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Colpo di fulmine per la Vernaccia riserva

Vernaccia di San Gimignano da incorniciare e da riscoprire: finezza, personalità e armonia superiori al passato; nella versione riserva sbalordisce i Gourmets

Ristorante il Mestolo serata della Vernaccia di San Gimignano

Ristorante il Mestolo serata della Vernaccia di San Gimignano

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per un senese riscoprire la Vernaccia di San Gimignano è come per un esquimese rendersi conto che il ghiaccio è freddo. L’ovvio che hai sempre sotto il naso e dunque non osservi mai con la necessaria attenzione. Succede così che i soci dell’Union Européenne des Gourmets di Siena rimangono sbalorditi di fronte al carattere sontuoso e elegantissimo della Vernaccia Riserva. Complici le spiegazioni di Stefano Campatelli e una ricciola di 15 kg magistralmente cucinata da Nicoletta chef del ristorante Il Mestolo …. i 35 commensali hanno un colpo di fulmine collettivo.
La serata era particolare anche per me con il festeggiamento della mia recente nomina a Cavaliere della Repubblica e il Console Alessandro Bonelli che mi consegna una targa a nome del club.
A completare la mia gioia c’è la presenza di Anna Pesenti Buonassisi giornalista, gastronoma e grande amica.

Le aziende devono imparare a cinguettare

In Italia, ancora poche aziende hanno capito e sfruttato le potenzialità di uno dei social network più importanti, Twitter. Ecco perché conoscerlo meglio.

Letto per voi da Bonella Ciacci

 

Qualche giorno fa il social media strategist ed esperto di personal branding Riccardo Scandellari ha pubblicato un articolo riguardo l’efficacia e risultati che si possono ottenere per le aziende che imparano a sfruttare al meglio il social dell’uccellino blu, Twitter. Prendo spunto dalle sue parole per evidenziare alcuni punti chiave e riportare l’esperienza diretta fatta nell’azienda di Donatella Cinelli Colombini, per la quale lavoro.

“Twitter è il social più difficile da comprendere per chi non ha uno spirito da blogger”, ed ha ragione Riccardo in questa sua affermazione. Soprattutto in Italia, dove il social più utilizzato (e abusato) è Facebook, l’utente medio della rete fatica a comprendere le dinamiche del famoso sito di microblogging. Sì, perché così nasce twitter, come un sito di microblogging, dove quindi lo scopo principale è produrre e postare contenuti, che si racchiudano nei 140 caratteri. Da allora di strada ne ha fatta e le cose sono cambiate, aggiungendo molte funzioni, ma rimanendo comunque sostanzialmente un sito minimal, fatto di sostanza e poco di apparenza.

“L’utente Twitter è maggiormente disposto a cliccare il link contenuto del post e molto più disponibile a ricondividerlo se lo ritiene utile e interessante.”. Questo è l’altro punto chiave che reputo estremamente importante, e che è comunque strettamente legato alla natura principale di Twitter, ovvero un sito che punta sui contenuti. Per un’azienda che punta a costruirsi un’immagine seria e una reputazione importante, è utile mostrare di  non “vendere fumo”, ma dare prova delle proprie competenze, capacità e conoscenze. E’ il problema che sembra evidenziare la ricerca di FleishmanHillard Italia, ripreso dal sito www.franzrusso.it, che ha analizzato nel 2013 la presenza delle aziende vinicole sul web e sui social. Sembra aumentata molto la quantità, ma non la qualità di ciò che viene pubblicato. Non si crea contenuto. Perché accade questo?

I migliori Champagne rosé secondo Tom Stevenson

Lo Champagne rosé è decisamente la bollicina più di modaiola e più cara. Tom Stevenson e Cristiana Lauro ci presentano quelli che reputano migliori

Dom Pérignon Rosé

Dom Pérignon Rosé

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’articolo di Wine Searcher è delizioso e vi invito a leggerlo. Ironico quanto basta, decisamente ben informato e pieno di notizie intriganti.  L’autore è considerato il maggiore esperto mondiale di Champagne con 23 libri e 50 pubblicazioni sull’argomento.

Dunque, lo Champagne rosé, alcuni super esperti non lo

b_jeff_koons_dom_perignon_rose_michel_fainsilber

b jeff koons dom perignon rose michel fainsilber

amano – Jancis Robinson in primis – ma certamente il suo successo pare ormai inarrestabile.
Il primo boom avvenne nel 1989 quando Allan Cheesman selezionò lo Champagne rosé Charbaut per i supermarket Sainsbury’s enfatizzando la notizia che il colore era ottenuto in modo naturale dal contatto fra il succo e le bucce dell’uva rossa e non dal mescolare vini bianche e rossi. Una piccola curiosità che infiammò le vendite. Un successo che, allora, ebbe breve durata e che ha ripreso la sua corsa nel 2004 diventando qualcosa di più di una moda ma un vero e proprio fenomeno commerciale. Oggi tutte le Maison de Champagne hanno un rosé nel loro portafoglio e il 10% della produzione totale è rosa. Ecco che lo Champagne rosé non è più un “capriccio occasionale” e le cantine si sono poste seriamente il problema del miglioramento qualitativo.

Nell’ assaggio le donne battono gli uomini

Questa volta la fonte è scientifica e Drinks Business titola <<E’ ufficiale: per natura le donne sono assaggiatori migliori degli uomini>>

percezioni sensoriali

percezioni sensoriali

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La notizia fa tremare le fondamenta del mondo del vino dove gli assaggiatori delle guide e dei giornali specializzati sono prevalentemente maschili. Esultano le Donne del vino che sulle capacità femminili hanno sempre scommesso. Ma vediamo un po’ meglio da chi arriva quest’ affermazione così rivoluzionaria anche se attesa da tempo. A dirla è Deborah Parker direttore associato del UK Sensory Science Tasting and Research Centre di Westerham  nel Kent. Si tratta di un laboratorio sensoriale che studia approfonditamente le caratteristiche dei prodotti di consumo, li “profila” e propone come modificarli in base al gusto dei consumatori. Insomma è fra quegli

specialisti che, dietro le quinte, costruiscono il gusto dei nuovi prodotti rendendoli più graditi. 

Turismo del vino a Bolgheri con sorpresa

Arriva con l’Arcobaleno d’estate in Toscana e sulla Costa degli etruschi c’è la “Notte Blu”. Parte da qui l’avventura di vino di Ignazio e Violante a Bolgheri
Visto per voi da Ignazio Anglani

Ignazio Anglani e Violante Gardini Davanti a San Guido

Ignazio Anglani e Violante Gardini Davanti a San Guido

Il tour mio e di Violante Gardini (la Cinelli Colombini Jr.) comincia citando il Carducci “Davanti a San Guido” e “I cipressi che a Bólgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar”

Il viale cantato dal poeta c’è ancora e silenziosamente ci affascina. A San Guido, in quelle che sembrano antiche stalle di cavalli (ma il famoso Ribot abitava qui?) ha sede la Strada del Vino Costa degli Etruschi dove c’era una piccola degustazione, o meglio potremmo dire 1 assaggio dei vini della Strada stessa. Esperienza agro-dolce: purtroppo per noi, ma anche per tutti i wine lovers, scopriamo che tenute più famose sono chiuse.

Non abbiamo quindi potuto visitare San Guido dei Marchesi Incisa della Rocchetta, che grazie alla passione per i vini francesi e all’amicizia di Elie de Rothschild ha iniziato ad impiantare vitigni internazionali a Bolgheri ed hanno creato il Sassicaia. Nato nel 1944, fu messo in commercio nel 1968 come vino da tavola ed è diventato ora DOC Bolgheri con la sottozona Sassicaia. Questo vino è stato il primo a battere i francesi con lo stesso uvaggio, è una bandiera della grande enologia italiana.

Era chiusa anche Ornellaia, bella, elegante e sempre pronta verso l’innovazione e la cultura. Un interesse testimoniato anche dalla serie limitata “Vendemmie d’Artista” che dal 2006 propone ai collezionisti bottiglie disegnate dai maggiori pittori e scultori internazionali. Non dimentichiamo che qui nasce uno dei maggiori capolavori vinicoli: Masseto che ha recentemente sbancato le aste dei vini di tutto il mondo.

Guanxi, Xieèxie, Kanpai galateo del wine business in oriente

Bon ton degli affari in Cina, Giappone e Corea, Paesi dove un comportamento corretto significa vendere più vino e instaurare relazioni commerciali stabili

Giappone saluti

Giappone saluti

Di Elena Mazzuoli

Se vi sentite pronti ad affrontare un viaggio di lavoro in oriente soltanto perché sapete di dover mettere la parola “San” dopo il nome del vostro interlocutore, credo sia utile informarsi su alcune piccole curiosità che possono evitare di trasformare la vostra permanenza in un’ interminabile figuraccia.

Cina il numero dei piatti è in relazione con l'importanza dei commensali

Cina il numero dei piatti è in relazione con l'importanza dei commensali

Conoscere la filosofia dello Guanxi può essere un buon punto di partenza.
“Guanxi” letteralmente significa “Relazione”, un concetto importantissimo secondo la export manager di Frescobaldi, Erica Ribaldi.  In realtà si tratta di un concetto più ampio e fondamentale per la cultura asiatica, identificativo dell’importanza di un vero e proprio fenomeno culturale che si basa sulla costruzione di “reti di relazioni”. Noi occidentali, per cultura, vediamo la relazione come un legame tra individuo e individuo, l’ asiatico ha un approccio di una comunità con un’altra comunità. Un sistema di reciproche obbligazioni che porta ogni cinese ad avere attorno a sé un’aurea di contatti – Guanxi-wan- potenzialmente permanenti e legati da una ferrea onorabilità. Ognuno di voi che si recherà in Cina per lavoro dovrà cercare di costruirsi il proprio Guanxi-wan ad esempio organizzando wine dinner mirati, per pochi invitati ai quali concedere di portare un ospite per poter instaurare legami stretti. Creare branding in un mercato così vasto è impossibile, dovete puntare sul rapporto personale!

Bollicine glamour per una Franciacorta scintillante

Una coppa da spumante che si immerge nel ghiaccio una glacette a forma di lingotto per bottiglie dorate …. Ed ecco che lo spumante diventa moda

Bicchiere Living Betella

Bicchiere Living Betella

Di Ignazio Anglani
Il mio amico Edo Mora mi fa da guida nel mondo affascinante della Cantina Lovera Betella dove lo spumante diventa fashion: coppe da immergere nel ghiaccio, bottiglie dorate, astucci in pelle … Grandi vini e creatività, da una giovane e bella realtà produttiva della Franciacorta guidata dai fratelli Alice e Giacomo Betella che hanno appena 30 anni.
Colpisce subito il loro stile ed il packaging innovativo e di impatto. I vini sono divisi in due linee Betella e Betella Gold. La prima con linee più classiche ha astucci rifiniti in pelle che li rendono particolarmente preziosi. La linea Gold è più appariscente e comprende bottiglie dorate e soprattutto molti grandi formati.
Caratteristica di tutti i vini, salvo il millesimato, è l’utilizzo del monovitigno, con uve prodotte nei vigneti inseriti del parco naturale che circonda la Dimora Lovera.
La qualità dei vini è alta, sono complessi, freschi e con dosaggi di zucchero molto bassi che invitano a bere e ribere. La cosa che colpisce maggiormente però sono le confezioni come la bottiglia dorata e il secchiello a forma di lingotto. Quasi una sottolineatura del carattere prestigioso ed esclusivo.

Un pranzo stellato da Ginza Toyoda a Tokyo

Invidiateci! Ecco la cucina giapponese perfetta di Ginza Toyoda che io e Violante abbiamo gustato a Tokyo invitate dall’importatrice Makiko Kohda

Ginza Toyoda Tokyo1

Ginza Toyoda Tokyo1

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ginza Toyoda Tokyo2

Ginza Toyoda Tokyo2

Ecco le immagini di un pranzo indimenticabile in un ristorante di Tokyo con 2 stelle Michelin. Quartiere della finanza, secondo piano collegato all’ingresso con un ascensore minuscolo e delle scale minuscole. Anche la sala è minuscola e minimalista ma super raffinata. Tutto in legno chiaro con il banco di preparazione del cibo a vista.
Lo chef Ginza Toyoda non apre bocca per tutto il tempo del pranzo e taglia il pesce con la concentrazione di un chirurgo, come se fosse

Vi presento Ye Liu Jie la prima sommelier AIS cinese

I corsi da Sommelier AIS sono ormai frequentati da russi, indiani, giapponesi e a Milano il delegato AIS, Hosam Eldin Abou Eleyoun ed è di origine egiziana

Ye Liu Jie

Ye Liu Jie

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ye Liu Jie è la prima sommelier cinese diplomata in Italia dopo aver superato i tre corsi AIS. L’ha scoperta Alessandra Coppola che le ha dedicato un articolo nel “Corriere della Sera” . Il grande quotidiano milanese e il suo blog DiVini curato da Luciano Ferraro propongono aspetti meno consueti del mondo del vino, ritratti e storie capaci di rappresentare l’attualità più vera e importante. Si perché dietro il racconto di persone come Ye Liu Jie c’è la vicenda di tanti giovani immigrati che inventano il loro futuro con tenacia e determinazione partendo quasi dal niente. Storie di quotidianità in cui il vino gioca un ruolo importante e diventa uno strumento di riscatto per giovani di talento.

Cuochi si nasce, ambasciatori di diventa

Sogno, passione e determinazione, 3 storie di giovani chef italiani di successo: Tommaso Gonfiantini, Lorenzo Belli, Alessandro Taddei

Lorenzo Belli

Lorenzo Belli

Di Elena Mazzuoli di MarteComunicazione 

Cuochi si nasce, non c’è che dire! In un Paese come il nostro, con una tradizione gastronomica così ricca e variegata non si può che avere innata la passione per la cucina. Chiunque di noi da piccolo si incantava a guardare la nonna impastare, affettare, rosolare e mescolare. Ma da qui a renderla una vera e propria professione la strada è lunga.
Tommaso Gonfiantini, italiano d’origine indonesiano d’adozione, ci ha raccontato che la curiosità per la cucina, dopo i primi passi mossi nei ristoranti, diventa un vero e proprio amore travolgente che richiedere però determinazione e sacrificio. Un po’ di fortuna poi non guasta mai, l’idea del nuovo concept di ristorante-bar-shop che lo vede impegnato adesso a JaKarta nasce da un’incontro fortunato con una ragazza per le strade di Manhattan. “Non mi sento un ambasciatore delle cucina italiana, mi trovo a contatto con persone di nazionalità sempre diversa e gli indonesiani hanno una cultura completamente diversa dalla nostra. Preferisco dire che le solide basi che mi sono costruito lavorando in Italia, mi sono poi servite per aprirmi ed imparare ogni altro tipo di cucina, non metto il ketchup sulla pasta ovviamente ma voglio soddisfare la voglia di sperimentare cose nuove dei miei clienti offrendo una cucina internazionale”.

Lions Firenze Brunelleschi, tutti insieme appassionatamente

Primo passaggio della campana al Lions Club Firenze Brunelleschi; Carlo Gardini passa la presidenza a Carlo Penna che dedicherà la prossima annata alle donne

Carlo Penna, Carlo Gardini passaggio della campana al Lions Club Firenze Brunelleschi

Carlo Penna, Carlo Gardini passaggio della campana al Lions Club Firenze Brunelleschi

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Firenze Brunelleschi, Passaggio della campana

Firenze Brunelleschi, Passaggio della campana


Finale spumeggiante per l’annata di presidenza di Carlo Gardini e per il primo anno del Firenze Brunelleschi. Un Lions Club di 52 membri che si caratterizza per l’amplissimo arco di età dei suoi soci: da poco più di trenta a oltre ottanta anni. Situazione che spinge i più giovani a invitare i genitori e i più “grandi” a portare i figli con un clima sereno e sempre più simile a una famiglia allargata. Un club on line con un sito e una pagina Facebook sempre attive. Un club affiatato con oltre la metà dei soci che ottengono il riconoscimento per 100% di presenze.
Obiettivo raggiunto dunque per Carlo Gardini, che nel primo anno di vita del club, intendeva unire i soci “con i vincoli dell’amicizia,

Le bontà che puzzano: camembert, tartufi, casumarzu ….

Alcune cose, anche molto buone hanno un pessimo odore ma alcune sono addirittura rivoltanti, eccovi l’elenco delle più schifose

surstromming nel panino

surstromming nel panino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’idea mi arriva da un divertente articolo di Carlotta Girola su Dissapore che descrive i cibi che deliziano il palato ma nauseano il naso. La sua classifica dei 5+1 più spaventevoli comprende: camemebret de Normandie, tartufo bianco (odore di gas), cavolfiore cotto, foie gras che le ricorda il cibo per gatti e surstromming aringa in scatola fermentata a lungo che forse solo gli svedesi riescono a portare alla bocca. A questi si aggiunge, fuori concorso, il puzzone di Moena un formaggio che rispecchia il suo nome.

puzzone di Moena

puzzone di Moena

Forte di questa prima lista ho continuato l’indagine fra le schifezze destinate alla tavola ed ho trovato che esistono delle robe davvero impressionanti, come il kiviaq della Groenlandia. Si tratta di una foca farcita con piccoli uccelli marini che vengono introdotti crudi ancora con le penne e lasciati decomporre per tre mesi. Quando la pelle della foca viene aperta la puzza è impressionate.

Il buono che c’è nel nuovo: il turismo e i social media

Rilanciare un territorio sfruttando una comunicazione nuova, più vicina alle nuove generazioni, dinamica. Ecco cosa è stato il social media tourAlTrasimeno”.

Visto per voi da Bonella Ciacci

depliant e accrediti #AlTrasimeno

depliant e accrediti #AlTrasimeno

Nel fine settimana dal 19 al 22 giugno, ho avuto l’onore (sì, perché per me è stato un onore) di partecipare ad una delle 4 giornate di cui è stato composto il social media tour “AlTrasimeno”. Un evento che ha reso possibile godere delle bellezze di uno dei territori più affascinanti del centro Italia, il lago Trasimeno, ed organizzato da Luca Preziosi e Gil Novello con il supporto di Sviluppumbria S.p.A.
Blogger, instagramer, twistar, e influencer vari sui vari social network si sono radunati nella bellissima cornice del Relais Borgo Torale, tra Passignano e Tuoro per passare i successivi 4 giorni a scoprire vecchi mestieri, antiche tradizioni, oasi naturali e paesini dalle storie fantastiche, che intrecciano storia e mitologia.

Grazie anche agli enti locali, ai sindaci, alle proloco, è stato possibile avere accesso a molte realtà del luogo. Ma niente di esclusivo. Tutto ciò che è stato visitato, fotografato, twittato, postato su facebook…sono cose che tutti possono fare, andare a vedere e goderne. Ma allora a cosa serve direte? Perché avere questa moltitudine di “smanettatori col telefonino” gratuitamente nel proprio laboratorio artigianale, o nel proprio museo, nel proprio agriturismo, o su una delle proprie barche a vela che vengono usate per fare scuola sul lago…?

Le 10 superdonne del vino italiano di Drinks Business

Chiara Lungarotti, Silvia Franco, Francesca Planeta, Daria Garofoli Gaia Gaja Josè Rallo Elena Martusciello Sabrina Tedeschi Cristina Mariani Marilisa Allegrini

chiara-lungarotti

chiara-lungarotti

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’ articolo è di “Drinks Business” un rotocalco britannico web su vino, birra e spiriti fra i meglio informati e autorevoli. Ha uno dei suoi punti di forza nelle classifiche che sforna sugli argomenti più svariati e sempre con spunti interessanti e innovativi. L’autore di questa è Tom Bruce Gardyne un giornalista scozzese super esperto di whisky, ma anche fortemente interessato al vino. Recentemente ha scritto un bellissimo articolo sui vini dell’Etna.

Elena Martuscello

Elena Martuscello

La classifica sulle Top 10 women in italian wine inizia con un commento di tipico umorismo britannico << I giorni in cui il vino italiano era un mondo solo maschile con le donne nello sfondo, nei lavori d’ufficio, stanno finendo con molte figlie che prendono in mano le redini delle cantine di famiglia. Tom Bruce-Gardyne ne elenca 10 che fanno la differenza>>

I Millennials UK come quelli USA bevono solo buon vino

Carpe vinum fotografa il giovane consumatore inglese attratto più dalla storia delle bottiglie che dagli sconti e incuriosito dal  nuovo come i coetanei USA 

Violante e Donatella da Harrods

Violante e Donatella da Harrods

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il Regno Unito è il << principale Paese di importazione al mondo in termini di volumi (760 milioni di litri nel 2013) e il secondo, dopo gli Usa, in termini di valore (circa 3,5 miliardi di dollari nel 2013) >> scrive Fabio Piccoli nel blog “Wine Meridien”. Si tratta dunque di un mercato enorme che compra per se ma anche per rivendere, soprattutto in Asia. La London Wine Fair rispecchia questo orientamento al trade e quest’anno ha presentato con un’indagine sul più giovane segmento dei consumatori, quello sotto i 35 anni – la così detta generazione Y o millennials – scoprendoli infedeli, curiosi e propensi a spendere. L’analisi è stata realizzata da “Wine Intelligence” su un campione di 4.000 utenti e si intitola “Carpe vinum”.
Il 56% dei sudditi di Sua Maestà consuma vino almeno una volta al mese ma con delle differenze nette fra le persone sopra e sotto i 35 anni. Gli adulti si orientano su bottiglie fra le 5 e le 6 Sterline mentre i più giovani arrivano a 8 “prezzo scaffale”. E’ una differenza sostanziale e sostanziosa visto che, nota sempre Fabio Piccoli, in UK il valore medio del vino importato dall’Italia, nel 2013 << è stato di 2,05 Euro/litro, il prezzo più basso per i nostri vini tra i primi 15 mercati mondiali>>.

                                                                       
Cinelli Colombini
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