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Chi è bello beve Brunello, chi è pignolo beve Barolo

A Gozo uno spettacolo comico e poetico di Amina Contin  ci insegna una filastrocca con i nomi di 13 vini e poi fa assaggiare i grandi vini di Michele Chiarlo

Nino Marini e Amina Contin

Nino Marini e Amina Contin Gozo Rokna tal Kreattività

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dal gigante Guccini alla filastrocca sui vini, da Pablo Neruda all’uva folgarina, da Pier Paolo Pasolini alla mazurka del buon vino … una serata di grande poesia, canzoni da osteria e musica d’autore ma tutto dedicato al vino. Questo il mix proposto da Amina Contin nella sua Rokna tal Kreattività– Casa della creatività nell’isoletta di Gozo la sorella piccola dell’isola di Malta. Uno spettacolo tutto in italiano intitolato “In vino veritas” che avrebbe fatto la sua figura anche da Eataly a Roma o a Torino per la genialità di alternare grande poesia e filastrocche. Trasgressione o provocazione? Se qualche intellettuale storce il naso nel vedersi offrire un bicchiere di Prosecco all’ingresso io trovo questa abitudine da diffondere e sostenere. Tralascio “Il Frate” di Francesco Guccini e delle “Odi elementari” di Neruda come gli altri frammenti di arte vera per scendere giù in cantina e insegnarvi la mazurka del buon vino che ha divertito tutti e che digitando sul nome potete anche ascoltare.  

Gli stati USA più amici del vino con la California per prima

L’American Wine Consumer Coalition difende i diritti degli appassionati del vino, se necessario anche con gli avvocati e ora ha dato la pagella agli stati

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Houston_dopo il seminario del Brunello

Houston_dopo il seminario del Brunello

La classifica degli stati USA più amanti del vino sembra i reating di Moody’s per la finanza: A+ , A, A- per arrivare ai giudizi peggiori che sono classificati D, D- e F.

I criteri per la valutazione sono ricavati da un’indagine sui bisogni dei consumatori che nell’ordine sono:  ricevere  vino dalle cantine, assenza di un monopolio statale, farsi mandare vino dai rivenditori, comprare vino la domenica, portare il proprio vino al ristorante, comprare il vino nei negozi di alimentari.

L’elenco fa un po’ sorridere in Italia dove queste cose sono assolutamente lecite ovunque, ma nella patria del proibizionismo non tutto è permesso anzi!

I risultati dell’indagine sono in parte sorprendenti e evidenziano una tendenza a vietare molto più ampia di quanto ci si aspetterebbe. Gli stati che offrono più opportunità ai wine lovers sono California, District of Columbia, Missouri, Nebraska, New Hampshire, Oregon e Virginia. A limite del proibizionismo Utah e Oklahoma. La grande mela ottiene un deludente D+ che la mette al 30° posto fra i 51 stati americani. Vediamo dunque che una cantina italiana può spedire a casa il vino acquistato da un turista di New York  mentre lo stesso turista non può farselo mandare da un rivenditore USA e neppure comprarlo al supermercato. Altra sorpresa Las Vegas, il regno del gioco d’azzardo dove tutto sembra permesso invece non consente di portare la propria bottiglia al ristorante.

La leggenda dei Frati nella Cantina Cecchi in Chianti

Ombretta e Filippo  Saporito grandissimi chef, Cesare e Andrea Cecchi i fratelli chiantigiani e 40 gourmet in una splendida serata di tiepido autunno

Andrea Cecchi riceve i Gourmet nelle sue cantine

Andrea Cecchi riceve i Gourmet nelle sue cantine

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La Delegazione di Siena –Firenze e Toscana dell’Union Européenne des Gourmets torna a riunirsi dopo la pausa estiva con la visita alle Cantine Cecchi di Castellina in Chianti. Chi ricorda lo stabilimento di 20 anni fa si prepari a uno choc e soprattutto a rifarsi gli occhi perché ora è bellissimo. A destra della strada la cantina industriale di 16.000 m2 preceduta da uffici, sala da degustazione, sala convegni sale ricevimento di design raffinato e mobili moderni di grandi architetti. Sotto la bottaia è da film tanto è bella: archi, marmi e barriques nuove che la fanno assomigliare a una chiesa. 

Di fronte c’è la cantina di Villa Cerna una delle 4 fattorie del Gruppo Cecchi dove ancora oggi vive la famiglia in un castello costruito intorno all’anno mille. Le dimensioni sono meno imponenti e il carattere più “rurale” ma tutto è comunque grande, ben organizzato e ordinatissimo.

Sarà vino la bevanda d’uva con 4,5° d’alcool?

Lo chiamano lower alcohol wine e gli inglesi la vogliono omologare come vino a livello europeo contro Francia, Italia e Portogallo

lower alcohol wine

lower alcohol wine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un interessantissimo articolo di Alice Green pubblicato sul “Corriere vincolo” racconta, con dovizia di dati, la strategia inglese sul “vinello”. Il Ministro della sanità britannico Earl Howe ha promosso un’azione politica anche nei confronti degli altri Paesi Europei al fine di dare il nome vino anche a bevande meno alcoliche. Attualmente il vino deve avere un minimo di 8,5% vol, ma per Howe questa soglia deve scendere a 4,5. Le autorità inglesi sono infatti convinte che i “vini leggeri” siano un’ottima arma contro l’alcolismo e per questo applicano tasse più basse alle bevande d’uva con meno di 5,5% d’alcool. Una detassazione che anche l’Australia intende adottare e, in futuro, dovrebbe originare una crescita progressiva delle aliquote via via che sale il grado alcolico.

Il novello Gulliver nell’isola di Gozo

Questa è la storia del nuovo Gulliver nell’isola di Lilliput. Si chiama Marco Lambrocchi st a Gozo e questa è una storia vera

Gulliver

Gulliver

visto per voi da Carlo Gardini e Donatella Cinelli Colombini

Non preoccupatevi, non ambisco a confrontami con Jonathan Swift, la mia è una modesta parodia che serve a raccontarvi la storia avventurosa del mio amico Marco Lambrocchi, un gigante buono nella terra degli uomini bassi. Cominciamo dall’inizio: io e mio marito Carlo abbiamo conosciuto Marco circa cinque anni fa quando anche noi siamo arrivati all’isola degli uomini bassi, Gozo. Noi siamo perfettamente mimetizzati con gli indigeni vista la nostra bassa statura, anche Orietta, la moglie di Marco, si nasconde senza difficoltà, ma il nostro gigante invece svetta. Nelle vecchie case maltesi deve abbassarsi per passare dalle porte, i pantaloni in vendita qui gli arrivano sopra le caviglie e in qualunque riunione la sua testa spunta sopra tutte le altre. Copio da Wikipedia la descrizione di Gulliver che si adatta a pennello al nostro eroe <<una persona di mezza età, di classe borghese, versato nella conoscenza delle lingue, con una grande passione per i viaggi>> .

In bocca al lupo Stefano

Stefano Campatelli lascia la direzione del Consorzio del Brunello dopo 23 anni di successi e problemi  Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini [caption id="attachment_13960" align="alignleft" width="225" caption="Stefano-Campatelli-Direttore-Consorzio-Brunello-di-Montalcino-Kit-per-Msterclass-Brunello-Vinitaly-2012"][/caption] Senza dubbio è stato un protagonista. Lavoratore instancabile, sempre in contatto con tutti gli opinion makers del vino del mondo, Stefano Campatelli ha guidato il Brunello negli anni in cui si è trasformato da una gemma locale in una star mondiale del vino. Ho lavorato con lui tre anni e, nonostante la grande diversità del mio metodo di lavoro dal suo, ho apprezzato le sue capacità, la sua umanità  e la montagna di lavoro che produce....

Castello di Querceto in festa nel cuore del Chianti Classico

Nozze d’oro di Antonietta e Alessandro Francois con un temporale dispettoso che ha spostato la festa dal parco alle sale del Castello di Querceto

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Alessandro Francois

Alessandro Francois con Fiore e Pellucci

E’ difficile trovare una coppia più affiata di loro nella vita e nel lavoro. Antonietta e Alessandro Francois, sposi da 50 anni, festeggiano il loro amore come fosse il primo giorno. Il Castello di Querceto ci appare sotto un diluvio che costringe a un completo cambiamento nei programmi della festa. Peccato! Anche sotto la pioggia, il parco con i laghetti, i cedri centenari e le luci ci appare come un luogo da favola. Per fortuna le sale del Castello di Querceto sono un autentico museo e il tocco aggraziato di Antonietta le ha rese accoglienti e confortevoli. Che cornice fantastica per questi sposi tutti d’oro e che vini strepitosi il “Sole di Alessandro” IGT ci colpisce con la sua sontuosa potenza e rivaleggia per eleganza con il Picchio Chianti Classico Riserva servito in bottiglie magnum. Il famoso enologo Vittorio Fiore e il giornalista assaggiatore Emanuele Pellucci li gustano beati. Tanti vecchi amici a questa festa: la pittrice Elisabetta Rogai, il sindaco cacciatore Alberto Bencistà, il Principe Girolamo Guicciardini Strozzi, Paolo Saturnini past president delle Città del vino, la maestra distillatrice Priscilla Occhipinti ….

Il Barrino di Montisi sfida il venerdì 13 con le bollicine

Gran Galà delle Bollicine a Montisi con 200 ospiti e 210 bottiglie di Champagne e Spumante insieme alla Cavalleria rusticana e ai fuochi d’artificio

Gianluca Monaci e Violante Gardini

Gianluca Monaci e Violante Gardini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Gianluca Monaci del Barrino – l’Ombelico del mondo – cuore della Toscana più innamorata delle bollicine sfida il venerdì 13 e organizza, proprio quel giorno, il suo Gran Galà di fine estate con una cena all’aperto per 200 ospiti.
6 ottimi vini con una successione illustrata da Giulio Menegatti, un super esperto che parla veneto ma conosce la Francia del vino più dei francesi:
Spumante Ferrari Maximum Brut
Aimery Crèmant de Limoux Rosé
Filippe Gilbert cuvée La dame Blanche
Champagne Rallier Brut Rosé
Champagne Rallier Brut Grande Reserve
Champagne Rallier Brut Blanc de Blanc

Bambini e Millennials cambiano i consumi nel vino

I bambini spingono i genitori verso scelte ambientaliste, i Millennials disertano i supermercati e le grandi marche e lo shopping del vino torna in cantina 

Millennials

Millennials

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
A 3 anni il bambino fa le prime richieste, a 4 riesce a farsi comprare quello che vuole. In un’epoca di crisi economica la capacità dei piccoli di influenzare le scelte dei genitori arretra di fronte al bisogno di risparmiare. Tuttavia sono proprio i giovani che spingono le famiglie verso scelte ambientaliste, come il km 0 e questo finisce per influenzare anche gli acquisti del vino. Ma la vera svolta riguarda i Millennials. Uno studio di Jefferies e Alix Partners ha rivelato che la generazione nata dopo il 1980, adotta uno stile di consumo diverso dalle precedenti. Insomma dopo decenni di spesa al supermercato e predominio delle marche si cambia strada. Maggiore attenzione all’ambiente e alla salute, uso continuo del web e acquisti in campagna o al negozio bio che vende solo alimenti fatti in zona. La grande marca è presa in considerazione solo quando c’è una promozione oppure la ricarica del telefonino.

Piero Sbarluzzi o Sandra Ferroni realismo o fantasia?

Due mostre a Pienza  di Sbarluzzi e Ferroni vi  mostreranno uno dei luoghi più belli della Toscana arricchito di nuove visioni e di nuove emozioni 

Piero Sbarluzzi Pienza Palazzo Pubblico

Piero Sbarluzzi Pienza Palazzo Pubblico

Pienza, la città ideale del Rinascimento progettata da Bernardo Rossellino per il Papa mecenate Pio II. Un contenitore perfetto per le opere di Piero Sbarluzzi con la loro monumentalità classica. I due cavalieri sotto il loggiato del Palazzo Comunale fanno l’effetto del Marco Aurelio al Campidoglio. Ovviamente in scala minore e senza la genialità di Michelangelo, ma c’è la stessa ricerca di armonia, lo stesso respiro ampio la stessa misura solenne e soprattutto la stessa visione dell’uomo. Sbarluzzi grande artista, uomo profondamente religioso e profondamente toscano. Le altre sue opere, sparse per le piazze di Pienza e nelle sale espositive, mostrano un livello qualitativo altissimo e un’umiltà che commuove. E’ forse questa la vera grandezza?
Ed è grandezza ospitare nel proprio atelier, come ha fatto lui, le opere di un’altra artista: Sandra Ferroni una ceramista diventata pittrice che racconta la realtà attraverso il colore e il sogno.

La cantina Antinori e la Cisk birra galante di Malta

Due storie che si intrecciano a Malta, quella della birra Cisk e la cantina Meridiana avamposto di Antinori nel Mediterraneo. Visto per voi da Ignazio Anglani

Meridiana Malta La facciata vista da dietro

Meridiana Malta La facciata vista da dietro

La birra Cisk ha letteralmente accompagnato il viaggio mio di Violante, Claudia e Mirco a Malta!
E’ la birra nazionale ed è ovunque… non esiste bar, ristornate, pub, bettola, lido, ambulante che non abbia la Cisk! La Cisk è riprodotta sulle cose più varie: gazebi, ombrelloni, tavolini, casse, lattine, bottiglie, vetrate, gioielli, quod … insomma ci si sente circondati dalla Cisk! E’ una birra semplice adatta al caldo, la gamma è declinata tutta sullo stile  Lager, nello stesso stabilimento vengono prodotte anche birre in altri stili come Stout o Ale.
La birreria è stata fondata nel 1928 da Giuseppe Scicluna, che fu anche il primo proprietario di una banca privata a Malta. Cisk è il suo soprannome e vuol dire “assegno”, ma indica anche una persona molto galante.
E’stata poi venduta ad una società controllata dalla famiglia Farrugia (attenti a questo particolare) che tutt’ora la possiede.

Come il viaggio può distruggere il vino in pochi giorni

In un container esposto al sole d’estate ci sono anche 75°C, si scende a 30-35°C solo nelle stive delle navi. In inverno nelle banchine del porto anche -15°C

come il viaggio può distruggere il vino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

IL VINO TEME IL CALDO ED IL TROPPO FREDDO

Una degustazione organizzata dal Professor Gerbi dell’Università di Torino aveva dimostrato che era facilissimo distinguere l’Asti Spumante trasportato a una temperatura di 22°C rispetto a quello tenuto in cantina. Figuriamoci il vino stivato in container sul porto o in mare con il sole che arroventa le lamiere e 75°C all’interno, roba da cottura in forno! Eppure ci sono importatori che, per risparmiare qualche centesimo, evitano di usare container termo condizionati, di pagare supplementi per posizioni sotto coperta o di usare le coperte termiche che comunque abbassano le temperature solo di 10-15°C. Che peccato! Anni di lavoro in vigna e in cantina rovinati in pochi giorni e poi magari arriva la contestazione perché il vino ha un colore aranciato, sentori di cotto tipici dell’ossidazione. Ma certo che è difettoso dopo un simile trattamento ed è un miracolo che le bottiglie non si siano stappate!

Racconto semiserio di una eccellente cenetta malto-pugliese

Le tradizioni della cucina pugliese  unite all’alta qualità del pesce di Malta e Ignazio ai fornelli per una cena di pesce che non dimenticheremo

Visto per voi da Violante Gardini Cinellicolombini Jr

cena pugliese-maltese

cena pugliese-maltese

I personaggi di questa storia sono il mio ragazzo Ignazio Anglani, Mirco e Claudia, gli amici toscani che hanno condiviso con noi il viaggio a Malta.

La maggior parte del merito della cena è di Ignazio. Nonostante ci sia la voce che “Ignazio non ama il pesce” devo dire che ha cucinato in modo superbo e non si è risparmiato dal mangiare i frutti del suo lavoro.

Ci sono molti aspetti simpatici i questa cenetta che vi devo raccontare, il primo è lo stupore di Ignazio e Mirco, per il prezzo del pesce a Malta!

Hanno comprato: 800gr di orate, 20 scampi, 20 gamberi, 2 tranci di tonno, 2 calamari molto grandi il tutto per 26 € ! Le aragoste costavano 16 € al kg, ma non le hanno comprate perché “non ce la siamo sentita di cucinare un animale vivo!”

Insomma se amate mangiare il pesce andate a Malta perché potrete levarvi la voglia senza vuotare il conto corrente.

Come Violante si è finalmente innamorata di Gozo

Violante alla festa di San Giuseppe a Qala

Violante alla festa di San Giuseppe a Qala

Dopo tante titubanze io,Violante Claudia e Mirco andiamo a Malta e a Gozo e scopriamo un posto che ci piace tantissimo. Visto per voi da Ignazio Anglani

Donatella Cinelli Colombini parla sempre in modo entusiasta di Malta, ma le precedenti esperienze di Violante erano state brutte …. nonostante questo noi partiamo con le migliori intenzioni!
Le buone intenzioni c’erano ma un’ora di ritardo del mio volo, i primi momenti di guida a sinistra, lo sbaglio della strada che ci porta in viuzze secondarie con massi sulla carreggiata, in fine perdere il traghetto da Malta a Gozo alle 2 di notte avrebbero potuto rovinare la nostra vacanza … ed invece no!!!

Gozo Claudia e Ignazio

Gozo Claudia e Ignazio alla festa di Qala

Al porto siamo arrivati tardi anche perché i cartelli segnalavano Gozo e non il porto di Cirkewwa che per noi era diventata Chiwawa infatti abbiamo intonato il motivetto per metà del tempo! L’attesa del traghetto invece si è trasformata nella scoperta di una bella caletta non lontana dal porto. Finalmente a Gozo ci siamo diretti verso Qala (deriva da cala ma si legge ala) nella bellissima casa della famiglia di Violante e subito a letto…erano le 4!
Buongiorno pigroni sono le 11.30!!!! Abbiamo dormito nonostante dalle 9.00 sono iniziati i fuochi d’artificio per la festa di San Giuseppe nel villaggio di Qala e Claudia si sia nascosta sotto il letto per la paura pensando ad una guerra.

A Montalcino vino bianco dei romani e la fisarmonica di Tesi

Riccardo Tesi –Banditaliana- per capire come il folklore toscano può incontrare il Jazz e la canzone d’autore di De Andrè, Vanoni, Fossati e farci emozionare 

Riccardo Tesi Premio Civiltà contadina 2013

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sapevate che il vino dei romani era solo bianco? Sapevate che l’organetto diatonico è l’antenato della fisarmonica? Questo ho imparato a Montalcino una tiepida serata d’estate.
Il “Centro studi delle campagne e del lavoro contadino” chiude l’agosto montalcinese con un appuntamento culturale che sorprende e interessa ogni anno di più. Il seminario di una settimana, che unisce le forze degli atenei di Bologna, Firenze, Siena e della Tuscia ed è stato dedicato quest’anno alla narrazione delle campagne. Che titolo meraviglioso!
Il premio di “Storia agraria” 2013 è andato a Gianfranco Pasquali che, fra le altre cose, ha studiato il vino. <<Fino al XII secolo il vino importante era solo bianco, come in epoca romana. L’uva veniva prima torchiata e poi fatta fermentare>> ci ha spiegato l’insigne storico <<I contadini invece vinificavano le uve rosse con le loro bucce in modo da ottenere prima il vino e poi il “vinello” facendo rifermentare le vinacce con l’acqua. Sono nel XIII-XIV secolo si diffuse la vinificazione in rosso grazie alla scoperta del processo che permetteva di ottenere rossi più gradevoli>>. Secondo me avevano capito come togliere almeno una parte dei graspi prima della vinificazione e quindi ottenevano vini meno tannici e aggressivi.

                                                                       
Cinelli Colombini
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