Vino, studi, news, gossip

Questa non ci voleva, mio caro Montalcino

Ancora un episodio di cronaca nera a Montalcino per spaccio di stupefacenti

Di Donatella Cinelli Colombini

Carabinieri

Carabinieri

Sembra non avere pace la nostra cara Montalcino: 5 persone arrestate, 3 con l’obbligo di dimora e altre 15 indagate per aver organizzato una centrale di smercio di cocaina. Alcuni albanesi e qualche locale facevano arrivare la droga da Milano e da Roma per poi venderla in zona sfruttando la copertura del lavoro in tre aziende del vino. Aziende che sono risultate del tutto estranee al losco traffico.
L’operazione “Montalcino Express”, dei Carabinieri di Siena e Montalcino, sotto la direzione dal Sostituto Procuratore Nicola Marini, era iniziata nel 2013 e oggi ha portato alle perquisizioni e al sequestro di 4 kg di cocaina. Un network lucroso che fruttava circa 20.000 Euro al mese.

Sostituto Procuratore Nicola Marini

Sostituto Procuratore Nicola Marini

Un episodio come tanti altri simili, che ogni giorno compaiono nelle pagine dei giornali in ogni parte d’Italia, ma anche un episodio sconvolgente per noi che amiamo Montalcino e abbiamo qui le nostre radici, le nostre famiglie, gli amici e le attività. Abituati a pensare a Montalcino come un luogo tranquillo, legato alla terra e alle tradizioni, amareggia scoprirlo per la seconda volta, in pochi mesi, al centro di episodi giudiziari. Sono casi isolati, è vero, ma soprattutto le notizie di oggi fanno riflettere.

Scandaloso! Prosecco alla spina

A Londra lo vendono come “Vino frizzante italiano” e sta dilagando: Pizza Pilgrims a Soho, Tozi a Victoria e il ristorante del Covent Garden

Prosecco alla spina

Prosecco alla spina

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Tutto è iniziato prima di Natale quando un pub di Leeds ha pubblicizzato su Facebook il Prosecco alla spina. La notizia è stata ripresa dal quotidiano Daily Mail e ha avuto anche un hashtag Twitter di notevole successo #proseccoontap cioè prosecco alla spina. A quel punto i produttori del Veneto sono scesi sul piede di guerra sollecitando l’intervento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi.

commonprosecco

commonprosecco

Infatti il regolamento europeo impone di commercializzare il Prosecco solo in bottiglia. Il nome del vino è quindi scomparso sostituito dalla dizione “vino frizzante italiano” ma la tipologia del vino è proprio quella sia negli aromi che al gusto e anzi i gestori dei pub giocano sul “detto e non detto” per commercializzarlo come Prosecco anche senza scriverlo esplicitamente.

L’Italia del vino va da Papa Francesco

Il 21 gennaio Franco Ricci presidente della Fondazione Italiana Sommelier guiderà una delegazione di 150 esponenti del mondo del vino dal Santo Padre

Papa Francesco

Papa Francesco

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il sito inglese The Drinks Business ha titolato in modo sarcastico <<vanno dal Papa per chiedergli di pregare per la vendemmia 2015>>. Commento decisamente cattivo che nel corpo dell’articolo rincara la dose << il 2014 è stata un’annata da dimenticare per il vino italiano, la più scarsa in 50 anni, massacrata dal maltempo. Poi c’è il declino del consumo interno di vino>> Insomma la visita dal Papa viene presentata come un’azione utilitaristica quasi fosse lo stregone a cui chiedere la danza della pioggia.

Non condivido né il contenuto né il tono di questo articolo e trovo invece encomiabile l’udienza pontificia organizzata da Franco Ricci. <<Il Papa ama il vino e lo beve a tavola a Santa Marta>> ha detto Ricci a Luciano Ferraro di DiVini del Corriere della Sera << io gli ho scritto chiedendo di fargli visita con un vasto gruppo del nostro settore e Padre Georg mi ha risposto>> .
Bellissima l’iniziativa di Ricci che riavvicina il mondo del vino alla Chiesa facendo leva sull’origine di Papa Francesco da una famiglia di vignaioli dell’astigiano.

I vini più cari del mondo nel 2014

500.000$ è il prezzo più alto pagato per una bottiglia di vino. Richembourg guida la classifica dei vini più cari ma la riscossa italiana è guidata da Sassicaia

Cabernet Sauvignon Screaming Eagle del 1992

Cabernet Sauvignon Screaming Eagle del 1992

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

In assoluto la bottiglia venduta al prezzo più alto è una sei litri di Cabernet Sauvignon Screaming Eagle del 1992 che fu battuta a un’asta benefica nel 2000 alla vertiginosa cifra di 500.000 Dollari.
Se invece andiamo a vedere la lista delle bottiglie più care normalmente in vendita troviamo al primo posto Richembourg Grand Cru Cote de Nuits del compianto Henri Jayer il mago del Pinot Noir. Jayer puntava sulla naturalezza per produrre Borgogna di straordinaria finezza e concentrazione, piccole produzioni da mito come questa. Il prezzo di 15.887 Dollari è quello medio più alto dichiarato dalle rivendite che fanno capo a Wine Searcher. Questo portale è la fonte più attendibile e accreditata a livello internazionale perché vi confluiscono i listini di 47.000 enoteche di tutto il mondo. Se dice che il prezzo medio di una specifica etichetta, è il più alto, possiamo essere certi che sia vero.
Sempre nella stessa lista con i 50 vini più cari scoviamo un Petrus con il prezzo massimo di 60.221$ e un Domaine de la Romanee Conti Montrachet a 59.565$. Due miti che ogni wine lover vorrebbe assaggiare almeno una volta nella vita, magari evitando proprio queste bottiglie inavvicinabili.

Il lavoro nel vino si cerca on line

Cantinieri e enologi, responsabili dell’enoturismo e soprattutto addetti al commerciale, trovano lavoro on line scegliendo su offerte sempre più internazionali

Organizzatore di wine shop

Organizzatore di wine shop

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sono sempre più numerosi e ben organizzati i siti che offrono lavoro nel vino e sono ormai il canale privilegiato per incrociare domanda e offerta.
Comincio questa carrellata da Drinks business dove c’è una lista di offerte che va dal cantiniere della London Cru a chi compra Champagne a Birmingham ma la ricerca di nuovo personale si concentra sui responsabili vendite anche on line. Ecco le tre proposte più stuzzicanti.

Addetto alle vendite di vino al pubblico

Addetto alle vendite di vino al pubblico

La London Cru – la celebre cantina nella capitale britannica cerca un tuttofare che si occupi di espandere il business lavorando su produzione, eventi, amministrazione e marketing.
Berkmann Wine Cellars vuole assumere un Sales Account Manager ed è disposto a dargli stipendio per 23 giorni lavorativi + le ferie, bonus, pensione aggiuntiva, auto, telefono e computer portatile.
Riviera Yacht Support con base a Antibes Francia cerca personale che acquisti e venda vini per le barche di super lusso.
Altro buon indirizzo, per chi cerca lavoro nel vino, è Wine Meridian il sito di Fabio Piccoli, che ha una speciale rubrica di annunci per professionisti di notevoli capacità. Spicca la richiesta di un enologo per la direzione tecnica di una cantina veneta con 70 tipologie di vini.
Wine Job è il sito italiano più visibile fra quelli sui nuovi posti di lavoro in cantina. Qui le proposte sono più varie anche se il settore commerciale prevale sugli altri. Ci sono opportunità anche per chi ha una buona esperienza sul packaging e sull’accoglienza turistica.

Arte, struzzi e mucche nella fattoria del papà di Euronics

Benito Butali e sua figlia Paola a La Cerreta  fra arte e natura con stalle affrescate, struzzi di plexiglass e scale di vetro di Murano fra gli olivi

Paola Butali mostra lo struzzo in plexiglass a Pietro Pagliuca

Paola Butali mostra lo struzzo in plexiglass a Pietro Pagliuca

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Benito Butali è sempre stato un commerciante di successo e nel 1999 trasformò le sue grandi rivendite di elettrodomestici e elettronica di consumo in Euronics, un network commerciale formidabile, il più forte in Italia e il maggior marchio europeo, di cui è tutt’ora il maggiore azionista. Benito è un genio del commercio al dettaglio che, tuttavia ha nel cuore la campagna. Perché <<la cosa che ama di più è La Cerreta>> la splendida fattoria di Castiglion del Lago in provincia di Perugia che la figlia Paola ha riempito di opere d’arte.

La Cerreta Castiglion Del Lago Butali digestore

La Cerreta Castiglion Del Lago Butali digestore

Ecco l’enorme digestore che trasforma i foraggi e i liquami delle mucche in gas, coperto da un immenso murales che lo trasforma in un’istallazione artistica. Stessa cosa le pareti esterne delle stalle bovine dove un coloratissimo affresco raffigurante uno struzzo dal lungo collo, ci invita a visitare i vicini allevamenti.

Nei recinti ci sono struzzi vivi, con i grossi maschi che fanno balletti sexy destinati ad ammaliare le femmine. Ma c’è anche uno struzzo opera d’arte in plexiglass verde e poi ci sono le borse di struzzo, disegnate da stilisti affermati e eseguite in modo impeccabile a un prezzo incredibile: meno, ma molto molto meno rispetto ai negozi in città. Vale la pena andarci anche solo per comprarle.

Il vino al femminile secondo Jancis Robinson

La più celebre Master of Wine Jancis Robinson chiede <<Le donne e gli uomini hanno un rapporto diverso con il vino? >> e le sue risposte lasciano basiti

Jancis Robinson MW

Jancis Robinson MW

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Penserete a una rivista femminile? No, l’articolo è nel “Financial Times” il quotidiano dei banchieri, della finanza che conta e dei grandi imprenditori! Ed è una pietra miliare. Invito tutti a leggerlo, specialmente i maschietti. <<Quando sceglie una bottiglia da servire a casa un uomo si chiede – è abbastanza cara per il mio boss/cliente/amico? Una donna invece si chiede – ci piacerà berlo insieme?>> Verissimo. E’ una verità che è sotto gli occhi di tutti, le donne sono pragmatiche. Ma la botta forte viene dopo <<women have superior tasting abilities to man, performing more precisely and consistently in experiments>>. Letteralmente le donne sono più capaci degli uomini nell’assaggio, sono più attente e più sperimentatrici. Poi racconta della Digital Wine Comunication Conference, quella di cui ci ha parlato, tempo fa Gian Piero Staffa che era seduto proprio accanto a lei. I dati parlano chiaro: il 58% dei consumatori abituali USA sono donne, 7 bottiglie su 10 comprate nei supermercati inglesi sono acquistate da donne. Persino la diffusione dei vitigni nel mondo risente della “femminilizzazione” del mercato ed ecco che aumentano Chardonnay e Pinot grigio.

Mercati che passione! I migliori food market d’Europa

La mia classifica mette in testa la Boqueria di Barcellona ma il Markthal di Rotterdam è realmente il più innovativo e sensazionale tempio del cibo in Europa

Markthal di Rotterdam

Markthal di Rotterdam

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dove fare la spesa è un’avventura culturale. Questo post parte dalla classifica dei TOP 10 food market in Europa pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian e poi ripresa dal super aggiornato blog la Cucina del Corriere della Sera. Sul gradino più alto del podio il Markthall di Rotterdam uno spettacolare tunnel con un soffitto coloratissimo sotto il quale ci sono negozi, ristoranti e stand gastronomici. E’ talmente enorme che nelle pareti del tunnel ci sono abitazioni. E’ sensazionale un luogo simile in una città portuale non troppo attraente  per lo stile di vita molto serio le architetture moderne belle ma forse troppo eccentriche, il clima umido…. Merkthall è tempio foodie, una botta di vita che potrebbe cambiare volto alla città.

Secondo classificato  il mercato di Dalston  famoso per il festival del cibo da strada nel quartiere più cool di Londra.

I 10 furti di vino più sbalorditivi della storia

Quello che si beve il vino del Principe Carlo, chi si infila Mouton Rothschild nei pantaloni, chi ruba per amore ….ecco la classifica di The Drinks Business
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Queen-Elizabeth-Angry

Queen-Elizabeth-Angry

Il furto di vino più sorprendente è di Michael Fagan un disoccupato che, nel 1982, si introdusse nella camera da letto della Regina Elisabetta e fu poi condannato per essersi scolato mezza bottiglia di vino australiano destinato al Principe Carlo. Infatti, fino al 2007 entrare a Buckingham Palace, senza invito, non era un reato e dunque per punire l’indiscreto visitatore non poterono fare altro che condannarlo per il furto del vino.

Altra storia buffa quella del truffatore che si è spacciato per l’agente del calciatore del Chelsea Didier Drogba ed è andato in un ristorante di Cambridge con due stelle Michelin prenotando un tavolo e vini come Château Lafite e Petrus. Più seria invece la storia della banda catturata dai gendarmi francesi all’inizio del 2014, dopo che, per mesi, avevano assaltato una cantina di Bordeaux ogni quindici. Bottino complessivo un milione di Euro.
C’è poi il furto di vino per amore di una ragazza texana che ha rubato per farsi arrestata e rivedere il suo ragazzo che era in prigione da qualche ora.

Haut Brion 500 anni di storia e di grandissimo vino

Storie celebri e aneddoti personali su Haut Brion, l’unico Chateau fuori del Medoc ad essere Premier Cru Classé dal 1855

haut-brion-wine

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I documenti scoperti di recente fanno risalire al 1521 la fama dei vini del celebre chateau. In effetti già nel 1660 le bottiglie di Haut Brion erano sulla tavola del Re d’Inghilterra Carlo II e venivano considerati molto innovativi “new french claret” per una tecnica di macerazione che gli consentiva di invecchiare lungamente. Una storia di grandi personaggi e di frequenti cambi di proprietà finché nel 1935 Haut Brion entrò in possesso della famiglia americana Dillon che lo possiede ancora. Poco distante dal centro di Bordeaux, è su un terreno pianeggiante di 51 ettari coperto di sassi.
A prima vista non sbalordisce ma poi lo assaggi e ti innamori!
Il mio ricordo di Haut Brion è molto particolare e un po’ buffo. Faccio un passo indietro, quando ho creato la mia azienda, nel 1998, sentivo il bisogno di imparare, di aggiornarmi sul vino e dunque frequentai, per tre anni di fila, dei corsi full immersion, sui vini rossi organizzati da ARSIA Toscana nella mitica Faculté d’OEnologie dell’Université Segalen Bordeaux2. Le lezioni più attese

Cena di gala per i 75 anni di proprietà Dillon

Cena di gala per i 75 anni di proprietà Dillon

erano quelle del Professor Yves Glorie il genio che aveva insegnato al mondo l’importanza della maturità polifenolica dell’uva. Era reduce da un’incidente che lo aveva riempito di fratture e assumeva delle posture da contorsionista per soffrire meno. Il suo linguaggio diretto e la sua ironia rendevano meno pesanti le lezioni piene zeppe di dati. Come molti docenti della facoltà, anche lui seguiva cantine di altissimo livello fra cui Haut Brion dove potemmo vedere dal di dentro il magico mondo di un Premier Cru Classé.

Ristorante per sole donne

La rivoluzione  vera è fatta da gente comune come noi e la libertà passa attraverso piccoli gesti come l’apertura di un ristorante per sole donne in Afghanistan

Herat Afghanistan ristorante per sole donne

Herat Afghanistan ristorante per sole donne

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il ristorante si chiama come la città di Scranton, in Pennsylvania, dove sono stati raccolti i 20.000 Dollari che sono serviti per organizzarlo. Si trova a Herat, nell’Afghanistan occidentale, ed è frutto di Suraya Pakzad Una, una coraggiosa attivista di 42 anni, che gestisce cinque centri di accoglienza per vittime di abusi e maltrattamenti. Suraya è continuamente oggetto di minacce di morte ma non si arrende. Chi l’ha incontrata al “Giardino delle donne” ad Herat, centro realizzato con l’aiuto del Contingente militare italiano in Afghanistan, racconta con ammirazione della forza che ha dentro.

Aprire un ristorante per sole donne in Afghanistan è un’impresa eroica e rivoluzionaria perché in quel Paese le donne non hanno diritto all’ istruzione e all’assistenza medica, non possono mangiare fuori casa e anche camminare per strada le mette in grave pericolo. Il ristorante aperto da Suraya è dunque un atto di grande coraggio che offre alle donne un luogo protetto per riunirsi e socializzare.

La cantina rosa riceve il calendario dei vignaioli sexy

Il regalo più divertente ricevuto in questo fine d’anno arriva da Sieghard Vaja ed è il calendario dei vignaioli tedeschi nudi autografato dai protagonisti

weininsel's 1

weininsel's 1

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Insieme allo spiritosissimo calendario ho ricevuto questa lettera:
Cara Donatella e tue stimate e preziose collaboratrici,
per l’inizio dell’anno nuovo un calendario a tema vitivinicolo, suppongo sia ammagliante nell’accompagnarvi verso futuri progetti.
A questo proposito, e per nulla volendo sembrare banale, inopportuno e volgare, vi mando – a voi donne del vino – un calendario “artistico” di colleghi transalpini della regione Franken (Franconia) in Germania).
Tutti i protagonisti, che svolgono realmente il loro lavoro nell’ambito vitienologico tra le ridenti località di Nordheim ( dove ha sede la mia attuale cantina) e Sommerach sulla “Weininsel” (L’isola del vino), hanno sottoscritto con entusiasmo al mio appello per augurarvi un ottimo inizio 2015.
Allo stato attuale questa è l’unica copia autografata.
A voi tutte buone e serene festività
Sieghard Vaja

Smettiamo di usare i diserbanti nei vigneti

Fanno risparmiare qualche soldo ma gli erbicidi danneggiano la qualità dell’uva e soprattutto inquinano il terreno fino ad arrivare alle falde e al mare

Vigneto senza diserbanti

Vigneto senza diserbanti

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Anch’io, come tutti, sono andata a un convegno sulla sostenibilità del vino. E’ l’argomento del giorno promosso da associazioni, enti, progetti … tante, forse troppe iniziative come ha sottolineato Attilio Scienza nel  “WineWorld Economic Forum”, al “Merano WineFestival” 

Servono poche regole chiare.

Anche nel convegno a cui ho assistito, il punto centrale sembrava il “foot print” – l’impronta ecologica misurabile con il bilancio del CO2. Ovviamente è importantissimo ridurre i consumi di acque e energia, ridurre le emissioni nell’aria e di rifiuti solidi ma la cosa più urgente è, a mio avviso, ridurre i pesticidi. Altrimenti finisce che, il vignaiolo biologico, risulta più inquinante di quello che usa la chimica pesante, perché va avanti e indietro con il trattore per dare rame e zolfo alle viti. <<I progetti di sostenibilità nati negli anni  si fanno la guerra, ognuno guarda a sé, pensando di essere il progetto migliore>> ha detto il Professor Scienza a WineNews.

Qualcosa di nuovo arriva dalla Borgogna dove stanno per investire 1,7 milioni di Euro per sperimentare i droni, mini elicotteri che svolazzeranno fra i filari analizzando, con sensori e telecamere, tutte le  viti. Un progetto, che durerà tre anni,  e permetterà di  ridurre i pesticidi facendo una diagnosi precoce e capillare di ogni pianta. Questa si che è un progetto in grado di incidere sulla sostenibilità del vino.

Cara Siena, meno rimpianti e più progetti

Cara Siena in ogni angolo del tuo territorio si trovano esempi di stoico impegno in difesa delle persone e del territorio. Da questi bisogna ripartire

Siena Duomo

Siena Duomo

Di Massimo Vita presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS per Donatella Cinelli Colombini

Da molte parti si sente un lamento per le occasioni perdute, per i denari sprecati, per il fatto che forse nessuno mai pagherà ma esiste, per fortuna, anche tanta voglia di rinascere e questa voglia sgorga dal cuore grande di chi vive questo territorio.
Se invece di guardarci indietro ci sforzassimo di lanciare lo sguardo oltre il presente potremmo costruire occasioni vere di riscatto e per farlo dobbiamo partire dal nostro personale sentire, dal nostro essere persone che hanno voglia di vivere e contribuire al benessere di tutti.
Ci vuole un impegno corale se non si vuole rimanere impantanati nella melma della polemica e dei rimpianti.

  • Le associazioni dovranno fare la loro parte con un maggiore spirito di collaborazione tra loro;
  • le contrade si dovranno sentire ancora di più il centro di tutto il sistema;
  • la politica dovrà essere capace di innovarsi e innovare non per dare risposte ai professionisti dell’anti politica ma per rispondere ai bisogni dei cittadini;
  • le istituzioni dovranno agire sinergicamente per assicurare alla collettività un reticolo organizzativo di alto livello senza il quale nulla si costruisce.

                                                                       
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