Vino, studi, news, gossip

Quando e perché indossare un profumo

Al mattino le fragranze agrumate, muschi e fiori nel pomeriggio e alla sera quelle speziate o narcotizzanti. Gloria ci guida nella scelta sensuale dei profumi 

Gloria del Dottore in vetrina

Gloria del Dottore in vetrina

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il profumo ha un aspetto glamour e uno terapeutico: in altre parole è uno mezzo per comunicare e aiuta a stare bene con sé stessi. Per questo sceglierlo è piacevole e complicato allo stesso tempo, ci vuole una guida e Gloria del Dottore, che ha fatto della sua Profumeria Nella a Sinalunga un luogo cult per gli amanti della profumeria artistica, ci accompagna alla scoperta del mondo affascinate e misterioso degli aromi per il corpo.
PORFUMI PER L’INVERNO E PER L’ESTATE
Prima di tutto ci sono profumi per l’inverno, che danno un senso di calore e profumi per l’estate che esprimono freschezza. I primi sono a base di essenze di legno, spezie e vaniglia. Molto usati nella stagione fredda i profumi a base di ambra spesso associata a bergamotto o fiori d’arancio. In estate la pelle traspira e

Coco Chanel

Coco Chanel

interagisce con il profumo in modo diverso. Per questo oltre alla scelta di fragranze più floreali e agrumate (bouquet di fiori di arancio, gelsomino,gardenia, iris, peonia violetta e agrumi come arancia, pompelmo rosa, bergamotto, lime, mandarino e limone) è bene porre attenzione all’appuntamento al quale stiamo andando.

Va ricordato che la quantità di sostanze odorose è progressivamente maggiore in colonia, eau de toilette, eau de parfum, parfum.

Consulente di viaggio- travel manager una nuova professione

Creano viaggi su misura del cliente, trovano i voli e gli alberghi più convenienti per i viaggi di lavoro … sono i nuovi consulenti del turismo

CartOrange

CartOrange

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dieci anni fa, quando ne sentii parlare la prima volta a Rimini, al corso di laurea sul turismo, sembrava fantascienza, una figura professionale adatta solo alle multinazionali americane con manager sempre in viaggio. Poi, con l’affermarsi dei voli low cost e l’enorme crescita del turismo (nel mondo ci sono 50 milioni di viaggiatori in più ogni anno) ma soprattutto con l’affermarsi di un nuovo bisogno di destinazioni nuove e non toccate dai grandi flussi, ecco che il travel master comincia a diventare una figura richiesta anche in Italia.

Gewürztraminer e risotto con liquirizia di Alajmo

I Gourmet di Siena a lezione di Gewürztraminer dalla cantina Tramin, una cooperativa che sembra un’opera d’arte . Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini  

Cantina Tramin Termeno

Cantina Tramin Termeno

La cantina di Tramin – Termeno sembra un enorme monumento alle viti di Gewürztraminer il vitigno bianco originario proprio della valle alpina in cui si trova. Il nome è infatti l’unione delle parole Gewürz spezia in tedesco e tramin cioè Termeno nome del paese. Si tratta dei vigneti più cari d’Italia: da 600.000 a 1 milione di Euro l’ettaro per appezzamenti spesso molto piccoli. Il progetto dell’architetto Werner Tscholl vinse la gara per la cantina Tramin proprio perché non toglieva neanche un metro alle preziosissime viti. Anzi sembra che il reticolo di tralicci verdi che avvolge gli impianti produttivi della cantina, realizzata nel 2010, esca dai vigneti intorno. L’effetto è bellissimo.

Alessandro Bonelli e Wolfgang Klotz

Alessandro Bonelli e Wolfgang Klotz

Tramin è dunque la casa del Gewürztraminer un vitigno conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Il Gewürztraminer Nussbaumer è tutt’ora il fiore all’occhiello della cantina Tramin e il vino con cui si è aperta la serata con l’Union Europeénne des Gourmet di Siena. L’incontro avveniva alla Compagnia dei Vinattieri con la sapiente regia del Console Alessandro Bonelli.

I wine lover USA: molti acquisti e pochi social

expensive – wine

Il sondaggio on line del Wine Spectator apre grandi interrogativi sull’importanza dei social per chi compra e beve vini ad alto livello

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 
Il 34% dei consumatori di vini di lusso non usa nessuna piattaforma social per informarsi sul vino, il 33% usa Facebook, solo il 13% Twitter e ancora meno (11%) preferisce le immagini di Instagram. Questo il risultato del sondaggio on line effettuato dal Wine Spectator, maggior periodico di vino del mondo.
Il potentissimo giornale americano, si rivolge all’ élite mondiale dei consumatori, usa massicciamente internet e non snobba i social, tutt’altro. Infatti l’account Twitter del Wine Spectator ha 168.000 follower ed è fatto benissimo.
Il sondaggio ci rivela un consumatore decisamente ferrato nei vini premium: il 53% compra volentieri un vino quando conosce la cantina da cui proviene, cioè non si basa solo sulla denominazione, il prezzo o il vitigno ma sceglie il brand. Addirittura il 6% compra solo vini che gli sono ben noti.

Nero di Troia l’imperatore di Castel del Monte

Con Negroamaro e Primitivo fa parte dei 3 moschettieri pugliesi che stanno conquistando il mondo. Ma è l’unico che rispecchia l’eleganza tipica di questo popolo

Torre Vento cena in cantina antipasti

Torre Vento cena in cantina antipasti

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Quanto è bella la Puglia! E’ la regione che è cambiata di più e meglio negli ultimi dieci anni. Intendiamoci, è sempre stata ricchissima di opere d’arte e di un paesaggio mozzafiato, ma ora tutto questo ha una cornice spettacolosa. Bari vecchia, che era in abbandono, oggi è piena di gioiellerie e locali eleganti con musica dal vivo. Lecce è una città salotto con le facciate barocche perfettamente restaurate. Ci sono le coste più di moda in Italia, dove le vacanze si riempiono di feste. E ancora ecco gli alberghi per i matrimoni supervip come quello indiano di Borgo

Corato Palazzo Gioia

Corato Palazzo Gioia

Ignazia. Oltre al successo turistico e ai centri storici pieni di negozi arredati meglio che a Milano, c’è una campagna coltivata a olivi e vigneti che sembra un giardino immenso e soprattutto ci sono cantine capaci di produrre serie di mezzo milione di bottiglie, di altissima qualità a prezzi bassi, ma proprio bassi.
E’ questa la realtà che mi trovo davanti arrivando a Corato per un convegno sul vitigno  Nero di Troia organizzato dalla mia amica Vittoria Cisonno per il Consorzio Castel del Monte. Avevo preparato un power point ma dopo il primo giorno di visite decido di cambiarlo del tutto.

Il paradosso della scelta nel vino

Meno tipologie di vino per vendere più vino” ecco l’applicazione di una nota legge del marketing che, secondo alcuni, non funziona sulle bottiglie

bottiglie di vino

bottiglie di vino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’enorme numero di etichette rischia di disincentivare gli acquisti soprattutto davanti ai sovraffollati scaffali dei supermercati

Nel mondo ci sono 6,8 milioni di bottiglie censite da Wine Searcher quindi distribuite oltre l’ambito locale. Consumandone una al giorno servono oltre 18mila anni per assaggiarle tutte. C’è da chiedersi se un così grande numero di etichette serva oppure sia decisamente dannosa. E’ questo il punto di partenza di un

Rebecca-Gibb

Rebecca-Gibb

interessantissimo articolo di Wine Searcher che vi suggerisco di leggere. La base teorica è la celebre legge del marketing chiamata “paradosso della scelta” secondo la quale l’abbondanza di opzioni deprime i consumi perché innesca la paura di sbagliare. Una regola che ha trovato numerose conferme in sperimentazioni effettuate nei supermercati: il banco con 24 barattoli di marmellata attrae di più, serve molti più assaggi ma vende meno del banco con 6 marmellate (Sheena Iyengar, Mark Lepper).

La cantina di Paul ovvero la personal wine suite

Dai maestri falegnami Campo e da Paolo Valdastri conoscitore dei migliori vini di tutto il mondo ecco la bottiglieria che ogni wine lovers vorrebbe avere

La cantina di Paul

La cantina di Paul

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Assomiglia a un portagioie gigante tanta è la raffinatezza delle finiture e la tecnologia che serve a proteggere il prezioso contenuto dalla luce, dal caldo e soprattutto dai ladri. Questa è la cantina di Paul un piccolo vano per bottiglie pregiate completamente diverso da quelli che siamo abitati a vedere nei ristoranti di lusso o nelle riviste di arredamento con le case dei miliardari. Se infatti quelli sono bunker in acciaio e cristallo, funzionali ma decisamente tetri, la cantina di Paul è un capolavoro di ebanisteria artigianale, uno scrigno in legno intagliato e intarsiato di circa due metri per due che trasmette allegria e amore per il vino.
Nasce dall’incontro di persone con cultura e provenienze diverse.

Wine Spectator 96/100 per il Prime Donne Brunello 2010

Si chiama Insider ed è un email che segnala i migliori punteggi del Wine Spectator. Ogni cantina del mondo vorrebbe vederci i suoi vini. Il mio Brunello c’è

Brunello PrimeDonne 2010 Wine Spectator

Brunello PrimeDonne 2010 Wine Spectator

Di Donatella Cinelli Colombini

Che spettacolo! Solo 20 Brunello nell’Insider e solo 4 fra gli “hot wines”. Il mio è al secondo posto assoluto con uno splendido 96/100
I punteggi della più diffusa e autorevole rivista statunitense salgono verso l’olimpo partendo da un minimo di 50-74 per i vini non raccomandabili, poi ci sono i mediocri (75-79), quelli buoni (80-84) e molto buoni (85-89). Infine i fuoriclasse (90-94) e la vetta cioè i vini classici compresi far i 95 e i 100 punti.
Dunque il nostro Brunello Prime Donne 2010 è un vino CLASSICO cioè un’icona come le opere di Raffaello, Mozart, Petrarca … Oso troppo con questi paragoni? Sta di fatto che è proprio la ricerca dell’armonia che contraddistingue tutti i miei vini ma soprattutto il Brunello e questo rende particolarmente adatta la parola “Classico”.

Più Abruzzo e meno Montepulciano con tanta voglia di vincere

Con i produttori abruzzesi per parlare di turismo, web e indentità. Cantine enormi e molto piccole, alla ricerca di un successo diverso dalla qualità-prezzo

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D'Auria Donatella Cinelli Colombini

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D’Auria Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
… andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare … scriveva D’Annunzio. Arrivando in macchina l’occhio sale sulle pendici degli Appennini coperti di neve, alla ricerca delle greggi. Non ci sono più ma questa terra mantiene la sua forza straordinaria. E’ solenne, è vera, con la tragedia irrisolta del terremoto de L’Aquila, il silenzio delle montagne brulle che scendono verso il mare e le zone industriali piene di capannoni. Una terra di grandi contrasti, dove convivono enormi cantine sociali e piccoli produttori alle prese con un mercato italiano in difficoltà.

Dora D'Auria

Dora D’Auria

A cena da Nicola D’Auria, presidente regionale del Movimento turismo del vino, rimaniamo sbalorditi dalla bellissima struttura della sua azienda: una sala banchetti su due piani e un ambiente sotterraneo dove le pupitre dello spumante si alternano agli amplificatori per la musica dal vivo. Mi guardo intorno ammirata <<ammazza oh! E io che credevo di essere avanti!>>

Festa di divorzio e vino da divorzio con bollicine

Con la nuova moda della festa di divorzio arriva, dal comico Jeff Wysaski, il consiglio sul vino più adatto: lo Champagne da accompagnare a una torta diversa

Vino per il divorzio

Vino per il divorzio

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia arriva da “Haffpost taste” la sezione enogastronomica dell’Haffington Post il maggiore quotidiano on line al mondo che ha scovato le raccomandazioni del comico Jeff Wysaski sui vini. Avete presente le targhette lungo gli scaffali dei supermercati? Generalmente contengono il prezzo e alcune spiegazioni tecniche come il vitigno, la zona d’origine, la maturazione in botti di rovere e simili. Ebbene Jeff Wysaski ha deciso di fare una piccola rivoluzione e scriverci frasi scherzose, provocatorie e in certi casi trasgressive. Ecco il vino che vi <<garantisce una nonna di periferia ubriaca>> quello che placa l’odio <<invece di un antico rituale con il sangue dei vostri nemici, usate questo Merlot, è così intenso che satana non sentirà la differenza>>. Per festeggiare la firma del documento di divorzio consiglia uno Champagne da bere mangiando ogni sorta di cose dolci secondo la massima << cambia torta e vai avanti>>.

Quando la pubblicità del vino non dice la verità

Cosa succede se una cantina si attribuisce requisiti o elementi distintivi inesistenti? E cosa succede a chi imita il nome o l’etichetta di un altro vino?

pubblicità ingannevole

pubblicità ingannevole

Di Donatella Cinelli Colombini

<< … qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea a indurre in errore … >> è vietata, sia quando truffa il consumatore, sia quando danneggia un concorrente. Questo dice la Legge del 2005 chiamata Codice del Consumo. Perciò non basta controllare ciò che è scritto sulle etichette delle bottiglie ma è indispensabile che la comunicazione sia corretta anche sugli imballaggi, i depliants, il sito e ogni altro strumento con cui la cantina comunica.

I consumatori “ingannati” hanno due strumenti a loro disposizione: lo IAP Istituto di autodisciplina pubblicitaria e lAntitrust. Il primo è privato e si basa di un Codice di autodisciplina e un Giurì privato. Il secondo è pubblico e fa riferimento al Codice del Consumo quindi a una legge che prevede sanzioni.

Bottura, Martina, Raspelli ….visti da vicino

Massimo Bottura, il Ministro Martina, Alberto Lupini, Anna Scafuri, Edoardo Raspelli… personaggi di un sabato speciale a Firenze

Donatella Cinelli Colombini premio Italia a Tavola per il turismo enogastronomico

Donatella Cinelli Colombini premio Italia a Tavola per il turismo enogastronomico

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il Premio Italia a Tavola è l’occasione per incontrare vecchi amici e personaggi da copertina, ascoltare e osservare. Prima di tutto il premio: si svolge una volta l’anno a Firenze e viene assegnato a chef, sommelier, giornalisti e barman …. eletti attraverso un sondaggio online della rivista Italia a Tavola. L’evento è stato organizzato proprio dal direttore della rivista Alberto Lupini con la collaborazione di Ebitt, Fipe e Confcommercio Firenze. Quest’anno hanno vinto, fra gli altri, Edoardo Raspelli, guru dell’alta

Alberto Lupini e Edoardo Raspelli

Alberto Lupini e Edoardo Raspelli

gastronomia mentre Alessandro Scorsone sommelier di Palazzo Chigi ( già campione nel 2011) ha premiato il vincitore della categoria Maitre e Sommelier, Paolo Ciaramitaro. Insomma un evento di prima importanza che è preceduto da un talk show e seguito da una cena con chef stellati nel roof garden del Baglioni, la sala da pranzo più bella di Firenze con vista sulla cupola del Duomo e Santa Maria Novella. Io, senza voce e con una gran tosse, ho partecipato al talk show, seduta accanto a Massimo Bottura.

I super tuscan e la loro vera storia

Nati 40 anni fa come reazione alla tradizione si basano sull’uso di vitigni francesi anche in blend con il Sangiovese e sulla maturazione in barriques.

Giacomo Tachis

Giacomo Tachis

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Tignanello Sassicaia, Ornellaia … i super tuscan  nascono in un momento difficile per il Chianti quasi come l’esplosione della voglia di rinnovamento e di internazionalità. Hanno un padre geniale, l’enologo Giacomo Tachis e un talent scout James Suckling il grande assaggiatore che, in quel momento, giudicava i vini italiani per Wine Spectator.

Tignanello-e-Antinori-e-Kemp

Tignanello-e-Antinori-e-Kemp

E’ il 1944 il Marchese Incisa pianta sui suoli argillosi di Bolgheri, le viti di Cabernet e Merlot da cui nascerà il più celebre dei supertuscan: Sassicaia. Nel 1968 arriva al suo fianco Tachis. Nel 1970 suo cugino Antinori aggiunge Cabernet nel suo Tignanello. Nel 1985 nasce Ornellaia e un anno dopo Masseto.
Sono queste le star che creano la moda dei vini da tavola toscani di alto livello con un prezzo e una clientela nettamente superiori rispetto ai vini DOC della stessa regione. Modaioli, apprezzati dalla critica e dai grandi collezionisti di tutto il mondo cominciano a imporsi some esempi di raffinatezza italiana al pari di Gucci, Ferragamo e Prada.  

Per il turismo del vino The winner is ….

Drinks International premia le 8 migliori cantine turistiche del mondo. Sul podio sudafricani, portoghesi, cileni e spagnoli. Solo Zonin 2°posto per l’Italia
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Bodega Gonzàlez Byass

Bodega Gonzàlez Byass

Una giuria riunita a Londra da Drinks International era composta di PR, comunicatori e wine educators. Ha scelto nel panorama internazionale ponendo una particolare attenzione all’aspetto educativo della visita in cantina e alle esperienze gastronomiche, sportive o persino teatrali che accompagnano l’incontro con il mondo del vino. Stravincono i sudafricani e le cantine che hanno messo in campo risorse e strutture enormi. La

Spier Wine Farm

Spier Wine Farm

classifica rivela quanto contino le idee innovative e la buona organizzazione agli occhi di esperti di vino di un Paese non produttore.
Ecco i vincitori delle 8 categorie
Miglior organizzazione d’accoglienza: Viu Manent Cile questa è forse la scelta meno convincente. Il suo punto di forza sono le passeggiate a cavallo o in calesse lungo la strada nei vigneti di 37 km, offre poi una scuola del vino per giovani, shopping di artigianato locale, pranzi tipici e ovviamente degustazioni e visite guidate in cantina. Niente di stratosferico a eccezione degli equini per i quali c’è persino un centro ippico.

Le imprese al femminile: bar e ristoranti sempre più rosa 

21% degli imprenditori italiani sono donne. Oltre la metà delle imprese al femminile ha meno di 15 anni e ogni cinque aziende tre operano nel turismo

Marina Ramasso e Elena Martuscello

Marina Ramasso e Elena Martuscello

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Le donne guidano 143.256 imprese del settore turistico, dice Unioncamere, ma quello che colpisce di più è la progressione dal 2010 in poi; praticamente crescono il 5% in più rispetto alle new-co dei maschietti. Mica male vero?

Altro dato incoraggiante è la progressione delle ragazze sotto i 35 anni che sono ancora poche rispetto al totale dell’imprenditoria giovanile, ma crescono a velocità doppia rispetto al segmento maschile. Anche in questo caso c’è da essere orgogliosi.

guida-turistica

guida-turistica

Fra le nuove imprenditrici l’8,6% sono donne straniere e si concentrano in Lombardia, Lazio e Toscana ma proprio quest’ultima regione è l’area dove la percentuale di chi non è italiana sale di più rispetto al totale delle imprese rosa. Viene da pensare che le cinesine di Prato abbiano fatto salire la media.

Roma, con 94.000 imprese, è la città dove le c’è la maggiore concentrazione di imprenditrici e Benevento è la città con la percentuale rosa più alta sul totale delle aziende (30,4%). 

                                                                       
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