Vino, studi, news, gossip

Classifiche ma soprattutto novità e curiosità del turismo

 Il miglior albergo del mondo è Burj al Arab di Dubai. Il minibar sparisce dalle camere e il Lloyd Hotel è il primo albergo con camere da 1 a 5 stelle

burj-al-arab-royal-two-bedroom-suite

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Trademark Italia fornisce le consuete statistiche sul turismo ma non solo. 5,4 milioni di italiani in meno in vacanza ma chi va in ferie sceglie luglio e agosto anche se spende di più. I prezzi degli alberghi italiani calano, la città più cara è Venezia dove dormire in inverno costa di media 143 €.

Il minibar sparisce dalle camere d’albergo di tutto il mondo perché nessuno lo usa più: ci sono cose troppo care e poco utili.

Arrivano gli alberghi da 1 a 5 stelle cioè con camere di diverso standard e prezzo: il Primo è il Lloyd di Amsterdam.

Costa 135.299 $ la bottiglia più cara on line

E’ il Grand Cru Richebourg di Henri Jayer il vino con il prezzo medio più caro di 16.193 $ ma sembra addirittura conveniente rispetto al prezzo massimo di Lafite

Chateau Lafite

Lafite

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un articolo di Wine News è lo spunto per curiosare in Wine Searcher, il sito che fornisce il miglior prezzo per tutti i vini nel mercato pescandoli da 42.000 indirizzi di e-commerce.
Nella classifica dei vini più cari del mondo le cifre sono davvero impressionanti.
Un bicchiere, nemmeno troppo pieno, del Grand Cru Richebourg di Henri Jayer, prodotto nella Cote de Nuits in Borgogna, che domina la classifica, costa circa 1.500€.
Henri Jayer, morto nel 2006, è il vero re dei vini di alto prezzo con 3 referenze fra le prime 10. La concentrazione e l’eleganza dei suoi Borgogna, le innovazioni da lui portate nel vigneto e nella cantina, fanno di Jayer una leggenda che oggi rivive nei Pinot Noir di Richebourg e di Cros Parantoux un piccolo vigneto di poco più di un ettaro di Vosne Romanée al quarto posto nella classifica.

Toast di gamberi al sesamo al modo di Hong Kong

Ricetta del miglior ristorante cinese d’Italia “Green T” tratta dalla guida “Ristoranti di Roma e del Lazio” di Giuseppe Cerasa

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Giuseppe Cerasa giornalista

Giuseppe Cerasa giornalista

2.700 ristoranti, 718 botteghe del gusto, 72 ricette …… 21 testimonial fra cui Luca Zingarelli,  Carlo Verdone …. Ecco Claudio Amendola sulla colazione << Non la faccio quasi mai, ma il caffè è sempre sotto casa al bar Il Grifone>>. Scopriamo che il ristorante preferito di Antonello Venditti è l’Osteria La Gensola e che Francesco Totti rinuncia ai tonnarelli alla burina che, “so pé li laziali”.

Questa è la spettacolare 10° guida ai “ Ristoranti di Roma e del Lazio” (Gruppo Editoriale l’Espresso 12,9€)  curata da Giuseppe Cerasa. Un repertorio intelligente e intrigante che fa sentire i migliori sapori della città eterna.

Quella che segue è la ricetta fornita da due miei carissimi amici Giacomo Rech e Jiang Yan titolari del ristorante Green T di Roma (Via del Piede di Marmo) un tempio di alta cucina cinese dove è possibile gustare piatti sublimi. Da Green T abbiamo organizzato il pranzo inaugurale del vino IGT “Il Drago e le 8 Colombe” dopo il cambiamento di uvaggio e il restyling grafico.

Il global warming nella vigna secondo Jancis Robinson

Ha un nome italiano – Antonio Busalacchi – ma dirige il centro interdisciplinare sul clima dell’Università del Maryland ed ha studiato i vigneti di mezzo mondo

Europe change in areas suitable for growing wine grapes through 2050

Europe change in areas suitable for growing wine grapes through 2050

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La Master of Wine e reputatissima opinionista sul vino Jancis Robinson ha scovato le indagini di Busalacchi e del suo assistente Eric Hackert sull’impatto del nuovo clima in due dozzine di regioni viticole sparse in tutto il mondo
Il primo dato è allarmante: secondo Busalacchi “eventi estremi, come le ondate di calore, che bloccano la fotosintesi e grandinate che distruggono tutta l’uva in una manciata di minuti, diventeranno sempre più frequenti “ . Ecco che il global warming  farà scendere il potenziale di alcune regioni viticole e accrescerà quello di altre perché modificherà alcool, acidi, zuccheri, tannini e colore di ogni vino. Per questo motivo molte cantine di Champagne stanno comprando terreni nel Sussex e Kent che sono ora diventate regioni adatte alla viticultura di alta qualità.
In generale i vigneti con latitudini o altitudini maggiori saranno beneficati dal cambiamento climatico così come i vigneti circondati dall’Oceano. Ed ecco la lista dei fortunati “ Rhine in Germany, the states of Oregon and Washington in the United States, and the Mendoza Province in Argentina and New Zealand” .

Enzo Ferrari pranzava prima di firmare un contratto e oggi?

Al Club del Fornello di Prato Roberta Schira spiega “Il nuovo bon ton a tavola e l’arte di conoscere gli altri” partendo da Enzo Ferrari

Fornelle con Roberta Schira 20 giugno 2013

Fornelle di Prato con Roberta Schira

Visto per voi da Marzia Morganti Tempestini
<Non iniziate mai una relazione con un partner senza averci mangiato almeno una volta> diceva Enzo Ferrari che prima di assumere un manager o un ingegnere se lo portava al ristorante. Le persone, il loro carattere, il loro modo di relazionarsi con l’altro si riconoscono a tavola. E’ questo uno dei tanti passaggi dell’ultimo libro della giornalista e scrittrice Roberta Schira, intitolato “Il nuovo bon ton a tavola e l’arte di conoscere gli altri” (Salani editore, 13,50€). Roberta, dopo un lungo viaggio da Crema a Prato, sotto il sole cocente di questa estate appena sbocciata, è arrivata al Club del Fornello di Prato, nella splendida cornice della Fattoria La Serra, per presentare il suo ultimo libro.
La Schira studiava per fare la psicanalista e invece è divenuta una delle firme del “Corriere della Sera” ha inoltre dato alle stampe tredici libri fra ricettari e narrativa, sempre con uno sfondo gourmet. Il suo best seller è il libretto “Cucinoterapia” dove svela come curare, accudire, amare se stessi e gli altri con il cibo.

Come godere un grande vino senza ingrassare

Dieta e vino: un calice di Brunello vale 120 calorie, uno di Franciacorta 112 mentre un boccale di birra arriva a 175

Letto per voi Donatella Cinelli Colombini

Giorgio Calabrese

Giorgio Calabrese Presidente ONAV

Ecco la mappa della dieta nel bicchiere. Rinunciando a qualche dolcetto è possibile godersi un grande vino senza esagerare nelle dosi ( 141 gr). Molto più problematico l’uso di super alcolici specialmente Whiskey e Gin che salgono oltre le 100 calorie con una dose davvero piccola. La sorpresa arriva dalla birra che ingrassa più del vino: a parità di quantità si arriva anche a 175calorie. Per chi tiene d’occhio la bilancia sono da escludere le tipologie Lager, Stout e soprattutto Ale che è una vera bomba calorica.
L’argomento dettagliatamente approfondito da Fiorenzo Sartore di Intravino, è dei più intriganti.

La morte della “Wine critics” e le condoglianze

E’ il miglior post 2013 per Wine blog awards  e arriva dal Master of Wine Ron Washam. Con tanta ironia e un pizzico di aggressività mostra cosa pensano i giovani

Lo Hai Qu

Lo Hai Qu

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Si intitola Lo Hai Qu on The Death of Wine Critics e ci mostra una giovane cambogiana che indossa un abito molto corto, mentre sorseggia un vino roso e fuma . Si tratta dell’assistente del Master of Wine Ron Washam e ha il compito principale di preparargli le degustazioni distinguendo il vino dall’orina. Non ridete c’è scritto proprio così! Il post va avanti con un misto di autoironia e realismo mettendo in luce la distanza fra i wine critics tradizionali e i giovani. Se in 4 anni si diventa medico come è possibile che ce ne vogliano 5 anni per imparare il vino? E poi i punteggi, per Lo Hai Qu sono cose senza senso come pagare per il parere di un esperto quando c’è tutto in internet gratis.
Insomma postare un pezzo del genere è davvero un atto di coraggio. Significa confrontarsi senza paura con la nuova generazione dei consumatori. Solo l’ironia britannica e una competenza sconfinata sul vino consentono di affrontare a viso aperto la questione e infatti il post arriva dalla House of Master of Wine, un tempio di competenza enologica popolato da gente che ha fatto del vino la sua ragione di vita e quasi una religione.
Ma non basta, in un successivo post del 29 luglio, la saga di Lo Hai Qu continua con l’annuncio della produzione di un film intitolato “House of Racks” e girato nella cantina di Ron Washam.

La panzanella di Prato

Il Festival del pane a Prato con 50.000 visitatori e la panzanella – piatto toscano estivo- preparata con la bozza pratese fatta con lievito madre [caption id="attachment_13015" align="alignleft" width="300" caption="panzanella"][/caption] Visto per voi Di Marzia Morganti Tempestini Il Festival del pane che si è tenuto a Prato l’8 e 9 giugno ci ha fatto riscoprire l’importanza del pane sulla nostra tavola. Incontrare e vedere all’opera una squadra di fornai è stata un’esperienza entusiasmante. Ognuno di loro ha preparato la bozza pratese, il tipico pane prodotto con farina acqua e lievito madre, tagliato con la classica forma a ‘bozza’, seguendo la tradizione di famiglia...

Scegli la foto vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2013

Scegli la foto più bella dei territori dei vini Brunello e Orcia, una campagna meravigliosa che l’Unesco ha, in parte, iscritto nel Patrimonio dell’Umanità
Di Donatella Cinelli Colombini
Per vedere le 5 immagini finaliste e scegliere la preferita basta cliccare qui

Montalcino, Premio Casato Prime Donne, Scegli la foto

Premio Fotografico, Casato Prime Donne 2013

Oppure aprire il sito https://www.cinellicolombini.it/premio-casatoprimedonne.html , il banner di voto si trova in alto a destra, ci sono anche informazioni sul Premio e i vincitori delle passate edizioni.

Le 5 immagini finaliste sono davvero stupende. Sono state scelte fra i concorrenti al Casato Prime Donne 2013 dalla giuria composta da Francesca Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.

Fra le 5 fotografie finaliste tu deciderai, col tuo voto, la vincitrice del concorso.
Raffigurano il territorio Sud della Toscana dove nascono vini meravigliosi come il Brunello e l’Orcia. Colline dove il lavoro dell’uomo e la natura hanno creato un’armonia perfetta che si è miracolosamente conservata nel tempo. Un territorio fotografato milioni di volte e proprio per questo difficile da ritrarre perché tutto è déjà vu ed è facilissimo cadere nella retorica.

La Primavera del Rinascimento e l’estate Lions

Anteprima dell’annata per i Lions del Firenze Brunelleschi che salutano la formella del grande architetto, simbolo del loro Club, prima che voli al Louvre

Lions Club Firenze Brunelleschi

Lions Club Firenze Brunelleschi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La splendida mostra di Palazzo Strozzi “Primavera del Rinascimento” sta per lasciare Firenze diretta a Parigi ma i Lions del Brunelleschi sono andati in gruppo (32 persone) a visitarla per ammirare dal vero la formella con il “Sacrificio di Isacco”. Aperitivo all’Hotel Tornabuoni Beacci con spuntino estivo a base di panzanelle, pappa col pomodoro e gazpacho. Foto di gruppo e quindi visita guidata della mostra. Una visita che ha suscitato un grande interesse per cui si è protratta fino al limite massimo dell’orario di chiusura sfidando il caldo di una serata africana.
Le due formelle con i rilievi del Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti e  Filippo Brunelleschi per la Porta del Battistero aprono la seconda sezione della mostra intitolata l’Alba del Rinascimento. L’“età nuova” inizia assieme al Quattrocento, è il momento in cui nasce un nuovo stile e un nuovo modo di concepire l’uomo e il suo destino. Firenze diventa un vivaio di giovani artisti geniali spesso amici tra loro come Brunelleschi, Donatello e Nanni di Banco che insieme crearono il modello della cupola del Santa Maria del Fiore convincendo le autorità cittadine a affidare il cantiere a Ser Filippo Brunelleschi.

La filiera corta contro la galline a 4 zampe

 A Siena per parlare di filiera corta e di alimenti freschi “sostenibili” ma anche capaci di contrastare la pirateria alimentare e educare i bambini

Filiera Corta a Siena

Mensa nell'orto convegno Filiera Corta

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Filiera corta, della serie più sano, più fresco, più stagionale, più utile all’economia locale ….. questo il tema del convegno organizzato a Siena dall’Amministrazione Provinciale. Quasi un addio prima della soppressione delle provincie annunciata per la fine dell’anno. Siamo all’Accademia dei Fisiocritici, uno dei luoghi più belli e meno conosciuti di Siena. Collezioni di fossili, funghi che riportano nell’Ottocento … persino lo scheletro di una balena. Nel sotterraneo, il labirinto scavato nel medioevo contiene il planetario e il percorso didattico sulle stelle.

Da Montalcino il turismo del vino va in Cina

Oltre che esportare Brunello, Montalcino esporta da anni un modello di turismo del vino che persino i cinesi vogliono imparare

delegazione Yanqing con Francescelli e Mastroberardino

Montalcino Francescelli e Mastroberardino con delegazione Yanqing

La Presidente del Movimento del Turismo del Vino Daniela Mastroberardino, Donatella Cinelli Colombini ideatrice di “Cantine aperte” e il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli hanno accolto una delegazione della città di Yanqing centro di 310.000 abitanti in grande espansione nelle vicinanze di Pechino. Si tratta di una zona dove c’è un flusso di 8 milioni di visitatori all’anno grazie a un tratto particolarmente bello della Grande Muraglia. Il nuovo business è il vino con 30 cantine e un Wine expo in programma nel luglio 2014. La presenza contemporanea di turisti e vigneti ha spinto il vice sindaco e una delegazione di amministratori a mettersi in viaggio per trovare partner capaci di trasferire  know how sull’enoturistico. La proposta è quella di una “gemellaggio” fra Montalcino e Yanqing che crei, nella capitale del Brunello, una sorta di scuola di turismo del vino per tecnici cinesi.

Se vuoi vendere il vino in USA ecco la mappa

La California da sola consuma il 18% del vino ma lo produce anche, Florida e New York hanno una quota di mercato dell’8% ciascuno [caption id="attachment_12956" align="alignleft" width="225" caption="Violante con la magnum di Opus One"][/caption] Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini L’area commerciale della costa Atlantica è decisamente la più forte per i consumi di vino, perché accanto alla grande mela ci sono il New Jersey con il 4,5% di quote di mercato, il Massachusetts (3,9%) e la Virginia (2,9%) che è lo stato in maggiore crescita (Corriere Vinicolo 17 giugno). I primi 10 stati, per il business del vino, valgono il 61%...

                                                                       
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