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Guidati dal Lambrusco quelli del Carpi vanno in serie A

GDL Guidati dal Lambrusco sono ultras della squadra rivelazione 2015 il Carpi. Vivono la passione per il calcio come adesione al territorio e quindi al Lambrusco
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Guidati dal Lambrusco

Guidati dal Lambrusco

Stupendo, questo tifo, è proprio quello che mi piace! Idealista, entusiasta, caciarone ma non cattivo anche se alcune intemperanze hanno portato alcuni ultras in questura. In uno dei loro documenti, pubblicati nel sito GDL si legge <<il calcio non è solo un gioco, ma è passione, aggregazione, e senso di appartenenza!>> . E’ questo lo spirito giusto che vorremmo vedere in ogni tifoseria, quello che si infervora nel sostegno della propria squadra ma poi alza i calici di Lambrusco con gli ultras avversari qualunque sia stato il risultato della partita. Un sogno? No, il Lambrusco è proprio il vino adatto per realizzare questo passo avanti verso un tifo nuovo. Recentemente all’Osteria Emilia, accanto all’uscita di Campo Galliano dell’A1 ho assaggiato una serie di Lambrusco straordinari. Vini perfetti per creare allegria, amicizia e piacere della vita. 

I richiami sessuali attraggono o allontanano dal vino?

E’ una convinzione diffusa che l’esposizione provocante del corpo femminile aiuti a vendere i prodotti. E’ vero anche per il vino? 

w&s marca agua

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Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Qualche mese fa la Bodegas Monje aveva provato ad animare il turismo del vino delle Isole Canarie con appuntamenti fra le botti che mescolavano assaggi a spettacoli sexy e commercializzazione di sex toys. Siamo già al limite.

Poi ci sono vini con etichette esplicitamente riferite al sesso e, da un articolo di Drinks business scopriamo che sono italiane, anzi toscane: Madonna del Diavolo IGT rosso di San Gimignano fa parte di un trio di vini con etichette erotiche comprendente anche Retro e Ecstase. Pare siano ispirati a Dolly Buster una nota

bud-light

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scrittrice e attrice tedesca decisamente ma proprio decisamente hard. Nessuna delle altre 7 immagini selezionate da Drinks business sul tema dei sexy wines usa il corpo femminile o l’atto sessuale, come gli esemplari nostrani. Se l’effetto voleva essere quello provocatorio, credo sia riuscito.
Per rincarare la dose arriva Dissapore con un articolo intitolato “ 23 pubblicità sessiste”. Con il solito tono leggero ma una profonda conoscenza del panorama mondiale Riccardo Campaci parte dalle recenti polemiche sulla birra Bud Light (del colosso industriale Anheuser-Busch), con la frase “The perfect beer for removing ‘no’ from your vocabulary for the night” in altre parole falle bere questa e vedrai che potrai fare quello che vuoi.

Meglio il turismo da shopping o lo shopping turistico?

Lo shopping è ormai una calamita turistica capace di accrescere l’appeal di qualsiasi destinazione oppure un’attrazione a sé stante

shopping turistico

shopping turistico

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Non solo, lo shopping turistico da un futuro all’artigianato artistico e l’agroalimentare d’eccellenza
Siamo nell’epoca del commercio globale che distribuisce le merci ovunque nel mondo, l’industria riproduce i prodotti tipici in milioni di pezzi e l’uso dell’e-commerce ha fatto svanire le ultime difficoltà a procurarsi merci eseguite dall’altra parte del globo … parlare di turismo da shopping sembrerebbe anacronistico, eppure ….
Questo turismo cresce e cresce tanto!

i turisti e lo shopping

i turisti e lo shopping

Un bellissimo articolo di Anthony La Salandra pubblicato in Risposte Turismo punta i riflettori su questo segmento e ci rivela tante notizie utili.
Il turismo da shopping è diverso dallo shopping turistico cioè dal viaggio a Roma per vedere il Colosseo, i Musei Vaticani e la fontana di Trevi … che tuttavia comprende anche un pomeriggio in Via Condotti.

Gian Piero Staffa il tenore e il Brunello

Racconto divertente di un velista esperto di vino Gian Piero Staffa – dei noti esponenti della lirica italiana inesperti, alle prese con 2 vini di Montalcino

Gian Piero Staffa

Gian Piero Staffa

Scritto da Gian Piero Staffa per Donatella Cinelli Colombini

Pranzo di Pasqua con alcuni noti esponenti della Lirica italiana. Io naturalmente sono addetto al vino e conosco i miei polli quindi vanno bene le bollicine extra dry ed i rossi con un tantino di residuo zuccherino come Zinfandel e Cesanese del Piglio tanto per stare un po sul diverso.

Un Tenore piuttosto conosciuto mi porta una bottiglia di Brunello di Montalcino di

Musica-per-il-palato

Musica-per-il-palato

Paradiso di Manfredi del 2003. Ne ha comprate alcune bottiglie direttamente in Azienda, ne ha aperta una e dice che il vino e’ andato a male perche’ <<ha un colore aranciato ed ‘allappa>>. Apro la bottiglia. Il tappo e’ perfetto, il colore
tipico. Palato chiuso, grazie al cavolo, e’ stato appena stappato. Lo metto vicino al camino, lo riassaggiamo dopo una mezz’ora dopo un po di volute nel bicchiere.

Il luogo più mitico dello Champagne apre le porte

La buona notizia è che l’Abbazia Hautvillers, dove per 47 anni visse Dom Pérignon, apre al pubblico. Quella cattiva è che visita e degustazione costano 600€ 

l’Abbazia Hautvillers

l’Abbazia Hautvillers

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Per chi, come me, è una sostenitrice del turismo del vino si tratta di una grande vittoria. Un altro dei luoghi più inaccessibili apre le sue porte ai visitatori. Dopo Angelo Gaja che ha iniziato a accogliere wine lovers per charity raccogliendo in un anno 80.000€ da dare in beneficenza; ora apre le porte l’Abbazia d’Hautvillers vicino a Épernay e in questo caso il biglietto d’ingresso è davvero costoso: 600€ a persona. E’ il luogo più famoso dello Champagne. Oltre alla vista dei luoghi in cui visse Dom Perignon il prezzo include una degustazione di sei vini fra cui Plénitude 2005,

Dom-Perignon

Dom-Perignon

1998 e 1982. Da notare che quest’ultima bottiglia costa 1338$ più le tasse per cui Wine Searcher ha scritto un commento divertente<< si tratta del modo più conveniente di assaggiare questo vino>>. E pare che gli assaggi siano molto abbondanti.
Hautvillers è un luogo storico e di grande suggestione. L’Abbazia benedettina fu fondata nel 650 e divenne ricca grazie ai pellegrini che vi si recavano per venerare il corpo di Sant’Elena. Fu grazie alle donazioni dei fedeli che poté comprare i vigneti, ma quando Dom Pierre Perignon, intorno al 1670, vi assunse il ruolo di celliere, erano in uno stato di grande abbandono.

Orange wines asso nella manica di molti sommelier

Lisa Cardelli sommelier AIS nata a Lucca e attiva a Melbourne spiega gli Orange wines categoria di nicchia, non accademica e spesso vista con scetticismo

Lisa Cardelli Sommelier AIS

Lisa Cardelli Sommelier AIS

Di Lisa Cardelli
La mia prima esperienza con un orange wine fu nel 2010, quando ancora non ero sommelier Ais, e già’ avevo la fortuna di lavorare a Sydney come Commis Sommelier presso un ristorante italiano. Dalla loro interessante carta dei vini scelsi, un giorno, l’unica bottiglia rimasta, ed ormai da troppo tempo invenduta, del romagnolo Denavolo Dinavolo, incuriosita piu’ dal fatto che potessero esistere vini color arancio, che dal nome alquanto allusivo. La prima impressione che ebbi fu

Orange wines decantazione

Orange wines decantazione

quella che il vino fosse tremendamente ossidato ed imbevibile! Allo stesso tempo però la sua struttura tannica e la pienezza di bocca mi lasciarono perplessa e mi portarono a discutere di quel vino per giorni, senza cavarne una valida conclusione a proposito della sua qualità.
Da allora ho nutrito una sempre maggiore curiosità nei confronti di questa categoria e seppur per motivi di lavoro e viaggio non sono riuscita sino ad ora a visitarne i maggiori esponenti, ho sempre cercato di assaggiarne diversi esempi, prezzi permettendo poiché molto costosi.

La cucina italiana estera sconosciuta in Italia

Piatti improbabili dalla vaga origine italiana che hanno due caratteristiche in comune la pesantezza e il sapore indefinito per l’eccesso di ingredienti

lilly-e-il-vagabondo spaghetti e meatbaals

lilly-e-il-vagabondo spaghetti e meatballs

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Anche noi abbiamo la zuppa inglese che fa storcere il naso ai britannici e il pan di Spagna creato dal cuoco genovese Cabona cioè abbiamo piatti che vengono legati a culture gastronomiche estere ma con quelle hanno poco a che fare, tuttavia si tratta di vere eccezioni nella nostra cultura culinaria mentre all’estero le ricette italian sounding sono tante.
Piatti che nascono nelle case italiane, sono andati all’estero con gli emigranti approdando poi nella ristorazione italiana più semplice e qualche volta persino nel patrimonio collettivo della popolazione ospitante. E’ il caso delle celebri meatballs polpettine al pomodoro servite sugli spaghetti che noi qui abbiamo scoperto con il cartone animato “Lilli e il vagabondo” mentre a New York tutti le conoscono come un piatto italiano.

Aboca e il turismo POP

Unicità, pop e coordinamento, ecco le parole chiave del successo turistico. Impossibile vincere puntando su quello che hanno altri in modo maggiore
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Sansepolcro convegno sul turiso sostenibile Foto Francesco Ghignoni

Sansepolcro convegno sul turiso sostenibile Foto Francesco Ghignoni

Sansepolcro, al convegno impeccabilmente organizzato dalla Confcommercio sul tema “Cultura, natura, gastronomia per uno sviluppo sostenibile” Sergio Cagol gela la sala affollatissima << Piero della Francesca non vi basterà per sfondare nel turismo>>. Forte del milione di visitatori del Muse museo delle scienze di Trento, prosegue implacabile <<a volte penso che le mummie dei musei siano turisti annoiati. Per attrarre visitatori bisogna essere POP cioè popolari e capire cosa interessa alla gente>>. Non

Sansepolcro Valentino Mercati e altri relatori

Sansepolcro Valentino Mercati e altri relatori

ha torto, la maggior parte dei musei italiani sono poco comprensibili e poco coinvolgenti, della serie “guardare ma non toccare”.
Ma basta cambiare la comunicazione per trasformare la Valtiberina in una star del turismo?
Dalla Basilicata arriva un altro messaggio forte << eravamo invisibili, schiacciati fra due colossi: Campania e Puglia, con più soldi, notorietà e turisti di noi. Con l’aiuto di un tecnico abbiamo fatto un progetto concentrando le nostre risorse su quello che abbiamo solo noi: i sassi di Matera. Lo abbiamo fatto accettare a tutte le provincie, all’inizio è stato difficile ma poi i risultati sono arrivati e Matera è diventata un locomotore forte a cui abbiamo attaccato tutta l’offerta regionale. Nel 2019 sarà la “Città europea della cultura” >>

Papa Francesco: permesso, grazie, scusa

Le  Donne del vino all’udienza papale, un amore travolgente arriva da quest’uomo che parla al cuore e traduce il Vangelo nei gesti della vita quotidiana

Donne del vino all'udienza del Papa

Donne del vino all’udienza del Papa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Papa Francesco parte dal brano dell’Apocalisse di San Giovanni che viene letto all’inizio dell’udienza << Gesù bussa alla nostra porta e ci chiede il permesso di entrare, non ci impone la sua presenza. Così anche in famiglia bisogna coltivare la buona educazione, non come un’osservanza formale che nasconde l’indifferenza, ma come la radice del volersi bene, del pensare ai bisogni degli altri>>. Il Papa legge la catechesi che ha preparato ma

Donne del vino all'udienza del Papa

Donne del vino all’udienza del Papa

spesso l’interrompe commentandola a braccio <<Ringraziare è importante. C’è chi lo scambia per un segno di debolezza, invece l’abitudine alla gratitudine significa dare valore a ciò che si riceve. Il cristiano che non ringrazia ha dimenticato la lingua di Dio>> Come è vero! La gratitudine fa vedere il lato buono del prossimo, così come il perdono <<Chiedere scusa rende degni del perdono e capaci di perdonare>>

Papa Francesco sul sagrato di San Pietro

Papa Francesco sul sagrato di San Pietro

ha detto il Papa. Dieci minuti di predica che sono arrivati dritti al cuore e sono stati poi tradotti in tutte le lingue. Alla fine Papa Francesco ci chiede di ripetere con lui le tre parole <<permesso, grazie, prego>> e un’altra raccomandazione <<mai finire la giornata senza fare la pace>>
Ci sentiamo più ricchi dopo averlo ascoltato e desiderose di conservare a lungo questi insegnamenti nei nostri cuori.

A Salerno la prima cattedra di Wine business in Italia

Giuseppe Festa propone un nuovo modello di insegnamento dove la teoria accademica è massicciamente affiancata da testimonianze d’impresa, un’università aperta

Salerno Corso in Wine business

Salerno Corso in Wine business

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Le mie lezioni sul turismo del vino all’Univeristà di Salerno, oltre 40.000 studenti in un campus con piscine e campi da tennis come in America, mi mette davanti, anno dopo anno, classi piene di managers che già lavorano in cantine importanti oppure imprenditori che stanno per investire in grandi progetti, insomma, più che una classe è un vivaio di campioni .

Corso in wine business degustazione

Corso in wine business degustazione

E’ l’occasione per riflettere sulla distanza che separa questa da altre esperienze simili ma di più scarso successo.
Tutti gli accademici dicono di farlo ma pochissimi lo fanno davvero: aprirsi al confronto con le imprese affiancandole al percorso formativo con pari dignità della teoria. Ecco la ricetta vincente di Giuseppe Festa che, dietro modi forbiti, quasi ottocenteschi, nasconde un animo innovatore. E vai Giuseppe!

Sfuso che passione! E i bag in box raddoppiano in USA

Pratico anche da spedire e trasportare,risparmioso e spesso anche di discreta qualità, la scatola con il vino sfuso va forte!

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I Cesaroni nella loro rivendita di vino

I Cesaroni nella loro rivendita di vino

Il bag in box – letteralmente sacco nella scatola- è stato inventato ciquant’anni fa in Australia dal produttore Thomas Angove. Da allora si è diffuso in tutto il mondo e, in quest’ultimo periodo, anche a causa della crisi, ha un nuovo successo. Negli ultimi 5 anni le vendite in USA sono raddoppiate per cui un litro di vino su 5 è venduto in bag in box. Vince la sua praticità d’uso e di trasporto, la possibilità di berlo poco per volta senza che il vino residuo si rovini. Nielsen ha condotto un’analisi sui bag in box scoprendo che è il formato da 3 litri quello più performante e da solo vale il 3% dell’intero mercato USA del vino. E non costa neanche poco: dai 16 ai 20 Dollari.

vernissage bag in box per donna

vernissage bag in box per donna

Se consideriamo che lo sfuso italiano varca i confini al prezzo medio di 0,70€ il litro forse sarebbe il caso di fare qualche riflessione e lavorare alla qualificazione della vendita al dettaglio del vino sfuso. Non è escluso infatti che esista la possibilità commercializzare, dei vini di medio livello, in bag in box oppure attraverso le vinerie, con un rapporto qualità prezzo che li rende interessanti sia per chi produce che per chi consuma.

Negroamaro essenza del Salento

Ignazio Anglani ci accompagna a scoprire le cantine e le virtù del Negroamaro vitigno versatile e appagante che rispecchia il Salento e i salentini

Negramaro  gruppo musicale

Negramaro gruppo musicale

Da alcuni anni si parla molto di Negroamaro, sia per il noto gruppo musicale, sia per i tanti turisti che il Salento sta richiamando, sia per i tanti salentini sparsi per il mondo che da buoni meridionali con le radici ben piantate, ovunque vivano portano i prodotti della proprio terra: vino Negroamaro, caffè Quarta e olio!
Il legame fra Salento e Negroamaro è indissolubile, alto o basso Salento, costa Adriatica o Jonica, in purezza o in blend con Malvasia nera di Lecce o Brindisi, o Montepuliciano, o con vitigni

Negroamaro vigneto Cantine Due Palme

Negroamaro vigneto Cantine Due Palme

internazionali, stili moderni o stili tradizionali … il Negroamaro è sempre il vino salentino per antonomasia, nelle vene dei salentini scorre negroamaro al ritmo di pizzica … o è il negroamaro che aiuta a ballare per notti intere la pizzica? Per capire meglio queste cose bisognerebbe venire in Puglia, nel Salento a visitare le tante piccole sagre, ma anche grandi eventi tradizionali come la Notte della Taranta, o quelli nuovi come il Negroamaro Wine Festival.

Francigena una via per viaggiare con l’anima

I Lions diventano supporters dei pellegrini che percorrono la storica strada da Canterbury a Roma. Consegnato il totem al Lions Club Montalcino La Fortezza

Via Francigena Totem Lions Club Montalcino La Fortezza

Via Francigena Totem Lions Club Montalcino La Fortezza

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nel medioevo le strade romane andarono in rovina, ponti crollati, buche, frane …ben presto diventò impossibile percorrerle con i carri. Poi l’ostilità fra longobardi e i bizantini complicò la viabilità e diventò impossibile andare da Firenze a Bologna. Per questo, intorno al VIII secolo, nacque un percorso alternativo che lasciava le vie consolari a Nord di Siena e andava verso Luca traversando l’Appennino in direzione di Piacenza per poi saliva verso i valichi alpini. Si trattava di sentieri, spesso piuttosto stretti e anche non lastricati, che venivano chiamati  via Francisca, Romea o Franchigena perché portavano in Francia.

Pellegrini in cammino sulla Via Francigena

Pellegrini in cammino sulla Via Francigena

Passavano eserciti, mercanti, sovrani ma soprattutto pellegrini desiderosi di salvare l’anima con un viaggio verso la tomba di San Pietro. La prima testimonianza scritta è del 990 quando il Vescovo Sigerico andò da Cantembury a  Roma per ricevere il “pallium” segno del suo ministero. Indicò nel suo diario le 79 tappe del percorso che oggi vengono prese come indicazione per il pellegrinaggio moderno.

Una strana coppia all’ inaugurazione di Expo

Marzia Morganti enogastronoma di lunga esperienza, Niccolò Tempestini ex nazionale di Rugby e new entry del giornalismo  alla conquista dell’Expo

Monumento dedicato al vino

Expo Monumento dedicato al vino

Scritto per Donatella Cinelli Colombini da Martecomunicazioni 

L’odore è quello del cemento fresco e del legno appena tagliato, il colore quello dell’arcobaleno come il padiglione dell’ Ecuador e i costumi del Turkmenistan, il sapore sarà quello del cibo del mondo. Sì sarà perché almeno il primo giorno diversi ristoranti nei padiglioni non erano ancora pronti a conquistare i visitatori di Expo 2015 con i loro cibi. Poco male c’è sempre Eataly e Mac Donald, dove invece tutto era pronto. La prima sorpresa è stata la facilità con la quale si arriva ad Expo almeno da Firenze, Eurostar diretto, che ti scende a poche centinaia di metri dall’ingresso, trovato

Expo2015 Albero della vita

Expo2015 Albero della vita

libero e passati dai tornelli senza neanche un minuto di sosta. L’emozione di essere finalmente ad Expo ti prende ancora prima di arrivare quando il treno costeggia parte dei 6 km di rete perimetrale che racchiude i Padiglioni lasciandoli intravedere.

                                                                       
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