advanced Study

Barry Smith della London’s School of Advanced Study

irrelevant exceptions like sodium chloride, by and large, minerals have no taste.>> ha dichiarato Alex Maltman, geologo della Aberystwyth University <<con l’eccezione quasi irrilevante del cloruro di sodio, i minerali non hanno sapore>>, della serie prova a metterli in bocca e vedrai! L’argomento parte dunque con una presa di posizione ferma e, direi, rivoluzionaria del mondo scientifico rispetto alla convinzioni più diffuse fra gli assaggiatori.

Wine maker australiane solo il 9% ma super

Nelle cantine australiane le donne enologhe sono solo l’8,8% ma brillano come star e tutti credono stia avvenendo una vera rivoluzione rosa nel vino, invece no

Stephanie Dutton at Penfolds Wines

Stephanie Dutton at Penfolds Wines

Di Donatella Cinelli Colombini
Nel 2003 la Norvegia impose alle grandi società il 40% di donne nei loro consigli di amministrazione, seguì a ruota la Francia replicando il provvedimento. Poi Spagna (40%) e la Svezia (25%). Fuori dall’Europa le leggi sulle quote rosa sono rare anche se, in certi casi, ce ne sarebbe davvero bisogno. In Giappone solo lo 0, 4% degli amministratori delle grandi società sono donne. Persino in USA questa percentuale è solo del 16% ma esaminando Fortune 500 la percentuale dei CEO donne scende fino a un misero 4,4% (2013).

Kerri Thompson,

Kerri Thompson,

Le donne in posizioni apicali crescono ma molto lentamente soprattutto nei Paesi che non hanno nessuna legge sulle quote rosa. Vediamo ora la situazione nel vino; si tratta di uno dei prodotti più antichi, con 8.000 anni alle spalle, quindi di un settore strutturato in un passato remoto e fortemente tradizionalista.
Due lunghi articoli di Jeremy Galbreath della Curtin Graduate School of Business all’interno della Curtin University fotografano le donne nelle cantine australiane. Le analisi sono state pubblicate da Wine Economics nel febbraio e nel maggio 2014. In Australia, Paese nuovo produttore del vino, ci si aspetterebbe un approccio diverso e invece la situazione è più o meno uguale a quella europea: chi lavora nel vino lo considera un ambito da uomini.

Notte da spiaggia alla Fattoria del Colle

Primo agosto vestiti da mare per ballare, giocare, mangiare e soprattutto bere ottimi vini nel parco della Fattoria del Colle a Trequanda nella Toscana top

Violante, Roberta e Donatella prepareranno per voi una notte speciale

Violante, Roberta e Donatella prepareranno per voi una serata speciale

Tutti rigorosamente vestiti da spiaggia, per una festa in campagna con sapore di mare.
Alle 8 di sera, apertura dei buffet con 14 sfiziosità estive preparate da Donatella Varlunghi dell’Osteria delle Crete di San Giovanni d’Asso e Roberta Archetti chef dell’Osteria della Fattoria del Colle: ci saranno piatti tradizionali e sfiziosità come insalata di riso mejadra e il gazpacio di melone e prosciutto croccante. Solo 20 € che comprendono anche un cocktail e un bicchiere di vino. Per i wine lovers la cantina è a pochi metri dalla festa, propone visite e il rifornimento di Rosato Rosa di Tetto, bianco IGT Sanchimento, Spumante Tespi, Chianti Superiore DOCG, Orcia Doc e persino Brunello di Montalcino.

Votate, votate, votate la foto più bella

Scegli la vincitrice fra le 5 fotografie finaliste del Premio Casato Prime Donne 2015. Riguardano i territori dei vini Brunello e Orcia: Montalcino, Pienza, Trequanda … 5 immagini bellissime, di un territorio meraviglioso. Sono talmente belle che decidere la migliore è davvero difficile ma una sola vincerà la sezione fotografica del Premio Casato Prime Donne 2015 La casella di voto rimarrà aperta fino al 31 agosto. Per accedere basta cliccare Concorso fotografico Premio Casato Prime Donne Il vincitore del concorso fotografico parteciperà alla cerimonia di premiazione che avrà luogo a Montalcino nel week end 12-13 settembre. L’immagine vincitrice sarà esposta in modo permanente nella sala Ilda Bartoloni del...

                                                                       
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