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Sonic Decanter e il tuo vino invecchia in un quarto d’ora

Un contenitore cilindrico spara onde sonore ad alta frequenza sulla bottiglia di vino che in 15 minuti sembra più vecchia di anni. Scoperta geniale o inutile?

Sonic decanter

Sonic decanter

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il congegno è stato inventato dallo statunitense Michael Coynee sarà in vendita a giugno 2015 al prezzo di 199$. Il Sonic Decanter ha sconcertato tutto il mondo del vino incerto se giudicarlo la trovata del secolo o l’ennesima bufala inutile e forse persino poco salutare. C’è chi, come Luciano Ferraro, ha storto il naso titolando il suo articolo <<Decanter ad onde sonore, come rovinare un vino>> e chi come Drinks business si mostra più possibilista e sembra accettare la versione di Coyne <<Sonic decanter migliora il gusto dei vini aggiungendo sapore>>.
Il procedimento è piuttosto semplice: la bottiglia stappata viene introdotta nel tubo cilindrico in cui è stata precedentemente versata dell’acqua. Dopo 15 minuti il vinello di pochi mesi sembra prodotto anni prima. In mercati come il Canada o la Gran Bretagna, che prediligono le bottiglie vecchie potrebbe consentire notevoli guadagni, soprattutto nella ristorazione trasformando vini di primo prezzo in bottiglie da mettere in conto a valori molto più alti. In effetti la stampa britannica ha scritto diffusamente del Sonic Decanter dimostrando un effettivo interesse.

Enolions al via la seconda edizione del concorso

L’unico concorso italiano che premia i vini preferiti dai giovani: enologi, giornalisti e sommelier sotto i 40 sceglieranno anche il produttore dell’anno

Enolions 2014 la giuria a lavoro

Enolions 2014 la giuria a lavoro

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I vini concorrenti (c’è tempo fino al 25 febbraio per scaricare i moduli dal sito www.enolions.it e per mandare i vini a Villa medicea di Artimino a Prato) saranno divisi in 16 categorie – dai grandi rossi maturati in botte ai passiti – e verranno valutati in base ai gusti dei nuovi consumatori esperti, quelli che presumibilmente fanno da driver al mercato. Premi speciali anche alle migliori espressioni delle denominazioni di cui ci saranno almeno 10 concorrenti e soprattutto l’elezione del vino e del produttore dell’anno. Quest’ultima è la vera novità della seconda edizione 2015 di Enolions e

Enolions

Enolions

valorizzerà la cantina che meglio orienta la sua produzione enologica a “misura di giovane wine lover”. Vincerà il titolo chi avrà un punteggio più alto sommando tutte le valutazioni dei suoi vini con oltre 88/100.
Nato in Toscana lo scorso anno in seno ai Lions Clubs International – più grande organizzazione mondiale di service attivo in 210 Paesi con azioni locali e sovranazionali in favore di chi soffre- Enolions ha anche un fine benefico con la raccolta fondi per il teleconsulto delle malattie cardiache congenite, cioè consentirà la diagnosi a distanza ai malati di cuore.
Enolions ha inoltre il fine di educare i giovani al bere responsabile e, anche per questo, è ufficialmente autorizzato del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Si tratta dunque di un concorso nazionale con tutti i crismi di legalità e autorevolezza: i vini, resi anonimi dal notaio, verranno assaggiati da commissioni di 7 membri – 4 enologi, 2 sommelier e 1 giornalista- con il metodo di analisi sensoriale dell’ ”Union International des Oenologues”.

Dopo master of wine e master sommelier ecco la Royal in law

L’avvenente Pippa Middleton sorella della futura regina d’Inghilterra Kate e cognata del Principe William ha superato l’esame di Wine and Spirit Education Trust

Pippa-Middleton

Pippa-Middleton

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

A volte i cambiamenti avvengono anche grazie a personaggi simbolo che danno loro un volto e una storia. Tendenze che nascono spontaneamente rispecchiando bisogni che sono già nell’aria. Questo è il caso di Pippa Middleton che ha frequentato con successo il corso avanzato sul vino WEST – Wine and Spirit Education Trust << un percorso professionale per chi vuole organizzare eventi o fare il sommelier >> ha spiegato la cognata più famosa del mondo, che ha frequentato le lezioni per assumere un ruolo nella rivista “The Spectator” per cui lavora e che ha un ottimo wine club. Pippa ha dunque uno spiccato interesse per il vino e ha cercato di svilupparlo anche con qualche disavventura. Nell’articolo di The Drinks Business che ha diffuso la notizia, racconta come sia dovuta entrare di soppiatto nel negozio di vino sotto il suo ufficio per sfuggire ai paparazzi che l’inseguono costantemente <<poteva essere leggermente imbarazzante essere fotografata mentre mi aggiravo in negozio di alcolici un sacco di volte nel pomeriggi>>. Tenace e scaltra la piccola!

W Riccardo Cotarella presidente mondiale degli enologi

E’ bravo, competente, ha un’energia vitale travolgente, il coraggio di accettare le sfide e persino quello di cambiare idea come sui solfiti nel vino

Vespa, D'Alema, Cotarella

Vespa, D'Alema, Cotarella

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Vi racconto un episodio. Due anni fa partecipò a una cena dedicata all’olio extravergine nel ristorante di Vissani a Baschi, vicino a Orvieto. Al mio tavolo c’è il proprietario di un frantoio della zona che racconta della recente alluvione <<la mattina dopo, quando l’acqua si è ritirata, rientriamo nei capannoni ma c’è fango dappertutto, siamo paralizzati dalla disperazione. Poi arriva Riccardo Cotarella, è un amico, abita vicino a noi con il fratello Renzo, e ci dice – forza stasera ricominciamo a molire le olive, vi mando anch’io qualcuno – lo guardiamo increduli ma le sue parole ci danno la spinta. Arrivarono i suoi operai, lavoriamo tutto il giorno e nel pomeriggio Riccardo torna con una zuppa calda. Dopo ricominciamo a frangere l’olio. Senza di lui non ce l’avremmo fatta>>
Questo racconto ci fa conoscere Riccardo Cotarella più della sua intera biografia.
Ci fa capire come la sua elezione, a presidente degli enologi mondiali, sia un onore per lui e per tutto il vino italiano, ma soprattutto sia un’opportunità per ripartire, per farcela nonostante la crisi, per crederci e andare avanti.
Per questo gli è stata affidata una “mission impossible” con la presidenza del Comitato vitivinicolo di Expo 2015. Ma se non riuscirà lui, a far partire il padiglione del vino, non ci riuscirà nessuno! Lui è davvero il migliore!

Difendiamo l’olio vero: dal tappo antirabbocco ai sequestri

Nell’anno orribilis per l’olio italiano -40% per garantire i consumatori arriva il tappo antirabbocco istruzioni contro l’olio taroccato

Bruschetta con olio Fattoria del Colle

Bruschetta con olio Fattoria del Colle

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini Se vi chiedete come essere certi di comprare olio extravergine italiano autentico la prima risposta è <<occhio al prezzo>> quelli sotto i 10€ al litro sono quasi sicuramente taroccati. Vi consiglio di andare dal frantoio o dalla fattoria in cui lo prendete regolarmente e chiedergli quello 2013. Quest’anno la mosca e il clima sfavorevole hanno ridotto moltissimo la produzione d’olio. Si sono salvati solo gli oliveti dove i trattamenti antiparassitari sono stati uno dietro l’altro, a maggior ragione vi consiglio di comprare l’extravergine 2013 ( anche noi l’abbiamo messo da parte e lo vendiamo ). In Italia consumiamo circa 12 litri a persona all’anno, quindi la recente campagna olivicola ha prodotto metà del fabbisogno nazionale. In queste condizioni, con l’olio che manca e i prezzi alle stelle, i furbetti e i delinquenti sono attivissimi e sul fronte opposto magistratura, Repressione Frodi, NAS dei Carabinieri gli stanno dando la caccia senza soste. Guardi e ladri dunque!

12 cibi da non mettere in frigo e quelli da soste brevi

Persino lo spumante si rovina se tenuto in frigo per mesi, figuriamoci pomodori, formaggi stagionati o pane! Cosa mettere in frigo e cosa no, ecco le istruzioni

cipolla

cipolla

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Se siete ghiotti non rovinate ciò che avete comprato conservandolo male. Ecco qualche consiglio utile dettato dall’esperienza e dalle mie ricerche. Cominciamo con le 12 cose che proprio non vanno messe nel frigo di casa e poi vediamo quelle da “brevi soggiorni”
1. OLIO EXTRAVERGINE va tenuto al buio ma non al freddo. Se poi si rapprende congelandosi, e questo avviene a una temperatura di 4-6°C, cioè nel reparto carne del frigo, lo rovinate del tutto
2. PATATE il freddo del frigo le fa germogliare, molto meglio in un panierino nella zona più fresca della cucina insieme a pomodori, cipolle e aglio. Meglio se coperte da un canovaccio, ancora meglio se il canovaccio è a quadretti bianchi e rossi, fa molto country e lo trovo decisamente shabby chic.
3. POMODORI mai in frigo perché poi non sanno di niente
4. AGLIO in frigo secca
5. CIPOLLE in frigo diventano flaccide e muffite
6. BASILICO meglio metterlo sul davanzale con i gambi immersi nell’acqua
7. ARANCE, BANANE, MELE, MELONI perdono il profumo, il frigo rallenta la maturazione in modo innaturale. Si tratta di frutti climaterici, che maturano anche staccati dalle piante e vanno tenuti separati per evitare che il processo sia troppo veloce.

I Gourmets senesi celebrano l’autunno

Tartufi bianchi delle Crete senesi, castagne e nebbiolo per l’Union Europèenne des Gourmets al ristorante Il Mestolo di Siena

Tartufo bianco su carne di chianina tagliata al coltello

Tartufo bianco su carne di chianina tagliata al coltello

Posto d’onore ai magnifici tartufi delle Crete senesi che quest’anno sono stati raccolti in abbondanza e alle castagne che invece hanno avuto, nel 2014, una stagione molto più difficile.
Una serata dedicata all’autunno, dunque, con un’attenzione particolare agli abbinamenti, studiati dal Console di Siena Alessandro Bonelli, con vini di altre regioni e soprattutto provenienti dal Piemonte. Le mani sapienti dello chef Nicoletta, sotto la regia di patron Gaetano, hanno realizzato un menù capace di valorizzare i sapori con equilibri costruiti sulle assonanze e sui contrasti.
Primo vino Vetere 2013, rosato prodotto da San Salvatore di Giungano (Salerno) fresco, fruttato con una leggera vena acida, ottimo esempio di vinificazione in rosato dell’Aglianico accompagnato da una battuta di manzo con tartufo bianco delle Crete senesi.
Segue un passaggio tutto piemontese con un Langhe Nebbiolo 2010, cru Bricco Boschis di Cavallotto (Castiglione Falletto), un vino di ottima struttura, deliziosamente fruttato e speziato al naso e galoppante di tannini e freschezza in bocca. Abbinato con riso al naturale con fonduta di toma e tartufo bianco delle crete

Gourmet - cena al Mestolo - coniugi Adorno e S.Campatelli

Gourmet - cena al Mestolo - coniugi Adorno e S.Campatelli

Rimanendo in Piemonte, è stato servito il Nebbiolo d’Alba 2009 di Moscone di Monforte d’Alba. Colore rosso rubino con riflessi granati , sapore ben strutturato, profumo intenso. Perfetto l’equilibrio con il coniglio farcito con castagne e marinato nel latte e parmigiano , con zucca gialla stufata.

Perché mangiare in ristoranti storici ha più sapore

I 64 ristoranti italiani di antica tradizione hanno nomi celebri: La Bersagliera a Napoli i Dodici Apostoli a Verona Savini a Milano l’Osteria del Bai a Genova

Dodici Apostoli Verona

Dodici Apostoli Verona

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Luoghi in cui la tradizione la mangi, la vedi e la abiti …. Insomma un fascino impalpabile che assomiglia a quello dei teatri, dove aleggia lo spirito degli artisti che ci hanno lavorato. Questi ristoranti sono popolati dal ricordo di grandi chef e di clienti celebri, ogni piatto ha una storia che lo distingue e lo rende unico. In alcuni casi, come la focaccia al formaggio di Manuelina di Recco, i piatti sono proprio nati li. Per questo mangiarci fa entrare nel mito. E’ insomma un’esperienza che rimane impressa nella memoria anche quando la cucina non è da stella Michelin ( ma Del Cambio ce l’ha) e la gestione è cambiata decine di volte.

Ristorante_Savini_Milano

Ristorante_Savini_Milano

Il nostro viaggio nei ristoranti storici parte da un delizioso articolo del blog dissapore e prosegue nell’annuario dell’Associazione dei locali storici d’Italia che mi arriva ogni anno da un vecchio e caro amico, Enrico Guagnini.
La maggior parte di questi ristoranti sono dell’Ottocento ma tre affondano le loro radici fino al Quattrocento: l’Antica locanda del Mincio (1407) a Valeggio, l’Onkel Taa di Parcines in provincia di Bolzano (1430) e l’Albergaccio a San Casciano Val di Pesa (1450). Tutti e tre hanno storie incredibili, nella locanda si fermò Napoleone nel 1796 quando cacciò gli austriaci al di là del Mincio. Nel ristorante Museumstube Bagni Egart Onkel Taa ci sono le tinozze per acqua termale in cui fare il bagno mangiando come usava nel medioevo, qualcosa che attrasse qui anche l’Imperatrice Sissi e Francesco Giuseppe d’Asburgo. Infine l’Albergaccio si chiama anche Tavernetta Macchiavelli perché l’autore del Principe vi dimorò durante il suo esilio fuori da Firenze.

Il miglior wine post del 2014 è sui vini turchi

L’Oscar del vino digitale,Wine blog award, è andato a Lauren Mowery con un post sui vini turchi da vitigni autoctoni pubblicato nel suo blog Chasing the vine

Lauren Mowery

Lauren Mowery

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I wine blog awards sono 9 ma il più importante di loro è sicuramente quello per il miglior post. Il premio esiste dal 2007 e si è affermato rapidamente come un riconoscimento prestigioso. I concorrenti sono un centinaio e vengono votati on line per designare i 5 finalisti. Fra di loro un panel di esperti sceglie il vincitore. La cerimonia di premiazione avviene durante il Wine Bloggers Conference a

Wine Blog Awards

Wine Blog Awards

somiglianza della cerimonia degli Oscar che si svolge davanti a tutto il mondo del cinema.
Ma vediamo chi ha vinto il premio più ambito, si tratta di Lauren Mowery una giornalista bella giovane e bionda che scrive di viaggi e di vino. I suoi articoli sono usciti in Wine & Spirits, Wine Enthusiast, Saveur, The Wine Merchant …. e in un’infinità di altre testate fra cui il suo blog personale Chasing the Vine. Su Twitter ha 14.200 follower … insomma è un opinion leader coi fiocchi e soprattutto ha avuto il coraggio di indagare un’area vinicola ancora poco conosciuta come la Turchia facendoci scoprire una situazione paradossale. E’ la nazione con la storia vinicola più antica – 7-15.000 anni – e la situazione politica e religiosa più contraria al consumo d’alcol.

Giappone batte Scozia il whisky prende gli occhi a mandorla

Il sorpasso, nella bibbia del whisky, decretato da Jim Murray il maggior esperto mondiale che da 12 anni classifica i top dopo averli assaggiati tutti

Jim Murray Whisky Bible 2015 cover

Jim Murray Whisky Bible 2015 cover

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il World Whisky Bible è la più autorevole guida sui whisky con 4.500 schede descrittive di etichette famose e ancora sconosciute. Ordinandola in prevendita (9,99£) è possibile ricevere una copia autografata dall’autore Jim Murray. Ma chi è questo superesperto che, nella locandine della guida, ci appare con gli occhi gialli come il whiskyche sta bevendo? Ha visitato più distillerie di ogni altro essere umano ed è conosciuto come incorruttibile e assolutamente impermeabile a ogni pressione. Murray è

whisky Suntory Yamazaki

whisky Suntory Yamazaki

un inglese cinquantenne con i capelli lunghi, i movimenti flemmatici e un tipico humour britannico che lo fa sorridere spesso. Ha una grande passione per il calcio e i distillati e conduce programmi televisivi su entrambi gli argomenti. Insomma è un guru di importanza indiscussa e la sua decisione di mettere sul trono del whisky la distilleria Suntory Yamazaki ha fatto tremare la Scozia dove la distillazione dà lavoro a 35.000 persone e gli alambicchi compaiono persino sulle banconote.
Jim Murray ama le novità e questo spiega perché oltre un quinto dei whisky citati dalla sua Bibbia sono recensiti per la prima volta. Questo coraggio nell’affrontare i cambiamenti, anche rivoluzionari, è alla base della decisione di escludere gli scozzesi dalle prime 5 posizioni della “Bibbia”. Dopo il whisky giapponese ci sono infatti 3 bourbon statunitensi e un inglese.

Come diventare critico gastronomico e super sommelier

Da Identità Golose di Paolo Marchi due donne di successo indicano il percorso che trasforma un goloso in food writer e una mamma in maitre sommelier

Identità Golose premiati  Guida 2015

Identità Golose premiati Guida 2015

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Difficilmente capita di leggere qualcosa di altrettanto interessante e utile. Consigli e non polemiche, idee frutto di riflessione e non pensieri in libertà. Insomma un vero vademecum per diventare food writer. Viene da Laura Lazzaroni caporedattrice de “L’Uomo Vogue” e vincitrice del titolo “Giornalista dell’anno” dalla Guida dei ristoranti di Identità Golose 2015.

Laura nel suo articolo cita un’intervista del Wall Street Journal a Judith Jones, la novantenne considerata una leggenda dagli scrittori

Laura Lazzaroni, Caporedattrice de L'Uomo Vogue

Laura Lazzaroni, Caporedattrice de L'Uomo Vogue

di gastronomia in USA. E’ un articolo capolavoro, chi vuole fare il food blogger o ancora di più il food writer DEVE leggerlo. Vi anticipo qualche pillola. Prima di tutto bisogna chiedersi se c’è ancora bisogno di un critico e la risposta è si. I giudizi on line dei consumatori sono emozionali ma non tecnici mentre chi spende per gustare un cibo e soprattutto gli chef meritano un giudizio più attendibile e profondo. Ma come si diventa esperti gastronomi? L’aspirante critico deve studiare, studiare, studiare … leggere, ascoltare …. e assaggiare visitando osterie e stellati in tutto il mondo <<il palato, per tre parti innato e per due parti plasmabile con l’esercizio continuo>>. Insomma un investimento in tempo, denaro e applicazione mica da poco!

Wine2wine il futuro nel bicchiere

Un modo nuovo di parlare fra produttori, fra produttori e giornalisti, fra produttori e tecnici. Un’abbuffata di contatti, stimoli e opportunità …veloce

Wine2wine Giovanni Matovani al centro Ian D'Agata a destra

Wine2wine Giovanni Matovani al centro Ian D'Agata a destra

Di Donatella Cinelli Colombini

Ha sorpreso tutti. Il mondo del vino è arrivato a Verona incuriosito ma non convinto. Ha partecipato a Wine2wine con crescente entusiasmo ed è tornata a casa con una gran voglia di rinnovarsi.

Stevie Kim Wine2wine  aspettando il ministro Martina

Stevie Kim Wine2wine aspettando il ministro Martina

Giovanni Mantovani, Gianni Bruno, Stevie Kim e Ian D’Agata  hanno creato un nuovo

format capace di aprire il futuro alle nostre cantine. Non posso raccontarvi tutto perché quattro forum in contemporanea, ogni ora, due giorni di seguito, costituiscono una massa che solo WineNews, con 5 persone a disposizione, è riuscito a seguire adeguatamente.

Vi racconterò, in pillole le cose che mi hanno colpito di più: Forum delle Donne del vino, presiedute da Elena Martusciello,  sui valori immobiliari delle cantine. Delis Pantini, di Nomisma, mostra il rendimento del capitale delle aziende agricole. Bene solo il Brunello di Montalcino (è questo che mi ha colpito) che pur diminuendo negli ultimi 4 anni, mette a segno un bel +5, 8%,  benino Alto Adige e Barolo mentre tutto il resto d’Italia affonda.  Situazione confermata da Bill Thompson Knght  Frank  <<i compratori esteri si stanno orientando  sulle zone vitate più importanti>>.

La disobbedienza civile dei coraggiosi vignaioli FIVI

Con la FIVI–Federazione italiana Vignaioli Indipendenti contro il divieto di scrivere nei siti e nei depliant delle cantine il nome della propria regione

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 

Per chi ha anche agriturismo o turismo del vino è la catastrofe
Questa è una novella inventata ma spiega bene la realtà: c’era una volta una famiglia contadina che con tanti sacrifici ha comprato il podere Albabella a Cinigiano. Ha piantato la vigna e ha trasformato il fienile e la stalla in appartamenti agrituristici con bellissimo panorama. Pian piano il podere Albabella vince dei premi e inizia la commercializzare il suo vino DOC Montecucco con il proprio marchio. Ma ecco il Regolamento Europeo 1308/2013 recepito dall’articolo 53 (titolo III) del Testo Unico della vite e del vino che impedisce di scrivere la parola Toscana nel sito, nei depliant e in ogni altra comunicazione del podere Albabella.
Risultato: L’azienda Albabella va in rovina.
Quanti conoscono il paese di Cinigiano o la denominazione Montecucco? Il turista che vuole andare in vacanza in Toscana verrà attratto dagli agriturismi delle aziende che non producendo vino, possono scrivere il nome della regione nel loro sito internet e dunque sono rintracciabili con internet. Albabella invece diventa un desaparecido cioè sparisce.
Assurdo?

Onav: Vito Intini Presidente e Pia Berlucchi Vicepresidente

Terremoto con il nutrizionista Giorgio Calabrese che lascia la presidenza sbattendo la porta e l’elezione del primo presidente ONAV non piemontese

Vito Intini Presidente ONAV

Vito Intini Presidente ONAV

Anno decisamente burrascoso per i Sommelier italiani. Dopo il divorzio AIS-Fondazione Italiana Sommelier, anche ONAV ha rivoluzionato il suo management con qualche polemica sui giornali. L’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino è nata ad Asti nel 1951, è dunque la più antica fra le grandi associazioni italiane di assaggiatori (AIS nasce nel 1965 e Fisar nel 1972) ed ha sempre concentrato la sua attività

Alessandra Ruggi ONAV

Alessandra Ruggi ONAV

sull’analisi e lo studio del vino, lasciando ad altri il compito di servirlo. Per questo gli assaggiatori ONAV hanno mantenuto un carattere distintivo e lontano da ogni attività commerciale ma anche leggermente piemontese. Infatti benché l’associazione abbia 12.000 soci sparsi in tutta Italia la presidenza ha sempre avuto un netto accento sabaudo. Questo fin ora, perché il neo presidente Vito Intini è un imprenditore milanese di 54 anni con tutta l’energia e la mentalità tipiche della sua origine <<In quattro anni faremo 60 progetti>> ha detto appena eletto << dai corsi all’estero ai wine tour per gli stranieri, al rilancio del premio Duja d’Or>>. Una dichiarazione che sembra voler mettere il turbo all’ONAV come è successo in Lombardia dove, in sei anni sotto la guida, la delegazione è passata da 80 a 1.700 soci attivi.

                                                                       
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