Vino, studi, news, gossip

Vicini indesiderati al ristorante

Parto da un post del blog Dissapore una riflessione semiseria sui 7 vicini di tavolo più indesiderabili e sulla tecnica per evitarli

Bambini che urlano al ristorante

Bambini che urlano al ristorante

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Quella che segue è la mia classifica dei 7 vicini di tavolo in grado di rovinarti la serata. Unisco qualche consiglio: evitare il sabato sera o la domenica a pranzo che sono i momenti in cui il rischio di incontri indesiderati sale vertiginosamente. Se vedete un tavolo per 8 o più persone scegliete un’altra sala. Puntate su ristoranti dove la sostanza prevale sull’apparenza e l’ottima cucina si accompagna alla sobrietà degli arredi. Quando trovate il ristorante che vi fa stare bene smettete di cercare e instaurate un buon rapporto con il gestore, sarà lui a difendervi, in futuro, brutte sorprese.

7) I sedicenti ricchi desiderosi di farsi notare. Griffati dalla testa ai piedi, hanno borse, profumi, taglio dei capelli fatti in modo da essere notati. Poi fanno in modo di essere al centro dell’attenzione con telefonate, viaggi avanti e indietro per fumare, richiesta di cibi che non sono nel menù.

Philippe Daverio colto, raffinato simpatico e vinoso

Le Donne del vino premiano Philippe Daverio come uomo dell’anno 2014 e lui ricambia con una conferenza frizzante esaltando vino e la danza di tacco

Philippe Daverio Anna Pesenti Elena Martuscello

Philippe Daverio Anna Pesenti Elena Martuscello

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Varcando la soglia dell’imponente Palazzo Venezia a Roma vengono in mente i documentari storici sul fascismo e l’occhio sale alla loggia da cui sembra di sentire la voce di Mussolini …. mamma mia che fantasmi ci sono qua dentro! Ora gli inquilini sono cambiati, ci sono le opere d’arte del Museo Nazionale – fra cui un frammento del Beato Angelico e un ritratto di Giorgione – e la Biennale dell’antiquariato con oggetti da miliardari. E’ in questa cornice che le Donne del vino presiedute da Elena Martuscello festeggiano l’uomo dell’anno 2014 Philippe Daverio. Il grande Philippe ha firmato una cinquantina di libri, assessore a Milano, professore a Palermo, curatore di mostre,

Museo nazionale di Palazzo Venezia

Museo nazionale di Palazzo Venezia

programmi Tv ha un curriculum di attività da far rabbrividire ed ora eccolo al centro delle Donne del vino – 670 socie fra produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte – che hanno fatto di lui il 4° “Uomo dell’anno” dopo Bruno Vespa e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni.
Ed eccolo qui davanti a noi, il critico d’arte, intellettuale raffinato e intransigente, innovatore e anticonformista che arriva vestito color vino; gilet e pantaloni bordeaux, giacca a righe color prugna, camicia rigata con colletto bianco e inevitabile papillon. Lo riconosceresti fra mille!

Un turista su tre porta a casa un souvenir enogastronomico

Bottiglie di vino, salumi, formaggi, olio extravergine il primo export dell’agroalimentare italiano … è nelle valige di 18 milioni di visitatori esteri

Formaggi

Formaggi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ormai è evidente: cibi e vini sono le star della nostra offerta turistica! Sono al secondo posto, dopo l’arte, fra le attrazioni dell’Italia e in cima alla lista delle cose gradite di chi riparte dal nostro Paese. Un apprezzamento che si estende anche ai vacanzieri italiani e vale, nel 2013, la cifra enorme di 11,7 miliardi di Euro, il 16% di tutta la spesa turistica.

Salumi sardi

Salumi sardi

Oltre a pasti e spuntini tipici che, se accompagnati da spiegazioni, assumono il carattere di esperienze culturali al pari della visita ai musei, c’è poi lo shopping turistico. Per il visitatore l’acquisto di prodotti locali mira a prolungare l’esperienza di viaggio portando a casa un pezzetino autentico dei luoghi, quasi un simulacro delle emozioni vissute. Comprando alimenti tipici il piacere può essere condiviso con altre persone e accreditare il racconto del viaggio, per questo è apprezzato da un crescente numero di turisti come ha sottolineato Cronache di gusto, in un recente delizioso post.

Il grasso grosso matrimonio indiano in Puglia

Il matrimonio indiano da 10 milioni di Euro di Ritika e Rohan a Borgo Egnazia è una sfida o un inizio?  Troppo vistoso, troppo visibile, troppo troppo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombin 

Uno show di 3 giorni in cui la ricchezza indiana è stata ostentata a Fasano vicino, ma proprio vicino (40 km), a Brindisi dove ha stazza il Battaglione San Marco dei due fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Viene da chiedersi se sia un caso oppure un modo per far capire i rapporti di forza.

matrimonio indiano allestimenti

matrimonio indiano allestimenti

La nuova India vuol farsi conoscere, è quella che ha studiato a Harvard, guida imperi industriali e arriva in Italia con il proprio jet. E con 800 invitati (il 20% del PIL indiano), 700 fra guardie del corpo, accompagnatori e interpreti … e poi 100 sarte 15 parrucchieri, 15 truccatori, 100 hostess pugliesi in sari tradizionale indiano, 2 elefanti per trasportare gli sposi …. Come dire <<attenti perché gli indiani non sono mica tutti braccianti agricoli e addetti alle stalle di maiali. Cominciate a adattarvi al nostro stile perché stiamo arrivando!>>.
Un dubbio che fa riflettere e apre scenari futuri di profondo cambiamento nella nostra Italietta che sprofonda nella crisi.

Sei un phubber che usa il telefonino anche a tavola?

Tempi duri per chi scrive sul telefonino mentre è al ristorante oppure si nasconde in bagno per connettersi. Contro di loro dall’Australia lo Stop Phubbing

say no tu phubbing

say no tu phubbing

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Basta telefonini durante i pasti, a scuola o durante le cerimonie se non volete finire sbeffeggiati a livello mondiale su internet come è successo a Elton John, David Furnish e Victoria Beckham oppure a quella sposa americana con lo smartphone dentro il reggiseno che lo ha tirato fuori per rispondere durante la cerimonia. Non si tratta solo di dipendenza ma anche di educazione e di rispetto per il prossimo! Il bon ton dello smartphone parte dall’Australia e usa proprio la rete per mettere in ridicolo chi non riesce a staccarsi dalla tastiera per stare con gli altri. In Inghilterra li chiamano phubber e sono un terzo della popolazione; quella terrorizzata dall’idea di essere “disconnessa” che snobba le persone intorno in favore dello smartphone.

Nuove star dell’enoturismo: Alentajo Okanagan Maipo Croazia

Vince la voglia di novità ma anche la buona accoglienza: ristoranti, alberghi, spiagge …. ora più che mai un vino eccellente non basta più

zambujeira-alentejo

zambujeira-alentejo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La classifica delle wine destination scelte dai lettori di “USA Today”, il quotidiano  più diffuso in America, segna il definitivo superamento delle classifiche imperniate sul prestigio del vino. Spariscono i mostri sacri come Bordeaux e lo Champagne oppure le destination troppo massificate come l’Alsazia. Le nuove mete degli amanti del vino sono luoghi molto attrezzati per l’accoglienza oppure ancora non toccati dal turismo. Ecco la top 10 wine region to visit: Alentejo – Portogallo, Okanagan Valley-British Columbia, Maipo-Cile, Malborough- Nuova Zelanda, Croazia, Napa Valley, Toscana, Oregon, Hunter Valley-Australia, Virginia.

Alentejo-carroca-tipica

Alentejo-carroca-tipica

Dopo il terremoto che ha sovvertito le gerarchie, resiste in classifica solo la Toscana aggrappandosi al 7° posto. Un gran numero di città d’arte, vini di fama internazionale, eventi, buoni ristoranti, la possibilità di soggiornare in ambienti storici, piatti tipici, bellezza del paesaggio … sono uno dei grandi punti di forza, ma basteranno nel futuro?

Se infatti andiamo a vedere i dati sul turismo ci accorgeremo che l’Italia sprofonda: -4,3% sul 2012 nelle presenze (notti) e -2% nei consumi turistici. E dire che questo comparto economico potrebbe essere il motore del Paese! La Toscana se la cava meglio del resto del paese e riesce a compensare la contrazione dei turisti italiani con l’aumento degli stranieri per cui le presenze eguagliano quelle dell’anno precedente (dati IRPET).

Cosa mangiano i potenti

Nel piatto dei grandi del mondo: la Regina Elisabetta non ama gli spaghetti, Obama le barbabietole, mentre la Merkel preferisce la cucina tradizionale tedesca

Queen Elizabeth a tavola

Queen Elizabeth a tavola

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un delizioso pezzo di TGCom24 poi sviluppato da WineNews ci rivela gli ultimi gossip sulle tavole dei potenti del mondo. E le curiosità sono davvero tante. Il presidente Russo Putin ha un assaggiatore che lo difende dai cibi avvelenati come Caligola e Hitler. Non è un buon segno e rivela tutta la tensione del momento politico. Per la Regina Elisabetta le attenzioni sono d’altro genere: non le

Angela Merkel

Angela Merkel

piacciono i cibi piccanti, i crostacei, i cibi orientali e gli spaghetti. Pasteggia con acqua e prima di cena gradisce un gin. Il Principe consorte Filippo invece preferisce la birra al vino.
Barack Obama è un supporter della cucina italiana, ama la birra artigianale ed ha comprato personalmente l’apparecchiatura per fabbricarla alla Casa Bianca usando il miele delle arnie di sua moglie Michelle. Il risultato è talmente buono che il presidente la offre spesso ai suoi ospiti. Sulla sua tavola è bandita la barbabietola rossa che non digerisce mentre abbondano gli ortaggi del suo orto.
François Hollande ha riportato sulla tavola dell’Eliseo i formaggi che il suo predecessore Sarkozy aveva eliminato con grande imbarazzo dei cultori della gastronomia francese. L’attuale Presidente ama gli hamburger e detesta il caviale, le aragoste e i tartufi.

Viaggio nell’Umbia dove il vino diventa arte

Il Museo del Vino a Torgiano insieme a Maria Grazia Lungarotti e il Carapace unica architettura dello scultore Arnaldo Pomodoro

Donatella Cinelli Colombini Maria Grazia Lungarotti, Teresa Severini Lungarotti

Donatella Cinelli Colombini Maria Grazia Lungarotti, Teresa Severini Lungarotti

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nella terra dei Santi, dei pittori e dei mercanti medioevali, dove i paesi come Spello, Norcia, Bevagna sembrano dei sogni gotici … c’è un mondo di grandi vini, di prelibatezze gastronomiche e bellezze culturali che fanno sgranare gli occhi e soprattutto aprire la bocca.
Eccoci con l’Union Européenne des Gourmets di Siena e della Toscana capeggiata da Alessandro Bonelli alla scoperta dell’Umbria più inebriante. Prima tappa Torgiano nella cantina Lungarotti dove rimaniamo affascinati dalle bottiglierie antiquarie, una segreta di cui neanche la nostra guida ha la chiave. Ci saluta Chiara Lungarotti giovane bella manager della cantina creata dal padre Giorgio. A

Carapace interno

Carapace interno

Torgiano, nel Museo del vino, ci aspetta Maria Grazia Lungarotti, la più grande Donna del vino italiana, personaggio leggendario per cultura, capacità d’innovazione e coraggio. Ci raggiunge anche Teresa Severini Lungarotti per sancire un’accoglienza davvero impressionante. Teresa è il nuovo Assessore alla Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia. E’ visibilmente stanca ma affascinata dalla sua nuova esperienza di amministratore, la capisco benissimo, eh come la capisco. Nel museo scopriamo capolavori, storie e tradizioni in un percorso storico senza eguali nel mondo. L’ho visitato tante volte e sempre lo trovo più ricco.

A Napa Valley c’è stato un terremoto sopra e sotto terra

La scossa di terremoto più forte in 25 anni magnitudo 6.0 con epicentro a sei miglia da Napa e la serrata contro le nuove cantine che fa tremare gli investitori

Napa Valley terremoto in cantina

Napa Valley terremoto in cantina

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il terremoto è avvenuto la notte del 24 agosto ed è durato 4 secondi. Napa Valley è a circa 50 km a Ovest della celebre faglia di Sant’Andrea quella in cui si aspetta il “big one” il terremoto più grande e definitivo che distruggerà tutto. Una faglia così enorme da avere una serie di ramificazioni, una delle quali si è parzialmente mossa spostando di 10 cm il suolo in direzione dell’epicentro. A Napa cercano di farsi coraggio << se fosse successo dopo la vendemmia sarebbe stato peggio>>. In effetti, dopo il primo momento di disperazione, i produttori della zona vinicola più importante degli Stati Uniti, si sono accorti che le barrique erano rotolate a terra senza rompersi … quasi tutte. Nate per viaggiare, su carri e velieri con il vino dentro, le barrique si sono rivelate anche antisismiche.
Ma non è l’unico terremoto a Napa Valley.

Dall’antico sale di Gozo al ristorante stellato temporaneo

Malta fra passato remoto e futuro prossimo le saline romane di Marsalfon e Aziamendi 100 un ristorante per soli 100 giorni con il più giovane 3 stelle Michelin

Sale di Gozo

Sale di Gozo

Visto per voi da Ignazio Anglani
I protagonisti del viaggio a Malta sono, insieme a me, Violante Gardini Cinellicolombini Jr Elena Fucci e il suo fidanzato Andrea.
Le saline di Marsalforn sono sull’alta scogliera di Gozo davanti alla Sicilia. Sarà stato per il tramonto, sarà stato perché le immaginavamo diverse, ma queste saline mi hanno emozionato.
Sono nate all’epoca romana, quando arrivò qui San Paolo durante il suo viaggio verso Roma. Le più antiche sono pozze naturali ampliate dall’uomo nella roccia calcarea, poi ci sono quelle più moderne di forma più regolare con vasche quadrate collegate da canali. Alle spalle un paesaggio quasi desertico e di fronte l’immensità del mare … qualcosa di grandioso e veramente toccante. Abbiamo assaggiato il sale direttamente dalle vasche scoprendolo ricco di minerali, più dolce di quello comune e soprattutto molto più salutare.
C’è un vecchietto simpatico che vende sacchetti di sale gozitano , si fa selfie con noi e ci racconta la storia sua e delle saline. Con lui visitiamo la grotta dove conserva il sale e dove, da sempre, lavora la sua famiglia. La raccolta del sale avviene due volte l’anno -a giugno e a agosto- ed è completamente manuale. Lui è una delle tre persone che continuano la tradizione millenaria di queste saline, quasi un archeologo del sale.

Il mito dei Domaine de la Romanée-Conti si tinge di giallo

Passeggiando fra i miti ed i climat dei Domaine de la Romanée-Conti e della Borgogna fra tentativi di avvelenamento, amanti di re e prezzi da capogiro
Di Ignazio Anglani

Romanée Conti Albert de Villaine

Romanée Conti Albert de Villaine

I proprietari di Romanée-Conti Aubert de Villaine e Henry-Frédéric Roch, ad inizio 2010, ricevono in un cilindro la mappa dei vigneti dei Domaine e la richiesta di un milione di Euro per non avvelenarli. Inizialmente non danno peso alla cosa. A metà gennaio ricevono una seconda lettera, uguale alla prima, con l’indicazione di due viti avvelenate.

Iniziano le indagini e si scopre che il colpevole della truffa è un pregiudicato, Jacques Soltys, che in carcere, aveva elaborato questo piano. Per fortuna viene arrestato prima di metterlo in atto, ma purtroppo si suicida in carcere. Dalla vicenda è nato un articolo su Vanity Fair e un libro “Shadows in the Vineyard” di Maximillian Potter appena uscito.

Romanée Conti ha un passato lungo e suggestivo, in cui ci sono episodi mitici e non solo criminali. Le legioni romane portarono le viti in Borgogna, furono poi i monaci della Abbazia di San Vivant, dal 900, che divisero i vigneti in climat, fra cui il Cros des Cloux di 1,8 ettari, che nel 1631 mutò il suo nome in Romanée per la discendenza romana.

Zinfandel perchè non primitivo o Tribidrag?

L’ingarbugliata origine e l’ancor più sbalorditiva comunicazione dello Zinfandel californiano che in USA chiamano Zin e considerano assolutamente locale

Paso Robles Zinfandel

Paso Robles Zinfandel

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il video intitolato Zinfandel Paso’s Wine e visibile in Wine Searcher, inizia con un panorama con vigneti e la scritta “da qualche parte in Toscana”. Un tizio in abito tirolese suona una specie di tarantella con la fisarmonica e poi arriva il produttore vestito di bianco che dice <<guarda questo panorama italiano e questa bellissima donna e guarda questo vino – primitivo, un vino italiano – con lo stesso DNA dello Zinfandel? Forse, ma io non sono italiano, questa non è mia moglie e questo non è il mio vino>> poi butta via il bicchiere di vino, che aveva in mano, e si allontana. La scena successiva è in una stradina di campagna. Lo stesso produttore dice di essere in Croazia, indossa la maglia di una squadra di calcio croata, poi arrivano i suoi amici tifosi che gli danno una bottiglia di vino, Crljenak Kastelanski e lui si chiede << geneticamente come lo Zinfandel? Forse, ma io non sono croato, questa non è la mia squadra e questo non è il mio vino >>. Butta via tutto e se ne va. Ultima immagine. Finalmente il nostro eroe è in California, cammina nel vigneto e si esibisce colpendo la palla con la mazza da baseball, ci presenta sua moglie e brinda con grande orgoglio << Zinfandel a personal wine!>>.
Al di la dei pastrocchi sulla geografia italiana, il messaggio è chiaro: anche se il DNA corrisponde a vini europei lo Zinfandel è autenticamente californiano. Della serie <<diffidate dalle imitazioni!>>.

Altro che “Marcellino pane e vino”: il vino e il cinema americano.

Dallo spunto di un interessante articolo di Raphael Schirmer dell’American Association of Wine Economists, una riflessione sull’influenza del cinema sul vino, e viceversa.

Letto per voi da Bonella Ciacci

cinema e vino

cinema e vino

Per noi italiani, e per molti europei in generale, essendo il vino una tradizione consolidata, non sorprende più di tanto vedere un personaggio di un film o di un telefilm sorseggiare vino. Ma negli Stati Uniti, patria incontrastata del grande cinema e delle produzioni più importanti, le cose sono notevolmente cambiate da 80 anni a questa parte. Dall’epoca del Proibizionismo a film come “Sideways” o “Un’ottima annata”, non si può non notare come la cultura del vino e l’approccio verso di esso sia proprio ribaltato. Ma è la vita reale ad influenzare il cinema o il cinema ad influenzare la vita quotidiana?

Come riporta l’articolo del Wine Economists, gli Stati Uniti oggi sono il primo

Grande-Gatsby-Francis-Scott-Fitzgeraldremake-01

Grande-Gatsby-Francis-Scott-Fitzgeraldremake-01

stato in termini di consumo del vino e il quarto in termini di produzione, ed è un aspetto che è impossibile non si rifletta anche sulle sue produzioni cinematografiche, che sono specchio della società che rappresentano. Infatti, film come Il Grande Gatsby, dove si mostrava l’alta società americana, con le sue contraddizioni e le sue trasgressioni, con calici di champagne durante le feste mondane, rappresentava come in negli anni ‘20 (quelli del proibizionismo, tra l’altro) bere vino fosse segno di potere, di successo e di appartenenza ad una classe elitaria esclusiva, che quindi non si perdeva con whisky di contrabbando.

Non è tutto vero ciò che è virtuale

Un cortometraggio su youtube per dimostrare come presentarsi al meglio sui social aiuti ad essere popolari, a costo di mentire. Vale anche per hotel e agriturismi?

Visto per voi da Bonella Ciacci

"What's on your mind" video

"What's on your mind" video

Alcuni giorni fa mi sono imbattuta in un articolo online dell’Internazionale che parla di un cortometraggio che sta spopolando su Youtube (7 milioni di visualizzazioni ad oggi). Il regista Shaun Higton racconta la storia di un uomo che fa una vita un po’ triste, e che si deprime ulteriormente guardando le foto dei suoi amici su Facebook, i quali sembrano invece vivere esistenze idilliache. Così, inizia a fingere, scattando foto fuorvianti e postando commenti che raccontano l’opposto di ciò che gli sta effettivamente accadendo. Tipo quando raggiunge in auto la cima di una collina sopra la città, scende, e con un abbigliamento da jogging si scatta una foto fingendo di aver fatto una lunga ma appagante corsa.

Da lì è scattata una riflessione: quanto la reputazione online è importante anche per le aziende? E soprattutto per le strutture ricettive e i ristoranti, che hanno tra i requisiti principali per essere scelti da un cliente il proprio aspetto e ciò che promettono di dare al cliente? Ad esempio, è notizia di fine maggio, riportata da molti quotidiani, tra cui anche La Stampa, dell’apertura di un’indagine da parte dell’antitrust sulla veridicità delle recensioni sul famoso sito TripAdvisor.

Mercato delle bottiglie autentiche (vuote) e dei vini falsi

Questo è un vero e proprio appello: non aiutate i falsari … le bottiglie vuote importanti vanno conservate o distrutte non vendute su eBay

Lafite bottiglia vuota in vendita su eBay

Lafite bottiglia vuota in vendita su eBay

Di Ignazio Anglani
In questo blog abbiamo parlato di grandi bottiglie contraffatte e del falsario internazionale Rudy Kurniawan, ma vi siete mai chiesti da dove nasce il mercato dei vini falsi?
Eliminando i casi dei grandi imbroglioni con tanto di laboratorio, c’è un mercato di bottiglie di altissimo valore a prezzi che insospettiscono.
Acquistando bottiglie, specialmente in rete, è bene stare molto attenti che i venditori siano ben quotati e che non abbiano feedback negativi, ma spesso questo non basta.
Riconoscere un vino falso può essere molto difficile perché, salvo il liquido, spesso il resto è autentico.
Se cerchiamo su Google e soprattutto su eBay scopriremo un grosso mercato di bottiglie vuote con etichette intatte. Le prime che ho trovato sono uno Chateau Lafite Rothschild 1988 a 50€ e un Grands Echezeaux di Romanée Conti 2001 al prezzo di 35€. Entrambe venivano descritte “con etichette in perfette condizioni”. Se invece andiamo a vedere le quotazioni medie delle stesse bottiglie piene su Wine Searcher le troveremo rispettivamente a 500 e 800€.
Capite bene che se qualche male intenzionato ha voglia di fare business ha vita veramente facile. Per fortuna i tappi sono più difficili da trovare, ma cercando ci sono anche quelli.
Ecco dunque il nostro falsario con la bottiglia perfettamente etichettata che la riempie con un vino dello stesso uvaggio e poi la chiude con un tappo serigrafato. Il grande intenditore che, dopo l’acquisto, decidesse di aprirla penserà ad un vino non in perfette condizioni ma non a una truffa.

                                                                       
Cinelli Colombini
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