Vino, studi, news, gossip

Capra e cavoli, mafia e sprechi agricoli

Il 28 ottobre alle 17 a Eventi Fontana di Trevi in Piazza della Pillotta a Roma, Franco Poggianti, spiega  perché il settore primario è sempre secondario

Franco Poggianti

Franco Poggianti

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ divertente, sembra incredibile per un libro di 278 pagine pieno di dati sull’agricoltura, eppure è divertente. Capra & Cavoli (Agra Editrice 10€) ti avvince fino dalle prime pagine come fosse un romanzo e invece spiega l’agricoltura italiana meglio di qualsiasi manuale. Meglio perché la grande capacità giornalistica di Franco Poggianti usa piccoli racconti, personaggi e aneddoti esemplificativi per dipingere un quadro completo. Parla anche di me e delle Donne del vino (p.226) ma qui vorrei parlare d’altro e darvi  qualche frammento che rende l’idea del libro. Il titolo è” Mozzarelle camorriste” <<….. I pomodorini mafiosi di Vittoria , comunque non sono soli. Gli esempi di attività criminosa in agricoltura sono numerosissimi … Nell’agro avesano produzione, smercio e esportazione della mozzarella di bufala sono controllati dai Casalesi …>> Alla fine viene fuori che tutti i giorni ci mettiamo a tavola con un invitato invisibile: il mafioso.

Vale 700 milioni di Euro il brand Montalcino

Quasi quadruplicato in 16 anni il valore del brand Montalcino che ha continuato a crescere, nonostante la crisi, e a moltiplicare valori immobiliari e business 

Montalcino paesaggio di A.Rabissi

Montalcino paesaggio di A.Rabissi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La stima è stata effettuata su richiesta di Winenews, l’agenzia di comunicazione e marketing di Alessandro Regoli e Irene Chiari, che ancora un volta, si è dimostra capace di visione e pensiero strategico.
Nel 1998 il brand Montalcino fu valutato 500 miliardi di Lire dall’Università Bocconi, oggi risulta quasi quadruplicato. <<L’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza>> spiega WineNews, ha effettuato la stima all’interno <<del progetto ERI (Economic Reputation Index) a partire dall’ Anholt Brand Index, su dati del Registro Imprese, Istat, Eurostat e Consorzi di tutela>> . Si tratta quindi una valutazione attendibile e desunta da un ampio paniere di dati economici e di immagine quali il turismo enogastronomico, l’export, la notorietà internazionale, i valori immobiliari e della produzione agricola. La stima è di grande utilità perché fotografa in modo sintetico un processo di sviluppo diffuso che, grazie al Brunello, ha trasformato un territorio rurale molto povero in un’area che attrae investimenti, crea occupazione e redditi. La fotografia di un successo ma anche un dato a cui far riferimento per valutare il futuro e orientare le scelte dell’amministrazione locale e degli imprenditori.

Un mistero del vino italiano: importiamo sfuso sudafricano

Il mercato mondiale del vino 2013 toccherà i 35 miliardi di Dollari con una crescita di oltre il 5% sul 2012 trascinata dall’impennata dei prezzi dello sfuso

rivendita vino sfuso

rivendita vino sfuso

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La scarsità di vino derivante dalle vendemmie 2011 e 2012 ha prodotto una crescita vertiginosa dei prezzi che nell’export del vino in bottiglia ha originato 5 miliardi di business in più.
In Italia, dopo il sorprendente aumento della vendemmia 2012 che prevista di 40 milioni di ettolitri e poi è risultata di 45,6 c’è un altro dato sbalorditivo: il Sudafrica ci ha venduto 14 milioni di litri di vino sfuso nel primo semestre di quest’anno. Il nostro Paese era tradizionalmente esportatore di vino sfuso e persino di navi cisterna mentre ora ne importa ingenti quantità, soprattutto dalla Spagna.

Vi presento Katia la chef stellata dell’albergo di Fellini

Si chiama Katia Maccari ed è una bella signora bionda con una stella Michelin dal 2003 e nel suo albergo il Patriarca a Chiusi rinnova il mito di Fellini 

Katia Maccari  il Patriarca Chiusi

Katia Maccari il Patriarca Chiusi

Ci sono ancora le suite dedicate a Federico Fellini e a Giulietta Masina, sono le due camere dove i celebri personaggi soggiornavano ogni anno in occasione delle cure termali a Chianciano. Sono divise, una di fronte all’altra cioè non comunicanti, quella della Masina ha anche la camera per la governante. Questo dice molto sulla pazienza dell’attrice e la libertà del regista che al Patriarca ha ambientato una parte di “8 ½” il suo più grande capolavoro.
L’albergo Patriarca è una villa in mezzo a un bosco di pini marittimi all’uscita dall’autostrada.

Ottoemezzo di Federico Fellini

Ottoemezzo di Federico Fellini

La parte moderna compreso il salone delle feste, è disegnata da Pierluigi Nervi, uno dei più grandi ingegneri del Novecento mentre nel sottosuolo ci sono i granai etruschi visibili da oblò in vetro mentre i sarcofagi sono esposti nell’ingresso.
Insomma un posto che colpisce e dove dal 2003 brilla una stella Michelin grazie al talento di una signora bionda con 3 figli e un diploma da ragioneria che è arrivata al successo dalla gavetta partendo dalle origini contadine della sua famiglia. Tanto di cappello per il coraggio, la tenacia e il talento di questa toscana di ferro.

Rallenta il circolo virtuoso del vino marchi-prezzo-margine

Leggera frenata degli Champagne del colosso del lusso LVMH nel primo semestre 2013 per effetto dell’Asia che ha smesso di crescere

Krug

Krug

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Per esteso si scrive Louis Vuitton Moët Hennessy S.A. ed è una holding che somma Champagne, gioielli, moda, orologi e tutto ciò che costa caro. Un gigante con 77.000 dipendenti e 2.400 negozi in giro per il mondo con a capo Bernard Arnault. Nel primo semestre 2013 il settore alcolici segna un utile operativo di 542 milioni, in crescita del 9% e con un margine record del 30% secco. Roba strabiliante. Tuttavia si tratta di un risultato che non si lega al vino ma solo agli spiriti.

Bernard Arnault

Bernard Arnault

LVMH ha in portafoglio alcune delle più belle cantine del mondo: Château d’Yquem, Cloudy Bay, Krug, Dom Pérignon, Veuve Clicquot …. Cantine che sembrerebbero impermeabili alla crisi … un impero dorato che appariva in crescita illimitata e invece forse sta rallentando. Il settore vino e Champagne aveva aumentato i suoi utili operativi dopo la crisi del 2009 passando da 77 milioni di Dollari a 185 e contemporaneamente aveva riposizionato il suo business nel mondo compensando il calo di vendite in Europa con uno spettacolare aumento di 10 punti percentuali in Asia. Il problema è che nel 2013 i clienti con gli occhi a mandorla non sono aumentati anzi!. Alla fine nonostante una crescita nel numero delle bottiglie vendute il fatturato di vino e Champagne è calato, soprattutto per effetto delle bollicine.

Come il calo dei consumi di vino fa crescere la depressione

Meno osterie e più farmacie, sembrava una butade de “La Revue du Vin de France “ e invece è provato da una ricerca spagnola su vino e depressione

Mario Soldati all'osteria

Mario Soldati all'osteria

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Piccole dosi di vino giornaliero prevengono la depressione, l’ansia e lo stress. Questo l’esito di una ricerca dell’Università di Navarra a Pamplona pubblicata su “BMC Medicine journal”. Le indagini sono durate 7 anni su un campione di 5500 soggetti fra i 55 e gli 80 anni di età, riguardavano anche la dieta mediterranea con specifico riferimento all’olio. Martinez-Gonzalez che ha diretto gli studi è giunto alla conclusione che “un consumo moderato può ridurre l’incidenza della depressione mentre i forti bevitori sembrano avere un rischio più alto”. Bere 2 a 7 bicchieri di vino la settimana, dosandoli in giorni diversi, riduce dunque la probabilità di cadere nelle grinfie della depressione. Un rischio che le attuali condizioni dell’economia aumentano a dismisura.

Vini e capricci, la festa continua a Gozo

I 25 ospiti di Vini e capricci scoprono i piaceri di Gozopanorami mozzafiato, luoghi storici, grande gastronomia, vini superbi in una calda giornata d’ottobre

Donatella Cinelli Colombini Ta Cenc Gozo

Donatella Cinelli Colombini Ta Cenc Gozo

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Michele Chiarlo e famiglia, Gianfranco Berta e Pier Nicola Leone de Castris con le mogli, Daniela Mastroberardino di Terredora …. brand managers che arrivano dall’Italia ma anche dal Belgio e dalla Francia come Cordier, per festeggiare la nascita di “Vini e capricci” il luogo creato da Abraham Saida Gozo per vendere e insegnare eccellenze enogastronomiche.

Abraham e Michelle Said

Abraham e Michelle Said

Mentre Vini e capricci, al suo primo giorno di vita, accoglie i primi clienti, gli ospiti partecipano a una giornata di turismo e ghiottonerie. Partenza alle 10 su cinque jeep scoperte per andare nei luoghi più belli. Chi è a Gozo per la prima volta sgrana gli occhi per la sorpresa, altro che isole del turismo cheap e degli studenti d’inglese! Calypso cave, le saline romane di Marsalforn, l’arcone di Dwejira e al lido di  Ta Cenc dove arriva in tavola un pranzo da favola: 22 specialità gastronomiche cucinate in modo impeccabile. Salmone, tonno e pesce spada marinati con spinaci freschi e fette d’arancia, una caponata che piace molto anche agli ospiti siciliani.

Vini e capricci del re di Gozo Abraham Said

Inaugurato dal Primo Ministro di Malta Joseph Muscat, Vini e capricci è più di un negozio perché insegna a mangiare e bere le cose migliori

Abraham Said con Donatella e Carlo

Abraham Said con Donatella e Carlo

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
500 invitati e tanti ospiti venuti dall’Italia e persino dal Belgio per festeggiare Abraham Said e il suo meraviglioso nuovo centro di esperienze gastronomiche Vini e capricci. Venerdì 11 ottobre alle 17,30 in punto – come da programma – arriva il Primo Ministro Joseph Muscat 39 anni, bell’uomo, sorridente, sguardo diretto e intelligente,

Joseph Muscat Abraham Said

Joseph Muscat Abraham Said

ha studiato all’Università di Malta e di Bristol. Sembra Matteo Renzi in versione maltese. E’ stato eletto qualche mese fa dopo 30 anni di governo conservatore quasi ininterrotto. La sua presenza e il suo discorso non lasciano dubbi sulla sua strategia politica <<bisogna sostenere chi investe e crea posti di lavoro ma soprattutto chi punta in alto, come in questo caso, perché ci permette di crescere e di competere sempre meglio anche nel turismo. Quello che inauguriamo oggi è importante per Gozo ma anche per tutta la Nazione>> Abraham, visibilmente commosso, ha accompagnato il Primo Ministro all’interno dove ha scoperto la lapide celebrativa e ha assistito alla benedizione. Qui siamo nello stato più cattolico del mondo e la preghiera viene detta in maltese.

Arte, vino e turismo per il premio di pittura Zingarelli

Al convegno organizzato da Rocca delle Macie, Donatella Cinelli Colombini parla di  turismo del vino con Daniele Cernilli Sergio Zingarelli e Massimo Cerofolini

Massimo Cerofolini, Daniele Cernilli, Sergio Zingarelli, Daria Filardo, Donatella Cinelli Colombini al convegno di Rocca delle Macie

Massimo Cerofolini, Daniele Cernilli, Sergio Zingarelli, Daria Filardo, Donatella Cinelli Colombini al convegno di Rocca delle Macie

Visto per voi  da  Donatella Cinelli Colombini

Turismo del vino: crea posti di lavoro, salva gli edifici dall’abbandono ma produce anche una modificazione del territorio omologandolo e “turisticizzandolo” insomma lo trasforma. Mantenerlo nella sua integrità è importante perché solo così continua ad attrarre visitatori ma soprattutto mantiene quel plus che rende affascinante  e unico un vino, in altre parole salvaguarda quel valore immateriale che aumenta la percezione di qualità delle bottiglie.

Ecco che le azioni di salvaguardia non sono un freno allo sviluppo economico ma un modo per mantenere il successo del vino e del suo territorio. Il caso di studio del Chianti Classico è particolarmente interessante per capire come e perchè le zone del vino sono particolarmente attaccabili dal degrado turistico e chi lavora per salvaguardarle.

Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

Qui di seguito esamineremo il territorio del Chianti Classico, che è una delle mete enoturistiche italiane più visitate insieme a BolgheriMontalcinoMontefalco.

In linea generale, qualunque sia la destination, gli effetti negativi del turismo si configurano allo stesso modo con l’aumento dei valori immobiliari e dei prezzi dei generi di consumo per cui comprare una casa, per i residenti, diventa difficile. Spariscono i negozi di vicinato sostituiti da quelli di souvenir, aumenta l’inquinamento. Inoltre, diventano meno disponibili spazi, servizi e utenze, originariamente destinati solo ai residenti, e soprattutto si modificano lo stile di vita della popolazione e il carattere dei luoghi conformemente alle attese dei turisti. Il territorio finisce per diventare una cartolina di sé stesso e riempirsi di “non luoghi” caratterizzati da quel finto tipico uguale ovunque.

Il killer del vino non viene solo dal tappo e non è un odore

Dal tappo ma anche da mobili o saponi al cloro e all’Università di Osaka hanno scoperto che non è un odore bensì l’assenza di odore

tappi di sughero da vino

tappi di sughero da vino

di Donatella Cinelli Colombini

STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI OSAKA

Lo studio riguarda la comprensione del motivo per cui “l’odore di tappo” impedisce di sentire ogni  aroma del vino. La scoperta arriva da un gruppo di scienziati diretti da Hiroko Takeuchi  dell’Università di Osaka ed è stato pubblicato su PNAS  “Proceedings of the American Academy of Sciences” . La molecola del TCA agisce da inibitore dell’olfatto, più specificamente disturba il funzionamento della membrana lipidica e dei canali ionici, bloccando l’invio di messaggi al cervello, in parole semplici blocca le parti del sistema nervoso che  consentono di percepire le sensazioni odorose. La puzza di tappo non sarebbe quindi altro che la reazione del nostro cervello di fronte all’ improvvisa assenza di stimoli.

ANCHE I BICCHIERI SPESSO SONO COLPEVOLI

Può derivare dal tappo ma, in casa, più spesso è nei bicchieri. Basta tenere i calici in un mobile di legno o in scatole impilate per terra e il TCA contaminerà il vino.  L’elenco delle possibili cause va dall’antitarlo dei mobili antichi allo sbiancante usato su quelli moderni, ma anche il sapone da pavimenti a base di varichina può contaminare i bicchieri.

Ma esiste o no l’America, Antonio?

Antonio Monda collabora con La Repubblica, insegna cinema alla New York University, scrive libri ed è simpaticissimo. Vi racconto lui e “L’America non esiste

Antonio Monda

Antonio Monda e Leone Rosso Orcia Doc Chianciano

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ha votato Obama e non ha resistito alla tentazione di fotografare il suo primo voto col telefonino, anche se è proibito, e la moglie si è scandalizzata. Tuttavia, sul Presidente USA ha qualche riserva  <<bombarda tutti i giorni da qualche parte, è troppo per i miei gusti>>. Lui è un intellettuale affascinato dal coraggio e dai grandi valori etici.

A Chianciano, nel Parco dell’Acqua Santa, ci ha sorpreso parlando di un avvocato ebreo, tornato dal campo di concentramento dove era morta tutta la sua famiglia, che accettò di difendere un criminale nazista <<perché anche il peggior delinquente ha diritto ad una difesa>>  e finì in miseria ostracizzato dai colleghi che non capivano il suo gesto.

E’ questo tipo di eroi che affascina Antonio Monda, un italiano che vive a New York, sa tutto di cinema, è un intellettuale di grosso spessore ma sa parlare con la gente comune, ama l’Italia ma tornerà a viverci solo in vecchiaia perché la sua matrigna America gli da molte, molte, molte più opportunità della sua mamma vera.

Intorno a Chianciano il vino è meglio dell’acqua

Non scherzo, anzi vi porto con me a scoprire una cantina e un agriturismo che fanno impazzire i wine lovers! Le Buche di Giuseppe Olivi a Sarteano

Giuseppe Olivi vigneti Le Buche

Giuseppe Olivi vigneti Le Buche

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Le riunioni di consiglio di amministrazione del vino Orciasono itineranti e vengono spesso ospitate nelle aziende dei soci. Qualche volta si trasformano in appuntamenti piacevolissimi dove la discussione è veloce e la convivialità è lunga: visita di cantine belle e attrezzate, assaggio di vini di altissimo livello e spesso cene raffinate. E’ successo da Giuseppe Olivi, un costruttore edile diventato appassionato produttore di vino poco fuori l’uscita Chiusi-Chianciano dell’Autosole.

Le Buche bottaia

Le Buche bottaia

27 ettari di vigneti tenuti come giardini, bottaia sotto una volta a mattoni che è la testimonianza tangibile del suo colpo di fulmine enologico, vini di cui giustamente va fiero: potenti, rotondi con una netta impronta di legno piccolo. Uno stile e una qualità che sicuramente piace ai wine lovers americani. Colpisce lo sforzo enorme di Giuseppe Olivi e di tanti produttori dell’Orcia nell’inseguire l’eccellenza qualitativa. Come sempre le denominazioni giovani, quelle che non hanno un marchio capace di spingere le bottiglie, devo farsi notare con il solo argomento della qualità intrinseca del vino e dunque forza a rimboccarsi le maniche: lavoro in vigna, attrezzature enologiche di prim’ordine, botti delle migliori marche, consulenti … uno sforzo gigantesco e infine vini con un prezzo decisamente abbordabile in rapporto al loro valore qualitativo. 

Bonella una splendida sposa in rosso

Bonella Ciacci ha sposato ieri il suo bell’architetto Marco Bondioli ad Arezzo. Ecco il racconto della giornata più bella del loro amore

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini 

Marco Bondioli sposo galante con Bonella

Marco Bondioli sposo galante con Bonella

Bonnie, la vulcanica e poliglotta giovane che accoglie i turisti alla Fattoria del Colle, ieri era più bella che mai con un vestito bianco creato in sartoria secondo le sue indicazioni. Un vestito che le stava a pennello ma soprattutto rispecchiava perfettamente la sua personalità.  Bello ma non pretenzioso, curato nei minimi dettagli e insieme divertente e fantasioso, di tendenza ma anche fuori dagli schemi, insomma nel Bonella style.  Il bel Marco aveva una giacca in broccato fantastica. Con i racemi visibili solo con i cambiamenti di luce e solo nella parte inferiore. Scarpe da tennis rosse in tinta con la cintura, i fiori, le scarpe e il nastro sui capelli di Bonella. Che coppia spettacolare! Da film!

Anche i più piccoli dettagli del matrimonio erano curati e divertenti: le partecipazioni arancio con scritte in rosso, le cornucopie del riso di carta rossa e i nomi degli sposi, il riso rosso, persino la novella di Rodari letta dal celebrante parlava di un gambero … anche lui rosso…  E poi l’auto degli sposi un coupé anni ’60 con sportelli apribili ad ala d’uccello. L’esperienza di Bonella come wedding planner  è venuta fuori in questi tocchi molto personali che hanno trasformato il suo matrimonio in una festa allegra, intima e modellata su lei e Marco. 

A cena con Ser Filippo Brunelleschi nella sua Firenze

Santa Maria Novella aperta di notte solo per i Lions del Firenze Brunelleschi che vanno a vedere il  Crocifisso di Ser Filippo e poi cenano nel chiostro grande

Firenze Santa Maria Novella cena Lions

Santa Maria Novella cena Lions nel chiostro affrescato da Paolo Uccello

visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Racconta Vasari che Brunelleschi e Donatello erano molto amici e condividevano imprese velleitarie e esperienze artistiche. Donato aiuta Filippo a vincere la gara per la cupola del Duomo con un modello in muratura, ma non per questo Brunelleschi gli evita le critiche e, quando vede il Crocifisso di Donatello, gli dice <<ma hai messo in croce un contadino>>, il Cristo è infatti un uomo vigoroso e leggermente sproporzionato. Filippo scolpisce un Gesù che è la perfezione assoluta. Dio fatto uomo e dunque senza difetti. Quando Donatello lo vede ha un tale choc che apre le braccia e gli cascano le uova che ha nel grembiule.

Nella realtà Donatello scolpisce dopo Brunelleschi ma è vero che il Cristo di  Ser Filippo è determinante per lui perché è proprio da quel Crocifisso che parte la scultura rinascimentale.

E’ l’importanza di quest’opera per la cultura del mondo, è il rapporto di Brunelleschi con Donatello, Nanni di Banco e Masaccio (un gruppo che rivoluziona l’arte come solo gli impressionisti, anche loro in gruppo, riusciranno a fare) che porta i Lions a Santa Maria Novella per aprire la loro annata e la vera vita del nuovo club davanti a Filippo Brunelleschi, il più grande architetto di ogni tempo di cui portano il nome.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.