Vino, studi, news, gossip

Toscana o savana? Storie di lupi e pipistrelli

163.000 caprioli, 180.000 cinghiali, 8.400 daini in una Toscana che somiglia sempre più alla savana africana e poi ci sono lupi, volpi, cervi e mufloni

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

lupo-in-toscana

lupo-in-toscana

La Toscana letteralmente pullula di animali selvatici per cui anche la circolazione stradale, di notte in campagna, prende la forma dell’avventura. Vivere, lavorare e persino restaurare edifici antichi è sempre più difficile a causa una difesa della fauna selvatica che va oltre ogni buon senso e, come tutti gli eccessi, produce delle reazioni sopra le righe.
E’ il caso dei lupi che da mesi assaltano i greggi del Sud della Toscana. Migliaia di pecore sbranate o ferite da lupi sempre più feroci, danni per un milione e mezzo di Euro e i greggi del Monte Amiata dimezzati. Di fronte a istituzioni che si concentrano sul censimento dei capi e non mettono in atto un serio piano di catture, gli allevatori sono passati all’azione uccidendo i lupi a fucilate e esponendo le spoglie nelle piazze di Roccalbegna, Saturnia, Semproniano, alle porte di Grosseto … Una provocazione oltre che una risposta rabbiosa di chi non sa più cosa dire per ottenere un intervento istituzionale efficace.

EnoLions il primo concorso di vino con una giuria di giovani

Una rivoluzione, nel mondo del vino! EnoLions designerà il vino italiano più vicino al gusto dei giovani a fianco di un progetto sul bere consapevole

Enolions

Enolions 2014

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Una giuria di enologi, giornalisti e sommelier con meno di 40 anni per il primo concorso di vino orientato sui giovani. E’ organizzato dal Lions Club International, l’associazione di service più grande del mondo, che, nel distretto 108 LA Toscana, terra di grandi vini, intende sostenere il bere responsabile e contrastare l’abuso d’alcool fra i giovani. Ecco che il Governatore Fiorenzo Smalzi ha affidato a Piero Fontana e a Luciano Bandini la creazione di un progetto che guarda ai giovani per spingerli a bere poco e bene. Collaborano a EnoLions Assoenologi e Associazione Italiana Sommelier.
Il 2 marzo 2014, nella splendida cornice della villa medicea “La Ferdinanda” di  Artimino (Prato), EnoLions riunirà i giovani esperti chiedendo loro di scegliere il vino più buono. Le commissioni, ciascuna di 7 membri – 4 enologi, 2 sommelier ed 1 giornalista – assaggeranno bottiglie rese anonime da un notaio, sulla base del rigido protocollo dell’ ”Union International des Oenologues”. Le cantine interessate a concorrere dovranno spedire adesione e bottiglie entro il 15 febbraio come indicato dal Regolamento pubblicato all’indirizzo Enolions:  www.enolions.it

Le 327 piccole denominazioni di vino devono sparire?

76 denominazioni imbottigliano il 92% del vino DOC-DOCG e c’è chi chiede di concentrare gli sforzi promozionali su queste e sui mercati maggiori

 

Carlo Flamini

Carlo Flamini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Carlo Flamini, direttore de “Il Corriere vinicolo” organo di stampa dell’Unione Italiana Vini maggiore confederazione degli industriali del vino ci propone un articolo intitolato “Tempo di scegliere” con un duro attacco alle piccole denominazioni. Il punto di partenza è il resoconto di Valoritalia più importante ente certificatore dei vini italiani, sull’attività 2012-13. Proiettati su scala nazionale i dati Valoritalia ci mostrano una

Riccardo Ricci Curbastro

Riccardo Ricci Curbastro

concentrazione del 92% delle bottiglie Dop in 76 denominazioni mentre alle restanti 327 sarebbe riferibile solo l’8% dell’imbottigliato con una media di 3.000 hl pari a 40.000 bottiglie ciascuna. Questi numeri conducono il direttore del “Corriere vinicolo” a una riflessione sulle 10 denominazioni –vitigni maggiori << che hanno bucato i mercati, consentendo la sostenibilità dell’intero settore. E’ tempo di riconoscere laicamente la situazione e di mettere in grado le aziende che li producono di avere strumenti di promozione efficaci e mirati>> In altre parole si chiede di concentrare le risorse OCM secondo un nuovo criterio che privilegi le regioni, le denominazioni e i vitigni più forti: Prosecco, i due Chianti, Montepulciano, Asti, Moscato, Soave, Valpolicella e Toscana IGT, Sicilia, Terre di Sicilia, vini a base di Negroamaro e Primitivo.

Ancora zucchero nel vino in Francia

Non contenti di zuccherare i loro mosti al Nord i “cugini” d’Oltralpe vorrebbero mettere saccarosio anche nella Languedoc-Roussillon

zuccheraggio dei mosti in Francia

zuccheraggio dei mosti in Francia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il nostro eroe è il Prefetto del Languedoc Roussillon Pierre de Bousquet che ha vietato l’uso di zucchero nei vini senza indicazione geografica, della sua regione. Si trattava di tipologie simili ai nostri vini da tavola che, forse a causa delle piogge abbondanti, nell’ultima vendemmia avevano un deficit di maturazione. La richiesta di 462 cooperative e lascia immaginare dell’uva di cattiva qualità dalla quale si intendono comunque ottenere vini capaci di essere esportati. Ci vuole del coraggio, secondo me!
Il Prefetto ha comunque autorizzato l’uso di mosti concentrati, una soluzione più naturale che mantiene il vino interamente fatto con uva. Ma ai vignaioli delle cantine cooperative non è andata bene questa decisione e hanno reagito con polemiche feroci accusando le autorità ( che invece si basavano sui dati del DRAAF – Direzione Regionale dell’alimentazione Agricoltura e Foreste) di discriminare il Sud rispetto alle zone settentrionali dove è autorizzato lo zuccheraggio.

Giocatrici di rugby e vini di Bordeax: nude alla meta

Le giocatrici di rugby di Bordeaux nude fra tini e grappoli. Un modo trasgressivo e divertente di unire vino, sport e femminilità che piace anche a Intravino

janvier Le Lionnes de Bordeaux

janvier Le Lionnes de Bordeaux

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Finalmente rotta la storica alleanza fra il rugby e la birra. Il merito è delle Lionnes de Bordeaux e del loro calendario 2014 dove appaiono nude fra tini e grappoli. Nel calendario, dice Hélène, la seconda linea della squadra <<les Lionnes se dévoilent et se mettent à nu autour de verres de vin. » Finalmente!
Il calendario dei giocatori di rugby nudi è ormai un classico. I maschietti muscolosi dall’ aspetto rude sono unanimamente considerati dei sex symbol e, da persone generose, si prestano volentieri a “dare il loro corpo” per cause nobili come il calendario del Siena Rugby contro le discriminazioni. Ma la novità di quest’anno è il gran numero di calendari di giocatrici di rugby donne nude. Quelle di Siena hanno affiancato i maschietti della stessa squadra, le colleghe dell’ Università di Oxford (fra i primi 10 atenei al mondo) si sono fatte fotografare nude per finanziare la ricerca sulla salute mentale, mentre le Lionnes de Bordeaux propongono un calendario eno-rugbistico che è finito su tutti i giornali francesi.  

Dare buca, una pratica che sta dilagando

Telefonare all’ultimo momento in hotel o agriturismi cercando l’occasione più conveniente e prenotare più camere in varie strutture per avere più opportunità

prenotazione telefonica a trabocchetto

prenotazione telefonica a trabocchetto

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Va premesso che gli italiani sono restii a usare le carte di credito e, soprattutto se viaggiano poco, hanno un autentico terrore a rivelare i numeri della loro VISA per confermare la prenotazione di pernottamento.
Altra cosa che va premessa è la crescente tendenza a prenotare con solo con uno o due giorni di anticipo anche per capodanno, Pasqua o ferragosto, cioè per gli appuntamenti top del turismo italiano. Fino a un’anno fa questa tecnica consentiva infatti ottimi affari con gli sconti last minute. Poi alberghi, campeggi, affittacamere hanno iniziato a comportarsi come le compagnie aeree: più tardi prenoti, meno posti rimangono e più sale il prezzo.
Insomma aspettare fino all’ultimo momento non conviene più anzi!
Ecco allora spuntare una nuova tecnica tesa a recuperare il tempo e le telefonate usate nella ricerca dell’occasione migliore. Il nostro turista evita le agenzie on line tipo Expedia, Go, Trivago, Booking perchè gli chiedono di pagare parte o tutto il soggiorno in anticipo con la carta di credito e punta al fai da te.

Francesco Ricasoli il Barone rampante di Brolio

Francesco Ricasoli riceve la cittadinanza onoraria di Gaiole in Chianti e si batte per il “ grande Chianti” facendo un solo comune di Gaiole, Radda e Castellina

Bettino Ricasoli e Francesco Ricasoli

Bettino Ricasoli e Francesco Ricasoli

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

<<Mi ha commosso>> ha detto Francesco Ricasoli con la sua consueta semplicità e schiettezza, ricordando come lui è nato <<proprio nel castello di Brolio 57 anni fa>>. Che bella persona questo barone toscano sorridente e pronto alla battuta al quale la municipalità di Gaiole in Chianti ha conferito la cittadinanza onoraria per aver riportato Brolio agli antichi splendori investendo nonostante la crisi. E che investimenti! La nuova tinaia costata oltre 6 milioni di Euro, la conclusione dei reimpianto dei 240 ettari di vigneto, il museo che quest’anno ha accolto 40.000 turisti … Insomma , sembra un

Brolio bariccaia

Brolio bariccaia

tranquillo aristocratico di campagna ma in realtà ha la grinta del grande imprenditore, anzi è proprio un Barone di ferro come il suo antenato Bettino Ricasoli Ministro dell’Agricoltura, poi Primo Ministro d’Italia e creatore del vino Chianti come lo conosciamo oggi.
Francesco Ricasoli è una persona affabile e estremamente spiritosa. Ricordo una notte a Verona dopo una cena di gala di quelle che esci sotto la pioggia con le scarpe eleganti senza ombrello e senza taxi. Ci incamminammo a piedi finché avvistammo mia figlia Violante che era riuscita a trovare un Taxi. Francesco si piazzò in mezzo alla strada per bloccarlo e letteralmente ci infilammo tutti dentro con Francesco che neutralizzava le proteste dell’autista con delle battute esilaranti che aggravarono la situazione già precaria dei cinque sul sedile di dietro. Quando arrivammo al mitico Hotel Ramada dove alloggiamo tutti durante Vinitaly, dissi a Violante << sai la zia di Francesco Ricasoli è la Regina del Belgio>> e lei diventò rossa come un peperone per essersi sganasciata dal ridere mentre era appollaiata sulle sue ginocchia.

Sono Champagne i marchi del vino più forti

Sul podio Moet et Chandon, Don Pérignon, Veuve Clicquot. Tra i primi 20 brand mondiali del vino nessun italiano ma quasi solo colossi francesi e statunitensi

Moet et Chandon 1

Moet et Chandon 1

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La classifica arriva da Intangibile Business, viene pubblicata ogni anno e riguarda i maggiori brand mondiali di bevande. Ovviamente in testa ci sono gli alcolici, con Johnnie Walker, Vodka Smirnoff e Martini nelle prime tre posizioni. Il primo vino è Moet et Chandon al sedicesimo posto. Intangibile Business valuta la forza del brand  con 10 esperti di riconosciuta fama internazionale, in base alla dimensione produttiva, alla capacità di espandersi, al prezzo dei prodotti e al numero dei mercati raggiunti. Si tratta dunque di un giudizio sulla parte immateriale del prodotto senza alcuna attinenza con la sua qualità intrinseca. Intangibile Business è una società in grado di valutare i brand più diversi e offre i suoi servizi anche a studi legali e banche quando devono sapere il prezzo di un marchio. Fra i suoi clienti ci sono il gigante dei viaggi TUI e l’Oréal regina dei prodotti per capelli. Sono venuta a conoscenza dei suoi studi sui marchi “in bottiglia” tramite  inumeridelvino inesauribile fonte di notizie utili.

Vini e cantine dell’altro mondo

In giro per la Nuova Zelanda, non potevo farmi mancare un tour di cantine. Ma invece di parlarvi di zone famose come Marlborough, vi racconto l’isola di Waiheke.

Visto per voi da Bonella Ciacci

vigneto di Te Motu

vigneto di Te Motu

Quando ho dovuto pensare al viaggio di nozze, ho scelto il posto più lontano che mi venisse in mente, all’altro capo del mondo, ovvero la Nuova Zelanda.
Scelta non a caso, in effetti. Ho sempre sognato di vederla, anche perché mi dava la possibilità di coltivare in un solo viaggio quasi tutte le mie passioni. Una di queste è il vino.
Il tempo era poco, così, anziché andare in zone rinomate come ad esempio Malborough, ho visitato Waiheke, la seconda più grande isola della baia di fronte a Auckland.

Senza addentrarci nella storia delle popolazioni indigene, i Maori, che già la l’avevano abitata, gli occidentali hanno iniziato a viverci dapprima solo in pochi. Soprattutto nei decenni passati vi si era stanziata una comunità hippie, dedita ad altri tipi di coltivazioni, e non la vite.
Solo negli ultimi 15/20 anni, insieme alla riscoperta di quest’isola da parte dei ricchi e facoltosi abitanti di Auckland, si è scoperto che il microclima di questa isola è perfetto per alcune tipologie di vite, e la produzione di vino è andata incrementando velocemente, ed altrettanto velocemente la sua qualità.

Fatti un grande vino su misura

MyTailoredWine 300 bottiglie prodotte scegliendo la vigna, usando una cantina importante e enologi famosi. E’ il sogno di ogni wine lover

MyTailoredWine

MyTailoredWine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
<<MyTailoredWine è un progetto che offre l’opportunità, unica in Italia, di potersi creare il proprio vino “su misura” diventando così un vero winemaker>> dicono Federico Genta Ternavasio e Paolo Torretta nell’ home page del loro sito. Sono due torinesi di 26 anni con un’ottima formazione universitaria in legge e economia, conseguita in Italia e all’estero e aggiunta a un diploma da Sommelier. A valorizzarli è il Corriere della Sera con il blog DiVini dove Luciano Ferraro è un’inesauribile fonte di notizie interessanti. I due giovani hanno creato un progetto sotto la guida di due grandi enologi: Attilio Pagli ed Emiliano Falsiniun progetto che  consente agli appassionati di vino di produrre una piccola serie di bottiglie di altissima qualità secondo il loro gusto.

Buon Natale! Cena degli auguri con super lotteria

Generosità, amicizia, allegria e eleganza per festeggiare il primo Natale del Lions Club Firenze Brunelleschi
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Cena degli auguri Lions Club Firenze Brunelleschi 1

Cena degli auguri Lions Club Firenze Brunelleschi 1

La cosa più strepitosa è stata la lotteria per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dall’ultima alluvione in Sardegna. Mio marito Carlo Gardini, presidente del Lions Club Firenze Brunelleschi, aveva chiesto a ciascun socio di dedicare un’ora del suo tempo per comprare due oggetti veramente speciali del valore di 5-10€ da usare come premi di una lotteria per charity.
Non convinto di aver persuaso i soci a seguirlo in questa impresa, Carlo aveva comprato un bel numero di piccoli oggetti per la lotteria. Siamo arrivati a Villa Viviani, luogo della cena degli auguri, con un’ora di anticipo per scaricare uno scatolone di regalini e 10 cartoni di bottiglie di vino con l’etichetta del club.
La sala della cena era splendida con tovaglie rosse, alti candelabri in legno e i simboli del club ovunque: nei panettoncini per le signore, nei menù e persino nelle decorazioni di un grande albero di Natale. Ai regali della lotteria era destinato un tavolo con sopra pochi pacchettini. Carlo era in apprensione ma poco a poco i doni arrivavano e quando abbiamo cercato di contarli superavano i cento.

Chianti, Montepulciano Barbera il vino italiano su twitter

Una ricerca di Almawave su 7,8 milioni di tweet del mese di ottobre 2013 ha rilevato i vini più cinguettanti insieme alle parole chiave di 14 altri argomenti

twitter_enologici

twitter_enologici

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Nell’ordine i vini più twettati sono Chianti 18%, Montepulciano 9%, Barbera 8%, Prosecco 5%, Brunello 4% e Barolo 3%. La classifica è oggetto di uno spassosissimo post di Intravino che vi invito a leggere e al quale vorrei aggiungere qualche commento.
Nel 2009 la Società Dante Alighieri fece un sondaggio sulle parole italiane più conosciute nell’Unione Europea e venero fuori soprattutto termini di cose da mangiare: Pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso. Anche la parola Chianti risultava il vino più conosciuto e molto forte soprattutto in Lussemburgo e in Belgio.

Il brett, la puzzetta che impazza nel vino

Era comunissimo in Francia e quasi sconosciuto da noi fino al 2010, il brett ospite indesiderato delle cantine è l’odore di pelliccia bagnata o di “cacchetta”

Cantina tradizionale

Cantina tradizionale

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Un tempo i perfidi sentori di brettanomyces erano solo nei vini delle cantine poco pulite e con botti vecchie. Noi produttori italiani eravamo sempre attoniti vedendo lavare le barrique con acqua fredda e sanificarle con gli zolfini nelle cantine francesi anche di grande nome. Da noi gli impianti col vapore “stile californiano” per pulire le botti sono arrivati forse prima che oltralpe ma oggi non bastano più a garantire un aroma netto ai vini perché le contaminazioni del perfido bret e il suo terribile figlio, l’etilfenolo,  sono nei mosti.

Un articolo della rivista “VQ” di Raffaele Guzzon Professore di Microbiologia e Tecnica Enologica  alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige ripercorre, dati alla mano, quello che ogni produttore ha visto succedere negli ultimi anni. Il cambiamento del clima verso il caldo ha portato nei tini uve molto “zuccherine” che hanno originato mosti troppo alcolici e poco acidi. Contemporaneamente la riduzione dell’uso di antisettici e anidride solforosa collegato alle nuove istanze salutistiche ha innescato un aumento delle contaminazioni specialmente in chi vinifica naturalmente, senza l’aiuto di lieviti selezionati.

Dove si beve il vino: sempre più in Cina, Usa e in Africa

Ecco la classifica dei Paesi consumatori: Francia, USA, Italia, Germania e Cina ma con l’Italia in forte frenata a -6% sullo scorso anno e la novità africana

CinelliColombini, DeCastro; Dell'Orefice a Nomisma

CinelliColombini, DeCastro; Dell'Orefice a Nomisma

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’Italia, colpevole la crisi economica che taglia la capacità d’acquisto, scende velocemente la classifica dei Paesi consumatori. Ecco la lista redatta da WineMonitor di Nomisma: prima la Francia con 36,6 milioni di ettolitri, seguono Stati Uniti (29 milioni di ettolitri), Italia con 22,6, Germania 20 e Cina 17,8 milioni di ettolitri. A questa lista è bene affiancarne un’altra che arriva da Mediobanca con i mercati dove i consumi salgono ecco che la Cina è in testa con +15% seguita dagli USA 8,2%, Uk 6,5% e Russia 5,6%.
Ma la sorpresa viene dall’Africa. Sarà il continente nero il mercato del futuro per i vini italiani? Per ora i numeri sono piccolissimi: 534 milioni di Dollari di importazioni enoiche dall’Italia nel 2012 e consumi di vino concentrati in Sud Africa che è anche un
Paese produttore per cui non fa sperare in grandi prospettive.

I Gourmet di Siena finiscono l’anno dei vinattieri

Cena degli auguri supertradizionale per i soci dell’Union Européenne des Gourmets di Siena che hanno concluso un anno davvero strepitoso

Union Européenne des gourmets di Siena cena degli auguri

Union Européenne des gourmets di Siena cena degli auguri

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Molto spesso le cene degli auguri si trasformano in un tour de force che mette a dura prova il fegato ancora prima di Natale. Menù pieni di ricette scelte solo perchè diverse dal solito ma spesso mal eseguite, cibi pesanti, quantità eccessive in una gara di esagerazioni che con il passare dei giorni è sempre meno gradita.
Per fortuna c’è chi fa scelte diverse e cerca l’eccellenza nella tradizione. Il Console Alessandro Bonelli ha fatto vivere ai Gourmets di Siena la cena di Natale perfetta senza staccarsi un centimetro dalle pietanze canoniche ma chiedendo alla cucina della “Compagnia dei vinattieri” un livello altissimo persino nella maionese rigorosamente fatta in casa.
I vini in perfetto abbinamento, la conclusione con un panforte in una nuova versione e le canzoni di Paolo Conte suonate e cantate dal vivo da una coppia di musicisti senesi hanno reso memorabile la serata di 50 amici entusiasti.

                                                                       
Cinelli Colombini
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